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Parte prima - Il metodo

Cap 1 La sociologia come conoscenza

1.1 L’organizzazione sociale, oggetto primario della sociologia

Prima di analizzare gli argomenti di cui si occupa la sociologia, è bene fare una premessa. È evidente che la vita condotta dalla popolazione nel mondo è molto diversa: si va da un estremo confortevole ad un altro di miseria. Questa differenza è data da un diverso stato dell’organizzazione sociale, configurazione dei rapporti sociali relativamente stabili tra individui e tra gruppi in una società, e delle azioni ricorrenti che compiono quotidianamente per produrre e riprodurre la propria esistenza.

Tanto più l’organizzazione sociale è sviluppata, quanto più la possibilità di vita (individuale e di gruppo) è elevata. Quando l’organizzazione sociale lavora bene, noi non ci accorgiamo neanche della sua esistenza. Tuttavia, riflettendo bene, tutto questo scorrere della vita non è altro che il prodotto di milioni di azioni individuali, compiute e decise in modo indipendente da individui che non sanno nulla l’uno dell’altro. L’insieme oggetto primario dell’indagine sociologica è l’organizzazione sociale, gli enigmi che presenta, i costi e i benefici per gli individui e per la collettività, i processi di strutturazione e destrutturazione, i processi di trasformazione.

1.2 Indagine sociologica e modelli di ricerca

L’indagine sociologica utilizza come orientamento nello studio dell’organizzazione sociale i modelli di ricerca.

Modello: Rappresentazione cognitiva e valutativa precostituita, credenza estremamente generale ma profondamente radicata nella mente del soggetto.

Modelli di ricerca: Modelli mentali, rappresentazioni che sembrano descrivere la natura profonda di una società; non sono assoggettabili a verifica empirica.

I principali modelli di società sono quattro.

  • Primo modello: Concepisce la società come un organismo formato da organi assimilabili a quelli corporei e, come questi, cresce, si sviluppa, si ammala, declina. Accentua il carattere di totalità della società: essa è un tutto e in ogni sua parte si ritrovano le proprietà strutturali della società intera. Questo è il pensiero del positivismo comtiano, dell’evoluzionismo di Spencer, del materialismo di Marx e dell’organicismo di Durkheim.
  • Secondo modello: Antagonista del precedente, vede nella società un meccanismo composto da parti interrelate: la società è come un insieme di atomi individuali dai cui movimenti derivano le proprietà osservabili della società. Secondo tale modello, da indagare sono gli interessi, le azioni, le motivazioni dei singoli individui. Le scuole che seguono il modello meccanicistico sono: la sociologia come scienza logico-sperimentale di Pareto, il neo-positivismo sociologico di Lazarsfeld, il comportamentismo sociale, l’individualismo metodologico.
  • Terzo modello: La società è un processo ininterrotto di eventi concatenati l’uno all’altro. Per la ricerca, qui, la cultura è privilegiata, soprattutto è interessante lo scambio di significati che avviene durante ogni interazione sociale. Naturalmente, il linguaggio ha un’importanza centrale e la funzione primaria dell’indagine sociologica è la comprensione dei significati che gli attori sociali elaborano e attribuiscono alle azioni proprie o altrui. Le scuole sono: la sociologia comprendente di Weber, l’interazionismo simbolico, la sociologia fenomenologica, la teoria dell’agire comunicativo e il costruttivismo sociologico.
  • Quarto modello: La società è un grande sistema che comprende sottosistemi specializzati. Innanzitutto i problemi sono:
    • Procurarsi risorse sufficienti per la popolazione
    • Mantenere a livelli accettabili i conflitti interni
    • Conservare nel tempo la propria identità culturale
    • Conciliare soddisfacimento di bisogni personali col perseguimento di scopi collettivi
    Il modello sistemico ragiona sempre su tre livelli: società, sovra-sistemi e sotto-sistemi, che si influenzano reciprocamente. I principali esponenti sono stati Talcott Parsons e Niklas Luhmann. Le scuole influenzate sono: la teoria sociologica dell’azione, il funzionalismo, il neo-funzionalismo, lo strutturalismo, la teoria dei sistemi autoreferenziali.

1.3 Fonti ausiliarie di conoscenza per la sociologia

Le fonti ausiliarie necessarie per gli studiosi di sociologia, sono fondamentalmente tre:

  • Storia: Essa sola può dare il senso temporale di una società, ricostruire dettagliatamente le situazioni individuali e collettive, presentare un repertorio infinito di azioni possibili in determinate situazioni.
  • Letteratura (narrativa, romanzo, racconto): Come afferma Henry James, la letteratura è uno sforzo inteso a “catturare i colori della vita” e questo è un notevole contributo allo studio sociologico. Nella letteratura si possono trovare tutti gli argomenti del nostro campo di studio. Non va poi sottovalutata la funzione anticipatrice della letteratura, per le conseguenze umane e sociali.
  • Cultura del dato (statistiche): Bisognerebbe sempre essere aggiornati sulle statistiche ufficiali prodotte in Italia e all’estero. Esse costituiscono la base indispensabile per impostare un ragionamento rigoroso e fondato. La conoscenza sociologica passa inevitabilmente attraverso il dato.

1.4 Le specializzazioni della sociologia

La sociologia è nata dalle opere dei classici come teoria della società (vedi Comte, Spencer, Durkheim, Weber, Pareto). Tuttavia, la divisione necessaria del lavoro scientifico ha portato alla moltiplicazione di specializzazioni disciplinari: sociologia economica, politica, culturale, religiosa, scientifica ecc. Questa divisione, tuttavia, non è l’unica possibile. Esiste un altro asse, detto asse micro-macro, sui cui estremi ci si può specializzare.

All’estremo micro, ci si occupa di relazioni interpersonali, schemi interpretativi individuali, dinamiche di gruppo, simbolismi ecc. All’estremo macro, ci si concentra sulle strutture formali delle organizzazioni, sui dati relativi a masse di persone, sui sistemi sociali ecc.

1.5 La conoscenza sociologica è vera scienza?

L’esistenza umana è sempre incerta: questo produce l’ansia di prevedere, spiegare, modificare i fenomeni sociali che rientrano negli immediati interessi dell'individuo o del gruppo. Vediamo quali possono essere gli strumenti utili.

Competenza sociale: Capacità di agire con efficacia entro gruppi e organizzazioni che la maggior parte di noi sembra possedere, o che acquisisce studiando o lavorando. È un parente stretto del senso comune ed è quasi sempre disponibile per dare qualche spiegazione.

Storiografia o storia: Utile per le spiegazioni, anche complesse, non per le previsioni o per la modificazione di fenomeni sociali.

Indagine giornalistica: Utile per le spiegazioni semplici, meno utile per il resto.

Divinazione: Buona per le previsioni.

Preghiera, pratiche magiche: Quando sono efficaci possono modificare i fenomeni sociali.

Potere politico, economico, militare: È inutile per prevedere o spiegare fenomeni, ma può indurre profonde modificazioni nella società.

Lo strumento che propone la sociologia è il metodo scientifico. Esso consiste nel costruire razionalmente schemi di spiegazione e previsione dei fenomeni sociali mediante indagine controllata, e progetti di intervento guidati ad ogni passo da essa. Applicando questo metodo, la sociologia effettua sulle nostre usuali rappresentazioni della realtà una frattura cognitiva che può risultare sgradita perché nessuno vorrebbe dover drasticamente modificare le proprie conoscenze attorno al funzionamento della società. Così, di fronte a nuove spiegazioni sociologiche, da un lato le consideriamo superflue, dall'altro fatichiamo ad allontanare le vecchie, sicure idee sulla società per abbracciarne di nuove. Eppure la sociologia può fornire nuove conoscenze che riguardano la società e, quindi, noi stessi, a patto di essere in grado di sostenere quella frattura cognitiva tra competenza sociale acquisita e conoscenze relative a processi e strutture sociali scientificamente prodotte e controllate.

Il metodo scientifico effettua il controllo sull'indagine sociologica attraverso quattro agenti:

  • Uso dei modelli empirici: Specifici analoghi simbolici, selettivi e semplificati, di definite sezioni spazio-temporali della realtà sociale. La decisione di strutturare un'argomentazione previsiva o esplicativa i fatti da considerare o meno, si fonda sull'adozione preliminare di un modello empirico del sistema indagato.
  • Evidenza empirica: Invita a verificare sempre personalmente i fatti, senza fidarsi delle apparenze.
  • Induzione: Procedura inferenziale un po' abusata dalla società, quasi fosse sinonimo di generalizzazione. Per ovviare a ciò, l'indagine sociologica si avvale dell'inferenza statistica, che è la sola procedura che permetta d'indurre, con un margine definito di errore, le proprietà di una popolazione esaminandone solo una frazione.
  • Deduzione: Anche questo, se rigorosamente perseguito, è un elemento centrale di ogni formula esplicativa "ben formata".

Osservando bene, queste procedure sono simili a quelle delle scienze naturali. Tuttavia, ci sono due condizioni complementari che non si verificheranno mai nella sociologia, al contrario delle "scienze esatte": la costanza del comportamento degli oggetti osservati e il controllo delle condizioni all'intorno dell'esperimento. Gli esseri umani si distinguono proprio per la continua variabilità del comportamento anche in situazioni identiche. Quindi, proprio a causa dell'incessante mutamento degli oggetti di cui si occupa, è sbagliato porre la questione di un raggiungimento dello status scientifico, piuttosto si deve parlare della sociologia come di un progetto scientifico; progetto che resterà sempre tale proprio per il continuo mutamento.

Cap 2 Funzioni sociali e cultura della sociologia

2.1 Le cose che non sono quello che sembrano: la funzione critica della sociologia

La società vive di rappresentazioni di se stessa. Ciascuno dei suoi membri si rappresenta, rappresenta il luogo in cui vive, rappresenta la struttura sociale, la popolazione, insomma, utilizza rappresentazioni generiche della società e della storia e anche rappresentazioni più contingenti.

Rappresentazioni collettive: Sono rappresentazioni che albergano nelle menti individuali quando sono condivise da un numero elevato di individui. Ce ne sono di due tipi:

  • Naturali: Sono quelle che, già nel corso della socializzazione primaria, si formano nella mente di qualsiasi individuo grazie all’esperienza e ai contatti con i membri della società di cui fa parte.
  • Costruite: Sono rappresentazioni della società diffuse da attori sociali specializzati (TV, radio, stampa, film, pubblicità, ecc.), sotto sollecitazione e nell’interesse di diversi gruppi.

Nella realtà, questi due tipi di rappresentazioni sono in costante interazione, cosicché, quelle realmente presenti nelle menti degli individui, sono una combinazione tra le due, con una prevalenza delle seconde sulle prime. Diversi nuclei di queste rappresentazioni collettive, poi, tendono a strutturarsi, nella mente degli individui, in immagini convenzionali della società: immagini conformi ad un uso fondato su un’intesa specifica, comune ad un gruppo di persone, i termini della quale sono spesso sconosciuti all’esterno del gruppo.

Ora, la sociologia non pretende di fornire la verità, ma vuole fornire immagini alternative della società che mostrino come le cose siano diverse da come vengono proposte dai mezzi di comunicazione. La sociologia tende a questo risultato proponendo di trasformare il quadro dell’intesa su cui si fonda l’uso dell’immagine della società, sostituendolo con uno riconoscibile da gruppi molto ampi, magari da tutti i membri della società stessa. Tutta questa costruzione verrebbe basata su un’indagine controllata, “sconosciuta” ai costruttori delle immagini convenzionali della società. Per questa via, si può dimostrare che si possono sostituire le immagini convenzionali con immagini che riflettono realmente interessi più generali.

La sociologia, inoltre, si preoccupa delle conseguenze sociali delle rappresentazioni collettive, tanto da costruire un’etica cognitiva da estendere a tutte le immagini e le rappresentazioni, in particolare alle immagini dell’uomo. Tutte le discipline, infatti, elaborano particolari immagini dell’uomo, le quali producono diverse conseguenze a breve e lungo termine: è compito della sociologia sottolineare queste conseguenze.

2.2 La società potrebbe essere organizzata diversamente: la funzione innovatrice dell’immaginazione sociologica

Ai membri di ogni società, l’organizzazione di questa appare immutabile: ogni membro è un attore sociale che, recitando il suo ruolo, riproduce costantemente il modello organizzativo, lo costruisce giorno per giorno. Per uscire da questo circolo vizioso, un sociologo della metà del ‘900, C. Wright Mills, definisce l’immaginazione sociologica, la quale propone due strumenti importanti.

  • Distanziamento: Consiste nel fingersi stranieri nella società in cui si vive, adottando lo sguardo di un osservatore venuto da lontano. In questo modo l’osservatore, autoestraniandosi dalla società, prova a chiedersi perché le cose accadono in un certo modo e quali siano i processi di base per i quali un certo fatto avviene.
  • Comparazione intersocietaria ed interculturale: Già ai tempi di Erodoto venivano descritti e comparati usi e costumi di popoli differenti. Ora che i mezzi di comunicazione sono globali, quest’attività comparativa dovrebbe risultare ancora più facile, tuttavia non è così e le società contemporanee restano reciprocamente chiuse. Eppure, come dimostra la sociologia, queste comparazioni sarebbero molto utili per la ricerca di soluzioni alternative ai problemi sociali.

2.3 Permanenza e mutamento: la sociologia mette in luce l’intreccio dei tempi sociali

Le rappresentazioni collettive delle società contemporanee sono dominate dall’idea di un mutamento sociale rapidissimo e incessante. Tutti noi constatiamo come gli usi e i costumi di poche decine d’anni fa fossero molto diversi dagli attuali. Eppure, numerosissime testimonianze ci dicono che, nonostante gli enormi mutamenti, gli uomini e molte situazioni di vita sociale sono sempre gli stessi.

Questa osservazione va tenuta ben presente quando si parla di previsioni e di progetti di mutamento sociale, al contrario di quello che hanno fatto i due maggiori indirizzi del pensiero sociale dell’ultimo secolo e mezzo. Pensiero sociale liberale e marxismo, pur opposti, avevano in comune l’idea che lo sviluppo tecnico, economico e politico avrebbero finito per eliminare radicalmente i legami comunitari, le religioni, le identificazioni etniche, il nazionalismo ecc.; inoltre ritenevano necessario che ciò avvenisse per liberare gli uomini dalle strettoie intellettuali e morali della tradizione.

Evidentemente, il fattore permanenza non è stato valutato e ciò ha causato sofferenze umane e povertà scientifica. La distruzione di comunità locali e centri storici, i contadini costretti ad abbandonare le loro terre, il tentativo di “diluire” i gruppi etnici in una popolazione indifferenziata culturalmente, hanno portato ad enormi sofferenze. La povertà scientifica ha impedito la previsione di fenomeni come il revival etnico alla base della frammentazione di alcuni stati (come la Jugoslavia), lo sviluppo del fondamentalismo religioso e dell’integralismo politico e culturale.

La funzione della sociologia del terzo millennio può essere quella di proporre un’evoluzione socioculturale come un perenne intreccio di permanenza e mutamento. I tratti permanenti, però, non vanno considerati elementi passivi, bensì attivi e coesistenti con tratti più recenti, coi quali strutturano più profondamente l’organizzazione sociale del presente. Troppe volte, infatti, la permanenza è concepita come eternità in un’accezione negativa, magari solo per non far perdere alla maggioranza i privilegi di sempre. La sociologia propone un equilibrio tra i tempi lenti della permanenza e quelli rapidi del mutamento.

2.4 Aiutare a decidere: le funzioni professionali della sociologia

In tutti i campi dell’organizzazione sociale si prendono continuamente delle decisioni le quali, anche se prese in modo ineccepibile, non sempre producono gli effetti desiderati. Per ovviare a questo problema si può utilizzare la figura del sociologo che ha la competenza necessaria per prevedere le conseguenze, sul piano sociale, di una certa decisione.

Vediamo le principali funzioni professionali della sociologia:

  • Funzioni relative alla costruzione o affinamento di indicatori statistici
  • Funzioni di progettazione e gestione di organizzazioni complesse
  • Funzioni di analisi e intervento in situazioni di disagio sociale
  • Funzioni inerenti alla progettazione urbanistica e al governo delle città
  • Funzioni legate alla comprensione del biculturalismo, delle basi socioculturali dei conflitti etnici, delle forme di razzismo e xenofobia, dei processi migratori
  • Funzioni relative alla mappatura della distribuzione delle diverse malattie

Le figure che rendono servizi professionali di contenuto sociologico sono tre:

  • Docenti universitari di materie sociologiche, che dedicano del tempo anche alla professione a titolo di esperti
  • Sociologi professionisti
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Trivellato Paolo.
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