Cos'è la statistica
Cenni storici
Tracce di ciò che potremmo definire statistiche si riscontrano già dai tempi della preistoria; l’uomo, infatti, da sempre ha sentito l’esigenza di quantificare e registrare avvenimenti importanti della propria vita, come l’ammontare delle nascite, delle morti, del numero dei capi di bestiame posseduti, dei prodotti agricoli raccolti e scambiati, e così via.
Ma la Statistica come disciplina vera e propria nasce in Inghilterra e in Germania intorno al 1600; essa si occupa dello studio dei fenomeni demografici, sociali e dei principali fatti riguardanti la vita di uno Stato. Nello stesso periodo nasce il calcolo delle probabilità, branca della Matematica, tuttavia per lungo tempo resta confinato ai giochi d’azzardo; solo successivamente il calcolo delle probabilità, e più in generale la Matematica, diventano uno strumento fondamentale per la metodologia statistica, in particolare per la statistica inferenziale.
Con lo sviluppo dell’Informatica, la metodologia statistica ha fatto un enorme passo avanti; oggi è possibile trattare una gran quantità di dati ed effettuare elaborazioni prima impossibili da eseguire manualmente o comunque in tempi brevi. Oggi tutti i paesi industrializzati dispongono di servizi statistici nazionali, per cui non solo è aumentata la quantità disponibile dei dati statistici, ma ne è migliorata anche la qualità.
In Italia l’Istat nasce come Istituto autonomo nel 1926; dal 1989 è un Istituto di Stato a gestione autonoma, dotato di personalità giuridica, ed è diventato “Istituto nazionale di Statistica”, sotto la dipendenza del Consiglio dei Ministri. L’Istat ha sede in Roma ed ha il compito di raccogliere, elaborare e diffondere informazioni statistiche riguardanti tutti gli aspetti (demografici, sociali, economici) della vita dello Stato.
L’Istat per legge non possiede il monopolio della informazione statistica; esistono anche altri enti, sia pubblici che privati, che producono statistiche di rilevante interesse nazionale, che non hanno però valore ufficiale. Si pensi, ad esempio, ai vari ministeri, ai comuni, alle regioni, alle province, nonché alla Banca d’Italia. Altri enti sono la Camera di Commercio, la Confindustria, il Censis, la RAI, l’ENEL, l’ENI, la Doxa, la Demoskopea, e così via.
Fonti di dati
Le pubblicazioni Istat hanno carattere periodico; ci sono pubblicazioni annuali, decennali, ma anche occasionali e saltuarie. Citiamo fra le più importanti l’Annuario, il Compendio, il Bollettino mensile, gli Annuari specializzati, che costituiscono un’analisi dettagliata dei vari capitoli compresi nell’Annuario, oltre alle pubblicazioni dedicate ai Censimenti. Ricordiamo, infatti, che con periodicità decennale l’Istat effettua il censimento della popolazione e delle abitazioni, il censimento dell’agricoltura e il censimento dell’industria, commercio, servizi e artigianato.
Oggi ci si può collegare a una banca dati, che consente di disporre di dati aggiornati in tempo reale su diversi fenomeni. Ci sono alcuni paesi, come l’Africa, che non dispongono di un servizio statistico nazionale, per i quali non è mai stato effettuato un censimento e per i quali, dunque, è impossibile valutare i mutamenti e le dimensioni dei fenomeni demografici, economici, sanitari, ecc.
Per quanto riguarda le fonti statistiche internazionali, ricordiamo le pubblicazioni effettuate da alcuni organismi internazionali quali:
- L’ONU (Statistical yearbook, Demographic yearbook, Yearbook of national accounts Statistics, Monthly bulletin of Statistics)
- L’UNESCO (Annuario dell’Istruzione)
- La FAO (Production yearbook, Trade yearbook, Yearbook of forest products)
- Il BIT-ILO (Yearbook of labour Statistics)