Stato e cittadini
Dello stato e i cittadini possono rivendicare un cambiamento dello stato se non rispettate. Bobbio riprende l'idea aristotelica di socievolezza, l'uomo cerca rapporti in quanto essere sociale. Altri critici non accettano questa posizione e affermano che l'uomo non è un essere socievole ma tende all'isolamento e alla rivalità. Lo stato è l'istituzione che completa il passaggio da una ad un'altra società, che implica una forma di aggregazione diversa, e questo passaggio per molti è naturale tranne che per i giusnaturalisti. Essi differenziano:
Stato di natura e stato di società
- Stato di natura
- Stato di società
Per i giusnaturalisti il passaggio tra il primo e il secondo è un passaggio di rottura, le due forme statali sono antitetiche. Aristotele diceva che lo sviluppo è naturale ma qui lo sviluppo è visto come atto culturale che si decide di compiere razionalmente. Il modello giusnaturalista è un modello storico e segna un distacco dalla visione aristotelica con tutte le conseguenze che può comportare. Si concepisce lo stato come un'opera frutto dell'azione umana e ciò permetteva al cittadino di discostarsi dallo stato e dalle sue leggi, dandogli il potere di cambiare lo stato stesso.
Il passaggio da stato di natura a stato di società avviene attraverso un patto, che viene stipulato tra gli uomini a determinate condizioni, a seconda delle quali si può spiegare la nascita di uno stato. Il patto può essere:
- Pactum subjectionis: patto stipulato tra suddito e sovrano che implica una sottomissione del cittadino a chi governa
- Pactum unionis: che non sottolinea la differenza