Sociologia generale – Paola Borgna
Capitolo 1 – La sociologia come conoscenza
1.1 – L'organizzazione sociale, oggetto d'indagine primario della sociologia
L'oggetto dell'indagine sociologica è l'insieme dell'organizzazione sociale e dei suoi incessanti processi di trasformazione. Organizzazione sociale – rapporti sociali tra individui e tra gruppi che si osservano in una società, e delle azioni ricorrenti che essi compiono quotidianamente, allo scopo di produrre e riprodurre la propria esistenza.
Nelle società in cui l'organizzazione sociale è più sviluppata (ovvero sono più numerosi e complessi i rapporti interindividuali e intergruppo e le azioni ad esse collegate), la possibilità di vita di individui e di gruppi sono più elevate. Quando l'organizzazione sociale funziona bene, non ci accorgiamo nemmeno di essa.
1.2 – Indagine sociologica e modelli di società
Al fine di produrre conoscenze intorno all'organizzazione sociale, la sociologia si serve di diversi modelli di società, che non sono da intendere come ideali a cui tendere, ma come diverse concezioni della realtà. I modelli di società sono dunque modelli mentali, non sottoponibili ad alcuna verifica empirica.
I principali modelli di società sono:
- Il primo modello concepisce la società come organismo che, proprio come un corpo, cresce, si sviluppa, conosce stati di salute e di malattia, e col tempo invecchia.
- Il secondo modello concepisce la società come un meccanismo, composto da parti strettamente interrelate.
- Il terzo modello descrive la società come un processo, un susseguirsi ininterrotto di eventi.
- Il quarto modello assimila la società a un grande sistema, che si differenzia in sottosistemi specializzati nello svolgere particolari tipi di azione.
Ogni modello si differenzia dagli altri perché accentua certi caratteri della società, mentre ne maschera altri. Ad esempio:
- Il modello dell'organismo accentua il carattere di totalità della società.
- Il modello del meccanismo accentua il carattere della società come insieme di atomi individuali, dai cui movimenti singoli derivano le proprietà osservabili della società stessa. L'elemento principale su cui si deve concentrare l'indagine sociologica sono gli interessi, le azioni, le motivazioni dei singoli individui.
- Il modello del processo colloca in primo piano la cultura e in particolare la produzione e lo scambio di significati che avviene nel corso di ogni interazione sociale. Attraverso questo flusso, in cui una importanza centrale il linguaggio, gli attori sociali costruiscono la realtà sociale.
- Concepire la società come un sistema significa tenere conto che una società è composta da quattro sottosistemi e che, per sopravvivere, deve far fronte ad alcuni fondamentali problemi:
- Il problema dell'adattamento (A), cioè procurarsi risorse sufficienti per la sua popolazione, che fa riferimento al sottosistema economico.
- Il problema del raggiungimento dello scopo (G), che consiste nel conciliare il soddisfacimento dei bisogni individuali con il perseguimento di scopi collettivi e che fa riferimento al sottosistema politico.
- Il problema dell'integrazione (I), che consiste nel mantenere a livelli accettabili le tensioni e i conflitti interni e riguarda il sottosistema biopsichico.
- Il problema della latenza (L) che consiste nel conservare la propria identità culturale e riguarda il sottosistema socio-culturale, che comprende ad esempio la famiglia, la religione e i mezzi di comunicazione di massa.
Il modello sistemico, quindi, si basa sul modello AGIL e richiama sempre tre livelli:
- Quello della società, come livello di riferimento.
- Il sovra-sistema, al di sopra della società.
- I sotto-sistemi.
Ciò che accade a un dato livello influisce ed è influenzato da ciò che accade agli altri livelli, quindi il modello sistemico induce a ricercare le interdipendenze dinamiche. La concezione sistemica della società ha i suoi massimi esponenti in Parsons e Luhmann.
1.3 – La responsabilità cognitiva del ricercatore
Ogni ricercatore e osservatore, nel produrre conoscenza utilizza dei determinati modelli mentali, che sono suscettibili di scelta. Da questo deriva la responsabilità cognitiva del ricercatore: ciascuno di noi è responsabile dei modelli mentali che utilizza per conoscere il mondo e interpretarlo.
La scelta è dettata dalla convinzione di poter muovere qualche passo in più verso la spiegazione della società. Essa porta a fare ipotesi diverse e ha delle conseguenze, motivo per cui implica una responsabilità dell'azione cognitiva. La ricerca empirica è un tentativo di confutare il soggettivismo del singolo estendendo i risultati oggettivi ad una molteplicità di soggetti.
Una metafora spesso utilizzata dagli autori costruttivisti per rappresentare i modelli di società è quella della mappa degli scogli sommersi, in particolare del rapporto tra la realtà degli scogli sommersi e la mappa del tratto di mare sotto il quale essi si nascondono. Una cosa sono gli scogli nascosti sotto la superficie, un'altra è la mappa che qualcuno ha disegnato di essi. La veridicità della mappa (ovvero la sua corrispondenza con la realtà) che un navigatore consulta al fine di attraversare quel determinato tratto di mare, non è data dal fatto di attraversarlo indenne. Infatti l'avere evitato gli scogli può essere semplicemente dovuto alla fortuna. La sola prova della veridicità della mappa si può trovarla nel momento in cui si va a sbattere intenzionalmente contro uno scoglio che risulta trovarsi esattamente nel posto indicato dalla mappa. Tuttavia lo scontro con lo scoglio non testimonia il realismo della mappa e la corrispondenza della mappa a tutto l'insieme degli scogli sommersi, nonostante abbia permesso di stabilire che su un punto corrispondeva al reale.
Ogni mappa può individuare di volta in volta i singoli scogli sommersi, senza però arrivare mai a descrivere l'intero fondale. Ogni mappa può essere efficace, ma ciò non significa che sia una descrizione realistica di tutto ciò che esiste in quel tratto di mare. Allo stesso modo nessun modello mentale può pretendere di rappresentare le realtà nella sua interezza.
1.4 – Le fonti ausiliarie della sociologia
La storia dev'essere considerata dal sociologo una delle principali fonti ausiliarie della sociologia. Tutto quello che osserviamo oggi rappresenta il prodotto di secoli di storia e se non conoscessimo gli eventi del passato sarebbe difficile riuscire a comprendere gli eventi del presente. La letteratura storica è formata dalla ricostruzione dettagliata della situazione in cui un determinato attore ha preso una determinata decisione. Nonostante il sociologo miri a raggiungere una conoscenza generalizzabile a molti casi, la ricchezza di particolari con cui gli storici ricostruiscono le situazioni resta un ausilio di grande importanza per approfondire l'indagine sociologica.
La storia, poi, è un grande archivio di azioni realmente compiute in varie epoche e luoghi da individui, gruppi, classi sociali, nazioni. Tale archivio deve essere visto dallo studioso come un prezioso repertorio di azioni umanamente possibili.
Un'altra fonte fondamentale della sociologia è la letteratura:
- Essa può contribuire a dare alla sociologia più colore, vitalità e capacità di attrazione.
- Non c'è campo dell'indagine sociologica dove non ci sia da imparare dalla lettura di testi narrativi di diverse epoche. Ad esempio, se si pensa di studiare l'evoluzione della condizione operaia, un'opera letteraria che non può mancare nelle letture ausiliarie è Germinal di Émile Zola.
Infine, altre fonti della sociologia sono le statistiche nazionali e internazionali che costituiscono la base indispensabile per impostare un ragionamento rigoroso e fondato sui fatti. Uno dei comportamenti fondamentali di chi studia sociologia dovrebbe essere quello di non esprimere mai un giudizio senza prima verificare, consultare le statistiche e trovare un riscontro nei dati. Il sociologo deve praticare la cultura del dato. Si può notare come vi siano fenomeni sociali che le statistiche ufficiali stentano a cogliere con precisione, come nel caso dell'economia sommersa e inoltre ci sono sicuramente statistiche più affidabili di altre. È compito del sociologo valutare e criticare le fonti e i metodi con cui i dati sono stati ricavati, ma in ogni caso nessuna ricerca condotta da singoli individui può raggiungere il grado di completezza delle statistiche ufficiali.
Box.Istat e Sistan – L'Istituto nazionale di statistica (Istat), presente nel paese dal 1926, è il principale produttore di statistica ufficiale in Italia. È un ente di ricerca pubblico il cui compito è produrre informazioni relative a condizioni sociali, economiche e ambientali del paese. Tra i suoi impegni più rilevanti vi è la realizzazione dei Censimenti generali decennali. Dalla fine degli anni Ottanta, l'Istat svolge un ruolo di indirizzo all'interno del Sistema statistico nazionale (Sistan), istituito per la diffusione delle informazioni e per ottimizzare le risorse destinate alla statistica ufficiale. L'Annuario statistico italiano è la pubblicazione che restituisce un ritratto sintetico e aggiornato del paese, raccogliendo le informazioni di maggiore interesse diffuse durante l'anno dall'Istat e da alcuni altri enti del Sistan.
1.5 – Le specializzazioni della sociologia
L'avanzamento della divisione del lavoro scientifico ha portato alla specializzazione della disciplina sociologica. Così, la sociologia generale si è specializzata e da essa sono nate le cosiddette sociologie speciali che svolgono analisi approfondite in determinati ambiti. La specializzazione della sociologia in ambiti sempre più circoscritti non è il solo asse possibile di specializzazione. Un altro asse è il cosiddetto asse micro-macro:
- Rispetto all'approccio micro-sociologico, i ricercatori studiano soprattutto le relazioni interpersonali, gli schemi interpretativi che gli individui si applicano a vicenda, le dinamiche di gruppo, le forme della socialità.
- Rispetto all'approccio macro-sociologico, i ricercatori si concentrano sui rapporti tra sistemi e sotto-sistemi sociali, ad esempio tra politica ed economia, religione e scienza.
1.6 – La conoscenza sociologica è vera conoscenza?
Spiegare, prevedere e modificare i fenomeni sociali è un primario interesse dell'uomo. Allo scopo di prevedere quello che accadrà, di influire sulle situazioni in modo da modificarle in senso a sé favorevole, gli uomini dispongono di vari strumenti:
- La competenza sociale, ossia la capacità di agire con efficacia che la maggior parte degli uomini sembra possedere naturalmente, o comunque acquisisce studiando e lavorando. Si tratta di un parente stretto del senso comune e spesso le sue spiegazioni sono mal fondate, ma in ogni caso avere una spiegazione, rispetto ad uno stato di assenza di spiegazione, contribuisce a ridurre l'ansia (anche se una cosa è inventarsi alla buona una spiegazione, un'altra è costruirla metodologicamente). In tema di previsione, non è in grado di stabilire in anticipo che cosa esattamente prevede. Quanto al modificare le situazioni sociali, la competenza sociale può soltanto modificare situazioni molto semplici.
- Vi sono poi altri strumenti allo scopo di spiegare, modificare, prevedere. Tra i tanti possiamo ricordare la storiografia, la preghiera, la divinazione, le pratiche magiche che presentano numerosi limiti.
Dinnanzi ai limiti dei precedenti strumenti la sociologia propone il metodo scientifico.
Metodo scientifico – consiste nel costruire razionalmente schemi di spiegazione e di previsione dei fenomeni sociali mediante indagine controllata, e progetti di intervento. Applicando tale metodo la sociologia opera, nelle nostre rappresentazioni della società, una frattura cognitiva, nel momento in cui le mie idee entrano in conflitto con le immagini provenienti dall'indagine scientifica. È una frattura che può risultare alquanto sgradita, in quanto siamo poco disposti a mettere tra parentesi le nostre idee al fine di acquisirne delle nuove. La sociologia mira ad arricchire le conoscenze che si posseggono intorno alla società, ma per raggiungere tale scopo bisogna essere disposti a sostenere il costo della frattura cognitiva tra competenza sociale naturalmente acquisita (che spesso si identifica con il senso comune) e le conoscenze scientificamente prodotte e controllate.
Se per metodo scientifico quindi si intende indagine controllata, allora occorre stabilire come questo controllo si realizza. Il controllo viene esercitato da diversi agenti:
- I modelli empirici, cioè analoghi simbolici, selettivi e semplificati di sezioni spazio-temporali della realtà sociale. Essi permettono di definire cos'è e cosa non è l'oggetto della ricerca.
- L'evidenza empirica, che invita a verificare sempre di persona e a non fidarsi delle apparenze. È l'attività che consiste nell'analizzare i dati per essere poi in grado di esprimere dei giudizi.
- L'induzione. Al fine di evitare di costruire immagini distorte della società, la sociologia ricorre all'inferenza statistica, la sola procedura che permette di indurre, con un margine limitato di errore, le caratteristiche di una popolazione, esaminando soltanto una frazione di essa (campione).
- La deduzione, che aiuta a controllare la correttezza dell'affermazione.
Queste procedure e modalità di controllo, tuttavia, non consentono alla sociologia di raggiungere uno un livello di scientificità pari a quello delle scienze naturali, in quanto queste ultime si fondano su due condizioni che nella sociologia non sono presenti:
- La costanza di comportamento
- Il controllo delle condizioni
Gli esseri umani si distinguono per la continua variabilità dei loro comportamenti. D'altra parte, nel momento in cui si sottraggono alle scienze naturali la costanza di comportamento e il controllo delle condizioni, le loro capacità previsive non sono superiori a quelle della sociologia, anzi in molti casi sono addirittura inferiori.
Capitolo 2 – Funzioni sociali e culturali della sociologia
2.1 – La funzione critica della sociologia
Una società vive di rappresentazioni di se stessa. Ogni individuo si costruisce delle rappresentazioni della società in cui vive. Tra le rappresentazioni presenti nelle menti individuali, che sono dette rappresentazioni collettive quando sono condivise da un numero elevato di individui, occorre distinguere due tipi:
- Le rappresentazioni naturali
- Le rappresentazioni costruite
Le rappresentazioni naturali provengono dalla cultura di appartenenza e già nel corso della socializzazione primaria (i primissimi anni di vita) nella mente di qualsiasi individuo si formano varie rappresentazioni del mondo sociale, grazie all'esperienza e al contatto con i membri della società di cui fa parte. A tali rappresentazioni naturali si contrappongono quelle rappresentazioni della società che vengono costruite e diffuse metodicamente da attori sociali specializzati. Sono rappresentazioni che nella società appaiono diffuse dai mezzi di comunicazione di massa, quotidiani, radio, TV, libri, cartelloni pubblicitari, videogiochi ecc.
Le rappresentazioni naturali e quelle costruite e diffuse intenzionalmente tramite diversi mezzi si trovano in uno stato di costante interazione. L'effetto finale di tale interazione è che le rappresentazioni realmente presenti nelle menti individuali sono una combinazione dei due tipi di rappresentazione, con una prevalenza delle seconde. Diversi nuclei di queste rappresentazioni collettive tendono a strutturarsi nella mente degli attori sociali sotto forma di immagini convenzionali della realtà, comuni ad un gruppo di persone e mal conosciute all'esterno del gruppo.
La sociologia, invece, intende fornire delle immagini alternative, che mostrano che le cose non sono quello che sembrano e sono diverse da come le dipingono i gruppi sociali che utilizzano i diversi mezzi per diffondere tra la popolazione le rappresentazioni a loro più gradite. Diversamente dai costruttori di immagini convenzionali della società, la sociologia costruisce le sue rappresentazioni ed immagini mediante un'indagine controllata.
- Questa proposta costituisce di per sé una forma di critica delle immagini convenzionali, che corrispondono nella maggior parte dei casi a interessi circoscritti di un gruppo, per sostituirle con immagini che riflettono realmente interessi più generali.
- Un'altra ragione per cui la sociologia svolge una funzione critica risiede nell'attenzione che essa dedica alle conseguenze delle rappresentazioni collettive, in quanto le immagini che abbiamo in mente guidano le azioni e quindi hanno delle rilevanti conseguenze pratiche.
2.2 – La funzione innovatrice della sociologia
Ogni membro della società è un attore sociale, che svolgendo un dato ruolo, riproduce incessantemente il modello organizzativo societario. La società quindi viene costruita giorno per giorno dal concorso di tutti i suoi membri. Per questo spesso è difficile guardarla con nuovi occhi, convincersi che potrebbe essere organizzata diversamente.
La cosiddetta immaginazione sociologica, definita da Wright Mills, propone due strumenti per uscire da questo circolo vizioso:
- Il distanziamento – consiste nel fingersi stranieri nella stessa società in cui si vive. Si tratta dello stesso atteggiamento con cui antropologi e sociologi osservano culture diverse.
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