I capitolo – Introduzione alla sociologia
La sociologia è una branca delle Scienze Sociali, assieme all'economia politica, la psicologia sociale, l'antropologia culturale ed il diritto. Le scienze sociali studiano diversi aspetti della società, secondo diversi punti di vista.
Esempio di analisi
Ad esempio, una società sportiva calcistica (è una forma organizzativa sociale):
- Economia politica: es. bilancio: costi-ricavi.
- Diritto: es. esame delle norme del diritto sportivo.
- Psicologia sociale: es. situazione di stress, competitività, mente/comportamento.
- Antropologia sociale: es. cultura calcistica, rituali, usi e costumi.
- Sociologia: es. analisi settore giovanile: “come mai i giovani praticano il calcio?”.
Vi è una similitudine fra l'antropologia e la sociologia, siccome l'antropologia si occupa prevalentemente dello studio dell'individuo pre-moderno, mentre la sociologia si occupa dello studio dell'individuo moderno. Col tempo però, questa distinzione si è fatta meno marcata.
Il termine società
Il termine Società può assumere significati diversi a seconda del contesto.
- Es. Claudio si è messo in Società.
- Es. Compiuti i 18 anni, Andrea ha fatto il suo ingresso in Società.
- Es. Tra i membri di una setta vi è un legame Sociale molto forte.
Che cos'è la sociologia?
La sociologia è un modo di studiare gli esseri umani ed infatti questa disciplina può essere definita come lo studio scientifico della società, delle sue istituzioni e dei rapporti sociali. La sociologia studia i fenomeni sociali, le relazioni tra i vari aspetti della realtà sociale che ogni disciplina tende a considerare separatamente. La realtà sociale prima di essere un oggetto di studio è una realtà familiare, poiché noi cittadini siamo immersi quotidianamente in essa. Le regole sono definite da istituzioni sociali le quali comportano dei ruoli e delle aspettative. Queste regole sono conosciute e condivise da tutte (universali), e si basano su di un processo spontaneo che si apprende in seguito ad anni di socializzazione.
Le origini della sociologia
La sociologia tenta di essere interdisciplinare. Essa nasce alla fine del 1800, con alcuni riferimenti già nella seconda metà dell ‘800, in contemporanea quasi con la nascita dell'antropologia. Nasce in questo periodo per una questione di necessità; in riferimento alle tre fondamentali rivoluzioni passate:
- Rivoluzione Industriale (metà 18esimo secolo): Interessa lo sviluppo tecnologico ed economico. La rivoluzione industriale comportò l'associazione dell'utilizzo delle macchine al lavoro manuale. Vi fu un incremento delle materie prime ed un aumento della disponibilità di mano d'opera che si spostò dalle campagne verso le grandi città industriali.
- Rivoluzione Francese (fine ‘700): Interessa la politica e l'istituzionalizzazione. Portò ad un'uguaglianza fra gli individui, grazie alla Dichiarazione del diritto dell'uomo e del cittadino. Cambiò la concezione dell'uomo: non più visto come suddito ma come cittadino, dunque titolare di doveri ma soprattutto di diritti. Uno dei punti più salienti di questa rivoluzione fu la Delegittimazione del potere feudale: ovvero che non vennero più reputati giusti i privilegi feudali. Il potere, dunque, venne fondato su leggi stabilite razionalmente e sull'obbedienza a governanti liberamente eletti.
- Rivoluzione Scientifica (fra il '500 e il '600): Cambiò la concezione delle scienze, non più considerate semplici riflessioni filosofiche o sapere di Dio, ma fondate sulla linea di pensiero che la “Scienza come Sapere del vero, basato sull'esperienza”. Grazie alla Rivoluzione Scientifica subentrarono nuovi metodi di studio fra i quali il Metodo Scientifico, che può essere riassunto in breve citando l'affermazione di Galileo secondo il quale “un'affermazione è vera solo se verificata”.
Queste tre rivoluzioni promossero il mutamento come fenomeno normale. Nonostante la società sino ad allora rimase statica. Dunque la sociologia va a studiare il mutamento sociale, ricercandone le cause e gli effetti.
Secondo la normale concezione storica, l’epoca moderna va dalla scoperta dell’America (1492) sino al Congresso di Vienna (1815), per poi divenire storia contemporanea. Secondo la sociologia, invece, non esiste questa distinzione, ma semplicemente, si considera solamente l’epoca pre-moderna (prima delle tre rivoluzioni) e l’epoca moderna, ovvero dalle tre rivoluzione sino ai giorni nostri. La sociologia dunque mira a studiare le trasformazioni della società moderna.
Microsociologia e macrosociologia
La sociologia comprende vari livelli di analisi dei fenomeni sociali:
- Macrosociologia: Si occupa delle strutture che sorreggono la società, analizzando l'approccio strutturale che esse hanno. La visione della macrosociologia è complessiva (macro appunto). Gli organi sui quali si concentra maggiormente lo studio della macrosociologia sono: le istituzioni, (la famiglia), i sistemi economici, l’ordinamento politico. Il metodo d’analisi è sistemico. La macroeconomia sfrutta l’utilizzo di questionari per raccogliere informazioni.
- Microsociologia: Il metodo d’analisi di questa disciplina è dettagliato, l’oggetto di studio è più specifico, dunque prevalentemente studia le interazioni quotidiane tra individui all'interno di contesti circoscritti; come ad esempio le relazioni all'interno del nucleo familiare. La microsociologia sfrutta l’utilizzo di interviste per raccogliere informazioni.
Teorie macro-sociologiche
- Il funzionalismo (Spencer – Durkheim – Parsons): Emile Durkheim (1858 – 1912) venne influenzato fortemente da Spencer. Egli sosteneva che tutti i fenomeni sociali (da lui definiti: parti sociali) di qualsiasi tipo, andassero spiegati individuandone la funzione svolta all'interno della società. Questo discorso valeva anche per tutti i comportamenti di trasgressione; secondo Durkheim questi svolgono una funzione positiva, ovvero quella di riaffermare le regole per ristabilire l’ordine. Parsons (1902 – 1979) non fece altro che riprendere tutte le teorie precedentemente elaborate da Spencer e Durkheim; a lui si deve il merito della diffusione del funzionalismo negli anni ’50.
- Teoria del conflitto (Marx): Karl Marx (1818 – 1883) – ideatore della teoria. La teoria sostiene che il conflitto fra classi sociali (capitalisti vs proletariato) è il motore del cambiamento della storia e della società. Secondo Marx, questo conflitto porterà all’abbattimento delle classi: teoria del mutamento sociale.
Teorie micro-sociologiche
- Modello drammaturgico - Ervin Goffman (1922 – 1982): La teoria si basa sulla metafora teatrale applicata all’interazione fra individui: la vita quotidiana come rappresentazione teatrale; come nell’opera, anche nella vita quotidiana esistono momenti di ribalta e retroscena. Ribalta: La ribalta è il bordo del proscenio, la parte più protesa verso la platea; è il luogo dove, per eccellenza, non sono ammessi errori, ove l’individuo, mettendo in atto la sua parte, deve dare il meglio di sé. Retroscena: tutta la parte del palcoscenico che rimane invisibile agli spettatori; ove avviene tutta la preparazione allo spettacolo, in cui gli attori si lasciano andare a comportamenti non controllati e non previsti dall’opera. Es. abitazione: camera da letto: retroscena; salotto: ribalta. Es. nella vita quotidiana: abitazione: retroscena; luogo pubblico: ribalta.
- Teoria dello scambio – George Homans (1910 – 1989): La teoria sostiene che l’interazione è basata su un rapporto di costi-benefici. L’individuo, prima di agire, in risposta ad uno stimolo, valuta i pro ed i contro che potrebbero caratterizzare lo scambio.
- Etnometodologia – Harold Garfinkel (1917 – 2011): Si basa sullo studio della conoscenza di senso comune; intesi come i comportamenti comuni/spontanei, appunto di senso comune. Garfinkel studiava i fenomeni mettendoli in evidenza, accentuandoli oppure adottando comportamenti inusuali in contesti che non lo prevedono. Es. durante l’acquisto di un bene al supermercato, l’acquirente improvvisa una trattativa sul prezzo.
- Interazionismo simbolico - George Herbert Mead (1863–1931)/Herbert Blumer (1900-1987): Secondo la teoria, il comportamento di un individuo non è una reazione immediata ad uno stimolo. Gli individui non reagiscono meccanicamente ad uno stimolo, vi è un’interpretazione prima di rispondere. Stimolo→interpretazione→comportamento (risposta). Mead è antecedente a Blumer, ma quest’ultimo realizza la teoria.
La ricerca sociologica
Si basa sulla suddivisione della ricerca in più fasi:
- Definizione del problema o del fenomeno da studiare.
- Formulazione delle ipotesi.
- Definizione del disegno di ricerca.
- Verifica delle ipotesi.
- Analisi ed interpretazione dei risultati.
- Esposizione risultati.
(testo di riferimento: “Il Suicidio” (1897) di Emile Durkheim; padre fondatore della sociologia scientifica)
Analisi delle fasi di ricerca
Prima fase: in questa fase si vuole capire il tema di cui ci si vuole occupare; può nascere da un interrogativo/da una domanda. Es. ne “Il Suicidio”, Durkheim, analizzando testi già esistenti, si domandò come mai, nei paesi più sviluppati, il tasso di suicidio fosse più elevato. Egli analizzò svariati testi, nei quali si considerava il suicidio in relazioni ad elementi di tipo psicologico (pazzia) o biologici. Queste statistiche sostenevano che il clima (caldo) incidesse sul tasso di suicidio, siccome crea scompigli psicologici. Durkheim contrasta queste teorie, sostenendo che anche ove il clima è freddo vi è un alto tasso di suicidio, argomentando che, secondo il suo punto di vista, le cause di suicidio possono essere ricollegate a fattori socio-culturali.
Seconda fase: l’ipotesi è un enunciato che suggerisce una correlazione tra due fenomeni. Solitamente la correlazione è data tra una variabile indipendente ed una variabile dipendente. Per variabile dipendente si intende un fenomeno che dipende da un altro fenomeno che va spiegato. Per variabile indipendente si intende un fenomeno che spiega. Es. variabile indipendente: fattori psicologici o climatici. Durkheim sostiene che il suicidio è causato da motivi sociali (variabile indipendente).
Terza fase: per definizione del disegno della ricerca si intende la progettazione della ricerca; dunque si stabiliscono ad esempio:
- I tempi/le scadenze.
- I costi.
- I soggetti da analizzare.
- Il metodo: ovvero, per esempio, se somministrare questionario o agire mediante intervista.
Durkheim considera il suicidio come un tasso, basato su dati quantitativi, poiché è un fenomeno sociale che può essere espresso in percentuale. Dunque basa i suoi studi su dati secondari, ovvero statistiche prodotte da terzi, per lo più enti pubblici incaricati di stilare statistiche. Es. i.s.t.a.t.
Quarta fase: verifica delle ipotesi (fase delicata). Il ricercatore valuta la bontà delle ipotesi di correlazione fra i fenomeni, ovvero verifica la loro attendibilità. Durkheim, affermando che il suicidio è riconducibile a cause sociali, vuole lanciare una sfida alle tesi psicologiche. Egli reputa, ad esempio, l’appartenenza religiosa una variabile indipendente; il tasso di suicidio varia a seconda dell’appartenenza religiosa. Le tre religioni ch’egli prende in considerazione sono: l’ebraismo, il cristianesimo (cattolico) ed il protestantesimo. Per quanto concerne l’ebraismo, il tasso di suicidio è relativamente basso; mentre per il protestantesimo il tasso risulta particolarmente alto. Secondo Durkheim il cattolicesimo e l’ebraismo sono caratterizzati da comunità molto coese (unite), siccome, queste due religioni, prevedono dei rituali e delle credenze molto vincolanti. I protestanti, per contro, non hanno rituali o credenze vincolanti, siccome non vi è la figura del sacerdote (che ha potere di monopolizzare e dispensare la grazia, essendo, egli, un intermediario fra Dio ed i credenti). Nel protestantesimo, il credente è solo dinanzi a Dio; dunque il credente ha potere d’esame soggettivo, ovvero può interpretare liberamente il proprio credo. Sulla base di quest’ultima affermazione, dunque, Durkheim mette in relazione l’autonomia che l’individuo ha con il suicidio, affermando che, quest’ultimo dipende da questa variabile. Altre variabili che Durkheim prende in considerazione sono le tipologie di comunità domestiche: i celibi si suicidano di più rispetto ai coniugati; all’interno dei coniugati, chi non ha figli si suicida maggiormente. In conclusione, Durkheim sostiene che “laddove vi è più coesione, il suicidio è meno frequente”, ovvero che “più l’individuo è integrato, meno sarà propenso al suicidio”.
Quinta fase: analisi ed interpretazione delle ipotesi. Durkheim esprime quanto riscontrato in forma di legge: se A→allora B. “Il tasso di suicidio varia in ragione inversa al grado di integrazione dei gruppi sociali di cui l’individuo fa parte”. Se (A) aumenta il grado di integrazione allora (B) diminuisce il tasso di suicidio.
Sesta fase: esposizione dei risultati. Per Durkheim coincide con la pubblicazione de “Il Suicidio” nel 1897.
I metodi di ricerca
Ovvero gli strumenti utilizzati dagli scienziati per raccogliere i dati:
- Indagine campionaria (anche nota come survey). Indaga sul fenomeno da analizzare prendendo un campione (es. di popolazione); i risultati vengono poi riprodotti in proporzione più estesa. Questo metodo di indagine si contrappone all’indagine censuaria (riguarda l’intera popolazione). Il passo principale è selezionare un campione, ossia un gruppo rappresentativo e successivamente si procede alla formulazione di una serie di domande da sottoporre ai componenti del campione. I risultati vengono poi codificati ed elaborati.
- Ricerca etnografica (descrizione dei popoli). Ricerca che comporta l'immersione dei ricercatori all'interno della comunità da analizzare. Si parla di ricerca sul campo o etnografia. I ricercatori risolvono il problema con la loro presenza in prima persona nella situazione studiata. La ricerca sul campo però presenta problemi di generalizzazione. Un classico esempio può essere quello della ricerca formulata dai coniugi Lynd: Middletown, ricerca svolta intorno agli ’20. Uno studio effettuato all’interno di una cittadina americana di medie dimensioni che loro soprannominarono, appunto, Middletown. Vissero all’interno della comunità per un determinato lasso di tempo (6-7 mesi) analizzandone le dinamiche fra la popolazione, in particolare esaminando l’ipotetica influenza tecnologica sul piano culturale; essi scoprirono che la popolazione, in realtà, era molto conformista e non vi era stata grande influenza. La critica che venne fatta dalla comunità scientifica a riguardo della loro ricerca fu che, a loro avviso, la cittadina era troppo circoscritta per poter essere applicata ad altre realtà cittadine simili.
- Ricerca storica: Analisi svolta mediante la consultazione dei documenti storici, articoli di giornale etc... Lo studio del passato è utile almeno quanto quello del presente per comprendere i rapporti sociali e la società in genere. Un esempio, già visto precedentemente, è quello di Weber, che cercò di dimostrare l’origine religiosa del nuovo capitalismo (mettendo in relazione protestantesimo e capitalismo).
- Ricerca sperimentale: Un ambiente controllato veniva infatti ritenuto utile per studiare piccoli gruppi di persone. Un chiaro esempio di ricerca sperimentale può essere l’esperimento sul conformismo condotto da Solomon Asch nel 1956. Questo era composto da 9 tester a cui venne chiesto di analizzare una linea disegnata mettendola a confronto con altre tre. Di queste tre linee, venne chiesto quale, secondo i soggetti, era lunga uguale alla prima. Ad otto soggetti venne chiesto di errare di proposito la risposta, questo per poter analizzare la reazione del nono dinanzi ad un’evidente errore da parte degli altri, o meglio, per analizzare l’influenza che il gruppo avrebbe potuto esercitare sul singolo soggetto. Per cercare di stabilire la pressione al conformismo la prima classe, il gruppo sperimentale, viene sottoposto alla variabile indipendente; la seconda classe, il gruppo di controllo, no. I risultati confermarono che un terzo dei soggetti analizzati decidevano di errare anch’essi la risposta per omologarsi alle conclusioni del gruppo.
Sociologia e società
Il compito dei sociologi, e di tutti gli scienziati in genere, è quello di aumentare il nostro bagaglio di conoscenza sul mondo in cui viviamo. Esistono infatti molti collegamenti tra sociologia e mondo reale. Il percorso della sociologia è direttamente influenzato dai problemi sociali e dalle crisi che la società attraversa. Ma al tempo stesso la ricerca sociologica può far emergere problemi sociali di cui precedentemente si aveva scarsa percezione. La sociologia riflette sui problemi della società. Un buon numero di laureati in sociologia viene impiegato sia nella pubblica amministrazione sia in organizzazioni private che si occupano di questioni sociali come la povertà, l'emarginazione, l'alcolismo o la tossicodipendenza. Le tecniche messe a punto dai sociologi e da altri scienziati sociali vengono adottate in molti campi, ad esempio nelle ricerche di mercato e nei sondaggi di opinione. Il lavoro dei sociologi e degli altri scienziati sociali fornisce una quantità di informaz
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