Statistica II. Prof. Lucenteforte.
Lezione 1 (online).
Per statistica medica si intende la statistica applicata alla medicina. Bisogna
raccogliere le evidenze scientifiche (ricerca) ed interpretarle criticamente /(valutare)
per:
1. Trattare e prevenire le malattie.
2. Promuovere la salute
lo strumento essenziale per raccogliere, analizzare e valutare i dati
La statistica è
numerici. Ultimamente c’è un aumento esponenziale delle evidenze scientifiche. In
giro ci sono tantissime evidenze scientifiche e orientarsi all’interno di queste
informazioni è molto difficile. La statistica è una branca della matematica ma è anche
vero che è possibile capire la statistica senza ricorrere alla matematica. I calcoli non
vengono fatti a mano quindi è inutile imparare a memoria le formule: basta capire
perché applicare quella formula!
Studi epidemiologici.
Epidemiologia: deriva dal greco e significa studio sulla popolazione. Gli studi
epidemiologici si dividono in:
- Osservazionale: quando il fattore in studio viene osservato dal ricercatore:
1. Studi descrittivi: studiano la distribuzione.
2. Studi analitici: studiano le cause.
- Sperimentale: quando il fattore in studio viene assegnato dal ricercatore
(studi clinici).
Lo scopo è quello di stabilire se un nuovo trattamento sia efficace o meno, questo è
possibile farlo in molti modi:
Approccio 1:
1. possiamo confrontare i risultati ottenuti con il trattamento con la
predizione dell’esito nei pazienti trattati. Il problema è che una predizione è
spesso impossibile (remissione spontanea, effetto placebo, regressione verso la
media). La soluzione per questo tipo di approccio è un gruppo di controllo con il
quale è possibile confrontare il gruppo sperimentale.
Approccio 2:
2. possiamo confrontare i risultati ottenuti con il trattamento
sperimentale su nuovi pazienti coi registri dei risultati ottenuti precedentemente
con il trattamento di controllo (controllo storico). Il problema è che le
popolazioni potrebbero essere non confrontabili.
Approccio 3:
3. possiamo confrontare i risultati ottenuti con il trattamento
sperimentale con quelli ottenuti con un altro trattamento (standard) su pazienti
di ospedali diversi o di altri prepararti. Anche qua possiamo avere un problema,
le popolazioni potrebbero non essere confrontabili (differenze tra pazienti
dovute alle zone di arruolamento, operatori diversi che somministrano il
Approccio 3b:
trattamento). Possiamo chiedere ai pazienti di offrirsi come
volontari per il trattamento sperimentale e somministrare a coloro che non si
offrono volontari il trattamento standard. Il problema è che i volontari
potrebbero essere diversi da quelli che rifiutano.
Approccio 4:
4. possiamo allocare i pazienti al trattamento sperimentale oppure a
quello di controllo e osservare i risultati. Problema: l’allocazione può influenzare
enormemente il risultato. L’allocazione deve essere casuale.
RCT (studio clinico randomizzato)Permettono di valutare l'efficacia di uno
specifico trattamento in una determinata popolazione. Con il termine trattamento si
intendono convenzionalmente non solo le terapie, ma tutti gli interventi (diagnostici, di
screening, di educazione sanitaria) o anche l'assenza di intervento.
Sperimentali(trial): Lo sperimentatore recluta una popolazione (campione della
popolazione generale) e assegna parte di questa ad un trattamento e la restante parte
ad un altro trattamento. Successivamente si verificano gli effetti (esiti) del trattamento
confrontando le due popolazioni.
Controllati(controlled): i soggetti coinvolti nello studio sono suddivisi in due gruppi:
il gruppo o braccio sperimentale che riceve il trattamento, e il gruppo o braccio di
controllo che riceve un diverso trattamento. Randomizzati(randomized):
l'assegnazione del trattamento ai soggetti deve avvenire con un metodo casuale
(random).
In generale uno studio clinico randomizzato dovrebbe arrivare a conclusioni corrette
per gli individui che compongono il campione e generalizzabili alla popolazione. Un
buon RCT dovrebbe avere un’elevata validità interna e esterna.
misura quanto i risultati di uno studio sono accurati per il
Validità interna
campione di individui che sono stati studiati. Viene detta "interna" in quanto si
applica alle condizioni del particolare gruppo di individui studiati, e non
necessariamente agli altri. Dipende sia da violazioni sistematiche che causali ed è
una condizione necessaria ma non sufficiente perché uno studio sia utile. La validità
interna dipenda da:
- Randomizzazione: La randomizzazione (assegnazione casuale del
trattamento) ha senso se il metodo viene applicato correttamente e se lo
sperimentatore NON può prevedere il trattamento assegnato a ciascun
paziente. La generazione delle liste di randomizzazione deve avvenire
attraverso un processo realmente random. Il miglior metodo è quello di
randomizzazione centralizzata (diverse modalità) lontana dalla possibile
interferenza dello sperimentatore (liste generate tramite computer o tavole
numeri casuali); altri metodi (meno validi) incluso quello delle buste opache e
sigillate o altri metodi che non escludono comunque la possibile interferenza
dello sperimentatore.
- Modalità di intervento in cieco o in aperto: Il metodo di mascheramento
(singolo cieco) (doppio cieco)
consiste nel nascondere al paziente e/o al medico
a quale tipo di trattamento è stato assegnato il paziente. Razionale: il paziente
potrebbe essere influenzato dal sapere quale trattamento ha ricevuto, ma
anche i medici potrebbero valutare diversamente la condizione del paziente,
sapendo quale trattamento ha ricevuto. Oppure evitare al paziente un
trattamento da cui ritengano che il paziente stesso non possa trarre benefici. La
possibilità di mantenere la “cecità” dipende dal tipo di trattamento.
- Scelta dell’end point: gli end point possono essere:
esiti clinicamente importanti: ad esempio mortalità-totale o causa-specifica,
eventi non fatali, morbidità.
esiti secondari (end-point “surrogati”): ad esempio abbassamento pressione
arteriosa, abbassamento colesterolemia, etc.
qualità della vita (problema della validazione degli strumenti/questionari).
esiti “indiretti”: ad esempio utilizzo dei servizi sanitari.
Gli end-point vengono detti hard: se determinati in modo inequivocabile ed
oggettivo (mortalità, diagnosi di malattia, n°giorni di ricovero, etc) e soft: se
determinazione meno sicura (es. miglioramento-peggioramento della qualità di
vita, dolore, sintomi vari, etc). intention to treat:
- Modalità di analisi dei dati: può essere di due tipi 1. i
pazienti vengono valutati in base ai gruppi ai quali erano stati originariamente
assegnati (randomizzati). È infatti possibile che alcuni pazienti ammessi allo
studio e assegnati ad uno dei trattamenti manifestino sintomi o condizioni tali
da ritenere necessari la sospensione o il cambio del trattamento (aggravamento
della malattia, intollerabilità o tossicità del farmaco). Anche le informazioni
riguardanti chi non ha seguito il protocollo, o chi si è ritirato dallo studio, devono
essere comprese nell’analisi finale dei dati. Se il paziente non segue il
trattamento assegnatogli, la analisi intention to treat permettono di valutare
l’efficacia del trattamento nelle condizioni reali (nelle quali il paziente potrebbe
Per Protocol:
anche non aderire al trattamento che gli è stato assegnato) 2. in
cui si valuta invece l’efficacia del trattamento in condizioni ideali di compliance.
In pratica: un trattamento potrebbe essere molto efficacie, ma produrre anche
un elevato numero di abbandoni a causa degli effetti collaterali. L’analisi
intention to treat permette di rilevare e quantificare questo aspetto (che invece
non emergerebbe nell’analisi per protocol), ridimensionando l’efficacia
complessiva e l’applicabilità del trattamento.
- numerosità campionaria: la determinazione della numerosità campionaria è
quel processo statistico che permette di valutare quanti soggetti sono necessari
per dimostrare un’ipotesi fissata a priori. Da esse dipende: la corretta
suddivisione dei fattori di perturbazione e la precisione delle stime dell’effetto
del fattore. misura il grado di verità dell’assunto secondo cui gli individui
Validità esterna:
studiati con il campione sono “uguali” a quelli della popolazione cui si è selezionato il
campione . Viene detta “esterna” in quanto è il grado di generalizzabilità delle
conclusioni tratte da uno studio. Elementi che influiscono sulla validità esterna:
esempio:
- Popolazione in studio: lo studio “physicians health study” è uno
studio clinico controllato e randomizzato sull’efficacia dell’aspirina nel prevenire
l’infarto fatale al miocardio. È possibile generalizzare i risultati dello studio
(efficacia clinica in condizioni ideali) alla pratica clinica quotidiana? Nella
popolazione si ha: medici, maschi, giovani, attenti alla prevenzione, senza
patologie di rilievo, bassa prevalenza di fattori di rischio, meticolosi
nell’assumere il farmaco per diversi anni. Nella popolazione in cui si vorrebbe
generalizzare i risultati si hanno pazienti “reali”: non selezionati, con co-
morbilità, con problemi di compliance e di continuità del trattamento. I risultati
di uno studio possono non essere generalizzabili alla popolazione che si vuole
studiare perché abbiamo studiato un campione di soggetti molto selezionati.
- Scelta del gruppo di controllo: Il controllo può essere sottoposto a 1.
migliore trattamento possibile, 2. altro trattamento disponibile, 3. placebo e 4.
Placebo
nessun trattamento. è ogni procedura deliberatamente attuata per
ottenere un effetto o che, anche senza che se ne abbia nozione, svolge
un’azione sul paziente o sul sintomo o sulla malattia, ma che oggettivamente è
priva di ogni attività specifica nei confronti della condizione oggetto di
trattamento. Alcuni sostengono che il placebo è un fondamentale termine di
riferimento, soprattutto quando manca un chiaro “gold standard”. Possono
tuttavia esserci dubbi sulla eticità del trattamento con placebo quando esiste un
trattamento di dimostrata efficacia. Nuovo trattamento: basta che sia meglio di
niente (FDA) o deve essere melio dei trattamenti disponibili? L’uso del placebo
non è etico quando: esiste un valido trattamento, nel corso dello studio, si ha
notizia di un valido trattamento (lo studio va interrotto), è invasivo e doloroso
(iniezioni di sostanze inerte) e quando il paziente non ne è informato.
- Interpretazione dei risultati (significatività statistica vs rilevanza clinica): un
risultato statisticamente significativo è sempre rilevante dal punto di vista
clinico? es: per concludere che un farmaco antidepressivo è efficace, è
sufficiente che abbassi la pressione arteriosa? Spesso faccio uno studio che è
perfetto ma di questo studio non me ne faccio niente perché quello che ho
dimostrato non va a influenzare un out-come clinico importate. Un risultato di
efficacia farmacologica è sempre rilevante dal punto di vista clinico?
- Numerosità campionaria: la determinazione della numerosità campionaria è
quel processo statistico che permette di valutare quanti soggetti sono necessari
per dimostrare un’ipotesi fissata a priori. Da esse dipende: la corretta
suddivisione dei fattori di perturbazione e la precisione delle stime dell’effetto
del fattore.
I soggetti appartenenti al gruppo di controllo dovrebbero essere trattati nello stesso
luogo, nello stesso momento, nelle stesse condizioni. Devono differire solo per il
trattamento oggetto di studio e devono essere adatti a ricevere entrambi i trattamenti.
L’allocazione casuale viene fatta in modo da ottenere gruppi confrontabili. Deve
essere indipendente dalle caratteristiche dei soggetti. L’uso dei numeri casuali aiuta a
prevenire potenziali distorsioni nell’allocazione.
Le cause di malattia Vogliamo determinare le cause di una malattia. Siamo in un
ambito in cui gli studi sperimentali sono spesso non possibili e non etici. Es. fumo di
sigaretta e tumore del polmone. Possiamo osservare ovvero condurre uno studio
osservazionale.
Studi descrittivi.
Descrizioni spontanee, aneddotiche e non pianificate di uno o più paziente in merito
alle manifestazioni, al decorso clinico o alla prognosi di una condizione.
- Case report osservazione di un paziente.
- Case series osservazione di una serie di paziente.
studiano la frequenza di un evento in una popolazione
1. Studi ecologici: . (evento=
decesso o malattia. Misura della frequenza: insorgenza o presenza).
2. Studi di mortalità, incidenza, prevalenza possono anche confrontare più
popolazioni.
Utilità degli studi descrittivi:
- Quando le conoscenze sul fenomeno sono scarse o contradditorie.
- Nelle situazioni in cui l’esplosione di interesse abbia bassa variabilità entro
popolazione e alta variabilità tra popolazione (es. qualità dell’acqua).
- Quando la variabile di esposizione sia impossibile da misurare a livello
individuale (es. inquinamento atmosferico).
- In quelle situazioni in cui dopo aver individuato una forte relazione a livello
individuale si vuole valutare questo legame a livello di popolazione per
confermare il suo impatto sulla sanità pubblica.
Vantaggi: certezza dell’evento (registi di mortalità, delle malattie etc.), disponibilità
dell’informazione, continuità della rilevazione, sistematicità della rivelazione,
disponibilità di studi sulla qualità dell’informazione.
Limiti: non consentono di misurare la frequenza di malattie non registrate, non
informano sul rischio individuale, soggetti a distorsione da aggregazione (fallacia
ecologica).
Studi analitici. Selezione dei soggetti in base al fattore in studio
1. Studi trasversali: (ad esempio i
e dell’evento
trattati e non trattati con una certa terapia) (ad esempio i malati e
non malati). selezione degli individui in funzione della presenza o meno
2. Studi caso-controllo:
dell’evento di interesse e nella
(ad esempio una malattia o un effetto avverso)
loro an
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