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Andrea Del Sarto (1486­1531)

Punto di riferimento fondamentale opere fiorentine di Leonardo, Michelangelo,

Raffaello. Fu educato presso bottega di Piero di Cosimo e si cimenta in diverse

tecniche pittoriche.

Storie del Battista

­ dipinta a più riprese tra 1514 e 1526 nel Chiostrino dello

Nascita della Vergine

Scalzo a Firenze al cui ingresso vediamo affresco con la

(1514). armoniosa disposizione dei personaggi in spazi ben scanditi, eccellente

disegnatore, esecuzione impeccabile ma libera e sciolta contempera chiaroscuro

atmosferico di Leonardo, risalto plastico di Michelangelo, classicismo

compositivo di Raffaello.

Storie di San Giuseppe

­ 1515, per la camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini

e Margherita Acciaiuoli nuovi schemi compositivi e narrativi.

Madonna delle arpie

­ 1517, complessi significati allegorici, insistita la ricerca

formale nelle attitudini eleganti dei personaggi.

1518­19 invitato da Francesco I a trasferirsi in Francia ma, essendo timido (Vasari)

non ci va perdendo grande occasione.

Madonna del sacco

Ritratti, affreschi come la (1525) nel chiostro grande

Compianto sul Cristo morto Madonna con il

dell’Annunziata, tavole come il (1524) o la

bambino, santa Elisabetta e san Giovannino (1528) modelli ed esperienze precedenti,

grande vitalità e originalità, stesure scintillanti e trasparenti, delicati rapporti di toni

e audaci accostamenti di colori puri.

La Madonna in gloria e quattro santi

­ 1530, è la sua ultima grande opera, per la

badia vallombrosiana di Poppi in Casentino; paesaggio fantastico di rocce,

caratterizzazione dei santi anticipa motivi iconografici e devozionali della

seconda metà del ‘500.

Il Pontormo (1494­1557)

Fu discepolo di Andrea del Sarto, pittore principale di Firenze dalla fine del secondo

decennio del ‘500. Era artista turbato, malinconico e solitario ed avrà crisi che investe

la sua attività artistica dagli anni ’30 durante i lavori (perduti) per affreschi nel coro di

San Lorenzo ossessione di confrontarsi e di superare Michelangelo.

Ha incontri giovanili con Leonardo, Piero di Cosimo e Mariotto Albertinelli poi

naturale incontro­scontro con Andrea del Sarto in cui il Pontormo vede artista capace

di armonizzare le caratteristiche dei tre grandi del secolo ma allo stesso tempo gli

rimprovera la soggezione verso schemi compositivi arcaici.

Con Andrea del Sarto, Granacci e Bachiacca dipinti per la camera nuziale di Pier

Storie di Giuseppe ebreo

Francesco Borgherini (1517­18).

Pala Pucci

1518 per la chiesa di San Michele Visdomini (Palazzo Pitti) dove è

sconvolta la struttura formale delle sacre conversazioni no disposizione figure

simmetrica ma lungo linee diagonali, espressioni caricate (forse omaggio a

rappresentazioni affetti di Leonardo). Base dell’arte di Leonardo disegno, le sue opere

nascono da lunga meditazione intellettuale scandita da verifica disegnativa; nelle sue

opere troviamo una sorta di cristallizzazione dell’immagine.

Vertumno e Pomona:

1521 lunetta con villa medicea di Poggio a Caiano.

86 Passione di Cristo

1522­25 Certosa del Galluzzo affreschi con scene della deteriorati;

ispirati a incisioni analoghe di Durer sue stampe grande successo in Italia ripresa

da parte di pittore fiorentinorottura con tradizione rinascimentale.

­ decorazione della Cappella Capponi in Santa Felicita (1526­28) collabora con

Evangelisti, Annunciazione

Bronzino; tondi con affresco con e pala d’altare con

Trasporto di Cristo al sepolcro no notazioni ambientali, i personaggi sono in

spazio indistinto privo di punti di riferimento, i gesti sono dolenti e carichi di

tensione; la stesura del colore è compatta e smaltata.

Visitazione

1528­29 nella parrocchiale di Carmignano.

Rosso Fiorentino (1495­1540)

Vuole compiere profondo rinnovamento e cerca alternativa a forma chiusa della

tradizione toscana realizza deformazione espressiva fino ad effetti quasi caricaturali.

Deposizione della croce della Pinacoteca di Volterra 1521, soluzioni prospettiche

paradossali: incrocio tra croce e le tre scale sullo sfondo del cielo grigio e privo di

profondità; gesti bloccati, forzature grottesche nelle espressioni; colori smaltati e

gelidi carattere irreale.

Domenico Beccafumi (1486­1551)

Lavora in posizione defilata.

Siena è conquistata nel 1555 e prima di questa data vive ultima stagione di

indipendenza artistica Beccafumi e Sodoma ne sono i due interpreti pi ù originali.

Beccafumi non mostra ostilità verso tradizione del ‘400 ostentata dal Pontormo e si

ispira al Perugino anche se il suo linguaggio è molto aggiornato grazie a più viaggi a

Roma. Santa Caterina da Siena che riceve le stimmate

­ 1514­15, sensibilità spaziale

grandiosa, predilezione per figure allungate e sottili, espressioni assorte e gusto

prezioso per luce e colore.

Beccafumi lavora prevalentemente per committenze senesi dipinti sacri, affreschi

profani, disegni per sculture, cartoni per pavimento istoriato del duomo (1517­44)

di Catone)

Realizza affreschi di soggetto storico in Palazzo Bindi Sergardi (Suicidio

1524­25. tribuno Publio

Realizza affreschi nella Sala del Concistoro in Palazzo Pubblico (Il

Muzio manda al rogo i colleghi 1529­35) vivida fantasia, colori scintillanti e scorci

imprevedibili.

Cristo al limbo

­ 1530­35, pala d’altare, effetti luministici, bagliori improvvisi.

Dipinti luce irreale e visionaria.

Roma – 1520­27

Maggio 1527 sacco di Roma!!! massacri, rapine, violenze, chiese e palazzi

saccheggiati e devastati, reliquie profanate e distrutte, opere d’arte disperse

umiliazione di Roma che esercitava attrazione su letterati, umanisti, artisti ma da

tempo cresceva insofferenza verso la curia romana che appariva in contrasto con le

esigenze di diretta partecipazione e con le esigenze di ritorno della Chiesa alla purezza

delle origini. Molti turbati da mescolanze tra sacro e profano.

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19 novembre 1523 elezione Giulio de’ Medici come Clemente VII succede a Adriano

VI che provava avversione per il fasto e le decorazioni degli ambienti vaticani tanto che

pare volesse abbattere la cappella Sistina; in ogni caso durante il suo pontificato sono

interrotte le attività artistiche.

Clemente VII ripresa dei lavori nella Sala di Costantino che era iniziata al tempo di

Leone X su progetto di Raffaello che per dissimulare l’irregolarità della pianta aveva

studiato partitura complessa: architetture dipinte con nicchie tra pilastri alle

estremità delle pareti e finti arazzi nei campi centrali. Decorazione pontefici, figure

Storie di Costantino

allegoriche femminili e quattro raffigurate come arazzi. Quando

Raffaello morì allievi e collaboratori hanno il programma della decorazione e i disegni

per le prime due scene Leone X cos ì respinge tentativo di Sebastiano del Piombo di

Giulio Romano Penni.

subentrare a Raffaello ed affida l’opera a e al

Giulio Romano Visione di Costantino Battaglia di Ponte Milvio

e 1520­24 vedute

romane, citazioni classiche della colonna Traiana, dei rilievi traianei, dell’arco di

Costantino e di sarcofagi antichi.

I lavori riprendono nel 1523 con elezione di Clemente VII dopo interruzione con

Battesimo Donazione di

Adriano VI mutati soggetti delle ultime due scene e

Costantino in primo piano papa Silvestro supremazia del pontefice sull’imperatore e

legittimità del potere temporale dei papi Roma tenta di rispondere alle minacce

imperiali. Trasfigurazione

Roma Giulio Romano ‘erede’ di Raffaello 1521 compete con la di

Resurrezione di Lazzaro Lapidazione

Raffaello e con la di Sebastiano nella pala con la

di Santo Stefano 1519­21. 1424 va a Mantova al servizio di Federico II Gonzaga

inizio diffusione maniera in altri corti italiane ed europee. Il clima romano continua a

mutare e Sebastiano del Piombo dopo la morte di Raffaello si afferma come ritrattista.

Si diffonde passione archeologica antico diviene moda, decorazione archeologica

composizione frammenti antichi integrati e liberamente raggruppati. In pittura

forme eleganti e ricercate orientamento che prende distanze da Sistina e Raffaello.

Perin del Vaga Polidoro da Caravaggio; Rosso Fiorentino

svolta e e

Parmigianino:

Cristo morto tra due angeli1525­26,

­ Rosso Fiorentino, stempera modello

michelangiolesco in toni molto sensuali. Significato spirituale (analogia corpo di

Cristo con Eucarestia) simboli torce alludono a vita eterna e conferiscono al

sarcofago il significato di altare; spugna e chiodi in basso al gradino.

Leone X 1515 visita ufficiale a Firenze tornata sotto il dominio dei Medici apparati

trionfali, Jacopo Sansovino e Andrea del Sarto devono erigere struttura effimera in

ordini classici per coprire facciata incompiuta della cattedrale ci ò colpisce fantasia

Leone X fa concorso per facciata di San Lorenzo a cui partecipano:

­ Giuliano da Sangallo

­ Raffaello

­ Andrea e Jacopo Sansovino

­ Michelangelo scelto suo progetto e da marzo 1517 ha totale responsabilit à

costruzione.

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Michelangelo è molto coinvolto dal progetto e fa modello ligneo oggi in Casa

Buonarroti. struttura innovativa con struttura a nartece che, invece di adattarsi a

profilo a salienti dell’edificio in corrispondenza delle diverse altezze delle navate, ne

maschera anche cappelle laterali con prospetto rettangolare ispirato a modelli

dell’edilizia profana; ci dovevano essere statue in marmo, bronzo e rilievi.

Fondamenta fine 1517 ma lavori lenti perch é papa voleva marmi delle cave di

Serravezza (non collegate da strada a mare) invece che di quelle di Carrara.

difficoltà, costi, morte Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino, congiunti

del papa, sui quali si sperava di instaurare egemonia medicea su tutta Italia centrale

opera abbandonata: contratto rescisso marzo 1520.

Michelangelo nuovo incarico: costruire in San Lorenzo seconda cappella funeraria per

famiglia Medici: Sagrestia Nuova.

lettera inverno 1520: Michelangelo ha gi à iniziato studi per cappella funeraria ma

molto amareggiato per fallimento della facciata.

Sagrestia Nuova a ridosso del braccio destro del transetto della chiesa, in

corrispondenza alla Vecchia costruita da Brunelleschi. Doveva ospitare tombe di

Giuliano di Nemours e Lorenzo d’Urbino e di Lorenzo e Giuliano (padri di Leone X e

cardinale Giulio). Progetto iniziale monumento isolato al centro dell’ambiente; poi

tombe a parete e vengono proposte e discusse più varianti progetto finale: monumenti

dei capitani al centro delle pareti laterali e quelle dei magnifici addossate alla parete

di fronte all’altare. La struttura dell’edificio è condizionata da Sagrestia Vecchia nella

pianta e nelle membrature in pietra serena ma Michelangelo estende a tutte le pareti

ordine giganti usato da Brunelleschi sono in quella di fondo ottenendo così ritmo più

unitario; modifica alzato inserendo mezzanino tra ordine inferiore e lunette dove apre

finestre rastremate verso l’alto slancio verticale; infine cupola a volta cassettonata di

ispirazione classica. Le tombe non sono solo addossate alle pareti ma sembra che ne

facciano parte rapporto dinamico con membrature architettoniche.

Dicembre 1521 morte Leone X e ascesa di Adriano VI interruzione lavori poi ripresi

velocemente con elezione di Giulio come Clemente VII nel novembre 1523. Poi

costituzione Repubblica Fiorentina dopo Sacco di Roma e tormentate vicende politiche

che coinvolgevano Michelangelo fino ad assedio di Firenze e sua caduta nel 1530

arresto. Solo dopo conclusione assedio e perdono da parte del papa riprendono i lavori

ma definitiva partenza per Roma di Michelangelo la cappella è incompiuta mancano

particolari al monumento funebre dei ‘magnifici’ e delle sculture dei Fiumi alla base

delle tombe dei ‘capitani’.

Prime statue iniziate allegorie del Tempo distese sui coperchi dei sarcofagi concepite

Notte Giorno; Aurora

in antitesi simmetriche tomba di Giuliano: e tomba di Lorenzo:

Crepuscolo.

e Le figure hanno membra poderose, appaiono come immagini della forza

distruttrice del tempo e sembrano quasi sul punto di spezzare i sarcofagi liberando le

Vergine allattante il bambino

anime. simbolo di vita perenne a cui si rivolgono statue

di Giuliano e Lorenzo: il primo con atteggiamento deciso, il secondo con fare

meditativo. Michelangelo non voleva fare figure somiglianti, puntava a

trasfigurazione storica e ideale.

Nella cappella ci sono otto porte (quattro vere e quattro finte) disposte

simmetricamente agli angoli e la luce spiove verso le tombe con effetto particolare, a

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causa del diverso livello delle cornici delle finestre, illuminando il dramma della

resurrezione concepita in motivi neoplatonici come contemplazione della vita (Vergine

allattante) e muto colloquio di sguardi tra i defunti e la Vergine con l’intercessione dei

santi Cosma e Damiano (protettori della famiglia Medici) scolpiti 1559 dal Montorsoli

e Raffaello da Montelupo su modello di Michelangelo.

Da inizio 1524 lavori per la Biblioteca Laurenziana: carteggio Michelangelo lunga

elaborazione e scambio di idee con Clemente VII. Laurenziana biblioteca pubblica:

deve cercare nuove soluzioni. Per la sala da lettura parte dallo studio di quella

costruita da Michelozzo nel convento di San Marco a Firenze riprende forma

allungata ma non le navate perché si sarebbe dovuto ristrutturare ambienti

sottostanti perché sopportassero il peso delle colonne. Sulle mura esterne ci sono

contrafforti a cui all’interno corrispondono sottili pilastri cos ì ambiente alleggerito e

possibilità di aprire finestre. No navate ma tripartizione longitudinale della sala

grazie a partimenti del soffitto ligneo e del pavimento. C’è slancio verticale e contrasti

violenti del vestibolo creati dalle edicole e dalle colonne binate incassate nelle pareti

esprimono tensione e hanno funzione strutturale sostituendosi a massa muraria così

che si è potuto elevare le pareti e aprire le finestre.

1534 partenza di Michelangelo per Roma e opera incompiuta lasciata a collaboratori.

1558 Michelangelo invia modello in argilla dello scalone che doveva essere ligneo ma

fu costruito in pietra serena per volere di Cosimo I.

Sagrestia Nuova e Biblioteca Laurenziana incompiuti ma grande influsso.

Seconda repubblica fiorentina Michelangelo architetto militare gennaio 1529

nominato membro dei Nove della Milizia e nell’aprile del 1530 governatore generale

alla fabbricazione e fortificazione delle mura. Consapevole dell’imminente sconfitta di

Firenze nel settembre del 1530 va a Venezia ma poi, angosciato, torna a Firenze gi ù

cinta d’assedio che si arrende dopo nove mesi a truppe pontificie e imperiali.

In questo periodo disegni per fortificazioni forme concave e convesse.

12 agosto 1530 cade Firenze e Michelangelo si nasconde presso priore di San Lorenzo

per sfuggire a vendetta dei partigiani dei Medici e poi interviene a suo favore

Clemente VII.

Michelangelo scultore e il ‘non finito’ p. 460

STORIA DELL’ARTE MODERNA PARTE II

LA CRISI DELLA MANIERA

Eredità formale lasciata da Raffaello ad allievi e seguaci pontificato di Leone X e poi

Clemente VII fervore sperimentale anche per la presenza di molti artisti a Roma e di

molti cantieri aperti. Giovani artisti Parmigianino, Rosso Fiorentino, Giulio Romano,

Polidoro da Caravaggio nuove formule orientate verso perfezionamento della maniera

tramite uso di elementi classici, moderni e variazioni personali stagione che si

interrompe nel 1527 sacco di Roma: devastazioni, saccheggi, violenze, fuga di artisti.

Carlo V potere su tutta Italia: insedia ovunque corti alleate dell’impero ducato di

Mantova, di Urbino, la Repubblica di Genova, Milano, Firenze e Venezia. nuova

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stabilizzazione del potere: riprendono le committenze e accelera la diaspora di opere e

artisti provenienti per la maggior parte da Roma cos ì linguaggio figurativo elaborato

a Roma durante pontificato di Clemente VII si diffonde velocemente in tutta Italia

reazioni e resistenze trasformazione del linguaggio crisi della maniera.

Manierismo termine usato per indicare i fenomeni artistici avvenuti tra la morte di

Raffaello (1520) e l’inizio del periodo barocco. Valutazione critica secoli scorsi arte che

succede i grandi considerata in modo riduttivo ritenuta decadente rispetto alla

perfezione raggiunta dai grandi: critica classicistica svalutava nuova generazione di

artisti. Intorno a 1920 il termine ‘manierismo’ assume connotazione positiva arte

maturo ‘500 vista come reazione alle regole classiche; ci si sofferma su eventi artistici

successivi alla morte di Raffaello anni ’20 del ‘900 ci si concentra gi à su nuove

tematiche come l’angoscia, l’inconscio crescere di attenzione verso la crisi

manieristica vista in contrapposizione al razionalismo rinascimentale. In questo

periodo si inizia a vedere nella tarda produzione del ‘500 lo sviluppo di fermenti già

vivi nelle opere dei maestri dei primi decenni del secolo, in una situazione di crisi e

ripiegamento rispetto agli ideali del pieno Rinascimento.

XVI ‘maniera’ sinonimo di ‘stile’: usato in questa accezione gi à da Cennini, Ghiberti,

Alberti.

Vite di Vasari storia vicende artistiche italiane da Cimabue a Michelangelo

progresso verso la perfezione dell’arte:

­ maniera moderna della terza età perfezione, l’arte raggiunge il suo culmine. Si

sviluppa a partire da Leonardo ma a questo apice non può seguire che declino.

­ maniere precedenti.

è imprescindibile l’imitazione della buona maniera dei grandi maestri che si deve

fondare su contrapposizione di ‘regola’ e ‘licenza’: artista deve padroneggiare regole di

composizione e colore ma anche sapersi districare dalle costrizioni delle regole.

ricerca eleganza, grazia, artificio, rapidit à di esecuzione espressione completa nel

maturo ‘500 con la figura serpentinata modo di rappresentare corpo umano in gioco

Carità

di contrapposizioni delle membra licenza rispetto alla regola di Francesco

Mercurio

Salviati 1543­45, di Gianbologna c. 1576. virtuosismo tecnico, capacit à di

far apparire facile ciò che è difficile, citazioni grandi maestri, esaltare al massimo

bellezza e bizzarria inventiva trionfo della maniera: inizialmente momenti di grande

vivacità poi le soluzioni tendono a ripetersi.

Dopo sacco di Roma Clemente VII fugge a Bologna e torna a Roma solo nel luglio del

1528 il futuro di Roma sar à dipendente dall’impero. Manda lettera a Carlo V in cui gli

dice che vuole sanare ferite ricevute da Roma: non ce la fa ma cerca di restituire

dignità alla città sono richiamati artisti per partecipare a opera di ricostruzione:

Sebastiano del Piombo Benvenuto Cellini

e tornano a Roma quasi subito.

Sebastiano del Piombo Ritratto di Clemente VII e Pietro Carnasecchi 1533­34 c.

nel ritratto vediamo amarezza e disillusione.

Sebastiano del Piombo 1485 – 1547. Aveva ricevuto ufficio del Piombo, carica

redditizia ed era molto in vista durante il pontificato di Clemente VII; dopo il Sacco

Andata di

rallenta attività ed esegue poche opere pubbliche. Da 1530 pi ù opere su

Cristo al calvario (c. 1530) attenzione su Cristo portacroce, visto quasi frontalmente,

a tre quarti, no elementi superflui, toni di colore bassi, larghe zone d’ombra: immagine

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severa e dolente nuovo clima spirituale successivo al Sacco; anni dello scisma

protestante.

Baldassarre Peruzzi torna a Roma e vi resta fino alla morte come architetto

pontificio. 1533 inizia a lavorare a palazzo di Pietro Massimo (distrutto durante i

Sacco) nuova interpretazione elementi tradizionali: facciata curva, al pian terreno

vestibolo all’antica alle cui colonne sono affiancate due serie di paraste. Una fascia

convessa sorregge le finestre a edicola del piano nobile. Negli ultimi due piani le

finestre sono più piccole. Oltre alla fascia orizzontale del primo piano non ci sono altri

elementi orizzontali e tutto appare sostenuto dal pian terreno. Il volume convesso del

palazzo è dato dalla zona d’ombra del portico mentre nella zona superiore troviamo

chiaroscuro della griglia formata dai giunti delle pietre creando effetto dinamico.

Giudizio

Ultima iniziativa di Clemente VIIconferimento a Michelangelo del

Universale nella Sistina realizzato sotto il pontificato di Paolo III Farnese.

Diaspora degli artisti Sacco di Roma; piccole corti vicino all’orbita spagnola come

Urbino e Mantova avevano richiamato artisti di prestigio come Gerolamo Genga e

Giulio Romano le loro opere pesaresi contribuiscono al diffondersi del linguaggio

elaborato durante l’esperienza romana.

1521 Francesco Maria I della Rovere torna dopo cinque anni di esilio con Eleonora

Gonzaga nel ducato di Urbino e affida a Gerolamo Genga la direzione dei cantieri di

corte ristrutturazione della vecchia villa­fortezza Sforza di Pesaro e costruzione di

una nuova ala del palazzo per riposo e svago della corte.

Vecchia Villa Genga coordina decorazione ad affresco di otto stanze: cicli encomiastici

in onore dei duchi; pareti sfondate su paesaggi e cieli dipinti con riferimenti

all’ambiente esterno; in particolare si vale della collaborazione di Dosso e Battista

Dossi, Raffaellino del Colle e Bronzino.

Imperiale Nuova edificio raccordato a vecchie strutture; trasforma il vasto giardino.

Lascia i mattoni a vista per ottenere integrazione con villa preesistente ed evocare

materiale delle antiche costruzioni romane. Da progetto conoscenza opere classiche e

contemporanee: architettura e scenografia naturale echi del cortile del Belvedere di

Bramante e di Villa Madama di Raffaello; arconi sulla facciata riprendono quelli

della Basilica di Massenzio. Il nucleo è collocato in contesto scenografico­teatrale

sfondato. Il cortile del Belvedere aveva percorso ascensionale mentre in questo caso è

discendente ingresso principale sulla collina cos ì che la villa compaia in basso

seminascosta dalla vegetazione. Struttura esterna compatta, interna invece varietà di

soluzioni e percorsi corrispondenza tra pavimento e soffitto come nella sala chiocciola;

ma salendo la pianta è sempre più semplificata e l’ultimo piano a terrazze è

totalmente immerso nel giardino.

Giulio Romano

La sua attività segna profondamente la cultura del nord Italia influenza fino a

Milano, Venezia, Fontaineblau. 1524 Federico Gonzaga, marchese di Mantova, chiede

la mediazione di Baldassarre Castiglione per ottenere servizi di Giulio Romano,

ancora impegnato nei lavori incompiuti di Raffaello. Giulio si trasferisce a Mantova

dove resta fino alla morte come prefetto generale delle fabbriche del Gonzaga e

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sovrintendente a strade ed edifici Vasari a Mantova è molto sorpreso dai suoi lavori.

Romano voleva compiere rinnovamento all’antica della città; aveva imparato da

Raffaello a organizzare grandi cantieri artistici e poteva affrontare

contemporaneamente molti incarichi. Entro 1535 Palazzo del T è e intanto forniva a

Federico disegni per argenterie, arazzi, scenografie teatrali, ritratti…

Dopo fu incaricato di rinnovare zone della residenza ufficiale dei Gonzaga (ormai

elevati a rango di duchi da Carlo V) in Palazzo Ducale realizza nuovi appartamenti

con decorazioni dedicate a ciclo troiano e scene di caccia.

Realizza anche Gabinetto dei Cesari (pitture di Tiziano successive); il cortile della

Cavallerizza iniziato 1530, lungo perimetro, colonne tortili al primo piano e apertura

da un lato sul lago vicino grazie a finestre e archi. Giulio Romano capacit à di

modulare linguaggio classico in forme nuove: aveva vasta cultura figurativa e abilità

tecnica. Grazie alla sua fama potè fare una casa di rappresentanza a suo uso artista

intellettuale a cortigiano! Qui raccolse la sua collezione di reperti antichi e opere

moderne. Giulio Romano immediato successo e risonanza nelle corti europee.

Giulio Romano: il Palazzo del Tè

1526 Giulio Romano inizia a lavorare al Palazzo del T è su isola collegata a Mantova

da ponti. Federico voleva villa suburbana per ospitare i suoi svaghi ma poi il

complesso diviene sempre più grandioso.

Pianta quadrata (riferimento a Vitruvio) con affiancato grande giardino chiuso da

esedra e le stalle dei Gonzaga. La costruzione è bassa e compatta, ha quattro facciate

diverse (una mai realizzata) spunti classici su fondo rustico; ci sono deviazioni

rispetto a regole canoniche. Prospetto tre archi al centro, finestre rettangolari

sormontate da pietre lavorate a bugnato alternate a pilastri tuscanici abbinati o

singoli effetto complesso.

Cortile sui quattro lati colonnato dorico, nel fregio triglifi scivolanti verso il basso con

effetto di movimento e contrasto. Facciata posteriore loggiato a serliane.

Modelli per esterno cortile del Belvedere di Bramante e Villa Madama di Raffaello.

Interno allestimento senza precedenti: iniziale decorazione incentrata su simbologie

edonistico­mitologiche come Apollo e Psiche, poi decorazione complessa con significato

politico che esaltasse la potenza di Carlo V che nel 1530 visita il palazzo dando a

Federico il titolo di duca. no autonomia dei piccoli stati italiani, le corti devono

cercare protezione imperiale. Affreschi no misura ma bizzarria, variazione, licenza.

Sala dei Giganti 1524­35; trionfo di Carlo V sui nemici schiacciati da turbine che

coinvolge anche gli spettatori, espressioni concitate, torsioni di ascendenza

michelangiolesca, negazione inquadramento prospettico.

Sala di Psiche 1531­36, grande fantasia.

Affreschi affidati ad artisti tra cui Francesco Primaticcio Sala degli Stucchi 1529­31.

Sacco di Roma molti artisti cercano rifugio in altre citt à:

­ Perin del Vaga: per un decennio a Genova ospitato da Andrea Doria

­ Polidoro: Napoli e Sicilia

93 ­ Rosso Fiorentino: vaga in Italia e nel 1530 in Francia

Molti artisti tornano in patria:

­ Sebastiano del Piombo torna a Venezia

­ Cellini torna a Firenze

­ Peruzzi torna a Siena

­ Parmigianino muore a Parma dopo aver soggiornato a Bologna

diffusione della nuova maniera in Italia ed Europa.

Parmigianino (1503­40) Sacra conversazione

Fugge da Roma a Bologna per la chiesa di Santa Margherita: c.

1529, santi circondano Vergine e Bambino in ambiente oscuro, intreccio di gesti e

sguardi.

Madonna della rosa

­ c. 1529­30, versione sofisticata del tema della Vergine col

bambino tanto che fu interpretata come soggetto profano: Venere che regge

Amore probabilmente ambiguità intenzionale infatti opera era originariamente

destinata a collezione di Pietro Aretino, amante di allegorie e allusioni oscure

svelabili solo da menti colte. Antea

Realizza molti ritratti i soggetti sono resi in modo ideale ed enigmatico 1535­

37.

1531 torna a Parma committenza di affrescare zona presbiteriale della chiesa della

Madonna della Steccata lavoro che dura fino a 1540 quando muore e non fu

terminato.

Parma Correggio aveva affrescato le due cupole di San Giovanni Evangelista e del

duomo probabilmente i fabbricieri della Steccata si aspettavano da Parmigianino una

ripresa di motivi correggeschi.

Parmigianino inizia volta del presbiterio volendo raggiungere la perfezione ma è

costantemente insoddisfatto. Volta dell’arco coperta con ornamentazione a cassettoni

con colori antichi (oro, rosso pompeiano, azzurro) e ogni riquadro, con rosoni di rame

sbalzato, è separato dai circostanti tramite fregi. Lungo le due linee di imposta della

Vergini savie Vergini folli

volta (1535­40) e slanciate, vesti preziose; nelle quattro

Adamo, Eva, Mosè, Aronne.

nicchie monocrome delle estremità

La decorazione è elegante ma lontana da cupole correggesche.

Produzione grafica Parmigianino fondamentale per diffondere ideale di grazia e

bellezza formale Fontainebleau, Venezia, Praga.

Perin del Vaga (1501­47)

Allievo di Raffaello, protagonista stagione clementina, lascia Roma per Genova che nel

1528 entra nell’orbita di influenza spagnola grazie a manovra politica di Andrea

Doria voleva ostentare potenza anche con iniziative artistiche aggiornate. Perin del

Vaga deve coordinare ristrutturazione e ammodernamento della villa­fortezza dei

Doria a Fassolo che, nonostante fosse in posizione suburbana, voleva rendere la

residenza ufficiale della famiglia. Perin del Vaga vi lavora da 1529 a 1533 saloni con

funzione pubblica decorati con affreschi che celebrano analogie tra Genova e Roma

antica ed esaltano ruolo pacificatore di Carlo V e Andrea Doria affresco scomparso

con Nettuno (divinit à marina collegata a Doria e a Repubblica Marinara di Genova)

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placava la tempesta per consentire approdo a Enea. In altra stanza esaltazione virt ù

civili e militari antichi eroi.

Sala dei giganti pareti: fascia ad altorilievo con sopra lunette e figure a stucco e nel

Caduta dei giganti

soffitto la (1531­33) immagine allegorica: Carlo V e Andrea Doria

associata a trionfo di Giove su nemici; nei giganti riversi vediamo citazioni

michelangiolesche e sono abbigliati alla turca vittorie di Andrea Doria e Carlo V su

Berberi. C’è partizione in due zone: una terrena e una celeste, riprende struttura della

Disputa sul Sacramento di Raffaello ma c’è attenzione per rapporti ritmici interni e

nelle posizioni enfatiche degli sconfitti vediamo desiderio di superare classico

equilibrio cercando effetti dinamici.

Con Perin del Vaga per Doria lavorarono anche Pordenone e Beccafumi ma i loro

interventi sulle facciate del palazzo di Fassolo sono perduti.

Polidoro da Caravaggio (1500­43)

Allievo di Raffaello, nel 1527 lascia Roma per Napoli ambiente ospitale per i

forestieri, inoltre la cultura meridionale interagisce con la cultura di artisti immigrati

condizionando i loro esiti in maniera più patetica e drammatizzata.

Polidoro subito si inserisce bene nel clima napoletano accogliendo le influenze locali;

lavora per committenti differenti da quelli romani come la Confraternita dei venditori

di pesce deve staccarsi dall’ambiente umanistico la nuova situazione stimola la sua

vena drammatica. A causa della instabile situazione politica dopo qualche anno va a

Adorazione dei pastori Polittico per i

Messina fino alla morte per chiesa dell’Altobasso;

Carmelitani (Sant’Angelo carmelitano) Andata al calvario

c. 1533­34; per la chiesa

della Santissima Annunziata dei Catalani entro il 1534 analogie tematiche e

Spasimo di Sicilia

strutturali con lo di Raffaello del 1517 e inviato a Palermo anche se

Polidoro perviene a coinvolgimenti drammatici in consonanza con religiosità

meridionale e con le sue vicende personali travagliate; troviamo attenzione per dettagli

naturalistici, da qui vediamo la sua conoscenza di stampe nordiche ambientazione

angusta della valle e crudezza di modellati (volto di Cristo, sgherro con corda accanto

alla croce); sulla destra c’è scorcio di Gerusalemme e sotto personaggi a cavallo

familiarità Polidoro con antico sentito in modo tragico.

Polidoro diffusore del linguaggio artistico romano prima del Sacco; la sua opera fu

Hecce Homo

fondamentale per artisti come Cardisco post. 1525 vena mistica

regionale ed impianto polidoresco.

La Madonna dal collo lungo

Parmigianino:

Cogliamo quel momento di passaggio tra razionalità del primo Rinascimento e

successivo momento di sperimentazione formale e virtuosistico.

L’opera probabilmente è dell’ultimo periodo della sua vita, realizzata tra 1534 e 1540

troviamo similitudini con affreschi di Santa Maria della Steccata; inoltre l’opera è

incompiuta nella parte destra.

Le figure sono eleganti, sinuose e le proporzioni sono allungate gamba del ragazzo

che regge vaso e collo della Vergine: stravolgimento canoni rinascimentali della

rappresentazione dei corpi. L’andamento della composizione è verticale e ciò è

accentuato anche da colonnato sulla destra: fusti senza capitelli che non appartengono

95

a ordine classico deviazione da regole tradizionali. Troviamo soluzioni inconsuete le

cinque figure non sono disposte ai lati del gruppo centrale ma costrette in piccolo

spazio sulla sinistra lasciando vuoto a destra definizione dello spazio ambigua tanto

che non si comprende se la scena si svolga in un interno o in un esterno. No regole

prospettiche profeta sulla destra troppo piccolo. Difficile interpretazione dei

personaggi a sinistra: troppo terreni per essere angeli, forse efebi che rendono omaggio

a Vergine e Figlio. Graficamente la composizione è imperniata su linee curve ovale

perfetto dell’anfora. La Vergine e un putto in mezzo al gruppo guardano Gesù mentre

una donna guarda verso l’osservatore e un viso spunta da dietro la tenda guardando in

alto verso l’esterno. C’è eleganza e forte connotazione sacrale. Vergine regge bambino

come nel Rinascimento reggeva il Cristo morto come se fosse deposto sulle ginocchia

della madre, occhi chiusi sonno che anticipa morte significato dell’opera fortemente

simbolico.

­ 1525 battaglia di Pavia

­ 1529 pace di Cambrai

fine mire espansionistiche di Francesco I di Valois in Italia in periodo di grande

influenza di arte italiana su quella francese re affida ristrutturazione Fontainebleau

ad artisti italiani: svolta nella storia del gusto francese ancora dipendente da gotico

internazionale. Francesco I aveva già comprato opere di Raffaello, Fra Bartolomeo e

Rosso Fiorentino

ospitato Leonardo e Andrea del Sarto ma con arrivo di (1530)

inizio rinnovamento arte francese.

Rosso Fiorentino (1495­1540)

Fugge da Roma e in Francia è perfetto artista di corte dipinti, disegni per arazzi,

apparati, oreficerie. Realizza Galleria di Francesco I nel castello di Fontainebleau e

decorazioni degli apparati del castello con Primaticcio (1531) le ultime sono distrutte.

­ Affreschi della Galleria 1534­40; affreschi allegorici incorniciati da ornamenti a

foglie, mascheroni, frutti, ghirlande grande novità. Progetto complessivo

risente del Palazzo del Tè dove Primaticcio aveva collaborato con Romano anche

se il linguaggio è più prezioso e raffinato

­ Pietà

­ per il connestabile di Montmorency 1530­35; elementi michelangioleschi

e propensione per colori accesi e brillanti

Francesco Primaticcio

Muore nel 1540 ed è sostituito da nella direzione dei cantieri

francesi anche se la sua opera è quasi del tutto perduta. Abbiamo disegni grande

cultura, contatti con Italia dove spesso è inviato per acquistare opere o prelevare calchi

di statue. Primaticcio: conosce opera di Correggio e Parmigianino.

Molti artisti italiani si recarono in Francia:

Benvenuto Cellini (1500­71) realizza opere di bronzo per la Porta d’oro ed oggetti di

oreficeria per il sovrano Saliera d’oro (1540­43).

Sebastiano Serlio chiamato 1541 a dirigere fabbrica di Francesco I; soggiorna a

Libri di Architettura

Roma e Venezia e pubblica presto famosi in Francia.

produzione scuola di Fontainebleau: correlazione tra disegni, pitture, incisioni,

manufatti. Modelli elaborati da italiani subito recepiti da francesi Jean Cousin il

Eva prima Pandora

Vecchio 1550­60.

96

L’incoronazione di Carlo V a Bologna p. 483

Fortuna e diffusione delle incisioni p. 485

LA CULTURA ARTISTICA ROMANA FINO ALLA METÀ DEL SECOLO

1534 RIP Clemente VII successore Paolo III Farnese complessa situazione sia su

piano interno che religioso (scisma) mentre dal punto di vista artistico Clemente VII

Il Giudizio Universale

aveva allogato Michelangelo per nella Sistina poi allogato anche

da Paolo III per altre opere che richiamarono molti artisti.

Pontificato Paolo III politica rafforzamento famiglia Farnese – si tenta di ricostruire

unità cristiana. Paolo III tenta di riunire Concilio pacificatore ma dopo 1541

fallimento dieta di Lisbona impossibile riconciliazione.

Concilio di Trento 1545 e concluso 1563 per varare la riforma interna della sola

chiesa cattolica e per discutere di problemi dogmatici.

Paolo III impegnato anche in programma di restauro di Roma – tende a creare a

Roma vera e propria corte Antonio da Sangallo il Giovane e Michelangelo

trasformazioni urbane e architettoniche; molti pittori affluiscono a Roma tra cui Perin

del Vaga intorno al quale si crea scuola. Dalla Toscana Francesco Salviati, Jacopino

del Conte, Daniele da Volterra, Giorgio Vasari interpreti nuovo stile Raffaello +

opere romane e fiorentine di Michelangelo. inizia stagione decorazioni profane –

nuovo linguaggio figurativo devozionale meno impegnato in ricerche formali e più

attento a esigenze di comprensibilità. In questi anni: contemporaneità e molteplicità

esperienze differenti.

Michelangelo

Dopo rientro dei Medici e caduta della Repubblica fiorentina va a Roma per sempre

chiamato da Clemente VII lavora in scultura, pittura, architettura.

Clemente VII non ha la sicurezza dei suoi predecessori e sul filo dei recenti

Il giudizio universale

avvenimenti commissiona a Michelangelo sulla parete dell’altare

della Sistina tema tragico e penitenziale: del resto siamo in clima di incertezze e

angosce, inoltre Michelangelo ha religiosità tormentata e in quegli anni, grazie ad

amicizia di Vittoria Colonna, si era avvicinato ad ambienti che propugnavano riforma

interna della chiesa che puntasse a moralizzazione e riconciliazione cristiani.

Clemente VII muore nel 1534 ma l’incarico è confermato da Paolo III a Michelangelo

Giudizio

che deve nuovamente abbandonare Sepoltura di Giulio II. I lavori del

universale iniziano nel 1536 e terminano nel 1541. i contemporanei ne sono subito

colpiti: novità formale e complessità iconografica ammirazione e accuse di oscenit à ed

eresia. Michelangelo non usa partizioni architettoniche o cornici ma campisce le figure

in composizione turbinosa contro cielo profondo e al centro c’è Cristo­giudice con

accanto la Madonna che rivolge sguardo misericordioso agli eletti mentre intorno ci

sono santi, patriarchi e profeti; nelle due lunette alla sommità gli angeli innalzano

97

simboli della passione e nella parte inferiore salvezza e dannazione con resurrezione

corpi, barca di Caronte e voragine dell’Inferno. Michelangelo ha trascurato motivi che

tradizionalmente incontriamo nel Giudizio perché si è voluto concentrare sull’umanità,

sconvolta, dolente, attonita. No razionalità rinascimentale, i gruppi non sono

subordinati a unitario punto di vista ma a moto ascendente determinato dal gesto di

Cristo. personale e collettiva inquietudine spirituale. Da subito polemiche su decoro e

convenienza dell’opera ma il pontefice è soddisfatto tanto da commissionare a

Michelangelo affreschi per la Cappella Paolina (Antonio da Sangallo il Giovane)

Conversione di Paolo Crocifissione di San Pietro

1542­45; 1546­50 porta a estreme

Giudizio

conseguenze la svolta stilistica iniziata nel no prospettiva, no

Conversione di

caratterizzazione ambientale, protagonisti leggermente decentrati.

Paolo: Giudizio; Crocifissione di Pietro:

echi dell’atmosfera del tensione drammatica

concentrata su Pietro, inchiodato e visto in diagonale che tiene conto del punto di vista

dell’altare. Michelangelo era anziano e i suoi affetti erano morti vediamo la sua

solitudine negli apostoli che sono raffigurati anziani. Paolina ultima opera di pittura

di Michelangelo. Antonio da

Durante pontificato di Paolo III Roma molti interventi di edilizia

Sangallo il Giovane architetto di San Pietro: fa modello ligneo che non fu gradito dal

papa: gigantesche dimensioni quindi difficile da proporzionare. Antonio da Sangallo il

Giovane:

­ coordina costruzione di palazzo Farnese su prototipo fiorentino di palazzo a

blocco compatto

­ fortificazioni fuori Roma

­ 1536 visita di Carlo V: cura allestimento apparati collegando elementi effimeri

a rovine romane continuit à tra Impero romano e presente.

1546 RIP Antonio da Sangallo il Giovane Michelangelo deve intervenire su sue opere

incompiute:

­ Palazzo Farnesesu prospetto compatto pone massiccio cornicione e fa aprire al

primo piano grande finestra architravata sormontata da stemma Farnese (due

stemmi più piccoli aggiunta posteriore); griglia di base proporzionata da

Sangallo amplificata da Michelangelo scala monumentale consona a potenza

dei Farnese; trasforma poi ambienti interni, cortile e giardino che andava

collegato con la Farnesina ormai dei Farnese.

­ Ristruttura area del Campidoglio cambia completamente centro antica Roma.

Da 1537 incaricato da Paolo III di studiare nuovo assetto per la piazza: grande

importanza simbolica. A Roma nel medioevo non era stata creata piazza

pubblica circondata da edifici del potere civile anche se sul Campidoglio erano

stati costruiti palazzo dei Senatori e dei Conservatori tra i due si svolgevano

cerimonie cittadine; inoltre sulla facciata del palazzo dei Conservatori c’erano

sculture di alto valore simbolico per Roma. Progetto di Michelangelo lungo arco

di tempo: Palazzo Nuovo XVII secolo e pavimentazione 1940. Paolo III voleva

trasferire nella piazza la statua equestre di Marco Aurelio (simbolo legge,

giustizia e continuità tra Roma imperiale antica e papale moderna). Piazza era

irregolare e mal delimitata: palazzo dei Conservatori formava angolo acuto con

98 palazzo dei Senatori impedendo strutturazione per assi ortogonali senza

ricorrere all’abbattimento dei vecchi edifici abbattimento molto dispendioso.

Michelangelo risolve problema ricorrendo a forme geometriche poco usate come

ovale e trapezio. Decide di costruire nuovo edificio sul lato contiguo della vecchia

chiesa di Aracoeli, simmetrico al palazzo dei conservatori e quindi ugualmente

inclinato ottenendo spazio trapezoidale chiuso sul fondo da palazzo dei Senatori

sulla cui facciata è costruita doppia rampa di accesso al salone e nei triangoli

generati dall’inclinazione della scala sono poste due statue Nilo e Tevere.

L’andamento delle due ali dei palazzi laterali è interrotto dall’inserimento di

ordine gigante ripetuto anche sulla facciata del palazzo dei Senatori sopra alto

zoccolo a bugnato. Nucleo coordinatore dello spazio statua di Marco Aurelio con

nuovo basamento ad angoli smussati da cui Michelangelo fa scaturire motivo a

ovale sul pavimento piazza si configura come luogo simbolico: palazzi destinati

a uffici, tribunali e carceri e spazio aperto era patrimonio collettivo di Roma.

1537 Perin del Vaga torna a Roma: unico allievo di Raffaello a tornarvi. Era sensibile

al mutare dei gusti e aveva valenti collaboratori. Opere romane complessi eleganti,

scene inserite in ricche intelaiature ornamentali e accentua rilievo plastico delle

figure.

Inizialmente è in contatto con Alessandro Farnese poi è chiamato da Paolo III per

decorazioni in vaticano e poi in Castel Sant’Angelo. Ricevette moltissime commissioni

è supervisore e ideatore, fornisce disegni ma fa lavorare collaboratori: Daniele da

Volterra, Pellegrino Tibaldi, Marco Pino, Gerolamo Sciolante, Livio Agresti.

­ Sala Paolina 1545­45; storie di Alessandro Magno e San Paolo; no prospettiva o

notazioni ambientali, figure massicce, vivaci toni cromatici.

Molti artisti tornano a Roma: studiano opere passate e presenti; in questo periodo

aumenta richiesta di decorazioni profane e strutture architettoniche destinate a svago:

­ Villa Giulia 1550­55 per Giulio III del Monte su progetto di Jacopo Vignola e

con intervento di Vasari. Facciata compatta; molte soluzioni in accordo con

ambiente circostante contrapposizione tra lineare prospetto frontale e facciata

verso giardino con esedra. Ninfeo del parco Vasari e Ammannati: edificio a tre

piani con logge, nicchie, statue, fontane architettura adattata a funzione di

svago. Pirro Ligorio

Incontro esigenze autocelebrative di Pio IV e fervore archeologico di

‘Casina di Pio IV’ piccole dimensioni, decorazione a stucco, molte allusioni a oroscopo

del papa e a ritorno età dell’oro; decorazione interno Federico Barocci.

Roma molti edifici nuovi in cui le sperimentazioni di inizio secolo sono portate a

estreme conseguenze.

­ Facciata di Palazzo Spada c. 1540; da prototipo del palazzo Branconio

dell’Aquila di Raffaello.

­ Fronte interna di Villa Medici al Pincio (Annibale Lippi 1564) repertorio delle

Logge Vaticane, interesse per archeologia.

99

Tivoli Pirro Ligorio da 1550 progetta villa per Ippolito II d’Este: cura rapporto tra

edificio e campagna trasformata in giardino all’italiana. Pendii, peschiere, fontane,

siepi, grotte inseriti in paesaggio ricostruito; corpo villa domina prospettiva centrale.

C’è sistema di canalizzazione che convoglia acqua del fiume Aniene in fontane e giochi

idrici tra cui organo idraulico entro prospetto architettonico e scultoreo.

In questo periodo molto apprezzato ostentato decorativismo Palazzo Farnese, Palazzi

Vaticani, saloni ville privati cicli narrativi e scene storiche in riquadri con tabelle e

rilievi; ornamentazione poderosa su pareti e soffitti.

Roma decorazione profane e rinnovato fervore nel campo della pittura religiosa si

avverte esigenza di maggior controllo e di semplificazione formale delle immagini

Giudizio Universale

sacre. 1541 scoprimento reazioni diverse: comprensione del rigore

formale della composizione – generica ammirazione per varietà moti e attitudini.

Pellegrino Tibaldi Adorazione dei pastori

1549 intorno a Vergine e figlio folla di

figure con grande risalto plastico; Galleria Borghese. Dopo Roma Tibaldi va a

Bologna affreschi mitologici di Palazzo Poggi: accesa interpretazione del titanismo

michelangiolesco; più avanti diventa principale interprete del linguaggio architettonico

michelangiolesco.

Oratorio di San Giovanni Decollato voluto da confraternita fiorentina assistenziale;

Francesco Salviati Jacopino del Conte.

affreschi con storie del Battista: e

Jacopino del Conte diversi scomparti a pi ù riprese nei primi vediamo studio su

Michelangelo nella sagrestia nuova di San Lorenzo e su affreschi di Raffaello mentre

Battesimo di Cristo

più tardi nel 1541; reinterpreta con fredda eleganza, accanto a

motivi raffaelleschi e michelangioleschi, spunti emiliani derivanti da stampe:

linguaggio figurativo colto ma poco aderente a significato devozionale.

Daniele da Volterra amicizia con Michelangelo di cui troviamo eco nelle sue opere.

Realizza opere profane e cicli molto importanti segnano passaggio da maturo

Manierismo a nuovo clima controriformistico.

­ 1541 commissione di Elena Orsini per la sua cappella gentilizia in Trinità dei

Storie di Sant’Elena Deposizione

Monti con (perduto) e pala con parte da quella

di Rosso Fiorentino ma aumenta i personaggi e aumenta profondità spaziale

scalando la scena su più piani; figure modellate con rigore scultoreo studio sul

Giudizio; definizione minuziosa di panneggi e abiti prime esperienze con Perin

del Vaga; il taglio è asimmetrico e ciò risalta la gestualità dei personaggi.

­ 1548­1553 decorazione della cappella della Rovere in Trinit à dei Monti

Presentazione della Vergine al tempio: architetture e figure semplificate ma

definite con risalto volumetrico, contrasti chiaroscurali, effetti di scansione

geometrizzante.

Francesco Salviati a Palazzo Ricci Sacchetti p. 499

Gli anni estremi di Michelangelo

1546 RIP Antonio da Sangallo il Giovane Michelangelo lavora per San Pietro che

lavora anche ad altre chiese molte delle quali sono state poi rifatte:

­ San Giovanni dei Fiorentini

100 ­ Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore

­ Santa Maria degli angeli

San Pietro fu terminata a inizio XVII da Carlo Maderno.

­ San Pietro situazione difficile: cattiva organizzazione cantiere; insoddisfacente

situazione di Sangallo per la pianta, la cupola e la facciata Michelangelo

riparte da progetto di Bramante e abbandona pianta a croce latina per pianta a

croce greca inscritta in quadrato; studia nuove soluzioni per la cupola: ruolo

importante perché sovrasta la tomba di Pietro. Michelangelo ricordo della

cupola di Santa Maria del Fiore: disegno di Michelangelo a Lille conserva oculi

nel tamburo e ritraccia doppia calotta come Brunelleschi. Cupola e lanternino

poi costruiti da Giacomo della Porta; tamburo costruito da Michelangelo,

elemento fondamentale nell’articolazione del complesso fascia orizzontale

ritmata da colonne binate e da finestre con frontoni alternati funge da raccordo

tra basilica e cupola evitando appunto appiattimento della basilica ed

isolamento della cupola. Sulla calotta della cupola ci sono doppie colonne lungo i

costoloni e ciò ritorna nel lanternino. Quindi Michelangelo torna a pianta

centrale e conferisce monumentalità e imponenza.

­ Porta Pia voluta da Pio IV 1561; fronte principale verso interno citt à invece che

verso esterno scenografia urbana; paraste scanalate, frontone curvilineo

spezzato inserito in secondo frontone triangolare, finestre cieche motivi che

tornano fine ‘500.

­ Termina Sepoltura di Giulio II San Pietro in Vincoli.

Pietà Crocifissioni

Ultimi anni e disegni per le riflessione su sacrificio di Cristo,

redenzione, salvezza personale.

Pietà

­ del Duomo di Firenze 1547­48; quattro figure in composizione piramidale,

al centro Cristo morto sorretto da Nicodemo a cui si stringono Vergine e

Maddalena. Condivi ci dice che iniziò la pietà ‘per suo diletto’ per poi donarla a

chiesa e di farla collocare sulla sua sepoltura. L’opera fu abbandonata e

Michelangelo tentò di distruggerla frantumando a martellate la gamba sinistra

e un braccio di Cristo spezzando una mano della Vergine. Tiberio Calcagni

ricompose i frammenti del braccio e rifinì la figura di Maddalena che doveva

essere solo abbozzata. È molto commovente l’accostamento della testa della

Vergine a quella di Cristo. Tema ripreso:

Pietà di Palestrina

­ c. 1555

Pietà Rondanini

­ 1552­64; Vasari alla fine della sua vita gli amici gli diedero

un pezzo di marmo per fargli passare il tempo. Frammento del braccio sinistro:

appartiene a prima versione del gruppo con corpo inerte di Cristo che sporgeva

in avanti trattenuto dalla Madonna. Poi Michelangelo eliminò testa e busto di

Cristo già modellati e ricava le due figure dalla parte del blocco che inizialmente

era riservata solo a Maria unendo le due figure che sembrano compenetrarsi in

moto ascendente. Non c’è ricerca perfezione anatomica e il ‘non finito’ da vita ad

immagine spiritualizzata.

Le rime di Michelangelo p. 504

LA POLITICA ARTISTICA DEI MEDICI A FIRENZE

101

C’è stretta relazione tra produzione artistica toscana dopo 1530 (caduta repubblica

Fiorentina) e consolidamento dinastico perseguito dai Medici. Alessandro de Medici è

ucciso troppo presto per dare durevole impronta al suo mecenatismo ma dominio di

Cosimo lungo in campo artistico incide profondamento su citt à; incentiva produzione

di oggetti di prestigio. Giorgio Vasari al servizio di Cosimo de Medici come artista e

Le vite.

organizzatore culturale e gli dedica Vasari teorizzatore del ‘disegno’ sfruttato

da Medici per affermazione prestigio e propaganda politica Cosimo interesse per

Accademia del Disegno (fondata 1562), istituzione Accademia letteraria (1541).

Cosimo vuole consolidare potere azione politica – attenzione per valore simbolico e

propagandistico delle immagini. Trasferisce la residenza Medici da via Larga a

Palazzo Vecchio: sede del comune e quindi della Repubblica tramonto ideale politico

di indipendenza ormai irrealizzabile nello scacchiere internazionale governato

dall’Impero spagnolo e dai suoi Stati­satellite.

­ Palazzo Vecchio esterno no interventi; interno modificato in funzione di

esaltare la famiglia Medici storia romana e mitologia con funzione

encomiastica glorificando passato, presente e futuro dei Medici. Sono chiamati

Francesco Salviati:

molto artisti a partire dai lavori che iniziano nel 1540

origine fiorentina, esperienze romane e veneziane; tra 1543 e 1545 affresca la

Storie di Furio Camillo

Sala delle Udienze con ciclo di novità per Firenze,

ricostruzione del mondo antico tramite studio rovine romane e lezione di

Raffaello; con questo ciclo introduzione a Firenze di stile romano in forme

spettacolari divenendo modello per future generazioni; è uno dei primi esempi di

Angelo Bronzino

pittura profana in città. prediletto di Cosimo I, si è formato

presso Pontormo. A Palazzo Vecchio realizza decorazione della Cappella della

Storie di Mosè

duchessa Eleonora di Toledo tra 1540 e 1546 sulle pareti

salvatore del suo popolo, come prefigurazione di Cosimo de’ Medici, restauratore

dello Stato fiorentino. Stile di Bronzino: molto ricco e raffinato, citazioni di

Michelangelo, Pontormo, Rosso Fiorentino, pittori del ‘400; le forme sono

tornite, i colori freddi, esprime idea di rinascita propugnata da Cosimo I.

Allegoria alla National Gallery 1540­45, difficile lettura Cupido, Venere, il

Tempo molto ben definiti, profili e volumi messi in risalto da tonalità smaltate e

Bronzino

innaturali. ottimo ritrattista, penetrazione psicologica, particolari e

Ratto di Eleonora da Toledo

abiti alludono a rango sociale e ritratto della

Laura Battiferri

poetessa profilo tagliente, fondo ardesia, descrizione

particolari del volto e dell’abito. Bronzino realizza disegni per arazzi di Palazzo

Vecchio da 1545 Cosimo I chiama a Firenze esperti arazzieri: fino a quel

momento arazzi solo dalla Fiandre ma viene impiantata manifattura di corte

Pontormo, Bronzino, Vasari, Bachiacca, Salviati: cartoni per arazzi di carattere

encomiastico o decorativo es.: spalliere di Bachiacca per la Sala delle Udienze

Giorgio Vasari

motivi a grottesche. Nel 1555 arriva a Firenze si stabilisce al

servizio dei Medici, è pittore, scultore, architetto, scrittore, grande divulgatore

artistico e maggiore interprete dei programmi artistici di Cosimo con

consiglieri asseconda le richieste celebrative ed encomiastiche di Cosimo; con lui

i lavori a Palazzo Vecchio procedono velocemente quartiere degli Elementi,

102 quartiere di Leone X e di Eleonora da Toledo e da 1563 sistemazione definitiva

Battaglia di

del Salone del Cinquecento erano stati fatti cartoni con la

Anghiari Battaglia di Cascina

di Leonardo e la di Michelangelo ma Cosimo

dedicata la stanza alla celebrazione dei Medici Vasari ottiene da eredi di

Vittoria

Michelangelo la che era stata inizialmente scolpita per la sepoltura di

La presa di Siena

Giulio II e la colloca sotto l’affresco con significato trionfale:

Firenze trionfante su Pisa.

presto affidato a Giambologna pendant con

Francesco I successore di Cosimo che affida a Vasari la realizzazione del suo studiolo

(1570­75): aveva interessi esoterici, scientifici, aspetti misteriosi della natura Studiolo

è in camerino adiacente a Salone dei Cinquecento deve accogliere la sua collezione di

cammei, vetri, vasi, gioielli; ha forma di forziere volta a botte, pareti e soffitto con

riquadri e nicchie con statue bronzee, no luce naturale, programma iconografico

Vincenzo Borghini e Giorgio Vasari esaltare rapporto natura­arte: natura fornisce

Natura che offre

materia prima esaltata poi dall’arte dell’uomo. Al centro della volta

a Prometeo un quarzo perché lo lavori Aria, Acqua, Fuoco, Terra;

ed elementi originari

poi altre immagini: attività umane di trasformazione della materia o soggetti

Pianto delle sorelle di Fetonte

cosmologici e allegorici. Santi di Tito, nascita mitologica

Miniera di

dell’ambra da lacrime delle giovani trasformate in pioppi per il dolore;

diamanti Maso da San Friano. Statue bronzee Giambologna. Gi à Cosimo prima di

Francesco attenzione a fabbricazione oggetti preziosi e suoi successori Opificio delle

Fiasco con Catena

Pietre dure e in questo periodo oggetti pregiati come del

Buontalenti. San Lorenzo costruita cappella funeraria rivestita di pietre dure

policrome.

1530 assedio di Firenze: distruzioni luglio 1531 ritorno di Alessandro de Medici

ricostruzioni e fortificazioni eretti nuovi tratti di mura, abbattuti ripari provvisori di

Michelangelo, costruzione di fortezze (Fortezza da Basso di Antonio da Sangallo il

Giovane).

1537 assassinio Alessandro e gli succede Cosimo:

­ ricostruzione interni Palazzo Vecchio

­ risistemazione area Palazzo Pitti

­ Logge del mercato nuovo e del Pesce

­ Uffizi Giorgio Vasari da 1560: luogo di residenza e rappresentanza maggiori

magistrature fiorentine sistemata sotto il controllo del duca residente a Palazzo

Vecchio. Uffizi Vasari qualifica centro simbolico antico di Firenze inserendovi

complesso moderno aderente a canoni rinascimentali e costruisce sede per le 13

magistrature. Corridoi degli Uffizi si innesta su piazza della Signoria da un

lato e dall’altro si apre con loggia a serliana sull’Arno doppia visione: di

Palazzo Vecchio simbolo della città rimasto inalterato e scenografica con cortina

sul fiume con doppia loggia che discende da scenografia spettacoli. I due corpi di

fabbrica hanno portico al piano inferiore perché lo spazio centrale era parte del

progetto, piazza necessaria alle attività quotidiane delle magistrature. Modelli

piazza San Marco a Venezia e piazza del Campidoglio di Michelangelo in scala

ridotta. Ultimo piano uso privato del duca e raccolte d’arte solo dopo

rifacimenti del Buontalenti voluti da Francesco I nel 1584.

103 ­ Costruzione di percorso segreto sopraelevato tra Palazzo Vecchio e complesso di

Palazzo Pitti Vasari.

­ Ponte di Santa Trinita Bartolomeo Ammannati, 1567­70, tre arcate.

­ Ristrutturazione Palazzo Pitti Bartolomeo Ammannati, ampliamento interno

ed esterno, residenza suburbana dei Medici.

­ Ville e fortezze fuori Firenze.

Bernardo Buontalenti

Inventore di apparati e scenografie e architetto. Francesco I gli commissiona

completamento Uffizi (porta della Supplica e Tribuna), grotta di Boboli e complesso di

Pratolino, fortificazioni. 1574 disegna scalinata­balaustra per coro della chiesa di

Santa Trinita (oggi Santo Stefano) con motivi derivanti da scala della Laurenziana di

Michelangelo.

Michelangelo dominò scena fiorentina fino a 1534 e il suo prestigio durò a lungo

fondazione dell’Accademia del Disegno patrocinata da Cosimo I e voluta da Vasari

consacra il mito di Michelangelo la sua influenza dura molto a lungo.

David

1504 collocazione del di fronte a Palazzo Vecchio serviva seconda statua ma

molti travagli a Firenze: 1534 Alessandro de’ Medici commissiona a Baccio Bandinelli

Ercole e Caco David

da collocare di fronte al simbolo dell’orgoglio repubblicano; il

gruppo è troppo massiccio e compatto quindi in piazza della Signoria e nella Loggia

dei Lanzi ci sono importanti statue e molti scultori vogliono esporre la loro

Benvenuto Cellini Perseo

gli è commissionato bronzo da Cosimo nel 1534 per la

Loggia dei Lanzi descritta statua e tecnica fusione a cera persa nella sua

autobiografia Perseo è sui resti di Medusa, più punti di vista, definizione dettagli

elmo e viso Medusa.

Fontana di Nettuno commissione Cosimo I ad Ammannati 1563­77, bacino sorregge

bronzi con divinità marine, al centro carro sormontato da statua marmorea di

Nettuno. Giambologna Ratto della Sabina

Fine piazza della Signoria 1583 nella Loggia dei

Lanzi la cui storia è narrata da Raffaello Borghini nel 1584, impianto drammatico,

vecchio, giovane e donna, ponte tra statuaria rinascimentale e barocca, opera molto

Cosimo I a cavallo

ammirata e richiesta da Francesco I per la Loggia dei Lanzi; e

1594 fianco sinistro di Palazzo Vecchio.

piazza della Signoria impianto inalterato ma alcune statue all’interno per

inquinamento.

Medici attenzione anche a ville suburbane: parchi giardini, fontane.

Niccolò Tribolo architetto per Cosimo I nei parchi delle ville di Castello e Petraia:

labirinti, fontane; alla sua morte i lavori sono affidati a Bernardo Buontalenti Villa di

Giambologna

Pratolino: grotte, fontane, giochi d’acqua e realizza gigante

raffigurante l’Appennino che si riflette in acqua, fusione elementi naturali e artistici.

Giardino dei Boboli Buontalenti realizza la Grotta (1583­88) incrostata di

madreperla, conchiglie, pietre e nel primo dei tre locali agli angoli Buontalenti fa

Prigioni

murare i di Michelangelo per la tomba di Giulio II.

Gli Uffizi: le origini di una galleria p. 516

104

La scena del Principe p. 517

Il caso Cellini p. 518

Il ritratto ufficiale p. 519

SVILUPPI DEL RINASCIMENTO A VENEZIA E NEI DOMINI VENETI

‘500 forze navali turche e imperiali: si spartiscono dominio Mediterraneo declino

Venezia che rafforza domini nell’entroterra: investimenti terrieri attivit à agricola

rafforzamento militare:

­ Fortificazione di Nicosia dal 1567

­ Costruzione di Palmanova da 1593

forme regolari: si cerca di attuare progetto della citt à ideale

Venezia unico stato italiano non assoggettato a Carlo V ma forte minaccia dei Turchi

fino a 1530 impegno militare e poi ripiegamento interno per consolidare domini della

terraferma: declino ma in Europa fama e mito di Venezia paragonata a Roma e Atene.

Cresce richiesta di architetture private ed ecclesiastiche, produzione pittorica, molte

commissioni di dipinti. No corte che accentra la produzione artistica ma pluralità di

indirizzi.

‘500 rinnovamento urbanistico: Jacopo

­ piazza San Marco spazio rappresentativo. Piazza San Marco

Sansovino fugge da Roma dopo Sacco e inizia ad avere grande peso insieme a

Sebastiano Serlio: Trattato di architettura:

inizia a pubblicare a Venezia il no

teoria ma esempi pratici illustrati e per ogni argomenta presenta soluzioni

moderne derivanti da maggiori architetti. Sansovino nominato proto di San

Marco: organizzazione spazi cittadini e sistemazione Piazza San Marco.

Precedentemente palazzi e chiese.

Sansovino da 1533: palazzo per famiglia Corner all’imbocco di Canal Grande con

facciata in fasce orizzontali, effetti di chiaroscuro pianterreno a rustico, combinazione

colonne abbinate dei piani superiori, cornicione aggettante. Sansovino anche

scultore rilievi bronzei della porta della sacrestia di San Marco: 1545­53, concitazione

espressiva di origine romana e ricerca effetti pittorici di influenza veneziana.

­ area di Rialto spazio economico

­ Arsenale spazio militare­navale

Giovanni Maria Falconetto 1524 Padova: Loggia e Odeon per Alvise Cornaro

repertorio classico.

Michele Sanmicheli lascia Roma e torna a Verona; conosce mondo antico,

Bramante, Raffaello, Giulio Romano. Palazzo Bevilacqua: Verona da 1530, basamento

rustico si contrappone a piano nobile con colonne scalanate, ricca decorazione su tutta

facciata: effetti chiaroscurali varia il linguaggio classico. Porta Nuova di Verona

1533­40: rivestimento rustico adatto a funzione militare, frontone dorico con stemma

cittadino dibattito relativo a regola­licenza. Realizza inoltre difesa delle coste.

Venezia:

­ Ammannati da 1537

105 ­ Salviati 1549­40 attirato da possibilit à, realizza ambienti del palazzo del

Deposizione

cardinale Giovanni Grimani e una (attenzione a Raffaello,

Michelangelo, Parmigianino)

­ Vasari 1541 – 1542 chiamato dall’Aretino per curare messa in scena della

Talanta scenografia complessa; Palazzo Corner Spinelli soffitto con al centro

Carità Virtù cardinali

e intorno scorciate da sotto in su.

Piazza San Marco

1537 Sansovino nominato architetto della Repubblica. Grande libert à. Si tratta di

grande ambiente urbano porticato con luoghi della vita politica, religiosa, sociale,

amministrativa e culturale. Sansovino abbatte botteghe ingombranti e corregge di

90 gradi l’angolo formato dalla cortina di sinistra (Procuratie nuove) della piazza

con il lato corto per ottenere regolarizzazione longitudinale dello spazio e

l’isolamento scenografico del campanile di San Marco. Conserva nuclei antichi

basilica, torre dell’orologio, palazzo ducale; crea suggestivi rimandi scenografici e

dà ad ogni edificio valenza simbolica. Libreria Marciana costruita per conservare

i manoscritti del cardinale Bessarione intelaiatura antichizzante con doppio

portico dorico e ionico con variazioni come le serliane del primo piano o fregio

naturalistico chiaroscuro; infine balaustra con statue e obelischi.

Tra 1537 e 1542 costruisce loggetta sotto il campanile diventano cerniera tra

piazzetta e piazza; nei rilievi e nelle statue della loggetta che ha facciata

antichizzante celebrazione grandezza di Venezia.

Sansovino completa Procuratie e costruisce la Zecca ad angolo con la libreria.

Zecca facciata poi alzata da Vincenzo Scamozzi ma in origine aveva solo due piani.

Tiziano

Venezia a lungo scena pittorica dominata da Tiziano continuit à fino a opere anni

Venere di Urbino

’30 ma già nella del 1538 per Francesco Maria della Rovere

sensuale naturalismo permane ma già segni di nuovo orientamento.

Tiziano amico di Pietro Aretino (di cui ha fatto ritratto nel 1545) che diviene

propugnatore della sua arte presso corti italiane ed europee e che stimola interessi

di Tiziano per motivi della cultura figurativa centro italiana già introdotti a

Venezia dal Pordenone (1527­28) incline a effetti di dinamico plasticismo e di

virtuosismo illusionistico orientamento che si consolida dopo Sacco di Roma e la

conseguente diaspora degli artisti con arrivo a Venezia di Sansovino, Serlio e poi

Vasari e Salviati inclinazioni romanizzanti.

Storie bibliche

­ 1542­44 per il soffitto di Santo Stefano in Isola (oggi in Santa

Maria della Salute); concilia plasticismo delle pose artificiose dei personaggi con

ricerche cromatico luministiche svolta manieristica: momento del suo continuo

processo di arricchimento di linguaggio.

Danae

­ 1546 per i Farnese, rapidit à assimilazione e rigenerazione della sua

arte: sensualità in struttura compositiva semplificata.

1545­46 Roma ma non vi trova stimoli.

1548 va ad Augusta dove Carlo V aveva convocato dieta per celebrare vittoria

Carlo V a

militare sui protestanti a Muhlberg dipinge ritratti vincitori e sconfitti.

106 cavallo rende autorit à morale dell’imperatore la cui figura solitaria armata a

cavallo si staglia su paesaggio al crepuscolo.

1550 secondo viaggio ad Augusta quando Carlo V cede il suo potere a figlio Filippo

con cui Tiziano stringe contatti e per cui realizza molte opere: libertà ideativa e

compositiva.

Tornato da Augusta si stabilisce nella sua dimora di Birri Grande a San Canciano.

Diminuiscono lavori per Venezia ma molti quadri di devozione, mitologici, allegorici

o ritratti inviati in Spagna.

Da anni ’50 ripresa del mito con interpretazione lontana da quella tradizionale

delle opere giovanili: no favole che permettono di fuggire in mondo felice ma

riflessione, data dal recupero allora in atto a Venezia sul pessimismo ovidiano,

sulla dimensione tragica della storia in cui gli uomini appaiono in balia della sorte

nascono le ‘poesie’ inviate a Filippo II toni sempre pi ù tragici e stesura disfatta a

larghe masse cromatiche rivoluzione definita da Lomazzo ‘alchimia cromatica’

capacità di Tiziano di trasformare comuni pigmenti in materia preziosa! ci ò

colpisce contemporanei, Vasari: da vicino le sue opere non si capiscono ma da

lontano sono perfette. Sua portata intesa da Rubens, Velazquez, Rembrandt.

Annunciazione

­ 1564

Tarquinio e Lucrezia

­ 1570, Bordeaux, Vienna, Cambridge

le forme sembrano consumarsi nell’atmosfera processo che inizia con opere

giovanili portato a estreme conseguenze.

Incoronazioni di spine

Tiziano: Le due

Incoronazione di spine

­ del Louvre 1542­44. Per una cappella di Santa Maria

delle Grazie a Milano, appartiene agli anni della svolta manieristica. C’è

inconsueta enfasi drammatica attenzione su corpi plastici degli aguzzini che si

accaniscono contro figura straziata di Cristo. Tutti i personaggi sono sospinti in

primo piano da incrocio di diagonali, torsioni, contrapposizioni dinamicità; luce

radiante crea contrasti di ombre e chiazze luminose. Sul fondo c’è architettura a

bugnato rustico (Giulio Romano) e busto di Tiberio sull’architrave.

Incoronazione di spine

­ dell’Alte Pinakothek 1570 stesso impianto compositivo

ma mezzi espressivi che danno più drammaticità; nell’opera precedente c’era

atmosfera cupa e brutale mentre qui c’è visione più interiorizzata Cristo

reclina il volto sofferente; protagonista è la luce che frange le figure vanificando

effetto di solidità strutturale; fonte della luce: dall’alto; sul fondo arco. Dopo la

sua morte dipinto acquistato da Tintoretto

Marsia scorticato

Tiziano:

Realizzato intorno a 1570 per committenti sconosciuti.

Marsia, sconfitto da Apollo in gara musicale, è scuoiato vivo da Apollo assistito da uno

scita; sulla destra un satiro porta acqua per alleviare sofferenza di Marsia; re Mida

(autoritratto di Tiziano) assiste in meditazione. Sulla sinistra un giovane suona una

lira da braccio forse seconda raffigurazione di Apollo ma le analisi dicono che

inizialmente era semplice portatore di lira poi modificato dopo la morte di Tiziano da

seguaci che aggiunsero anche figura di satiro con cane in basso a destra.

Parziale precedente iconografico Giulio Romano fregio nel Palazzo del T è.

107

Gentili analisi iconologica: trionfo della musica apollinea; Maria a testa in giù: fine

primitivismo naturale di Saturno e Dioniso e inizio civiltà storica di Giove e Apollo.

Malinconia di Mida­Tiziano consapevolezza dell’irrilevanza dell’operazione artistica

di fronte alla tragedia della storia.

Tintoretto (1518/19 – 1594)

Trascorre la vita a Venezia, era figlio di un tintore e divenne pittore di grande fama.

Nel 1539 è chiamato maestro quindi ha terminato la formazione. Tintoretto assiste a

propagarsi linguaggio figurativo importato a Venezia da pittori romani e toscani. Nella

sua formazione ebbe molto peso la tradizione locale Tiziano; studio di sculture di

Michelangelo, Sansovino e antichi; acquisisce senso plastico monumentale che si lega a

sua propensione luministica di intonazione drammatica e al suo interesse per effetti

teatrali.

Miracolo di San Marco

­ 1548, esposto nella Scuola Grande del Santo grande

fama da subito; elementi spettacolari che coinvolgono da punto di vista

Rocco

emozionale gli spettatori. Tema miracolo centrale nella sua opera (San

cura gli appestati; Sant’Agostino risana gli storpi): contrasti luministiche che

accentuano significato spirituale degli eventi.

Ritratto di Jacopo Soranzo

­ 1550; grande ritrattista rappresenta soggetto

quando sul volto c’è emozione; qui non usa tipologia ritratto ufficiale ma da

vitalità al personaggio grazie a taglio e grazie a stesura cromatico luministica

sintetica e dinamica

Susanna e i vecchioni

­ c. 1557, la giovane nuda si specchia in un giardino ed è

modellata da trapassi chiaroscurali e cromatici, ignara di essere osservata dai

due giudici dalle estremità della siepe.

Anni ’60 isolamento di Tiziano e accentuarsi attivit à Tintoretto.

Entro 1566 tre tele con episodi della vita di San Marco alla Scuola Grande di San

Marco Ritrovamento del corpo di San Marco:

­ 1562­66, scorcio del corpo disteso, fuga in

diagonale degli archi della navata virtuosismo pittorico; gestualità personaggi

in primo piano che indirizzano gli sguardi verso luogo di ritrovamento

virtuosismo teatrale. Luce miracolosa e irreale, investe la scena:

coinvolgimento emozionale.

Trafugamento del corpo di San Marco

­ 1562­66; grandi effetti di luminismo, i

trafugatori avanzano in primo piano con fatica e sullo sfondo piazza.

vaste superfici senza ricorrere a prospettiva ma prende spunto da tarde opere di

Michelangelo.

1574­77 incendi a Palazzo Ducale quindi chiamato per decorazione allegorie

mitologiche per pareti Atrio Quadrato; tele per soffitto Sala delle Quattro Porte, per la

Paradiso

Sala del Senato e per il soffitto della Sala del Collegio; per la Sala del

Maggior Consiglio di cui abbiamo bozzetto. esecuzione impegnativa e gran parte

realizzata da allievi mentre Tintoretto pensa a ideazione e realizza direttamente i cicli

della Sala Grande e della Sala Inferiore della Scuola di San Rocco Sala Grande storie

108

del Antico e Nuovo Testamento intensit à espressiva, tema intervento miracoloso,

Storie della Vergine e dell’infanzia di Cristo, Santa Maria

guarigione; Sala Inferiore:

Egiziaca Maddalena Fuga

(1583­87) e enfasi gestuale e tensione spaziale smorzate;

in Egitto (1583­87) ambientazione paesistica, ambientazione notturna.

Caduta della manna Ultima

1594 tele per presbiterio di Santa Maria Maggiore e

cena; poi RIP.

Veronese (1528­88)

Formazione a Verona centro periferico ma toccato da correnti moderne; conosce opere

di Giulio Romano a Mantova, e Correggio e Parmigianino a Parma; da primi dipinti

orchestrazione prospettico costruttiva e sentimento del colore.

1551 con Giovan Battista Zelotti affresca villa Soranzo.

1553 si trasferisce a Venezia maggiore accensione cromatica: colori puri con

accostamenti di complementari che esaltano luminosità, ombre colorate ed effetti

cangianti.

Decorazione del soffitto della Stanza del Consiglio dei Dieci in Palazzo Ducale 1553­

54; diversi riquadri unificati da punto di vista prospettico e luminosità del colore

Giunone che riversa su Venezia i suoi doni: scorci di sotto in su componente

disegnativa della sua formazione; primo piano figure definite da larghe campiture

cromatiche che si stagliano su cieli luminosi; no ombre. Trionfo di Mardocheo:

1555 tele per la chiesa dei Gerolamini di San Sebastiano uno

Storie di Ester

scomparto con (1556) effetti illusionistici: chiude parte dell’orizzonte

con scorcio di gigantesco edificio (anticipa i fondali architettonici degli anni successivi).

poi opere pi ù composte anche per frequentazione circoli patrizi e viaggio a Roma

1560.

Da anni ’60 figure stagliate su sfondo di grandiosi prospetti architettonici; impianto

sempre più teatrale.

Alessandro e la famiglia di Dario

­ 1565 per famiglia Pisani; personaggi in

costumi antichi e moderni contro fondale classicheggiante contatti con

Sansovino e Palladio.

Cena in Emmaus

­ 1559­60; regia fastosa

Ultime opere semplificazione compositiva, impronta classica, nuovi interessi

luministici.

La cena in casa Levi

Veronese:

Consegnata nel 1573 alla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia per il refettorio

del convento. Tema ‘Cena’ gli permette di realizzare composizioni monumentali con

numerosi paesaggi. Qui c’è rappresentazione molto sontuosa gigantesco portico a tre

fornici definisce spazio tavolata in cui troviamo cani, buffoni, nani, garzoni, soldati.

Sotto arcone centrale scena principale di soggetto eucaristico ma troviamo anche

personaggi profani. Colore intenso e prezioso risalta mondanit à della

rappresentazione.

Dopo Concilio di Trento autorit à religiose vigilano attentamente sulle opere

Veronese condotto da Inquisizione e costretto a giustificare licenze iconografiche come

introduzione di buffoni, ubriachi e nani in un dipinto sacro. Si sono conservati i verbali

109

dell’interrogatorio: Veronese cosciente della sua autonomia e disimpegnato dal punto

di vista devozionale. Veronese invece di modificare dipinto a proprie spese ne muta il

Ultima cena La cena in casa Levi

titolo da a soggetto evangelico pi ù consono a folla

di personaggi.

Palladio (1508­80)

Punto di riferimento per architetti di tutto il mondo palladianesimo: ripresa di suoi

modelli e assunti teorici. La sua opera è molto complessa e trae frutto da rapporti con

antico, con committenti, con contesto naturale o urbanistico.

Palladio origini umili, fu scoperto da Gian Giorgio Trissino che lo inserisce nei circoli

culturali veneti e provvede alla sua formazione. Da Padova va a Vicenza con il

Trissino, viaggia a Roma dove studia sia architetture rinascimentali che antiche. Nel

1550 Trissino muore e stringe il suo rapporto con Daniele Barbaro per cui realizza

L’antichità di Roma raccolta brevemente dagli

Villa di Maser e con cui collabora a de

autori antichi e moderni Trattato

1554 e nel 1156 edizione del di Vitruvio con

illustrazioni.

­ 1546 progetto per ristrutturazione Basilica di Vicenza scelto tra altri importanti

architetti e 1549 nominato sovrintendente alla fabbrica. Basilica era palazzo civico di

Vicenza, era edificio tardogotico Palladio propone di inglobare le precedenti strutture

in regolare loggiato a due ordini di serliane; le sculture sono poste solo sulla balaustra

per contrastare slancio delle statue con estendersi in orizzontale dell’edificio.

altri incarichi: da volto monumentale a Vicenza.

­ Palazzo Chiericati dopo 1550; ali a doppio loggiato che risaltano, tra luci e

ombre create da intercolumni, la luminosa parete del salone al centro del primo

piano. stilobate, colonnati, ali, estensione della facciata riqualifica in senso

monumentale la piazza antistante.

molto attento a inserire edifici nel tessuto urbano; si rif à a Bramante, Raffaello,

Michelangelo, Giulio Romano. Gli sono richieste molte ville attento a richieste dei

committenti, alla destinazione dell’edificio, alle caratteristiche del luogo ma

tendenzialmente si rifà a due tipi che conservano il motivo della facciata­tempio:

costruzioni molto sviluppate orizzontalmente con ali porticate per depositare

1. attrezzi e prodotti agricoli

strutture più compatte a due piani con pronao sviluppato su due ordini villa

2. Cornaro a Piombino Dese (1560­65).

Villa Capra detta ‘La rotonda’ 1550­51; su collinetta presso Vicenza; pianta centrale a

croce greca con nucleo costituito da salone coperto a cupola e quattro bracci che si

proiettano verso l’esterno con pronai elevati su alte scalinate.

Loggia del Capitano da 1571; sulla Piazza dei Signori di fianco a Basilica. Realizzata

per commemorare vittoria di Lepanto, vediamo lo sviluppo del suo linguaggio.

Da anni ’60 attivo anche a Venezia anche se fino a quel momento i rapporti con la città

non erano stati fruttuosi ma alla fine gli sono commissionati due edifici religiosi:

110 ­ chiesa di San Giorgio maggiore su isole di San Giorgio da 1566; nonostante sua

predilezione per pianta circolare scegli pianta longitudinale (direttive

tridentine) ma transetto è contratto in due absidi semicircolari e le navate

hanno solo tre campate; presbiterio e coro illuminazione naturale. Esterno:

parte centrale colonne su alti basamenti reggono frontone che corrisponde a

navata centrale ci ò risalta le ali e un secondo frontone arretrato e la cupola si

sovrappone otticamente alla facciata come se l’edificio fosse a pianta centrale.

­ chiesa del Redentore sulla Giudecca 1576 Senato decide di realizzare chiesa

votiva sull’isola per il Redentore e stabilisce che ogni anno una processione

guidata dal doge e alte magistrature vi rendesse solenni ringraziamenti. Pianta

longitudinale ma all’interno la navata centrale è coperta da volta a botte e

illuminata da finestre termali e le navate laterali sono sostituite da cappelle;

l’area del presbiterio è connessa alla navata da arco centrale e fiancheggiata da

absidi struttura concepita in modo unitario e dominata dalla cupola.

Articolazione in 3 nuclei spaziali, loro fusione tramite illuminazione e

continuità bianche superfici murarie riflessione su antico + rapporto con

esigenze funzionali e simboliche. Esterno ripreso quanto gi à sperimentato in

San Giorgio: colonne e paraste centrali elevate su breve scalinata per accentuare

articolazione dei piani in prospettiva e l’effetto di presenza di pronao sulla

cupola. Quattro libri sull’architettura:

1570 Venezia rapporto con antico, orientamenti

estetici e teorici; ritiene colore più adatto il bianco.

Palladio e Veronese: Villa Barbaro a Maser

Fu realizzata per Daniele e Marcantonio Barbaro a Maser. Fu affrescata da Veronese e

ornata da Alessandro Vittoria (stucchi nel ninfeo del giardino. Fu compiuta entro

1559; è su unico piano ma c’è corpo centrale più elevato a due piani e coronato da

timpano su colonne giganti affiancato da due ali laterali porticate vocazione agricola

ma presenza di frontone: matrice classica Palladio e committenti. La facciata è lunga,

l’avancorpo centrale è sviluppato in salone a crociera. Veronese affresca ambienti

principali gioco tra architetture reali e dipinte con paesaggi, nicchie, personaggi

mitologici, ritratto famiglia Barbaro tema probabilmente dettato da Daniele Barbaro

vuole celebrare prosperità della terra e sua famiglia così vediamo elementi mitologici,

astrologici, religiosi. Paesaggi ispirati a stampe nordiche, ci sono allusioni a

campagna circostante e a mito e rovine classiche; protagonista è il colore esaltato da

luce naturale.

Il teatro olimpico di Vicenza

1580 RIP ma pochi giorni prima consegna a soci dell’Accademia Olimpica di Vicenza

il progetto del nuovo teatro da erigere sull’area delle ex prigioni. Palladio era membro

dell’Accademia rappresentazioni teatrali fino a 1885 in ambienti provvisori.

Teatro Olimpico primo teatro stabile costruito nel Rinascimento ex novo: prima si

allestivano teatri lignei all’aperto o in saloni. Progetto di Palladio ispirato a teatro

antico vitruviano cavea per il pubblico e proscenio con scena fissa. Aveva studiato

rovine antiche e progettato scene per Accademia. Differenza rispetto a teatro classico

111

all’aperto è coperto da soffitto ma ha comunque cavea sormontata da colonnato

corinzio e proscenio con scena fissa; dimensioni ridotte rispetto a modelli classici.

Muore quando erano stati realizzati solo i muri allestimento scena fissa affidato a

Vincenzo Scamozzi che si riallaccia maggiormente a concezioni di Serlio.

Teatro di Sabbioneta progettato 1588 da Scamozzi per i Gonzaga da modello

palladiano poi non più ripreso per sviluppo scenografia.

Diffusione manierismo in area lagunare soggiorno di Vasari e Salviati e conversione

Schiavone

dello (1510/15­63) tra 1535 e 1563 rielabora modelli da stampe del

delle quaglie e della manna)

Parmigianino diffondendoli con incisioni (Miracolo e opere

Adorazione dei Magi

pittoriche. Ambrosiana, 1547, movimenti generati da torsione

della colonna intorno a cui si affollano personaggi, colore a pennellate larghe e fluide

luci cangianti. Opere successive si avvicina a Tintoretto e Tiziano ma conserva

manierismo.

Libreria Marciana decorazione momento di penetrazione manierismo a Venezia

Sapienza

scala stucchi di Alessandro Vittoria, saletta con di Tiziano (1560), sala

centrale: codici dl cardinal Bessarione decorazione soffitto affidata da Tiziano e

Sansovino a gruppo di artisti interessati a manierismo tosco­romano artisti eseguono

in gara 21 tondi allegorici per gli scomparti del soffitto sottoponendo disegni e modelli

ad approvazione di Tiziano che alla fine consegna premio a Veronese. Bassano

Venezia nuove esperienze e nuovi arrivi spesso vi soggiorna il dove

frequenta bottega di Bonifacio de’ Pitati e studia opere di Tiziano e Lotto

sperimentatore attento a novità di Pordenone, Savoldo, Salviati, Parmigianino. In ogni

caso ricca stesura cromatica. 1540 si stabilisce a Bassano del Grappa. Spesso i suoi

soggetti religiosi si trasformano in temi agresti motivi realistici ripresi da stampe

Semina del grano

nordiche poi sviluppati autonomamente. 1558­62: riferimento a

parabola del Seminatore trasceso nella rappresentazione di scena pastorale con

particolari realistici come paiolo o scodella soggetti che avranno molta fama nel 1600

e molto sviluppati nella sua bottega affidata poi ai figli Leonardo, Francesco,

Girolamo. Ultimi anni riprende interesse per contrasti luministici, attenuazione

gamma cromatica: notturni.

Paris Bordon

Allievo di Tiziano, attivo a Milano, Fontainebleau e Augusta; uno dei primi a

Trattato

sviluppare partiture scenografiche architettoniche derivanti dal di Sebastiano

dell’anello al doge

SerlioConsegna per la scuola di San Marco nel 1545.

El Greco

Giunge a Venezia nel 1567 da Creta dove si era formato presso botteghe dei

madonnieri ma probabilmente conosceva incisioni veneziane e nordiche. Lavora per

Adorazione dei pastori,

Tiziano ma dalle sue prime opere veneziane come l’altarolo con

Cristo trionfante, Battesimo di Cristo vediamo interesse per luminismo di Tintoretto e

gamme fredde di Bassano. Predilezione per stesura cromatica dinamica, figure

allungate e sinuose prelude a sviluppi del suo stile dopo trasferimento in Spagna

(1575­76) dopo soggiorno a Roma in contatto con Alessandro Farnese.

112

Giovan Battista Moroni (1529­78)

Si forma a Brescia presso il Moretto (da cui prende intonazione devozionale nei dipinti

a soggetto religioso) e poi va a Bergamo dove ha grande fama di ritrattista realizza

elementi che qualificano rango dei personaggi e vediamo analisi tratti fisiognomici e

Il sarto Antonio Novagero

situazioni con verità ottica e psicologica 1570; 1564­65

personaggi nell’atto di compiere un gesto quindi no fissità del ritratto ufficiale.

IL RIGORISMO POSTRIDENTINO A ROMA, NELL’AREA PONTIFICIA E

NELL’ORBITA SPAGNOLA

Riforma protestante problemi per la Chiesa romana su immagini sacre che sono

contestate da luterani e calvinisti non ammettono sfarzo nelle chiese e considerano

culto delle immagini religiose una pratica che esclude il diretto contatto tra uomo e

Dio mentre la chiesa Cattolica riconosceva valore didattico delle immagini, afferma

che le immagini fanno parte della storia della chiesa e sono parte integrante della

liturgia.

fra i cristiani si è aperta grande frattura: le proposte di riforma non sono ben accolte

da papi e curia romana tentativi di circolo di Viterbo, cardinali Pole, Contarini e

Morone naufragano con Concilio di Trento la chiesa rende pi ù rigorosa e sistematica

la definizione della sua dottrina e dei suoi dogmi. Concilio di Trento 1545 fino a 1563

con spostamenti e interruzioni. Si parla anche del problema dell’arte sacra

salvaguardia della tradizione e della comprensibilità delle immagini controllo delle

immagini da parte delle autorità ecclesiastiche richiesta di soggetti chiari, semplici,

comprensibili da tutti.

Da anni ’60 trattati sull’arte sacra. Discorso intorno alle immagini sacre e

1582 cardinale Gabriele Paleotti pubblica

profane in cui spiega esigenze di chiarezza e semplificazione.

Contestazione contro licenze manieristiche che avevano introdotto nell’arte sacra

Giudizio universale

motivi profani e fuorvianti polemica anche contro considerato

opera simbolo per collocazione e per mito michelangiolesco ma la nudità dei corpi è

considerata indegna e semplice esibizione di virtuosismo anatomico, inoltre è attaccato

l’impianto iconografico 1564 RIP Michelangelo e Pio IV chiama Daniele da Volterra a

Due dialoghi…

coprire nudi con veli e panni mentre Giovanni Andrea Gilio pubblica

degli errori de’ pittori Giudizio Universale

il è primo bersaglio di attacco contro

licenze iconografiche per Gilio l’arte si deve fondare sulla tradizione.

Da 1560 nell’arte sacra c’ è rifiuto delle licenze manieristiche in nome di chiarezza

Marcello Venusti

espositiva parte da opere di Sebastiano del Piombo e

Noli me tangere

Michelangelo per arrivare a opere molto rigorose come dove però le

radici manieristiche non sono ancora del tutto negate.

In questo periodo si sente molto forte il bisogno di differenziare produzione sacra da

Taddeo Zuccari:

quella profana da una parte erede della decorazione del ‘500 e

Pietà

dall’altra realizza opere come la 1564­65 uno dei primi modelli di arte sacra

controriformistica: corpo morto di Cristo offerto a contemplazione sorretto da angeli

che reggono fiaccole accese e ogni particolare superfluo è tralasciato chiara lettura.

Taddeo lavora per Alessandro Farnese: opere profane ma anche promotore di ritorno

113 Federico Zuccari

a semplicità e austerità per lui lavora anche mitologia e arte

sacra. Partecipa a decorazione dell’Oratorio di Santa Lucia al Gonfalone a Roma:

1555­75, scene della Passione in partitura architettonica dipinta costituita da colonne

tortili di radice manieristico­teatrale le scene sono sempre pi ù chiare fino a

Flagellazione di Federico Zuccari 1773­77: figura cardine è Cristo.

Dopo Concilio restauro, costruzione, rilancio patrimonio artistico religioso: 1560 –

1600 tutte le chiese conformate a nuove esigenze: affreschi, pale d’altare e affreschi

non consoni sono rimossi e sostituiti.

I pittori collaborano:

­ Firenze Santi di Tito: arte calibrata

­ Bologna Bartolomeo Cesi: si rif à a precetti cardinale Paleotti

­ Marche Cristoforo Roncalli

Dopo morte di Carlo V e pace di Cateau­Cambresis (1559) Italia nell’orbita spagnola.

1571 vittoria di Lepanto trionfo cattolici su infedeli esaltazione cattolicesimo in

tutta area italo spagnola.

1540 Paolo III Farnese riconosce ufficialmente Ordine dei Gesuiti che diventano

protagonisti del concilio di Trento. Chiesa madre dei gesuiti a Roma su area di

precedente edificio donato da Paolo III a gesuiti nel 1541 molti architetti interpellati

per il progetto (anche Michelangelo) che doveva avere precise caratteristiche

separazione tra spazio riservato a fedeli e spazio riservato a clero; adatto a esigenze

liturgico­celebrative dell’Ordine. Costruzione: inizia 1568 Alessandro Farnese

Vignola

(protettore Ordine) finanzia il progetto e lo affida al pianta longitudinale,

navata unica con volta a botte; molte cappelle laterali; cupola sopra presbiterio

all’incrocio del transetto i cui bracci sono contratti al punto da diventare due

cappelloni laterali; gioco di luce sposta attenzione del visitatore sulla zona dell’altare;

cupola sopra presbiterio: caratterizza simbolicamente il luogo più sacro alludendo a

elevazione dell’anima verso Dio. Progetto della facciata non accettato da Alessandro

Giacomo della porta

Farnese e Gesuiti e affidato a pi ù sobria, rende meglio ideali

dell’ordine due piani, frontone, fianchi a volute, tre ingressi diventa modello chiese

controriformistiche. I gesuiti si occupano anche della decorazione interna della chiesa

Esercizi

arti figurative intese come veicolo di cultura, devozionalità e insegnamento

spirituali di Ignazio: teorizzazione della funzione dell’immagine nel percorso del

fedele: non ci devono essere pericoli di fraintendimenti, non ci devono essere inutili

abbellimenti.

Giuseppe Valeriano architetto e pittore che incarna questo ideale artistico

religioso. Decora due cappelle laterali del Gesù

­ Madonna della strada (1584­88) con Scipione Pulzone storie di Maria

narrative, no richiami emotivi o poetici

­ della Passione episodi della Passione di Cristo. È affiancato da Gaspare Celio

Cristo bendato Hecce homo

semplificazione immagini ed 1597 atmosfera buia

interrotta solo dal bagliore su Gesù: immagine dolente pare emergere dal buio

favorendo la concentrazione del fedele.

114

questa tipologia di pittura devozionale si diffonde rapidamente no manierismo si

linguaggio più classicheggiante, scene collocate in dimensione sovrastorica, no

Scipione

riferimenti contemporanei principale interprete di questo linguaggio

Pulzone ritratti neofeudali e immagini religiose arcaiche di intonazione pietistica e

Annunciazione

quotidiana per la chiesa di San Domenico di Gaeta 1587­88 da

modello di Tiziano depurato.

Il concilio di Trento e le arti p. 558

L’attività di committenza dei Farnese p. 559

Ultime opere architettoniche di Michelangelo troppo complesse per diventare

modelli nuove generazioni studiano trattatistica antica e rinascimentale.

Vignola:

­ chiesa del Gesù

­ progetti privati

­ tempietto Sant’Andrea sulla via Flaminia 1554, commissionata da Giulio III;

impianto ellittico nel tamburo e nella cupola con uso pianta ovale in struttura

esterna rettangolare (molto usato nel barocco)

­ tempietto Sant’Anna dei Palafrenieri

Vignola attivit à principalmente per i Farnese; studio edifici antichi, di maestri del

Regole delli cinque ordini di architettura

rinascimento e di trattati. 1562 chiaro ed

efficace. Per i Farnese trasformazione villa­fortezza di Caprarola, Palazzo di famiglia

di Vicenza, giardini del Palatino; su commissione di cardinale della cerchia di

Alessandro Farnese Villa Lante a Bagnaia da 1556: interesse per integrazione tra

architettura e ambiente nel giardino all’italiana con terrazze, fontane e giochi d’acqua.

Sacro bosco di Bomarzo 1550­63, parco voluto da Vicino Orsini, motivi fantastici:

mostri, giganti, fontane, templi. Nel parco vediamo molti elementi simbolici, ci sono

iscrizioni lungo tutto il percorso.

Portale Palazzo Zuccari in via Gregoriana 1590­98, i mascheroni sono progettati da

Federico Zuccari e anche qui vediamo motivi fantastici. Gian

1573 Vignola RIP e gli succede come sovrintendente alla fabbrica di San Pietro

Giacomo della Porta che termina la cupola.

Pontificati di Gregorio XIII (1572­85) e di Sisto V (1585­90) riassetto urbanistico a

Domenico Fontana:

Roma radicale trasformazione forma urbana di Roma. Sisto V

vuole congiungere tramite strade larghe e dritte le sette basiliche più importanti

percorsi aperti ex novo e segnati con fontane o obelischi in punti strategici gli spazi

sono scenografici. Il progetto ha valenza sacra allusione a stella. Dopo morte Sisto V

numerosi cantieri diretti da architetti lombardi: Domenico Fontana, nipote Carlo

Maderno, Flaminio Ponzio, Giacomo della Porta.

Chiesa di Santa Susanna Carlo Maderno 1597­1613 modello Chiesa del Ges ù

interpretata in modo più chiaroscurale, Maderno pone accento su rapporto interno­

esterno e sulla corrispondenza tra la facciata e l’ambiente. Facciata: due ordini

115

sovrapposti; molto risalto a portale e balcone al primo piano, rilievi verso il centro,

balaustra sul timpano motivi dinamici e plastici.

Carlo Maderno 1603 chiamato a dirigere fabbrica di San Pietro e nel 1607 vince

concorso per costruire la facciata Maderno deve affrontare trasformazione edificio da

pianta centrale (Michelangelo) a longitudinale per rispettare dettami del Concilio di

Trentoprolungamento delle navate avrebbe allontanato la cupola dalla facciata

sminuendone così la funzione di fulcro generatore dello spazio centralizzato Maderno

ne era consapevole e struttura quindi la lunga facciata con unico ordine gigante per

proporzionare l’enorme cortina alle strutture michelangiolesche e cerca armonia con

ambiente circostante.

Stefano Maderno Santa Cecilia giacente:

1599 commissione da cardinale Sfondrati

per commemorare ritrovamento del suo corpo nella chiesa di Santa Cecilia in

Trastevere e offrire a fedeli modello di pietà. Marmo bianco, dimensioni naturali, è ai

piedi dell’altare in nicchia di marmo nero, naturalezza e semplicità della modellazione

lontana da ogni virtuosisimo.

Francesco Mochi Annunciazione per il coro del duomo di Orvieto tra 1603 e 1608

nuovi effetti luministici e dinamici che si distaccano definitivamente da manierismi.

La nascita delle accademie p. 565

Federico Barocci decora ad affresco la Casina di Pio IV e nel 1565 torna a Urbino

in volontario ritiro Urbino era citt à in decadenza ma c’era grande vivacità culturale.

A Roma Barocci aveva assimilato le tendenze artistiche e si era accostato a

Confraternite e Ordini che aspiravano riforma spirituale verso semplicità. A Urbino si

avvicina a Francescani e Cappuccini per i quali interpreta ideali di semplicità e

comprensibilità:

Deposizione di Cristo1569

­ per la cappella di San Bernardino nel Duomo di

Deposizione

Perugia; parte da di Daniele da Volterra a Trinità dei Monti e

rielabora spunti da Taddeo Zuccari rappresentazione affollata incentrata su

Cristo morto, sullo svenimento della Vergine verso la quale si slanciano le Marie

gesti patetici. Abbiamo disegni preparatori che si concentrano molto sulla resa

della luce.

Fuga in Egitto Madonna della scodella

­ 1573, ispirata a di Correggio; c’è

armoniosa e morbida fusione di toni.

Barocci grande fama grazie a diffusione stampe prese dai suoi dipinti o da lui

eseguite: risultati chiaroscurali. Fine ‘500 molto influente in su Italia, Toscana,

Bologna, Milano e Roma.

1530 Incoronazione Carlo V.

Bologna situazione artistica tranquilla, è legata a Roma e a corte pontificia ma c’è

una delle più importanti università italiane ci ò vivacizza ambiente

culturale: ci sono artisti residenti, passaggio di Vasari e Salviati,

importanti eventi artistici decorazione di Palazzo Poggi da parte di

Pellegrino Tibaldi Niccolò dell’Abate

e Tibaldi Sala di Ulisse

(1550­51): motivi da Perin del Vaga e Michelangelo.

116

Lelio Orsi da Novellara elabora a Reggio Emilia interpretazione surrealista della

maniera di Correggio, Giulio Romano e Parmigianino e motivi romani

Martirio di Santa Caterina (1565).

Seconda metà ‘500 – Bologna: eventi artistici, dibattiti teologici e scientifici animati da

Paleotti e Ulisse Aldovrandi Paleotti chiede decoro, verosimiglianza e utilit à nella

realizzazione delle immagini sacri (Concilio di Trento) e Aldovrandi classificazione

scientifica basata su raccolta immagini tratte da diretta osservazione del naturale

Bartolomeo Passarotti Il botanico 1560, minuzia descrittiva fiamminga e interesse

naturalistico precedenti della cultura carraccesca.

MOLTEPLICITÀ DI TENDENZE NELL’ORBITA SPAGNOLA E IMPERIALE

Genova legame con Carlo V il cui impero è sostenuto da banche genovesi e si avvale

dell’organizzazione navale ligure e Genova resta indipendente grazie ad alleanza

stretta dalla Spagna con Andrea Doria. Genova nobili controllano potere, finanze e

committenza artistica.

Lombardia Milano inglobata nel dominio spagnolo e da ricca capitale diventa

provincia di un impero. Dopo contese tra Spagna e Francia: situazione si stabilizza e

iniziano ad arrivare nuovi artisti e Milano torna ad essere centro di scambi culturali e

di produzione di armature, oreficerie e pietre dure. Con arrivo di Carlo Borromeo

serrato confronto tra egli e lo Stato Borromeo prevale e anche Milano è conformata a

dettami tridentini arte austera, abbandonati ultimi manierismi; inizia stagione pi ù

rigogliosa con Federico Borromeo.

Napoli e sud no guerre ma grande dipendenza da Spagna che sfrutta risorse locali.

Napoli: crisi cicliche causate da pestilenze o carestie ma attira molti pittori da Italia e

Fiandre.

Genova

Galeazzo Alessi a Roma nel 1536 aveva studiato opere di Bramante e di Antonio da

Sangallo il Giovane. Luca Giustiniani gli commissiona villa suburbana Villa

Giustiniani (poi Cambiaso): 1548, riprende impianto della Farnesina, coniuga motivi di

Antonio da Sangallo e Michelangelo con esuberanza ornamentale: ordine corinzio al

primo piano della facciata, mascheroni e ghirlande nelle cornici delle finestre dei

mezzanini probabilmente sviluppa questo gusto decorativo a Genova.

Santa Maria Assunta in Carignano: iniziata 1522 per famiglia Sauli, croce greca, 5

cupole, all’esterno riprende progetto bramantesco per San Pietro: larga facciata

sormontata da timpano tra due campanili a base quadrata e cupola centrale su

tamburo a serliane.

Alessi a Genova: acceleramento del programma di riqualificazione urbanistica: 1550

costruita ex novo ‘Strada nuova’ (via Garibaldi) grande investimento, ristretta cerchia

di famiglie può erigere palazzi nel luogo più prestigioso progettazione affidta a

Giovan Battista Castello (Il Bergamasco) Bernardino Cantone

e ma Alessi fu

supervisore i palazzi sono fastosi, facciate decorate con sculture, rilievi e pitture ci ò

affascina Rubens che durante i soggiorni a Genova fa disegni di edifici di maggior

spicco della città. In questo periodo anche molti affreschi e decorazioni (Giovan

117 Luca Cambiaso:

Battista Castello). formazione locale, soggiorno romano sostituisce

Castello quando è chiamato in Spagna. Durante maturità rimedita giovanili

Madonna con candela e Cristo al cospetto di Caifa

esperienze romane 1570­72 in

consonanza con esigenze postridentine. Cambiaso effetti geometrizzazione figure con

esiti di grande forza espressiva, esperimenti luministici, predilige notturni, lumi e

torce.

Milano

Passaggio sotto dominazione spagnola mantiene per alcuni decenni forza di

attrazione grazie a importanza attività manifatturiere e commerciali, richiama artisti

Gaudenzio Ferrari:

che devono realizzare opere che ostentino ricchezza dei signori

fino a 1537 attivo solo nelle provincie di Piemonte e Lombardia poi trascorre 10 anni a

Crocifissione

Milano: aggiornamento stilistico. 1535 (poco prima trasferimento

milanese), composizione affollata e concitata, episodi ricchi di pathos e tensione.

Martirio di Santa Caterina

­ 1540­41, rappresentazione contro fondale urbano,

descrizione corpi carnefici in primo piano, santa Caterina volto impassibile.

Paris Bordon: Sacra famiglia con san

Milano attrazione per artisti forestieri: 1584

Gerolamo per Santa Maria presso San Celso. Realizza anche opere da camera: tele con

Betsabea al bagno con le ancelle in tre versioni diverse.

Milano no interventi urbanistici o monumentali: incertezza politica causata da guerre

e da succedersi di governatori viene solo realizzato nuovo circuito di mura.

Galeazzo Alessi

Tommaso Marino fa chiamare e gli commissiona Palazzo Marino da

1557, sviluppa esperienze genovesi e si rifà a opere romane come palazzo farnese;

facciata due ordini, all’interno c’è cortile d’onore, sontuoso salone e cortile più raccolto.

Pareti cortile maggiore e salone decorazione a stucchi con motivi allegorici gusto

genovese di colmare spazi vuoti con motivi ornamentali. Crollo economico di Marino

crollo progetto che prevedeva apertura di strada di collegamento tra Palazzo e area di

Piazza Duomo e Piazza dei Mercanti.

Alessi a Milano:

San Barnaba

 Facciata di Santa Maria presso San Celso

influenza su artisti locali, avvio processo di rinnovamento che porta Milano e

Lombardia in posizione di avanguardia.

Leone Leoni

1542 chiamato come incisore di monete e medaglie alla Zecca: grande

cultura e Carlo V gli commissiona ritratti suoi e della sua famiglia in marmo e bronzo

Carlo V che calpesta il Furore: 1551­53, effetti virtuosistici, Carlo V si erge su spoglie

contorte del nemico e il suo volto esprime eroica impassibilità, ci sono richiami a

statuaria classica Carlo V ideale continuatore dell’antico. Leoni: per i ritratti parte da

modello in creta molto naturale per poi realizzarlo in marmo o bronzo eliminando

elementi troppo caratterizzanti dal punto di vista fisiognomico o psicologico.

Leoni presto molto celebre e si fa realizzare palazzo dove ospitare le sue collezioni di

opere Casa degli Omeoni (1556) ci sono telamoni sulla facciata, vediamo citazioni

classiche e citazioni tardo manieristiche.

Papa Pio IV gli commissiona monumento funebre per il fratello Gian Giacomo de’

Medici detto il Medeghino Duomo di Milano c. 1560, marmi policromi, sculture

118

allegoriche in bronzo (centrale richiama statue dei capitani di Michelangelo nella

Sagrestia Nuova di San Lorenzo).

1565 arrivo di Carlo Borromeo a Milano citt à diventa roccaforte della controriforma.

Carlo: nato da famiglia milanese ma ricevette formazione a Roma con lo zio Pio IV,

prende parte al Concilio di Trento. Svolge azione pastorale esemplare: forte tempra

spirituale e decisa azione che coinvolgono tutte le strutture milanesi, sono introdotti

nuovi Ordini, fondate chiese e istituzioni che regolassero problemi di istruzione e

organizzazione vita quotidiana Milano diventa citt à rituale: sistema di parrocchie,

confraternite, ospedali… Carlo Borromeo visita personalmente chiese e cappelle per

adeguarle a disposizioni stabilite durante il Concilio detta modifiche da effettuare, si

sofferma su problema altari e della differenziazione dell’area per i fedeli da quella per

Pellegrino Tibaldi

il clero in questi lavori è affiancato da a Pavia realizza Collegio

Borromeo: doppio ordine di serliane nel cortile, no effetti decorativi. A Milano:

Adegua strutture interne del Duomo a necessità liturgiche progetta pulpiti per

 predicazione e scurolo che lo costringe a rialzare area presbiteriale e ricollocare

altare maggiore considerato dal Borromeo fulcro spirituale di ogni edifico sacro.

Sull’altare eleva edicola con tabernacolo: attenzione su Eucarestia.

San Fedele per i Gesuiti da 1569: ripropone chiesa del Ges ù di Roma in chiave

 più michelangiolesca.

Antonio Campi Crocifissione con scene della passione 1569; influenza di Carlo

Borromeo sono illustrati i particolari prediletti dal cardinale e in una sola tavola sono

concentrati tutti gli episodi della Passione da Inchiodamento ad Ascensione. Registro

drammatico accentuato da notturno.

Juan Bautista de Toledo Juan de Herrera

e monastero di San Lorenzo

dell’Escorial (Madrid) 1563­84, l’architettura michelangiolesca è interpretata in

chiave controriformistica e austera. Decorazione pittorica: Luca Cambiaso e Pellegrino

Pompeo Leoni

Martirio di San Lorenzo

Tibaldi; pala d’altare con di Tiziano; realizza

Famiglia di Filippo II in preghiera.

scultura con

Cremona

Per tutto ‘500 prospera scuola artistica locale che ha grande fortuna.

Camillo Boccaccino,

Chiesa di San Sigismondo decorazione iniziata 1535:

 Giulio e Antonio Campi, Bernardino Campi.

Giulio Campi elabora stile prezioso che inizialmente prende spunti da Raffaello,

Parmigianino, Giulio Romano e i Veneti e più tardi è più vicino a nuovo clima religioso

Riposo durante la fuga in Egitto

con immagini devozionali commoventi: in San Paolo

Converso a Milano 1566­67.

Antonio Campi a Milano entra in contatto con ambiente del Borromeo e con ordini

religiosi innovatori; con i fratelli realizza decorazione di San Paolo Converso

propensione a narrazione drammatica ricondotta a motivi quotidiani e naturalistici.

Vincenzo Campiprende parte a decorazione di San Paolo Converso; realizza opere

ispirate a controriforma e opere profane con nature morte e scene di genere in cui

119 La fruttivendola:

rende i particolari 1580, anello di congiunzione tra naturalismo

lombardo di matrice bresciano­bergamasco e sviluppi fine ‘500.

Bernardino Campi Sofonisba Anguissola

presso la sua bottega si forma (invitata

a corte da Filippo II per la sua abilità nei ritratti): immagini naturalistiche,

autoritratti, ritratti di familiari tramite osservazione diretta del personaggio.

Giovan Paolo Lomazzo presto cieco così grande attività letteraria:

Il trattato dell’arte della pittura (1584)

 Idea del tempio della pittura (1590)

 informazioni preziose su artisti attivi in Lombardia. Suo allievo fu

Ambrogio Figino Sant’Ambrogio sconfigge gli ariani:

1590 tele con composizione

molto dinamica che anticipa gli sviluppi del ‘600.

Napoli e Sicilia

Metà ‘500 nuovi apporti culturali modificano in chiave manieristica la cultura

napoletana ancora legata a modi raffaelleschi importati da Polidoro da Caravaggio.

Soggiornano Vasari e Roviale Spagnolo che lavorano per committenti religiosi e laici

Marco Pino

ma non suscitano grande eco. Invece è molto gradito: moderato ma

San Michele arcangelo

esplicito michelangiolismo e ispirata devozionalità 1573 per

Sant’Angelo al Nilo.

Pittura napoletana: immagini di forte intonazione patetica, descrizione di particolari

realistici per coinvolgere i fedeli: molte opere fiamminghe in circolazionefine ‘500

Teodoro D’Errico

Napoli molti artisti nordici come fonde modi internazionale con i

Crocifissione, Annunciazione,

toni patetici della cultura napoletana (Polittico con

Francesco Curia:

Apostoli 1608). Fine ‘500 mediatore culturale tra suggestioni

controriformistiche barrocesche e nordiche, tra devozionalità locale e motivi del

Annunciazione

linguaggio manieristico europeo 1596­97.

Campo architettonico: costruzioni militari per arginare le incursioni dei turchi lungo

le coste ci sono torri di controllo e baie e porti sono difesi da torri, inoltre sono

realizzati nuovi circuiti bastionati e nuove mura.

La corte di Rodolfo II a Praga

1604 Karel van Mander stampa storia di artisti fiamminghi e italiani grazie a viaggi

compiuti in Europa. Vuole indicare le città più ricche di opere ma non cita Anversa,

Roma o Firenze ma cita Praga divenuta capitale dell’impero nel 1583 quando Rodolfo

II aveva abbandonato Vienna minacciata dai Turchi. La famiglia di Rodolfo II era

stata molto interessata alle arti e lui in particolare allestisce grande collezione nel

castello imperiale boemo e molti artisti si insediano al suo interno. Rodolfo fa

Dama con l’ermellino La

acquistare molte opere preziose possedeva di Leonardo,

Madonna del rosario di Durer, e molte altre importanti tele di Tintoretto e Veronese

Giuseppe

e Marte legati da amore).

(Venere Commissionò anche molte opere

Arcimboldo giunse a Praga al suo servizio (già ritrattista per Ferdinando I e di

Massimiliano II). Già per Massimiliano II aveva realizzato ritratti allegorici unendo

120

diversi oggetti in sembianze antropomorfe genere che raggiunge culmine del successo

con Rodolfo I commistione naturale e artificiale, licenza e regola ci ò incarna clima di

Ritratto di Rodolfo II come Vertumno:

Praga frequentata da maghi, filosofi, astronomi.

1589 dopo suo ritorno a Milano e inviato a Praga nel 1590, fattezze imperiali tramite

Bartholomeus Spranger

unione di fiori e frutti (Vertumno: dio dell’abbondanza). a

lungo al servizio di Rodolfo II: stile raffinato ed elegante, opere sacre e profane che

Atena sconfigge l’ignoranza

avranno molta fortuna grazie a circolazione delle stampe.

e protegge le arti e le scienze: 1591, chiara allusione a Rodolfo II. Miseroni,

Rodolfo II colleziona anche oggetti preziosi e da Milano arrivano i incisori e

intagliatori di metallo.

1612 RIP Rodolfo II e scoppio guerra dei trent’anni definitivo tramonto maniera

internazionale.

IL RINNOVAMENTO DELLA PITTURA TRA LA FINE DEL XVI E IL PRINCIPIO

DEL XVII SECOLO

Fine XVI­inizio VIIstabilit à politica europea in equilibrio definito da pace di Cateau­

Cambresis ma la corona spagnola ha subito gravi sconfitte con la proclamazione

d’indipendenza dell’Olanda nel 1581 e il naufragio dell’Armada; tuttavia acquisizione

del Portogallo e rafforzamento colonie bilanciano perdite spostando l’asse degli

interessi spagnoli da Mediterraneo ad Atlantico. Filippo II RIP 1598 e gli succede

Filippo III.

Francia stabilit à prima con Enrico III e poi con Enrico IV riemerge come seconda

potenza europea.

Italia: Genova ricchezza finanziaria

 Firenze limitata da punto di vista territoriale si allinea a politica di Filippo III

 Stato Sabaudo inizia a sviluppare autonomia nazionale

 Venezia e Roma indipendenza: politica filofrancese per contrastare potenza

 spagnola ma assassinio di Enrico IV inizia declino stati italiani Venezia sta

perdendo potere sul mare, stato pontificio difficoltà interne.

Inizio ‘600 grave crisi europea: carestie, pestilenze, rallentamento dei traffici periodo

oscuramento per stati italiani interrotta produzione ed esportazione. Guerra

trent’anni non tocca Italia ma contraccolpi politici, economici e finanziari quadro di

declino in cui però arti e scienza sono fecondi teorie di Galileo entro 1610 confermano

teorie eliocentriche contro quelle della Chiesa; a Roma dopo il 1590 arrivano

Caravaggio e Annibale Carracci. In questi anni: crescono le commissioni per via del

rinnovamento di chiese e conventi e nascono collezioni private che favoriscono

produzione di dipinti di piccolo formato Roma diventa richiamo per molti artisti.

Ludovico, Agostino e Annibale Carracci

Stanco ripetersi di manierismi genera insofferenza in questi artisti padani

naturalismo e ritorno a natura e verosimiglianza.

Ludovico, Agostino e Annibale 1582 Bologna: fondano accademia dei Desiderosi

accademia privata con scuola legata a pratica di bottega con la proposizione di modelli

che consentissero di tornare al vero naturale superando così la fase di decadenza

121

manieristica pi ù stretto contatto con realtà quotidiana e rimeditazione su tradizione

rinascimentale con modelli come Raffaello, Correggio, Tiziano, i Barocci. Il disegno è di

nuovo strumento di indagine della realtà e fondamento di nuovo stile che rifiuta

bizzarrie, virtuosismi complessi e concettosità senza rinunciare alla grandiosità.

Disegno punta a comprensibilit à e verosimiglianza delle immagini esigenze

devozionali e orientamenti scientifici.

Dipinti giovanili di Annibale Carracci

Ragazzo che beve (1582­83)

 Macelleria (1583)

Vediamo motivi figurativi fino a quel momento appannaggio dei fiamminghi anche se

già entrati nel repertorio padano (Vincenzo Campi, Bartolomeo Passerotti) ma

Annibale fa interpretazione che evita pericolo di sembrare semplice registrazione

Macelleria:

analitica grazie a grande capacità di sintesi grande formato, scena di

genere rappresentata come storia, le figure hanno pose composte e monumentali.

Carracci tra indagine naturalistica e ricreazione grande stile classico.

Carracci attivit à volutamente corale 1678 Carlo Malvasia redige la loro biografia e

riporta loro affermazione quando gli chiesero di distinguere le mani di ciascuno

dissero ‘l’opera è dei Carracci, l’abbiamo fatta noi’. Tuttavia nel corso degli anni la loro

maniera si differenzia: Ludovico Carracci

Annunciazione di 1585 per chiesa di San Giorgio, mostra

 la sua complessa personalità sensibile alle richiesta di chiarezza narrativa del

cardinale Paleotti. Vediamo severo rigore formale e prospettico, la scena è

composta ed equilibrata, non ci sono elementi superflui ed è molto semplificata

al fine di rendere la lettura molto chiara. Particolari per terra come i libri o il

volto della Vergine rivelano lo studio dal vero. Gamma cromatica contenuta;

effetti luministici delicati rivelano gli aspetti naturali e sovrannaturali. Studio

di artisti emiliani e veneti assorbito e interiorizzato. Più avanti le sue opere

avranno maggiore eloquenza narrativa e compositiva ma rimane caratterizzato

fa sensibilità per la sfera dei sentimenti, capace di commuovere e persuadere.

Agostino Carracci

Comunione di San Gerolamo di 1591­92 per la Certosa di

 Bologna, opera paradigmatica, molte citazioni e riferimenti culturali, molto

apprezzata. Agostino forte componente intellettuale ed erudita quindi lontano

da sensibilità devozionale di Ludovico e dallo slancio appassionato di Annibale.

Riferimenti espliciti a Tiziano, Tintoretto, Veronese, Correggio, Raffaello vuole

giungere a ideale di perfezione. Calda intonazione cromatica di matrice veneta.

Annibale Carracci

Assunzione di 1592 per chiesa di Bologna. Esperienze

 naturalistiche nella caratterizzazione degli apostoli che manifestano

concitatamente stupore davanti al sepolcro vuoto; sopra tra le nuvole la Vergine

ascende. C’è calda gamma cromatica e potente slancio ascensionale della

composizione accentuati contrasti luministici personalit à appassionata

insoddisfatto di Bologna così nel 1595 va a Roma fino alla morte.

Solo Ludovico rimane a Bologna fino alla morte nel 1619 dipingendo pale con grande

Martirio di San Pietro Toma

tensione religosa 1598­99.

Annibale è invitato a Roma da Odoardo Farnese, legato pontificio di Bologna che gli

commissiona decorazione del Camerino e della Galleria di Palazzo Farnese. Annibale è

122

a contatto con opere di Michelangelo, Raffaello e modelli antichi arriva a sintesi di

idealismo e naturalismo. Annibale fa parte della cerchia Farnese ma non diventa

artista di corte restando legato alla pratica concreta della professione presso la sua

bottega a Roma studiano Guido Reni, Domenichino e Francesco Albani: assimilano il

Pietà

suo classicismo carico di energia e slancio creativo. 1599­1600 per i Farnese,

oggi a Napoli, tema drammatico concentrato su rapporto tra Vergine e Cristo

appoggiati al sepolcro. Le due figure sono investite da luceci ò evidenzia l’impianto

monumentale del gruppo; corpo di Cristo: bellezza ideale. Ebbe rapporti deludenti con

i committenti declino fisico e psichico Giulio Mancini ci parla della sua malinconia e

dell’attacco febbrile che lo porta alla morte nel luglio 1609. Deposizione Fuga in

Realizza due lunette per il cardinale Aldobrandini con la e la

Egitto (1603­04): le doveva realizzare tutte ma poi si ammala e affida il lavoro

Fuga in Egitto

all’Albani. primo paesaggio italiano ispirato all’ideale classico: apre

strada a opera di Domenichino, Poussin e Lorrain; in veduta fluviale la famiglia non

ha risalto e la protagonista è la natura; c’è senso di profondità prospettica e

atmosferica tagli spaziali e luminosi; studio particolari naturalistici.

Annibale grande cultura: conoscenza opere venete, paesaggi archeologici di Polidoro

da Caravaggio.

Annibale Carracci: la decorazione della Galleria Farnese

Palazzo romano dei Farnese progettato da Antonio da Sangallo e compiuto da

Michelangelo, Vignola e Della Porta. Dopo morte di Alessandro è ereditato da Odoardo

che eredita anche le collezioni farnesiane di dipinti e sculture antiche. Odoardo voleva

completare la decorazione commissiona affreschi del Camerino e della Galleria ad

Annibale Carracci: era ancora sconosciuto a Roma.

Camerino 1596­97, qui Odoardo voleva saggiare la sua abilit à e Annibale può

sperimentare le modulazioni del suo linguaggio in contatto con opere di Raffaello e

Michelangelo e con opere antiche. Troviamo intreccio di motivi mitologici (virtù),

decorativi (grottesche e finti stucchi), e araldici (gigli Farnese) moderna

interpretazione dell’universo classico.

Galleria fulcro del percorso del palazzo, luogo di esposizione delle opere e di

espressione di potenza.

Odoardo:

­ iniziale progetto che prevedeva cicli incentrati sulle gesta dei Farnese

­ opta poi per un ciclo mitologico Amori degli dei e nelle fasce parietali le virt ù

sotto la protezione di Perseo.

Arriva anche Agostino per aiutare il fratello ma difficile collaborazione così Agostino

torna in Emilia. Alla fine dei lavori ci sono collaboratori Domenichino, Lanfranco e

altri.

Affresco della volta 1598­1600, complessa intelaiatura architettonica con medaglioni e

Trionfo di Bacco e Arianna

ignudi ispirati a volta della Sistina. Riquadro centrale: e

intorno in scomparti minori altri cicli dell’Olimpo e fauni, ninfe, ciclopi. C’è studio dal

naturale.

123

Michelangelo Merisi

È nato a Milano nel 1571 e nella seconda metà del 1592 si trasferisce a Roma in

circostanze oscure. Il padre era maestro di casa dei marchesi di Caravaggio e faceva

l’architetto. A tredici anni Michelangelo va nella bottega di Simone Peterzano, di

cultura veneta. In quegli anni deve aver avuto comunque altre sollecitazioni

naturalismo di Antonio e Vincenzo Campi, Sofonisba Anguissola, opere di Lotto,

Moretto, Savoldo, Moroni immediatezza.

Non abbiamo suoi dipinti anteriori al trasferimento a Roma; forse fece viaggio a

Venezia.

Giunto a Roma lavora otto mesi per la bottega del Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari)

che era impegnato in grandi commissioni ed era l’ultimo esponente del

tardomanierismo romano.

Caravaggio inizialmente dipinge composizioni di fiori e frutta opere di genere minore.

Baglione ci dice che poi and ò a stare da solo e dipinge scene di genere a mezza figura

Buona Ventura, Bari: acquistati dal cardinal Del Monte che lo ospitò nel suo palazzo

favorendo il suo insediamento in vivace ambiente culturale e mettendolo in contatto

con importanti famiglie come i Giustiniani, i Barberini, i Borghese e i Mattei.

Baglione prima di stabilirsi dal Cardinal del Monte realizz ò ‘quadretti da lui nello

specchio ritratti’ pratica nordica ma usata anche da Savoldo e da Leonardo per i suoi

esperimenti. Riflessione: circoscrive meglio il frammento di natura e il rapporto luce­

Ragazzo con canestra di frutta Ragazzo morso da un ramarro

ombra 1593­94 e 1592

adesione a verità, adolescenti ripresi da modelli antichi o michelangioleschi, fiori,

frutta, canestre e caraffe di cristallo. C’è forte adesione formale ed emotiva al modello,

analitica descrizione dei particolari, luce costruisce forme, studiati tagli compositivi

quasi a indicare assoluta dignità di ogni elemento naturale Vincenzo Giustiniani

aveva classificato in una lettera la pittura in dodici gradi dal più basso al più alto

collocando fiori e frutti al quinto e riportando l’affermazione di Caravaggio per cui ‘che

Canestra di

tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori come di figure’

frutta all’Ambrosiana 1596 per Federico Borromeo che l’ammir ò molto e disse che per

via della bellezza non riuscì a farsi fare un pendant; vediamo significati simbolici

vanitas e caducità beni terreni, significato sacrale dei frutti.

Concerto, Suonatore di liuto, Bacco:

Altre opere per il cardinal Del Monte significati

simbolici e attenzione al dato naturale. Per Del Monte affreschi del soffitto del

Testa di Medusa

gabinetto alchemico (suoi unici affreschi) e 1596­98, al centro di uno

scudo da parata donato da Del Monte a Ferdinando de’ Medici idea di raffigurare

testa su scudo origine classica ma grande attenzione all’espressione, urlo carico di

angoscia studio di violente emozioni umane gi à iniziato in Lombardia con Leonardo e

Fanciullo morso da un granchio

lo vediamo anche in di Sofonisba Anguissola nel

Fanciullo morso da un ramarro fino appunto alla testa di Medusa e ai volti contorti su

successive tele.

Cappella Contarelli incarico avuto grazie a intercessione del cardinal Del Monte: deve

San Matteo e l’angelo, Conversione di San Matteo, Martirio di San Matteo

realizzare

prime opere pubbliche.

Riposo durante la fuga in Egitto 1595, atmosfera autunnale, Vergine assopita con

Bambino in grembo interpretazione raccolta e intima tra Lotto e Savoldo. Luce

124

investe angelo risaltando particolari delle ali e del panno per poi arrivare fino a

paesaggio fluviale sulla destra creando ombra alle spalle di San Giuseppe dove c’è

asino. Naturalismo negli oggetti fiasca tappata con foglio arrotolato, saccone rigonfio

evento sacro posto nella sfera del quotidiano. Spartito retto da Giuseppeverso del

Cantico dei Cantici in onore di Maria.

1600 (non ha ancora terminato Cappella Contarelli) commissione per la cappella

Cerasi (Santa Maria del Popolo) da parte di Tiberio Cerasi con:

Conversione di San Paolo 1600­1601, no apparizione divina, la luce violenta

 dall’alto colpisce il manto del cavallo che occupa la maggior parte del dipinto e lo

stalliere che lo tiene per il morso fino a invadere il corpo riverso di Paolo che

spalanca le braccia.

Crocifissione di San Pietro 1600­1601, grande attenzione alla verità dell’azione,

 contrasti luministici che devono rendere anche significato spirituale luce

abbaglia il peccatore rappresentando illuminazione della grazia; la croce è

simbolo della costruzione della Chiesa alla luce del martirio.

Quando Bellori le vede ‘la storia è affatto senza azione’ le rappresentazioni sono

antieroiche e antiauliche.

Esecuzione altare commissionata ad Annibale Carracci sono quindi scelti due grandi

artisti: riconosciuto il loro ruolo di protagonisti.

Bellori prima tinte dolci poi sempre più scure servendosi molto del nero.

Mancini pone accento sulle lumeggiature

quindi Caravaggio cerca verit à ottica dell’immagine.

Molte commissioni:

Deposizione per la Cappella Vittrice nella Chiesa nuova degli Oratoriani 1602­

 04, resa realistica fisionomie, drammaticità nel gruppo dei dolenti,

monumentalità resa da contrasti luministici.

Madonna dei pellegrini per la chiesa di Sant’Agostino Baglione ci dice che

 genera schiamazzo dai popolani: pellegrini inginocchiati uno con i piedi fangosi

e l’altra con la cuffia.

Madonna della serpe per l’altare della Confraternita dei Palafrenieri in San

 Pietro 1605­06, considerata di intonazione troppo plebea e rifiutata e poi

comprata da Scipione Borghese.

La morte della Vergine per la cappella Cherubini in Santa Maria della

 Scala1605­1606, pi ù grande scandalo: tema della morte richiamato troppo

violentemente al piano terreno con grande evidenza per coinvolgere gli

spettatori. Umile ambiente in ombra, apostoli raccolti intorno al catafalco della

Vergine che ha volto pallido, ventre gonfio, braccio inerte; in primo piano

vediamo Maddalena su una sedia che piange con il volto tra le mani. Vesti

dimesse, personaggi umili. Intonazione cromatica smorzata ma violentemente

rialzata dal rosso della veste della Vergine e del tendone che inquadra la scena

unico elemento scenografico ma di tipo povero come studio di pittore. Giudizi

negativi per ambientazione spoglia e dimessa interpretata come provocatoria

senza cogliere connessione con controriforma. Vergine giovane come immagine

allegorica della Chiesa visto come mancata adesione a verit à storica; ventre

gonfio allude a grazia divina della gravidanza di Maria ma interpretato in

125 modo oltraggioso perché si diceva fosse gonfio perché Caravaggio avesse usato

come soggetto una prostituta morta trovata nel Tevere. Rifiutata fu comprata

dai Gonzaga su consiglio di Rubens.

• Vediamo quindi crescere commissioni ma alcune opere iniziano ed essere

San Matteo e l’angelo

rifiutate (es.: prima versione del poi comprato da

marchese Giustiniani) la novit à del suo linguaggio non è compresa, le sue

scelte iconografiche sgomentano pi ù che verità si chiedeva nobiltà e

devozione. La sua fama cresce ma crescono anche gelosie e contrasti il suo

comportamento era anticonformistico e aveva un temperamento violento ne

abbiamo descrizione di Van Mander. 26 maggio 1606 rissa con Ranuccio

Tommassoni dovuta al gioco della pallacorda che rimane ucciso

Michelangelo fugge da Roma ed è ospitato in un feudo dei Colonna e poi si

reca a Napoli.

­ primo periodo napoletano 1606­07:

Madonna del rosario per una cappella di San Domenico Maggiore in

 primo piano fedeli che invocano la grazie della Vergine tra i santi

Domenico e Pietro; ci sono altri personaggi nell’oscurità del fondo e nella

parte alta troviamo drappo rosso annodato a colonna (probabile allusione

ai Colonna).

Sette opere di misericordia per la chiesa del Pio Monte della Misericordia

 agitata gestualità dei personaggi, azione frantumata, contrasti

luministici drammatici, è uno spaccato della realtà popolare napoletana:

a Napoli trova terreno fertile.

­ periodo a Malta 1608­inizio 1609: il 14 luglio 1608 ottiene la croce dei cavalieri

di Malta nel documento si parla del suo zelo religioso e da una testimonianza

sappiamo del suo comportamento coraggioso contro i turchi:

Ritratto del gran maestro Alof de Wignacourt

 Decollazione del Battista per la chiesa di San Giovanni dei cavalieri (oggi

 alla cattedrale della Valletta) 1608, larga 3.60 mt, firmata ‘fra’

Michelangelo’ in rosso nella pozza di sangue del Battista. La scena è

ambientata nel cortile di un carcere, due prigionieri osservano la scena

dietro le sbarre, il carnefice sta per dare il colpo di grazia al santo che è

già a terra, una giovane ha un bacile per raccogliere la sua testa e una

vecchia si porta le mani al volto per l’orrore mentre il carceriere da ordini.

Rapporto tra spazio e figure ribaltato rispetto a opere precedenti e

contrasti luministici meno violenti, dominano vuoto e penombra.

­ periodo in Sicilia dopo la fuga da Malta dove era stato incarcerato per contesa

con cavaliere dell’ordine Siracusa, Messina e Palermo:

Seppellimento di Santa Lucia a Siracura

 Resurrezione di Lazzaro a Messina 1608­09

 Adorazione dei pastori a Messina

 Natività a Palermo trafugata 1965

­ secondo periodo napoletano torna a Napoli nell’estate del 1609 ma è aggredito

presso una locanda, viene incarcerato e continua a dipingere. Poi gli è concessa

la grazia così si imbarca a Porto Ercole per tornare a Roma: a uno scalo è

126 arrestato per uno scambio di persona e quando viene liberato la sua barca è

salpata e muore lungo il cammino presso Porto Ercole il 18 luglio 1610.

Davide con la testa di Golia tra ultime opere, autoritratto come Golia

 decapitato verso cui Davide si volge con espressione pietosa.

La cappella Contarelli

1599 Caravaggio ottiene commissione per la Cappella Contarelli in San Luigi dei

Francesi grazie a intercessione del cardinal Del Monte. Gli affreschi erano stati

affidati al Cavalier d’Arpino.

radiografie: realizzate in poco pi ù di un anno.

Vocazione di San Matteo parete sinistra, momento in cui Matteo è

 Martirio

chiamato da Cristo: sia qui che nel la luce ha funzione

unificante e ha importante ruolo simbolico investendo i personaggi

intorno al santo e qui in particolare è studiata con l’illuminazione reale

dalla finestra. Inizialmente c’era solo Cristo, San Pietro è stato aggiunto

in un secondo momento mediazione della chiesa tra umano e divino. I

personaggi sono intorno al tavolo e hanno vesti contemporanee, forti

notazioni realistiche. Il dipinto è costruito su due piani paralleli nella

zona inferiore ci sono tutti i personaggi, la fascia superiore è vuota

connotata solo dalla finestra e dalla luce che vi penetra.

Martirio di San Matteo parete destra, azione violenta nel pieno del suo

 svolgimento, tre elaborazioni (radiografie): la composizione iniziale era

più classica e convenzionale e sullo sfondo c’era un tempio; versione

intermedia in cui in gesti dei personaggi sono più vigorosi; versione

definitiva in cui le prime sono cancellate e lo spazio è profondo, il

carnefice colpisce il santo riverso e gli astanti fuggono. Presenza

dell’angelo che porge la palma e del fascio di luce che irrompe sul santo e

sul carnefice possibilit à di riscatto del carnefice. Gli abiti sono

contemporanei, pare una rissa da strada (critiche di Bellori).

San Matteo e l’angelo altare, dipinto due volte perché la prima versione

 non piacque. L’iconografia è tradizionale San Matteo scrive il vangelo e

riceve ispirazione da un angelo. Nella prima versione Matteo sembrava

un popolano analfabeta aiutato dall’angelo a scrivere no decoro

comprata da marchese Giustiniani e poi passò nei musei di Berlino dove

fu distrutta durante la seconda guerra mondiale.

L’influenza di Caravaggio

Caravaggio non ebbe una scuola o allievi ma la sua influenza fu vasta e intensa la

sua opera fu studiata da italiani e fiamminghi. Non essendoci stata una scuola o

contatto diretto con Caravaggio il gruppo dei suoi seguaci è molto eterogeneo erano

interessati al suo naturalismo e alle sue novità iconografiche e formali.

Orazio Gentileschi, Carlo

Pittori che divennero suoi seguaci prima della sua morte:

Saraceni, Orazio Borgianni, Giovanni Baglione (per breve tempo).

Orazio Gentileschi

127

Toscano, giunge a Roma nel 1576 e lavora presso Cavalier d’Arpino e Cesare Nebbia e

ha propensione per chiarezza disegnativa e per gamme cromatiche chiare e fredda. Da

1605 motivi del naturalismo caravaggesco ma senza la componente drammatica

rappresentazioni nitide ed eleganti, gamme di colori freddi. Assimilazione elementi

caravaggeschi anche in opere realizzate dopo la partenza da Roma:

Annunciazione 1623.

 Ritrovamento di Mosè 1633, realizzato a Londra dove fu pittore di corte.

Prima di recarsi a Londra: Marche, Toscana, Parigi (servizio di Maria de’ Medici),

Olanda diffusione di motivi caravaggeschi conseguenze su Jan Vermeer.

Artemisia Gentileschi

Figlia di Orazio prende dal padre limpido rigore disegnativo ma nelle sue opere

troviamo accenti drammatici ed effetti teatrali che derivano da modelli caravaggeschi

1630 trasferimento a Napoli e diffusione del linguaggio Caravaggesco.

La Maddalena penitente 1617­20.

Carlo Saraceno Adam Elsheimer

Veneziano, giunto a Roma fine ‘500, suggestionato da attenzione

per effetti luministici e atmosferici. Saraceni naturalismo di Elsheimer interpretato

in chiave veneta e con toni elegiaci; nei dipinti religiosi studio di Caravaggio:

drammatici contrasti luministici e resa realistica dei personaggi:

Estasi di San Francesco

 Miracolo di San Benno Martirio di San Lamberto

e 1617­18 per Santa Maria

 dell’Anima

Morte della Vergine 1615­19 per Santa Maria della Scala in sostituzione di quella

 del Merisi.

Orazio Borgianni

Inizialmente nemico di Caravaggio poi si accosta alla sua opera tra 1610 e 1610 spunti

naturalistici e drammatici sulla sua cultura figurativa maturata in Spagna durante

soggiorno a contatto con El Greco e i tardi dipinti di Tiziano.

Sacra famiglia e santi 1615, modulazione di ombra e luce studiata per conferire

 massimo risalto al gruppo raccolto intorno al Bambino che gioca col Battista; in

primo piano natura morta in un cesto: sensibilità per motivi naturalistici.

Influsso caravaggesco no riprese letterali o citazioni fino a secondo decennio ‘600: in

questi anni situazione più complessa e articolata maggiori commissioni pubbliche

affidate a seguaci dei Carracci ma alcuni pittori si pongono sulla scia di Caravaggio:

Bartolomeo Manfredi Concerto

Opere da camera che riprendono iconografie di Caravaggio 1620 perde

tensione originaria ma vediamo divulgazione di motivi caravaggeschi e illuminazione

laterale e artificiale con contrasti chiaroscurali.

Soggetti di genere caravaggeschi resi con naturalismo favore presso artisti nordici

giunti a Roma a inizio ‘600 floridezza mercato, consorterie che ospitavano nuovi

arrivati, grandi collezionisti offrono protezione ad artisti stranieri dotati.

128

Giovanni Serodine

Si dedica principalmente a soggetti sacri di cui da interpretazione molto passionale.

Incontro di

Trasforma scene religiose in avvenimenti quotidiani con personaggi umili

San Pietro e San Paolo sulla via del martirio 1624­25: pennellate rapide, luci e ombre

profonde che si staccano da nitida definizione di Caravaggio.

Jean Valentine de Boulogne

Giunto a Roma 1612 e poi fino alla morte, si accosta a opera di Caravaggio tramite

Scena di Osteria

Bartolomeo Manfredi. 1616­20 spessore psicologico, stesura

pittorica di tocco, apprezzato da Barberini grazie al quale tra 1627­28 gli è

Martirio dei santi Processo e Martiniano.

commissionata pala per San Pietro con

Simon Vouet

Attivo a Roma tra 1612 e 1627 quando fu chiamato a Parigi come pittore di corte. Fu

grande ritrattista, circondato da collezionisti che gli danno incarichi:

La tentazione di San Francesco San

Due pale per San Lorenzo in Lucina e

 Francesco rinuncia ai suoi averi 1624: studi su caravaggeschi seconda

generazione, tonalismo veneto e Guercino.

Gerrit Van Honthorst

Soggetti di genere, lume di candela:

San Giuseppe falegname: 1617

Artisti stranieri che a Roma studiano Caravaggio diffondersi del suo linguaggio in

Olanda e Fiandre. Roma fortuna caravaggesca declina da 1630 classicismo e nuove

esperienze.

Il Bamboccio sviluppa tema di lontana derivazione caravaggesca Bambocciate:

scene quotidiane che divengono di genere.

Roma: gli emiliani

Roma Annibale Carracci ha molti allievi, collaborano con lui nella Galleria Farnese

Guido Reni, Giovanni Lanfranco, il Domenichino e Francesco Albani presto

raggiungono autonomia e ricevono molte importanti commissioni hanno comune

formazione carraccesca e questo è il fondamento del loro orientamento classico. Avendo

collaborato nella Galleria Farnese appresero il metodo di Annibale elaborare

ideazione grafica preliminare in studi dal vero sempre più dettagliati e poi realizzare

cartone a grandezza naturale.

Guido Reni

Per lui fu molto importante la formazione presso Annibale. Fino al XIX a Roma ebbe

incredibile fama. La sua prima educazione si svolge a Bologna e la completa a Roma

prima nella bottega di Denys Caevert e poi presso la bottega degli Incamminati con

studio della statuaria antica, di Raffaello, Annibale e Caravaggio perviene a

classicismo integrale: ripropone antico e rinascimento con toni di nostalgia, linguaggio

129 Aurora

severo, eleganza ma anche naturalismo soprattutto nei cicli di affreschi come

nel Casino di Palazzo Rospigliosi 1613.

La strage degli innocenti

Pala con 1611­12 per la Cappella Ber ò della chiesa di

 San Domenico di Bologna, oggi alla Pinacoteca Nazionale.

Fatiche di Ercole 1617­21 per Ferdinando Gonzaga.

 Da queste due opere vediamo che ha padronanza sia nei temi sacri che in quelli

profani e riesci a fondere motivi antichi, rinascimentali, elementi naturali in

immagini con gamme cromatiche luminose.

1614 Reni torna definitivamente a Bologna dove ha molte commissioni. Anni ’30

allenta la tensione drammatica e usa toni più elegiaci, accordi quasi monocromatici

verso argento.

Francesco Albani

Arriva a Roma con Reni dopo esperienza formativa simile alla sua. Lavora con

Annibale nella Galleria Farnese, nelle lunette Aldobrandini e nella cappella Herrera

in San Giacomo degli Spagnoli elaborando personale visione classicista, ha vena

elegiaca e morbida e si distacca da passione di Annibale e da idealizzazione di Reni.

Storie di Venere e Diana 1617 per Scipione Borghese, vediamo lo studio di

 affreschi di Raffaello della Farnesina interpretati però con sentimento idilliaco,

rappresentazione serena e distaccata del paesaggio.

Roma – primi trent’anni del ‘600 si sviluppa estetica classicista Giovanni Battista

Trattato

Agucchi: tra 1607 e 1615 la natura deve essere sottoposta a processo di

idealizzazione (come in Raffaello e poi in Annibale). Questo trattato sarà considerato

Vite

molto importante ancora da Bellori che nelle sue (1642) lo indica come testo

fondamentale.

Domenichino

Le sue opere incarnano i precetti dell’Agucchi. Aveva iniziato con studi letterari,

giunse a Roma a inizio ‘600 collabora con Annibale, Reni e Albani diventando

autonomo dopo morte di Albani nel 1609.

Nelle sue opere vediamo interesse per il disegno (appresso da Ludovico Carracci), per

chiarezza narrativa e lunga elaborazione formale seleziona elementi naturali per poi

idealizzarli in dimensione classica. Realizza molti affreschi, pale per chiese romane e

bolognesi, dipinti mitologici e paesaggi con ambientazioni ispirate a ideale classicità

Guado 1605 (Galleria Doria Pamphilj). Torna qualche a tempo a Bologna e nel 1612 è

richiamato a Roma da Gregorio XV.

Guercino

Emiliano, formazione provinciale, attenzione iniziale per pittura di Dosso Dossi, veneti

e Correggio. Si accosta a Ludovico Carracci interesse per effetti di luce e resa

atmosferica, sviluppa tecnica a macchie e contrasti luministici. Fu chiamato a Roma

da Gregorio XV.

Carro di Aurora Carro di Aurora

1621 nel Casino Ludovisi. Un era già stato

 realizzato da Reni nel soffitto del Casino Borghese dove c’era tensione ritmica

molto chiara ma Guercino con collaborazione di Agostino Tassi (intelaiatura

architettonica) da all’immagine grande impeto anche grazie a effetto di

sfondamento illusionistico della volta; vediamo luci vibranti, effetto di

130 La notte

movimento generato da nubi; nella lunetta con vediamo visione più

malinconica grazie a sensibilità luministica.

Et in Arcadia ego 1618, due pastori pensierosi davanti a rovine con teschio,

 sullo sfondo alberi e nubi. Iscrizione latina ‘io (la morte) sono presenta anche in

Arcadia’ quindi nella dimensione apparentemente incontaminata di pastori,

musica è memento mori di intonazione elegiaca in cui Guercino esprime

sentimento di tramonto di ideale classicità.

Milano

1595 – 16131 diocesi di Milano retta da Federico Borromeo temperamento diverso

dal cugino e durante il suo periodo vivace stagione artistica.

Fino a 1620: florida situazione economica in Lombardia poi ripercussioni della guerra

dei Trent’anni, pestilenze crollo artigianato ed esportazione.

Quando situazione è stabile Federico Borromeo promuove molte iniziative istituti

religiosi, Duomo…

Federico formatosi a Milano, soggiorn ò a lungo a Roma dove entrò in contatto con

circoli intellettuali e devozionali interessati a riforma della Chiesa, ha sempre avuto

opinione favorevole delle immagini realizzate rispettando i dettami controriformistici.

A Roma fu patrocinatore Accademia di San Luca e vuole dotare Milano di strutture

culturali 1607 istituita Biblioteca Ambrosiana e 1618 fondata Accademia ambrosiana

per provvedere a istruzione artisti Federico dona all’Accademia la sua collezione di

Canestra di frutta.

opere per fornire modelli ai pittori opere antiche,

1584: RIP Carlo Borromeo spinta popolare per canonizzare il vescovo: Federico si

adopera e fu canonizzato 1610; nel 1602 era già stato beatificato il capitolo del Duomo

per l’occasione commissionò ciclo di tele a tempera (quadroni) con le gesta di Carlo

Cerano,

Borromeo quattro tele commissionate al molto amato da Federico che lo

ospitò a Roma e Bologna formazione lombarda, spunti da Raffaello, Michelangelo e i

Cerano

Carracci. forza drammatica e tono penitenziale delle sue opere: adesione a

Carlo che distribuisce ai poveri i proventi della vendita del

insegnamenti di Carlo

principato d’Oria: brani eloquenti, spunti naturalistici, vuole favorire meditazione e

coinvolgere emotivamente gli spettatori. Vediamo accalcarsi della folla dei poveri sulla

scalinata e la figura solitaria del santo sotto il portico che placa il tumulto con la sua

presenza e la sua autorità morale Cerano grande pittore di storia.

Martirio di Santa Caterina per santa Maria presso San Celso, pala d’altare con

 immagini drammatiche, realistiche nei particolari e visionarie nell’impianto

generale; concitata tessitura cromatica.

Dopo santificazione di Carlo Borromeo commissionate nuove tele per rappresentare i

Giulio Cesare Procaccini

suoi miracoli accanto a Cerano lavora che contrappone a

visione cupa e drammatica di Cerano scene più pacate e sontuose che riecheggiano

motivi emiliani.

Annunciazione 1612 per Sant’Antonio Abate, resa atmosferica intima, dolcezza

 gesti ed espressioni.

131 Procaccini, Cerano,

Il martirio delle Sante Serafina e Seconda 1625,

 Morazzone: detto il dipinto delle tre mani omogenea nonostante

collaborazione, possono essere individuate le tre mani.

Morazzone

Soggiorno giovanile a Roma contatto con ambienti influenzati da Barocci e Zuccari,

Pentecoste

poi riscoperta di Gaudenzio Ferrari composizioni scenografiche e corali

1615 per il soffitto della Sala delle Congregazioni del Tribunale di Provvisione a

Milano, al centro c’è vuoto di cielo aperto da vortice luminoso e intorno la Vergine, gli

apostoli. Tra 1620 e 1630 è attivo al Sacro monte di Varallo con Tanzio da Varallo.

Tanzio da Varallo

Nato in Valsesia, nel ‘600 fa viaggio a Roma dove entra in contatto con opera di

Caravaggio tele e affreschi lombardi rimeditazione di motivi caravaggeschi e

accostamento a opera del Cerano visione inquieta e drammatica, grande intensit à

Studio di pastore La concezione di

espressiva e naturalistica per la pala con

Sant’Anna. Davide e Golia 1616­17, Pinacoteca di Varallo, intonazione funerea e

visionaria.

Daniele Crespi

Allievo di Cerano all’Ambrosiana. Realizza cicli per le certose di Garegnano (1629) e

Digiuno di San Carlo

Pavia (1630). 1625, Santa Maria della Passione, figura ascetica

del santo raffigurata con adesione sentimentale, composizione spoglia e austera,

semplificata per suscitare partecipazione e commozione.

Venezia

Inizio ‘600 dispute diplomatiche e militari 1606 Paolo V lancia interdetto alla citt à e

lotta con Turchi per dominio su Adriatico. Paolo Sarpi difende Venezia da

interdizione.

Artisticamente isolata rispetto agli altri centri sblocco a inizio anni ’20 quando

arrivano artisti forestieri:

Carlo Saraceni

­ viaggi a Roma e torna a Venezia 1619: il suo caravaggismo

non ha seguito anche per via della sua morte prematura.

Padovanino

­ porta a Venezia classicismo di matrice Carraccesca ma anche lui

non ha seguito.

Domenico Fetti

­ romano, a Mantova fu ordinatore delle raccolte dei Gonzaga,

nel 1621 arriva a Venezia dove sta fino alla morte nel 1623. A Mantova studiò

Parabole

opere di Rubens, Tiziano, Tintoretto nelle sue vediamo naturalismo

deciso ma non analitico, gli episodi evangelici sono rappresentati come scene di

Buon Samaritano

genere, paesaggi luminosi 1622­25. Dipinti mitologici

Polifemo e Galatea

moderna visione pittorica unita a cultura lagunare 1622­

1625, fluire luce e colore: interpretazione fiabesca del mito.

132 Johann Lyss

­ a Venezia 1625, cultura multiforme, esperienze nordiche,

Apollo e Marsia Sacrificio di Isacco

modelli romani (1624­29) e (1624­29)

componente naturalistica da studio di Rubens e Caravaggeschi.

Bernardo Strozzi

­ grandi precedenti professionali, fu frescante a Genova.

Importanti per la sua formazione Rubens e i caravaggeschi e a Venezia impara

tradizione locale effetti illusionistici, ricco cromatismo sfaldato nella luce

Elemosine di San Lorenzo 1639­40.

Rubens in Italia p. 614

IL BAROCCO E LA CULTURA EUROPEA DEL SEICENTO

Impero contraccolpi dalla Guerra dei Trent’Anni conclusasi con la pace di Vestfalia

(1648) asse politico si sposta verso la Francia. Crisi Asburgo: investe Spagna e suoi

domini italiani.

1588 sconfitta Armada spagnola ma vitalit à artistica con il Barocco iberico ma

declino dopo 1660: esaurimento metalli da colonie americane. Lombardia e Vicerame

di Napoli il governo spagnolo consolida regime feudale per legare aristocrazia alla

corona accentuando pressione fiscale su altri ceti mendicit à, brigantaggio, saccheggi,

calo demografico e peste.

A declino Asburgo e Italia corrisponde ripresa di altri stati Francia, Inghilterra,

Olanda che ha grande sviluppo economico e c’è grande fioritura pittorica (Hals

Rembrandt, Vermeer).

Inghilterra conflitto tra parlamento e Carlo I sconfitto 1649 per contrasto tra corona

e aspirazioni democratiche della borghesia.

Spagna difficolt à anche per rivolte in Catalogna e Napoli.

Vita religiosa e culturale inquietudini: Dialogo dei massimi sistemi del

­ 1633 processo a Galileo con la condanna del

mondo (1632) conseguenze: nuova concezione dello spazio. Stranamente

condanna sotto Urbano VIII nuovo umanesimo, si lascia alle spalle rigorismi

della controriforma.

­ rivoluzione artistica compiuta da Caravaggio aveva ribaltato canoni

dell’estetica rinascimentale e usato luce fenomenica come strumento di nuova

rivelazione della realtà conseguenze: diffusione filone naturalistico in Europa.

Urbano VII probabilmente dovuta a lui l’affermazione di gusto nuovo, fu appassionato

d’arte, patrono di Pietro da Cortona e Bernini api barberiniane baldacchino di San

Trionfo della divina provvidenza

Pietro e soffitto di Palazzo Barberini con (Pietro da

Cortona).

Barocco da termine spagnolo barrueco perla irregolare. Da ‘700 usato in accezione

negativa da Francesco Milizia per indicare la ‘peste del gusto’ (Borromini, Bernini, Da

Cortona). Fu Wofflin a rivalutare il periodo.

133

‘600 Roma punto di riferimento dell’arte europea. Borromini, Bernini, Da Cortona:

non sono romani ma sono richiamati a Roma dalla politica di mecenatismo dei papi e

dalle commissioni delle grande famiglie. Roma assume aspetto sempre più fastoso ed è

meta di molti artisti stranieri in viaggio di studio che si specializzano in pittura di

paesaggio e bambocciate. Grandi papi mecenati Urbano VIII, Innocenzo X Pamphilj,

Alessandro VII Chigi, importante anche il ruolo dei Gesuiti sforzo evangelizzazione

missionaria, propaganda, istruzione e celebrazione cattolica.

Religiosità dominata da correnti mistiche figure della controriforma riproposte come

tramite del sovrannaturale (Ignazio da Loyola, Caterina Ricci, Filippo Neri).

Barocco frequente rappresentazione dell’estasi: esperienza interiore trasportata sul

piano dello spettacolo e della glorificazione esteriore con tripudi sensuali

di Santa Teresa

(Transverberazione di Borromini); vediamo teatralità, ostentazione,

cupo richiamo della morte inquietudine spirituale Quietismo (ripiegamento mistico

che punta a pace interiore tramite annientamento della volontà) e Giansenismo

(subordina alla grazia efficacia di opere e sacramenti) condannati da Gesuiti.

Luigi XIV combatte giansenisti e protestanti ma incoraggia spinte autonomistiche

della chiesa gallicana in appoggio ai suoi disegni assolutistici. Effettua rigido sistema

di controllo con ministro Colbert politica, religione, economia, cultura, arte reggia di

Versailles: 1661­1690 Le Vau e Mansart punta a glorificare potere regale.

Academie Royale de Peinture et de sculpture

1684 Colbert fonda dittatura in nome di

ideali classici di Charles Lebrun (direttore).

‘600 et à di conflitti e antinomie, non può essere indicato solo con il termine barocco!

Roma – fine ‘600 declino rispetto a splendore et à precedente anche per diminuito

mecenatismo di successori di Alessandro VII.

Napoli, Torino, Genova, Venezia vivace sviluppo e rinnovamento:

­ Torino trasformazioni su iniziativa di Emanuele II e poi Vittorio Amedeo II

­ Sicilia ricostruzione centri distrutti da terremoto 1693 e poi Reggia di Caserta

(1751) di Vanvitelli

­ Napoli rinnovamento urbanistico con Carlo III di Borbone

1680 re polacco Giovanni Sobieski vittoria sui Turchi: recupero di prestigio

dell’Impero che si espande verso oriente e rilancio dell’iniziativa austriaca.

Conseguenze passaggio della Lombardia all’Impero (pace di Rastad 1714) ed

estendersi influenza asburgica su Ducato di Parma, Regno di Napoli, Granducato di

Toscana. Vienna diventa metropoli tardobarocca per iniziativa di Eugenio di Savoia

interventi urbanistici e palazzi monumentali ispirati a modelli francesi Versailles era

ideale del potere assoluto: regge realizzate sul suo modello citt à tedesche: palazzi in

stile francese con giardini all’italiana.

134

Opere che inaugurano stagione barocca:

Lanfranco

Assunzione della Vergine 1625­27 nella cupola di Sant’Andrea della

 Valle a Roma. Trionfo

Decorazione del salone di Palazzo Barberini di Pietro da Cortona con

 della divina provvidenza 1633­39.

In entrambe vediamo la dilatazione dello spazio sentito come continuum

popolato da moltissime figure. Hanno provenienza e formazione diversa ma sono

accomunati da volontà di superare tradizione tardomanieristica e il classicismo

emiliano; vogliono fondere spazio reale e spazio dipinto in unità spettacolare la

composizione si espande liberamente intorno a centro che agisce come vortice

determinando moti mutamento di sensibilit à ed evoluzione culturale in

rapporto a concetto di spazio recenti scoperte astronomiche, immagine del

cosmo diventa veicolo per rendere percepibile ai sensi mondo delle idee;

troviamo invenzioni allegoriche, nuova fiducia in sé stessa della Chiesa. sono

portate a compimento le premesse dell’illusionismo prospettico settentrionale

Lombardia, Veneto, Emilia: scienza degli scorci (architettonici e umani) ruolo

importante Correggio con affresco per la cupola del Duomo di Parma: spirale di

nuvole e angeli roteanti verso empireo di luce da questo modello affresco di

Lanfranco per Sant’Andrea della Valle.

Agostino Tassi

Realizza architetture dell’Aurora di Guercino realizzata tra 1621 e 1623 per il Casino

Ludovisi recinto di muraglie sfonda la volta sospingendola verso l’alto; apparizione

carro Aurora trainato da due cavalli: chiaroscuro drammatico.

Giovanni Lanfranco

Si forma nell’ambito dei Carracci, poi si accosta a modelli caravaggeschi moderati

(Gentili e Saraceni), studia Correggio da cui deriva, reinterpretandolo, impianto per

Assunzione di Sant’Andrea della Valle stacco netto rispetto agli affreschi del

Domenichino nella tribuna: nella cupola c’è composizione unitaria trasformata in

spettacolo celeste, complessa trama di ombre e luci.

Apparizione di Cristo a Santa Margherita da Cortona 1622, la santa è riversa e

 Cristo le appare tra angeli in luce sovrannaturale.

Pietro da Cortona

Modesta formazione nel tardomanierismo fiorentino, si trasferisce a Roma dove

frequenta Marcello Sacchetti e Cassiano del Pozzo gusto per antico e grandi pittori

Baccanali

del ‘500 studia rilievi della Colonna Traiana e i di Tiziano. Commissione di

affresco per la volta del Gran Salone di Palazzo Barberini da parte di Urbano VIII nel

Trionfo della divina provvidenza

1633 programma iconografico dettato da

committenti: doveva glorificare i Barberini tramite episodi allegorici che illustrassero

virtù cristiane tramite episodi mitologici composizione in 5 settori: uno rettangolare

al centro e quattro trapezoidali ai lati tramite finto cornicione ornato da ghirlande e

tritoni su cui sono sovrapposte figure allegoriche cos ì no rigidezza di limite spaziale.

La Divina Provvidenza domina sul Tempo e sulle Parche che decretano onore

135

immortale ad api barberiniane; chiaroscuro modella le forme che hanno peso

monumentale.

1637 viaggio a Firenze e commissione da Cosimo I decorazione di una sala di Palazzo

Quattro stagioni

Pitti con le realizzato solo 1640 (dopo aver finito soffitto

barberiniano) e negli anni successivi realizza anche le sale dei Pianeti intonazione

ariosa, cromatismo chiaro, novità: stucchi bianchi e dorati che incorniciano gli

affreschi creando nesso decorativo tra parti plastiche e pittoriche.

Commissione da Innocenzo X decorazione galleria di Palazzo Pamphilj.

Affreschi per la cupola, il catino e la volta della Chiesa nuova a Roma (1647­65)

 La gloria della Trinità:

per i padri dell’Oratorio nella cupola, rispetto a

Il

Lanfranco accentua levità dei colori e ricchezza decorazioni. Nella volta

miracoloso intervento della Vergine durante i lavori di costruzione della Chiesa

Nuova episodio della vita di san Filippo Neri, fonde intento narrativo con

illusionismo scenografico.

Pietro da Cortona: ruolo guida.

Pietro da Cortona considera architettura inferiore a pittura.

progetto Villa del Pigneto per i Sacchetti (ante 1630) oggi distrutta, manipola

elementi tradizione classica e rinascimentale con sensibilità scenografica (studio

manierismo fiorentino e architettura romano­ellenistica), corpo centrale aperto da

nicchione bramantesco e basse ali laterali incurvate verso l’esterno, collegato a

giardini retrostanti tramite scalinata a rampe ellittiche con terrazze e ballatoi.

Corrispondenza elementi concavi e convessi novit à.

ricostruzione della chiesa dell’Accademia di San Luca (e Martina) (di cui era stato

eletto principe nel 1634) inizio lavori 1635 e incoraggiati da lui dopo ritrovamento

corpo Santa Marina, durano fino 1650. Pianta a croce greca ritorno a schemi

rinascimento toscano; andamento curvilineo della facciata arginato ai lati da coppie di

pilastri procede nuove sperimentazioni; succedersi di colonne incassate e pilastri

aggettanti: studio Michelangelo; accostamento linee curve e spezzate nella cupola.

facciata di Santa Maria della Pace1656­57, superfici concave e convesse: scenografia

che abbraccia piazza antistante. Parte superiore vicina a Santi Martina e Luca.

Grande novità portico semicircolare su colonne doriche. Forti accenti plastici.

cupola di San Carlo al Corso 1668, forti accenti plastici, fasci di pilastri e colonne

ritmano il tamburo.

Gian Lorenzo Bernini

Nella sua opera vediamo libert à inventiva, dinamismo, capacità di plasmare la

materia rinnovato rapporto con la natura e con la tradizione natura sentita come

campo di forze in azione e teatro della manifestazione divina; la tradizione perde

carattere dogmatico.

Nella sua formazione ebbe grande importanza l’antico. Fu allievo del padre Pietro e

Capra amaltea

coglie grande ricchezza di possibilità nell’arte classica 1615 fa

rivivere gusto ellenistico per composizioni di piccolo formato, resa naturalistica.

In Bernini è eliminato qualsiasi residuo manieristico e realizza opere drammatiche e

caratterizzate da tensione.

136 David 1623, tende la fionda e prende la mira aggrottando la fronte: attimo

 culminante del confronto con Golia che non si vede ma la sua presenza è

implicita nell’atteggiamento di Davide.

Apollo e Dafne Metamorfosi

1624­25, ispirato a di Ovidio, Apollo sta per

 raggiungere Dafne che fugge e sarà trasformata in Lauro rottura totale con

tradizione rinascimentale e manieristica il movimento è bloccato al suo

culmine, la figura si fonde con lo spazio circostante. Trattamento del marmo

resa mimetica del fogliame, delle capigliature, della corteccia. Metamorfosi

troviamo sfumature simboliche, si percepisce contrasto tra foga

dell’inseguimento e vanità del possesso raggiunto. C’è distico sul basamento

‘chi amando insegue le gioie

dettato da Maffeo Barberini (poi Urbano VIII)

della bellezza che fugge, riempie la mano di fronde e coglie bacche amare’.

Baldacchino di San Pietro commissione da Urbano VIII nel 1624: realizzato

 Borromini

con collaborazione di e terminato entro 1635. Struttura grandiosa,

quattro colonne tortili e coronata da quattro volute che si incurvano a dorso di

delfino sopra trabeazione ricca di fiocchi. Difficoltà trasporre nel bronzo e in

dimensioni colossali invenzione provvisoria senza distruggerne il carattere

effimero Bernini: maestro nel campo di apparati per feste e allestimenti

teatrali.

• 1628 ­ 1647 tomba di Urbano VIII si ricollega a tombe medicee di

Michelangelo e al sepolcro di Paolo III di Gian Giacomo della Porta: colloca

alla sommità del monumento la statua del pontefice in trono con di fianco la

Carità e la Giustizia che nella pienezza del modellato evocano idea di vita e

di maternità contrasto con lo scheletro che esce dall’urna e scrive l’epitaffio

svolgendo quindi compito solitamente affidato alla Fama quindi la Morte

rende omaggio a gloria di Urbano VIII protendendo il braccio in gesto di

benedizione. Nel monumento vediamo ottimismo cristiano e celebrazione

dinastica. Realizza altri ritratti di Urbano VIII: statua per il Campidoglio e

busti dove troviamo più immediata resa psicologica. Bernini grande

capacità di rendere celebrazione del prestigio sociale e glorificazione

committenti

• Costanza Buonarelli

Busto ritratto di 1630­35: colta di sorpresa, bocca

socchiusa, camicia aperta sul petto.

• Cardinale Scipione Borghese 1632: modellato vibrante, mosso per influenza

di Rubens e Van Dyck portano Bernini a interpretazione eroica del

committente.

• Luigi XV

Busto di 1665 Versailles, drappi agitati dal vento, cascata di

riccioli.

• Transverberazione di santa Teresa

Gruppo della 1646­52 per la Cappella

Cornaro in Santa Maria della Vittoria: compie passo decisivo attua con

l’integrazione delle tre arti una sintesi di visione ed emozione. Santa Teresa:

figura molto prestigiosa per la Chiesa uscita dalla Controriforma, è riversa

nell’estasi e un angelo le trafigge il cuore con un dardo d’oro (amore divino)

iconografia parte da autobiografia della santa. La cappella diventa spazio

137 dell’evento sovrannaturale evocato anche con accorgimenti scenici che

sottolineano attualità da due corretti laterali si affacciano membri della

famiglia Cornaro in marmo in atteggiamento di stupore e devozione. Angelo

e santa Teresa fluttuano nelle nubi investite dalla luce che filtra da fonte

nascosta e sono inquadrate da palcoscenico tabernacolo che si incurva verso

l’esterno, sembrano levitare grazie a contrasto tra marmo e rivestimento

policromo della cappella alto risultato: fonde spazio architettonico e gruppo

plastico in unità pittorica tramite effetti di luce e contrasti cromatici. Resa

pittorica del marmo: panneggio tumultuoso, abbandono della santa tra luce e

ombra. Grande traguardo nella resa dell’emozione e dello stato mistico.

Molto dotato anche negli apparati effimeri:

Scenografia creata a Trinità dei Monti nel 1638 per la nascita del Delfino.

Fontana dei fiumi di piazza Navona 1648­51, basamento in travertino che imita

 lo scoglio con anfratti e muschi irrorati da zampilli d’acqua e statue dei fiumi

tra le rocce.

Realizza disegni per la sistemazione dell’Obelisco in Piazza Minerva: lo pone sulle

spalle di Ercole e poi sulla groppa di Elefante sperimentatore.

con pontificato di Alessandro VII Chigi riceve molte commissioni:

1656 – 1667 colonnati di Piazza San Pietro e interventi nella Basilica

 Gloria:

cattedra e sfondo trionfale, integrazione delle arti e illusione

teatrale. La luce riversa sulla Gloria e si materializza in raggi dorati e

angeli piovendo sui quattro padri della Chiesa che sollevano l’involucro

della Cattedra.

1663 – 1666 ristruttura Scala Regia (ingresso ufficiale a Palazzi

 Apostolici): spazio a disposizione angusto e irregolare ma lo dilata grazie

a fuga prospettica mascherando l’andamento delle pareti laterali.

Bernini pensa in termini teatrali:

­ Colonnato di San Pietro emicicli visualizzano aprirsi delle braccia verso il

fedele.

­ Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale spazio ellittico con marmi policromi,

stucchi e dorature: scena dell’apoteosi di Sant’Andrea la cui statua è sul

frontone concavo della cappella absidale e pare ascendere da altare a cupola.

Gradazione di luce evidenzia luogo drammatico dell’abside.

Tardi lavori scultorei:

Angeli con i simboli della Passione per Ponte dell’Angelo: 1668­71

 Gabriele Fonseca

Ritratto funebre di in San Lorenzo in Lucina.

 Beata Ludovica Albertoni

Monumento della in San Francesco a Ripa 1671­74,

 imboccatura della cappella funge da arco scenico inquadrando la beata

Transverberazione di

illuminata. Artifici teatrali ma tono più austero rispetto a

138 Santa Teresa. C’è concentrazione sulla solitudine della beata nuova ricerca di

interiorità.

Il colonnato di San Pietro in Vaticano

1629 nominato architetto per la Fabbrica di San Pietro da Urbano VIII (RIP

Maderno).

1636­41 si occupa dei campanili che secondo il progetto di Maderno dovevano

affiancare la facciata. C’erano crepe nell’unico campanile già innalzato per via di

insufficienti fondazioni così lo dovette abbattere (1633).

Piazza c’erano progetti per renderla ottagonale o rettangolare:

Alessandro VII chiama Bernini nel 1656 a occuparsi della questione la nuova piazza

doveva essere monumentale, correggere anomalia di eccessiva orizzontalità della

facciata e raccordare Basilica a Palazzo Papale Bernini realizza porticati dorici in

pianta ovale: risolve problemi e dà nuova concezione dello spazio. Poi collega emicicli a

chiesa tramite piazza retta il complesso assume configurazione teatrale. I due fuochi

sono le fontane ai lati dell’obelisco centrale intorno al quale si allargano gli emicicli

come braccia che accolgono i fedeli.

Piazza doveva esprimere universalit à della chiesa soprattutto in occasione della

Pasqua.

Sopra trabeazione ci sono statue di santi: gloria della chiesa Trionfante.

Bernini aveva progettato terzo braccio di portico arretrato rispetto agli altri due ma

1667 RIP Alessandro VII e fine dei lavori.

1937 ripresi lavori a scapito di progetto berniniano aperta via rettilinea che collega

San Pietro al Tevere al posto di due antiche vie: non più isolamento della piazza

concepito da Bernini.

Il sepolcro di Alessandro VII

Alessandro VII grande patrono di Bernini a cui commissiona il suo sepolcro in San

Pietro: realizzato dopo la sua morte, tra 1671 e 1678 con collaborazione allievi. Qui non

c’è urna sepolcrale, c’è grande drammatizzazione per accentuare significato

celebrativo, apologetico e morale. La nicchia a lacunari dorata ospita figura del

pontefice in ginocchio che prega (contrasto con Urbano VIII in trono con insegne del

potere) vuole rendere piet à del pontefice e indicare preghiera come strumento di

salvezza. Coltra rossa è rialzata da scheletro bronzeo dorato che regge clessidra morte

e tempo e al di sotto vediamo porta termine della vita significato complessivo per

chi ha impiegato bene il suo tempo pregando la morte è solo momento di passaggio.

Figure marmoree ai lati Carit à e Verità davanti e Prudenza e Giustizia dietro a

mezzobusto. Verità in origine nuda, panneggio bronzeo aggiunto 1676, globo terra

sotto i piedi e sole al seno non è virtù cardinale, inserita per difendere memoria del

papa da campagna calunniosa francese contro di lui.

Splendore figure marmoree contrasta con marmi policromi; novità rispetto a

monumento per Urbano VII intento celebrativo trasposto su piano meditazione

morale.

Francesco Borromini

139

Arriva a Roma da Canton Ticino (apprendistato) poco prima del 1620 ed ebbe grandi

contrasti con Bernini: questo ebbe subito successo con Urbano VIII, Borromini impiegò

più tempo. Svolse apprendistato come scalpellino presso Carlo Maderno.

Nel 1667 si suicidò: depressione ipocondriaca.

1625­33 realizza scalone elicoidale a Palazzo Barberini

 1634­42 San Carlino alle Quattro Fontane per l’Ordine dei Trinitari spazi

 esigui così pone ambienti del convento intorno a chiostro rettangolare con angoli

smussati e convessi no rigidit à. Chiesa pianta ellittica con quattro nicchie,

crea continuo trapasso da superfici concave a convesse in ondulazione ritmata

plasticamente da colonne addossate a pareti. La cupola è ovale e raccordata da

pennacchi alle quattro arcate absidali e la superficie è a cassettoni di difficile

disegno che si rimpiccioliscono verso la sommità inganno ottico che aumenta

sensazione di altezza. Illuminazione uniforme tramite luce che filtra da

lanterna e finestrelle dietro fregio in stucco sopra l’imposta della cupola.

1637­40 casa e Oratorio dei Filippini presso Chiesa Nuova facciata

 dell’Oratorio: contrapporsi di elementi curvilinei, campata centrale dell’ordine

inferiore convessa ma altre campate concave e concava anche la nicchia al centro

dell’ordine superiore che ha motivo a cassettoni. Coronamento a profilo

mistilineo: novità.

1642­50 Sant’Ivo alla Sapienza la pianta ha forma stellare e mistilinea

 ispirata a emblema barberiniano dell’ape, ottenuta fondendo due triangoli

equilateri motivazioni simboliche. Interno: ritmo spezzato con angoli vivi e

segmenti rettilinei che interrompono fluire concavo e convesso delle pareti. Sui

muri perimetrali si innesta alta cupola che sembra espandersi e contrarsi

secondo ritmo alterno di sporgenze e rientranze in accelerazione dinamica verso

l’alto. La luce proviene da lanterna e da finestre sopra trabeazione; la

decorazione è a motivi dorati su fondo bianco con emblemi chigiani della stella e

dei monti (pontificato Alessandro VII). Sotto la cupola c’è imponente tamburo,

sopra c’è copertura a gradini e poi altissima lanterna e coronamento a spirale

forse ispirato a modello elicoidale della Torre di Babilonia

1653­65 tamburo e campanile di sant’Andrea delle Fratte simbolismi.

 1649­59 Innocenzo X Pamphilj gli commissiona rinnovamento interno di San

 Giovanni in Laterano. Innocenzo X voleva conservare esterno e soffitto ligneo

del ‘500 Borromini ingabbia a due a due le colonne in grandi pilastri; le antiche

pareti sono racchiuse in muri doppi aperti internamente da finestre ovali che ne

consentissero la visione. La navata principale è trasformata in aula rettangolare

e vi sono edicole addossate a pilastri incurvate verso l’esterno; le navate minori

sono coperte da cupolette, volte a botte e volte a botte ribassate. Crea

monumenti commemorativi che assemblano parti antiche e moderne perché

doveva salvare lapidi e sepolcri medievali.

1644­62 collegio di Propaganda Fide per i Gesuiti. Facciata articolazione

 serrata culminante nella brusca inflessione della campata centrale, le finestre

sono inquadrate da pilastri giganti. All’interno del collegio c’è la chiesa dei Re

Magi con volta ribassata da larghe costole a rilievo che si incrociano

diagonalmente inquadrando esagono centrale con emblema dello spirito santo.

140 1652­57 chiesa di Sant’Agnese in Piazza Navona, impostata da Rainaldi ma

 affidata poi a Borromini da Innocenzo X Borromini modifica struttura a croce

greca trasformandola in un ottagono sfondato da cappelle alternate a larghi

pilastri. Da tamburo parte cupola. La facciata è concava ma è modellata sul

progetto maderniano per San Pietro ed è serrata tra due campanili simili a

quelli che doveva realizzare Bernini per San Pietro. 1657 ha contrasti con eredi

di Innocenzo X ed è allontanato dai lavori modifiche che per ò non snaturano

progetto originario.

1665­67 facciata di San Carlino alle Quattro Fontane complessa ondulazione

 delle superfici, giochi di rientri, partizioni, incastri e sporgenze. Arte

borrominiana si manifesta nella decorazione plastica e nei cherubini che attorno

alla nicchia con la statua di San Carlo.

La colonnata di Palazzo Spada

È piccola galleria in stucco che pare profondissima ma è lunga meno di 9 metri

progressivamente è ridotto la spazio interno e l’altezza delle colonne.

Fu commissionata a Borromini nel 1653 da Bernardino Spada che voleva ampliare

illusoriamente gli spazi. C’erano finestre che oggi sono state chiuse. Doveva apparire

come passaggio tra due giardini: giardinetto segreto vero e altro finto con quattro

aiuole scorciate e albero affrescato sui muri di fondo. Significato immagine falsa del

mondo e dei suoi valori grandi solo in apparenza.

Oltre a Bernini e Da Cortona a Roma si sviluppano altre tendenze a linea barocca

spettacolare e dinamica di Bernini si oppone tendenza classica di derivazione emiliana

derivata da Carracci ragione, decoro.

Alessandro Algardi

Classicismo barocco. Si afferma a Roma come autonomo caposcuola. Frequenta

Accademia di Ludovico Carracci a Bologna e studia arte classica a Roma

specializzandosi nel restauro.

Sepolcro per Leone XI in San Pietro, 1634­43, papa affiancato da Liberalità e

 Prudenza: gravità sottolineata da bianco uniforme del marmo ma magnificenza

del panneggio e rilievo sul sarcofago tendenze barocche.

Decollazione di San Paolo classicismo di Domenichino.

 Incontro tra san Leone Magno e Attila 1645­52, fonde classicismo e barocco

 impianto chiaro drammaticamente animato da chiaroscuro e gestualità.

Grande ritrattista: Cardinale Giovanni Garzia Millini

Ritratto del 1629, per la sua tomba in

 Santa Maria del Popolo.

Olimpia Maidalchini

Busto di 1645­50, cognata di Innocenzo X, espressione

 autoritaria.

Francesco Duquesnoy

Versante classicista. Fiammingo, dal 1618 a Roma dove è amico di Poussin

condividono interesse per antico e Tiziano.

141 L’amor sacro atterra l’amore profano c. 1629, sfumato pittorico, effetti di

 pastosità e trasparenza, putti sua specialità.

Santa Susanna 1629­33 per coro di Santa Maria di Loreto, naturalezza del

 modellato e morbido fluire delle pieghe, atteggiamento spontaneo; vediamo qui

espressione dell’ideale classico a fondo etico Duquesnoy studi ò molto l’antico

(Bellori).

Dopo la morte due libero campo a seguaci di Bernini:

Melchiorre Caffà

Allievo del Ferrata (allievo di Bernini)

Estasi di Santa Caterina da Siena in Santa Caterina a Magnanapoli: 1665­70,

 tema estasi svolto con fluidità e leggerezza, marmo pare smaterializzarsi.

Camillo Rusconi

Milanese, allievo del Ferrata.

Apostoli

Quattro per nicchie del Borromini in San Giovanni in Laterano: 1708­

 18, interpreta modernamente modelli di Bernini e Algardi.

Pietro Bracci

Allievo del Rusconi. Ultimo esponente della scultura romana barocca, conservatore.

Monumento a Benedetto XIII in Santa Maria sopra Minerva deriva da quello

 di Alessandro VII di Bernini e da quello di Leone XI di Algardi.

Monumento a Maria Clementina Sobieski in San Pietro 1742, opera

 innovatrice, motivi berniniani del teatro: coltra in marmo; la Carità sorregge

medaglione con mosaico della defunta.

Bernini, Cortona e Borromini naturalmente lasciarono la loro influenza anche in

campo architettonico:

Martino Longhi il Giovane

Da famiglia di architetti lombardi trapiantati a Roma.

Facciata dei Santi Vincenzo e Anastasio 1646­1650, dipende da Bernini ma c’ è

 anche motivo originale. Sei colonne ravvicinate avanzati verso il centro nei due

ordini: progressione plastica a cui corrispondo i timpani incastrati uno

nell’altro.

Carlo Rainaldi

Ha collaborato con padre a iniziale progetto per Sant’Agnese.

Chiesa di Santa Maria in Campitelli 1660­67, articolazione degli spazi insolita

 tramite dilatazione e contrazione dell0ampiezza della navata. Rinnova la sua

formazione tardomanieristica. Facciata: grandi edicole sporgono al centro dei

due ordini e a ciò corrispondono i recessi ai lati con colonne profondamente

incassate.

142 Sistemazione Piazza del Popolo: costruzione delle due chiese gemelle Santa

 Maria di Monte e Santo e Santa Maria de’ Miracoli (1662­69). Affiancato da

Bernini.

Carlo Fontana

Importanti interventi in progetti minori: edifici pubblici, piazze, fontane. Aveva

progettato prolungamento di piazza San Pietro verso i Borghi e chiesa al centro di

Colosseo non realizzati per politica austera della Chiesa.

1694 completa Palazzo Ludovisi (poi Montecitorio) su progetto di Bernini e 1696

completa facciata della chiesa di San Marcello al Corso.

Francesco de Sanctis

1723­26 realizza Scalinata di Trinità dei Monti per superare dislivello tra chiesa e

slargo di Piazza di Spagna. Si ispira a progetto distrutto di Alessandro Specchi per il

porto di Ripetta sul Tevere (1704) riprende andamento curvilineo delle scalinate che

hanno matrice borrominiana. Vediamo la tendenza del ‘700 di modellare paesaggio

urbano come scenario teatrale.

Nicola Salvi

Realizza la Fontana di Trevi 1732­62, scenografia tipicamente berniniana con scogli e

divinità marine associata a palazzo con linee palladiane.

Filippo Raguzzini

Riassetto della piazzetta di Sant’Ignazio: innalza semplici case incurvando le facciate e

smussando spigoli crea sistema di quinte.

Alessandro Galilei

Lavorò a Londra, nel 1723 vince concorso per la facciata di San Giovanni in Laterano.

Ferdinando Fuga

Facciata di Santa Maria Maggiore movimentata da rapporto tra i due ordini e nella

impostazione della loggia. Indica svolta classicistica del tardo barocco romano.

La decollazione di San Paolo di Alessandro Algardi in San Paolo a Bologna p. 652

Committenza Gesuita e arte barocca: la decorazione del Gesù e di Sant’Ignaziop. 653

IDEA E NATURA NELLA PITTURA DEL SEICENTO

1633: Cardinale Vincente Carducho difendendo suo ideale classico rinascimentale

paragona Caravaggio all’anticristo riconoscimento negativo in reazione a diffondersi

naturalismo spagnolo con Jusepe de Ribera e Diego Velazquez.

‘600 forte impronta di Caravaggio si parla della sua arte con termini come ‘vero’ e

‘natura’ umanisti non negano necessit à di guardare alla natura ma questa è

subordinata a decoro e idea di bellezza.

Naturalismo definisce imitazione della natura, mimesis che pone sullo stesso piano

tutti gli aspetti del mondo sensibile, dalla figura umana alla natura morta.

143

Realismo espressione ottocentesca, rappresenta l’ambito variegato dell’esperienza e

della vita quotidiana.

Pittura dei caravaggeschi, Velazuez e Vermeer concentrata su dato fisico rivelato

dalla luce, sulla pelle naturalistica.

Pittura olandese del seicento attenta all’ambiente, al carattere, al costume

realistica.

Rivoluzione caravaggesca pervade tutta Europa ma naturalmente le nuove tendenze

assumono caratteristiche diverse in base al luogo, alla cultura, alla tradizione.

Fiamminghi: diffondono caravaggismo ma altrove questo nasce più spontaneamente

scoperta del vero di Velazquez autonoma.

Napoli

Caravaggio vi aveva soggiornato nel 1606­07 e poi nel 1609­10: soggiorni decisivi che

smuovono il tardo manierismo.

Battistello (Battista Caracciolo)

Fedele interprete di Caravaggio:

Battesimo di Cristo nella Quadreria dei Girolamini di Napoli, ante 1610: totale

 adesione a Caravaggio, figure emergono dalle tenebre tramite luce che fissa

elementi naturalistici.

Le sue opere: squarci luminosi, brani naturalistici, austero rigorismo religioso.

Lo Spagnoletto (Jusepe de Ribera)

Si forma a Roma dopo il 1610, nel 1616 giunge a Napoli mimesis esasperata che

arriva a degradazione della forma, grottesco e deforme: compie quasi seconda

rivoluzione del naturale brutale trascrizione del dato visivo, impasti rendono qualit à

ebbro

materiale della pelle e vitalità del modello. Realizza figure mitologiche (Sileno

Martirio di San Bartolomeo

1620), filosofi antichi (Archimede) e santi cristiani: 1630.

Ribeira anticlassicista, infrange regole del decoro, dipinge strati sociali bassi e

miseria. Ha forte impatto su cultura napoletana e iberica.

Dopo 1630 grande trasformazione del suo stile: colore si schiarisce, cerca bellezza

formale e rende più tenue il dato naturalistico:

Pietà 1637 per la Certosa di San Martino, rappresenta evoluzione della scuola

 napoletana sotto l’influsso degli emiliani che erano giunti a Napoli tra 1630 e

1640.

Massimo Stanzone

Anche lui è influenzato da emiliani:

Pietà 1638 per la Certosa di San Martino, equilibrio compositivo di derivazione

 emiliana unito a intonazione sentimentale.

Bernardo Cavallino

144

Studia presso lo Stanzone, breve carriera, grande raffinatezza grazie ad alta

sensibilità cromatica aggiornata su Ribera, Van Dyck, tendenze neovenete della

contemporanea pittura romana:

Immacolata concezione 1645­50, Pinacoteca di Brera, virtuosismo delle

 pennellate che sembrano sfrangiate dal vento, forte intimismo della Vergine.

Ritrovamento di Mosè 1630­56, scena quasi di genere, qualità della stesura,

 teatrale.

Giambattista Langetti La morte di Abele

Genovese, si reca a Napoli impronta riberesca:

Antonio Zanchi La peste a Venezia

Composizioni barocche ricche di effetti plastici e chiaroscurali: 1666.

Diego Velazquez

Si forma a Siviglia, è possibile che conoscesse opere caravaggesche o precaravaggesche

grazie alle collezioni cittadine pitture lombarde della cerchia dei Campi. Reagisce

decisamente alla locale tradizione tardomanierista sceglie la realt à nei suoi aspetti

più comuni. Primi anni: dipinti sul tema della cucina e della cena, ci sono sguatteri,

cuoche, commensali, nature morte. Si afferma poi a Madrid come ritrattista dove

I bevitori Los borrachos

lavora per la corte e a Madrid dipinge noto come trasforma

tema mitologico in una scena di osteria all’aperto, insiste sugli effetti dell’ebrezza.

Apollo nella fucina di Vulcano 1631, Prado, classicismo calato nella vita

 quotidiana. C’è trasparenza cromatica, equilibrio compositivo, studio del nudo

studio arte rinascimentale italiana ma le figure hanno grande naturalezza

fisica e psicologica; i soggetti sono uomini quotidiani; tema da passo delle

Metamorfosi di Ovidio, no azione eroica ma istante i cui Apollo rivela a Vulcano

il tradimento della sua sposa Venere con Marte stupore dei presenti. A

differenza che nell’opera di Caravaggio la luminosità è diffusa e l’ombra,

trasparente, intesa come semplice modificazione dei valori tonali.

Realizza molti ritratti per la corte di Filippo IV. La sua tecnica raggiunge fluidità

impressionistica con grandi macchie e tocchi di colore luminoso.

Tra 1649 e 1651 compie secondo soggiorno in Italia e realizza:

Ritratto di Innocenzo X 1650, concentrazione psicologica, è evocata la vigile

 personalità del papa.

Velazquez pittore aulico, ritrattista, valorizza lo splendore della materia con

accostamenti di colore puro e pittura larga e sintetica.

Francisco de Zurbaran

Attivo fino a oltre metà del ‘600 a Siviglia per chiese e conventi. La sua pittura si

ricollega a naturalismo italiano deriva dai caravaggeschi la concezione della luce

come strumento di rivelazione che da naturale diventa interiore. Nelle sue opere il

tenebrismo caravaggesco diventa veicolo per trasmettere contenuti mistici tipica

tendenza della religione spagnola. La sua pittura è insieme antica e moderna,

troviamo grande pathos e la novità è l’assunzione della realtà concreta alla sfera

mistica e sovrannaturale.

145 Beato Serapio 1628, era nella chiesa dei Mercedari di Siviglia, c’ è forte

 intensità luminosa del bianco e livido pallore del volto, verità naturalistica.

Casa di Nazareth 1630, gusto arcaizzante, cromie irreali, atmosfera

 contemplativa, presagi della Passione come Cristo giovane che si punge

intrecciando per gioco una corona di spine, c’è indeterminatezza spaziale, gli

oggetti quotidiana assumono rilievo: libro e pere sul tavolo, fiori e stoviglie sul

pavimento.

Bartolomf Esteban Murillo scene di genere con fanciulli popolari che mangiano o

giocano.

Francesi molti ebbero contatti con Caravaggio:

Valentine de Boulogne

Simon Vouet tornato in Francia, che non gradiva caravaggismo, usa linguaggio

diverso orientato alla veneta e in senso barocco.

Nicolas Tournier

Georges de La Tour lavora in Lorena fino a metà ‘600, realizza dipinti a lume di

candela, poche figure monumentali in atmosfere raccolte, attenzione a interiorità,

San Giuseppe

personale uso di luce e controluce, ricerca essenzialità e astrazione

falegname 1645.

Le filatrici (la favola di Aracne) di Diego Velazquez

Per Filippo IV, non abbiamo documenti per datarla correttamente ma si ritiene sia

Favola di Aracne.

post 1655, è ricordata in un inventario del 1664 come Si rifà alle

Metamorfosi di Ovidio e rappresenta la contesa tra Minerva e Aracne, tramutata in

ragno per aver sfidato la dea nell’arte della tessitura. La scena rappresentata è il

momento della sfida tra la dea e la donna. Favola posta nella quotidianità in un

laboratorio e l’accento è sulle donne che lavorano in primo piano. Il mito è evocato

nello sfondo, nell’ambiente luminoso oltre l’arcata dove la tessitrice mostra alla dea

con l’armatura un arrazzo con ricca bordatura e all’interno c’è la figurazione del

Rapimento di Europa ispirato a tela di Tiziano che era nelle collezioni reali di Madrid.

Il pittore si identifica con Aracne vede nelle sua opera una sfida agli dei. Nel gruppo

delle filatrici c’è riferimento a Parche allusione a capacit à del pittore di fermare la

vita. No asprezze, si concentra su aspetti luminosi, gruppo lavoranti perde rilievo

perché la luce lascia primi piani in ombra no gerarchia compositiva della tradizione

rinascimentale.

È molto innovatore anche il classicismo di Annibale Carracci e del Domenichino in

opposizione sia a manierismo che a naturalismo. Si torna ad antichità classica

equilibrio, misura, ordine; è data molta importanza a teorie natura selezionata grazie

a idea capacit à dell’artista di distinguere perfetto da imperfetto, bellezza da

deformità Annibale Carracci, Domenichino, Guido Reni, Poussin guardano a

Raffaello, antichi. La loro poetica è rilanciata a metà ‘600 da monsignor Giovan

Trattato della pittura

Battista Agucchi nel imitazione del naturale per indotti; idea

per intendenti.

146 L’idea del pittore, dello scultore e dell’architetto

1672 Bellori avversa i naturalisti e

gli architetti barocchi.

Ideale classico grande fortuna in Francia con ordinamento accademico voluto da

Luigi XIV e attuato da Colbert 1666 fondazione Accademia di Francia gemellata con

quella di San Luca comunicazione e scambio di esperienze.

Nicolas Poussin equivalenza tra poesia e pittura

Francese, si stabilisce a Roma nel 1624 dove resterà per sempre (a eccezione di viaggio

I baccanali

a Parigi 1640­41), studia la pittura di Tiziano e in particolare per Alfonso

d’Este (1598 da Ferrara a Roma) ispirazione per dipinti mitologici chiari, luminosi,

dorati ma non si abbandona mai a emozione pittorica ordine meditato, simmetrie

dissimulate però grazie a varietà dei gesti.

Giardino di Flora Metamorfosi,

a Dresda, 1631, da intorno a dea della danza ci

 sono Narciso, Adone, Giacinto, Aiace e Clizia che spargono fiori amanti infelice

ed eroi di cui Ovidio aveva narrato la trasformazione in fiori.

Morte di Germanico 1628, visione eroica che contrasta con quella dei tragici

 Historiae

francesi del tempo, concentrazione su episodio delle di Tacito.

Poussin grande riflessione sul soggetto, sulla storia, sforzo di usare linguaggio antico,

si rifà a marmi romani e poeti classici. Anche nei soggetti classici concezione classica.

Paesaggio sembra ripreso da epica virgiliana.

Claude Lorrain

Francese, si trasferisce a Roma, unico tema della sua pittura orizzonti della

campagna romana importanza pittura di paesaggio come genere autonomo. Si rif à ad

Annibale e al Domenichino, troviamo scenari ideali.

Studia presso Agostino Tassi.

Partenza di Santa Paola 1639, effetto di profondità accentuato da battelli che

 fungono da quinte ed edifici che fungono da direttrici prospettiche. C’è alta

luminosità debolmente contrastata da ombre ai lati.

Studiò opere di Elsheimer maestranza luministica, avvolge orizzonti in abbagliante

indeterminatezza, foschie dorate.

Mulino 1650, pastori in costume antico in danze: lontananza temporale,

 suggestioni poetiche.

Lorrain concilia ideale classico a natura calandolo in paesaggi luminosi.

Orizzonte (Jan Frans Van Bloemen)

Paesaggio con figure.

Si rifà a Lorrain

Andrea Sacchi

Romano, lavora molto lentamente puntando su semplicità e chiarezza (vuole

rivaleggiare con Annibale Carracci e Raffaello).

Divina sapienza

Affresco con la per la volta di Palazzo Barberini 1629­33,

 moderazione classica, compostezza formale e complessità iconografica.

147 Visione di San Romualdo 1631, concentrazione su significato religioso quindi

 no elementi accessori, monaci monumentali in meditazione, sui sai ci sono

giochi di ombre e luce.

Il Sassoferrato (Giovanni Battista Salvi)

Da Domenichino ideali di perfezione formale.

Madonna col Bambino purismo arcaizzante, atmosfera raccolta.

Carlo Maratta

Allievo del Sacchi, grande importanza, amico di Bellori. No rigore intellettualistico del

Morte di San Francesco

maestro, cede a tendenze barocche (da Cortona, Bernini)

Saverio per la chiesa del Gesù 1672.

Madonna con i santi Carlo e Ignazio 1675, chiesa di Santa Maria in Vallicella

 raffaellismo di Reni e Domenichino unito a tradizione barocca semplificata con

plastica monumentalità delle forme e chiarezza compositiva.

Carlo Cignani

Allievo dell’Albani si collega a tendenze pi ù puristiche del classicismo emiliano.

Dipinti mitologici molto richiesti.

Marcantonio Franceschini Salomone adora gli idoli

Classicismo, fino a metà ‘700. 1697.

Donato Cretti Ballo delle ninfe

Risvolti intimistici 1725.

Teoria accademica e gerarchia dei generi p. 671

I sette sacramenti di Nicolas Poussin

Realizza due serie di dipinti con tema dei Sacramenti:

­ una tra la Belvior Castle e la National Gallery di Washington per Cassiano dal

Pozzo 1636­42.

­ una a Edimburgo per Paul Freart de Chantelou 1644­48: variazioni rispetto a

prima versione, accenti più austeri e solenni. In questa serie vediamo maggiore

senso dell’ordine c’ è sempre asse centrale intorno al quale sono distribuite le

figure, dettagli studiati con cura, toni bruno rossicci conferiscono austerità.

Penitenza Maddalena unge i piedi di Cristo in casa di Simone e ottiene

remissione dei peccati. Tono classico ambientazione in sala romana con

triclinio, Cristo disteso alla romana fa gesto benedicente. Classicità evento

sacro trascende la storia: verità eterna.

Committente soddisfatto dell’Ordinazione Poussin scrive in una lettera del 1647 i suoi

intenti teorici ci deve essere registro appropriato: dorico austero, lidio passionale,

ionico giocoso. Parte da idea generale. Grande ammirazione di Bernini per la serie.

Seicento tensioni spirituali, inquietudini. C’ è barocco e ideale classico a cui alcuni

artisti oppongono scelte autonome compiute secondo il ‘genio’ individuale no

148

decorazione o storia ma pittura di genere come paesaggio, capriccio, natura morta con

scelte personali.

Jacques Callot Capricci

Incisioni eccentriche 1617 teatro, costume popolare, carnevale.

Monsù Desiderio La distruzione di Sodoma

Attivo a Napoli, realizza vedute di città e cattedrali gotiche

1644.

Questi pittori segnano passaggio tra bizzarria estrema maniera e accensioni

fantastiche del barocco associazioni inventive, uso libero del colore. Met à ‘600: molte

sperimentazioni, fermenti anticlassici, oscillazione tra mimesis e fantasia vogliono

reagire ai modelli in nome del genio e della fantasia. Questi artisti sono spesso

anticonformisti e i loro dipinti spregiudicati e con libertà invenzioni.

Salvator Rosa Satire

Poeta e pittore, nelle polemizza con opinioni del tempo, geloso della sua

indipendenza. Dipinti etico­filosofici, ispirati a mito, Bibbia, storia antica.

Humana fragilitas 1617allegorico, morte associata a infanzia in capriccio

 notturno, tema della vanitas.

Spesso sceglie soggetti insoliti e macabri. Realizza molti paesaggi: influenza di Lorrain

ma interesse per natura selvaggia, orrido e pittoresco precursore del

Paesaggio con Tobia e l’angelo

romanticismo 1670.

Piero Francesco Mola

Riprende corrente neoveneziana e Guercino. Realizza scene mitiche e bibliche in

paesaggi veneti, colore caldo, cieli con riflessi brillanti e ombre, atmosfera avvolgente

Mercurio addormenta Argo 1645­50.

Francesco Furini

Figura di spicco in ambiente fiorentino, formazione a Roma presso Bartolomeo

Manfredi. Dipinti erotici e mitologici.

Ila e le ninfe Palazzo Pitti, 1630, raffinatezza esecutiva.

Cecco Bravo Apollo e Dafne

Materia sfaldata in dissolvenze 1655.

Sebastiano Mazzoni

1648 si trasferisce a Venezia dove importa tendenza a smaterializzare le forme con

stesura mossa che assume densità e ricchezza cromatica. Ha grande gusto per la

La morte di Cleopatra

bizzarria. 1660. Grechetto

Genova ambiente fertile dopo seconda met à ‘600. C’è il a scene religiose

Lo

preferisce capricci e soggetti pastorali con armenti e animali domestici

zampognaro.

Valerio Castello

Madonne, Sacre famiglie Ratto delle Sabine,

Realizza e scene drammatiche Uffizi

dopo 1650. Abbozza senza rifinire, punta a fluidità della stesura e luminosità del

colore.

149

Alessandro Magnasco

Genovese, studia a Milano a fine ‘600 e vi lavora nella prima metà del ‘700. Soggetti

frati, zingari, boscaioli contro tetri scenari. Spirito satirico su soggetti aristocratici o

Trattenimento di un giardino d’Albaro

religiosi post 1740. Vuole impressionare con

effetti caricaturali e bizzarri, usa paesaggio burrascoso, scenografie conventali

tenebrose, usa pennellata a tocco, figure a silhouettes, profondo senso atmosferico

Furto sacrilego.

Il tema della morte e della vanitas nell’arte del ‘600 p. 679

Translazione delle spoglie dei santi vescovi bresciani

La di Francesco Maffei p. 681

Pittura olandese del ‘600

1609 sette provincie dei Paesi Bassi settentrionali tra cui Olanda indipendenza dalla

Spagna separandosi da Fiandre cattoliche:

­ le Fiandre vivono con Rubens, Van Dyck e Jacob Jordaens stagione di grande

intensità creativa.

­ Olanda continua le tendenze realistiche sviluppatesi fin dal ‘400 nei Paesi

Bassi.

Olanda prosperit à grazie a borghesia mercantile, pace interna, ordinamenti

democratici, tolleranza religiosa fioritura pittorica.

La chiesa calvinista condannava le immagini così non fa commissiona ma si diffonde

collezionismo privato anche tra artigiani e commercianti, la pittura non è più

unicamente elitaria grande concorrenza i pittori si devono specializzare in pi ù

generi: il tema sacro continua a essere commissionato da privati (Rembrandt ispirato

dalla Bibbia) ma ci sono vari generi. Da ‘400 grande attenzione a vari aspetti della

realtà come interni, natura ma solo a fine ‘500 acquistano autonomia totale. Gi à

durante manierismo oltre a ritratto si afferma il genere della natura morta.

‘600 nascono generi nuovi: pittura di vedute urbane, interni di chiese, battaglie

navali, animali e selvaggina; gusto fiammingo per feste, scena di vita popolare e

tavernanascita della pittura di genere Vermeer la valorizza molto. Caravaggismo

importante per dare nuova sensibilità relativamente a problemi luministici ma sono

importanti anche Carracci, Poussin e Lorrain corrente di paesaggismo italianizzante

Jan Both: Paesaggio italiano con viandanti 1650, veduta di campagna romana, rare

figure in veste contemporanea, luce dorata che richiama Lorrain.

Frans Hals

Visse ad Harleem dove dal 1610 alla morte fu principale ritrattista. Si dice che fu buon

pittore, bevitore, molti debiti. Dai suoi ritratti vediamo forte brio e la sua tecnica è

nuova, immediata, pennellate brusche e spezzate che si fondono solo se osservate a

distanza.

Allegro bevitore 1630, coglie istantaneit à del gesto e dell’espressione fissando il

 momento di buonumore.

Reggenti dell’ospizio dei vecchi 1664, vediamo che con gli anni la stesura è più

 sommaria e il colore si riduce a semplici accostamenti di bianchi e neri,

attenzione concentrata su espressioni.

150

Hals grande maestro nel ritratto collettivo, spesso si richiedevano soggetti collettivi.

Rembrandt

Lezione di anatomia del dottor Tulp 1632, sulla destra il dottor Tulp illustra con

 pacatezza l’articolazione nervosa del braccio del cadavere. Ritratto diventa quasi

scena drammatica concentrato su azione del medico e reazioni del pubblico a

questo affetto contribuisce luce sui volti contro sfondo in penombra; tecnica

accurata.

Ronda di notte 1642, stesura più libera, è una delle 10 tele con 30 personaggi

 della Guardia Civica di Amsterdam, ricchezza luministica accentua dinamismo

e varietà, composizione teatrale, colori brillanti, riflessi dorati.

Tra 1640 e 1650 momento pi ù felice della sua attività. Nato a Leida, studiò ad

Amsterdam in ambito influenzato da caravaggismo. Lungo periodo di successo,

sposato con Saskia van Uylenburgh, poi declino della carriera e lutti ma continua a

dipingere fino alla morte. Realizza molti autoritratti e ritratti dei familiari

documentano le fasi della sua vita e le sue convinzioni religiose.

Uomo dall’elmo d’oro 1650, materia ricca, densi impasti di colore, chiaroscuro

 cupo con tonalità brune rialzate da bagliori dorati, atmosfera raccolta quasi

opprimente; stato d’animo indefinito di stanchezza o sofferenza.

Stampa dei cento fiorini 1649, Cristo luminoso e compassionevole in mezzo a

 folla di malati, vecchi e diseredati mentre una donna gli porge un bimbo e farisei

confabulano in disparte. Gioco di luci accentua impatto emozionale

Rembrandt fu pittore di storia e ritratti.

Jacob Van Ruysdael

Di Harleem, drammatizza paesaggio con cieli nuvolosi, masse arboree, manipolazione

scenografica degli spazi. Natura rappresentata come forza vivente.

Mulino di Wijk 1665, campagna olandese, emozione, elementi teatralmente

 isolati come solitaria sagoma del mulino.

Adriaen Van Ostade

Uomini e donne in una taverna 1674, temi popolareschi con vena raffinata.

Jan Steen

Festa di San Nicola 1667, buonumore, giocosità.

Jan Vermeer

Di Delft, pittore di interni. Difficile classificazione ma si ricollega a naturalismo

europeo. Nelle prime opere vediamo contatto con caravaggismo ma da fine 1669 ha

La lattaia

stile indipendente realizza scene di interno come 1658. Scegli sempre stessi

ambienti, forse stanze di casa sua, suppellettili domestiche, poche raffigurazioni

tranne una donna che legge, suona, conversa aspetti quotidiani ma fissati in

dimensione contemplativa, grande resa della luce.

La stradetta1658.

Jan de Heem Frutti e vasellame su una

Autore di nature morte coppe, oggetti preziosi, tappetti

tavola.

151

Alcuni pittori sottolineano significato simbolico degli oggetti con allusione a cinque

sensi e caducità delle cose teschio, candela vanitas.

Napoli

Paolo Porpora Natura morta con frutti e fiori.

Giovanni Battista Ruoppolo Natura morta con pesci.

In entrambi vediamo motivi fiamminghi ma la materia pittorica è di eco caravaggesca.

Giuseppe Recco molte nature morte marine.

Abram Brueghel a Napoli 1677.

La benedizione di Giacobbe di Rembrandt

Per Rembrandt Bibbia grande fonte d’ispirazione ma personale rapporto con il sacro.

Opere mature vuole riattualizzare storia biblica facendone lo specchio di situazioni

esistenziali. Fino a 1656 abitò in bella casa vicino a distretto ebraico di Amsterdam

rapporti con ebrei di cui fa ritratti e studi di fisionomie tema biblico da esperienza

concreta. A distanza di anni tornava sulle stesse figure. Genesi

In questo dipinto del 1656 affronta tema del capitolo 48 della Giacobbe sta

morendo in Egitto e benedice i nipoti ma invece di porre destra sul primogenito

Manasse la pone su Efraim che ha le mani incrociate al petto e i tratti di Tito, figlio

del pittore. Giuseppe cerca di spostargli la mano su capo di Manasse tema della

vecchiaia: anziano semicieco che vede nel futuro, rispettoso imbarazzo di Giuseppe,

tenerezza della madre spessore umano sottolineato da toni caldi e bruni. Luce dorata

rende sacralità.

Ciambellaro

Il di Ignoto Pittore Bambocciante (Johannes Lingelbach?) p. 694

Naturalismo lombardo che si afferma nel ‘500 tra Brescia, Bergamo e Cremona

continua nel ‘600.

Carlo Ceresa a metà ‘600 continua ritrattistica fondata a Bergamo dal Moroni.

Ritratto di un frate francescano

Fonde senso della realtà e forme tornite 1635.

Evaristo Baschenis

Prete pittore bergamasco specializzato in nature morte. Realizza composizioni con

Strumenti musicali, Strumenti musicali con statuetta.

strumenti musicali 1660; Nelle

sue opere vediamo riferimenti a caducità piaceri sensoriali e fugacità del tempo.

Grande sontuosità cromatica.

Luigi Miradori

Recupera naturalismo caravaggesco con eccentricità e tendenze narrative prese dai

bamboccianti forse conosciuti in soggiorno romano interesse per costume

contemporaneo e popolaresco:

Moltiplicazione dei pani e dei pesci 1647, poveri e vagabondi, disordine

 mendicità nella Lombardia spagnola.

Fine ‘600 Italia settentrionale si affermano tendenze realistiche spesso come

reazione antiaccademica:

Giuseppe Maria Crespi

152

Bolognese, formazione presso Giovanni Antonio Burrini. Fa una ricognizione delle

tendenze realistiche locali da Carracci a Guercino.

Tentazione di sant’Antonio abate 1690 per San Niccol ò degli Albari, impianto

 teatrale e impetuoso.

Affreschi per due sale di Palazzo Pepoli Campogrande 1691, vena decorativa,

 scorci spettacolari.

Preferisce temi di genere soprattutto dopo soggiorni a Firenze 1708­09.

Fiera di Poggio a Caiano 1709, per Ferdinando de’ Medici, interesse per vita

 popolare quotidiana, spunti comici (esempi olandesi e stampe di Callot); effetto

realistico grazie a matericità, pochi colori.

Sacramenti Dresda, 1712, verità, opera disadorna, chiaroscuro. Vediamo

 nascere nuove istanze religiose e morali.

Fra Galgario

Attivo nella nativa Bergamo dopo formazione a Venezia.

Ritratto di cavaliere dell’ordine Costantiniano 1740, tocchi rapidi che

 valorizzano colore spesso modificato con le dita, resa sontuosa delle stoffe.

Realizza molti ritratti per aristocrazia e borghesia bergamasca.

Ritratto della nobildonna Isabella Camozzi de’ Gherardi.

Realizza

Giacomo Ceruti

Detto il Pitochetto (spesso ritrae mendicanti). Nelle sue opere vediamo verità umana e

concretezza sensibilit à preilluminista, partecipazione a sofferenza di vasti strati

sociali. Si rifà a grandi maestri del ‘500 bresciano ma si concentra molto sull’umanità

Vecchia contadina

del modello 1735. Rappresenta diseredati, vagabondi, cucitrici,

lavandaie.

Due poveri in un bosco di Giacomo Ceruti

Realizzato 1735. Fa parte di serie di tele in origine nella collezione Avogadro di

Brescia, poi entrarono nella collezione Salvadego che era presso il castello di

Padernello. Il ciclo è unitario. Qui due figure sono in un bosco in luce crepuscolare, un

mendicante strabico è sulla sinistra con abiti malconci, un bambina arriva da destra

con volto nascosto da scialle. Non c’è incontro tra i due, non si guardano sceglie scena

casuale, non c’è scena costruita e ciò accentua l’isolamento dei personaggi. L’atmosfera

è sospesa, minacciosa. Toni spenti, monocromi.

I sette sacramenti di Giuseppe Maria Crespi

Sacramento della confessione

Zanotti (1739) ci dice che Crespi dipinge dopo aver visto

uomo che si confessava. Opera realizzata intorno a 1712 e inviata poi a Roma al

cardinale Ottoboni che commissiona al pittore altri 6 dipinti della serie (vediamo

Battesimo Matrimonio)

e per contrapporla a quella che Poussin aveva realizzato per

Cassiano del Pozzo Poussin aveva dato impostazione solenne mentre qui è dimessa, ci

153

sono poche figure popolari, qui il sacramento è visto come qualcosa di anonimo,

comune, non c’è la solennità data da Poussin. I colori sono molto poveri e ciò valorizza

quotidianità dell’azione; le ombre accentuano intimità familiare del rito. La luce

colpisce le mani e i volti. Il tema è affrontato con grande serietà volont à di presentare

momenti della vita cristiana in luce nuova evidenzia precise tendenze della religiosit à

contemporanea. Pratica cristiana nella sua concretezza, quotidianità, resa come

esperienza umana.

I CENTRI DEL BAROCCO TRA SEI E SETTECENTO

Sei – Settecento gli architetti possono ricorrere a grande repertorio.

Volontà di esprimere arte rappresentativa legata a stile ufficiale di corte classicismo

tardo barocco predilezione per forme auliche:

­ Reggia di Caserta.

­ Palazzo Madama a Torino.

In Sicilia e Piemonte si sviluppa corrente che parte da modelli di ascendenza

borrominiana.

A Venezia si attinge a classicismo del Palladio.

Napoli

Da 1630 tra centri pi ù rappresentativi della stagione decorativa del Barocco romano.

Giovanni Lanfranco

Chiamato ad affrescare cupola della cappella di San Gennaro del Duomo. Resta a

Napoli da 1633 per 10 anni.

Mattia Preti

Chiamato ‘Cavalier Calabrese’, giunge a Napoli nel 1656 dopo aver soggiornato a

Venezia e Roma. Ha realizzato affreschi sulle porte della città durante la peste del

1656 (perduti) nei bozzetti vediamo tono drammatico, luminismo accentuato,

impaginazione solenne e dinamica formazione caravaggesca, colorismo veneto,

conoscenza pittura di Lanfranco e Guercino.

Luca Giordano

Anticipa soluzione ottocentesche. Origine napoletana, attivo anche a Venezia, Firenze

e in Spagna. Usa modelli del passato Raffaello, Carracci, Lanfranco, Pietro da

Cortona pittura barocca romana + colore veneto. Compie ricerca espressiva, cerca

spazialità infinita e ciò da effetto di continuità collega episodi storici e allegorie lungo

perimetro della volta o moltiplica punti di vista e flussi di luce smaterializzando le

forme Escalera del Monastero di San Lorenzo all’Escorial (1692­93).

Trionfo di Giuditta

A Napoli realizza 1703­04, nella Cappella del Tesoro della Certosa

di San Martino; ridotte dimensione ma ottiene effetto di spazialità dilatata con

correzioni ottiche.

154

Francesco Solimena Caduta di Simon Mago

Si rifà a Cortona, Lanfranco, Preti, classicismo 1690 in San

Paolo Maggiore a Napoli: citazioni Galleria Farnese di Annibale Carracci, di

Domenichino solenni partizioni architettoniche, ordine delle figure.

Fu anche architettodisegni per sculture, tombe, altari. In architettura i suoi allievi

divennero principali esponenti del barocco napoletano.

Giovanni Antonio Dosio

Certosa di San Martino trasformazioni di forme

Cosimo Fanzago

composte; e riveste interno in marmi policromi, vediamo grande

fantasia decorativa, agli angoli del chiostro ci sono sovrapporte con santi certosini a

Nicola Alberganti Sant’Ugone

mezza figura (Beato e 1623­31). Interviene poi

Domenico Antonio Vaccaro che ha concezione monumentale ma più minuziosa

rispetto a Fanzago.

Domenico Antonio Vaccaro realizza poi la decorazione del Chiostro del Monastero di

Santa Chiara 1741­42, usa piastrelle a maiolica: effetti cromatici, sovrapposizione di

motivi vegetali e paesistici con elementi naturali.

Ferdinando Sanfelice

Allievo del Solimena; soluzioni originali nell’edilizia privata Scalinata di Palazzo

Majo alla Sanità 1728; Palazzo Sanfelice 1725­28. Molto attento alle scalinate

elemento di organizzazione degli spazi, scenografiche.

1750 muoiono Vaccaro e Sanfelice nuova fase architettura napoletana commissioni

ad architetti di altre città che sviluppano linguaggio tardobarocco in forme di più

misurato classicismo Carlo III chiama Carlo Fuga e Luigi Vanvitelli: Napoli assume

ruolo di capitale europea.

Ferdinando Fuga

Affermatosi a Roma, a Napoli realizza opere pubbliche:

Granili da 1779, distrutti.

 Albergo dei Poveri da 1752, incompiuto. Programma originale prevedeva

 impianto centrale con bracci di raccordo usati per esigenze assistenziali.

Luigi Vanvitelli

Già attivo a Roma e nelle Marche. Conosce e attinge a tendenze architettoniche

precedenti. È attivo come ingegnere militare e civile alla Caserma per la cavalleria al

ponte della Maddalena e nell’Acquedotto Carolino semplicit à e funzionalità.

In architettura religiosa risente maggiormente del barocco romano facciata della

Santissima Annunziata (1761­82).

Foro Carolino 1757­63, intervento urbanistico, maggiore propensione per forme

austere con ordine gigante e ripresa nella nicchia centrale del motivo del Belvedere

Vaticano.

La Reggia di Caserta

155

Carlo di Borbone voleva che la reggia concentrasse funzioni politiche, amministrative,

militari e culturali. Affida progetto a Vanvitelli nel 1751. Distribuzione interna della

reggia e parco regolarit à e simmetria. Vanvitelli sfrutta però anche gusto

scenografico tardo barocco vestibolo centrale ispirato a Salute di Longhena.

All’interno spazio scenograficamente esaltato da scalone d’onore a due rampe;

longitudinalmente l’edificio è attraversato da galleria percorribile che doveva

permettere prosecuzione all’esterno del giardino del rettifilo ideato per unire la Reggia

alla vecchia capitale (Avenue de Paris di Versailles). Facciata prospicente il

giardinopadiglioni sporgenti alle estremit à, frontone, ordine gigante. Il giardino

secondo il progetto del Vanvitelli (terminato da figlio Carlo dopo sua morte 1773) era

spazio privilegiato: favole scolpite ispirate a iconografia classica e con preciso

Diana e Atteone, Venere e Adone, Cerere, Giunone e

programma iconografico miti di

Eolo vanno da cascata a reggia in una sorta di strada fiume con acque provenienti

Diana che trasforma Atteone in cervo

dall’Acquedotto Carolino. molto aderente a

Metamorfosi: drammaticità, Diana è circondata da ancelle e Atteone sbranato dai suoi

cani.

Spagna influenza in sud Italia influenze reciproche.

Barocco in Spagna in ritardo con Filippo IV (1621­65) ma presto avvolge ogni aspetto

della vita culturale propaganda cattolica corte spagnola e chiesa della controriforma.

Lo stile architettonico spagnolo del rinascimento era il Plateresco decorazione

Churriguera

minuziosa, elaborata ed elegante. I erano famiglia di architetti e

scultori di Madrid determinano nuovo indirizzo architettura spagnola retablo mayor

della chiesa di San Esteban (1693­96): ricca decorazione che poi si trasferirà anche

sulle facciate e sui portali di chiese e palazzi.

Pedro Ribeira

Portale dell’Ospizio di San Fernando a Madrid 1722, molto decorativo.

Narciso Tomè

Più efficace affermazione della tendenza illusionistica del barocco spagnolo

Trasparente della cattedrale di Toledo terminato 1732, teca di cristallo ideata in

modo da permettere adorazione dell’ostia anche da dietro l’altare. Intorno a

reliquiario c’è grandissima decorazione ambientazione spettacolare con angeli,

Ultima cena Assunzione della Vergine.

e Luce concepita come se venisse dalle spalle

dello spettatore e ottenuta asportando parte della volta gotica così da creare finestra

non visibile dal basso.

Sud Italia componenti del barocco spagnolo effetti scenografici, decorazione

esuberante.

Lecce

Dopo peste scampata del 1656­57 slancio vitale

Chiesa di Santa Croce era stata iniziata da Gabriele Ricciardi nel 1549, proseguita da

Giuseppe Zimbalo e terminata da Cesare Penna nel 1695 la facciata ha balconata

poggiante su mensole cariatidi, rosone centrale, fantasiosa decorazione.

Palermo

156

Quattro Canti 1609­23, progetto di Giulio Lasso, rapporto con barocco romano.

Villa Spina a Piana Colli influsso architettura austriaca.

Nel campo della plastica e della decorazione a stucco vediamo rapporto con cultura

Giacomo Serpotta

iberica decora interno dell’Oratorio di Santa Zita a Palermo:

1686­1718, scene prospettiche organizzate come piccoli palcoscenici alternate a gruppi

dinamici di putti.

La ricostruzione di Noto dopo il terremoto del 1693 p. 716

Lombardia

Lorenzo Binago

Sant’Alessandro iniziata 1601, interseca a primo corpo a croce greca un secondo

minore a pianta centrale coperto da cupola; imposta archi delle crociere su colonne

isolate: soluzione rielaborata da:

Francesco Maria Richini

Fu architetto di Federico Borromeo; studi a Roma.

­ Chiesa di San Giuseppe 1607­16; unisce due pianti centrali (una a croce greca

con bracci contratti e pilastri di sghembo e una quadrata); facciata realizzata

tra 1629 e 1630 in rapporto organico con tutta la struttura, ripropone

all’esterno gioco delle cornice e delle membrature interne con integrazione di

elementi strutturali e decorativi.

­ Facciata del Collegio Helvetico ideata 1627; una delle prime con curva concava

nel corpo frontale Richini interessato a rapporto tra spazio interno ed esterno

dell’edificio.

­ Cortile di Palazzo Brera 1651­86; era Collegio dei Gesuiti, andamento

modulare del doppio ordine di archi su colonne binate; scalone a doppia rampa.

Alla sua morte non ebbe continuatori.

Gian Giacomo Barbello

Legato a programmi iconografici secenteschi e a composizioni con impianto

prospettico.

Soffitto della Sala dell’Età dell’Oro 1652, Palazzo Moroni a Bergamo; ha

 maggiore preponderanza il sistema di quadrature dell’Azzola rispetto al Saturno

nello sfondato.

Pietro Maggi

Decora la volta della Chiesa della Salute a Milano modi tiepoleschi nella ricerca di

effetti luminosi e scorci arditi; uso del disegno nella descrizione di pieghe e vesti e

interesse per consistenza plastica dei corpi.

Gli affreschi di Carlo Innocenzo Carlone p. 721

Piemonte

157

1563 Torino capitale: abbellimento e ampliamento.

Prima metà ‘600 Ascanio Vitozzi, Carlo di Castellamonte e suo figlio Amedeo

interventi urbanistici con ampliamento della città rispettando antico castrum romano.

Guarino Guarini

Originario di Modena, lavora a Messina (chiesa e convento dei Teatini), monaco

teatino, filosofo, matematico. Arriva a Torino nel 1666 Torino diventa centro

architettonico con molte nuove proposte (allo stesso tempo declino di Roma in campo

architettonico).

Cappella della Sacra Sindone1667­90; Guarini in antitesi rispetto a precedente

 tradizione localesul corpo cilindrico progettato da Castellamonte innesta tre

pennacchi invece dei quattro tradizionali così da raccordare nuovamente la

struttura alla circolarità del tamburo dove sei finestroni si alternano a nicchie

convesse; imposta brevi costoloni uni sugli altri effetto di maggiore altezza

frantumando la superficie della cupola in antitesi ai modelli classici.

Esternamente sul tamburo chiuso da linea sinuosa che raccorda i finestroni si

innesta la fuga di archetti che rivelano la struttura interna; coronamento a

pagoda con progressiva diminuzione di elementi concentrici inseriti uno

sull’altro.

Chiesa di San Lorenzo 1668­87; tramite l’introduzione di pennacchi sulle assi

 diagonali la pianta ottagonale diventa a croce greca e sostiene una cupola in cui

tra i costoloni ci sono aperture invece di muro forte luminosit à accentua effetto

di dilatazione e proietta la struttura in dimensione che tende all’infinito. La

cupola della cappella maggiore è molto semplice con costolone che si incrociano

con disegno stellare fa da contrappeso a cupola principale.

Palazzo Carignano 1679­85; mattone superfici elaborate; esternamente rende

 atrio piano terra e salone del piano nobile in modo ellittico questa parte

diviene il nodo dello sviluppo architettonico costringendo sia la facciata

principale che quella sul cortile a estroflettersi per innestarsi sulle ali rettilinee

del palazzo coinvolgendo la spazio esterno. Architettura civile

Nel 1737 Bernardo Vittone pubblica il trattato di del Guarini

che era rimasto inedito interesse su derivazione della pianta centrale con

complesse coperture a cupola; negli esterni Vittone è molto plastico, nelle sue

opere troviamo forti aggetti e concavità Chiesa dell’Assunta a Grignasco 1752­

67.

Filippo Juvarra

Nelle sue opere vediamo soluzione di continuità con Guarini. Nato a Messina dove deve

essere stato influenzato dalle architetture del Guarini. Fu chiamato a Torino da

Vittorio Amedeo II e poi studiò per 10 anni a Roma presso Carlo Fontana assimila

vasto repertorio, esempi antichi, rinascimentali e barocchi in base al tipo di

intervento varia il suo registro stilistico.

1718­21 lavora a Palazzo Madama dovendosi innestare su struttura

 preesistente.

158 Chiesa del Carmine 1732­35, all’interno le gallerie aperte sopra la cappelle

 annullano le pareti della navata; illuminazione da finestre della galleria che

diviene elemento dominante dell’edificio.

Basilica di Superga 1717­31; considerata il suo capolavoro per armonia di

 rapporti modulari; per l’esterno i modelli sono Pantheon e San Pietro coordinati

con originalità ispirandosi a complessi monastici francesi conosceva le

principali capitali europee infatti la sua opera ha carattere di internazionalità.

Francesco Beaumont decora Palazzo Reale: vediamo stile aulico in auge in questo

Giudizio di Paride

momento a Torino, molto sensibile a modelli francesi 1737

integrazione tra decorazione e architettura di Juvarra.

La Palazzina di Stupinigi

Inizialmente era destinata a svaghi della corte; poi ampliata come residenza estiva.

I lavori, promossi da Vittorio Amedeo II, iniziano nel 1730 per concludersi

provvisoriamente nel novembre 1731, poi continuano fino alla partenza di Juvarra per

Madrid nel 1735.

Edificio articolato intorno a solone centrale su cui si innestano corpi a croce di

Sant’Andrea e le ali laterali per appartamenti e scuderie. I bracci racchiudono tra 4

angoli ottusi la corte d’onore e si inseriscono nell’ambiente armoniosamente

movimento continuo ed effetti di luminosità. Nel corpo centrale vediamo grandi

finestroni da cui entra luce; profilo superiore dell’edificio definito da originali trofei di

caccia della balaustra che ha cervo di Francesco Ladatte a coronamento. Juvarra

molto attento a particolari; interni differenti; continuo scambio tra architettura e arti

minori. Gli interni soddisfano i gusti del nuovo sovrano Carlo Emanule III e della

moglie Polissena d’Assia gusto per viaggi ed esotismo: Salotto cinese; gusto per

trompe l’oeil: Sala delle prospettive.

Genova

Interventi in ambito architettonico; sviluppi più originali in ambito decorativo.

Gregorio de Ferrari

La sua opere si inserisce all’interno della tradizione genovese dell’affresco genovese

L’estate Allegoria dell’estate

Palazzo Balbi 1684; Palazzo Rosso nella Sala dell’Estate

1687­92.

Usa materiali e tecniche diverse per ottenere continuità decorativa; ricorre a

quadraturisti e stuccatori

Domenico Piola

Elementi derivanti da Rubens e Correggio studiato a Parma da 1699 a 1673 Palazzo

Allegoria dell’Inverno

Rosso nella Sala dell’Inverno 1687­88.

Filippo Parodi

Fu allievo di Bernini a Roma e tornato a Genova dà avvio a tendenza che anticipa

Pierre Puget:

soluzioni del Rococò è vicino a francese attivo a Genova. Entrambi

affrontano la tipologia della Vergine in volo:

Immacolata

­ Puget ante 1670 nell’Oratorio di San Filippo movimento a spirale

ripreso da Parodi nell’Immacolata 1668­70 nella chiesa delle Brignoline:

159 maggior slancio ascensionale, maggiore attenzione a resa del marmo lavorato

con effetti di trasparenza.

Parodi sensibilit à per valori atmosferici e chiaroscurali.

Venezia

Palladio punto di riferimento per lo sviluppo dell’architettura religiosa veneziana

torna facciata con pronao con frontone centrale e due mezzi frontoni laterali sorretti

da un ordine minore; ripresa pianta ad aula isolata con gradini che segnano la

scansione tra l’aula e il presbiterio e il presbiterio e il coro (chiesa dei Gesuiti di

Giorgio Massari).

Baldassarre Longhena

Santa Maria della Salute commissionata dalla Serenissima 1630 durante

 pestilenza. Pianta giustapposizione di tre elementi posti a livelli diversi:

ottagono con peribolo e copertura della cupola; presbiterio biabsidato e coperto

da seconda cupola; coro separato da presbiterio da arco impostato su colonne

isolate che delimitano lo spazio dell’altare maggiore queste unit à sono

unificate con sequenze di archi. Lo sguardo è portato verso l’altare con la fuga

prospettica del coro. Facciata: impostazione scenica con arcone centrale posto

come la fronte di una scena teatrale. Sono raggruppate più cupole con calotta

senza nervature coperta da lastre di piombo su legno (tradizione veneziana).

Novità due tipologie diverse di cupola maggiore derivante da quelle

rinascimentali e quella del presbiterio legata a tradizione bizantina veneziana.

Longhena attenzione a valori coloristici e luministici dell’architettura, attenzione a

peculiarità ambiente locale:

Palazzo Pesaro da 1652; la luce si rapprende nel bugnato del pianterreno; ai

 piani superiori ombre alternate a colonne.

Giovanni Antonio Scalfarotto

Continua tradizione palladiana mediata dal Longhena:

Chiesa dei Santi Simeone e Giuda 1718­38; deriva dal Pantheon rivisto

 attraverso Palladio; pronao sollevato su alto basamento a cui si accede la

scalinata; cupola di impianto bizantineggiante; pianta del presbiterio come

corpo trasversale biabsidato si ricollega a Santa Maria della Salute.

Austria

‘700 grande vitalit à in campo architettonico sia nelle regioni renane (novità da

Francia di Luigi XIV) sia nei territori bavaresi e austriaci (influsso modelli italiani,

presenza architetti italiani). Si sviluppa stile tardobarocco che poi sfocia in Rococò.

Austria felice periodo politico con Asburgo (da 1684 residenza a Vienna).

Johann Bernhard Fischer Von Erlach

Formazione a Roma e Napoli. Realizza chiesa di San Carlo Borromeo a Vienna.

Johann Lucas Von Hildembrandt

160

Nasce e studia in Italia, si stabilisce a Vienna al seguito di Eugenio di Savoia, è

nominato architetto di corte e progetta residenza del Belvedere due palazzi collegati

dal un giardino; il Belvedere superiore è composto da 7 corpi di fabbrica distinti

ispirati alla tipologia dei padiglioni da giardino e integrati tra loro, perfetto

inserimento nell’ambiente naturale.

Germania

Balthasar Neumann

Lavora in Franconia; realizza residenza del principe­vescovo Wurzburg.

Santuario di Vierzehnheiligen da 1742, coro, transetti, navata: dati dal

 comporsi di semicirconferenze ovali ed esedre. Al centro della crociera c’è una

sorta di depressione perché è punto di tangenza degli ovali in cui è strutturata

la volta.

Baviera gusto decorativo dato da influsso di modelli del Rococ ò francese:

Fratelli Asam

San Giovanni Nepomuceno a Monaco 1733­46, elementi decorativi valorizzano

 l’architettura che sembra grandiosa ma occupa spazio ridotto.

Boemia modello italiano, in particolare chiesa del Ges ù in cui convergono anche

soluzioni tedesche e francesi.

Kilian Ignaz Dientzenhofer

San Giovanni sulla Roccia a Praga 1718­44; perfetta consonanza tra sviluppo

 planimetrico e delle strutture esterne campanili collocati in diagonale; ricerca

di effetti scenografici in facciata.

San Carlo di Vienna p. 738

Neumann e Tiepolo a Wurzburg

Da 1719 a Wurzburg è attivo Neumann a cui è commissionata nuova residenza di

Philipp Franz che trasferì la corte da Marienberg a Wurzburg.

Neumann vi lavora da 1719 a morte nel 1753, sono chiamarti molti architetti come

consiglieri ma ottiene soluzione organica. Scalone: spazio più rappresentativo del

palazzo primi progetti abbandonati e si usa progetto del 1737 ampio vano

rettangolare con scala a unico braccio, senza pareti, una volta sul pianerottolo c’è

angolo di 180 e la scalinata si divide in due rampe parallele. La decorazione è del

Tiepolo. Tiepolo fu attivo qui tra 1751 e 1753 prima affresca Salone con episodi della

vita del Barbarossa che aveva investito primo principe vescovo di Wurzburg Aroldo

Nozze del Barbarossa: diagonali convergenti, la composizione è incorniciata in un

Carro di

sipario in stucco colorato. Nell’ovale al centro della volta c’è il

Apollo apparizione radiosa tra le nuvole e figure che si sovrappongono alla cornice in

L’Olimpo e le quattro parti del

stucco in modo illusionistico. Volta dello scalone

mondo che rendono omaggio al principe vescovo spazio concepito come lontano quindi

non c’è più illusionismo barocco di continuità tra mondo reale e illusorio.

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