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- Mangiare è in primo piano

COLTIVARE L’INSODDISFAZIONE

Distante dalle routines quotdiane, lo shopping and entertainment center viene scelto come spazio

per la costruzione di identità individuali e collettive.

LA RIVINCITA DELLO SPAZIO PUBBLICO. SCENARI DELLE NUOVE

FORME DEL COMMERCIO URBANO

INTRODUZIONE

Tra commercio e spazio pubblico si instaura da sempre un rapporto necessario – non può esserci

commercio senza spazio pubblico (oggi tra loro c’è una relazione complessa)

SPAZIO PUBBLICO ED ENCLOSED MALL

Spazio pubblico: uno spazio aperto alla libera circolazione che si presta all’incrocio delle

traiettorie senza definire gli attori rendendo possibile la casualità degli incontri – spazio

indeterminato dove sia garantita libera accessibilità.

- Indeterminatezza

- Accessibilità

Il centro commerciale nega queste caratteristiche perché è ENCLOSED.

Strategie di mascheramento e finzione per creare l’illusione che ciò che si compie nel centro

commerciale non è un mero atto d’acquisto di un bene prodotto in certe condizioni.

- Si offre al consumatore la città ideale del gioco e del sogno

Lo spazi pubblico riprodotto all’interno dello shopping mall lo dobbiamo riconoscere come SPAZIO

PSEUDO-PUBBLICO.

CRISI DELL’ENCLOSED MALL SUBURBANO

Fine anni ’90: declino della capacità attrattiva della forma di shopping mall per INVESTITORI e

CONSUMATORI.

- Alto tasso di innovazione progettuale e sperimentazione di nuovi modi per attrarre i

consumatori e per prolungare la durata media delle visite

IL RITORNO DELLO SPAZIO PUBBLICO

Elemento più interessante che ricorre nei vari modelli emergenti di centri commerciali è un nuovo

rafforzamento della relazione che essi intrecciano con gli spazi pubblici:

- Relazione più forte  spazi che soddisfano le condizioni dello spazio pubblico (libera

accessibilità e indeterminatezza) – ispirano comportamenti non legati al consumo.

QUANDO LA NOVITA’ NON E’ INNOVATIVA: IL FACTORY OUTLET CENTER ITALIANO (FOC)

Innovazione che non porta nessuna novità nel rapporto tra spazi commerciali e spazi pubblici.

Visite meno volte all’anno ma per più tempo alla volta – i percorsi non contemplano attività

differenti da quelle di consumo (aspetto che differenzia i FOC da altre forme di spazi commerciali)

LA RICERCA DELL’INTEGRAZIONE CON LA CITTA’: IL VILLAGGIO COMMERCIALE

URBANO

Irrobustimento del rapporto che nelle città si attua tra spazi privati di vendita e spazi pubblici.

VILLAGGIO COMMERCIALE URBANO: rafforzare il rapporto tra città e spazi di vendita –

villaggio dentro la città, quartiere o porzione di città che presenza specificità ma non è separato

dalle altre sue parti.

QUANDO IL RITORNO ALLO SPAZI PUBBLICO SIGNIFICA NEGARLO: IL FESTIVAL

MARKETPLACE

Sempre accessibili giorno e notte perché collegati al tessuto urbano senza alcuna forma di

censura e l’arredo urbano contribuisce a generare un EFFETTO CITTA’ per cui i visitatori hanno la

sensazione di trovarsi non tanto in un centro commerciale quanto in un pezzo di città.

- Uno spazi reale pubblico viene messo sotto controllo per finalità commerciali

LA MIMETIZZAZIONE DEL CENTRO COMMERCIALE: STEALTH MALLS E CENTRI

COMMERCIALI NATURALI

L’elemento che differenzia maggiormente questi spazi del commercio rispetto alle strade più

frequentate di un centro cittadino sta nella loro ORGANIZZAZIONE COMMERCIALE.

STEALTH MALLS: gli spazi privati destinati alla vendita sono accessibili direttamente dallo spazio

pubblico (gli esercizi commerciali affacciano direttamente sulla strada) – spazi privati che

assumono le caratteristiche dello spazio pubblico.

CENTRI COMMERCIALI NATURALI (CCN): forme di coordinamento di esercizi commerciali

mirati a valorizzare le aree in cui si trovano. Evoluzione delle esperienze di associazionismo tra

commercianti che hanno iniziato a diffondersi nella seconda metà degli anni ’80 – successo

spesso minato da un’eccessiva frammentazione degli interessi coinvolti.

- Grado di coinvolgimento dimostrato rispettivamente dai commercianti

- Grado di partecipazione logistica e finanziaria alle iniziative da parte del soggetto

pubblico

- Mix di offerta commerciale che caratterizza le varie esperienze

UN CASO DI PRODUZIONE SOCIALE DI SPAZIO. GIOVANI E ANZIANI

NEI CENTRI COMMERCIALI

Lo spazio del centro commerciale è progettato per spingere i suoi frequentatori al consumo – le

ricerche permettono di suddividere i consumatori in segmenti tali che ognuno possa diventare

obiettivo di mercato da raggiungere:

- Più i segmenti sono distinti e più omogenee sono le caratteristiche dei consumatori,

più saranno efficaci le strategie di marketing

L’ASSETTO DEL CENTO COMMERCIALE

LA PIANIFICAZIONE DELL’ASSETTO DEL CENTRO COMMERCIALE

La segmentazione orienta il mix dei negozi all’interno del centro commerciale e la tipologia di merci

e servizi che verranno proposte – ruolo determinante anche nella fase di pianificazione.

LO SPAZI TOTALIZZANTE DEL CENTRO COMMERCIALE

Può essere inteso come uno SPAZIO METICOLOSAMENTE PIANIFICATO e tutte le sue

caratteristiche sono pianificate e ottimizzate per spingere i frequentatori al consumo.

LE RELAZIONI SOCIALI ALL’INTERNO DEL CENTRO COMMERCIALE: STRATEGIE E

TATTICHE A CONFRONTO

La suddivisione in segmenti contribuisce a individuare quei consumatori che rappresentano gli

obiettivi di mercato a cui si rivolge il centro commerciale.

- Assetto orientato all’ottimizzazione delle pratiche di consumo

- Segmenti dei consumatori sono individuati come obiettivi di mercato da raggiungere

STRATEGIE: sono azioni che elaborano luoghi teoretici (sistemi e discorsi totalizzanti) capaci di

articolare un insieme di luoghi fisici in cui le forze vengono ripartite.

TATTICHE: sono procedure che valgono grazie alla pertinenza che conferiscono al tempo.

Le strategie e le tattiche possono essere distinte a seconda che esse facciano affidamento sullo

SPAZIO o sul TEMPO LIBERO.

Risultato: modificazione degli equilibri che regolano i rapporti tra i consumatori e l’assetto del

centro commerciale.

STRATEGIE

Agiscono solamente sulle tipologie di merci vendute sul mix dei negozi presenti all’interno del

centro commerciale – a modificarsi sono anche:

- Assetto spaziale

- Programmazione delle modalità di fruizione dello spazio

- Eventi che vi hanno luogo

TATTICHE

Adottate dai consumatori possono essere intese come una risposta all’assetto totalizzante dello

spazio del centro commerciale e alle strategie adottate al suo interno.

Guerrilla shopping: inteso come l’azione militare della guerriglia trasportata in un CONTESTO

CONSUMISTICO – adozione di tattiche che con ogni mezzo possibile sono orientate a trarre il

maggior profitto dalla pratica dello shopping.

TATTICHE DI CONSUMO E NON CONSUMO: messe in atto dalle categorie più deboli di

consumatori – danno vita a relazioni sociali e interazione con lo spazio che CONTRAVVENGONO

alle strategie elaborate per massimizzare i comportamenti di consumo dei frequentatori del centro

commerciale.

I CENTRI COMMERCIALI NELLA CITTA’ DIFFUSA. LE NUOVE

CENTRALITA’

LE TRASFORMAZIONI DEI CENTRI COMMERCIALI NEGLI STATI UNITI E IN EUROPA

Gli studi hanno sempre fatto riferimento al modello originario americano e alle sue evoluzioni

(considerato anticipatore di quello che sarebbe successo successivamente in Europa).

Considerazione del centro commerciale/mall/ipermercato come MONADE ISOLATA DAL

CONTESTO TERRITORIALE raggiungibile solo con dei nastri di asfalto che mettono in relazione

con ambiti geografici lontani considerati solo come bacini di utenza.

- L’ipermercato è altro rispetto all’ambiente che lo circonda

- Lo studio del suo spazio

Luoghi esterni presi in considerazione erano:

- Luoghi di provenienza dei consumatori

- Attività che egli vi svolgeva

CRISI PER I MALL (scala regionale)

1- Localizzazione lontana dai centri città

2- Monofunzionalità commerciale

3- Banalità e uniformità dello spazio interno

4- Assenza di una MIXITE’ funzionale

5- Mancanza di relazioni con l’intorno

Dopo anni di autonomia delle attività commerciali concepite solo per soddisfare il consumatore

anziché il cittadino – proposta INTEGRAZIONE TRA ATTIVITA’ COMMERCIALI E CITTA’ (si

apre per il centro commerciale un ruolo di luogo).

- Sviluppare una nuova immaginazione sociale

- Sempre più numerose attività ludiche

In Europa invece il rapporto con l’intorno non ha aspettato la crisi dei mall ma è stata

affrontata:

- Mall localizzati dove erano presenti qualche urbanizzazione o potenzialità perché si

sviluppasse

Lo spazio del centro commerciale diventa parte di un insieme di spazi collettivi, pubblici e privati –

le diverse scale di fruizione inseriscono il centro in una rete di relazioni complessa ed estesa, i

luoghi di acquisto possono diventare luoghi di vita.

LE CARATTERISTICHE DEI CENTRI COMMERCIALI E DELLE TRASFORMAZIONI INDOTTE

Le realizzazione dei centri commerciali ha indotto una serie di miglioramenti nelle infrastrutture e

nel loro arredo:

- Strade più illuminate e dotate di marciapiedi

- Il verde è aumentato con la realizzazione di parchi

- Nuovi riferimenti per il territorio

QUALCHE RIFLESSIONE OPERATIVA

Alla base della ricerca è la convinzione che il sistema insediativo della piana possa assumere una

conformazione urbana.

Le centralità dei centri commerciali sono parziali e considerate dagli abitanti:

- Identificabili e utilizzabili purché si possano inserire in un sistema di più luoghi

Per essere diffuso come polarità il centro commerciale deve accentuare una identità

specifica: non tanto nell’immagine architettonica (spesso banale e ripetitiva) quanto nelle

caratteristiche dell’offerta, dello spazio interno e dell’ambiente nel quale è collocato.

L’OUTLET ITALIANO. UNA MUTAZIONE TRA LOCALE E GLOBALE

INTRODUZIONE

Il consumo e la sua cultura sono fenomeni urbani.

XX secolo: il lifestyle del consumo ha subito un’accelerazione straordinaria.

Epoca moderna: gli individui hanno cominciato a costruire la propria identità sociale anche

attraverso le diverse forme di consumo a costi sempre più bassi.

Negli ultimi anni la produzione è diventata meno importante e il consumo è sempre più importante

– imprese di produzione coinvolte in prima persona nella distribuzione (consapevoli del ruolo

strategico di questa).

- Tempo dedicato allo shopping in continuo aumento

- Consumo diventa sempre più un agire sociale dotato di senso

Le nuove tecniche di riproduzione: reso possibile l’immissione sul mercato di una particolare

categoria di beni immateriali.

1- Cinema

2- Musica

3- Vecchie e nuove forme d’espressione artistica

4- Sport

5- Informazione

6- Conoscenza

Questi nuovi mezzi con l’appoggio della pubblicità inducono la gente a comprare cose che

altrimenti non consumerebbe o a consumare più di quanto un soggetto non intenda o di più di

quanto potrebbe permettersi – grazie anche ai mezzi di comunicazione (televisione)

BAUMAN: sostiene che lo SPIRITUS MOVENS della società dei consumi è il desiderio che viene

definito un’entità volatile, effimera e capricciosa – il desiderio si proponga come molla dell’atto di

consumo.

Altri studiosi parlano dell’OSSESIONE DEL CONSUMO (shopping compulsivo)

I consumi vengono utilizzati sempre più per costruire stili di vita, per esprimere la propria

individualità e per dare un senso alle proprie esperienze e differenziarsi in una società

drammaticamente segnata da un confine rigido (demarcazione tra chi è IN e chi è OUT).

ARCHETYPE DISCOVERIES (società di consulenza di Clotaire Rapaille – pretende di rivelare i

codici di comportamento che sono all’origine delle decisioni, spesso stravaganti dei consumatori).

- Ciò che determina la scelta finale del consumatore è legato al RAPPORTO EMOTIVO che

la marca ha saputo stabilire e alla CAPACITA’ che ha di proporre i prodotti nel momento e

nel luogo adatto.

- Economia e consumo nel regno del desiderio

CONSUMO E STRUTTURA URBANA

Outlet: nell’arco di pochi anni ha avuto una grade affermazione che non è ancora compiuta.

Composto da negozi monobrand che vendono prodotti di marca a prezzi scontati – la maggior

parte sono all’aperto e strutturati in linea o raggruppati a villaggio.

- Lo shopping è reinventato per tenere il passo con ogni sottile cambiamento sociale o

mutamento del gusto, degli stili di vita ma anche della struttura urbana e dei ruoli delle sue

singole parti.

CONSUMO E IMMAGINE DELLA CITTA’

Non c’è città italiana in cui non si discuta delle trasformazioni o del degrado del centro storico o dei

centri delle città – responsabilità dell’invasività delle attività commerciali e del tempo libero.

VETRINA: lascia vedere sempre di più all’interno dei negozi che si trasformano in un palcoscenico

sul quale il cliente può agire liberamente:

- Ogni rituale di accesso scompare (solo nei luoghi di lusso resta il portiere che vigila)

- Tutto il negozio diventa vetrina

Porte automatiche o non ci sono

o Climatizzazione estate e inverno

o Prodotto è messo in massimo risalto, si può toccare senza il commesso (strategia di

o vendita e riduzione dei prezzi)

I venditori non hanno più l’aria servizievole sono giovani e disinvolti, indossano gli

o stessi vestiti che vengono e sono dei manichini viventi

L’Italia è una piazza commerciale in movimento – i nuovi mezzi del consumo non si fermano

davanti a nulla.

E-COMMERCE: nuova forma di shopping che non potrà avere conseguenze nel rapporto tra

consumatore e città – forma di acquisto soprattutto tra i consumatori con meno di 35 anni. Settori:

- Trasporti

- Elettronica

- Informatica

- Assicurazioni

- Editoria

- Abbigliamento

Se è vero che il commercio del centro si basa sulle 3 A (ACCESSIBILITA’, ATTRATTIVA,

ANIMAZIONE) non si può pensare che le tendenze descritte possano raffreddarsi o invertirsi

soprattutto in assenza di legislazione e politiche adeguate che invece alcuni paesi stanno

adottando.

IL LUSSO NELLA SOCIETA’ POSTMODERNA

Cos’è il lusso e come si è caratterizzato nel corso della storia?

LUSSO  luxuriae (esuberanza, eccesso, sovrabbondanza – eccesso inutile)

Lo sviluppo dei consumi di massa ha reso incerti i confini tra ciò che può essere considerato

lussuoso e quindi raro, eccezionale, eseguito con maestria, superfluo e raffinato da tutto ciò che

non lo è: il lusso si evidenzia pertanto come un concetto relativo che cambia da epoca ad epoca.

- Ascrivibile all’aumento dell’ineguaglianza nella distribuzione del reddito

IVES CARCELL presidente di LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy – uno dei gruppi più

importanti nel settore del lusso) intende come accesso ad un prodotto, una qualità immensa con

un supplemento di emozione che si prova uscendo dal negozio dopo aver realizzato una magnifica

conquista che si desiderava da giorni.

- Acquisto di un bene è una conquista

- Quello che acquistiamo non è solo un oggetto ma anche l’immagine che qualcuno ha

pensato e creato per noi in cui ci riconosciamo e per la quale vogliamo essere riconosciuti

A Londra apre il ristorante “in” di Mc Donald’s che punta verso una clientela di élite proponendo

divanetti in pelle e menù più sofisticati con prezzi più alti.

ETICHETTA: piccolo rettangolo di stoffa che sembra racchiudere il segreto e la motivazione di una

differenza di prezzo spesso esorbitante – prova tangibile che quel capo è stato pensato e

realizzato dallo stilista il cui nome è ormai mito e culto e se esibito può fare la differenza.

Capacità di trasformare un capo ordinario in un oggetto del desiderio (mania del logo).

È ancora possibile parlare di un bene di lusso all’interno di OUTLET?

I sogni più belli sono quelli che restano irrealizzabili perché una volta raggiunti ci si accorge di

desiderare altro o peggio ancora che la realtà è molto al di sotto dei nostri sogni e delle nostre

aspettative.

- Oggetto reso disponibile diventa meno desiderabile

Un oggetto acquistato in outlet è privato della COMPONENTE EMOZIONALE?

Il vero lusso non è comprare ma partecipare ad un rito.

SVILUPPO E NATURA DEL FACTORY OUTLET

Outlet: introdotto in Italia negli ultimi anni ’90 – prodotti delle passate stagioni o che presentano

imperfezioni o difetti. Esclusività si affianca all’accessibilità.

Importanti requisiti alla base delle scelte localizzative dei centri commerciali:

1- Accessibilità

2- Coincidenza con importanti nodi infrastrutturali

3- Vicinanza di importanti poli turistici

Quello che può essere considerato il primo outlet italiano è il FOX TOWN di Mendrisio (Svizzera) –

rivolto al 50% del mercato del nostro paese. Aperto nel novembre 1995 si sviluppa su più piani.

FACTORY OUTLET CENTERS (FOC) – si sono sviluppati in Italia prima nel nord e nord-ovest e

successivamente verso il centro e di recente verso il sud.

Quasi tutti i centri finora hanno avuto successo e quello di Serravalle Scrivia è il più produttivo

d’Europa.

UNA NUOVA FORMA PER LO SHOPPING

L’outlet associa l’acquisto al relax, al piacere di acquistare prodotti di lusso a prezzi scontati in un

ambiente confortevole, protetto e di qualità.

Struttura sociale e simbolica in grado di esaltare la libertà del consumatore – molla: acquistare di

più con lo stesso budget e non risparmiare.

VENDITA ESPERIENZIALE: prospettiva che porta a configurare negozi in cui sempre più lo

spazio di vendita è occupato da esposizioni ed attrazioni piuttosto che da merci.

VERSO LO SHOPPING ESPERIENZIALE

Si tratta di un’evoluzione per cui lo shopping si combina con altre attività come eventi, mostre,

attività ludiche per i ragazzi che sta coinvolgendo sempre più luoghi del consumo.

Obiettivo: trasformare un semplice passante in un CLIENTE PRESO DA STUPORE

VERSO LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE PRATICHE DEL CONSUMO

I gestori dei FOC si pongono l’obiettivo di rendere l’acquisto un’esperienza il più possibile

gradevole e sostenuta dai necessari servizi ma sono anche attenti a non superare la soglia oltre

alla quale il cliente potrebbe essere distratto dall’acquisto.

Le pratiche del consumo registrano sempre più la comparsa di modelli organizzativi che siamo

stati abituati a considerare specifici della produzione – la centralità assunta dal consumo nei

processi di costruzione identitaria e l’entrata nel nostro mercato di grandi imprese

commerciali appartenenti a gruppi multinazionali portano:

- Culture

- Interessi

- Conoscenze

- Procedure

Che stanno rifinendo il nostro modo di consumare e le relazioni sociali.

LA COMMERCIALIZZAZIONE DELL’IMMAGINE DI UNA CITTA’

TURISTICA. IL CASO DI FIRENZE

La trasformazione della città di Firenze avvenuta negli ultimi 20 anni evidenzia come la pressione

del turismo di massa abbia modificato profondamente il centro storico, rendendolo per molti versi

simile a un PARCO A TEMA RINASCIMENTALE.

Le trasformazioni dell’ambiente architettonico e urbano (a partire dalla bottega che diventa show-

room) alimentano il sovraccarico fisico – il centro storico di Firenze ha assunto il ruolo di meta

turistica su scala mondiale, perciò ai fini del mercato turistico deve essere vissuta come la CULLA

DEL RINASCIMENTO.

- La presenza turistica spinge a proliferare di servizi e commerci esclusivi

- Banalizzare il significato di una realtà complessa eliminando tutto ciò che risulta

incompatibile con la nuova economia del luogo

LE POPOLAZIONI DEL CENTRO STORICO DI FIRENZE

Suddivisione delle popolazioni urbane (analisi specifica del centro storico di Firenze) – 3 insiemi

di attori:

1- CITY-HOST (residenti, commercianti ed artigiani)

2- CITY-USER (lavoratori, consumatori e utenti popolari)

3- CITY-PLAYER (turisti, da quello di comitiva a quello indipendente)

IL CITY-PLAYER

Termine che vuole sottolineare 2 caratteristiche del turista contemporaneo che GIOCA e SI

DIVERTE.

Gli atteggiamenti della popolazione turistica risultano molto variegati – il TURISTA COMITIVA

giunge in pullman da altre località per visite spesso brevissime.

Rispetto ai gruppi stranieri la comitiva italiana si avvantaggia della condivisione dei codici linguistici

e culturali in genere, riuscendo ad interpretare i messaggi che il luogo propone.

La sottopopolazione del VIAGGIATORE INDIPENDENTE è contrassegnata dall’uso della guida

cartacea, assenza di guida-balia e il contatto con la realtà del luogo rimane limitato dalla

CULTURA DEI TRE MINUTI che impone brevi tempi di contemplazione prima di passare alla meta

successiva.

Sottopopolazione del TURISTA CON LO ZAINO è chi viaggia per conoscere realtà culturali

diverse dalla propria, chi cerca ruderi e musei, chi fugge e chi scrive e racconta e chi non sa dire

per quale motivo sta viaggiando – alcuni mesi corredando il loro soggiorno con corsi o stage.

GLI OSPITI, OVVERO I CITY-HOST

I residenti del centro storico, il cui identikit sta cambiando sotto la spinta di una persistente fuga

dalla città alimentata dai problemi irrisolti del centro (interessa le fasce più deboli della popolazione

costrette a trasferirsi in aree periferiche, laddove il costo della vita è inferiore).

Stato d’animo riducibile a 4 atteggiamenti:

1- Positivo

2- Negativo

3- Attivo

4- Passivo

La loro combinazione genera altri comportamenti che interessano quote variabili della popolazione.

POSITIVO e ATTIVO: trovano giovamento economico del flusso turistico.

CITY-USERS

Lavoratori, consumatori e utenti dei servizi che si intersecano e collidono con i flussi turistici –

massa di persone che , svolgendo le loro attività, vivono il centro negli stessi orari in cui il turista

consuma la sua esperienza rinascimentale.

LA CITTA’ DEI CITY-PLAYER

LUOGHI PER L’EDUTAINEMENT

Luoghi dell’education & entertainment: arriva a pervadere le strade accogliendo i city player e

chiunque abbia la possibilità di calarsi nel suo ruolo.

Esaltare il connubio cultura e divertimento – visitare Firenze significa vederne luoghi, saggiarne le

tradizioni e incontrare culture differenti ma soprattutto continuare a vivere con i ritmi di una cultura

che non si vuole o non si può abbandonare sospingendo il vortice di trasformazioni della città.

Cultura per il turista scende in strada – tradizioni, feste e sagre (centro del suo insieme).

IL CONSUMO DI ESPERIENZA E IL MARKETING DELL’ETNICITA’

IL MARKETING DELL’ETNICO

Se il consumo non è più assimilabile ad un’attività tesa a comprare ciò che è necessario, si deve al

fatto che l’attività dello shopping è soprattutto un momento di relax e di divertimento, un’occasione

d’incontri sociali, un’esperienza complessa di tempo libero.

LO STILE DI VITA: trasformato in indicatore culturale delle nostre identità – il consumo

consolida la capacità di diffondere nuovi modelli culturali e nuovi LIFESTYLES (si rende

mezzo di comunicazione sociale del gusto personale del consumatore)

Oggi le motivazioni di acquisto dipendono da meccanismi psicologici e sociali complessi.

Consumare ed esibire beni di origine etnica è oggi segno di attualità culturale, dimostra un gusto

estetico al passo con i tempi, un’attitudine POLITICALLY CORRECT ed uno stile di vita affine alla

società multiculturale di cui facciamo parte.

MARKETING DELL’ETNICO (parte del marketing esperienziale): espressione delle nuove

tendenze di consumo e indicatore dell’andamento dei flussi globalizzanti della cultura


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whiteb

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Corso di laurea: Corso di laurea in turismo, cultura e sviluppo del territorio
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher whiteb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Ferraresi Mauro.

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