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Elementi di filmologia

Barry Lyndon: il romanzo e Kubrick

Barry Lyndon è tratto da un romanzo. Kubrick sfrutta gli elementi del romanzo per costruire la struttura del film.

Filmologia

Filmologia: dal francese filmologié, entra in uso corrente nella lingua italiana dopo il 1948 per designare la disciplina che studia tutti i problemi tecnici, storiografici e scientifici che si riconnettono in qualche modo al cinematografo.

Cinematografo

Cinematografo: termine ora in disuso, per dire cinema, per indicare la sala, o il modo, o la filmografia di un regista. Dal francese, indica un brevetto di un’apparecchiatura dei fratelli Lumiere (28 dicembre 1895). Nell’evoluzione di questa forma del linguaggio del Novecento, si ha l’idea del passaggio dal cinematografo (primi esperimenti di cose in movimento, mostra ma non racconta) al cinema (comincia a raccontare). Siamo nei primissimi anni 1902, 1903.

Lo sviluppo del cinema

Il cinema comincia quando si percepisce che questa forma di spettacolo poteva piacere alla gente e poteva anche essere oggetto di piccole storie. La filmologia è tutto ciò che è connesso alla tecnica, alla storiografia e alla scienza riguardante il cinema. Si compie un errore nel pensare che il cinema sia solo qualcosa di domestico; ciò impedisce di capire e chi guarda non sa cosa sia veramente il cinema.

Trama e tecniche di Barry Lyndon

Di un film la trama è inevitabile, il cinema è tutto ciò che non è trama e ha degli elementi/pilastri che servono per abbellire, allungare, rendere più interessante. Aspetto tecnico del cinema in Barry Lyndon: ci sono soluzioni interessanti, Kubrick in maniera originale realizza qualcosa che si comincia a definire come auto esibizione della tecnica.

Applicazione della tecnologia

Aspetto tecnico: tecnologia applicata al film ha senso se la soluzione tecnica adottata è congeniale a ciò che si vuole raccontare, spesso è utilizzata come fine a se stessa. Uso un procedimento tecnico se mi serve ad ottimizzare ciò che sto raccontando, altrimenti attori e conflitti del film diventano accessori.

Aspetti storiografici

Aspetto storiografico: riscrittura della storia, modificazione hanno inspirato, modifiche storiche, estetiche. Per molti decenni, la storia del cinema era raccontata dal punto di vista di un unico storico che si appoggiava sul ricordo di cosa il cinema fosse stato. Quello che c’è nella storia del cinema, non è ciò che il cinema è stato, bisogna scavare in ambiti più profondi. Fino all’arrivo del videoregistratore (fine '900), lo spettatore non si poteva comportare come un “lettore” del film e quasi “subiva” la visione al cinema. Lo spettatore aveva con quest’arte un rapporto diverso rispetto alle altre, perché non gli era possibile analizzarlo, non aveva il controllo sull’opera. Barry Lyndon cade dentro quest’ambito perché è un film in costume storico, ambientato nel Settecento, tratto da un romanzo scritto nell’Ottocento.

Il cinema: scienza e arte

Il cinema non nasce come forma di spettacolo, nasce per esigenze scientifiche, dare movimento alla fotografia per lo studio del movimento in laboratorio, per mostrare il tempo non a settori ma in continuità, per non avere solo immagini isolate ma catturare il tempo reale; questa cattura diventa il cinema, trasferire il tempo della vita nell’arte. Il tempo esiste solo quando viene proiettato, è un tempo costruito, artificiale, a differenza della pellicola che non ha tempo. Tecnica + storiografia + tempo: per il fatto stesso che il cinema esiste solo quando viene fatto vedere, esso racconta sempre al presente.

Espedienti temporali e montaggio

Se si vuole parlare del passato, deve ricorrere ad espedienti, il tempo del cinema è una convenzione e si può giocare in maniera molto forte su questo. Kubrick utilizza il tempo per andarlo ad applicare a tempi differenti: montaggio è il sangue del cinema. Kubrick era maniaco dell’inquadratura, cercava quella perfetta. Col montaggio si danno tempo e spazio al film, rispetto al materiale girato: è l’operazione con cui si taglia e si organizza il film, una volta per questa fase di rielaborazione si impiegava la moviola, che serviva per andare a vedere se l’attacco tra una sequenza e l’altra andava bene o se bisognasse procedere con il taglio della pellicola.

La realtà nel cinema

Il cinema riprende la realtà reale o quella costruita, la fissa per renderla disponibile alla riproduzione. Il cinema esiste solo attraverso la macchina da presa e per poi essere proiettato c’è bisogno di altre macchine che sviluppino e fissino la pellicola. Prima dell’arrivo della fotografia e del cinema, l’opera d’arte doveva essere originale, dopo si potevano fare copie. Opera d’arte era unica e irripetibile, hic et nunc. Ciò va a cadere con l’arrivo delle due nuove arti, perché l’unicità è irrilevante.

Originalità e falsificazione

Il cinema non ha l’originale di un film, nasce come copia, l’originale di per sé non esiste. Non essendoci perciò un autentico e nascendo come copia, il cinema è un falso, il film è il frutto di una falsificazione, anche per il largo e necessario utilizzo delle macchine (mentre per le altre arti c’è un diretto contatto tra artista e opera d’arte). Ogni film è un falso e il montaggio è un’ulteriore falsificazione: il montaggio si inserisce in un sistema già falso per falsificare ulteriormente tempo e spazio, più il montaggio è imprevedibile, più lo spettatore è intrigato.

Il valore del falso

Falsificare non ha necessariamente un’accezione negativa, più una cosa è falsa più raggiunge un livello di verità: un falso appena accennato è palesemente falso, mentre più si ostenta il falso più si rende qualcosa credibile. Svelando com’è fatto, esibendo la falsificazione, si arriva a far diventare ciò che è falso, più vero della verità stessa. Rapina a mano armata è fondato sulla ripetizione della falsificazione.

Barry Lyndon e il cinema d'autore

Esiste una problematica tra il genere a cui appartiene Barry Lyndon e la figura di Kubrick come autore. Nel dibattito dell’analisi del cinema c’è questa divisione tra cinema d’autore e cinema di genere. Kubrick è un autore indiscusso però fa film di genere: sovrapposizione tra genere e autore. Solitamente il film di genere si appoggia a codici narrativi sempre uguali [di serie B] e il regista viene quasi messo dopo il genere medesimo, gli attori, lo scenografo ecc. Regista ridotto alla figura di tecnico specializzato, non è considerato autore [dirige gli attori all’interno della gabbia del genere], il film deve dare al pubblico ciò che si aspetta in questi casi, perciò è il genere stesso che dirige. L’autore invece parla di se stesso, non è schiavo delle convenzioni del genere, ma parla delle sue esperienze, dal suo punto di vista.

Kubrick e la personalizzazione del genere

Come ha fatto Kubrick a raccontare un film storico però rendendolo personale come Barry Lyndon? In un genere forte i codici non possono essere cambiati, lui invece riesce a rimodulare il genere stesso [es. dopo 2001, che fa fantascienza deve passare per questo film].

La sceneggiatura: dal romanzo al film

La sceneggiatura: è il processo che sta tra il romanzo e il film. I film non tratti da alcun romanzo si dicono a soggetto originale. Il cinema nascendo alla fine dell’Ottocento viene dopo i secoli della letteratura e non si può quindi non pescare da forme di spettacolo ad esso precedenti: teatro e letteratura. Quest’operazione di avere già storie pronte da trasformare in film è qualcosa che nasce per raccontare, ma il cinema inizialmente osserva unicamente la realtà.

Cinema e letteratura

La griglia che offre il romanzo non è ignorabile: ci sono storie che vale la pena trasferire sulla celluloide. Cinema e letteratura sono due forme linguistiche differenti: la comparazione si può fare solo se si considerano parametri diversi. Per molto tempo però siccome è il cinema che prende dalla letteratura, buona parte diventa letterario: film che erano illustrazioni di romanzi preesistenti in una concezione di fedeltà che il film doveva avere rispetto al romanzo. Col tempo poi si stabilisce che sono due espressioni artistiche diverse e non c’è una legge rigida che regola questo sistema.

L'autonomia del cinema

Storicamente in questo fenomeno del cinema che prende dal romanzo, poi il cinema si rende conto che il romanzo lungo non era congeniale alla trasposizione cinematografica: si cominciano a preferire i racconti brevi. Per quattro, cinque decenni il cinema “vampirizza” le altre arti, bisogna però ricordarsi che è l’ultimo arrivato e non ha una struttura linguistica propria. Non ha un linguaggio autonomo; acquisterà col tempo una propria autonomia espressiva.

Il montaggio e la narrazione

Es.: per molto tempo per raccontare qualcosa al passato si raccontava col flashback, che è una tecnica prettamente letteraria, pian piano ci si rende conto che non ce n’è bisogno, almeno non con dei procedimenti scolastici, perché lo spettatore comincia a prendere coscienza del linguaggio filmico. Il cinema prende coscienza di autonomia del proprio linguaggio espressivo. La stessa letteratura del Novecento comincia a risentire del linguaggio del ritmo, del tempo di montaggio e di atmosfera che il cinema acquisisce; il film così diventa cinematografico due volte.

Dal romanzo al cinema: una doppia cinematografia

Un film tratto da un romanzo diventa cinematografico perché prende elementi, taglia, cuce, accelera, elimina altre cose. Ma se il romanzo stesso ha di per sé degli elementi cinematografici, tempo, ritmo, linguaggio, immagine visiva, se trasferito poi al cinema è doppiamente cinematografico. Es.: Romanzo criminale.

La sceneggiatura

Sceneggiatura: è il sistema letterario che ha una forma in prospettiva di diventare film, anticipa le immagini che poi diventano film; può avere bisogno anche di più versioni, perché deve mettere d’accordo molte persone tra cui anche la produzione; viene scritta da uno o più sceneggiatori, non da scrittori perché non sono in grado, sono due professioni diverse; è nella fase di scrittura del film che per esempio si può salvare un romanzo orrido, è più difficile che da un buon romanzo si possa avere un’altrettanto buona trasposizione cinematografica.

Scrivere una sceneggiatura

Scrivere una sceneggiatura è una tecnica, è un processo che ha regole e caratteristiche che bisogna acquisire, imparare, ci sono moltissime avvertenze di scrittura. Scrivere una sceneggiatura non significa fare il riassunto del romanzo, si entra in una logica di scrittura completamente diversa. Se la sceneggiatura è la scrittura del cinema, si può anche avere l’operazione di scrivere il cinema senza sceneggiatura: usare la macchina da presa come se fosse una penna, scrivere il film direttamente con le riprese e girare delle immagini come se fossero la base per l’intero film.

Il cinema e la sfera dei classici

Il cinema fa fatica ad entrare nella sfera dei classici perché hanno una struttura che non facilita la trasposizione filmica.

Il produttore cinematografico

Produttore: inteso come produzione, non è sempre necessariamente una singola persona fisica [è chi investe]; si tratta di una figura interessante perché spesso il regista ha meno voce in capitolo del produttore [final cut è del regista]; non ci si improvvisa produttore.

Charlie Chaplin e la produzione

Charlie Chaplin produce lui stesso i propri film in cui è anche interprete e regista: diventa proprietario dei suoi film. Kubrick intuisce dalla lezione negativa di Orson Welles, che era un ottimo regista ma senza una lira, e decide di fare il produttore di se stesso. Il produttore è chi trova i soldi, va dalle banche e le convince a finanziare anche a rischio personale. Kubrick mette quindi se stesso, regista, al riparo dalle influenze negative del produttore, con cui può entrare in conflitto e alla fine a decidere sarebbe quest’ultimo perché è l’effettivo proprietario del film. Peppino Amato era in grado di capire cosa voleva il pubblico: buon inizio, ottimo finale, nel mezzo anche una serie di stronzate.

Il ruolo del produttore

Il produttore cerca di risparmiare, il regista di spendere. Il produttore può anche non avere una cultura cinematografica, deve solo avere il senso degli affari.

L'evoluzione del ruolo del regista

All’inizio del cinema non esiste la figura del regista perché non c’era nulla da organizzare: c’è solo un operatore che registra. Il regista è colui che dirige il set, deve andare d’accordo col direttore della fotografia, scenografo ecc. ecc. perché altrimenti gli fanno solo confusione. Ci sono registi che non hanno competenze tecniche, perché quello è compito dell’operatore, del montatore, del fotografo. Se il regista non ha competenze, deve riuscire ad avere un buon rapporto con tutte queste persone che hanno le competenze e avere fiducia, perché altrimenti si fa fatica a girare il film e le persone possono approfittarsene.

Kubrick e la tecnica cinematografica

Kubrick stabilisce questo buon rapporto, ma allo stesso tempo si interessa del funzionamento della strumentazione. Molti registi italiani non competenti chiedevano al tecnico di realizzare alcuni passaggi, ma ovviamente quest’ultimo lo faceva a proprio gusto.

La formazione di Kubrick

Kubrick nasce come fotografo per “Life”, gli regalano una cinepresa 16mm, a vent’anni credeva che la tecnica cinematografica fosse qualcosa da imparare in venti minuti. Ovviamente si renderà poi conto che non è così. Kubrick era maniacale, potevano volerci anche sette, otto anni di preparazione per essere pronto sull’argomento del film.

L'importanza della visibilità nel cinema

Nel mondo del cinema chi non si fa vedere non esiste. L’uscita di ogni film di Kubrick invece è attesa anche dopo anni come un evento straordinario. Egli considera la preparazione del film con dei tempi artistici che non hanno nulla a che vedere con la moda o il mercato.

Kubrick come autore

Non è sufficiente considerare Kubrick un regista, è piuttosto un autore. La sua filmografia e il suo modo di operare ha insegnato molto alle generazioni contemporanee e successive. Realizzando film distanti tra loro in senso temporale incontra più generazioni che utilizzano le sue idee. È stato anche un grande maestro, si butta nei film di genere, non ha avuto paura anzi è stato molto abile stilisticamente, tecnicamente e finisce per modificare i generi per i film che verranno dopo dei suoi.

Il cinema di genere

Spesso i registi di genere contano meno dei generi stessi. Tarantino si butta nei sotto generi, ispirandosi ai film italiani. Quando un regista diventa genere di se stesso non è più importante la sua figura. Kubrick è l’eccezione che conferma la regola, è l’unico che fa film d’autore di genere.

Il cinema americano

Il cinema americano è interessato al prodotto da vendere. La divisione in generi deriva dal cinema americano che li mutua dalle divisioni dei generi letterari preesistenti: cinema si specializza. Anche le case di produzione si specializzano: ciò che conta è solo il genere, lo spettatore impara a riconoscere i generi e gli elementi da cui sono caratterizzati. Bisogna comunque stare attenti a non propinare sempre le solite cose: differenza tra sempre uguale e inedito; il regista deve dare piccole dosi di inedito che devono stare in un sistema di codici ed elementi peculiari del genere stesso.

La maestria di Hitchcock

Di Hitchcock per anni si è detto che sapeva fare...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.canella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di filmologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Borin Fabrizio.
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