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Storia contemporanea del giornalismo

Informazioni corso

Orario: Giovedì/Venerdì 9.15/11 (con una pausa), Sabato 9.15/12 (11/12 solo per approfondimenti).
Pausa per esami: Dal 5 novembre al 22 novembre.

Modalità esame 12 CFU

  • Manuale di storia contemporanea (dovendo saper contestualizzare gli eventi). Verrà spiegato nella prima parte del corso e ci sarà la possibilità di dare un esonero scritto. Il voto andrà da 0 a 30 e poi verrà fatta la media tra i due (questo voto vale 1 anno per poi dare l'orale).
  • "Informazione e potere" (sulla storia del giornalismo italiano) e "Guerra e Mass Media" (presentato nelle ultime 6 lezioni da un collega) con esame orale (ultime 36 ore)! Ciò che chiede all'esame sono per lo più gli appunti, e pretende precisione anche sui dettagli come date ed informazioni che possono sembrare secondarie (è consigliatissima la frequenza)!

Esame esonero Venerdì 26

  • 12 punti - 12 domande multiple (con quattro possibilità di scelta).
  • 8 punti - 8 vero falso.
  • 5 (x2) punti - domanda aperta (mezza pagina).

[All'esonero non verrà richiesta la lezione di Giovedì 25, e bisogna iscriversi all'esonero dall'App]

Corso: Quando inizia la storia contemporanea?

Sabatucci e Vidotto decidono di far partire la storia contemporanea dal 1848 (VS gli studiosi francesi ritengono si debba partire dal periodo napoleonico).

Perché proprio nel 1848?

In Italia nel 1848 vi è un periodo di cambiamento (insurrezioni, proteste, moti rivoluzionari ...) che influenzerà il mondo intero.

  • Tra il 1846 ed il 1847 vi è un periodo di malcontento a livello economico (povertà e disoccupazione).
  • Inoltre, vi sono i liberali democratici che, ispirati dalla rivoluzione francese e dall'idea di libertà, decidono di tentare il raggiungimento del modello democratico a cui si ispirarono.

Un nuovo modello di rivolta in Italia

La lotta avverrà in maniera del tutto innovativa:

  • Nella primavera del '48 a scendere in campo non saranno solo i ricchi borghesi, ma anche contadini ed artigiani.
  • Non si lotterà solo per idee politiche, bensì anche per lotte sociali.

Da chi si prende ispirazione?

  • Rivoluzione Francese (1789): Si lotta per "la libertà, l'uguaglianza e la fraternità" con Napoleone e, anche quando egli perde e si torna all'Ancien Régime, le cose non saranno più le stesse con la monarchia liberale di Luigi Filippo d'Orléans.
  • Marx: Nel Gennaio del 1848 Marx e Engels pubblicano il manifesto del Partito Comunista.

Il modello francese

  • Bonapartisti, democratici e liberal progressisti vogliono raggiungere il suffragio universale maschile (solo nel 1946, nel dopoguerra, il diritto di voto arriverà alle donne).
  • Il Banchetto di propaganda dei democratici, dove si promuove il suffragio universale, viene vietato dalle forze dell'ordine. Vi è una reazione violenta, ricca di moti, cade così la Monarchia liberale francese d'Orléans e si passa ad una Repubblica.
  • La II Repubblica pretende delle rivolte e dei cambiamenti sociali:
    • Eliminazione della pena di morte.
    • Libertà di espressione ed aggregazione (sindacati).
    • Diritto al lavoro, con orario regolare e limitato.
    • Un'unica assemblea legislativa (ovvero il parlamento) ed un rappresentante della Repubblica eletti direttamente dal popolo (il 10 Dicembre vince Bonaparte, nipote di Napoleone).
  • Francia dalla II Repubblica al II Impero: Luigi Napoleone Bonaparte, è in realtà un conservazionista, che si farà incoronare Napoleone III ed organizzerà un colpo di stato (Dicembre 1848) per far uccidere tutti i suoi opposizionisti.

Le conseguenze in Italia

  • Palermo, Ferdinando di Borbone, Gennaio 1848, permette di avere una Costituzione mentre in Piemonte, Carlo Alberto di Savoia, crea lo Statuto Albertino. Stessa cosa accadrà in Toscana (Leopoldo II) e nella Chiesa (con Pio IX).
  • Venezia e Milano invece si ribellano agli austriaci: dal 18 al 23 Marzo ci saranno le 5 giornate di Milano con ben 300 morti; il 23 Marzo, invece, nascerà inoltre la Repubblica Veneta.
  • Cogliendo l'allontanamento degli austriaci dall'Italia, Carlo Alberto dichiara guerra all'Austria. Egli agisce così per paura che a Milano ed in Veneto possa nascere una Repubblica, cercando così di difendere la sua Monarchia. A lui si uniscono alcuni volontari (come Garibaldi) ed altri regni (addirittura quello della Chiesa, che si mette contro gli austriaci, nonché grandi cristiani), per poter difendere il loro potere.
  • In questo modo si pensa che si stia lottando per l'indipendenza italiana, nascondendo il vero motivo per cui Carlo Alberto è in guerra: quello dell'annessione dei territori.
  • Egli però fallirà, e gli altri Regni italiani ritireranno le loro truppe il 29 Aprile 1848. Il 25 Luglio 1848 il Piemonte verrà sconfitto dagli Austrici. Il 9 Agosto verrà così firmato l'armistizio di Salasco.
  • Venezia finì così nelle mani di Manin (Daniele Manin), il Papa Pio IX e Leopoldo II furono costretti a scappare dal loro regno.
  • Nel Marzo del 1849 Carlo Alberto decide però di intraprendere una nuova guerra contro l'Austria, fallendo ed abdicando il 29 Marzo (salirà al potere suo figlio, Vittorio Emanuele II di Savoia, I Re d'Italia).
  • In questo modo gli austriaci riprendono il loro potere in Italia (VS Solo la Repubblica Romana resisterà con il suo triumvirato fino al 4 Luglio 1849).

Europa a metà '800

Tutte le aspirazioni verranno infrante (per Francia ed Italia): si torna alla monarchia ed all'Impero. Ciò che però resta è:

  • L'affermazione di una nuova borghesia, la piccola borghesia (artigiani, contadini, ...) che vuole affermare il suo ruolo attraverso nuovi valori (importanza del risparmio e del fare soldi attraverso il proprio lavoro VS essere ricchi di famiglia) e nuove mode (abbigliamento, arredamento).
  • Un notevole progresso a livello tecnologico (il telegrafo) e filosofico (Darwin ed il positivismo).

Fallimento dei moti democratici: la frattura idealistica tra i liberali ed i democratici (basta pensare ai diversi obiettivi che si volevano ottenere attaccando l'Austria: Mazzini voleva un'Italia unita, Carlo Alberto voleva ampliare il suo potere).

Storia contemporanea del giornalismo

Venerdì 21 Settembre 2018

Non tutti i progetti fallirono: il Piemonte resiste

Dopo che Re Carlo Alberto di Savoia abdicò per il figlio vi fu una sorta di restaurazione, cioè di ritorno al passato (con il Congresso di Vienna, 1814).

Nonostante questo fallimento, però nel Regno di Sardegna (Piemonte) vi è l'unica costituzione che resta nel tempo (lo Statuto Albertino) VS in Toscana, nel Regno del Vaticano si torna al passato.

Il risorgimento italiano

In Piemonte Massimo d'Azeglio fa le leggi Siccardi (1850), che prevedono l'eliminazione dei privilegi della chiesa nei confronti dello stato (es: eliminazione diritto di asili di criminali nei conventi e nelle chiese).

Il capitalismo e l'industrializzazione

Il progresso tecnologico e filosofico (evoluzionismo di Darwin) inciderà sullo sviluppo economico e sulla società stessa (nasceranno infatti nuovi mezzi di trasporto): inizierà così ad esserci un vero e proprio sviluppo industriale, dove nascerà l'idea della meccanizzazione.

Ciò avrà differenti risvolti:

  • Positivi:
    • Urbanizzazione in città.
    • Nascita ed elevazione di nuovi ceti (i più poveri si arricchiscono).
  • Negativi:
    • Sfruttamento.
    • Alienazione.
    • Abbandono delle campagne.

Inoltre, a livello politico vi saranno diverse rivolte da parte del proletariato, il quale si ispirerà alla filosofia capitalistica Marxista (1867, Marx, "Il Capitale").

Marx crede che la società sia nettamente suddivisa in classi sociali e che debba esserci un ribaltamento di tali classi e: a prendere il potere devono essere i ceti operai.

Il comunismo in Italia

Il comunismo prende così il sopravvento in Italia e si crea un vero e proprio movimento, che si espande a livello mondiale (da cui il motto "Siate comunisti del mondo!")

Il comunismo nel mondo

  • 1864/1876, Londra, nasce l'associazione internazionale dei lavoratori (la "Prima Internazionale"), che raduna e collega i diversi dirigenti comunisti delle società operaie del mondo (Inglesi, francesi ed italiani in particolare). Lo statuto di questa associazione viene scritto da Marx.

La figura di Mazzini

Egli è un democratico, che fonderà la fondazione "Partito D'Azione", alla quale aderiranno molte società operaie che entreranno poi a far parte della Prima Internazionale.

La figura di Camillo Benso di Cavour

Camillo Benso Conte di Cavour (giornale il "Risorgimento"):

  • Grande personaggio politico liberale, attento al mondo della modernizzazione, che lotterà per:
    • Riconoscimento proprietà privata.
    • Riconoscimento del diritto di libera impresa (non sotto il controllo dello stato).

Così nel 1850, egli diverrà Ministro dell'agricoltura sotto il Presidente del Consiglio Massimo d'Azeglio. Solo nel 1852 diventerà Presidente del Consiglio. Successivamente egli promuoverà il Connubio: un accordo tra gli estremisti liberali (centrodestra) e democratici (centrosinistra). In questo modo cerca di eliminare l'opposizione e di ottenere maggiore consenso.

Inoltre, per modernizzare lo stato deciderà:

  • Di eliminare i dazi doganali sul grano (per ampliare il commercio ed aprirlo all'estero).
  • Di investire sulle infrastrutture.
  • Di investire sulla nascita e lo sviluppo di nuove industrie italiane.
  • Di promuovere una riforma monetaria.

Egli farà dunque parte del periodo del "risorgimento italiano".

Ma perché Cavour fa tutto ciò?

Egli decide di intraprendere questo progresso di modernizzazione per poter rendere il Piemonte una grande potenza a livello europeo, e per far così rientrare il problema dell'unità d'Italia nei problemi europei ed ottenere così supporto in caso di bisogno.

Inoltre, per far ciò egli decise di partecipare alla guerra di Crimea del 1853/1856 (Impero ottomano VS Russia per il controllo luoghi santi), ottenendo una vittoria e potendo partecipare alla conferenza di Parigi.

Cavour si propone dunque come nuovo garante della modernizzazione italiana, decidendo però di essere un moderato (per ottenere consenso europeo). Egli vuole così infatti eliminare la potenza austriaca in Italia, limitare il potere temporale ecclesiastico e cercare di creare un progetto di Italia unita.

Cosa ottiene dunque Cavour?

Egli firma l'Accordo segreto di Plombières, con Napoleone III, dove si progetta la nascita di un regno federale:

  • Regno Alt'Italia (sotto il controllo dei Savoia)
  • Regno centrale (sotto il controllo pontificio)
  • Regno del Sud (sotto il controllo borbonico)

La Francia accetta perché riceve in cambio due territori del regno di Sardegna (Nizza e la Savoia), il Papa accetta perché viene dato lui l'incarico di essere il garante di questo nuovo stato federale e Cavour propone ciò per apparire in buona luce e dare credibilità al Piemonte. Successivamente Cavour amplia la sua armata con le truppe garibaldine e Vittorio Emanuele III decide così di appoggiare i Savoia e lo annuncia tramite un discorso all'Italia.

La seconda guerra d'Indipendenza Italiana

L'Austria, provocata dalle manovre di Cavour (che ha l'appoggio della Francia e del Re d'Italia), lancia così un ultimatum ed inizia la guerra (Seconda Guerra d'Indipendenza italiana). L'Italia con i Savoia riesce così a guadagnare molte vittorie, come la vittoria di Magenta.

Il ritiro della Francia

L'11 Luglio 1959, vi è però l'Armistizio di Villa Franca, dove i francesi si ritirano dalla guerra ed in cambio ricevono dall'Austria la Lombardia. La Francia si ritira per paura che le idee politiche italiane possano influenzare il loro territorio, e per paura che la nascita di un'Italia Unita possa davvero realizzarsi.

I territori che erano stati donati alla Francia chiedono infatti di essere annessi al Regno di Savoia, ma ciò non avverrà. Cavour cerca quindi una nuova soluzione: Nel Marzo 1860 i governi provvisori sotto il controllo francese svolgono infatti dei plebisciti popolari, dove la maggioranza vuole l'annessione al Regno di Savoia. È così avverrà.

Il regno d'Italia

La figura di Garibaldi:

In Sicilia vi è una rivolta dove si scontrano democratici e moderati, così viene chiesto a Garibaldi di fare una spedizione volontaria (artigiani, contadini, veterani del '48) sul posto da parte di Mazzini. Anche Pio IX va sul posto per partecipare, mentre Cavour resta passivo e distante. Garibaldi: Repubblicano democratico, che però si stava allontanando dall'idea di estremismo, perché riteneva fosse necessario aver un contributo da parte dei moderati.

Spedizione dei Mille, 11 Luglio 1860, Marsala

I siciliani stessi appoggiano la spedizione ed i Borboni vengono così sconfitti. Nasce un governo provvisorio e le truppe nemiche vengono del tutto eliminate. Solo una volta vista la vittoria, Cavour decide di partecipare. Inoltre, gli stessi siciliani appoggiano tutto ciò, in quanto pensano di poter così ottenere dei vantaggi politico/economico/sociale.

Il 20 Agosto 1860 Garibaldi riesce inoltre a risalire in Calabria ed ad intraprendere una nuova campagna di conquista. Il 6 Settembre il sovrano napoletano è così costretto ad abbandonare il territorio e a fuggire.

Cavour frega Garibaldi

Se però Garibaldi decidesse di toccare Roma e la chiesa, ovviamente la Francia interverrebbe. Quindi Cavour promette alla Francia di non toccare Roma, ed attacca l'Umbria, le Marche e l'esercito borbonico, fregando così Garibaldi (che ha ormai contro Francia e Savoia) e conquistando il consenso pubblico attraverso i plebisciti.

Incontro di Teano, tra Garibaldi e Cavour

Garibaldi rinuncia all'attacco di Roma e va in esilio a Capri, promettendo però che tornerà per liberare Roma (protetta dai Savoia e dai francesi), il Lazio ed il Veneto. Il 17 Marzo 1861, Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia del primo Regno d'Italia.

L'Italia postunitaria

Va bene lo splendore, ma è tutto risolto dopo l'unità d'Italia? No, infatti:

  • Vi è scarsa partecipazione al voto (per votare bisognava pagare le tasse, per questo solo il 2% circa del popolo votava).
  • Il problema della lingua (solo l'élite parla il vero italiano, gli altri parlano il dialetto).
  • Le diversità regionali e culturali (fino a pochi anni prima si trattava di diversi territori separati, con culture e politiche differenti).
  • Le ostilità ideologiche tra ricchi e poveri (la politica Italiana mette l'obbligo di leva militare, e finge solo di interessarsi ai problemi dei più poveri, che non avrebbero potuto coltivare la loro terra e sfamare la loro famiglia).

Lo scontento in Italia dopo l'Unità

I socialisti, i ceti meno elevati (soprattutto quelli del Sud Italia), i cattolici:

  • A causa delle leggi Siccardi, le quali tentavano di laicizzare lo Stato.
  • A causa del 20 Settembre 1870, durante la guerra franco-prussiana, giorno della Breccia di Porta Pia, durante il quale Roma, la Lombardia ed il Lazio vengono liberati. Il Papa non ha più così un territoriale di cui essere sovrano ed inizia ad avere problemi con l'Italia fino ai Patti Lateranensi. Da questo evento in poi la Chiesa si dividerà: ci saranno i cattolici intransigenti (che difenderanno il Papa, restando dell'idea che l'Italia li abbia traditi) ed i cattolici transigenti (che accetteranno ciò che l'Italia ha fatto e vorranno tentare una via pacifica e contrattuale).

Per risolvere lo stato decide dunque di introdurre:

  • La scuola pubblica.
  • La leva militare.
  • Una nuova "Stampa" propagandistica (per orientare l'idea politica popolare).
  • La repressione.

La questione meridionale

L'Italia è ancora un paese agricolo (soprattutto al Sud viene ancora utilizzato il sistema latifondista) ed i sistemi di produzione sono ancora arretrati. Inoltre, vi sono problemi come la mancanza di acqua e cibo, o gravi malattie (aviaria). Questa situazione migliora un po' per il Nord, dove vi è il triangolo industriale (Genova - Torino - Milano). Questo processo di industrializzazione aiuterà molto il popolo, ed il fatto che sia nato anche il concetto di "protezionismo" (intervento dello Stato in economia, in aiuto delle grandi industrie del paese) eleva ulteriormente la possibilità di cambiamento. Non essendoci però industrie al Sud, il concetto di "protezionismo" sfavorisce il territorio, abbandonato a se stesso ed alla povertà.

Italia nel primo decennio postunitario: Agostino Depretis

A governare sarà la destra storica (non molto moderata o conservatrice). Dopo 15 anni il potere passerà però nelle mani della sinistra storica (che vuole la modernizzazione), con il nuovo primo ministro Agostino Depretis (1876/1887).

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Forno Mauro.
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