Il nuovo sistema dei conti nazionali
Il nuovo sistema dei conti SEC95 ha introdotto sia un cambiamento di fonti e metodi di calcolo sia di definizione. È stato, inoltre, aggiornato al 1995 l'anno base per le valutazioni a prezzi costanti. Nella tavola 1 sono presentate, per l’anno 1995, le stime relative al conto delle risorse e degli impieghi nelle tre versioni elaborate: la versione SEC79, la versione SEC79 rev., che incorpora l'effetto delle modifiche derivanti dall'introduzione di nuove fonti e metodi di calcolo, e la versione SEC95. L'effetto dell'introduzione del nuovo schema contabile è dato dalla differenza tra queste due ultime versioni.
Tavola 1 - Conto economico delle risorse e degli impieghi
Anno 1995 - miliardi di lire correnti
| SEC79 rev. | SEC95 | Totale Fonti e Definizioni |
|---|---|---|
| 1.772.254 | 1.757.508 | 1.787.278 |
| PIL 392.795 | 390.400 | 392.013 |
| Importazioni 2.165.049 | 2.147.908 | 2.179.291 |
| Risorse 1.397.088 | 1.374.895 | 1.391.404 |
| Consumi finali interni 1.108.165 | 1.083.315 | 1.064.471 |
| -Spesa delle famiglie 288.923 | 291.580 | 326.933 |
| -Spesa della P.A. e delle I.S.S.L. 306.869 | 316.972 | 327.852 |
| Investimenti 16.330 | 15.213 | 15.716 |
| Variazione delle scorte 0 | 0 | 2.113 |
| Oggetti di valore 444.762 | 440.828 | 442.206 |
| Esportazioni 2.165.049 | 2.147.908 | 2.179.291 |
Come si vede dalla tavola, l’effetto sul prodotto interno lordo dei cambiamenti di definizione è stato positivo, e pari all’1,7% della stima pre-revisione. Tale effetto è a sua volta scomponibile negli specifici impatti attribuibili alle diverse innovazioni di carattere definitorio e/o metodologico introdotte dal SEC95. A seconda della loro natura, ed in base ad un concetto di prevalenza, esse possono essere ricondotte alle seguenti tipologie di motivazioni:
- Rielaborazione da L.Picozzi "La nuova contabilità nazionale italiana: i risultati della revisione" relazione presentata al seminario ISTAT, La nuova contabilità nazionale, Roma 12-13 gennaio 2000.
- Una descrizione approfondita del SEC95 e delle differenze rispetto al sistema precedente (SEC79), è contenuta nel volume ISTAT (1996), Verso il nuovo sistema di contabilità nazionale, Annali di statistica, serie X, vol.11.
- Per una descrizione delle differenze tra i due sistemi contabili v. anche ISTAT (1996) e ISTAT (1999b).
Ridefinizione della produzione
La metodologia di calcolo introdotta dal SEC95 ha comportato un aumento di circa 18.000 miliardi per il 1995 (1,04%).
A1. Originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento - Servizi legati all’utilizzazione di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento
Nel SEC95 sia gli originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento che i servizi legati alla loro utilizzazione costituiscono output di un processo produttivo: la destinazione degli originali prodotti è investimenti fissi lordi (+1.194 miliardi di lire), quella dei servizi connessi al loro impiego è generalmente consumi intermedi o esportazioni (-301 miliardi). Nel SEC79 la realizzazione degli originali non dava luogo ad alcuna registrazione nei conti, mentre i flussi monetari generati dal loro impiego erano trattati come redditi da capitale.
A2. Licenze per l’utilizzo dei beni immateriali non prodotti
Nel SEC95 le cessioni e gli acquisti delle licenze d’uso dei beni immateriali non prodotti (brevetti, copyright, ecc.) costituiscono corrispettivi di un’attività di produzione (con un impatto sul PIL pari a -387 miliardi di lire) mentre nel SEC79 erano considerati come redditi da capitale.
A3. Diritti e licenze delle amministrazioni pubbliche
L'introduzione del SEC95 ha comportato, per alcuni introiti della Pubblica Amministrazione, una riclassificazione dalla categoria imposte indirette (D2) alla categoria produzione di beni e servizi destinabili alla vendita (voce P11), in funzione dell’esistenza di una corrispondenza tra servizio reso dalla P.A. e pagamento per il servizio stesso richiesto all’utente. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a -1.729 miliardi di lire.
A4. Ammortamenti di capitale fisso relativo a infrastrutture pubbliche
Riguardo alla misura degli ammortamenti effettuati dalla Pubblica Amministrazione il passaggio al SEC95 prevede che, per alcune tipologie di opere pubbliche, sia abbandonata l’ipotesi di vita media infinita, stabilita dal SEC79. Di conseguenza, per infrastrutture quali strade, aeroporti, porti, opere idrauliche, opere di bonifica, si è passati da una valutazione degli ammortamenti pari a zero, ad una valutazione positiva e di entità non trascurabile (+6.904 miliardi di lire). Per esse l’ipotesi di vita media implicita nelle stime è di 80 anni.
A5. Assicurazioni
Il SEC95 stabilisce che il valore della produzione dei servizi di assicurazione include il totale dei premi supplementari (pari a tutti i redditi da capitale derivanti, alle imprese di assicurazione, dall’investimento delle riserve). Il SEC79 considerava, invece, solo gli interessi imputati sulle riserve tecniche di assicurazione (la parte di interessi destinata agli assicurati). La produzione delle assicurazioni nel SEC95, pertanto, è superiore a quella del SEC79 di un importo pari alla differenza tra i premi supplementari e gli interessi imputati attribuiti agli assicurati.
Ridefinizione dei produttori
La metodologia di calcolo introdotta dal SEC95 ha comportato una riduzione di circa 348 miliardi di lire (-0.02%).
B1. Identificazione delle unità market e non market
Nel SEC95 la classificazione delle unità produttive è basata sul confronto fra ricavi e costi di produzione: se il ricavo delle vendite è superiore alla metà dei costi di produzione l'unità è market, se è inferiore l'unità è non market. Tale criterio (detto del 50%) si applica a tutte le unità del sistema, indipendentemente dal settore di attività in cui operano. È stata, pertanto, abbandonata la convenzione presente nel SEC79 per cui alcune branche di attività economica erano definite tipicamente come market altre come tipicamente non market.
In particolare si parte dalla distinzione fra produttori privati e produttori pubblici (unità in cui la politica generale è determinata dalle Amministrazioni Pubbliche). Nel caso dei produttori pubblici il criterio del 50% è applicato a tutte le unità; se l'unità è market è classificata nel settore delle società altrimenti è classificata nel settore istituzionale delle Amministrazioni Pubbliche. Per i produttori privati (famiglie, società e quasi società, istituzioni senza scopo di lucro), invece, il criterio del 50% è applicato solo alle società senza scopo di lucro. Se il criterio è soddisfatto l'unità è classificata come società, altrimenti l'unità è classificata tra le Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie che producono servizi non market.
B2. Fondi pensione
Rispetto al SEC79 le definizioni del SEC95 introducono novità che influiscono notevolmente sulla formazione dei settori istituzionali:
- Amministrazioni pubbliche (S.123)
- Imprese di assicurazione (nel SEC95 Imprese di assicurazione e Fondi pensione (S.125), sottosettore delle Società finanziarie (S.12))
Nel SEC79 il criterio di attribuzione delle unità istituzionali nei due settori era fondato sull’esistenza o meno di un principio di solidarietà fra gli assicurati. Un fondo pensione, pertanto, andava classificato nel settore delle Amministrazioni pubbliche, se non vi era rapporto di proporzionalità fra premio corrisposto ed esposizione individuale al rischio; viceversa, se per ogni assicurato esisteva proporzionalità fra premio e rischio, la gestione assicurativa era da classificare nelle Imprese di assicurazione.
Il SEC95, invece, non considera come necessario tale criterio ed include nel sottosettore Amministrazioni Pubbliche solo quegli organismi che operano in sistemi sociali imposti, controllati e finanziati dalle Amministrazioni Pubbliche e che riguardano l'intera collettività o ampie fasce della stessa.
L'adozione del nuovo sistema, pertanto, ha comportato l'inclusione di tutti i fondi di assicurazione sociale complementare nel settore delle Imprese di assicurazione e Fondi pensione (S.125) con il conseguente ridimensionamento del sottosettore delle Amministrazioni Pubbliche. D'altro canto, sono classificati tra gli Enti di previdenza e assistenza sociale tutti i fondi di previdenza obbligatoria dotati di autonomia di decisione che dispongano di una contabilità completa, indipendentemente dalla natura giuridica pubblica o privata dei fondi stessi. Le amministrazioni pubbliche influiscono, infatti, in maniera sostanziale sulle gestioni dei sistemi previdenziali obbligatori, sostitutivi ed esclusivi degli obbligatori, in virtù dell'art. 38 della Costituzione della Repubblica Italiana che conferisce all'attività previdenziale obbligatoria una natura pubblica. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a +1.087 miliardi di lire.
Ridefinizione della destinazione dei prodotti (consumi intermedi / impieghi finali)
La metodologia di calcolo introdotta dal SEC95 ha comportato un aumento di circa 8.044 miliardi di lire (+0.47%).
C1. Software e vaste basi di dati
Il SEC95 considera investimenti fissi lordi, e quindi impiego finale, tutta la spesa sostenuta per incrementare la dotazione di software, sia acquistato che autoprodotto (nel caso della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private senza scopo di lucro). Nel SEC79 solo le spese per acquisto di software già incorporato nell’hardware rappresentavano investimenti fissi lordi, mentre quelle di software acquistato indipendentemente o autoprodotto costituivano consumi intermedi.
C2. Spese per prospezioni minerarie
Il SEC95 stabilisce che tutte le spese sostenute per effettuare trivellazioni di prova, rilievi aerei e di altro tipo, vanno comunque classificate come investimenti fissi lordi; il SEC79 considerava nella categoria degli impieghi finali solo le spese effettuate posteriormente alla decisione di sfruttare il giacimento. Si ha pertanto un impatto sul PIL pari all’entità di tali spese preliminari, che da consumi intermedi divengono impieghi finali dell’unità produttrice. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a +552 miliardi di lire.
C3. Beni durevoli militari
Il nuovo sistema considera come investimenti tutte le spese per strutture (fabbricati ed opere del Genio Civile) ed attrezzature che possano essere utilizzate a fini strettamente non militari senza dover subire modifiche sostanziali. Sono, invece, escluse dagli investimenti le spese per armi ed attrezzature espressamente destinate ad usi militari, ossia non immediatamente riconvertibili ad usi civili.
In base al SEC79 “i beni durevoli acquistati dalle amministrazioni militari (fabbricati ad uso militare, costruzioni militari del Genio Civile e altri beni di equipaggiamento militare)” erano considerati tra i consumi intermedi allo scopo di non far figurare i beni militari nello stock di beni capitali fissi di un Paese. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pertanto pari a +625 miliardi di lire.
C4. Soglia di valore per i beni durevoli
Secondo il SEC95, sono registrati fra i consumi intermedi i beni durevoli non costosi impiegati per operazioni relativamente semplici, purché il loro acquisto non superi i 500 ECU ai prezzi del 1995 (o per ogni singolo pezzo o, se acquistati in grandi quantità, per l’importo totale dell’acquisto). Il confine fra investimenti e consumi intermedi per gli acquisti di tali beni, era presente anche nel SEC79 ed era pari a 100 ECU ai prezzi del 1970. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a -3.028 miliardi di lire.
Momento di registrazione delle operazioni sottostanti la produzione
La metodologia di calcolo introdotta dal SEC95 ha comportato un aumento di circa 4.325 miliardi di lire (+0.25%).
D1. Passaggio alla valutazione per competenza economica delle operazioni effettuate dalle Amministrazioni pubbliche
Il nuovo sistema dei conti registra tutti i flussi in base al principio della competenza economica, cioè nel momento in cui il valore economico è creato, trasformato o distrutto, indipendentemente dalle modalità di pagamento, o allorché crediti e obbligazioni insorgono, sono trasformati o sono estinti. Tale principio è stato applicato anche ai flussi di produzione e consumo finale delle Amministrazioni Pubbliche, alle imposte indirette ed ai contributi alla produzione, attraverso un complesso lavoro di rielaborazione della base informativa disponibile.
D2. Scorte di servizi
L'adozione del principio di competenza, per la registrazione delle operazioni sottostanti al processo produttivo, è di difficile attuazione nel caso di lavori che richiedono tempi di realizzazione che si prolungano oltre il periodo contabile, come progettazioni, disegni, ecc., per i quali è generato un prodotto semilavorato prima della consegna finale. Se alla chiusura dell’esercizio (l’anno solare) tale prodotto non è ancora ultimato, e quindi non è consegnato all’acquirente finale, esso determina una costituzione di scorte di servizi in tutto analoga a quella di beni semilavorati. Sono stati condotti alcuni tentativi per effettuare un calcolo attendibile di tale componente dell’attività produttiva al fine di isolarne l’importo. Tuttavia allo stato attuale si è ritenuto opportuno non procedere ad alcuna stima essendo estremamente difficile rilevare il fenomeno ed incerta l’affidabilità delle possibili valutazioni. Si è verificato che, in ogni caso, l’entità dei flussi è molto limitata.
D3. Crescita naturale dei prodotti coltivati
Il SEC95 stabilisce che la produzione agricola debba essere registrata in modo continuativo nel corso dell’anno in corrispondenza della crescita naturale dei prodotti: la destinazione di tale produzione è in un primo tempo scorte di prodotti semilavorati e, quando sono raccolti, scorte di prodotti finiti o consumo finale o intermedio. Viceversa il SEC79 disponeva che la produzione agricola corrispondesse al raccolto effettivamente realizzato. Per il momento nessuna stima è stata incorporata nei nuovi dati elaborati secondo il SEC95.
Valutazione della produzione
La metodologia di calcolo introdotta dal SEC95 ha comportato una riduzione di circa 278 miliardi di lire (-0.02%).
E1. Valutazione della produzione per proprio uso finale
Il SEC95 richiede che per le manutenzioni straordinarie effettuate in proprio dalle famiglie siano valutati sia i costi per materiali acquistati dalle famiglie sia il risultato lordo di gestione. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a +466 miliardi di lire.
E2. Multe e interessi di mora su imposte indirette dovute
Il SEC95 dispone che “l’importo totale delle imposte da registrare comprende anche gli interessi di mora e le pene pecuniarie eventualmente applicati dalle autorità fiscali allorché risulti impossibile registrare l’importo di tali interessi e pene pecuniarie separatamente da quello delle imposte”. Ciò significa che se è possibile isolare tale importo dal gettito tributario è necessario farlo, eliminarlo dalle imposte e registrarlo in altre categorie economiche (in particolare negli interessi e, come stabilito nel par. 4.133, nella voce Trasferimenti correnti diversi D75 – Ammende e multe). Il SEC79 stabiliva, invece, che “l’ammontare delle imposte da registrare comprende gli interessi di mora e le ammende fiscali”. Il nuovo trattamento delle multe ed interessi di mora comporta una diversa valutazione delle imposte, che nel SEC95 risultano ridotte del corrispondente importo, per cui ne risulta influenzata la valutazione dei prodotti su cui tali imposte gravano, sia ai prezzi base che ai prezzi di mercato. L’impatto complessivo sul PIL SEC95 nel 1995 è risultato pari a -920 miliardi.
E3. Tasse di bollo
La differenza in questa categoria tra il SEC79 e il SEC95 consiste in una quota percentuale dell’imposta di bollo, quota stimata a carico delle famiglie. Si è ritenuto di poter attribuire alle famiglie e riclassificare come imposte secondo il SEC95 una quota parte della voce “marche da bollo ordinarie”, in virtù della considerazione che questo ammontare dovesse esaurire le spesa delle famiglie per imposta di bollo. Nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a +252 miliardi di lire.
E4. Contributi
Secondo il SEC95 i trasferimenti corrispondenti a riduzioni tariffarie praticate a favore di particolari categorie di persone non protette a fini sociali, comunque rappresentanti delimitate fasce della popolazione, devono essere registrati come contributi alla produzione da parte delle Amministrazioni Pubbliche a favore delle imprese che praticano tali riduzioni. Secondo il SEC79 tali trasferimenti erano invece considerati trasferimenti correnti diversi alle famiglie. L’entità di tale modifica di trattamento è estremamente limitata: nel 1995 l’impatto sul PIL SEC95 è pari a -76 miliardi di lire.
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