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Elementi di storia della musica da film

Professore Giovanni Morelli

Giulia Canella

Matricola 820727

Tecniche Artistiche e dello Spettacolo 1

Arancia meccanica: la violenza, la distorsione, la guarigione

Introduzione alla musica da film

Rispetto alle epoche precedenti, il XXI secolo si avvale di un’importante forma di linguaggio, che pian piano nel corso degli anni si conquisterà l’appellativo di settima arte: il cinema. Inizialmente muto e utilizzato per documentare, questa forma di spettacolo narra prima piccoli gag, poi incredibili storie. Dal 1927 il cinema diventa sonoro e si comincia così ad interrogarsi sul rapporto esistente tra la musica e le immagini: deve essere un semplice supporto, poiché il cinema è prima di tutto immagine in movimento, o può esistere anche un rapporto più complesso in cui è la musica ad essere la reale protagonista?

Spesso è la prima ipotesi quella più frequente: la musica serve a sottolineare l’atmosfera creata dalle immagini, adeguandosi quindi al ritmo filmico e creando uno stato di compartecipazione dello spettatore, in relazione agli eventi che si susseguono sullo schermo. Quindi se si sta per assistere ad un omicidio, la musica porterà alla formazione di uno stato di tensione e suspense; se ci si sta appassionando ad una storia d’amore, il sonoro contribuirà alla creazione di un’atmosfera melensa.

Non sarà però sempre così: la musica comincerà nel film ad essere distorta, spiazzando le aspettative del pubblico, ironizzando sul plot narrativo e visivo, trovandosi così a seguire un percorso autonomo rispetto alle sequenze filmiche.

Kubrick e la musica

Uno dei maestri del Novecento, che ha saputo fare di musica e immagini pura arte visiva e concettuale, è l’autore di cult come 2001: Odissea nello spazio, Arancia Meccanica e Barry Lyndon: Stanley Kubrick.

Nell’ossessiva ricerca della perfezione delle sue opere, Stanley Kubrick dedica ampia attenzione anche nell’associare musica e immagini. Il mondo musicale è stato sempre presente nella vita del regista, il quale era batterista jazz di formazione. Nasce nel 1928 da una famiglia di ebrei non praticanti, nel quartiere del Bronx e si guadagna inizialmente da vivere lavorando come fotografo per la rivista Look.

Nel 1953 dirige il suo primo lungometraggio, Paura e desiderio, che non ottenne un buon successo, ma gli consente di avvicinarsi e di prendere confidenza con la tecnica cinematografica. D’altronde lo stesso Kubrick sosteneva che il miglior modo per imparare a fare film è dirigerne uno.

Bisogna aspettare il 1975 perché lo stile musicale del regista cominci ad affermarsi nei suoi film e ciò avviene in Orizzonti di gloria, la cui colonna sonora è la prima originale per percussioni. Qui però la musica è rara e puntuale, com’era caratteristico dei film di guerra, e il vero salto di qualità, che metterà in luce le doti espressivo-musicali del regista, si avrà con 2001: Odissea nello spazio. È il primo film di Kubrick a procedere pressoché alla maniera dei film muti, perché la volontà del regista era che fossero le immagini a raccontare la storia: sono presenti solo quarantadue minuti di dialogo e nella maggior parte delle scene d’azione non c’è un sottofondo musicale.

Il regista si appropria invece delle grandi musiche classiche e le associa in prevalenza alle sequenze contemplative. La musica, però, non crea nello spettatore uno stato di abbandono totale, di trance, ma spesso lo distanzia ulteriormente da un possibile coinvolgimento con la trama e con i personaggi, prevenendo così l’identificazione “passionale”.

Da questo momento Kubrick avrà più bisogno di arrangiatori, più che di compositori per le colonne sonore delle sue pellicole. Questa scelta può essere chiarita da una dichiarazione del regista stesso: “Per quanto bravi possano essere i nostri migliori compositori, non sono certo un Beethoven, un Mozart o un Brahms. Perché usare della musica che è meno valida quando c’è una tale quantità di grandi musiche per orchestra, del passato e della nostra stessa epoca, che si possono utilizzare?”

Kubrick utilizza, quindi, le pagine musicali già esistenti e le dota di un nuovo significato, per poi decontestualizzarle con il solo scopo di appropriarsene, diventando così vere e proprie musiche kubrickiane.

Arancia Meccanica: il film

“Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova Milk Bar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata.”

Così comincia il film kubrickiano tratto dall’omonimo romanzo di Anthony Burgess del 1962. Alex è il capo dei Drughi, una banda di teppisti che trascorre le notti a rapinare e torturare persone nelle loro case, a pestare barboni e a scatenare feroci lotte con bande rivali. In un linguaggio pieno di parole strane, il Nadsat, il protagonista parla dei suoi...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.canella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica per film e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Morelli Giovanni.
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