Johnny Depp e il passaggio a Edward mani di forbice
Johnny Depp lavorava in una serie televisiva, ma non gli piaceva perché faceva sempre cose uguali e non poteva licenziarsi per non avere delle ripercussioni. Un giorno la sua agente gli manda una sceneggiatura di Edward mani di forbice e ottenne la parte di Edward. Continuò a lavorare con Tim e partecipò a La fabbrica di cioccolato, e per creare il personaggio di Willy Wonka si ispirano ai programmi televisivi della loro infanzia. I colori sono psichedelici e sgargianti; La sposa cadavere, Il mistero di Sleepy Hollow, Nightmare Before Christmas.
Tim Burton: un'infanzia tra disagi e creatività
Tim Burton nasce nel 1958 a Burbank, vicino agli studi della Warner Bros, della Disney, della Columbia e della NBC. In quell'ambiente si trovava a disagio e lo scrisse anche in Edward mani di forbice. Era un bambino distruttivo, l'unico rifugio lo trovava nelle sale cinematografiche o davanti alla televisione guardando film dell'orrore. Gli piacevano film di mostri come Frankenstein, Godzilla, King Kong e per lui venivano visti in maniera sbagliata dalla gente e in molti casi erano più sinceri delle persone. Amava i film dell'orrore e il suo idolo era Vincent Price, a cui realizza un omaggio con un corto di animazione.
I primi passi nel cinema
Con degli amici aveva girato dei film in super8 come The Island of Doctor Agor, uno su uno scienziato pazzo, uno su un lupo mannaro; realizza un film a passo uno con dei cavernicoli con gambe intercambiabili per dare l'impressione di movimento. Per un compito da fare a scuola, ha girato un film in super8 Houdini, il protagonista era lui, era girato in bianco e nero e proiettato a ritmo più veloce. Al liceo ne gira un altro di carattere psicologico e monta delle immagini col sottofondo di Welcome to My Nightmare di Alice Cooper ed ha girato a passo uno, una scena dove una poltrona a forma di fagiolo lo aggredisce nel sonno.
Il talento artistico e l'entrata alla Disney
Durante gli anni delle medie ha vinto un concorso per ridisegnare un manifesto che stava sui camion della spazzatura di Burbank, poi decorava le finestre dei vicini per Natale o Halloween. Amava disegnare, nel 1976 vinse una borsa di studio per il California Institute of Arts (Cal Arts) a Valencia, una scuola fondata da Walt Disney per futuri disegnatori. Alla Cal Arts gira dei super8, di cui uno era un horror messicano e un altro del genere surf movie. Alla fine dell'anno si doveva fare un filmato d'animazione con cui i dirigenti della Disney ti valutavano e Burton realizza Stalk of the Celery Monster ed entra alla Disney.
Esperienze alla Disney e i primi cortometraggi
Nel 1979 entra alla Disney e fa l'animatore di Red e Toby, ma non era soddisfatto e contento perché non era in grado di disegnarli come voleva la Disney; successivamente diventa un artista concettuale e disegna ciò che gli piace. Alla Disney si lavorava come ai tempi di Walt e c'era bisogno di nuovo. Nell'82 Wilhite (capo della sezione creativa della Disney) lo aiuta a girare Vincent (1982), un corto d'animazione di 5 minuti a passo uno, usa la tecnica dello stop motion, girato in bianco e nero come i film espressionisti tedeschi degli anni '20, in alcune scene si ispira a La maschera di cera. Il film parla di un ragazzino Vincent Malloy che immagina di essere Vincent Price, fa degli esperimenti con il suo cane e accoglie la zia in casa immaginando di immergerla nella cera bollente. Quel personaggio assomiglia molto a Burton sia per l'aspetto che per i sentimenti; l'ambientazione espressionistica e la fotografia sembrano rimandare al Gabinetto del dottor Caligari di Wiene. Poi fu chiesto a Vincent Price di poter fare la voce fuori campo e accettò. Il film vinse due premi a Chicago e uno in Francia; fino a quel punto aveva lavorato su Taron e la pentola magica e su Trick or Treat, che non aveva neanche una sceneggiatura ma solo un'ambientazione (casa stregata, bambini, Halloween).
Direzione di progetti televisivi e cinematografici
Dirige una versione orientale di Hansel and Gretel (1982) prodotta per la TV Disney Channel, i genitori non sono boscaioli ma costruttori di giocattoli, la strega cattiva è interpretata da un uomo che alla fine si scontra con Hansel e Gretel a colpi di kung fu. Non ha lo stesso coinvolgimento emotivo di Vincent, ha un budget basso, lavora per la prima volta con degli attori, ci sono degli effetti speciali, tra cui l'animazione a passo uno, trasparente e altre gag visive, ma non ebbe molto successo perché era andato in onda verso le 10 e mezza di sera ad Halloween.
Realizzazione di Frankenweenie
Realizza Frankenweenie (1982), un mediometraggio di 25 minuti girato in bianco e nero, a partire dal Frankenstein di Whale e del sequel La moglie di Frankenstein; sceneggiato da Ripp; aveva un budget di quasi un milione di dollari. Inizialmente aveva fatto dei disegni che avevano dietro delle sensazioni; voleva farne un lungometraggio ma non aveva abbastanza tempo. La storia è ambientata ai giorni nostri in un quartiere di periferia e racconta le avventure di un ragazzino di nome Victor Frankenstein che si ingegna per rianimare il corpo del suo cane Sparky che era stato investito. Il film inizia con Victor che fa vedere ai genitori un super8 Monsters from Long Ago dove Sparky è travestito da mostro preistorico e viene attaccato da una creatura. Più tardi, dopo che l'intervento è riuscito, si vede Sparky con il corpo pieno di punti, cicatrici e due bulloni ai lati del collo. Il momento clou è lo scontro tra i vicini spaventati da Victor e il mostro Sparky. Nel finale si innamora di una barboncina che ha il pelo che ricorda la pettinatura di Elsa Lanchester in Moglie di Frankenstein. L'idea è di avere un cane che si ama e volere che rimanga in vita; non fa nessuna citazione a Frankenstein ma cercano di filtrare il film attraverso i ricordi che avevano. Questo film fu definito PG (per minori accompagnati da genitori) a causa dell'atmosfera; aveva scelto delle musiche di Convertino e Newman.
Collaborazioni televisive e primi film di successo
L'attrice Shelley Duvall lo invita a dirigere per la Showtime un capitolo di Faerie Tale Theatre, una serie televisiva prodotta da lei; realizza Aladdin and His Wonderful Lamp (1984), lungo 45 minuti, usò gli effetti speciali di Heinrichs e Chiodo e fu la sua prima esperienza con il videotape. Era girato con 3 telecamere, nel cast c'erano James Earl Jones (voce di Darth Vader di Guerre Stellari) e Leonard Nimoy (l'attore di Spock di Star Trek); le scenografie si ispirano a Il gabinetto del Dottor Caligari e contengono scheletri, pipistrelli, teschi che riappariranno in altri film di Burton; aveva scelto delle musiche di Convertino e Newman. Dopo aver lasciato la Disney, girò il suo primo lungometraggio; in quegli anni Frankenweenie capita sotto gli occhi dell'attore Rubens, interprete del personaggio Pee-Wee Herman della serie televisiva per ragazzi Pee-Wee's Playhouse, propone Burton alla Warner come regista per la versione cinematografica di Pee-Wee's Big Adventure (1985); a Burton piaceva il fatto che Pee Wee era legato alla sua bicicletta e la storia di ogni film deve incentrarsi su un argomento importante e in quel caso era la bicicletta; Pee Wee era uno che non si preoccupava delle cose che faceva e in qualche modo viene emarginato; il tema è sempre lo stesso, essere percepiti dagli altri come diversi; racconta il tentativo di recuperare una bicicletta rubata, e questa ricerca porta Pee Wee lungo le strade d'America incontrando vari tipi di personaggi, da una gang di motociclisti, ad un evaso ad una cameriera in cerca di riscatto sociale. In due scene Burton usa l'animazione a passo uno; per lo storyboard a differenza di Vincent e Frankenweenie ha un addetto; c'è una scena che è stata improvvisata, quella dove delle pantofole annusano una carota; è stato girato negli studi della Warner su un set sonoro. Il momento clou del film è quando Pee Wee con la sua bicicletta ritrovata viene inseguito attraverso una serie di set col risultato di rovinare le scene che stavano girando (i film che vengono attraversati mostrano gli interessi di Burton, come un beach movie, uno sketch natalizio, un film giapponese della serie Godzilla); affida la colonna sonora a Danny Elfman; era un film a basso budget; ci furono parecchie recensioni negative, però il film andò bene.
The Jar e l'approccio al cinema noir
In quegli anni diresse The Jar (1985), un episodio della serie Alfred Hitchcock presenta, ripresa dalla serie degli anni '60 e riprodotta a colori. La sceneggiatura era di McDowell, ispirata a quella di Bradbury. Il film è incentrato su un'anfora capace di avere effetti persuasivi su chi la guarda, la musica è di Elfman e gli effetti speciali di Heinrichs.
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