Cap. 1 Elementi di contabilità nazionale
Il c.d. SNA 53 rappresenta il primo tentativo di rendere comparabili a livello internazionale grandezze economiche stimate dai vari Paesi. I fondamenti dell’intero sistema sono:
- Il sistema dei conti: le stime dei flussi economici e finanziari sono registrate in un sistema di conti basato sulla regola della partita doppia;
- I confini della produzione: si pone maggior interesse ad attività produttive che prevedono l’utilizzo di fattori produttivi remunerati in denaro (dunque sono escluse attività di volontariato);
- Il prodotto interno lordo (PIL): l’intero sistema ruota intorno alla produzione finale.
Oggi i conti sono compilati dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) con riferimento a periodi annuali.
Il flusso circolare delle risorse
I conti nazionali descrivono l’economia di un paese come un movimento circolare che vede il PIL trasformarsi in reddito corrisposto ai fattori produttivi e questi ritornare sotto forma di spesa finale. Le unità produttive generano un ammontare di beni e servizi (al netto di quelli consunti nel processo produttivo) il cui valore corrisponde a quello della produzione finale che a sua volta coincide con il reddito percepito dagli agenti detentori di fattori produttivi che viene utilizzato per l’acquisto di beni di consumo ed investimento (spesa finale), trasformandosi in ricavi che permettono di dare origine ad un nuovo ciclo produttivo.
Unità istituzionali e settori istituzionali
La realizzazione di processi economici comporta l’instaurarsi di una pluralità di relazioni tra soggetti economici diversi. I manuali del SNA dedicano una buona parte alla concreta individuazione del soggetto economico. Una prima caratteristica da considerare è la residenza del soggetto nel territorio economico considerato, dato che i conti nazionali prendono in considerazione soltanto le transazioni in cui è coinvolto almeno un operatore residente. Un operatore è residente se ha sul territorio economico il centro dei propri interessi economici, ovvero se vi esercita la propria attività.
In contabilità nazionale, il soggetto economico è detto unità istituzionale purché: a) sia dotato di capacità ed autonomia decisionale in campo economico; b) disponga di una contabilità completa. Tuttavia, vi sono delle eccezioni, ad esempio le Famiglie vengono comunque etichettate come unità istituzionale anche se non dispongono di una contabilità completa. Una volta individuate le unità istituzionali è necessario raggrupparle in gruppi omogenei c.d. settori istituzionali tenendo conto dell’uniformità di comportamento in campo economico. La contabilità nazionale distingue cinque settori istituzionali principali: società finanziarie, società non finanziarie, amministrazioni pubbliche, famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Le unità istituzionali la cui attività principale è il consumo sono assegnate al settore delle Famiglie, mentre le unità istituzionali che si occupano di redistribuire il reddito e ricchezza sono assegnate al settore delle Amministrazioni Pubbliche. Più complicato è, invece, assegnare ad un settore istituzionale le unità che svolgono attività di produzione di beni e servizi. A tal proposito sarà necessario distinguere tra:
- Produttori market: ove vi rientrano unità che producono beni e servizi destinati ad essere venduti sul mercato a prezzi tali per cui i ricavi dovranno ricoprire almeno il 50% dei costi sostenuti per la loro produzione.
- Produttori non market: ove vi rientrano unità che producono beni e servizi venduti a prezzi tali da coprire meno del 50% dei costi sostenuti.
- Produttori di beni e servizi destinati al proprio uso finale.
Dopodiché occorre osservare la natura pubblica o privata dei suddetti:
- Produttori market pubblici: assegnati a società finanziarie e non;
- Produttori market privati: assegnati a società finanziarie e non (secondo il SNA sono inclusi nei settori Società finanziarie e non tutti i produttori dotati di personalità giuridica e le c.d. “quasi-società” che pur non essendo dotate di personalità giuridica dispongono di una contabilità completa ed autonomia decisionale), o alle famiglie (unità produttive non dotate di personalità giuridica e che non possono essere trattate come unità indipendenti dalla famiglia);
- Produttori non market pubblici: assegnati al settore delle Amministrazioni pubbliche;
- Produttori non market privati: assegnati al settore delle Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie;
- Produttori di beni e servizi destinati al proprio uso finale: assegnati al settore Famiglie.
Dunque, al fine di assegnare una unità istituzionale al settore istituzionale, occorre guardare alla funzione principale esercitata dall’unità e se questa è la produzione occorre distinguere il tipo di produzione (market e non o per proprio consumo), alla natura pubblica o privata dell’unità ed infine alla rilevanza economica stabilità in termini di numero di addetti.
Le unità di analisi dei processi tecnico-produttivi e la loro aggregazione in branche
Uno degli obiettivi dei conti nazionali è fornire un’analisi dei flussi economici di produzione per tipo di attività economica. Per distinguere un tipo di attività economica da un altro si guarda all’input, alle caratteristiche del processo produttivo e all’output. Così è stato individuato un elenco di attività economiche riportato nella Classificazione delle attività economiche delle imprese, c.d. classificazione ATECO 2007. Facendo riferimento a quest’ultima si possono individuare una serie di unità di analisi:
- Unità di attività economiche (UAE): si scompongono le unità istituzionali in base all’attività;
- Unità Locale (UL): in base al luogo fisico in cui essa svolge la propria attività;
- Unità di attività economica Locale (UAEL): combinazione delle due precedenti. Il raggruppamento di queste unità dà luogo alle c.d. Branche di attività economica, ciascuna delle quali svolge un solo tipo di attività.
- Unità di produzione omogenea (UPO): unità di analisi utilizzata per la compilazione delle tavole input-output.
Le operazioni economiche
Il SNA distingue tre tipi di transazioni monetarie: operazioni sui prodotti, operazioni di distribuzione e redistribuzione del reddito, operazioni finanziarie. In generale, le operazioni possono essere correnti (operazioni effettuate con regolarità dagli operatori nell’esercizio della loro attività), e in conto capitale (operazioni che hanno carattere eccezionale e producono mutamenti delle consistenze patrimoniali).
Il sistema dei conti
Il sistema dei conti nazionali è strutturato in tre parti:
- Conto di equilibrio dei beni e servizi: che descrive le operazioni di scambio che avvengono nel paese. Presenta le entrate nella sezione sinistra (offerta) e le uscite in quella di destra (domanda). La produzione è valutata ai prezzi praticati dai produttori (prezzi base tali da coprire i costi e garantire un margine di profitto al produttore). Accanto ad essi vi è la valutazione ai prezzi di acquisto o di mercato (praticati dall’acquirente finale) comprensivi delle imposte indirette nette (IIN). Per garantire l’uguaglianza tra Domanda e Offerta è necessario aggiungere alle risorse le imposte indirette nette (IIN).
- Piano generale dei conti: che comprende:
- Conti delle operazioni correnti: troviamo una serie di conti analizzati per branca di attività economica e per settore istituzionale.
- Analisi per branca di attività economica: il conto della produzione che mostra in entrata la produzione valutata ai prezzi base ed in uscita i costi per ottenerla valutati ai prezzi di mercato. Per rendere confrontabili uscite ed entrate è necessario prevedere in entrata le IIN. Il PIL è un conto di produzione valutato ai prezzi di mercato al netto della produzione finale; la fusione del PIL e del conto produzione dà luogo al conto delle risorse e degli impieghi che mette in evidenza come il PIL coincide con la domanda finale. Mentre, il PIN (Prodotto interno netto) transita tra le entrate del conto della generazione dei redditi primari che ha lo scopo di remunerare i fattori produttivi impiegati nel processo produttivo (remunerazione di reddito da lavoro dipendente e risultato di gestione). Il saldo a pareggio è il Risultato di gestione.
- Analisi per settore istituzionale: il conto dell’attribuzione dei redditi primari segna il passaggio da una valutazione dei flussi interna ad una valutazione nazionale ed ha l’obiettivo di determinare l’ammontare di reddito percepito dai residenti per il fatto di aver prestato fattori produttivi sia ad imprese residenti e non. Il saldo a pareggio è il Reddito nazionale Netto. Il conto successivo è il conto della distribuzione secondaria del reddito che descrive il passaggio dal reddito primario al reddito disponibile (aggregato monetario di cui dispongono le unità istituzionali per acquistare beni/servizi necessari al soddisfacimento dei propri bisogni). Questo conto presenta in entrata il Reddito Nazionale netto, in uscita i trasferimenti erogati e a saldo il Reddito disponibile netto. Il conto dell’utilizzazione del reddito disponibile mostra come il reddito percepito venga speso o accantonato. Il saldo è il Risparmio netto.
- Conti di accumulazione: tra cui il conto del capitale che confronta i risparmi e gli investimenti per rilevare una situazione di accreditamento o indebitamento. Se gli investimenti sono inferiori ai risparmi, ne risulta un accreditamento che esprime per ciascun settore quanto questo può mettere a disposizione degli altri, per il Paese quanto è disponibile per finanziare il Resto del mondo. Viceversa, ne risulta un indebitamento del singolo settore, oppure del Paese nei confronti del Resto del mondo.
- Il sistema delle interdipendenze settoriali comprende:
- La tavola delle risorse (Supply) che mostra la disponibilità di risorse distinguendo tra produzione interna ed importazioni. Si tratta di matrici rettangolari composte da una matrice della produzione con righe intestate ai prodotti e colonne intestate alle branche, questa matrice tiene conto che ciascuna branca può produrre, oltre al suo, anche i prodotti di altre branche; una matrice delle importazioni e una matrice di valutazione, che comprende le imposte indirette al netto dei contributi sui prodotti e di margini di trasporto che, aggiunti ai prezzi base, consentono di passare ai prezzi di acquisto.
- La tavola degli impieghi (Use) mostra gli impieghi dei beni e servizi per prodotto e per tipo di impiego, distinguendo tra impieghi intermedi e impieghi finali. Questi ultimi sono articolati in consumi finali, investimenti ed esportazioni. Leggendo la tavola per colonna nella parte intestata alle branche si comprende quanti e quali prodotti ogni branca utilizza come input intermedi per realizzare la produzione. La lettura di riga consente invece di cogliere la destinazione dei beni.
- La tavola degli input-output (prodotti x prodotti oppure brache x branche): matrici quadrate simmetriche che mostrano quali e quanti beni e servizi prodotti (output) sono utilizzati da altri settori come input nei loro processi produttivi.
Note interessanti
L’intero sistema di contabilità nazionale ruota intorno all’aggregato del PIL, e per comprendere il contenuto di quest’ultimo è necessario delinearne i contorni. Innanzi tutto il PIL è dato dalla differenza tra:
- La produzione che in contabilità