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STORIA CONTEMPORANEA E CONFLITTI

SOCIALI

1 28 SETT- 7 NOVEMBRE

2 30 NOV- 27 GENNAIO

Storia

Cos’è? racconto dei fatti del passato costruito attraverso un metodo.

A cosa serve? La storia è l’immagine che ogni società ha del passato, delle

radici e di ciò che è alla base di ciò che oggi è la società.

La storia ambisce ad avere una conoscenza del passato a tutto tondo in cui si

intreccino i fenomeni economici, sociali, politici e culturali; non è un semplice

racconto dei fatti avvenuti, anche se essi sono necessari alle interpretazioni

che se ne danno. La storia ha quindi un elemento di soggettività molto forte

nonostante debba esistere una storicità assoluta (oggettiva).

La storia è INTERPRETAZIONE dei fatti. (A partire da Erodoto)

Tucidide, invece, racconta in maniera dettagliata ciò che succede sul piano

politico e militare senza dare molte spiegazioni sul perché determinate cose

accadessero.

STORIA CONTEMPORANEA sussegue quella ANTICA, quella MEDIEVALE e

quella MODERNA.

È difficile dire quando finisca quella moderna e quando inizi quella

contemporanea; per alcuni inizia nel 1815 dopo il congresso di Vienna; per altri

inizia con le rivoluzioni del 1848, per altri ancora inizia a fine del ‘700 con la

Rivoluzione francese.

Bisogna tener conto della rivoluzione agraria, demografica e industriale,

inizialmente evidenti solo in Gran Bretagna, che hanno in 200 anni modificato il

mondo in maniera molto rapida. (Nel Settecento la popolazione è aumentata in

modo esponenziale in Europa, come conseguenza normale della rivoluzione

agraria che ha rivoluzionato il modo di vivere).

Per studiare gli ultimi 200 anni bisogna quindi considerare:

l’affermazione della rivoluzione industriale e del sistema capitalistico, il

 quale controlla l’intero mondo;

l’aspetto politico e l’importanza del sistema parlamentare, in alcuni casi

 in parte elettivo, che ha diffuso in tutto il mondo l’idea di

rappresentatività e di Stato;

l’aspetto culturale, ovvero l’affermazione a partire dall’ ‘800 di una

 cultura di massa con alcuni denominatori comuni.

29.09.2020

Piccola introduzione: nel 1807 il governo britannico decide di rendere illegale la

tratta degli schiavi, nonostante in America Latina continua fino alla fine dello

stesso secolo.

Essendo che la Gran Bretagna è la potenza marittima maggiore, questa data

segna un’importante svolta. (Pag 80 o 85 del manuale)

LE TRE RIVOLUZIONI (Il termine ricorre già in alcuni di studi dell’Ottocento,

nelle opere di Karl Marx per quanto riguarda l’economia)

- Rivoluzione demografica: spesso non se ne tiene molto conto, ma uno degli

indicatori più impressionanti del fatto che negli ultimi due secoli la storia

mondiale abbia preso delle strade particolari deriva da questa rivoluzione. In

genere si ritiene che la popolazione mondiale all’inizio dell’era cristiana era di

250 milioni; a metà del seicento invece di 500 milioni. Due secoli dopo

superava il miliardo, mentre durante la grande guerra superava i 3 miliardi. C’è

stata dunque una forte accelerazione. Quali sono le ragioni? Questa è iniziata

negli UK e in alcuni paesi scandinavi, mentre nel resto dell’Europa il processo è

stato molto più lento; in genere la cosa principale è la fine in Europa del Nord

della grandi epidemie soprattutto quelle di peste, il fenomeno è praticamente

scomparso. Il secondo aspetto è il crollo delle mortalità e in particolare modo di

quella natale e per natale, ovvero il numero di persone morte nell’atto del

parto e poi nei primi giorni di vita. Sicuramente questo perché sono migliorate

le condizioni igienico-sanitarie nel momento del parto (alla fine dell’800 in Italia

il tasso di mortalità era il 126 per mille, ovvero un terzo). Questo è stato un

fenomeno che è rimasto così per tutto l’Ottocento in Europa e questo spiega

anche come l’Europa sia il continente con il tasso più alto di emigrazione; in

America infatti la popolazione è cresciuta di 70 milioni di abitanti durante

l’Ottocento. Inizialmente gli immigrati provenivano dal nord Europa, poi da

quella orientale o meridionale; questo è un fatto importante anche perché nella

società statunitense questo ha creato delle informali gerarchie: gli immigrati

più anziani si consideravano più americani rispetto ad altri.

- Rivoluzione agraria: se parliamo del passaggio da Settecento a Ottocento, è

stato un fenomeno prettamente inglese sia in quanto a mobilita della proprietà

della terra sia per l’utilizzo di nuove tecnologie. Gli UK accentrarono il maggior

numero di terre nelle mani di pochi aristocratici quindi solo questo erano in

grado di realizzare quelle trasformazioni tecniche e culturali che consentivamo

l’aumento della terra. Nella Gran Bretagna diminuì la quota di persona

impiegate nel settore primario a favore di quello secondario —> emigrazione

delle campagne in città. È il periodo in cui la quota di PIL dell’agricoltura è

inferiore di quello secondario. Il Regno Unito già nel corso dell’Ottocento

dipendeva dalle importazioni e questo grazie al suo controllo sui mari, in Italia

tutto questo si è realizzato solo dopo la seconda guerra mondiale.

- Rivoluzione industriale: insieme di trasformazioni che hanno portato alla

nascita dei sistemi produttivi che si indicano anche con il termine sistemi di

fabbrica. Nasce un nuovo modello di società che ha avuto come pre-requisiti

nuove scoperte scientifiche: fondamentale è il perfezionamento delle macchine

a vapore. Prima di queste c’erano solo la forza animale, quella umana oppure

quella dell’acqua. La fabbrica anche ha rivoluzionato alcune attività produttive,

come quella tessile; prima di ciò erano i contadini a fabbricare le proprie stoffe

con un telaio che avevano in casa quindi vi era un’interazione tra le attività

agricole e tessili. Dopodiché con l’energia del vapore si poteva produrre un

numero maggiore di stoffe in meno tempo e questo significava cambiare la

mentalità delle persone e la loro gestione del tempo: il sistema della fabbrica

era molto rigido. Questo è stato un processo lungo e difficile perché la grande

maggioranza non amava andava a lavorare in fabbrica perché scombinava la

loro vita —> prime forme di conflitto sociale. Per effetto di tutto ciò nel corso

del Settecento si sono diffusi in alcuni paesi e in determinati settori sociali

nuovi valori, nuove idee che sono il portato storico di quei fenomeni strutturali.

(Schema del manuale)

Alcuni importanti pensatori del Settecento:

- Voltairre: principale esponente dell’Illuminismo settecentesco, ovvero corrente

di pensiero che assumeva come fondamento principale per lo sviluppo della

società l’uso della ragione, la tolleranza e la libertà di pensiero. All’epoca la

chiesa cattolica era pesantemente oscurantista: era l’unica religione che si

identificava anche con dei territori e che strutturava la società in un

determinato modo in quanto portatrice della parola di Dio. La chiesa anche nel

campo della scienza riteneva inaccettabili affermazione che contraddicevano la

sacre scritture, come ad esempio le torte di Galileo Galilei.

- Montesquieu: un barone ricordato per essere stato il primo a teorizzare il

principio della divisione dei poteri —> il potere legislativo, esecutivo (applicare

e far rispettare le leggi) e giudiziario. Montesquieu diceva che questo era il

sistema migliore e quindi nessuno di quei tre poteri ha la possibilità di

diventare più forti degli altri anche perché c’è il rischio della tirannia.

- Rousseau: gli si deve una declinazione in senso democratico già con una

riflessione sul popolo come soggetto, proponeva un modello di democrazia

diretta. Al fondo di tutto ciò c’era il pensiero che dettava che tutti gli uomini e

le donne nascono uguali e quindi tutti sono titolai degli stessi diritti che non

andrebbero mai limitati se non sulla misura di leggi precise. In fondo anche il re

era un semplice uomo, non era sovrano per diritto divino, ma Rousseau, che

non erano contrario alla monarchia del tutto, diceva che doveva basassi su una

sorta di patto tra sovrani e popolo in cui erano chiari i diritti reciproci. Gli

uomini in natura erano buoni e sono le istituzioni che si sono costituite che li

hanno corrotti. Se uno dei due contraenti viene meno ai patti, l’altro è

legittimato a ribellarsi apertamente.

- Smith: in genere viene ricordato come il teorizzatole della libertà d’impresa,

del “laizzer faire”. Nelle circostanze dell’epoca ciò significava dare corpo alle

ispirazioni delle nuove imprese industriali, soprattutto in Gran Bretagna. In

Adam Smith con l’apologia dell’impresa privata c’è anche un pensiero filosofico

profondo: c’è una chiara apologia dell’individualismo che non vuol dire

fregarsene del prossimo, ma è un’idea che ogni essere umano perseguendo nel

suo interesse economico per prosperare è giusto perché è da qui che deriva la

prosperità delle nazioni. Come fanno tutti gli interessi individuali a produrre

qualcosa per il bene comune? Grazie alla mano invisibile del mercato, i rapporti

sociali che trovano un loro equilibrio. Da questi processi strutturali,

dall’emergere di nuovi ceti sociali, noi possiamo capire perché siano capitate

prima la rivoluzione in America e poi quella francese.

Queste tappe hanno fatto nascere le prime costituzioni scritte. Si rovescia

l’immagine tradizione del potere per cui esso è una cosa che va dell’alto verso

il basso.

Le due rivoluzioni sono totalmente diverse: in America non c’è mai stata

un’aristocrazia a differenza della Francia.

Con la rivoluzione si è reso legittimo solo il potere che il popolo accetti e

controlli; muore il potere legittimista.

RESTAURAZIONE Quello che viene discusso al Congresso di Vienna, durato

molti anni, tratta di accordi tra stati ma dietro c’è qualcosa di più grande: il

termine restaurazione indica propria il voler restaurare il principio di

legittimazione. Le classi dominanti (le monarchie) sembrano ossessionate

dall’idea di dover restaurare l’ordine delle cose.

Napoleone aveva avuto con la Rivoluzione francese un rapporto non lineare,

ma nonostante questo per le monarchie di tutta Europa napoletano continuava

a rappresentare un qualcosa di quel trauma enorme della rivoluzione francese;

un paradosso enorme, poiché Napoleone non era per nulla un rivoluzionario,

ma allo stesso tempo ha tenuto fede agli ideali della rivoluzione tanto da

imporli sul resto dell’Europa. Le guerre napoleoniche avevano avuto l’effetto di

liquidare le ultime vestigia della feudalità sostituendole con nuove forme

amministrative e anche tutte quelle forme dell’ancien regime; è in quegli anni

che scompare il Sacro Romano Impero.

Venne introdotto il codice civile: sconfitto Napoleone questo non venne

comunque revocato, esso riconosce i diversi interessi operanti nella società e

che sei possano anche essere in contrasto tra di loro. Bisogna anche tenere

presente che la Restaurazione è stato un grande processo politico e ideologico,

ma non c’è stata nessuna restaurazione pura e semplice anche perché le

guerre che avevano sconfitto Napoleone avevo scombussolato l’equilibrio

creatosi. Russia, regno di Prussia e Gran Bretagna conducevano i giochi a

Vienna, ovvero coloro che sconfissero Napoleone.

In altri stati non c’è stata questa restaurazione: in Italia scompare la

repubblica di Venezia perché viene annessa all’Austria e il regno piemontese

ottenne la Liguria insieme ai suoi importanti porti. Ci sono anche i territori

germanici: tutta una serie di stati di lingua tedesca dovettero formare la

confederazione germanica (39 stati) che era presieduta di diritto

dall’imperatore d’Austria; all’epoca la confederazione non aveva nulla a che

vedere con lo stato federale quindi non erano indipendenti.

Al congresso di Vienna quindi si sono formai dei nuovi rapporti però forzati etra

le nuove potenze è venuta a crearsi una nuova gerarchia: al vertice vi era la

Gran Bretagna, che già si sentiva superiore. Se noi parliamo di quest’Europa

dobbiamo tenere presente che un pezzo di questa (Europa dell’est) era ancora

parte dell’impero ottomano che i sovrani dell’epoca ritenevano una cosa

diversa. Non è affatto vero che subito dopo questo vi sono l rivoluzioni del

1848, ma in mezzo ci sono state tante rivolte e lotte causate da alcuni intoppi

della restaurazione; questa alla fine era solo una questione ideologica ma

fisicamente aveva fatto acqua a tutte le parti. La santa alleanza creatasi in quel

periodo e formata da Russia, Prussia e impero austriaco era un’alleanza un po’

fasulla a partire dalle diverse religioni professate nei tra paesi.

Già dal 1820-21 vi sono moti nei settori dell’esercito più bassi della penisola

italiana e della Spagna; nel 1825 ci fu in Russia il moto Decabrista ovvero

giovani intellettuali che avrebbero voluto fare un colpo di stato; nel 1830 vi fu

una nuova rivoluzione velocissima in Francia.

Tra i più eclatanti vi fu la lotta dell’impedenza della Grecia che si è conclusa

nel 1832 che diede avvio anche ad altri movimenti indipendentisti degli altri

paesi sotto l’impero Ottomano.

30.09.20

Come potevano esprimersi le correnti in lotta contro la restaurazione?

In molti paesi (es. Gran Bretagna e Francia dopo la rivoluzione del 1830)

il clima della restaurazione si manifestava come assenza di libertà di

stampa e di associazione.

Le idee circolavano tramite canali legati alle élite .

Bisogna però tenere conto delle attività delle società segrete, cioè di un

associazionismo che ispirandosi a ideali rivoluzionari seguiva vincoli

associativi segreti durante la restaurazione. diventa molto importante

il ruolo della MASSONERIA, frutto di lotte religiose dei secoli precedenti.

La massoneria stessa però, agli inizi dell’800 visse vicende interne

abbastanza travagliate soprattutto rispetto all’aderire o no a sette

segrete clandestine che organizzavano moti rivoluzionari e in secondo

luogo sulla possibilità di ammettere al proprio interno le classi popolari,

agiate.

Abbiamo la certezza che Filippo Buonaroti aveva preso parte al

fenomeno del giacobinismo. Ebbe un ruolo importante

nell’organizzazione di queste associazioni segrete e ciò prefigura in tutti i

Paesi una composizione estremamente articolata di queste correnti che

si battono contro il clima della restaurazione.

Nascita delle principali ideologie politiche caratteristiche dell’800 e del

900.

è solo nei primi decenni dell’800, che vanno dalla restaurazione ai primi

anni del ’48, che si sviluppano le prime ideologie politiche.

Parole che da questo momento permeano movimenti organizzati:

LIBERALISMO, DEMOCRAZIA, SOCIALISMO E NAZIONALISMO.

Quando si parla di ideologie non bisogna pensare che questi fenomeni

fossero già organizzati in forme strutturate e soprattutto che fossero

organizzati nella forma che noi oggi chiamiamo partito. Il termine partito

esisteva già ma aveva un altro significato; indicava una corrente ideale

non ben organizzata.

Un esempio chiarissimo è il ‘manifesto del partito comunista’ di Marx ed

Engels. Quando nel ‘48 scrivono di un partito comunista, loro stessi

parlano di partito nel senso di corrente ideologica.

‘800

MOTI DEL ‘48

Bisogna tener conto di una pesante crisi economica che si era tradotta in

alcune parti d’Europa in vere e proprie forme di carestia nel settore

agricolo. Il caso più importante è quello dell’Irlanda.

Questa crisi è strettamente legata al fenomeno della migrazione verso

l’America.

Questi moti hanno coinvolto vari Paesi

Nei moti del ’48 si incrociarono varie correnti di tipo politico sociali e

altre legate alla questione nazionale c’erano, infatti, lotte per

l’indipendenza nazionale o l’aspirazione a formare uno stato nazionale.

Francia in Francia i moti del ’48 non hanno un’inclinazione

 

nazionale poiché era già uno Stato indipendente.

Italia È la questione nazionale a stare sulla scena più

 

prepotentemente.

Germania Anche qua la questione nazionale è molto forte.

 

Esistono 2 Paesi nei quali del ’48 non c’è traccia;

La Russia Zarista poiché c’era una situazione soffocante e un clima

repressivo.

La Gran Bretagna poiché era l’unico Paese in cui la lotta politica e sociale

esistevano da tempo, poiché esisteva già un parlamento e un sistema politico

consolidato attorno alla presenza nel Parlamento stesso di 2 schieramenti che

prendevano il nome di partito (=corrente parlamentare) : i Wings e i Tori,

rispettivamente il partito liberale progressista e il partito liberale conservatore.

In origine il partito Tori era dalla parte della corona e delle prerogative della

chiesa anglicana e delle grandi aristocrazie. Il partito Wings invece aveva

sempre affermato che il Parlamento veniva prima del sovrano.

Nella politica britannica si era affermato quel principio di cui il Paese va molto

bilanciamento dei poteri.

fiero: il

Si parlava di 3 poteri:

la camera dei comuni:

- camera bassa ed elettiva

la camera dei lords:

- camera alta e non elettiva, ma di nomina regia ed

ereditaria. È stata o

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher laaurapappalardo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Scavino Marco.
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