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Bauhaus: unità tra artisti e artigiani per l'industria

Nel novembre del 1918 la Germania sconfitta è un paese stremato dalla guerra. Nel 1919 l'imperatore si dimette: il Congresso Nazionale che intende promulgare la nuova costituzione della Repubblica tedesca non si riunisce a Berlino a causa dei disordini, ma in una cittadina, Weimar, storica erede della grande tradizione culturale tedesca. Nasce così la repubblica di Weimar che durerà fino al 1933, quando Hitler vince le elezioni e prenderà il potere.

Sempre nel 1919 nasce a Weimar la Bauhaus, scuola di design che, dopo il trasferimento a Dessau e alla fine a Berlino, vivrà fino al 1933, quando verrà chiusa dai nazisti. La Bauhaus segna il passaggio tra il 19esimo e il 20esimo secolo, di un dibattito sul rapporto tra l'artigianato e l'industria. Come le arti decorative applicate possono accordarsi con la produzione seriale e diventare arti industriali.

Il dibattito tra arte e industria

Nella prima assemblea che si tiene al DWB, il discorso chiave è pronunciato da Friz Schumacher, professore di architettura alle Technische Hochschule di Dresda, seguace delle idee politiche di Friedrich Naumann: riformare le arti applicate tedesche attraverso un autentico riavvicinamento tra artisti e produttori, sottolineando come il progresso dell'industrializzazione e della meccanizzazione fosse irreversibile e come il Werkbund dovesse cercare in ogni modo di respingere l'eccessivo materialismo e razionalismo che ne erano le conseguenze, senza tuttavia rinunciare ai benefici positivi della modernità.

Il dibattito sulla collaborazione tra arte e industria crea tuttavia una frattura ideologica sempre più evidente proprio tra gli stessi fondatori del Werkbund e si manifesta in modo chiaro nell'esposizione di Colonia nel 1914. Da una parte Hermann Muthesius esortava i progettisti tedeschi a concentrarsi sullo sviluppo di forme standard e di forme tipizzate, in cui Typisierung è il termine che più indica il concetto ma anche affine alle esigenze dell'industria. Dall'altra, un gruppo di artisti rappresentati da Henry van de Velde, si propongono in assoluta contrarietà nei confronti di ogni tentativo di limitare la libertà dell'artista e rifiutano l'obiettivo stesso dell'unità stilistica e nel nuovo Kunstwollen esprimono la volontà della forma come espressione individuale.

Werkbund e la rivoluzione industriale

Il Werkbund sviluppa un'organizzazione su scala nazionale ed esercita un'enorme influenza sui modelli di gusto e di design. Nel 1914 organizza una grande esposizione, la quale, da giugno sino allo scoppio della guerra, in agosto, trasforma la città di Colonia in un centro propulsore per visitatori tedeschi e stranieri, desiderosi di osservare i prodotti migliori dell'artigianato e dell'industria della Germania.

La rivoluzione industriale aveva creato una scissione tra chi ideava il prodotto, e l'industria che invece lo produceva. In questo movimento si sentiva, invece, la necessità di riunire artisti, architetti artigiani, decoratori, industriali, produttori e politici: non è più un'unione solo di artigiani, ma fa un passo in avanti coinvolgendo tutti i settori fino alla politica.

Gli artigiani si devono concentrare sulla selezione di pochi tipi in modo da far poi produrre questi dall'industria (tipizzazione e serializzazione). A queste tesi si oppone Henry van de Velde che sostiene che l'artista non si può e non deve sottomettersi alle regole dell'industria.

La fabbrica ideale di Gropius

Walter Gropius viene chiamato nel 1914 per realizzare il modello di una fabbrica, la fabbrica ideale, per un'esposizione al Werkbund di Colonia. Officine Nel 1911 aveva realizzato un edificio, Fagus, che aveva fatto molto scalpore perché interamente ricoperto di vetrate.

Nella città di Weimar esisteva una scuola di arti applicate fondata nel 1907 da Henry van de Velde, molto simile nell'aspetto a quella che Olbrich aveva costruito a Darmstadt, la colonia degli artisti.

Scuola di artigianato artistico

Van de Velde venne allontanato dalla scuola, perché non era concesso che un belga dirigesse una scuola in Germania. Qui intervenne Gropius, che dirige la seconda scuola di Weimar, l'Accademia delle Belle arti. Egli ha l'idea di unire le arti visive in un unico edificio, e far collaborare la parte artistica con quella tecnica e commerciale.

Gropius deve unire la scuola delle arti applicate e l'Accademia delle belle arti. Fonda così nel 1919 la più moderna scuola di arte dell'epoca: il Bauhaus. Il manifesto della fondazione della scuola sarà una xilografia di Feininger che rappresenta una cattedrale gotica, simbolo dell'Ottocento della riforma antimoderna di Morris e di Pugin. Il termine Bauhaus richiama il termine medievale Bauhütte, la loggia dei muratori costruttori di cattedrali e dove riponevano i loro attrezzi da lavoro.

Le tre stelle rappresentavano la Pittura, Scultura e Architettura, le tre arti del design per Vasari e l'accademia del disegno del Cinquecento fiorentino. L'unità tra artisti e artigiani fa riferimento alla cattedrale del futuro. Presto, simbolo della scuola diventerà il "sigillo" del Bauhaus, disegnato da Oskar Schlemmer, grande artista e insegnante nella scuola. In una sola immagine sintetizza tutte quelle che diventeranno le caratteristiche della scuola: razionalità, essenzialità delle forme, efficienza, centralità dell'uomo ma anche della macchina (l'uomo sembra quasi un robot).

Didattica del Bauhaus

All'inizio la scuola venne leggermente sovvenzionata con fondi pubblici della stessa città di Weimar, amministrata dai socialdemocratici. La didattica veniva organizzata in tre fasi:

  • Corso introduttivo
  • Laboratori permanenti e fondamentali nel programma didattico, sono la spina dorsale del metodo Bauhaus. LEARNING BY DOING
  • Corso finale di Architettura; non verrà avviato fino al 1926.

Le donne erano ammesse alla scuola, cosa difficile per l'epoca, però alcuni corsi e regolate erano relegate al laboratorio di tessitura, "più adatto". Gropius intuisce che si impara mettendo in pratica (dual system). I laboratori diventano la principale formazione degli studenti. Dopo aver fatto il breve corso iniziale subito dopo si cominciava a partecipare alla parte critica.

I laboratori diventano la principale formazione degli studenti. Laboratori: di metalli, di ceramica, di tessitura, di carpenteria, di fotografia, di stampa, di teatro… C'era un laboratorio di scultura su pietra, nel quale i materiali venivano costruiti per le loro qualità fisiche e le loro composizioni, con il fine di padroneggiare le tecniche di lavorazione. Ogni materiale presenta delle proprie caratteristiche, che vanno tenute a mente quando lo si deve usare.

Finanziamento e diffusione del Bauhaus

La scuola è finanziata dallo stato, però comincia a vendere al pubblico i propri prodotti, durante le numerose mostre promozionali che organizzava, per aggiungere un'ulteriore fonte di guadagno. Voleva, inoltre, attraverso queste esposizioni creare un'opinione comune, diffondere la propria cultura del gusto.

Il successo della scuola della Bauhaus è legato non solo alla didattica, certamente fuori dal comune, ma anche soprattutto ai suoi insegnanti, che di quella didattica furono gli ideatori e i propulsori. Appartenenti a nazionalità ed estrazioni culturali diverse, i docenti della Bauhaus, che spesso vivevano all'interno della scuola, erano artisti, architetti, artigiani, designer e sono tuttora figure di primissimo piano della cultura europea. Primo fra tutti Walter Gropius, che dopo essere stato tra i fondatori, diventò il primo direttore del Bauhaus dal 1919 fino al 1928. Considerato uno dei più grandi architetti contemporanei ha progettato edifici considerati pietre miliari dell'architettura, tra cui la sede del Bauhaus di Dessau.

Insegnanti e contributi al Bauhaus

Tra il 1922 e il 1933 Wassily Kandinsky insegna al Bauhaus, prima a Weimar e poi a Dessau. Gli anni del Bauhaus sono caratterizzati dall'amicizia del collega Paul Klee e dalla pubblicazione di un saggio fondamentale: punto e linea sul piano. Durante la sua lunga presenza al Bauhaus, Kandinsky non solo fu uno stimatissimo docente, ma ripensò il suo stile superando la concezione lirico espansiva dell'astrazione per focalizzarsi sulle proprietà del punto, della linea, della superficie e del colore. Questo era l'insegnamento che passava ai suoi allievi.

Proprio l'amico di Kandinsky, Paul Klee, fu il docente di "Teoria della forma e della figurazione" nella sua esplorazione dell'universo interiore dava sempre più conto del valore dei segni, dellacomposizione e dei colori.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludog173 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Irace Fulvio.
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