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Storia dei media - il sistema dei media Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dei media per l'esame del professor Morreale sul sistema dei media. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il dopoguerra (verso un sistema nazionale dei media 1945-1960) e la fase di passaggio tra moderno e postmoderno.

Esame di Storia dei media docente Prof. E. Morreale

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generando così una vera e propria produzione pubblicitaria nazionale, rendendo possibile la nascita

di studi specializzati e assorbendo una grande quantità di professionisti dagli altri settori mediali.

Carosello era una trasmissione obiettivamente rivolta agli adulti (compratori) ma di fatto, per

quanto riguarda i contenuti, ideale per i bambini. Così la sua funzione fu doppiamente pedagogica:

per gli adulti carosello mostrava la via della modernizzazione, rendendola compatibile con i valori

tradizionali; ai bambini il carosello insegnava, divertendoli, che c’era una società di cui loro

facevano parte, protetta da un mondo adulto che cominciava quando loro andavano a dormire, un

mondo fatto di televisione ma con contenuti più seri e importanti. La quasi totalità dell’infanzia

italiana crebbe per la prima volta come un unico grande corpo senza distinzioni di classe, di cultura,

di stili di vita.

Tra moderno e postmoderno (1960-92)

Anni Sessanta

La generazione nata e cresciuta durante e dopo il Boom fu un unico grande target che respirò un aria

unitaria, per la quale i media furono appunto “Cultura Sottile” perché respirata ovunque. Per la

prima volta c’era un mondo giovanile astratto dal mondo adulto. Pier Paolo Pasolini scrive: “Nei

primi anni Sessanta, a causa dell’inquinamento dell’aria e soprattutto dell’acqua sono cominciate a

scomparire le lucciole”. La fine delle lucciole è l’inizio del boom economico e la comparsa di una

nuova cultura moderna e industriale, la cultura delle metropoli e del consumismo, della diffusione

dei gusti di massa. Pasolini è l’esempio migliore della transizione dell’intellettuale chiuso in

intellettuale aperto ai media. Egli, completamente contro la cultura del boom e della televisione,

affida però i suoi messaggi ai giornali e al cinema e nel farlo accetta pienamente i linguaggi e le

sfide che progressivamente il mutare della società pone a quei media. Scrive: “Il centro ha

assimilato a sé l’intero paese, ha imposto i suoi modelli che sono i modelli voluti dalla nuova

industrializzazione. Ecco allora l’ambiguità pasoliniana, che da un lato prevede l’utilizzo

consapevole di (alcuni) media, dall’altro prevede il rifiuto di (altri) media.

La “fine delle lucciole”, secondo Pasolini, passa del tutto inavvertita alla classe dirigente del paese.

Per la generazione protagonista del Boom la cultura mediatica è ancora un universo parallelo a

quello serio, la televisione è importante ma non è cultura; Per la generazione dei figli del Boom i

media non sono altro, sono l’aria che si respira, e imparano senza accorgersene a orizzontarsi in un

mondo diverso dai precedenti, per i loro genitori ciò che accade è sotto il segno

dell’incomprensibilità.

Tutto ciò si riscontra nel sistema dei media che, da una parte, guarda al passato ricomponendo

modelli degli anni Trenta aggiornati, dall’altra vuole rispondere ai mutamenti della società

orientandosi soprattutto sui giovani.

- Bandiera Gialla: la riforma della radio del 1966 - in cui il mezzo radiofonico si impone come

alternativa alla tv con tre canali complementari, palinsesti diversificati, e generi diversi per canale -

fa nascere nuovi programmi fra cui Bandiera Gialla, una trasmissione musicale del sabato

pomeriggio, condotta da Boncompagni e poi da Arbore, in cui veniva utilizzata Bill-Board, una

rivista americana con i primi cento dischi più venduti negli Usa e in cui un folto pubblico di

giovanissimi accompagnava il programma con grida di entusiasmo. Per la prima volta gli italiani

ascoltano in radio i Beatles, Tina Turner e i Rolling Stones e per la prima volta la Radio fonda un

programma con la capacità di intuire i bisogni del pubblico, ancora inespressi perché tenuti a freno

da un’offerta antiquata e compressa.

- Linus: emblema della rinascita fumettistica italiana, approfittò vantaggiosamente dell’incrocio di

molti fattori favorevoli: un nuovo clima culturale che in tutti campi si faceva più laico e non

escludeva le forme mediatiche; il salone internazionale del comics in cui produzione, critica e

pubblico ebbero modo di incontrarsi per la prima volta; l’ampliamento del pubblico potenziale

dovuto dalla caduta a picco dell’analfabetismo con conseguente crescita nel consumo di libri. Con

linus il fumetto diviene commerciale acquisendo per la prima volta un successo di massa senza più


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Morreale Emiliano.

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