Esercitazioni Prof. Vacca
Introduzione 2
Procedure inferenziali 14
R2 e verosimiglianza 20
Applicazione del modello e bontà di adattamento 40
Pagina 1 28/04/2021
Introduzione
Il primo obiettivo quando si parla di regressione lineare è quello di studiare la relazione tra una
variabile esogena X e una variabile endogena Y.
Questa relazione è contaminata da un termine di errore che indicheremo con ε perché si presume
che ci sano cose che la relazione lineare non riesce a cogliere e quindi tutto ciò che la relazione
lineare non riesce a cogliere sta in questo termine di errore.
L’obiettivo secondo il procedimento dei minimi quadrati ordinari è trovare una retta che minimizza
l’errore complessivo. Nella fattispecie quello che si fa è minimizzare per α e per β una funzione di
perdita che dipende da ε cioè la somma per le n osservazioni dove i va da 1 fino a n dei residui al
quadrato. Siccome questo dipende direttamente dai coefficienti allora posso minimizzare questa
funzione rispetto ai parametri di interesse quindi rispetto ad α e β.
Si chiama minimi quadrati perché la funzione di perdita è quadratica, infatti, ho una potenza
al quadrato.
Questa funzione di perdita viene minimizzata attraverso un processo matematico di
α
minimizzazione quindi si calcolano le derivate prime rispetto ad e β. α
La stima di β è pari alla covarianza tra x e y diviso la varianza di x, mentre l’intercetta è pari alla
media di y meno β per la media di X.
Finora non abbiamo detto niente circa il fatto di avere un campione casuale, infatti, quanto detto fin
ora funziona anche a livello di popolazione
Una volta ottenute queste stime possiamo dividere il problema in due parti.
Abbiamo X ed Y, disegniamo dei punti e vediamo che la retta dei minimi quadrati passa in mezzo a
quei punti.
In corrispondenza dello stesso valore X osservato ho due quantità: la prima è Y cioè il valore
i
osservato, la seconda è il valore in corrispondenza della retta quindi Y stimato ed ho anche la
i
discrepanza tra i due punti che è e cioè il residuo dato dalla differenza da valore osservato e
i
valore stimato.
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Il dataset a cui facciamo riferimento è nei Il dataset
Il dataset a cui facciamo riferimento
Il dataset a cui facciamo riferiment
file Gretl ed è: Engel’s income and food nei file G
nei file Gretl ed è: Engel’s income a
nei file Gretl ed è: Engel’s income
expenditure data. food expe
food expenditure data.
food expenditure data.
Applichiamo quanto abbiamo detto nella Applichia
Applichiamo quanto abbiamo detto
Applichiamo quanto abbiamo detto
pratica e prendiamo il dataset. nella prat
nella pratica e prendiamo il dataset
nella pratica e prendiamo il datase
Qui mett
Qui mettiamo nella X income e nell
Qui mettiamo nella X income e nel
Ora mettiamo nella X income e nella Y foodexp.
foodexp.
foodexp.
foodexp. In questo
In questo grafico ci sono dei proble
In questo grafico ci sono dei proble
In questo grafico ci sono dei problemi che che risolv
che risolveremo più avanti perché
che risolveremo più avanti perché
risolveremo più avanti perché come come ved
come vediamo abbiamo una
come vediamo abbiamo una
vediamo abbiamo una concentrazione dei concentra
concentrazione dei punti all’inizio.
concentrazione dei punti all’inizio.
punti all’inizio.
Mettiamo nella variabile dipendente foodexp, nella variabile indipendente income più la costante
Qui mettiamo nella variabile dipendente foodexp, nella va
Qui mettiamo nella variabile dipendente foodexp, nella variabile indipendente incom
Qui mettiamo nella variabile dipendente foodexp, nella variabile indipendente incom
ed ottengo queste stime: più la costante ed ottengo queste stime:
più la costante ed ottengo queste stime:
più la costante ed ottengo queste stime: α
Partiamo dall’intercetta cioè da che è il valore di Y in co
α
Partiamo dall’intercetta cioè da che è il valore di Y in corrispondenza di X uguale a
α
Partiamo dall’intercetta cioè da che è il valore di Y in corrispondenza di X uguale
quindi se torniamo al nostro dataset vuol dire che per un
α
Partiamo dall’intercetta cioè da che è il valore di Y in corrispondenza di X uguale a 0 quindi se
quindi se torniamo al nostro dataset vuol dire che per un income pari a 0 la spesa p
quindi se torniamo al nostro dataset vuol dire che per un income pari a 0 la spesa
cibo è pari a 147.
torniamo al nostro dataset vuol dire che per un income pari a 0 la spesa per cibo è pari a 147.
cibo è pari a 147.
cibo è pari a 147. Questa cosa può avere senso oppure no nella realtà dipen
Questa cosa può avere senso oppure no nella realtà dipende da che cosa sto considerando. Per
Questa cosa può avere senso oppure no nella realtà dipende da che cosa sto
Questa cosa può avere senso oppure no nella realtà dipende da che cosa sto
considerando. Per esempio se analizziamo il salario con a
esempio se analizziamo il salario con anni di esperienza lavorativa e l’età dell’individuo vediamo
considerando. Per esempio se analizziamo il salario con anni di esperienza lavorativ
considerando. Per esempio se analizziamo il salario con anni di esperienza lavorativ
l’età dell’individuo vediamo che porre l’età dell’individuo n
che porre l’età dell’individuo non ha senso.
l’età dell’individuo vediamo che porre l’età dell’individuo non ha senso.
l’età dell’individuo vediamo che porre l’età dell’individuo non ha senso.
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Ci sono situazioni in cui porre uguale a 0 la variabile non ha senso e quindi in questi casi si crea
Ci sono situazioni in cui porre uguale a 0 la variabile non ha senso e quindi in questi
una nuova variabile che è pari alla variabile meno la sua media e si rifà il modello.
casi si crea una nuova variabile che è pari alla variabile meno la sua media e si rifà il
Adesso l’intercetta di β è sempre il valore di Y in corrispondenza di X =0 e X *=0 dove X *
0 1 2 2
modello.
significa X pari alla sua media.
Adesso l’intercetta di β è sempre il valore di Y in corrispondenza di X =0 e X *=0
2 0 1 2
Questa è una prima accortezza più pratica quando si analizzano i dati che di solito quando si fa
dove X * significa X pari alla sua media.
2 2
la teoria viene un po' tralasciata perché la si da per scontato.
Questa è una prima accortezza più pratica quando si analizzano i dati che di solito
quando si fa la teoria viene un po' tralasciata perché la si da per scontato.
Quando si passa al coefficiente angolare della retta quindi alla pendenza questa è pari
a 0.485 quindi passo a β. Come si ragiona quando si commenta il coefficiente
angolare?
Quando si passa al coefficiente angolare della retta quindi alla pendenza questa è pari a 0.485
Suppongo di passare da X a X+1 in termini di equazione. La differenza quindi il passo
quindi passo a β. Come si ragiona quando si commenta il coefficiente angolare?
in avanti è stato di un’unità. Il passo avanti di Y è dato dalla differenza e quindi
Suppongo di passare da X a X+1 in termini di equazione. La differenza quindi il passo in avanti è
rimane β il che significa che aumentando di un’unità la X succede che la Y aumenta di
stato di un’unità. Il passo avanti di Y è dato dalla differenza e quindi rimane β il che significa che
β. In altri termini β è interpretabile come l’incremento di Y a fronte di un incremento
unitario di X quindi la mia X aumenta di 1 allora la mia Y aumenta di β.
aumentando di un’unità la X succede che la Y aumenta di β. In altri termini β è interpretabile come
Un altro modo per chiamare β è il cosiddetto effetto marginale cioè quanto varia la Y
l’incremento di Y a fronte di un incremento unitario di X quindi la mia X aumenta di 1 allora la mia Y
se faccio variare la X? È la derivata di X rispetto a Y dove derivata vuol dire
aumenta di β. incremento di Y quando vado a toccare la X.
Un altro modo per chiamare β è il cosiddetto effetto marginale cioè quanto varia la Y se faccio
Nel caso del modello lineare rimane β che è proprio l’effetto marginale. Ci sono
variare la X? È la derivata di X rispetto a Y dove derivata vuol dire incremento di Y quando vado a
situazioni in cui questa cosa non vale più.
toccare la X.
Nel caso del modello lineare rimane β che è proprio l’effetto marginale. Ci sono situazioni in cui
questa cosa non vale più.
Passando al caso pratico che abbiamo visto prima se aumento income di 1 unità metà
di quello che viene guadagnato in più cioè 0.485 viene speso in alimenti.
Passando al caso pratico che abbiamo visto prima se aumento income di 1 unità metà di quello
che viene guadagnato in più cioè 0.485 viene speso in alimenti.
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Il modello espresso in questo modo è problematico,
infatti, tutte le misurazioni sono sul semiasse positivo.
Ma perché è un problema?
Questo è un problema perché quando nella fase
successiva si va ad applicate le tecniche inferenziali
Il modello espresso in questo modo
una delle ipotesi fondanti è che la variabile Y sia una
abbiamo già anticipato che è
distribuzione normale, la quale ha come dominio tutta
problematico, infatti, tutte le
l’asse reale. Quindi avendo come dominio tutta l’asse
misurazioni sono sul semiasse positivo.
Ma perché è un problema?
reale vediamo che questo caso qua non è coerente Il modello e
Questo è un problema perché quando nella fase successiva si va ad applicate le
con questa ipotesi della distribuzione normale. abbiamo già
tecniche inferenziali una delle ipotesi fondanti è che la variabile Y sia una distribuzione
Vogliamo è che la Y sia lungo tutta l’asse reale e non problematico
normale, la quale ha come dominio tutta l’asse reale. Quindi avendo come dominio
tutta l’asse reale vediamo che questo caso qua non è coerente con questa ipotesi della misurazioni
solo lungo il semiasse positivo. Come fare?
distribuzione normale. Ma perché è
Esistono delle trasformazioni opportune.
Quindi quello che vogliamo è che la Y sia lungo tutta l’asse reale e non solo lungo il
Questo è un problema perché quando nella fase successiva
Possiamo notare come ci sia una forte concentrazione nella parte iniziale e poi abbiamo
semiasse positivo. Come fare? tecniche inferenziali una delle ipotesi fondanti è che la varia
Esistono delle trasformazioni opportune per fare queste cose.
dispersione nella parte finale. Siccome si parla di reddito e di spesa abbiamo sempre un fattore di
normale, la quale ha come dominio tutta l’asse reale. Quind
Possiamo notare come ci sia una forte concentrazione nella parte inziale e poi
simmetria quindi molte delle distribuzioni economiche anche come i salari sono molto concentrati
tutta l’asse reale vediamo che questo caso qua non è coere
abbiamo dispersione nella parte finale. Siccome si parla di reddito e di spesa abbiamo
distribuzione normale.
nella parte iniziale del grafico.
sempre un fattore di simmetria quindi molte delle distribuzioni economiche anche
Quindi quello che vogliamo è che la Y sia lungo tutta l’asse
come i salari sono molto concentrati nella parte iniziale del grafico.
semiasse positivo. Come fare?
Se facciamo ad esempio l’istogramma
Esistono delle trasformazioni opportune per fare queste cos
abbiamo una forte asimmetria dei dati perché
Se facciamo ad esempio l’istogramma abbiamo una forte
Possiamo notare come ci sia una forte concentrazione nella
abbiamo una grossa coda sulla destra. Per
asimmetria dei dati perché abbiamo una grossa coda sulla
questo motivo si deve attuare una
abbiamo dispersione nella parte finale. Siccome si parla di
trasformazione che sposti il baricentro di
sempre un fattore di simmetria quindi molte delle distribuz
destra. Per questo motivo si deve attuare una
questa variabile in modo tale che la
come i salari sono molto concentrati nella parte iniziale del
trasformazione che sposti il baricentro di questa variabile
distribuzione normale funzioni meglio. Se facciamo ad es
in modo tale che la distribuzione normale funzioni meglio.
Per fare questo quello che si fa è una abbiamo una forte
trasformazione logaritmica o sulla X, o sulla Y
Per fare questo quello che si fa è una trasformazione
abbiamo una gros
oppure su entrambe.
logaritmica o sulla X, o sulla Y oppure su entrambe. questo motivo si d
trasformazione ch
questa variabile in
distribuzione norm
Per fare questo qu
MODELLI TRASFORMATI
MODELLI TRASFORMATI trasformazione log
Adesso analizzeremo i modelli trasformati. Qui in questi modelli vogliamo che i nostri
Adesso analizzeremo i modelli trasformati. In questi modelli vogliamo che i nostri dati siano più
oppure su entram
dati siano più vicini alla condizione di normalità, condizione che ci serve per fare
vicini alla condizione di normalità, condizione che ci serve per fare inferenza statistica e per
inferenza statistica e per risolvere questo problema trasformo in logaritmo. Si parla di
risolvere questo problema trasformo in logaritmo. Si parla di modelli trasformati. Per fare questo
modelli trasformati. Per fare questo quello che si fa è una trasformazione logaritmica o
sulla X, o sulla Y oppure su entrambe.
quello che si fa è una trasformazione logaritmica o sulla X, o sulla Y oppure su entrambe.
PRIMO MODELLO TRASFORMATO: TRASFORMAZIONE DELLA Y IN LOGARITMO
MODELLI TRASFORMATI
Adesso analizzeremo i modelli trasformati. Qui in questi mo
PRIMO MODELLO TRASFORMATO Cosa succede se calcolo l’effetto marginale
dati siano più vicini alla condizione di normalità, condizione
in questa equazione?
inferenza statistica e per risolvere questo problema trasform
Devo fare la derivata di Y su X quindi quello
modelli trasformati. Per fare questo quello che si fa è una t
che faccio adesso è tornare all’equazione
sulla X, o sulla Y oppure su entrambe.
originaria e fare l’esponenziale. Quindi se
facciamo derivata di X rispetto a Y ottengo
l’esponenziale stesso che moltiplica β.
L’effetto marginale non è più β, ma è
qualcos’altro. Si isola β e vediamo che la X
ha incremento unitario, ma la Y ha un
incremento che non è unitario, ma è relativo.
Il parametro β non lo possiamo più
commentare come prima, ma va adattato.
β è l’incremento percentuale di Y a fronte di
Il primo dei modelli trasformati che vediamo è quello in cui trasformo in logaritmo la
un incremento unitario di X
Y. Cosa succede se calcolo l’effetto marginale in questa equazione?
Devo fare la derivata di Y su X quindi quello che faccio adesso è tornare all’equazione
originaria e fare l’esponenziale. Quindi se facciamo derivata di X rispetto a Y ottengo
l’esponenziale stesso che moltiplica β.
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L’effetto marginale non è più β, ma è qualcos’altro. Si isola β e vediamo che la X ha
incremento unitario, ma la Y ha un incremento che non è unitario, ma è relativo.
Qui il parametro β non lo possiamo più commentare come prima, ma va adattato.
β è l’incremento percentuale di Y a fronte di un incremento unitario di X
incremento unitario, ma la Y ha un incremento che non è unitario, ma è relativo.
Qui il parametro β non lo possiamo più commentare come prima, ma va adattato.
β è l’incremento percentuale di Y a fronte di un incremento unitario di X
Qui abbiamo fatto un nuovo modello. Se andiamo al caso pratico, creo una nuova
Abbiamo fatto un nuovo modello. Se andiamo al caso pratico, creo una nuova variabile e stimo un
variabile e stimo un modello in cui la variabile dipendente è log di foodexp e la
modello in cui la variabile dipendente è log di foodexp e la variabile indipendente è income.
variabile indipendente è income.
Partiamo dalla pendenza. Se aumento di una unità la disponibilità economica, il mio income, la
Partiamo dalla pendenza. Se aumento di una unità la disponibilità economica, il mio
spesa per cibo aumento dello 0.06615% quindi qui ho un incremento percentuale.
income, la spesa per cibo aumento dello 0.06615% quindi qui ho un incremento
Anche la costante va rimodulata. Se pongo a 0 la X allora si ottiene logY uguale ad α
percentuale.
che è la costante che ho stimato. Ma attenzione che adesso la costante non è più quel
valore di Y in corrispondenza di X uguale a 0, ma è quel valore di logY in
corrispondenza di X uguale a 0. Quindi se devo tornare indietro nel ragionamento
devo fare l’esponenziale quindi devo fare exp5.70349 ed ottengo 300
Anche la costante va rimodulata. Se pongo a 0 la X allora si ottiene logY uguale ad α
Anche la costante va rimodulata. Se pongo a 0 la X allora si ottiene logY uguale ad α che è la
che è la costante che ho stimato. Ma attenzione che adesso la costante non è più quel
valore di Y in corrispondenza di X uguale a 0, ma è quel valore di logY in
costante che ho stimato. Ma attenzione che adesso la costante non è
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