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10 ottobre 2016

CAPITOLO 1

CHE COS’È E A COSA SERVE LA PSICOMETRIA?

CHE COS’È LA PSICOMETRIA?

Senza psicometria si fanno solo valutazioni ingenue sugli eventi che vengono osservati.

La psicometria è quella branca della psicologia che applica metodi di misurazione quantitativa

alle variabili psicologiche (Pedrabissi & Santaniello, 1997). Ci sono anche misurazioni di base

qualitative e senza una base metodologico non possono essere fatte tali misurazioni (qualitative):

ad esempio nell’osservazione del comportamento madre-figlio si va a osservare in maniera

realistica il comportamento che la madre ha nei confronti del figlio e viceversa, valutando gli

elementi preponderanti della relazione. Spesso le osservazioni qualitative sono migliori di quelle

quantitative.

Il limite maggiore della statistica è di andare a eliminare particolari molto importanti degli eventi o

delle caratteristiche dei soggetti. La statistica va quindi usata con intelligenza e lo psicologo deve

capire a cosa serve, i suoi pregi e i suoi difetti, e con quali altre tecniche psicologiche deve sposarsi

affinchè si possa restituire una diagnosi di valore.

PERCHÉ LA STATISTICA?

Perché è uno strumento che consente di prendere decisioni in caso di incertezza e di valutare in

maniera oggettiva i risultati della somministrazione dei test psicologici. Nel caso della terapia, ad

esempio, a un certo punto del trattamento si può decidere di sottoporre il test per capire se la

persona ha dei disturbi paranoidi ma senza entrare nell’asse della psichiatria.

Per applicare i test è necessaria una conoscenza della statistica di base, la quale sostiene le teorie

psicologiche di base. Tutte le teorie che si studiano del corso del proprio studio sono nate da basi

statistiche. La statistica è molto utile nel sostenere le teorie psicologiche.

È importanza conoscere le potenzialità e i limiti della statistica, poiché essa svelta molto ma

nasconde tanto: è importante capire come si utilizza e perché si utilizza la statistica in psicologia.

STATISTICA E RICERCA

Statistica e ricerca sono due cose collegate da loro, quindi è fondamentale conoscere che tipo di

tecnica statistica va applicata al dato che si sta studiando. Nella statistica si studiano due aree

- tecniche metriche, basate su dati metrici su cui si fanno tutte le operazioni

- tecniche parametriche, basate su dati su cui non si possono applicare tutte le operazioni

Alla base della ricerca e dei dati si applica una statistica che ci dice che con un certo grado di

probabilità c’è differenza tra i dati, ad esempio probabilità di differenza tra una persona che viene

da una famiglia abusante e una no.

Si parla sempre di probabilità, quindi non possiamo applicare leggi matematiche ma leggi

statistiche che ci dice se siamo più vicini al vero al falso. Spesso possiamo sapere anche quanto

siamo più vicini a uno o all’altro, ma sempre con un certo grado di errore lo studio psicologico

è sempre caratterizzato da una certa componente di errore casuale che oggi può essere di un tipo,

ma somministrando lo stesso test dopo tot. giorni sarà di un altro tipo. L’errore stesso ha una sua

distribuzione normale perché è una componente sempre presente nelle osservazioni delle scienze

psicologiche e, più in generale, nelle scienze sociali.

Psicologia come scienza della natura o dello spirito?

Teorie, ipotesi e obiettivi della ricerca.

Ricerca sperimentale e correlazione.

LE CARATTERISTICHE PSICOLOGICHE COME VARIABILI

Noi osserviamo il comportamento indicatore di un costrutto e non il costrutto in sé (es. noi non

osserviamo l’ansia, ma i comportamenti indicatori dell’ansia). Negli studi psicologici difficilmente

troviamo scale con “zeri assoluti” poiché, ad esempio, non esistono persone con ansia zero; si

utilizza lo zero arbitrario che ci permette di capire, in base a una grossa osservazione, qual è il

punteggio di ansia nella popolazione e di poter fare, attraverso processi di standardizzazione,

confronti interpersonali e intrapersonali tra persone.

Le caratteristiche psicologiche vengono considerate come variabili, ovvero qualunque attributo o

caratteristica, fisica o psichica, che assume valori o categorie diverse quando sottoposta a

osservazione. Il problema della statistica è della verificabilità delle ipotesi, le quali nascono dallo

studio di una teoria di riferimento: la teoria è la base che ci permette di operazionalizzare,

rendere misurabili, i costrutti sui quali stiamo organizzando le nostre ipotesi.

Siamo tutti diversi? Uno dei motivi per cui la psicometria va utilizzata con intelligenza è perché noi,

di fatto, siamo tutti diversi con delle sfumature simili (es. stesso punteggio di estroversione).

UNITÀ DI ANALISI

Caso (o unità di analisi): oggetto sul quale viene rilevata la caratteristica di interesse. Quando si fa

un’osservazione bisogna avere chiara l’unità di analisi, ovvero l’unità che viene sottoposta

all’analisi perché all’interno di un’osservazione si possono andare a osservare diverse unità di

analisi (es. nella diade madre-bambino si possono osservare il pianto, il sorriso, l’affetto,

l’interazione, ecc…). Le unità di analisi possono essere di varia natura e dipende da che cosa si sta

osservando (es. persone, oggetti, animali, pazienti).

VARIABILITÀ = INFORMAZIONE

La variabilità è un concetto fondamentale della statistica, essendo la condizione di base dell’analisi

statistica. Più una caratteristica è variabile, più è informativa sugli individui. Senza variabilità non

ha senso sottoporre un’analisi statistica si deve studiare l’analisi della varianza.

Se ci fosse uniformità non occorrerebbe la statistica perché ogni individuo rappresenterebbe tutta

la popolazione. Le proprietà che sono identiche in tutti i casi sono dette costanti.

MISURAZIONE

Si hanno una serie di costrutti che per poter essere studiate devono essere trasformate perché

sono elementi psicologiche osservabili, ma che devono essere misurate attraverso degli indicatori

(es. si osserva che una persona è molto ansiosa, ma si devono avere anche degli indicatori che

giustificano questa idea, ad esempio quella persona durante una cena ha sbattuto per tutto il

tempo la mano sul tavolo). Le misure sono regole oggettive e standardizzate per assegnare

simboli o numeri alle unità di analisi in modo da rappresentare la quantità di caratteristica

(scaling) presente o classificare l’unità di analisi (classificazione).

ATTRIBUTO ≠ PERSONA

Gli attributi non sono le persone, ma sono delle caratteristiche che connotano le persone, ma non

sono le persone stesse.

LE VARIABILI PSICOLOGICHE

Una caratteristica può essere analizzata attraverso diverse scale. Da una scala maggiore si può

passare a una scala minore: da una scala metrica si può passare a una scala non metrica, es.

accorpando una caratteristica in classi/gruppi. 

Direste che il vostro migliore amico è una persona testarda? scala collegativa: presenza/assenza

Direste che il vostro migliore amico è più testardo di voi? scala ordinale: confronto

Mettere in ordine di testardaggine 5 amici scaling

COME FACCIAMO A MISURARE LE VARIABILI PSICOLOGICHE?

Come fate a dire che il vostro amico è testardo?

È fondamentale l’importanza della definizione di costrutto = variabile psicologica.

OPERAZIONALIZZAZIONE 

Tradurre le definizioni dei costrutti in comportamenti concetto chiava della psicologia. Senza

operazionalizzazione non si possono proporre le ipotesi di ricerca.

 

Costrutto ipotetico (non direttamente osservabile) operazionalizzazione sistema relazionale

empirico (SE) sistema relazionale numerico (SN):

regola

connettere il sistema relazionale empirico con il sistema relazionale numerico, ovvero mettere una

scala a intervalli equivalenti che dica in che misura il costrutto appartiene alla persona

Problema: come si può misurare la leadership? Si misura attraverso il comportamento specifico

osservabili da tutti. Le osservazioni devono essere rese oggettive, altrimenti un’osservazione

resta troppo ancora all’osservatore e alle sue osservazioni soggettive.

Costrutto teorico (non osservato) Cosa vuol dire avere carisma?

LEADERSHIP

Le persone fanno quello che il

soggetto dice Il soggetto ha carisma

Si siede a capotavola al tavolo Il soggetto è convincente

delle riunioni

Osservabili da tutti Cosa vuol dire essere

convincente?

DOMINIO DI CONTENUTO

All’interno dell’universo dei comportamenti degli individui, definire tutti i comportamenti che, in

base alla definizione del costrutto, permettono di individuarne la presenza negli individui.

Gli stessi indicatori osservabili possono riferirsi a più di un costrutto: questo è un problema in

psicologia perché si potrebbero fare grossi errori. Per questo, per definire statisticamente un

costrutto mediante indicatori, ne occorrono almeno tre che tendano a essere osservati

contemporaneamente che danno una convergenza netta verso un costrutto piuttosto che un altro,

andando a prendere contenuti propri del costrutto da osservabile.

Costrutto teorico (non Costrutto teorico (non

osservato) DISLESSIA osservato) PIGRIZIA

Scorretta ortografia

MODELLI DI MISURAZIONE

In psicologia possiamo ragionare con due tipologia di modelli a indicatori

- riflessivi = causa le frecce dal costrutto vanno verso gli indicatori: gli indicatori riflettono

esattamente ed esaustivamente quel costrutto

- formativi = effetto le frecce dagli indicatori vanno verso il costrutto: il costrutto è

formato esattamente e assolutamente da quegli indicatori

Se un modello viene letto con il primo o il secondo modello c’è differenza, dal momento che se nel

primo modello elimino un elemento si è comunque in grado di studiare un costrutto, nel secondo

invece quel costrutto non può più essere studiato e si rischia di andare a studiare degli aspetti

psicologici diversi da quelli del costrutto. In psicologia si lavora quasi sempre con modelli di tipo

riflessivo, ovvero su costrutti psicologici.

Il modello riflessivo, così come tutti i modelli statistici e psicometrici, ha una sua formalizzazione

matematica secondo cui per poter arrivare a misurare un costrutto bisogna inserire una serie di

elementi in un’equazione in cui c’è

- un punteggio della variabile osservata

- una correlazione tra la variabile osservata e il fattore che si sta misurando

- un fattore specifico che riguarda o uno specifico test o uno specifico individuo

FORMALIZZAZIONE MATEMATICA

Charles Spearman (1904). I punteggi che provengono da un set di test di abilità possono essere

ricondotti a un unico fattore generale intelligenza.

SCALE DI MISURA

Le variabili differiscono in base a “quanto bene” possono essere misurate, ossia quanta

informazione misurabile la loro scala può fornire. Esistono quattro scale

- nominali

- ordinali

- intervalli equivalenti 

- rapporti equivalenti stiamo lavorando su variabili metriche

Questo è importante nel momento in cui si applicano le statistica poiché conducono il ricercatore a

continuare la ricerca su una via piuttosto che su un’altra; nonostante ciò, in psicologia non ci sono

verità assolute. 12 ottobre 2016

Ogni scala possiede le caratteristiche di quella che la precede, quindi è possibile abbassare il

livello della scala di misura: è possibile trasformare una scala a intervalli in una scala nomina, ma

non viceversa. La scala di misura utilizzata per la variabile dipende dalla definizione operativa della

variabile e dal suo uso all’interno della ricerca.

 scala nominale: si hanno delle etichette; se si hanno dei punteggi che si possono sommare,

la scala non è nominale scala nominale dicotomica: attitudine inferiore vs. superiore

 scala ordinale: attitudine bassa/medio/alto

 scala a intervalli: caratteristica psicologica a quantificazione arbitraria; il punteggio non

corrisponde a una “quantità vera”, lo zero è arbitrario non significa assenza di attitudine.

Ne è indice il fatto che cambiano i punteggi, anch’essi arbitrari, le quantità si modificano e

lo zero si sposta

 scala a rapporti: presenza dello zero assoluto

Una caratteristica psicologica qualitativa può essere quantificata (es. possiamo quantificare un

certo costrutto in base al numero di comportamenti che il soggetto manifesta es. aggressività –

bassa/media/alta = scala ordinale; numero di comportamenti aggressivi = scala a rapporti).

ESERICIZIO. Data la variabile reddito (stipendio mensile in euro) indicare la scala di misure e le

possibile ricodifiche della stessa variabile su scala diverse è una scala a rapporti. Per

ricodificarla in altre scale possiamo dividere la scala in

- reddito basso/medio/alto = scala ordinale

- reddito superiore vs. inferiore a reddito x = scala nominale dicotomica

ESERCIZIO. Data la variabile attitudine verso la matematica, misurata attraverso un test

attitudinale che assegna un punto per ogni risposta corretta, zero punti per ogni risposta non data

e meno un punto per ogni risposta scorretta. Indicare la scala di misure e le possibile ricodifiche

della stessa variabile su scala diverse è una scala a intervalli perché caratteristica psicologica a

quantificazione arbitraria. Per ricodificarla in altre scale possiamo dividere la scala in

- fascia bassa/media/alta = scala ordinale

- superiore vs. inferiore all’attitudine x = scala nominale dicotomica

TIPI DI VARIABILI

Ogni variabile ha un ruolo all’interno dell’osservazione o della ricerca che si sta seguendo

- variabile indipendente manipolata dallo sperimentatore o dall’osservatore o è già

presente nel campione

- variabile dipendente misurata dal campione e varia al variare della variabile

indipendente a seconda delle condizioni che lo sperimentatore ha proposto

ESEMPIO. 30 adolescenti vengono convocati per un test di memoria. A 15 viene detto che si tratta

di un compito difficile, agli altri 15 non è data alcuna indicazione (scala di misura nominale

dicotomica: indicazione/non indicazione)

- variabile indipendente informazioni sulla difficoltà della prova (manipolata)

- variabile dipendente punteggio prova di memoria

ESEMPIO. Vengono selezionati 15 soggetti con problemi scolastici gravi e 15 con problemi

scolastici lievi e si sottopongono a un test di lettura (scala di misura nominale dicotomica:

base/lieve) 

- variabile indipendente gravità del problema (non manipolata perché già presente

nel test; i gruppi si selezionano a partire da una condizione già presente)

- variabile dipendente punteggio test di lettura

ESEMPIO. A un gruppo di 30 bambini di 10 anni viene presentata una prova di scrittura vengono

dettate 25 parole e si valutano gli errori commessi (scala a rapporti discreta) e i tempi impiegati

(scala a rapporti continua) nello scrivere ciascuna parola. Indicare le variabili oggetti di studio e le

loro caratteristiche 

- variabile indipendente parole dettate

- variabile dipendente tempi ed errori dei bambini

ESEMPIO. È stata condotta la seguente ricerca.

FASE A: attraverso un’intervista è stato chiesto a persone appartenenti a tre distinte fasce di età

(adolescenti, giovani, adulti) di esprimere un parere su una scala da 1 a 5 punti (da contrario a

favorevole) sull’abolizione del servizio di leva obbligatorio

- variabile indipendente fascia di età (non manipolata, scala ordinale; categorie

ordinata cronologicamente)

- variabile dipendente punteggio assegnato, l’opinione dei soggetti da 1 a 5 (scala

ordinale, le differenze su una scala di questo tipo non sono quantitative ma qualitative.

Le scale likert sono scale ordinali)

FASE B: in base alla loro risposta gli intervistati sono stati suddivisi in due gruppi (contrari e

favorevoli) ed è stato chiesto a entrambi di compilare un test sull’autoritarismo (punteggio da -60

a +60) 

- variabile indipendente opinione (contrario vs. favorevole; variabile non manipolata;

scala nominale dicotomica; due sole categorie)

- variabile dipendente autoritarismo (test da -60 a +60; scala a intervalli; caratteristica

psicologica quantificata)

FASE C: gli stessi soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: al primo sono stati illustrati i vantaggi

dell’abolizione del servizio di leva, al secondo sono state date delle informazioni neutre.

Successivamente è stato chiesto di esprimere di nuovo un parere sulla scala da 1 a 5 (da contrario

a favorevole) sull’abolizione del servizio di leva obbligatorio

- variabile indipendente informazioni (specifiche vs. neutre; trattamento

sperimentale; scala nominale dicotomica)

- variabile dipendente opinione (da contrario a favorevole; scala ordinale)

ESEMPIO. A un gruppo di neo-mamme viene chiesto di poter studiare il sonno dei loro bambini (si

misura il tempo trascorso dormendo). I bambini vengono suddivisi in tre gruppi: pre-termine, nati

a termine, nati a termini con problemi di parto

- variabile indipendente caratteristica nascita; variabile non manipolata; scala

nominale 

- variabile dipendente ore del sonno; scala a rapporti continui, quantificazione con

uno zero reale, non sono definiti i valori negativi

ESEMPIO. A 60 soggetti anziani che hanno recentemente vissuto situazioni di grave stress viene

somministrato un test sulla depressione (da -10 a 10); lo stesso test viene somministrato a un

gruppo di anziani, avente la stessa età media, che non sono stati toccati da eventi stressanti

- variabile indipendente stress; non manipolata

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/05 Statistica sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria_1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Caso Letizia.
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