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La cultura sottile

Il dopoguerra: verso un sistema nazionale dei media (1945-60)

Dopoguerra

Durante il regime, fenomeni come il varietà radiofonico, il fumetto d’avventura, il cinema hollywoodiano spariscono dalla scena, ma la potenzialità del consumo di questi prodotti rimane immutata, tanto che non appena finisce la guerra, i fenomeni riemergono, modificati perché portati da diversi soggetti o destinati a nuove generazioni, ma sostanzialmente invariati. La TV nasce dopo la guerra, ereditando dal fascismo un ideale monopolista e pedagogico e diventerà in breve quello che la radio era stata virtualmente, ossia un esperanto generale, valido per tutto il paese.

In quegli anni ci fu una sorta di parallelismo fra i circuiti di diffusione culturale:

  • Il circuito elitario che prediligeva lo stile e i contenuti del neorealismo.
  • Il circuito industrial-culturale dominato da stili e forme tipici dell'intrattenimento mediatico, che attingeva all'avanspettacolo colto (Rascel), al comico teatrale e cinematografico seriale (Totò) e al melodramma, mischiati ad una sorta di buonismo sociale e ad una vena critica sarcastica sul paese.
  • Il circuito pubblico in cui un progetto politico di alfabetizzazione culturale si incarnò soprattutto nella televisione del monopolio.

Anni Cinquanta

Le tracce delle grandi svolte nei media si collocano nei secondi anni Cinquanta come ad esempio la nascita della SACIS (società preposta al controllo e al coordinamento del materiale pubblicitario radiofonico e televisivo trasmesso dalla RAI); l’ampliamento del raggio d’azione della SIPRA (concessionaria che gestiva la pubblicità) alla televisione, la nascita del Carosello. Il sistema dei media in quegli anni era fortemente condizionato dal cinema da cui ne riprendeva le caratteristiche (conflitto fra esercizio e produzione, distribuzione nelle sale, rapporto con l’importazione statunitense, tentativi di creazione di standard nazionali) e la sua spinta alla trasformazione.

Inoltre, in quegli anni il sistema di diffusione delle sale sembra ribadire e sottolineare l’articolazione fisica della metropoli, perché con lo spostamento dal centro alla periferia, i cittadini consumano lo stesso prodotto, ma in tempi diversi, ciò che poi non avverrà più con la diffusione della televisione in cui il prodotto sarà dato tutto in ogni luogo. Emblematico di questa stratificazione è il cineromanzo che, fortemente connesso con la tradizione del fumetto, ripercorreva le trame dei film di successo pubblicandone i fotogrammi, commentati da didascalie, in cui gli attori diventavano divi e il cinema diventava luogo della narrazione.

Per quanto riguarda i generi, in quegli anni si assiste alla plurimedialità di alcuni generi, come il caso del western di produzione americana nel cinema e quello a firma italiana nel fumetto, che rielabora il western americano in chiave nazionalpopolare. Negli anni Cinquanta si assiste all’industrializzazione globale della cultura, in cui la domanda di prodotti culturali industrializzati diviene a tutti gli effetti popolare. Esempi:

  • Lo sviluppo della musica di massa con il boom dei cantanti napoletani, il festival di Sanremo, i nuovi assetti discografici e le importazioni statunitensi come il boogie-woogie.
  • La nascita nell’avanspettacolo del teatro popolare di massa.
  • Slancio del fenomeno sportivo che aveva conosciuto due fasi: la prima dall’unità al fascismo, in cui si era diffusa una pratica sportiva elitaria (tiro a segno, ginnastica, sci, automobilismo) e in cui lo sport venne usato dal regime come veicolo di propaganda con la costruzione e l’esaltazione del campione; la seconda fase negli anni Cinquanta in cui nasce lo sport-spettacolo: il tifo cittadino e metropolitano di massa radicalizzato attorno a figure-simbolo, il totocalcio che connette lo sport all’ideologia della fortuna e della lotteria, la nascita del giornalismo specializzato.

Il fumetto

Nelle prime serie del dopoguerra il fumetto ha una forte strategia pedagogizzante legata ancora ai tentativi fascisti, che però si contrappone a quella di puro intrattenimento, facendo sì che nei fumetti molto spesso si materializzino le contrapposizioni ideologico-politiche caratteristiche di quegli anni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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