Stato democratico e sociale
Lo Stato democratico
Stato democratico deriva dalle parole greche démos (popolo) e krátos (governo) e letteralmente significa "governo del popolo". È la forma di Stato oggi maggiormente diffusa e rappresenta un compromesso tra le diverse classi sociali, in quanto tutela le idee e le culture di ogni formazione sociale, incluse le minoranze. In questo tipo di Stato è proprio la legge fondamentale, ossia la Costituzione, a garantire e riconoscere le regole principali indispensabili al corretto funzionamento dello Stato.
Lo Stato sociale
In molti Stati democratici, l’allargamento dei compiti in ambito sociale ed economico è stato così ampio da coniare il termine welfare State o Stato sociale, per indicare quei sistemi, come il nostro, nei quali si assiste a un notevole intervento dello Stato nel campo sociale ed economico. Il progressivo allargamento dei compiti e dei servizi erogati dallo Stato ha però determinato un forte aumento della spesa pubblica, giustificato dalla necessità di offrire a tutti i cittadini un numero molto ampio di servizi, che variano in maniera consistente da Stato a Stato (dalla scuola pubblica alla sanità, dalle pensioni per le persone anziane e invalide sino ai servizi di trasporto ecc.).
L’espansione della spesa pubblica ha però degli effetti indesiderati come l’aumento dei tributi (ossia delle somme di denaro che i cittadini versano allo Stato per consentire la realizzazione dei servizi pubblici) e il frequente ricorso, da parte dello Stato, a forme di indebitamento. Negli ultimi anni, l’interventismo sociale ha evidenziato parecchi limiti come, per esempio, il costo eccessivo dei servizi a fronte di una qualità spesso non adeguata degli stessi. Per questo motivo lo Stato democratico è destinato a evolversi ancora, in base alle nuove aspettative della popolazione, verso forme che possano meglio conciliare le diverse esigenze sociali ed economiche di un mondo sempre più interdipendente e globalizzato.