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Lo stato (cap. I)

Lo stato è una forma di organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo. Gli elementi costitutivi dello stato sono quattro e nel momento in cui manca anche solo uno di essi, non può più essere chiamato stato. Gli elementi sono:

Sovranità

La sovranità ha due aspetti:

  • Sovranità interna, che consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio e non riconosce nessun altro potere al di sopra di sé.
  • Sovranità esterna, che consiste nell'indipendenza dello stato rispetto a qualsiasi altro stato. Oggi, però, una tendenza che limita questa sovranità è l'affermazione di organizzazioni internazionali, come ad esempio l'Unione Europea.

Territorio

Il diritto internazionale ha elaborato regole che servono a delineare l'esatto ambito territoriale di ciascuno stato. Il territorio è quindi costituito da:

  • Terraferma, mare territoriale e acque interne comprese dentro i confini.
  • Spazio atmosferico sovrastante e navi e aerei con la bandiera dello stato quando si trovano in spazi non soggetti alla sovranità di alcuno stato.
  • Sedi diplomatiche all'estero.

Cittadinanza

È lo status con cui la Costituzione riconnette una serie di diritti, come l'elettorato attivo e passivo, e doveri, come quello di difendere la patria. L'articolo 22 della Costituzione afferma che nessuno può essere privato della cittadinanza italiana.

Apparato burocratico

Stato di diritto

Con lo stato di diritto si vuole sottoporre lo stato a regole e, così facendo, il suo potere verrà limitato. Questo modello ha lo scopo di concretizzare il sogno del diritto costituzionale: sottoporre il potere, la forza a delle regole. È un modello astratto che descrive gli strumenti attraverso i quali si sottopone il potere a regole; fu inventato dai giuristi e si concretizza nel tempo e nello spazio in diverse forme. Infatti, Italia, Stati Uniti, Germania, sono tutti stati di diritto, ma con meccanismi di gestione del potere diversi tra loro.

Si fonda su tre elementi principali:

  1. Separazione dei poteri. Ciò significa che non c'è un accentramento del potere in capo allo stato. Con questa separazione si riesce a limitare il potere dello stato proprio perché ciascun soggetto ha delle attribuzioni precise e si controllano tra loro, in quanto pretenderanno che gli altri soggetti rispettino i propri confini. Autocontrollandosi vengono quindi tutelati i cittadini. In conclusione, la separazione dei poteri è una garanzia in quanto evita che un potere prenda il sopravvento su un altro.
  2. Principio di legalità. Questo principio impone che ogni ufficio pubblico sia organizzato e disciplinato dalla legge. Rappresenta una garanzia in quanto la legge viene fatta in Parlamento (luogo di incontro tra maggioranza e minoranza).
  3. Riconoscimento e tutela dei diritti fondamentali. Tutti e tre gli elementi sono necessari a limitare il potere dello stato e senza uno di essi non si può chiamare stato di diritto.

Forme di stato (cap. II)

Stato assoluto

È la prima forma di stato nata in Europa tra 400 e 500, caratterizzata per l'accentramento dei poteri in capo ad un unico soggetto: il Re. "Assoluto" deriva dal latino e significa ab-solutus, ovvero "sciolto da". Questo sta a significare che il Re era svincolato dal rispetto delle regole. Il Re era quindi titolare della funzione legislativa, esecutiva e quella giudiziaria era affidata a tribunali formati da giudici nominati da lui stesso.

Stato liberale

Nasce tra la fine del 700 e l'inizio dell'800 a seguito della crisi dello stato assoluto, dovuto soprattutto per ragioni finanziarie che vennero ritenute insopportabili dalla classe borghese. Un altro fattore importante che contribuì all'organizzazione del potere politico dello stato liberale fu l'avvento dell'economia di mercato basato sul libero incontro tra domanda e offerta (connessa al modo di produzione capitalistico). Lo stato assoluto ostacolava questa economia di mercato in quanto presupponeva la certezza del diritto di proprietà, la libertà contrattuale, l'eguaglianza dei contraenti e l'abolizione di tutte le restrizioni alla libera circolazione delle merci.

Pertanto si affermò gradualmente una società civile capace di sviluppare autonomamente i propri interessi separandosi dallo stato. Lo stato liberale è caratterizzato:

  • Dal fatto che lo stato è considerato uno strumento per la tutela delle libertà e dei diritti degli individui, in particolar modo del diritto di proprietà.
  • Concezione di stato minimo, in quanto si astiene dalla sfera economica affidata ai privati e si occupa solamente delle funzioni giurisdizionali, di ordine pubblico ecc.
  • Lo stato riconosce le libertà fondamentali (personale, di pensiero, di domicilio, contrattuale, ecc.).
  • Separazione dei poteri.
  • Principio di legalità secondo cui la tutela dei diritti è affidata alla legge.
  • Codificazione costituzionale (unico documento che contiene i principi sulla titolarità e sull'esercizio del potere politico).

Stato totalitario

A seguito della crisi dello stato liberale (a causa del conflitto mondiale che portò una grave crisi economica), in paesi come l'Italia il sistema economico era fragile ed era molto diffuso il malcontento delle classi disagiate. Questa situazione trovò sbocco nell'avvio dello stato totalitario, che nasce con lo scopo di sostituire l'apparato dello stato liberale mediante l'introduzione di una nuova organizzazione ispirata ad un forte accentramento del potere intorno ad un'unica figura, il "capo".

Esisteva un unico partito e questa forma di stato utilizzava i mezzi di comunicazione di massa per ricercare il consenso (propaganda).

Stato di democrazia pluralista

Si afferma a seguito di un lungo processo di trasformazione dello stato liberale che porta all'allargamento della base sociale, per cui da uno stato monoclasse si trasforma in uno stato pluriclasse. Questo si fonda sul riconoscimento e la garanzia della pluralità dei gruppi, interessi ed idee.

Si basa sul suffragio universale, la segretezza e libertà del voto, il pluripartitismo. In particolare, sono tre le cose che hanno determinato il modo di essere di questo stato:

  • Affermazione dei partiti di massa che organizzano la partecipazione politica degli elettori.
  • Configurazione degli organi elettivi come luogo di confronto e di scontro di interessi.
  • Riconoscimento di diritti sociali come strumento di integrazione nello stato dei gruppi sociali più svantaggiati.

Democrazia rappresentativa = il popolo esercita la propria sovranità attraverso degli intermediari, ovvero i rappresentanti che il corpo elettorale ha il potere di eleggere (Parlamento).

Democrazia diretta = il popolo prende direttamente le decisioni che lo riguardano senza che vi siano rappresentanti che decidano al suo posto (es. iniziativa legislativa, referendum abrogativo).

Forme di governo (cap. IV)

Monarchia costituzionale

È la forma di governo che si afferma nel passaggio tra lo stato assoluto e la...

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

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