Capitolo 1 - Spiegare le disuguaglianze
Tutte le società hanno distribuzione dei beni disuguale. Stratificazione sociale: sistema (o strutture) di disuguaglianze (strato: insieme di individui che godono della stessa quantità di risorse e stessa posizione di potere). Disuguaglianze tra CHE COSA (es. capitale umano o sociale) e CHI (es. bianchi o neri). Classe: insieme di individui che ricoprono lo stesso ruolo sociale.
Stratificazioni sociali nella storia
- Sistema schiavista
- Società preindustriali: disuguaglianze per volontà divina quindi fuori dai studi sociologici; non spiega disuguaglianze ma è “ordine naturale” dove la religione ha potere sia economico che politico. Un esempio sono le caste in India dove tutto è controllato dal karma e dharma (dove il primo stabilisce che nasci nella casta per le azioni compiute in una vita precedente e il secondo è il comportamento che ti consente di salire di casta nelle prossima vita), quindi un ordine gerarchico basato sul criterio religioso della purezza.
- Società dell'antico regime: inizia a cambiare il pensiero religioso e si sposta su ideali di uguaglianza e acquisizione di diritti dei cittadini (come conseguenza della rivoluzione francese e industriale in Inghilterra). Caratteristico però rimane lo status ascritto degli individui, ed è qui che nasce l'approccio sociologico delle disuguaglianze. Differenza significativa è il cambiamento del possesso di terreno al lavoro come merce di scambio. Nel periodo storico incontriamo Rousseau “l'uomo è nato libero ed è comunque in catene” e “la democrazia è la chiave per la protezione dei cittadini” e Marx con teoria dei conflitti economici “lotte di classe” per differenti opportunità di accesso ai mezzi di produzione.
- Società moderne: sistema di fatto non di diritto anche se rimangono disuguaglianze su caratteristiche ascritte come età e sesso. (dopo verrà sviluppato l'argomento!)
Teorie di differenziazione sociale
- Neoliberale: la disuguaglianza non è considerata negativa e vede una distinzione tra uguaglianza giuridica e dei risultati. Secondo questi sociologi, se si dovessero avvantaggiare i gruppi discriminati verrebbero di conseguenza svantaggiati tutti gli altri. Entrambi i gruppi dovrebbero poter avere le stesse opportunità (es. se una facoltà ammette un tot di studenti non è giusto che un numero di posti siano tenuti da parte per gli stranieri perché tutti dovrebbero avere la possibilità di entrare tramite il test d'ammissione).
- Funzionalista: (o di stratificazione) dove le persone vengono valutate in base alle loro competenze e conoscenze. Se un individuo si impegna a studiare e mostra più qualificazione per un determinato mestiere merita un compenso maggiore e più potere. Le disuguaglianze sono necessarie ed inevitabili e hanno la funzione di motivare gli individui. Ricordiamo Devis e Moore con la loro teoria secondo cui in ogni società il numero di posti per gli strati più alti è limitato e necessita di specializzazioni. Quindi in un mercato competitivo solo i più audaci e ambiziosi raggiungono il vertice e alla fine di tutto sarà la società stessa a godere dei loro lavori. Loro parlano di “strati” anziché classi perché questi danno origine a graduatorie. Durkheim anche sostiene che la società prospera quando i soggetti più dotati ricoprono ruoli più alti (ed è giusto che vengano altamente ricompensati).
- Conflittualista: sostiene che la stratificazione non sia necessaria da studiare perché chi è avvantaggiato riesce a proteggere il suo ruolo ma come centro d'interesse ha il conflitto sociale e conseguente sfruttamento di una classe (Marx). Oltre a Marx (approfondito in seguito) ricordiamo Dahrendorf e Collins che centrano lo studio sulle teorie del potere e Lockwood e Rex in accordo con Marshall dove il concetto di cittadinanza ha diminuito le disuguaglianze di classe.
Concetti di classe
- Come prestigio: livelli di prestigio definiti come “scale di status” in base allo stile di vita e lo status di una persona.
- Come fondamento di disuguaglianze: relative all'economia e al potere in termini di reddito e secondo l'attività svolta. Le classi hanno un accesso diverso alle risorse sociali in base al ruolo che ricoprono.
- Come attori sociali/politici reali/potenziali: ovvero attori che hanno la capacità di trasformare la società. I principali teorici distinguono la classe “in sé”, classe con entità oggettiva, e di “per sé”, classe come soggetto collettivo che prendendo coscienza della propria identità è capace di agire. Brendix e Lipset sostengono che la questione dell'azione di classe abbia un approccio positivista ovvero che le classi possano avere una propria coscienza ma che la realizzazione di questa possibilità non sia necessaria.
Schemi di classificazione delle occupazioni
- Convenzionali: divisione in base ad una gerarchia generica correlata all'indicatore di livello di ricompensa (es. aziende).
- Scale di prestigio o “status” occupazionale: stabiliscono il valore sociale attribuito all'interno di una popolazione.
- Classificazione delle occupazioni apparenti: si ispira alle teorie di classe di Marx e Weber e misura la dinamica delle relazioni fra classi e non si occupa di descrivere le strutture di disuguaglianza o prestigio (come le prime 2).
I ruoli di classe sono sempre meno importanti grazie ai cambiamenti storici come:
- Il declino dell'industria tradizionale e l'elevata disoccupazione hanno portato alla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dei servizi con una conseguente crescita della classe media e riduzione di quella operaia.
- La riduzione dell'importanza del lavoro come fonte di identità sociale “status” ascritto.
- La “dequalificazione” del lavoro (Braverman) cosicché il livello di qualificazione è più apparente che effettivo.
- La tesi della individualizzazione: ogni persona elabora il proprio percorso di carriera in una situazione di lavoro instabile (Beck).
- La comparsa di nuovi movimenti politici che si interessano all'ambiente, ai diritti delle donne, delle minoranze etniche, dei bambini.
- La globalizzazione e la diffusione della cultura hanno spazzato via il tradizionalismo.
- La comparsa di gruppi femministi si battono per far valere i loro diritti e per diminuire le disuguaglianze sessiste.
- Il fatto che le identità individuali si formano nella sfera del consumo e non della produzione.
Definizioni
- Status ascritto: status assegnato per fattori biologici come etnia, genere e luogo di nascita.
- Status acquisito: ottenuto per una prestazione (es. si diventa dottore studiando).
- Master status: priorità su altri status che determina la posizione sociale della persona (es. titolo di lavoro).
- Identità: immagine che l'individuo da di se stesso (questo è quello che scatena la voglia dell'individuo a seguire e rispettare norme e valori per essere considerato per esempio affidabile).
- Identità sociale: ruoli svolti dal soggetto nelle varie sfere di vita.
- Processo di formazione dell'identità: identificazione dell'individuo dell'esempio cui vuole somigliare e individualizzazione delle caratteristiche che lo distinguono dagli altri.
- Ruolo sociale: insieme di comportamenti per le aspettative dello status (da un musicista ci si aspetta che produca musica), comportamenti conseguenti e specifiche aspettative formali ed informali.
Capitolo 2 - L'analisi delle classi
Contributi alla sociologia di Marx e Weber
Marx: rivoluzionario dell'Ottocento (1818-1883). Come...
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