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Lezione 1

Introduzione alla statistica economica

La statistica economica è una disciplina di natura applicativa concernente la misurazione di fenomeni economici. Gli obiettivi e i compiti che essa si prefigge sono:

  • Analizzare i comportamenti degli operatori economici;
  • Effettuare previsioni sulla dinamica degli aggregati economici;
  • Prendere decisioni di politica economica ed aziendale;
  • Valutare pro e contro di investimenti alternativi.

Per reperire le informazioni statistiche è necessario conoscere bene le fonti statistiche, comprendere il contenuto dell'informazione e valutarne la qualità. Sono molto importanti le definizioni di alcuni strumenti:

  • Fenomeno collettivo: fenomeno il cui studio richiede l'osservazione di un insieme di manifestazioni individuali;
  • Popolazione statistica: insieme di unità statistiche omogenee rispetto ad una o più caratteristiche;
  • Unità statistica: unità elementare su cui vengono osservati i caratteri oggetti di studio;
  • Carattere: aspetto della realtà che si manifesta ai nostri sensi ed è quindi oggetto di esperienza;
  • Modalità: modo di presentarsi del carattere.

I metadati sono dati che descrivono e definiscono altri dati. Hanno tre principali finalità: quella di fornire la definizione delle unità di analisi e dei caratteri osservati, quella di specificare la classificazione adottata e quella di descrivere la metodologia impiegata.

Le statistiche economiche sono riassunti di dati che descrivono le grandezze economiche. Esse rispondono alla domanda di informazioni economiche e soddisfano le esigenze di diversi soggetti: politici, amministratori, sindacati, organismi di rappresentanza, imprenditori, dirigenti, associazioni di consumatori, famiglie e singole persone.

Tipologie di statistiche economiche

Le statistiche economiche si possono distinguere in:

  • Statistiche economiche in senso stretto: sono informazioni che in maniera univoca soddisfano esigenze conoscitive a fini di un'analisi economica;
  • Altre statistiche economiche: sono informazioni orientate alla descrizione di fenomeni collettivi ma che contengono allo stesso tempo dati utili per analizzare fenomeni economici. Ad esempio, interessano, la popolazione, la società, il lavoro, la sanità, ecc.

Le fonti statistiche di dati di natura economica sono raggruppabili in:

  • Le statistiche economiche ufficiali;
  • I dati sistematici di fonti ritenute autorevoli;
  • I dati prodotti da altri soggetti.

Qualità delle informazioni statistiche

Si definisce qualità di un prodotto il possesso della totalità delle caratteristiche che portano al soddisfacimento delle esigenze esplicite o implicite dell'utente. Le dimensioni della qualità delle informazioni statistiche sono definite da diversi parametri, secondo il profilo EUROSTAT:

  • Rilevanza: capacità dell'informazione di soddisfare le esigenze conoscitive degli utenti;
  • Confrontabilità: possibilità di paragonare nel tempo e nello spazio le caratteristiche riguardanti il fenomeno considerato;
  • Accuratezza: grado di corrispondenza fra la stima ottenuta dall'indagine e il reale, ma ignoto, valore della caratteristica in oggetto nella popolazione-obiettivo;
  • Coerenza: possibilità di combinare le inferenze semplici in induzioni più complesse, per statistiche derivanti da una sola fonte; quando si tratta di informazioni estratte da diverse fonti, esse saranno coerenti se basate su definizioni, classificazioni e standard metodologici comuni;
  • Tempestività: intervallo di tempo intercorrente fra il momento della diffusione dell'informazione prodotta e l'epoca di riferimento della stessa;
  • Completezza: caratteristica trasversale ai singoli processi consistente nella capacità di questi di integrarsi per fornire un soddisfacente quadro informativo del campo di osservazione;
  • Accessibilità: facilità per l'utente di reperire, acquisire e comprendere l'informazione.

A cui si aggiungono secondo le linee guida dell'ISTAT:

  • Credibilità: livello di fiducia che gli utilizzatori ripongono nel soggetto che l'ha prodotta;
  • Tutela della riservatezza: garanzia dell'anonimato per ciascuno dei soggetti che hanno fornito informazioni utili alla conduzione dell'indagine.

Produzione d'informazione statistica

La produzione d'informazione statistica si divide in due fasi:

  • Osservazione e rilevazione dei dati;
  • Origine delle informazioni:
    • Indagini statistiche;
    • Archivi amministrativi;
    • Elaborazioni;
    • Sistemi informativi statistici.

L'organizzazione della Produzione Statistica Internazionale è formata da: ONU, FMI, Banca Mondiale, OCSE, FAO e EUROSTAT. Il sistema delle Statistiche Ufficiali in Italia è rappresentato da: ISTAT, Enti ed Organismi Pubblici (ISAE, ISFOL, INEA) e Uffici di Statistica (Amministrazioni Centrali dello Stato, Amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali).

In Italia alcuni dati sono prodotti da organismi pubblici, altri da istituti di ricerca privati, alcuni sono basati su solide rilevazioni condotte su migliaia di casi e con metodologie statistiche consolidate, altri provengono da sondaggi d'opinione svolte su poche centinaia di individui. Inoltre per alcune fonti sono disponibili dettagliate informazioni sulle metodologie statistiche adottate, mentre per altre la documentazione è scarsa o inesistente. Le differenze non sono sempre colte dall'utente. I dati vengono proposti al pubblico indipendentemente dalla loro qualità o affidabilità.

Le informazioni di potenziale interesse sono tantissime. Alcuni principali argomenti sono la contabilità macroeconomica, le caratteristiche strutturali del sistema produttivo, i risultati economici delle imprese, i dati sul mercato del lavoro e il consumo delle famiglie. Per ogni tema viene illustrata la fonte principale, il dettaglio territoriale e la cadenza temporale.

Sistema di misurazione delle statistiche economiche

Il sistema di misurazione delle statistiche economiche è basato su un insieme di concetti, definizioni ampiamente condivisi a livello internazionale (System of National Accounts – SNA). Il manuale di contabilità nazionale al quale si attiene l'Istat è il Sistema Europeo dei Conti Nazionali e Regionali (SEC95). Esso è un sistema integrato di conti di flussi e di conti patrimoniali definiti per l'intera economia e per raggruppamenti di operatori economici (settori istituzionali) e permette una descrizione quantitativa completa e comparabile dell'economia dei paesi membri dell'Unione Europea.

I conti nazionali di un Paese forniscono una rappresentazione quantitativa dell'attività economica complessiva di un Paese in un determinato periodo di tempo. Ciascun conto ha l'obiettivo di registrare i flussi monetari che caratterizzano uno specifico momento del processo economico riconducibili in quattro fasi fondamentali:

  • Fase di produzione;
  • Fase di distribuzione e re-distribuzione del reddito;
  • Fase del consumo;
  • Fase di accumulazione.

L'aggregato cardine dell'intero sistema è il PIL che equivale alla somma del valore aggiunto generato da tutte le unità produttive del Paese, cui viene aggiunto l'ammontare complessivo delle imposte dirette (al netto dei contributi) sulla produzione e sulle importazioni pagate dalle unità produttive nel loro complesso. Il PIL include anche il valore dei beni e servizi prodotti in modo parzialmente o completamente invisibile alle autorità amministrative e fiscali (economia sommersa).

Il significato di "lordo" in contabilità nazionale significa che sono inclusi gli ammortamenti (cioè il consumo di capitale fisso). Ne segue che per misurare la crescita effettiva di un Paese in termini di nuove risorse prodotte è opportuno utilizzare il Prodotto Interno Netto (PIN).

Definizioni importanti

Definiamo:

  • Impresa: organizzazione di una attività economica esercitata con carattere professionale al fine della produzione e scambio di beni e servizi;
  • Unità locale: impianto situato in un dato luogo in cui viene effettuata la produzione o la distribuzione;
  • Addetto: persona occupata in un'unità giuridico-economica (impresa, istituzione), con una posizione di lavoro indipendente o dipendente (a tempo pieno, a tempo parziale o con contratto di formazione lavoro), anche se temporaneamente assente (per servizio, ferie, malattia, sospensione dal lavoro, cassa integrazione guadagni, ecc.).

La classificazione delle attività economiche ATECO (ATtività ECOnomiche) è una tipologia di classificazione adottata dall'Istituto Nazionale di Statistica italiano (ISTAT) per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico. Ne riportiamo una parte della classificazione del 1° gennaio 2008:

  • A. Agricoltura, Silvicoltura e Pesca;
  • B. Estrazione di Minerali da Cave e Miniere;
  • C. Attività Manifatturiere;
  • D. Fornitura di Energia Elettrica, Gas, Vapore e Aria Condizionata;
  • E. Fornitura di Acqua; Reti Fognarie, Attività di Gestione dei Rifiuti e Risanamento;
  • F. Costruzioni.

La classificazione è predisposta dall'ISTAT e raggruppa le unità di attività economica che producono beni simili, utilizzando processi tecnologici analoghi. Attualmente è in vigore la versione Ateco 2007 raccordata con le classificazioni dirette a tutti i paesi del mondo (ONU) e ai paesi europei (EUROSTAT). Le attività economiche sono raggruppate in modo gerarchico in sezioni, divisioni, gruppi, classi, categorie, sottocategorie per un totale di 1224 tipologie.

Le fonti sulle caratteristiche strutturali delle imprese vengono raccolte sotto il profilo settoriale, dimensionale e territoriale dell'impresa. Abbiamo il Censimento dell'Industria e dei Servizi (CIS), che ha come scopo quello di fornire informazioni sulla consistenza numerica, sulla dimensione e sulla distribuzione territoriale delle imprese. L'Archivio delle imprese attive e delle unità locali (ASIA), invece, deriva dall'integrazione di diverse fonti amministrative e supera in buona parte il limite di tempestività dei CIS (è aggiornato annualmente). Esso rileva anche data di nascita e cessazione dell'impresa.

Le indagini condotte dall'ISTAT sono di due tipi: quella campionaria sulle PMI e quella totale sulle imprese con almeno 100 addetti. Entrambe rilevano dati sul conto economico dell'impresa, sull'occupazione, sul costo del personale e sugli investimenti. Sono possibili confronti con dati riferiti alla stessa classe dimensionale e allo stesso settore, mentre sotto l'aspetto territoriale ci si ferma alle grandi ripartizioni geografiche. I limiti di tempestività e di cadenza, non consentono di cogliere movimenti di breve periodo (indicatori congiunturali).

Le banche dati sui bilanci aziendali sono ottenute rielaborando dati di origine amministrativa trattati dai bilanci delle singole società di capitali italiane. Il contenuto quindi ricalca quello del bilancio. Le principali banche dati sono quelle fornite dalla Cerved B.I. e dalla Centrale dei bilanci. Si tratta di dati individuali e i confronti sono più mirati rispetto alle indagini ISTAT, inoltre le informazioni sono più tempestive e quindi soddisfano in modo più adeguato le esigenze conoscitive.

Nel contesto della statistica ufficiale la fonte di riferimento è l'Indagine sui consumi delle famiglie italiane svolta dall'ISTAT. Le statistiche del lavoro consentono di conoscere gli aspetti più analitici del fattore lavoro: non solo il livello globale della forza lavoro ma anche i principali indicatori relativi al mercato del lavoro (tasso di occupazione, tasso di disoccupazione e tasso di attività).

La produzione di statistiche economiche è rivolta a soddisfare la domanda degli utilizzatori che sono interessati all'analisi del livello delle variabili economiche, ad esempio per valutare la struttura del sistema nel suo complesso, all'analisi della dinamica temporale delle variabili economiche, ad esempio per studiare lo sviluppo del sistema economico nel tempo, e all'analisi dello stato di salute di un sistema economico, ad esempio si fa riferimento al livello e all'andamento del PIL ai prezzi di mercato. Si parla in questo caso di operazioni statistiche elementari.

Processo economico

Per processo economico si intende l'insieme delle attività attraverso cui vengono prodotti, distribuiti ed utilizzati beni e servizi destinati al soddisfacimento dei bisogni umani. Una caratteristica fondamentale del processo economico è che esso comporta relazioni tra soggetti diversi. Perciò per soggetto od operatore economico si intende un individuo dotato di personalità fisica e giuridica, il quale svolge un qualsiasi ruolo attivo all'interno di un processo economico, come il consumatore, l'impresa, il lavoratore, ecc.

L'insieme dei soggetti appartenenti ad un certo territorio (regione, Paese, ecc.) e delle modalità con le quali essi interagiscono tra di loro e con altri soggetti non appartenenti a quel territorio si definisce sistema economico, che è caratterizzato non solo dai fattori fisici o tecnologici che ne possono determinare l'orientamento produttivo, ma anche dai fattori culturali e istituzionali che ne regolano il funzionamento. Un sistema economico è tipicamente delimitato in termini territoriali. Per territorio economico si intende l'area entro la quale operano e sviluppano i loro interessi le unità ivi residenti (si identificano sistemi economici sovranazionali, nazionali, regionali e locali). Il concetto di territorio è fondamentale in statistica per poter determinare i soggetti residenti e non.

Le unità istituzionali vengono aggregate in:

  • Famiglie, che svolgono tre funzioni principali: consumare i beni e servizi prodotti da altri settori istituzionali, produrre beni e servizi destinabili alla vendita, accumulare attività reali e finanziarie;
  • Imprese, che producono beni e servizi destinabili alla vendita con la finalità di conseguire utili ed accumulano attività reali e finanziarie;
  • Amministrazioni pubbliche, che producono prevalentemente servizi non destinabili alla vendita, ridistribuiscono il reddito e la ricchezza tra gli operatori, consumano beni e servizi ed accumulano attività reali e finanziarie;
  • Resto del mondo, che è formato dall'aggregazione delle unità non residenti nel territorio considerato.

Lezione 2

Sintesi dei valori numerici dei fenomeni

Nasce la necessità di esprimere in sintesi i valori numerici di fenomeni più o meno complessi:

  • Rapporti statistici;
  • Indici;
  • Tassi;
  • Coefficienti.

Per rapporto statistico si intende un quoziente tra due termini tali che esista un legame logico ben definito. Possono essere di tre tipi: relazione di parte al tutto; relazione del contenuto a contenente; relazione di effetto a causa.

I rapporti di composizione sono quozienti di parte al tutto (moltiplicando per 100, si esprimono in termini percentuali); corrispondono al concetto di frequenza relativa e consentono un confronto immediato fra una modalità di un carattere e l'ammontare complessivo.

I rapporti di derivazione si ottengono dividendo l'intensità (o frequenza) di un fenomeno per l'intensità (o frequenza) di un altro fenomeno che ne costituisce il presupposto logico o l'antecedente. Si ottengono quindi rapportando l'ammontare di un collettivo di movimento o di flusso (la rilevazione si riferisce ad un intervallo di tempo) e l'ammontare di un collettivo di stato (la rilevazione si riferisce ad un particolare istante di tempo). Rientrano in questa categoria i "quozienti demografici" (nuzialità, natalità, mortalità, ecc.) ed i "quozienti di imprenditorialità".

I numeri indici sono basati su rapporti e forniscono variazioni relative, inoltre sono sempre positivi (sia il numeratore che il denominatore) e sono numeri puri, ossia indipendenti dall'unità di misura in cui sono espresse le grandezze considerate. Essi sono utilizzati nell'analisi macroeconomica in cui è determinante l'osservazione della dinamica temporale dei fenomeni.

Il numero indice semplice è ottenuto rapportando due valori differenti di uno stesso fenomeno in due circostanze diverse. Servono per confrontare le intensità di uno stesso fenomeno in tempi e/o luoghi diversi. Esempio: prezzo del pane, della benzina, delle abitazioni, ecc. Il numero indice complesso è un particolare rapporto statistico che misura simultaneamente e sinteticamente le variazioni di due o più grandezze osservate in due situazioni.

Componenti tutte della stessa specie, invece, danno luogo ad indici sintetici (ad esempio un indice che misura le variazioni dei prezzi di una categoria di prodotti). Combinazioni di indici sintetici forniscono un indice composito (ad esempio un indice che misuri le variazioni del livello di vita di una popolazione).

Nei numeri indice a base fissa il periodo di riferimento è costante al variare del tempo con essi si esprimono le variazioni avvenute in un periodo variabile rispetto ad un periodo prefissato, detto base. Essi si ottengono dividendo il prezzo del bene in un periodo per il prezzo del bene nel periodo preso come base. Assumendo il tempo 0 come base fissa, l'indice riferito al generico periodo t (dove t = 1, 2, 3, …, n) rispetto al periodo 0 sarà:

Se il prezzo del bene nell'anno preso in considerazione è maggiore di quello dell'anno base, il numero indice è superiore a 100, viceversa se il prezzo del bene è inferiore a quello dell'anno base, il numero indice avrà valore minore di 100 e indicherà una diminuzione.

Per effettuare il passaggio da una base fissa a un'altra base fissa è sufficiente dividere ogni numero indice per il numero indice del periodo preso come nuova base e moltiplicare per 100 (Proprietà di reversibilità delle basi).

I numeri indici a base mobile (o concatenati) sono calcolati facendo riferimento al periodo immediatamente precedente, quindi esprimono le variazioni relative rispetto al periodo precedente.

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/01 Statistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matelecl di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Gonano Maria Giovanna.
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