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SECONDO MODULO – MODULO DI CONTABILITA’ NAZIONALE

INDICE

1. I concetti fondamentali del SEC 95

1.1. La contabilità nazionale ed i sistemi di contabilità nazionale

1.2 L’architettura del SEC 95

2. Il piano generale dei conti e l’analisi dei conti

Riferimenti bibliografici

SECONDO MODULO – MODULO DI CONTABILITA’

NAZIONALE

1. I concetti fondamentali del SEC95

La contabilità nazionale ed i sistemi di contabilità nazionale

1.1.

La CONTABILITA' NAZIONALE (CN): descrizione quantitativa dell'attività economica di

un paese, o di ogni altra circoscrizione territoriale, sotto forma di una completa e sistematica

presentazione dei flussi economici e finanziari tra gruppi significativi di operatori e delle

consistenze finali dei beni reali e finanziari (V. Siesto, 1997).

E' un SISTEMA, ossia un insieme coerente e dettagliato di informazioni in grado di

• cogliere le interrelazioni che esistono tra l'attività dei diversi operatori, tra le operazioni

che sono poste in essere e tra gli aggregati che possono definirsi.

OGGETTO di STUDIO è l'attività economica di un paese che è descritta:

- IN TERMINI QUANTITATIVI, ricorrendo cioè ad osservazioni di natura statistica dei

fenomeni economici, misurazioni e stime degli stessi;

- SOTTO FORMA CONTABILE, ispirandosi cioè al criterio contabile utilizzato dalle

aziende e, in particolare, al metodo della partita quadrupla, secondo il quale un’operazione

economica viene registrata quattro volte: ad ogni registrazione nel conto economico

corrisponde una registrazione nel conto finanziario dell’operatore che la determina, ed una

analoga coppia di registrazioni di senso opposto nei conti dell’operatore di contropartita.

La CN si presenta, quindi, come un insieme di conti, ossia di relazioni contabili del tipo

"identità”. fondamentale

Utilizzatori: la CN è uno strumento per ogni azione di governo e per tutti

• coloro che a vari livelli si occupano dei problemi economici del paese o delle

circoscrizioni territoriali in cui esso si articola.

(Ad esempio con il trattato di Maastricht, ed in particolare per la procedura sui deficit

eccessivi, sono fondamentali le stime dei conti nazionali per quanto riguarda il PIL,

l’indebitamento e il debito delle Amministrazioni Pubbliche). 2

… La CN è COMPILATA SECONDO SCHEMI STANDARDIZZATI CHE SONO

• CODIFICATI DALLE GRANDI ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI.

I SISTEMI DI CONTABILITA’ NAZIONALE

Nel 1993: ultima revisione dello SNA (System -SNA 1993),

of National Accounts

schema base applicato su scala mondiale da tutti i paesi.

La nuova versione elaborata per i paesi dell’UE si chiama ESA95 (European System of

• Accounts), cioè SISTEMA (Europeo) DI CONTI NAZIONALI E REGIONALI (SEC95).

L’adozione del SEC95 è prevista da un regolamento comunitario il cui rispetto è una

condizione vincolante per i paesi membri.

1.2 L’architettura del SEC95

L’architettura del SEC95 poggia su 5 concetti principali:

a) delimitazione dei confini dell’economia nazionale;

b) individuazione degli operatori;

c) classificazione delle operazioni e definizione degli aggregati;

d) la struttura dell’impianto contabile;

e) la modalità di registrazione delle operazioni.

a) La delimitazione dei confini dell’economia nazionale

Ambito del economico: coincide, con qualche eccezione, con quello politico-amministrativo.

Occorre aggiungere:

- i punti franchi doganali, lo spazio aereo nazionale, le acque territoriali, le navi, gli aerei e

le piatteforme galleggianti che sono gestite da unità residenti;

- le sedi all’estero di ambasciate, consolati e basi militari.

Occorre escludere:

- le zone extraterritoriali che sono situate nel paese di riferimento e concesse ad altri paesi

(sedi di ambasciate, consolati e basi militari).

Le unità residenti sono quelle che hanno il centro di interesse sul territorio economico del

paese. Il centro di interessi sussiste quando un’unità svolge sul territorio economico del paese

operazioni economiche per un periodo relativamente lungo (un anno e più). 3

Operazioni rilevanti per la contabilità nazionale italiana: quelle compiute dai residenti.

Le filiali e succursali di imprese italiane all’estero sono considerate NON RESIDENTI;

viceversa le filiali e succursali di imprese straniere insediate sul territorio italiano SONO

RESIDENTI.

b) L’individuazione degli operatori.

Le unità che operano sul territorio economico del paese sono classificate in due modi, per

soddisfare esigenze conoscitive diverse.

La prima classificazione unità istituzionale;

ha alla sua base il concetto di

⇒ seconda classificazione unità di attività economica a

la ha alla sua base il concetto di

⇒ livello locale (UAEL); all’interno di questa seconda classificazione si colloca anche la

terza unità statistica, l’unità di produzione omogenea.

definizione di una

Ne complesso si hanno tre tipi di unità statistiche per l’analisi del processo economico: le

unità istituzionali, le unità di attività economiche locali e le unità di produzione omogenea.

La prima classificazione

UNITA’ ISTITUZIONALE è l’unità residente che dispone di una contabilità completa

(cioè di un conto profitti e perdite e di uno stato patrimoniale) e che manifesta

autonomia e capacità di decisione in campo economico finanziario (decide

autonomamente della destinazione delle sue risorse nell’esercizio della sua funzione

principale).

Caratteristiche o meglio requisiti definitori sono comunque:

- l’autonomia e la capacità di decisione (l’unità istituzionale è in grado di assumere

obbligazioni, contrarre debiti o concedere prestiti, essere titolare di diritti di proprietà);

- il fatto di disporre di una contabilità completa o di essere in grado di realizzarla qualora le

fosse richiesto.

Le unità istituzionali sono raggruppate in SETTORI ISTITUZIONALI sulla base della

FUNZIONE PRINCIPALE ESERCITATA e DEL TIPO PREVALENTE DI RISORSE

CORRENTI (Tavola 1). 4

Tavola 1. Settori e sottosettori istituzionali nel SEC95 (

Fonte: Siesto, 1996; ISTAT, 2000. (*) questa

suddivisione è presente solo con riferimento ad alcuni paesi, ad esempio la Germania)

Settori /sottosettori Funzioni Tipo di risorse correnti

dell’offerta della domanda

1. Società non Produrre beni e servizi Accumulare Entrate derivanti dalla vendita

finanziarie non finanziari destinati Redditi da capitale impresa.

- produttori alla vendita

pubblici

- produttori

privati nazionali

- produttori

privati sotto

controllo estero

2. Società finanziarie Finanziare e assicurare Accumulare Fondi provenienti da

- produttori assunzione di passività;

interessi; premi di

pubblici

- produttori assicurazione.

privati nazionali Redditi da capitale-impresa.

- produttori privati sotto

controllo estero

Autorità bancarie

centrali

Altre istituzioni

finanziarie monetarie

Altri intermediari

finanziari escluse le

compagnie di

assicurazione e fondi

pensione

Ausiliari finanziari

3. Amministrazioni Produzione ed offerta di Consumare ed Versamenti obbligatori da

pubbliche prodotti per consumi accumulare unità di altri settori (imposte e

Amministrazioni collettivi e individuali contributi sociali)

centrali Operare ridistribuzione

Amministrazioni Stati del reddito e della

federati (*) ricchezza

Amministrazioni locali

Enti di previdenza e

assistenza sociali

4. Famiglie Produrre beni e servizi Consumare ed Entrate derivanti dalla vendita

Famiglie produttrici destinati alla vendita. accumulare Remunerazione dei fattori

Produrre beni e servizi per della produzione

Famiglie proprio uso finale (redditi da lavoro dipendente,

consumatrici prestazioni sociali e redditi

misti)

5. Istituzioni senza Produzione ed offerta di Consumare ed Versamenti volontari dalle

scopo di lucro al prodotti non destinabili accumulare famiglie (consumatrici)

servizio delle famiglie alla vendita per consumi

individuali 5

Come risulta dalla lettura della Tavola 1, i settori istituzionali del SEC95 sono 5 (Società non

finanziarie, Società finanziarie, Amministrazioni pubbliche, Famiglie e Istituzioni senza

scopo di lucro al servizio delle famiglie) ed alcuni sono divisi ulteriormente in sottosettori.

Ai 5 settori (residenti) si affianca l’insieme degli operatori non residenti con i quali si

intrattengono relazioni, raccolti sotto l’etichetta RESTO DEL MONDO. Il Resto del Mondo

non è un settore istituzionale, poiché non è caratterizzato da una funzione e da risorse

principali.

La classificazione delle unità istituzionali nei diversi settori si fonda su principi giuridici

ed economici, considerati congiuntamente.:

Criterio giuridico (quali sono le principali forme giuridiche? Società di persone, società

⇒ di capitali, società cooperative, consorzi, etc.).

Con l’adozione di questo criterio sussistono problemi di classificazione in tutti quei casi

in cui non c’è personalità giuridica.

unità istituzionali distinte e si attribuisce loro autonomia di decisione

Si considerano le

società che hanno una contabilità completa ed un comportamento economico simile a quello

delle società di capitali e distinto da quello dell’unità proprietaria. Sono denominate dal

quasi società.

SEC95,

A supporto della decisione di classificare le unità istituzionali nei diversi settori si impiega

⇒ un criterio dimensionale,

anche ipotizzando che un’unità di una certa dimensione sia

gestita indipendentemente dalle esigenze della famiglia del proprietario.

In definitiva nelle società e quasi società (finanziarie e non finanziarie) sono classificate:

le soc. di capitale, le soc. cooperative e tutte le unità fornite di personalità giuridica e le

→ istituzioni senza scopo di lucro economicamente rilevanti;

le società di persone;

→ tutti gli intermediari finanziari;

→ le imprese individuali, le imprese familiari, le società semplici e di fatto se occupano più

→ di cinque dipendenti;

le imprese individuali , le imprese familiari e le società semplici e di fatto produttrici di

→ servizi ausiliari finanziari con almeno un dipendente.

Nel settore delle famiglie sono classificate :

le famiglie in senso stretto;

→ 6

… i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi;

→ le imprese individuali, le imprese familiari, le società semplici e di fatto se occupano fino

→ a cinque dipendenti;

le imprese individuali , le imprese familiari e le società semplici e di fatto produttrici di

→ servizi ausiliari finanziari senza dipendenti.

La classificazione delle unità istituzionali nei diversi settori dipende anche dalla

individuazione del tipo di produttore cui esse appartengono.

Tre categorie nel SEC95:

I. produttori di beni e servizi destinabili alla vendita - o produttori -

market

(classificati nei settori delle Società finanziarie e non finanziarie e delle Famiglie in

relazione al settore di attività economica e alla loro forma);

II. i produttori di beni e servizi per proprio uso finale (classificati nel settore delle

Famiglie);

III. i produttori di altri beni e servizi non destinabili alla vendita - o produttori non

-

market (classificati nei settori delle Amministrazioni pubbliche e delle Istituzioni senza

scopo di lucro al servizio delle famiglie in relazione alla loro natura pubblica e privata).

La verifica della natura market o non market della produzione si basa sul criterio

• del 50% (che sarà discusso in seguito); tale criterio permette di individuare i

produttori da inserire in a) o c);

Riassumendo, la classificazione finale nei settori dipende:

- dal settore di attività e dalla forma giuridica assunta;

market

per gli operatori →

- si deve fare riferimento alla loro natura, pubblica o

non market

per gli operatori →

privata. 7

CLASSIFICAZIONE DELLE UNITA’ ISTITUZIONALE NEI SETTORI tratta da

Giovannini e Malizia (2002)

La seconda classificazione

PROBLEMA

Tutti i settori istituzionali partecipano all’attività di produzione, ma in VESTE DI

uno stesso settore

PRODUTTORI le unità istituzionali classificate in svolgono attività molto

diverse (le caratteristiche dei prodotti sono diverse, così come sono differenti le tecnologie

impiegate).

Inoltre è diversa la tipologia di produzione (market e non market).

in veste di produttori

Riclassificazione delle unità istituzionali secondo una diversa unità

• statistica. In particolare: 8

… UNITA’ DI ATTIVITA’ ECONOMICA A LIVELLO LOCALE – UAEL - (per

analizzare il processo di produzione);

UNITA’ ANALITICA DI PRODUZIONE OMOGENEA (per analizzare le

relazioni tecnico-economiche che si instaurano in un processo di produzione).

GERARCHIA: è assegnato un ruolo prioritario all’unità di attività economica locale che è

definita con riferimento ad un’attività economica e un’unità locale.

La prima è individuata sulla base della nomenclatura generale delle attività economiche

adottata dall’UE (la NACE Rev.2; la versione corrispondente, adattata per l’Italia, si chiama

ATECO 2007), con un livello di dettaglio sufficientemente rappresentativo delle attività

svolte (tecnicamente, il livello è la classe - cfr. i cenni sulla classificazione delle attività

economiche riportati alla fine del paragrafo-); la seconda, l’unità locale, è il luogo fisico

denominato in vari modi (stabilimento, negozio, ufficio, magazzino, cantiere, studio

professionale, bar, albergo, ospedale, ecc.) in cui si realizza la produzione di beni o si svolge o

si organizza la prestazione di servizi destinabili o non destinabili alla vendita.

Unità di attività economica: unità istituzionali o parti di esse che producono beni e servizi

relativi ad un livello specifico della classificazione NACE Rev.1.1

Unità di produzione omogenea: individuata da un’unica attività economica con un

particolare processo di produzione, che impiega determinati input e dà luogo ad un definito

output (prodotto) secondo una determinata tecnica di produzione. I prodotti sono identificati

facendo riferimento alla classificazione dei prodotti associati alle attività economiche

dell’Eurostat (CPA).

Le unità di produzione sono raggruppate in BRANCHE:

unità di attività economica BRANCHE DI ATTIVITA’ ECONOMICA secondo la

classificazione Nace Rev.2;

unità di produzione omogenea BRANCHE DI PRODUZIONE OMOGENEA secondo la

classificazione dei prodotti associati alle attività economiche dell’Eurostat (CPA): ogni branca

raggruppa stabilimenti, negozi, ecc. che producono esclusivamente un tipo ben preciso di

9

prodotto (individuato secondo la CPA), con una tecnologia ben distinta ed in linea di

principio non produce altro.

Esiste, infatti, il problema delle ATTIVITA’ SECONDARIE: in uno stabilimento, infatti, non

sempre si produce un solo tipo di prodotto o un gruppo di prodotti classificati nella stessa

branca, ma può di frequente accadere che accanto alla produzione principale vi siano

produzioni secondarie che, per caratteristiche tecnico economiche possedute, devono essere

comprese in branche differenti da quella nella quale è classificata la produzione principale. (Si

approfondirà con lo studio della matrice input-output).

Due osservazioni conclusive:

la distribuzione delle unità di produzione nelle branche, secondo la classificazione NACE

⇒ Rev.2 (ATECO 2007), è basata unicamente su elementi di tipo merceologico e

tecnologico, cioè su aspetti legati alle caratteristiche dei prodotti senza dipendere in alcun

modo dalla natura istituzionale delle unità produttive.

Ciò comporta che:

- l’appartenenza ad un settore istituzionale non caratterizzi più la produzione svolta (ad

esempio un’unità che appartiene al settore delle amministrazioni pubbliche può avere

un’attività classificata, almeno in teoria, in qualsiasi branca);

- viceversa, non esistano più branche market e branche non market poiché in ogni branca,

almeno in teoria, possono esserci sia unità market, sia unità non market.

il SEC attribuisce un ruolo centrale alle unità istituzionali; è come se ci fosse una

⇒ per il

gerarchia tra le diverse unità di analisi, ma, più precisamente, si può osservare che

SEC che c’è solo un’unità di analisi (l’unità istituzionale) che realizza differenti

operazioni economiche; quando l’unità istituzionale svolge il ruolo di produttore si

considerano partizioni della stessa (ad esempio il settore istituzionale delle

Amministrazioni pubbliche, in quanto produttore, è scomposto in primo luogo in unità di

attività economica). 10

Cenni sulla classificazione delle attività economiche

Impostazione del problema: formare gruppi di attività economiche a vari livelli di dettaglio

che si presuppongono simili rispetto a prefissati criteri, salvaguardando al tempo stesso

l’esigenza di analizzare ciascun gruppo al suo interno e nei rapporti con gli altri (cfr. Guarini,

Tassinari cap.7).

DUE criteri alla base della classificazione delle attività economiche (con un unico principio di

similarità):

crit

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/03 Statistica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale315 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Carbonaro Isabella.
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