Il Giappone Preistorico (20'000 aC – 538 dC)
Cultura Jōmon Cultura Yayoi Cultura Kofun (dei Tumuli)
(10'000 aC – III sec aC) (IV sec aC – III sec dC) (III sec dC – 538 dC)
Ceramica Jōmon dogū
motivi a “corda” vasi e figurine fittili ( )
- migliori esteticam. nelle regioni occid. del Giapp.
- a mano, “al colombino”, cotti in buche all’aperto
- anche motivi geometrici o a linee graffite
- fase antica vasi da cucina semplici, molti col fondo appuntito, dec. graduale, nasce quasi tutto il repertorio alla
- fine di questa fase
fase media max livello (crescita demog. e > ricchezza) variaz. + ampie di dec, forme e funzioni (anche
- rituale?) + spessi e decorati, anche animaletti
tarda fase forme + strane ed elaborate con inserti; primi dogū (umani e animali, rituali?) solitam. 25 cm,
- quelli femminili forti attributi e acconciature elaborate (dee della fertilità?) alcuni senza braccia (x i malati?)
Vaso monoansato a beccuccio
Dogū femminile volto a forma di cuore e ampio basamento
Cultura Yayoi
nome dal primo sito, di Tōkyō
- introdotta dall’esterno in Kyūshū già agricoltori permanenti, introdotta la risicoltura (regione occid. +
- avanzata)
pareti sottili tornio a ruota; temp. + elevata e dipinti prima della cottura
- forme nette e funzionali, dec. + pacata di salinature e linee incise, a volte semplici dec. figurative
- dōtaku
primi oggetti di bronzo (introd. metallurgia): (campane a corpo tubolare con grande ansa) dec. a motivi
- geometrici o semplici dec. figurative (non di cerimonie religiose)
organizz. sociale + sviluppata clan in lotta tra loro clan degli Yamato al potere
-
Cultura Kofun (dei Tumuli)
perché manufatti trovati nelle Grandi Sepolture del III-V sec dC
- alcune sono gigantesche, intorno a Ōsaka; forma a “toppa di serratura”
- VI sec: prime dec. delle pareti interne e dei sarcofagi (prima impressi motivi geom, poi dipinte con scene
- narrative)
oggetti in bronzo sepolti col defunto specchi sopra e intorno alla salma (importati dalla Cina o copie, funz.
- cerimoniale) haniwa
all’esterno dei tumuli (cilindri di argilla cavi) > parte senza dec, alcuni xò sormontati da modellini di
- case e arredi cerimoniali, poi uccelli, sacerdotesse e cavalli (messaggeri divini); dal VI sec aristocratici e gente
comune, guerrieri, indovini, animali da cortile; forme semplici e cave
Tomba dell’Imperatore Nintoku (313-399) h 35m, lungh. 478m
Pittura murale della tomba di Takehara nobile con barca e cavallo
Santuari shintoisti
architettura simile a quella residenziale
- riflette il rispetto per la natura in montagna o in zone rurali, su terreno accidentato, senza simmetrie
- torii
cinta fortificata, accesso tramite
- non intesi come sedi di icone anche dopo l’influenza buddista (icone tenute quasi sempre nascoste)
- costruiti con legno non verniciato e senza accessori metallici; palafitte senza basamento in pietra e tetto di fine
- paglia; niente decorazioni; in epoche successive modificati in modo + sontuoso
ossessione per la pulizia e la purificazione: ricostruzione periodica dei santuari (solo questo regolarmente)
- Grande santuario di Ise SE di Kyōto; 2 recinti simili:
“santuario interno” (Naigū ricostruito ogni 20 anni) Amaterasu Ōmikami
“santuario esterno” (Gegū) Toyo Uke no Ōkami, dea del frumento
L’inizio dell’arte buddhista: il periodo Asuka (538-710 dC)
Templi buddhisti
introduzione del buddismo in Giappone (prima delle tre grandi ondate di influssi continentali): 538 o 552 con
- l’invito del monarca del regno coreano di Paekche (re Kudara); vince la fazione progressista dopo mezzo secolo
di guerra civile (587) civiltà cinese modello per le strutture di governo, per le arti visive e per la scrittura
(introduzione dei kanji)
importanti gli immigrati coreani perché esperti delle tecniche architt-scultoree-pittoriche continentali
- spaziosi, dec. sfavillanti prototipi cinesi derivati dagli edifici profani
- nandaimon
recinti su terreno piano a pianta simmetrica orientata a sud, accesso tramite il (grande portale
- chūmon
meridionale); area principale circondata da un corridoio coperto in cui si entra tramite il (portale
mediano)
piattaforme in muratura, tutto dipinto di rosso e giallo e con tegole costruiti per durare nel tempo
- agli angoli dei cornicioni, piccole campane
- i + antichi sono tutti andati distrutti
- Hōkōji, noto come Asuka-dera iniziato nel 588 da artigiani di Paekche, distrutto (no imm)
Hōryūji Nara, il + antico edificio ligneo del mondo, del 607; distrutto nel 670, ricostruito e ampliato.
Sai-in “tempio occidentale”, nucleo originario (Sala d’Oro [Kondō] + Pagoda a 5 piani; aggiunte poi
teca per sūtra e torre campanaria, Sala delle Prediche [Kōdō])
Tō-in “tempio orientale” (Sala dei Sogni [Yumedono])
Sala d’Oro (Kondō) paradiso del Buddha. Distrutta di nuovo nel 1949 da un incendio, ora
mokoshi
riproduzione. Massiccia e imponente; (tetto aggiuntivo decorativo); doppio solaio puramente
ornamentale; poderose mensole dal profilo decorativo + montanti con draghi ai 4 angoli (XVIII sec) x
rafforzare; al centro grande piattaforma lignea con molte statue tra cui il Buddha Amida, il Buddha
Shaka (triade) e il Buddha Yakushi, nello stile deriv. dai Wei Settentrionali.
mokoshi
Pagoda 5 ordini di tetti + . Gigantesco reliquiario (cavità di pietra 3 metri sotto terra);
sostegno centrale decorativo con cuspide a nove anelli.
Portale mediano (chūmon) 4 intercolumni, con coppia di guardiani; colonne con pronunciato
entasi
rigonfiamento mediano detto (greco ma con significato religioso-gerarchico)
Buddha Yakushi ( della guarigione) del Kondō bronzo dorato; fuso nel 607 per salvare dalla
malattia il padre del principe reggente Shōtoku Taishi (incisione che conferma la data della prima
costruzione)
Tori immig. coreano di terza generazione;
Triade dello Shaka con 2 bosatsu del Kondō 622, bronzo dorato, assiso con bosatsu stanti.
Enorme aureola con apsaras?
Bosatsu stante bronzo dorato, + piccolo.
Gruppo dei 48 bronzi dorati scuola di Tori, piccoli, donati dalla Fam. Imp.
Kannon Bosatsu stante dello Yumedono legno dorato, +grande e slanciato.
Yakushi Tokuho e Yamaguchi no Ōguchi no Atai :
shitennō
Guardiani dei punti cardinali [ ] del Kondō legno policromo, 650. Tamonten (o
Bishamonten) – Nord, Kōmokuten – Sud (gli altri sono Jikokuten - Est, Zōchōkuten – Ovest), tutti
in piedi su demone rannicchiato. Stupa sulla mano (custode ricchezza) di Tamonten; Kōmokuten
regge un rotolo e un pennello. Tridimensionalità nuova Qi/Zhou Sett.
Kudara Kannon legno policromo, slanciato ed elegante, corpo tubolare; nome di origine
sconosciuta. Forse proveniente dalla Corea, ora nel museo dell’Hōryūji.
Reliquiario Tamamushi tardo VII sec; parte superiore lavorata a sbalzo e traforo con migliaia di
mitsudasō
piccolissimi Buddha; pitture su fondo nero di lacca e (ossido di piombo e olio): adorazione
delle sacre reliquie, veduta del monte Sumeru (che sostiene l’universo), “il sacrificio per il verso” e “il
sacrificio a una tigre affamata”.
Miroku Bosatsu 603, custodita nel tempio Kōryūji vicino Kyōto. Legno di pino rosso (copia di opera
hanka
coreana) assisa in posizione , del tipo “Maitreya che sogna ad occhi aperti”, dei 3 Regni.
kenzuishi kentōshi
si comincia a intrattenere rapporti diretti con la Cina (dal 607 , dal 630 ) il nuovo stile
- cinese dei Tang viene subito assimilato e si parla di Hakuhō bunka.
forte e rigida simmetria tipica Tang (templi di Dunhuang) insieme alle irrealistiche sfumature di colore;
- sculture in argilla cruda con impalcatura lignea interna, dipinta o dorata (Dunhuang); molto duttile, per
- rappresentare stati d’animo ed espressioni.
Pitture parietali del Kondō di Hōryūji danneggiate in modo irreparabile dal fuoco (1949) quelle dei 4
paradisi del Buddha (Shaka, Amida, Yakushi e Miroku) e quelle dei bodhisattva. Rimaste intatte solo 12
piccole pitture di apsaras. Illusione di corporeità, mani grassottelle, collo tozzo. Tecnica della perforazione di
un modello di carta (Tang).
Gruppo di figurine in argilla della pagoda di Hōryūji circa 100, inizio VIII sec, argilla cruda. Scene
narrative: nirvāṇa, distribuz. reliquie sacre dello shaka, paradiso di Miroku, discussione tra Monju Bosatsu
(Manjuśrī) e Yuima (Vimalakīrti).
Coppia di Guardiani del tempio (Niō) del chūmon di Hōryūji h 330 cm, 711.
Tomba di Takamatsu-zuka principe morto a cavallo tra VII e VIII sec; pitture parietali raffiguranti
animali e gruppi di persone (corteo funebre); alle pareti gli animali mitici dei punti cardinali (sud distrutta).
Il Buddismo come religione di stato: il periodo Nara (710-784)
con la fondazione di Nara si perde la consuetudine di spostare la capitale alla morte dell’imperatore (emulazione
- di Changan: rettangolo rivolto a Sud, 2 metà sull’asse verticale, schema ortogonale delle vie; xò niente mura e
riserva di caccia).
città emblema del tentativo di affermare il buddhismo come religione di stato: si trasferiscono molti templi dal
- distretto di Asuka (Nara diventa la Mecca del buddhismo giapponese) e l’Imperatore Shōmu (724-769) decreta
kokubunji kokubun-niji
la costruzione di una rete di monasteri ( ) e conventi ( ) provinciali, con il Tōdaiji come
tempio principale del paese (non tutto realizzato).
molta più aderenza ai canoni originali del buddhismo nelle rappresentazioni (testi portati dalla Cina): nuovi
- intricati rituali e pantheon di immagini.
nuova tecnica scultorea della lacca secca: nucleo di argilla ricoperto da molti strati di tela di lino imbevuti di
- lacca, poi argilla rimpiazzata con armatura lignea (poche risorse minerarie dopo il grande Rushana e + leggere
e durevoli delle statue in argilla) ichiboku-
arriva anche la moda delle statue lignee, portata dai discepoli cinesi di Ganjin (Tōshōdaiji);
- zukuri tecnica della scultura in un unico pezzo di legno
Yakushiji tempio (dedicato al Buddha Yakushi) di fine VII sec trasferito da Asuka (o forse ricostruito
uguale). Ora solo riproduzioni del 1975, tranne la “pagoda orientale”. La Sala del Buddha o Sala d’oro
(Kondō) era al centro del recinto, con due pagode a est e ovest.
Pagoda Orientale 3 tetti con 3 file di mokoshi (profilo a zigzag), muri bianchi, mensola angolare con
supporto trifido che permette di eliminare i supporti verticali
Triade bronzea di Yakushi assiso e due assistenti stanti del Kondō h circa 4 m; piedistallo
bronzeo molto decorato, con animali dei punti cardinali e strane figure demoniache seminude; corpo
robusto, carnoso e proporzionato (ideale Tang); enormi aureole sostituite nel 1625. I due assistenti sono
denominati volgarmente Nikkō (luce solare, sx buddha) e Gakkō (luce lunare, dx); patina nera x
argento misto al bronzo dorato.
Pittura su canapa della dea Kichijōten su abito religioso, conservato allo Yakushiji. Simile alle
donne del paravento dello Shōsō-in. Dea della bellezza, della ricchezza e della fecondità (Śrī-Lakśmī),
moglie di Visnu. Regge un cintāmaṇi.
Tōdaiji dimensioni molto estese; ogni edificio all’interno del recinto è circondato da un proprio muro.
Danneggiato nel 1180 e nel 1567: il nandaimon è una ricostruzione, non ci sono pagode e la Sala d’Oro
sala del grande buddha
(detta qui Daibutsuden, ) fu ricostruita nel XVIII sec + piccola (ma rimane il +
grande edificio ligneo del mondo)
Buddha Rushana della Sala del Grande Buddha “Buddha della luce suprema” (Vairocana) fonte
dell’intero cosmo e degli altri buddha; h 1'473 cm; piedistallo bronzeo a forma di loto con 48 petali incisi;
uso di tutte le risorse di metallo del Giappone, impiegati 900'000 operai x 11 anni (realizz. in situ in 8
parti); sfregiato, testa rifatta nel 1690; nel 752 la cerimonia dell’ “apertura dell’occhio” (Imp. Shōmu) di
gigaku
smisurato fasto, con danze (maschere, Cina meridionale). hokke
Hokkedō o Sangatsudō sala in cui si celebravano i riti del Sūtra del Loto ( ) bassa, 1 solo
tetto un po’ sfasato (aggiunta una parte nel XIII sec).
Shukongōshin (Vajradhara) dell’Hokkedō statua in argille cruda del “latore di folgore”,
grandezza naturale, colori ben conservati: guardiano stante molto dinamico e in tensione, fiera
collera.
Fukūkensaku Kannon (Amoghapāśa) dell’Hokkedō un bodhisattva con 4 paia di braccia;
tecnica della lacca secca; gioielli e pietre vere. Espressione severa che prelude al buddhismo
mikkyō
esoterico ( ) del IX sec.
Nikkō e Gakkō Bosatsu dell’Hokkedō argilla policroma. Al fianco di Fukūkensaku, max
espressione del realismo Nara; serenità e silenzio.
Quattro Guardiani (Shitennō) della sala detta Kaidan-in (ricostruita) che sorge sul primo sito
consacrato di tutto il Giappone (a cui assistette il monaco cinese Ganjin nel 755); Zōchōten (ovest) è
una manifestazione di potenza e furia represse; argilla originariamente dorata e dipinta; naturalismo nei
costumi e nei volti. Forse stessa bottega dello Shukongōshin e dei Bosatsu, elevato livello nella scultura
in argilla.
Shōsō-in “edificio dei tesori”, NW del Daibutsuden, simile ad un capanno di legno, contiene però i
beni personali dell’Imp. Shōmu e della moglie, donati alla morte di lui nel 756, e gli arredi buddhisti usati
nella cerimonia dell’apertura dell’occhio del 752; molti oggetti sono di import. cinese o copie, ma anche
biwa
strumenti musicali simili a liuti ( ) con raffigurazioni di genti esotiche, tipiche dei Tang. Tra gli altri
un Paravento Pieghevole a 6 pannelli (su ognuno una dama in paesaggio naturale, ideale di donna
paffutella, in origine con inserti di piume).
Gli 8 Guardiani celesti (hachibunshū) e I 10 Grandi Discepoli di Śākyamuni del tempio di
Ashura
Kōfukuji; rimasti solo 6 discepoli e 7 guardiani ( , demoni combattenti: figure giovanili con tre teste
e 8 braccia); tecnica della lacca secca.
Tōshōdaiji la sua “sala del Buddha” è la + grande sopravvissuta; fatta sulla base di un modello Tang; la
“sala d’oro” è a un solo piano con grande tetto e ampio colonnato, i pilastri sulla facciata sono unici, e
all’interno statua di Grande Rushana (340 cm) in lacca secca. Statue lignee nella “sala delle prediche” di
ichiboku-zukuri
scultori cinesi secondo la moda continentale dell’ . Senso di grandiosità solenne.
Ritratto di Ganjin lacca secca policroma. Missionario cinese arrivato in Giapp parzialmente cieco nel 754
dopo 5 anni di tentativi; presiedette alla prima cerimonia di consacrazione, nel Tōdaiji. Assiso in meditazione,
molto dignitoso. In suo onore costruito il Tōshōdaiji. Sūtra illustrato del karma
Rotoli illustrati dell’ E-Ingakyō titolo completo “Kako Genzai E-Ingakyō” (
passato e presente ), la + antica pittura su rotolo giapponese. 4 rotoli di 4 serie diverse, in origine di 8 rotoli
l’una, h 26 cm. Narrazione scandita da elementi naturali o divisa in celle (elem. dei disegni parietali di
Dunhuang).
L’arte del “Buddhismo esoterico”: l’Antico periodo Heian (794-894)
clero buddhista di Nara ora pericoloso per la corte, per la ricchezza che aveva acquisito proprio grazie alla
- protezione della stessa influenza anche in campo profano e ruolo aggressivo;
l’imp. Kanmu fa spostare la capitale a Nagaoka, N di Nara, ma sito abbandonato poco dopo, e si sceglie Heian
- Heiankyō (capit. della pace e della tranquillità) in una vale aperta a S, rettangolo come Changan e Nara, sarà
capitale fino al 1867; oggi nota come Kyōto.
periodo di pace di circa 4 secoli (Heian Antico 794-894, Heian Tardo o periodo Fujiwara 894-1185)
- vietata la costruzione di grandi templi nella nuova capitale; eccezioni Saiji (“tempio occid.”) e Tōji (“tempio
- orientale”) all’estremità nord della città come custodi, + l’Enryakuji sul monte Hiei (venerato perché a NE,
direzione + infausta). Sempre su questo monte il monaco Saichō getta le basi di un altro, + piccolo, tempio.
nascita dei monaci-artisti itineranti x la decaduta dei templi di Nara diffusione dello stile di Nara e
- cambiamento nell’arte che diventa affare individuale e non + di atelier progetti e materiali + modesti,
soprattutto il legno in scultura (da qui in avanti sempre il principale materiale della scult. buddhista); canoni
artistici + personali, opera anche del fervore religioso (senso di virile austerità)
Kūkai, insieme a Saichō, studia in Cina e porta in patria i fondamenti del Mikkyō (vajrayāna, buddhismo
- esoterico) divinità emanatrice di tutto il Buddha Dainichi (il “grande illuminatore”, Mahāvairocana). Setta
occultista e dai rituali complicatissimi, illuminazione raggiungibile sulla terra e mondo come vero paradiso del
Buddha (ricerca dello stato di trance e unione mistica) attira i nobili per l’idea di mondanità terrena.
Setta di Saichō: tendai (tiantai, cin.) natura di Buddha in ogni essere senziente;
parola vera maṇḍala
Setta di Kūkai: shingon ( ) 6 elementi del corpo del Dainichi e (rappresentazione grafica
del corpo del Dainichi, in origine piattaforma di sabbia dove si svolgevano i riti e che rappresentava l’assemblea
di dei nasce il tappeto del maṇḍala)
i + importanti maṇḍala sono il Taizōkai (matrice docilità,
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Sunto Archeologia e Storia dell'Arte Giapponese, prof. Visconti, libro consigliato Il Giappone, Miyeko Murase
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Riassunto esame Storia dell'arte dell'Asia orientale, prof. Salviati, libro consigliato L'arte del Giappone, Murase
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Riassunto esame Storia dell'arte dell'Asia orientale, prof. Salviati, libro consigliato Storia dell'Arte del Giappo…
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Riassunto esame Storia dell'Arte del Giappone, prof. Paternolli, libro consigliato History of Japanese Art di Mason