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del film due sono le cose che spiccano tra le passioni di Alex: l'«esercizio dell'amata

ultraviolenza» e Beethoven, che chiama affettuosamente «il Ludovico Van».

In una delle loro serate all’insegna della violenza, della droga e del sesso sfrenato, si ritrovano a

mettere a soqquadro la casa di un famoso scrittore e a stuprare la moglie di questo. I drughi però

cominciano a provare del risentimento per i modi crudi, egoisti ed autoritari di Alex e dopo un

colpo finito male ad una clinica per dimagrire, lo aggrediscono e lo abbandonano nelle mani

della polizia. Il nostro “affezionatissimo”, come Alex stesso si

definisce rivolgendosi ai “compagni e rari amici”, viene

condannato a quattordici anni di carcere per omicidio.

L’ormai ex-drugo adotta in prigione un comportamento

apparentemente modello: sembra docile e malleabile,

disposto a cambiare vita, cerca di entrare nelle simpatie

del cappellano, il quale crede che Alex sia sinceramente

interessato alla Bibbia, quando invece s’ispira ai sacri

versetti per immaginare scene violente e sanguinose.

Lì viene a conoscenza dell'iniziativa del nuovo Governo in carica, che promette la scarcerazione

immediata, a patto che ci si sottoponga ad un innovativo programma di "rieducazione", il

Programma Ludovico. Viene dunque trasferito in un nuovo edificio, dove cominciano le sedute

del dottor Brodsky, che consistono in iniezioni di liquidi bizzarri e in proiezioni obbligatorie di

film, in cui Alex, legato ad una sedia, gli occhi aperti con dei ferma - palpebre, assiste a scene

di violenza e di stupro che all’inizio lo lasciano estasiato, poi cominciano a dargli la nausea.

Sfilano quindi alcune immagini di Hitler e delle parate naziste, ma Alex urla di dolore perché

sono accompagnate, probabilmente per una scelta del tutto casuale, da un arrangiamento per

sintetizzatore della Nona di Beethoven.

Il giorno della dimostrazione il ministro degli Interni esalta l’efficacia del trattamento davanti

alle autorità, che applaudono e approvano. Solo il vecchio cappellano dissente: nessuno ha il

diritto di privare un uomo del suo libero arbitrio. Lo stesso Kubrick affermerà, chiarendo poi il

titolo del film:

“L'uomo deve poter scegliere tra bene e male, anche se sceglie il

male. Se gli viene tolta questa scelta egli non è più un uomo, ma

[3]

un'arancia meccanica.”

Alex, infatti, non ha cambiato la sua natura, non ha

scelto di essere buono: è semplicemente condizionato,

prova nausea e dolore quando tenta anche solo di

reagire alla violenza. Rimesso in libertà, si ritrova a

confrontarsi con un mondo dove non c’è più spazio per

lui: i genitori hanno affittato la sua stanza, dato via il

suo serpente e non sembrano propensi a riaccoglierlo in

casa, i suoi drughi sono diventati poliziotti e le sue

vittime si vendicano, in particolare lo scrittore torturato

da lui stesso anni prima. Mr. Alexander inizialmente lo coccola come una vittima del sistema

politico, poi quando si rende conto di avere davanti lo stesso ragazzo che aveva picchiato e

4

stuprato la moglie, gli versa del sonnifero nel vino e lo fa svegliare dalle note della sua musica

preferita. Ormai però la Nona risulta essere insopportabile per il povero Alex, al punto da

portarlo a tentare il suicidio.

Malconcio, e di nuovo tra i medici, si risveglia da un sonno profondo nel quale, si lascia

intendere, qualcuno ha tentato di “de-condizionarlo”. Riceve la visita del Ministro degli Interni

che, preoccupato per lo scandalo causato dalla sua storia, si assicura che il ragazzo stia dalla sua

parte. Alex torna a promettere, ad accettare tutte le condizioni, stringe la mano al Potere e viene

colto da una visione: di nuovo sesso, di nuovo la sua adorata Nona e, stavolta, una Società che

lo approva. Con gioia il drugo, ritornato in sé, esclama: “Ero guarito. Eccome!”

Arancia Meccanica: le musiche

Quest’opera offre a Kubrick la possibilità di interrogarsi e riflettere sul valore della musica

all’interno della società, sulle sue virtù benefiche, così come sugli influssi negativi che può

avere sull’animo umano. Il regista, però, affronta la tematica in

maniera piuttosto originale: la sua riflessione non parte da

pezzi che possono essere palesemente diseducativi (ci si

aspetterebbe, infatti, che Alex ascoltasse un genere come il

rock satanico), bensì da quella che è considerata musica “alta”,

musica “colta”.

La scelta di brani di musica classica è motivata anche dal fatto

che il regista offre allo spettatore un punto di contatto con il

protagonista del film, una condivisione di gusti necessaria,

affinché Alex non venga relegato in una sorta di universo a

parte, poiché la sua crudeltà e la violenza, i crimini di cui si macchia lo rendono già di per sé

distante dalla sfera emozionale del pubblico.

L a Musica per il funerale della regina Maria di Purcell apre i titoli di testa e fa da colonna

sonora al primissimo piano del protagonista, il quale, un occhio truccato e la bombetta in testa,

mostra un viso quasi distorto dalla crudeltà della sua anima. Poco dopo l’inquadratura si allarga

e si entra in uno dei luoghi chiave dell’opera cui si associa la musica di Purcell, il Korova Milk

Bar, dove Alex si trova assieme ai suoi drughi, tutti rigorosamente con un bicchiere di “latte

più” in mano. Lo stesso motivo si ritrova poi nella dimostrazione del cambiamento forzato del

giovane grazie alla cura Ludovico, nella sequenza in cui tenta di violentare la ragazza seminuda

che gli si para davanti.

In Arancia Meccanica il rapporto musica-immagine risulta essere piuttosto esplicito e per niente

ambiguo Particolarmente significativo è il fatto che la musica non sia un semplice

accompagnamento alle sequenze filmiche: sono le immagini stesse ad essere plasmate

sull’andamento dei brani. È chiaro, inoltre, l’intento di distorsione del significato delle musiche

utilizzate da Kubrick, anche attraverso la materiale distorsione e rielaborazione effettuata con

l’utilizzo del sintetizzatore. La trascrizione di queste opere in chiave elettronica è a cura di

Walter Carlos. 5

Trovano, quindi, posto nel film un’associazione musica-immagini piuttosto originale per quanto

riguarda la Nona di Beethoven, per sequenze come la danza delle statuette di Cristo o mentre il

protagonista sta guardando le parate naziste durante la cura Ludovico, e un’accelerata ouverture

del Guglielmo Tell di Rossini, per l’unica scena (anche’essa velocizzata) a sfondo erotico in cui

le partner di Alex sono consenzienti. Inoltre, Kubrick fa cantare l’Inno alla gioia ad una

presunta giornalista al Korova, mentre il protagonista la guarda con la stessa aria malefica ed

eccitata, che rimanda al suo primo piano iniziale:

“E per un momento, oh fratelli, un usignolo era entrato nel Milk Bar

e tutti i più malenchi peli del mio intero plotto si drizzarono

dall’emozione. E brividi su e giù come malenche lucertoline, su e giù.

Perché l’aria io la sapevo, era un gran pezzo della Nona del Ludovico

[4]

Van.”

Da notare che anche il significato stesso dell’ode schilleriana è stravolto: le parole parlano di

gioia, fratellanza, amicizia, mentre nel film di Kubrick è sovrana la violenza.

È interessante prendere come spunto dal quale partire per una riflessione sulle musiche del film

una citazione di Michel Sineux:

“L’idea originale di Kubrick è di aver fatto subire alla Nona di

Beethoven lo stesso trattamento inflitto ad Alex[…]. La Nona al

sintetizzatore che riproduce – ma in modo imperfetto- tutti gli

strumenti dell’orchestra, compresa la voce umana, è Alex,

condizionato dalla cura Ludovico e relegato allo stato di robot

sofisticato ed obbediente, al contrario la Nona suonata

dall’orchestra sinfonica è la guarigione di Alex, il suo ritorno

[5]

alla normalità, che è anche la sua mostruosità.”

Il percorso compiuto dalla Nona all’interno del film si può forse considerare circolare, sia per

quanto riguarda l'effetto che provoca nei confronti del protagonista, sia per la sua versione

elettronica.

Inizialmente è la musica preferita del protagonista ed è associata al suo mondo fatto di violenza

e brutalità, accompagna addirittura una fase di relax che Alex si concede prima di dormire,

dopo una serata di scorribande; qui la musica è quella originale e scatena nella mente del

giovane una serie d’immagini terribili, come la bocca insanguinata di un vampiro e

un’impiccagione.

In seguito alla cura cui Alex si sottopone, chiaramente con il solo intento di uscire dal carcere e

tornare alle sue malefatte, la stessa musica diventa

una maledizione per lui. Alex è stato condizionato, la

sua personalità è stata distorta, non è più libero di

scegliere ed essere se stesso in tutta la sua malvagità.

La musica subisce lo stesso triste destino: infatti,

mentre assiste ad un filmato propinatogli dal dottor

Brodsky, la versione al sintetizzatore accompagna le

immagini. Per la prima volta, Alex mostra, oltre alla

sua innata seppur stravagante sensibilità artistica, 6

una sorta di rispetto, un’etica: urla come un pazzo che è un delitto trattare così Beethoven, in

fondo egli aveva solamente scritto musica.

Così la mente di Alex assocerà la violenza e la musica di Beethoven alla nausea provocata dai

farmaci e non sarà più in grado di ascoltarla senza provare dolore.

La Nona diviene stimolo di violenza anche per Mr. Alexander, il quale userà questa musica per

vendicarsi dei torti subiti, spingendo involontariamente Alex verso una fase riabilitativa. Infatti,

solo dopo aver tentato il suicidio e dopo la completa guarigione della sua psiche, per quanto

riguarda la possibilità di una scelta autonoma sul proprio essere, il vecchio drugo sarà

nuovamente capace di ascoltare Beethoven ed associare le sue opere ad immagini di violenza; la

musica tornerà perciò ad essere quella originale, come se fosse stata anch’essa guarita.

Il motivo a cui Kubrick associa gli scontri più cruenti, vere e proprie sequenze di

“ultraviolenza”, è l’ouverture della Gazza Ladra di Rossini. La si trova durante la rissa al teatro

abbandonato con la banda di Billy Boy, durante il viaggio in macchina verso la casa dello

scrittore, nella colluttazione con la proprietaria della clinica per dimagrire (che peraltro viene

ripresa quasi come fosse una sorta di danza tra il giovane e la donna), o nel momento in cui

Alex dice che la musica gli viene in aiuto e gli dà l’ispirazione per rendersi conto di cosa fare,

ossia picchiare i propri compagni per ristabilire le posizioni e riaffermarsi come capo-drugo. In

particolare, la sequenza della rissa tra le due bande è un ulteriore esempio di come la musica

abbia modificato l’accostamento e il montaggio delle immagini: l’intensificazione del ritmo va

di pari passo con le dinamiche dello scontro e le note accompagnano con estrema naturalezza i

tempi, i gesti, le percosse dei ragazzi.

L’aspetto che prevale nell’accostare la musica a queste sequenze è di carattere irrisorio e

sarcastico: il ritmo danzante e la vitalità di questo brano per le sue caratteristiche ritmiche ed

armoniche conferiscono alle scene di violenza un aspetto gioioso, quasi liberatorio. Alex

sembra trovare la pace dei sensi nel maltrattare chi gli sta intorno e la musica quindi non può

che essere allegra e spensierata.

La prima e la quarta marcia del Pomp and Circumstance di Sir Edward Elgar sono associati al

carcere e all’entrata del protagonista nella clinica del dottor Brodsky; Ouverture to the sun, un

brano di ispirazione medievale, è rapportato ad una parte della cura Ludovico, mentre Kubrick

usa la canzone di Erika Eigen, I Want to Marry a Lighthouse Keeper, per il ritorno a casa di

Alex. Anche qui un brano di musica leggera, associato ad una triste realtà: il protagonista, ormai

innocuo, è rimasto da solo, senza nessuno che voglia stargli accanto, nemmeno i suoi genitori.

Interessante si fa la scelta del brano Singin’ in the rain, originariamente cantato da Gene Kelly

nell’omonimo musical del 1952, perché del tutto casuale: infatti, durante le riprese della scena

del pestaggio e dello stupro a casa dello scrittore, Kubrick, non riuscendo a girare la scena in

maniera convincente, chiese a McDowell di provare a cantare e ballare. McDowell improvvisò

Singin' in the Rain; Kubrick ne rimase così entusiasta che dopo solo tre ore aveva già acquistato

i diritti della canzone. Il protagonista intona quindi questo motivetto, di cultura popolare,

facendo sì che il ritmo stesso della canzone sia sottolineato a tempo dai calci e dalle bastonate

che il drugo sferra ai poveri malcapitati.

Alex nel film canterà la stessa canzone, quasi come se fosse quel luogo stesso a richiamarlo,

anche quando sarà ospitato da Mr. Alexander dopo la cura Ludovico: ciò lo renderà

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DESCRIZIONE APPUNTO

Rispetto alle epoche precedenti, il XXI secolo si avvale di un’importante forma di linguaggio, che pian piano nel corso degli anni si conquisterà l’appellativo di settima arte: il cinema.

Uno dei maestri del Novecento, che ha saputo fare di musica e immagini pura arte visiva e concettuale, è l’autore di cult come 2001: Odissea nello spazio, Arancia Meccanica e Barry Lyndon: Stanley Kubrick.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Tecniche artistiche e dello spettacolo
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.canella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica per film e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Morelli Giovanni.

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