Temi della lezione
- Richiami alla precedente lezione: le proprietà dei polinomi ritardo
- Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari
- L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: alcuni parametri di input
- L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: le trasformazioni preliminari
Richiami alla precedente lezione: le proprietà dei polinomi ritardo
- La condizione di stazionarietà dell’operatore AR φ(B) è che tutte le radici dell’equazione caratteristica φ(B) = 0 siano in modulo esterne al cerchio unitario.
- La condizione di invertibilità dell’operatore MA θ(B) è che tutte le radici dell’equazione caratteristica θ(B) = 0 siano in modulo esterne al cerchio unitario.
- Un processo ARMA stazionario e invertibile ammette anche una rappresentazione MA oppure AR ed è dimostrabile che un processo AR è sempre invertibile ed un processo MA è sempre stazionario; si diranno quindi processi ammissibili i processi AR stazionari, i processi MA invertibili ed i processi ARMA stazionari e invertibili.
Richiami alla precedente lezione: le proprietà dei polinomi ritardo
- Nell’esempio AR(1) = φ0 + φ1Zt-1 + εt
Zt - φ1BZt = 1 + εt
Zt(1 – φ1B) = 1 + εt
L’equazione caratteristica sarà data da 1 – φ1B = 0 e la radice da B = 1/φ1.
- Tutto dipende dal valore in modulo di φ1.
Richiami alla precedente lezione: le proprietà dei polinomi ritardo
- Se le radici sono reali, B giace lungo l’asse orizzontale e potrà giacere entro, sul o fuori dal cerchio unitario; nell’esempio dell’AR(1) avremo tre casi:
|φ1| = 1: la radice giace sul cerchio, dove sono le soluzioni di Φ(B) = 0.
|φ1| < 1: la radice giace fuori dal cerchio, dove sono le soluzioni di Φ(B) = 0.
|φ1| > 1: la radice giace dentro il cerchio, dove sono le soluzioni di Φ(B) = 0.
- Nel caso di polinomi di grado maggiore del primo, le radici possono essere sia reali sia complesse ed è quindi al loro modulo che bisogna riferirsi per indagare le condizioni di stazionarietà.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: i processi WN
- Definizione di un WN: successione di v.c. puramente aleatorie at, incorrelate, di media 0 e varianza costante.
- Media: E(εt) = 0.
- Funzione di autocovarianza:
γ(k) = 0 per ogni k ≠ 0.
γ(k) = σ2 per k = 0.
- Funzione di autocorrelazione globale:
ρ(k) = 1 per k = 0.
ρ(k) = 0 per k = ±1, ±2.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi MA(q)
- Definizione di un MA(q): somma pesata di impulsi (v.c.) casuali presenti e passati tale che:
Zt = εt – θ1εt-1 – θ2εt-2 - ….. θqεt-q = θ(B)εt
- Media: E(Zt) = 0.
- Funzione di autocovarianza:
γ(k) = E(ZtZt-k) = σε2(-θk + θ1θk+1 + θ2θk+2 + ... + θq-kθq) per k = 1,...,q.
γ(k) = σε2(1 + Σθi2) per k = 0, i = 0.
γ(k) = 0 per k > q.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi MA(q)
- La funzione di autocorrelazione globale:
ρ(k) = 1 per k = 0.
ρ(k) = [-θk + θ1θk+1 + ... + θq-kθq] / [1 + θ12 + ... + θq2] per k = 1,...,q.
ρ(k) = 0 per k > q.
- La funzione di autocorrelazione parziale, al divergere di K tende ad annullarsi.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi MA(q)
- Dalle formule precedenti risulta evidente che media e varianza sono costanti, mentre l’autocorrelazione non dipende dal tempo ma esclusivamente dal ritardo e quindi dai parametri θ: pertanto MA(q) è sempre stazionario.
- La condizione di invertibilità è invece data dalle radici dell’equazione caratteristica θ(B) = 0.
- MA(q) è invertibile solo se tutte le radici dell’equazione caratteristica sono in modulo esterne al cerchio unitario (|Bi| > 1).
- L’esempio di un MA(1):
Zt = at – θ1at-1 = (1-θ1B)at
L’equazione caratteristica è data da 1-θ1B = 0; da cui B1 = 1/θ1, per cui |θ1| < 1 è condizione di invertibilità.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi MA(q)
1.0 ACF MA(1) con θ > 0
0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi MA(q)
1.0 PACF MA(1) con θ > 0
0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi AR(p)
- Definizione di un AR(P): somma pesata di valori passati (v.c.) e di uno shock casuale contemporaneo.
Zt = φ0 + φ1Zt-1 + φ2Zt-2 – φ3Zt-3 - …… - φpZt-p + εt
Poiché un processo AR possiamo scriverlo anche come φ(B)Zt = φ0 + εt.
- Media:
E[Zt] = (φ0 + εt) / (1 - φ1 - ... - φp).
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi AR(p)
- La funzione di autocovarianza:
γ(k) = φ1γ(k-1) + ... + φpγ(k-p) + σε2 per k = 0.
γ(k) = φ1γ(k-1) + ... + φpγ(k-p) per k > 0.
- La funzione di autocorrelazione globale: equazione omogenea alle differenze finite che dà luogo ad un sistema di p equazioni, note come equazione di Yule-Walker e che permettono di giungere dalla funzione di autocorrelazione ai parametri del processo AR.
ρ(k) = φ1ρ(k-1) + ... + φpρ(k-p), K > 0.
- ACF, al divergere di K decade ed a seconda dei parametri tende a 0 con un comportamento misto tra l’esponenziale ed il periodico, mentre PACF è diversa da 0 per k ≤ p e pari a 0 per k > p.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi AR(p)
- Dalle formule precedenti risulta evidente che un processo AR(p) è sempre invertibile.
- La condizione di stazionarietà è invece data dalle radici dell’equazione caratteristica φ(B) = 0.
- AR(p) stazionario solo se tutte le radici dell’equazione caratteristica sono in modulo esterne al cerchio unitario (|Bi| > 1).
- L’esempio di un AR(1):
Zt = φ1Zt-1 + at
L’equazione caratteristica è data da 1-φ1B = 0; da cui B1 = 1/φ1, per cui |φ1| < 1 è condizione di stazionarietà.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi AR(p)
1.0 ACF AR(1) con φ < 0
0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi AR(p)
1.0 PACF AR(1) con φ < 0
0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
- Definizione di un ARMA(p,q): combinazione lineare di una somma pesata di valori passati (v.c.) e di uno shock causale contemporaneo e di una somma pesata di shock casuali passati.
Zt - ΣφiZt-i = εt - Σθjεt-j, i = 1, j = 1, p, q.
φ(B)Zt = θ(B)εt
- Media:
E[Zt] = φ0 / (1 - φ1 - ... - φp).
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
- La funzione di autocovarianza:
γ(k) = φ1γ(k-1) + ... + φpγ(k-p) + E(Zt-kεt) - θ1E(Zt-kεt-1) - ... - θqE(Zt-kεt-q) per k = 0,1,...q.
γ(k) = φ1γ(k-1) + ... + φpγ(k-p) per k ≥ q + 1.
- Risulta evidente come la funzione di autocovarianza dipenda sia dalla componente AR sia dalla componente MA fino al lag q, mentre è determinata esclusivamente dalla componente AR per i lag > q.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
- La funzione di autocorrelazione:
ρ(k) = γ(k) / γ(0) per k = 0,1,...q.
γ(k) = φ1ρ(k-1) + ... + φpρ(k-p) per k ≥ q + 1.
- Analogamente alla funzione di autocovarianza, quella di autocorrelazione dipende sia dalla componente AR sia dalla componente MA fino al lag q, mentre è determinata esclusivamente dalla componente AR per i lag > q.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
- ACF, per k > q decade come per un AR(p), con modalità esponenziale o periodica a seconda del valore e del segno dei parametri autoregressivi φi; in generale non si annulla mai, ma il decadimento è veloce se la componente AR è stazionaria.
- PACF con una forma molto complicata; in generale per k > p decade secondo una modalità esponenziale dipendente dal valore dei parametri θi, come per un processo MA(q); in generale PACF non si annulla mai ma la decadenza è veloce se la componente MA è invertibile.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
- Il caso di un ARMA(1,1).
- Per k = 1, la funzione di autocorrelazione combina le caratteristiche sia di una AR(1) sia di un MA(1).
- Per k > 1, la funzione di autocorrelazione decade, analogamente ad un AR(1).
- L’andamento di ρk è determinato dal segno di φ1 - θ1.
φ1 - θ1 > 0: monotono decrescente.
φ1 - θ1 < 0: oscillante.
- PACF per k > 1, decade esponenzialmente al crescere di k, in maniera monotona se θ1 < 0, oppure oscillante se θ1 > 0.
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
1.0 ACF ARMA (1,1) con φ > θ > 0
0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
1.0 PACF ARMA (1,1) con φ > θ > 0
0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Riepilogo dei principali processi stocastici stazionari: processi ARMA(p,q)
- Un processo ARMA (p,q) è stazionario se tutte le p radici dell’equazione caratteristica φ(B) = 0 sono in modulo esterne al cerchio unitario (|Bi| > 1, per i = 1,2,…..,p) ed è invertibile se tutte le radici dell’equazione caratteristica θ(B) = 0 sono in modulo esterne al cerchio unitario (|Bi| > 1, per i = 1,2,…..,2).
- Nell’esempio di un ARMA(1,1), le condizioni di stazionarietà ed invertibilità sono date rispettivamente da:
|φ1| < 1
|θ1| < 1
- I processi ammissibili (processi AR stazionari, i processi MA invertibili ed i processi ARMA stazionari e invertibili).
L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: alcuni parametri di input
| Parametri | Valori assumibili | Significato |
|---|---|---|
| MQ | Numero intero positivo (es. 1, 4, 6, 12) | Numero di osservazioni per anno |
| ITER | 0, 1, 2, 3 | Opzioni per selezionare una o più serie con uno o più modelli |
| SEATS | 0, 1, 2 | Utilizzo di TRAMO insieme con SEATS |
a) ITER = 2 se le serie sono trattate dal programma con lo stesso modello (in questo caso solamente la prima serie avrà la stringa di istruzioni $INPUT…$ con i parametri).
b) ITER = 3 se le serie sono trattate seguendo ognuna un modello diverso specificato dalle corrispondenti righe dei parametri di input (in questo caso tutte le serie nel file di input avranno la stringa di istruzioni $INPUT…$ con i parametri).
L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: alcuni parametri di input
| Parametri | Valori assumibili | Significato |
|---|---|---|
| ITRAD | 0, 1, 2, 6, 7, -1, -2, -6, -7 | Presenza o meno dei giorni lavorativi e dell'effetto degli anni bisestili |
| IEAST | 0, 1, -1 | Presenza o meno dell’effetto Pasqua |
| IDUR | 0, 1, 2, ...,6, ... | Lunghezza dell’effetto Pasqua |
- L’effetto Pasqua riguarda il periodo di tempo che intercorre tra n giorni prima della Pasqua ed il sabato, vigilia di Pasqua.
- Variabile (dummy) che assumerà valore 0 per tutti i mesi che non risentono dell’effetto Pasqua, e valore j/n per quei mesi che contengono j giorni del periodo che risente dell’effetto Pasqua.
- Se il giorno di Pasqua di un dato anno è il 5 aprile e la durata dell’effetto Pasqua è n = 6, la variabile in questione assumerà valore 2/6 per il mese di marzo, 4/6 per il mese di aprile e 0 per tutti gli altri mesi.
L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: alcuni parametri di input
| Parametri | Valori assumibili | Significato |
|---|---|---|
| IATIP | 0, 1 | Ricerca e correzione automatica degli outlier |
| AIO | 0, 1, 2, 3 | Selezione del tipo di outlier |
| VA | ..., 3.5, ... | Valore soglia per la significatività degli outlier |
| IREG | 0, numero intero positivo | Numero di regressori esterni |
| IUSER | 0, 2 | Imposizione degli outlier |
| NSER | 0, numero intero positivo | Numero di regressori esterni relativo ad un singolo comando REG |
- IATIP = 1, ricerca automatica degli outlier.
- Per default AIO è pari a 2 e ricerca outlier di tipo AO, LS e TC; ponendolo pari a 0 li ricerca tutti e quattro, mentre ponendolo pari ad 1 ricerca solo i tipi AO e TC; infine ponendolo pari a 3 ricerca i tipi AO ed LS.
L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: alcuni parametri di input
I regressori esterni: l’imposizione degli outlier
- Inserito il parametro IREG (numero di regressori esterni forniti a TRAMO per il trattamento delle serie analizzata).
- IREG deve essere uguale al numero di outlier imposti.
- Successivamente alla stringa ($INPUT…..$) dovrà essere inserita un'altra stringa di istruzioni, aperta da $REG e chiusa da $, secondo il seguente schema:
$INPUT…….IREG = numero regressori esterni ……$$REG IUSER = 2 NSER = numero di outlier imposti dall’utente $
L’utilizzo del programma TRAMO SEATS: alcuni parametri di input
| Parametri | Valori assumibili | Significato |
|---|---|---|
| IREG | 0, numero intero positivo | Numero di regressori esterni |
| IUSER | -2, -1, 0, 1 | Modalità di immissione dei regressori esterni |
| NSER | 0, numero intero positivo | Numero di regressori esterni relativo ad un singolo comando REG |
| ILONG | 0, numero intero positivo | Numero di osservazioni per i regressori esterni |
| REGEFF | 0, 1,2,3,4,5, | Assegnazione degli effetti deterministici alle componenti della serie |
- Se obiettivo è le suddivisione della serie nelle diverse componenti, gli effetti deterministici individuati nell'analisi preliminare devono essere attribuiti ad una o più di queste componenti.
- Parametro REGEFF (SEATS = 2) che compare nella stringa ($REG…$) del file di input di TRAMO.
- In base al valore definito per REGEFF, SEATS attribuisce ad una delle componenti in cui scomp
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Statistica economica
-
Statistica economica - Appunti
-
Statistica economica - analisi delle serie storiche
-
Statistica economica