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Esercizi sicuri: contabilità nazionale e inflazione

Primo parziale: 29 marzo

Secondo parziale: 1 giugno

La contabilità nazionale nasce dall’esigenza di definire i principi aggregati (misure) dell’economia di un Paese. SEC: sistema dei conti economici. È un sistema di informazioni statistiche per la descrizione quantitativa dell’attività economica di un paese in un dato anno attraverso un insieme di conti. Riassume le operazioni fatte dai soggetti economici, che hanno residenza economia, in un sistema di equazioni contabili.

La CN, quindi, riassume le operazioni, cioè le interazioni tra soggetti economici, attraverso un sistema di conti. Questi conti si rappresentano attraverso delle equazioni contabili, che sono dei concetti. Le operazioni producono come effetto la misurazione degli aggregati. La CN si riferisce ad un dato anno e a una specifica area. Un soggetto economico ha residenza economica in un dato paese quando questo, nel corso dell’anno, è il centro principale dei suoi interessi di scambio.

Sistema contabile semplificato

(economia chiusa, no scambi con l’estero)

  • 3 equazioni keynesiane: Y = C + I, C + S = Y, S = I
  • Esprimono stadi successivi del processo produttivo, costruite da una serie di aggregati.

3 uguaglianze:

  • Produzione finale = Spesa finale
  • Produzione finale = Reddito
  • Spesa finale = Reddito

3 vie per misurare il reddito di un paese

  • Produzione finale
  • Spesa finale
  • Reddito

Sistema contabile in economia aperta

  • M + Y = C + I + E (conto delle risorse e degli impieghi)
  • C + S = Y + R (conto del reddito), R: redditi e trasferimenti netti dall’estero.
  • I + B = S (conto della formazione del capitale), B: accreditamento o indebitamento.
  • E + R = M + B (conto delle transazioni internazionali)

Costruire un conto significa calcolare per differenza, o a saldo, un elemento aggregato partendo da altri aggregati.

Sistema CN SEC95

Insieme di regole stabilite a livello internazionale (approvate con regolamento europeo). Ha l’obiettivo di garantire la confrontabilità tra Paesi. Le regole più comuni riguardano la definizione e la delimitazione degli aggregati e la classificazione dell’attività economica.

L’economia di un Paese può essere definita in base alle branche di attività. La branca di attività è l’insieme di unità produttive (stabilimenti, uffici e reparti) che producono i medesimi beni o servizi, struttura dei costi, processo di produzione e output omogenei.

L’economia di un Paese può essere studiata per settore istituzionali (quindi singoli attori economici) o per branche di attività. Se guardo al settore istituzionale posso studiare la formazione del PIL e guardare quindi la formazione del reddito, la tendenza al risparmio e all’investimento ecc. La classificazione per branche di attività individua i settori prevalenti in un sistema economico e va a studiare la produttività di ciascun settore.

Settore istituzionale: insieme di unità istituzionali (soggetti economici) con analogo comportamento nell’esercizio della loro funzione principale, in autonomia decisionale possono acquistare o finanziare attività reali o contrarre debiti.

Sulla base di questa definizione sono stati classificati i vari settori. Le imprese vengono articolate in:

  • Tipi di beni o servizi prodotti (finanziari o non finanziari)
  • Forma e complessità organizzativa (Società, Quasi-società e Imprese familiari)

Altri settori istituzionali sono famiglie (consumatrici), le pubbliche amministrazioni e istituzioni sociali privati. Le pubbliche amministrazioni possono essere nazionali, locali, regionali (istat, cnr, camera di commercio, coni ecc.). Le famiglie hanno un duplice ruolo: produttrici (impresa familiare) e consumatrici. Il settore delle istituzioni sociali private ha un particolare, in quanto il reddito di queste istituzioni si forma per base volontaria. Includono le associazioni, le fondazioni, i sindacati, i partiti e gli istituti religiosi. Ciò che accomuna tutti questi settori istituzionali è l’avere la residenza economica nel Paese considerato.

Un altro operatore economico è il resto del mondo che racchiude tutti gli altri operatori che però non hanno residenza economica nel Paese, ma effettuano operazioni con gli operatori che hanno residenza economica.

La produzione (per la CN) include beni e servizi destinati alla vendita finale (anche mercato nero). Deve includere tutti i beni e servizi prodotti per uso finale (autoconsumo, autoinvestimento, abitazioni, macchinari software prodotti da imprese godute dal proprietario). Include anche beni e servizi non destinabili alla vendita, ossia tutto ciò che viene offerto in forma gratuita (cataloghi musei, opuscoli).

Non si include nella produzione i servizi prestati da famiglie a titolo gratuito, la rivalutazione delle merci in magazzino e i processi naturali di crescita indipendenti dall’opera dell’uomo (risorse naturali).

I vari aggregati non sono altro che valori quantitativi. Possono essere espressi e configurati a tre livelli: costo dei fattori, prezzi base, prezzi di mercato.

Valutazione degli aggregati

Per quanto riguarda i prezzi di mercato (pm), si considerano tutte le tasse e contributi che il prezzo di un bene include quando arriva al mercato finale. La valutazione al costo dei fattori rappresenta una valutazione dell’aggregato che non include imposte e contributi perché considera solo i fattori produttivi utilizzati (input). Lo stadio intermedio tra questi due livelli, la configurazione prezzi base, riguarda sostanzialmente il produttore. Include solamente le imposte e contributi ricevuti e pagati dal produttore.

La valutazione degli aggregati viene fatta a livello dei prezzi di mercato.

Il primo gruppo di imposte (Tp) e contributi alla produzione (Rcp) dipendono dalla quantità. Nel primo gruppo sono inclusi IVA, dazi di importazione, diritto spettacolo, imposte fabbricati; nel secondo gruppo i contributi di produzione olio d’oliva, società di trasporto pubblico per tenere basso il prezzo di mercato.

(Tp-Rcp) Imposte indirette nette sui beni prodotti e importati (al netto dei relativi contributi ricevuti).

Ci sono altri tipi di imposte e contributi indipendenti dalla quantità. Alcuni tipi di imposte sulla produzione (Tp’) sono definite “altre imposte sulla produzione” e possono essere le tasse relative all’esercizio dell’attività, le imposte sull’inquinamento, utilizzo terreno ecc. Gli altri tipi di contributi (Rcp’) che non dipendono dalla quantità possono essere contributi per la formazione personale, per l’occupazione di categorie svantaggiate o per ridurre l’inquinamento.

(Tp’ – Rcp’) Altre imposte indirette nette

La valutazione ai costi di mercato include sia le imposte indirette nette, sia le altre imposte indirette nette. La valutazione ai prezzi base include solo le altre imposte indirette nette. La valutazione al costo dei fattori non include alcun tipo di imposta.

PIL

Il PIL è una misura quantitativa del reddito di un Paese in quell’anno. La misurazione del PIL può seguire tre strade, che sono le tre configurazioni del reddito di quel Paese in quell’anno. La prima configurazione corrisponde con la produzione finale, sottraendo i costi di produzione e sommando gli aggiustamenti per le tasse nette. La seconda configurazione corrisponde con la somma delle varie spese sostenute in quell’anno in un dato Paese, viene quindi inteso il PIL come la spesa finale. Infine, può essere valutato sulla base della somma dei vari redditi.

PIL ai prezzi di mercato valutato come produzione finale

  • Yp: prodotto interno lordo (include tutti coloro che hanno una residenza economica nel Paese).
  • Pt: produzione totale di un Paese
  • Cx: consumi intermedi (spese sostenute per produrre)

Yp = Pt – Cx + (Tp – Rcp)

Pt e Cx: espresso ai prezzi base perché si riferisce ai produttori (include altre imposte indirette nette).

Il valore aggiunto si calcola a livello di branca e viene fuori da una rilevazione. Sommandotutto il valore aggiunto di branca, non ottengo il PIL del Paese. Il valore aggiunto contiene al suo interno un dato chiamato “sifim” ossia servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurato, non contenuto nel PIL. Questi servizi finanziari vengono calcolati dall’Istat per differenza.

Il metodo della produzione presuppone che il PIL può essere calcolato come valore aggiunto di branca sottraendo il sifim e aggiustando le tasse.

Yp = Y(pb) – sifim + (Tp – Rcp)

PIL ai prezzi di mercato valutato come reddito

La configurazione del PIL si ottiene come somma di tutti i redditi che circolano nel sistema economico. Il reddito, così come percepito, non include alcun tipo di imposta o contributo. Quindi, alla somma di tutti i redditi bisogna sommare le imposte indirette nette e le altre imposte indirette nette.

Yp = Ycf + (Tp – Rcp) + (Tp’ – Rcp’)

PIL ai prezzi di mercato valutato come spesa

Si può immaginare il PIL come l’offerta interna del Paese, che equivale alla spesa finale di quel Paese. Ogni Paese ha una determinata offerta interna volta a soddisfare le domande di spesa interne. L’offerta interna può essere volta al consumo, all’investimento o all’esportazione. All’offerta finale interna bisogna sottrarre ciò che viene importato.

  • Cf: consumo finale

Yp = Cf + I + (E - M)

I consumi finali sono nazionali. Comprendono solo i consumi delle famiglie con residenza anagrafica. I consumi intermedi, a differenza dei consumi finali, riguardano solo i produttori, quindi includono solo le altre imposte indirette nette. I consumi intermedi sono i costi sostenuti dai produttori per produrre i consumi finali.

Rilevazioni di dati aziendali

Indagini correnti sui ricavi e costi delle imprese. Le indagini sulle grandi imprese, quelle con più di 100 addetti, sono totalitarie; quelle sulle piccole imprese, quelle con meno di 100 addetti, si fanno delle indagini campionarie. Nel caso di indagini totalitarie parliamo di censimenti delle imprese. Le principali informazioni rilevate possono essere gli addetti, il costo per il personale, gli investimenti ma anche le principali voci del conto economico.

Per considerare anche l’economia sommersa o illegale, si aggiungono ex post degli aggiustamenti. L’economia sommersa riguarda sia i conti economici sia il lavoro irregolare. Sottodichiarazione: le imprese non dichiarano alcune figure professionali o determinati conti economici. Per correggere le sottodichiarazioni si intrecciano le informazioni fiscali con i risultati delle indagini e si aggiungono delle rivalutazioni.

Consumi finali (Cf): spesa per beni e servizi fatta, sia nel Paese che all’esterno, dai residenti per soddisfare bisogni individuali e collettivi con spese a carico delle famiglie, delle PA e delle ISP. I consumi finali sono nazionali.

Consumi interni: fatti nel territorio del Paese da residenti e non residenti (residenza economica).

Per calcolare il consumo interno di un Paese: consumo nazionale + consumo degli stranieri nel territorio – consumo degli cittadini all’esterno.

Cf = consumi finali individuali (Cfi) + consumi finali collettivi (Cfc)

  • Famiglie → consumi individuali
  • PA → consumi individuali e collettivi
  • ISP → consumi individuali

Se conosco la quota di consumo finale collettivo della PA, per motivi pratici di rilevazione, conosco già la quota di consumo nazionale collettivo della nazione. La somma dei consumi finali individuali delle famiglie, della PA e delle ISP è uguale al “consumo finale effettivo delle famiglie”. Le famiglie usufruiscono dei consumi individuali di tutte e tre i settori istituzionali.

Investimenti fissi lordi

Valori di beni materiali e immateriali prodotti e acquistati dai produttori per utilizzo nel processo produttivo per un periodo superiore a un anno (If).

Investimento fisso netto: If’

Si passa dagli investimenti fissi lordi agli investimenti fissi netti, sottraendo ai primi gli ammortamenti, che equivalgono al deprezzamento di un dato bene. Gli investimenti sostitutivi sono quelli necessari per ripristinare il capitale “consumato” nel corso del processo produttivo.

Il PIL non tiene conto del deprezzamento dei beni capitali impiegati per realizzare la produzione. Per questo si passa al concetto di Prodotto Interno Netto (Yp’) che si ottiene dal Yp (PIL) – gli ammortamenti.

Yp’ = Yp – A

Conti del SEC95

Conti della formazione e impiego delle risorse: conto di equilibrio di beni e servizi (non si usa nella pratica), conto della produzione, conto delle risorse e degli impieghi.

Conto di equilibrio di beni e servizi

M + Pt + (Tp-Rcp) = Cx + Cf + [If + (Ivs + Iov)] + E

A sinistra abbiamo l’offerta di un paese, mentre a destra dell’uguale abbiamo la domanda di un dato paese. IVS: investimenti in variazione scorte, quelli che riguardano la variazione di scorte in magazzino. IOV: investimenti in oggetti di valore, quelli che riguardano oggetti di valore. IVS e IOV sono calcolati insieme, vengono calcolati in maniera indiretta dall’ISTAT.

Conto della produzione

Cx + Yp = Pt + (Tp – Rcp) → Yp = Pt – Cx + (Tp – Rcp)

Conto delle risorse e degli impieghi – Metodo della spesa

(si ottiene sostituendo il conto della produzione nella prima equazione)

M + Yp = Cf + If + (Ivs + Iov) + E

L’ordine in cui appaiono i conti non è casuale, in quanto questi ultimi hanno una loro gerarchia interna. Ogni conto è legato al conto successivo, perché almeno uno dei suoi aggregati appare in esso.

Distribuzione primaria del reddito

Descrive la ripartizione del risultato dell’attività produttiva tra i soggetti titolari dei fattori produttivi primari. Include il conto della generazione del reddito e il conto dell’attribuzione dei redditi primari.

Conto della generazione del reddito (o distribuzione del valore aggiunto)

  • Lavoro: salari e stipendi
  • Capitale: interessi e rendite
  • Imprese: profitti

L’unico reddito che si misura in CN è il reddito da lavoro dipendente (Wp). Si tratta di un reddito interno (nel territorio economico del paese). Tutte le altre forme di reddito vengono incluse in un unico aggregato, denominato “risultato di gestione e redditi misti” (O). L’aggregato O indica tutti i redditi che circolano in quell’anno nel territorio economico di un Paese diversi dal reddito da lavoratore dipendente.

Yp’ = Wp + O + (Tp – Rcp) + (Tp’ – Rcp’)

Se voglio ottenere il vero reddito da lavoratore dipendente, devo sommare le retribuzioni lorde e i contributi sociali a carico dei datori di lavoro.

Conto dell’attribuzione dei redditi primari

Questo conto porta alla definizione dei Reddito nazionale (Yn).

Reddito da lavoro dipendente nazionale: W = Wp + (We – Wm)

(We – Wm): redditi da lavoro dipendente netti dall’estero (W – Wp) = (We – Wm)

  • W: reddito nazionale da lavoro dipendente
  • Wp: reddito interno da lavoro dipendente

Yn = W + O + (K – Kp) + (T – Rc)

K: reddito da capitale nazionale

K = Kp + (Ke – Km) → K – Kp = Ke – Km

Decomposizione delle tasse

[(Tp – Rcp) + (Tp’ – Rcp’)] = [Tc – Rc] + [Tm – Rce]

[Tc – Rc] → di competenza dell’Italia
[Tm – Rce] → competenza estera

(T – Rc) = (Tp – Rcp) + (Tp’ – Rcp’) – (Tm – Rce)

Yn da Yp’

Yp’ = Wp + O + (Tp – Rcp) + (Tp’ – Rcp’)
Yn = W + O + (K – Kp) + (T – Rc)

Yn = Y’p + (W-Wp) + (K-Kp) – (Tm – Rce)

Il reddito nazionale si può ottenere da: prodotto interno netto + i redditi da lavoro netti dall’estero (perché W-Wp = We-Wm) + i redditi da capitale netti dall’estero (perché K-Kp = Ke - Km) – Tm-Rce (vedi scomposizione tasse).

Una parte di reddito viene trasferito dai diversi operatori economico ed è di natura ricorrente. Parliamo dei “trasferimenti correnti”, che modificano il potere d’acquisto dei diversi operatori economici. Essi rientrano nel conteggio del reddito disponibile. Prevalentemente sono degli interventi da parte della PA, come imposte correnti, contributi sociali, prestazioni, trasferimenti tra le PA, borse di studio e aiuto internazionale. Si può trattare anche di trasferimenti tra privati, attraverso i contributi sociali a sistemi previdenziali privati, relative prestazioni sociali, premi e indennizzi o assicurazioni contro danni e rimesse per gli emigrati. I trasferimenti correnti non modificano l’assetto patrimoniale dell’operatore, ma solo la capacità di acquisto.

Conto della distribuzione secondaria del reddito – Conto della ridistribuzione del reddito

Yd = Yn + (R - Rp)

R: trasferimenti correnti nazionali
R = Rp + (Re – Rm)
R – Rp = Re - Rm

Conto dell’utilizzazione del reddito disponibile

Fornisce informazioni in merito alla formazione dell’aggregato risparmio, in quanto il reddito disponibile può essere o speso in consumi, o risparmiato.

Yd = Cf + S

Conto della formazione del capitale

C’è un’accumulazione del capitale quando gli investimenti sono inferiori al risparmio. B: deficit, indebitamente del paese perché il paese ha investito più di quanto ha risparmiato. Altre fonti di finanziamento della formazione del capitale sono i trasferimenti in conto capitale, che modificano la consistenza patrimoniale dell’operatore, a differenza di trasferimenti correnti che modificavano solo il potere d’acquisto.

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/01 Statistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vitalealessandra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di statistica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bernardini Papalia Rosa.
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