Estratto del documento

Introduzione agli autori

Miguel Benasayag è argentino, ma vive a Parigi da molti anni. È filosofo e psicoanalista. Gérard Schmit è psicoanalista e terapeuta della famiglia. È professore di psichiatria infantile e dell'adolescenza presso la facoltà di medicina di Reims.

Capitolo 1

La crisi individuale e la percezione del futuro

La crisi individuale, psicologica, risulta inscritta in una crisi più generale che è oggetto di studio di molti sociologi, antropologi, filosofi ecc. Si potrebbe parlare della fine della modernità o del venir meno dello storicismo teleologico e cioè della speranza in un futuro migliore e inalterabile. Importante nella crisi contemporanea è il modo in cui l'uomo percepisce il suo tempo e quindi il fenomeno che si potrebbe chiamare cambiamento di segno del futuro. Il futuro non è solo ciò che ci capiterà domani, ma è un concetto e nelle epoche passate veniva visto in modo molto positivo; l'uomo era considerato un progetto in fieri e si parlava di "non ancora" nel senso che non aveva ancora acquisito delle conoscenze che però sarebbero state sue. La lunga lista delle minacce sociali ci ha portato oggi a guardare al futuro con sfiducia e negatività come se perfino evitare l'infelicità fosse impossibile.

Le passioni tristi e la fiducia nelle scienze

Spinoza diceva che viviamo in un’epoca dominata dalle "passioni tristi" e cioè da impotenza e disgregazione. Le scienze progrediscono, ma contemporaneamente noi vi perdiamo fiducia come se non potessero aiutare a conquistare la felicità degli uomini. Lo sviluppo non ci ha dato il sapere onnipotente che ci faccia governare il divenire e la natura come ci aspettavamo e questo ci ha gettato nell'incertezza. Sembra che siamo passati da una visione dell'uomo come dominatore dalla storia a quella dell'uomo succube del mondo esterno. In passato il rapporto con le tecniche era più stretto nel senso che se ne conosceva perfettamente il funzionamento, oggi ci limitiamo ad azionare dei pulsanti. Abbiamo bisogno delle scienze perché ci forniscono le tecniche che creano comodità, ma dall'altra parte soffriamo della nostra ignoranza e ci sentiamo dominati.

Capitolo 2

Il principio di autorità e l'autoritarismo

Uno dei sintomi più significativi della crisi è la contestazione del principio di autorità. L'essere adulto non è più sufficiente a garantire una certa posizione di autorità agli occhi dei giovani. I genitori e i professori si sentono sempre in dovere di giustificare le loro proposte in nome del rispetto della libertà individuale. In questo modo creano delle relazioni simmetriche coi ragazzi che quindi possono scegliere se accettare o no quello che gli viene proposto, ma questo allontana gli adulti dai bisogni effettivi dei giovani e priva questi ultimi di un'azione contenitiva lasciandoli soli di fronte alle loro pulsioni. Questa situazione apre la strada all'autoritarismo le cui forme più presenti nella nostra società sono: la coercizione e la seduzione di tipo commerciale. La differenza tra principio di autorità e autoritarismo sta nel fatto che nel primo entrambi i soggetti devono sottostare alla legge che agisce per il bene comune e che investe l'adulto di autorità; mentre nel secondo è l'adulto che si impone sull'altro con l'uso della forza.

Il cambiamento degli ideali e il ruolo della serialità

Gli ideali della nostra società sono cambiati e ha preso piede la serialità in cui la sola autorità e le solo gerarchie accettate sono determinate dal successo personale nel mondo economico. L'etnologa Françoise Héritier spiega il funzionamento del principio di autorità a partire dalla coppia autorità-anteriorità in cui l'anteriorità sono gli anziani che hanno autorità perché sono investiti dal compito della trasmissione culturale; oggi invece vengono considerati solo un peso.

Difficoltà giovanili e il principio di realtà

Come attributo della crisi di autorità emerge in molti giovani difficoltà a far proprio il principio di realtà. Un ragazzo in difficoltà non si considera tale, ma pensa semplicemente che lui non finirà a guadagnare una sciocchezza come gli adulti che gli sono intorno. Questo perché l'unico mito di oggi è l'economicismo. Lo psicoterapeuta quindi deve rianalizzare continuamente la realtà per far bene il suo lavoro, ad esempio non può semplicemente constatare che l'adolescenza si è allungata. In effetti la cosa non è così semplice, non è l'adolescenza ad essersi allungata, ma è che la nostra società non fornisce più la dimensione adatta dove esaurire la crisi di questo periodo della vita. Di solito infatti l'adolescenza finisce quando il ragazzo smette di essere figlio e diventa a tutti gli effetti un membro della società con il potere di contestare le norme. Paradossalmente in questo modo si riconferma il principio di autorità perché le norme sono messe in discussione in nome del bene della comunità. All'interno della realtà familiare le trasgressioni e i richiami all'ordine sono normali nel processo educativo e costituiscono una specie di gioco tra desiderio e principio di realtà; ma se queste sono trasferite nei quartieri diventano reati punibili con la legge. Quindi non è vero che l'adolescenza si è allungata, il fatto è che la crisi personale si scontra con quella della società.

Capitolo 3

L'educazione e la sublimazione della libido

Nella cultura occidentale educare significava condurre l'altro verso il desiderio e la promessa del futuro, ma al giorno d'oggi le istituzioni deputate all'educazione agiscono come se non ci fosse nessuna crisi e quindi c'è stato un passaggio dal desiderio alla minaccia. Si è dimenticato quale fosse secondo Freud il fondamento dell'educazione. Freud lo spiega attraverso il concetto di sublimazione della libido: il ragazzo accetta di negoziare una parte della propria energia vitale passando così da una posizione autocentrata o libido narcisistica, all'attenzione verso il mondo esterno o libido oggettuale. È il desiderio il fondamento stesso dell'apprendimento, infatti secondo il concetto di libido epistemofilica il bambino ha capacità di

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Riassunto esame Sociologia, prof. Tognetti, libro consigliato Epoca delle passioni tristi, Benasayag, Schmit Pag. 1 Riassunto esame Sociologia, prof. Tognetti, libro consigliato Epoca delle passioni tristi, Benasayag, Schmit Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia, prof. Tognetti, libro consigliato Epoca delle passioni tristi, Benasayag, Schmit Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e Servizio Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Tognetti M..
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community