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Alienazione

Alienazione significa essere o sentirsi totalmente estraneo o impotente dinnanzi a una realtà sociale. Prima del 1700 significava cessione o vendita commerciale, ma dopo il 1700 acquista rilevanza nella filosofia politica e nelle teorie giusnaturalistiche del contratto sociale. Rousseau parla della cessione di sé con tutti i propri diritti a tutta la comunità. Per Hegel l’alienazione è il rapporto deformato tra la prassi sociale dell’uomo e le istituzioni da lui create che rendono l’uomo creatore anche uomo estraneo. Per Marx, attribuisce l’alienazione al processo di produzione con cui un uomo crea lavoro e materiale, producendo quindi un mondo oggettivo del quale diventa parte alienandosi, come causa del sistema capitalistico che si impossessa dell’individuo rendendolo solo più forza lavoro. In Europa il termine alienazione significa la perdita che un soggetto subisce ad opera di varie forze sociali, rispetto a una situazione che pure sarebbe oggettivamente possibile realizzare.

Oggetti dell'alienazione

Oggetti dell’alienazione sono le situazioni, i soggetti, gli oggetti culturali e i rapporti sociali rispetto ai quali un determinato soggetto si sente alienato. Per Marx esistono 5 tipi di alienazione:

  • Alienazione religiosa
  • Alienazione filosofica
  • Alienazione politica
  • Alienazione sociale
  • Alienazione economica

La sociologia contemporanea vede l’alienazione come un fenomeno empirico e rilevabile che si trova in società avanzate e capitalistiche o socialistiche e quindi può essere utilizzato come utile strumento di critica sociale proprio perché identifica un fenomeno variabile.

Fattori e effetti dell'alienazione

I fattori che la producono sono riassumibili in un tratto fondamentale come la separazione di fatto del pensiero o della pratica del soggetto dalla comprensione o dall’intervento attivo nei processi sociali e culturali dai quali dipende la sua esistenza ed ai quali direttamente o indirettamente egli stesso contribuisce. L’alienazione è riconducibile attraverso forme di democrazia e anche attraverso la complessità delle società industriali.

Gli effetti dell’alienazione sono:

  • Accrescimento oggettivo dell’ostilità tra gli uomini
  • Impoverimento del pensiero e della vita

Altro generalizzato

Coscienza di un individuo che ha inglobato in sé gli atteggiamenti della comunità in cui ha vissuto, le norme di condotta che la comunità aveva. Si potrebbe definire come la personificazione interiore di aspetti della società penetrati in un individuo tramite la socializzazione.

Introdotta da Cooley, egli la intendeva come una coscienza basata sulle immagini che un individuo aveva degli altri individui, le quali creavano una coscienza di gruppo.

Gli studi che utilizzano l’altro generalizzato per spiegare la formazione sociale hanno introdotto degli attributi:

  • A. G è un elemento costitutivo e non accessorio dell’identità di una persona.
  • A.G. è una struttura organizzata, percepita nelle risorse che impiega.

Questi effetti sono presenti sia nelle società capitalistiche che in quelle socialiste, poiché la modernizzazione e lo sviluppo industriale e sociale aiuta a plasmare gli individui rendendoli parte integrante di gruppi specifici che condividono idee e personalità, di fatto rendendoli parte del tutto.

Azione sociale

Processo intenzionale di scelte compiute dall’individuo che le compie scegliendo tra diverse alternative, prodotte sulla base di un progetto concepito in precedenza. Queste azioni si svolgono in un contesto che comprende altri individui che collaborano o no con l’individuo principale.

Per Hobbes l’azione umana è guidata solo dalle passioni che hanno come fine ultimo la conquista del massimo potere e per ottenere ciò l’individuo si serve di tutti i mezzi come la forza, la violenza e la frode, creando così uno stato di tutti contro tutti che si può controllare attraverso uno stato sovrano detentore della violenza e della forza che punisca chi non segue le leggi. Per Locke invece queste persone violente potrebbero unirsi per raggiungere uno scopo comune, unendo le forze si potrebbero aumentare le possibilità di successo. Per Durkheim ogni soggetto si trova vincolato nel suo agire da atti, norme e rappresentazioni collettive che preesistono a lui e lo confrontano.

Non sono possibili classificazioni di queste azioni sociali, ma ci si limiterà a identificare la distinzione Azioni sociali istituzionali e non, con Azioni sociali riproduttive, innovative e creative.

Biosociologia

Studio interdisciplinare delle basi biologiche di tutti i tipi di collettività organizzate o società in senso lato, siano esse umane, animali o vegetali e in particolare dei comportamenti sociali che in esse si osservano. Si intende con biosociologia lo studio dell’interazione reciproca tra processi biologici e processi sociali in tutti i tipi di società, umane e animali. Per le società umane si definisce anche biosociologia come lo studio dei rapporti reciproci tra l’evoluzione sociale e culturale, e l’evoluzione biologica della specie umana.

Burocrazia

Definita come il governo da parte di un ufficio, è designata come il complesso dei pubblici uffici e dei pubblici funzionari cui sono demandati l’esecuzione operativa e il controllo amministrativo degli atti stabiliti o regolati dal potere centrale dello stato.

Coniata in Francia nella metà del 1700 si riferiva alla nuova classe autoritaria formata da nobili nominati a cariche pubbliche diventando così oltre che aristocratici anche membri dell’apparato statale come governo tramite uffici. Per Hegel la burocrazia è un corpo che interviene tra i due generi di corpi sociali per conciliare gli interessi particolari, per Marx invece la burocrazia rappresenta lo stato al servizio di determinati interessi di classe.

Caratteri della burocrazia

I caratteri della burocrazia sono stati individuati da Weber e sono:

  • Gerarchia d’autorità stabile e ben riconoscibile, resa visibile da simboli appropriati.
  • Una specializzazione funzionale dei compiti molto avanzata (divisione del lavoro).
  • Personale tecnicamente qualificato.
  • Impiego costante di procedure formali per la condotta dell’ufficio.
  • L’autorità è limitata.
  • I compensi sono differenziati secondo le posizioni e sono fissi.
  • I componenti dell’organizzazione svolgono il lavoro senza considerazione verso chi subisce l’azione.
  • I mezzi materiali dell’attività amministrativa sono nettamente separati dalle proprietà personali.
  • La comunicazione scritta è particolarmente importante.
  • Le norme disciplinari sono strettamente e stabilmente correlate alla natura della infrazione.

L’analisi sociologica della burocrazia riguarda i rapporti tra la struttura sociale esterna e il modo in cui si configurano concretamente le sue diverse variabili di definizione; le origini della burocrazia dipendono anche dai funzionari che vi fanno parte, i quali possono essere scelti a seconda della casta, delle clientele, sorvegliante, e prestazionali.

Forza e limiti della burocrazia

La forza della burocrazia sta nel crescente intervento dello stato in sempre nuove sfere della vita sociale; questo comporta un aumento degli uffici pubblici e dei funzionari da assumere oltre che alle materie trattate dalla burocrazia.

La burocrazia viene da sempre designata come un limite allo sviluppo o al mantenimento della democrazia, ad esempio la burocratizzazione di un partito ostacola lo sviluppo della democrazia interna mentre un’ampia burocrazia è vista come un ostacolo alla democratizzazione di un’intera società. La burocrazia è una macchina complessa, nella quale ogni parte è correlata con tutte le altre.

Capitalismo

Sistema economico che si fonda sulla proprietà privata dei mezzi di produzione; sulla libertà di perseguire razionalmente un guadagno attraverso la produzione e il mercato; sfruttando il lavoro di individui che vengono pagati in cambio di cedere la loro forza lavoro alla produzione, producendo quindi un guadagno.

Analisi del capitalismo

L’analisi sociologica ed economica si sono concentrati sul capitalismo moderno e contemporaneo. Il capitalismo è un sistema unico nel suo genere, e il suo termine è sempre stato visto negativamente poiché unito all’opera di Marx il capitale che individua il capitalismo come una riduzione della forza lavoro a merce che essa opera parallelamente alla trasformazione dei mezzi di produzione in capitale. Per Max Weber i caratteri principali del capitalismo moderno sono:

  • La presenza del metodo dell’impresa privata
  • Presenza di tecniche sistematiche per il calcolo del capitale
  • La completa separazione dei produttori dai mezzi di produzione e dal posto di lavoro
  • Atteggiamento volto alla ricerca razionale e sistematica del profitto

Secondo Weber il capitalismo moderno è costituito dal predominio assunto in tutti i campi dal razionalismo strumentale, ovvero della ricerca dei mezzi più razionali per il conseguimento di un guadagno attraverso l’acquisto e la vendita. Per Marx invece l’azione del capitalista è un prodotto necessario per la struttura dei rapporti di produzione di cui il capitale è espressione.

Azienda capitalistica

L’azienda capitalistica è il punto di riferimento del capitalismo. L’azienda è il fulcro dello sviluppo capitalistico e al suo interno come in una società si formano dei gruppi sociali, come il gruppo dei dirigenti del lavoro, poi ci sono i professionisti e gli operai, i lavoratori sono molto qualificati dovendo avere l’esperienza necessaria per poter svolgere il lavoro.

Il capitalismo esisteva già nel sistema romano, in quello greco e nelle città del rinascimento, questo perché le basi per la nascita di un sistema capitalistico sono:

  • Aumento della produzione agricola
  • Aumento della popolazione
  • Sviluppo delle città
  • Separazione tra lavoratori e contadini
  • Accumulazione di capitale proveniente dall’agricoltura
  • Scarso controllo politico

Effetti del capitalismo

Gli effetti del capitalismo sono:

  • Un radicale incremento della produttività pro-capite.
  • Il surplus reso disponibile dall’aumento di produttività e del progresso della scienza ha innalzato il livello della vita.
  • Il potere monopolistico del capitalismo può minacciare la democrazia.
  • Il capitalismo ha portato alla riduzione degli interessi per i bisogni non monetizzabili.

Carattere nazionale

È costituito da quei tratti di carattere, da quelle disposizioni relativamente costanti ad agire in un modo determinato e riconoscibile in diverse circostanze, che i membri di una collettività percepiscono come una cultura e che sembra che tutti lo possiedano.

Si pensa che tutti gli individui di una nazione siano in qualche modo simili, diventando così diversi a confronto con gli individui di un’altra nazione. Questa idea nasce nell’antichità e si è sviluppata con la scoperta di nuovi popoli e nazioni che hanno portato a vedere di comune occhio il carattere nazionale, che nel corso degli ultimi secoli ha portato diverse nazioni o regioni di uno stato ad avere una maggiore coesione (Italia, Germania, Stati Uniti).

Classe sociale

È un complesso di individui che si trovano in una posizione simile nella struttura storicamente determinata dei fondamentali rapporti politici ed economici di una società. Questi individui che partecipano alla classe sanno autodeterminarsi ma sono anche in una posizione di dipendenza dagli altri individui. Un'altra definizione è un insieme di individui che posseggono in misura simile determinate caratteristiche socialmente rilevanti, questa è l’accezione nominalistica che è predominante nella sociologia statunitense.

Origini e definizioni delle classi sociali

Le classi erano le divisioni del popolo che si utilizzavano nei popoli antichi, le quali avevano uno schema basato sul possesso e sulla posizione nella società. Nel 1700 le classi si determinano in base alla posizione che occupano i rappresentanti delle diverse classi, dai loro rapporti economici e dalle loro condizioni socio-economiche. Locke aveva elaborato nel 1700 4 tipi di classi: lavoratori manuali; affittuari di terre e artigiani; mercanti e negozianti; consumatori delle prime 3 classi. Invece Hegel studiava le classi sociali come componente dello stato, mentre Marx le classi sociali si basano sul rapporto che le classi hanno con i mezzi di produzione (operaio, imprenditore, utilizzatore del prodotto). Per Weber invece il fondamento delle classi sociali è la posizione nel sistema economico, la quale determina la possibilità di vita di ciascuno sia i suoi interessi economici.

Caratteristiche delle classi sociali

Una classe sociale si distingue per il suo fondamento, che è il meccanismo oggettivo; dalla posizione nei rapporti di produzione; dalla sua funzione nell’organizzazione sociale, per la professione e l’appartenenza a un gruppo etnico o religioso. Per valutare la posizione di una classe all’interno di una struttura di classi si può analizzare le dimensioni di essa che sono la ricchezza, il potere e il prestigio. Queste caratteristiche possono essere anche utilizzate per analizzare la stratificazione interna di una classe.

Il fattore all’origine delle classi sociali è la fluidificazione di tutti i rapporti sociali, l’abbattimento dei vincoli feudali alla mobilità di uomini e merci e alla libera iniziativa.

Effetti delle classi sociali

Le classi sociali hanno sia effetti interni che sono a carico degli individui che la compongono che effetti esterni che hanno effetti sulla società. L’appartenenza a una classe condiziona gli elementi della vita di un individuo, così tanto che le classi sono definite comunità del destino perché producono effetti determinanti. Gli effetti esterni si vedono soprattutto nella politica.

Comunicazione di massa

Ogni processo di produzione, trasmissione, diffusione di testi, notizie, immagini, suoni. La comunicazione è un atto a raggiungere in modo simultaneo un gran numero di persone separate.

I giornali quotidiani sono stati i primi mezzi di comunicazione di massa, poi venne la radio negli anni '20, poi la televisione negli anni '50/'60. Ma anche i libri a basso costo e anche lo sviluppo dei nastri, dei dischi e dei floppy hanno permesso di ampliare e ridurre la distanza per la comunicazione. Infine internet che ha permesso insieme a tutti gli altri mezzi di comunicazione di raggiungere ogni parte del mondo immediatamente.

Elementi chiave della comunicazione di massa

Ogni comunicazione di massa ha degli elementi chiave:

  • Processo di comunicazione nelle sue componenti socio-psicologiche che mirano a comunicare ma anche a trasmettere qualcosa a chi riceve.
  • La comunicazione come mezzo tecnico, con i vari modi di produrre e inviare e poi ricevere un messaggio.
  • Il mezzo sotto il rispetto organizzativo.
  • Il comunicatore, ovvero il soggetto che formula i messaggi che vengono inviati.
  • Il contenuto, ovvero il messaggio che la comunicazione trasmette.
  • Il ricevente, ovvero un individuo ma anche una macchina.

Sviluppo e effetti della comunicazione di massa

Uno dei principali fattori di sviluppo della comunicazione di massa è la tecnologia moderna. La tecnologia ha permesso di sviluppare comunicazioni sempre più veloci ed efficienti e ha creato i mass media che diffondono notizie provenienti da tutto il mondo verso ogni area geografica. Gli scopritori di questa potenza furono gli stati totalitari che videro il potenziale propagandistico in questi strumenti di convinzione e di propaganda.

Gli effetti della cultura di massa sono generali:

  • Lo sviluppo dei mass media che creano nuove organizzazioni di nuovo tipo che hanno come scopo quello di manipolare i simboli.
  • Si allarga il pubblico e l’uditorio grazie alla riduzione delle distanze.
  • La comunicazione di massa ha modificato il linguaggio scritto e parlato.
  • I mass media hanno acquisito potere politico e sociale.
  • La comunicazione ha modificato gli aspetti degli individui importanti, rendendo viso, voce, bellezza le caratteristiche fondamentali della società.
  • La comunicazione ha modificato le strutture sociali come lo stato, la famiglia ecc.
  • La cultura di massa sincronizzata con la produzione di massa ha dato un maggior peso ai valori materiali.
  • La cultura di massa ha accelerato i processi di diffusione culturale e di acculturazione sociale.

Comunità

Collettività è una comunità quando i suoi membri agiscono reciprocamente e nei confronti di altri, non appartenenti alla collettività stessa, anteponendo più o meno consapevolmente i valori, le norme della collettività, i valori, le norme, i costumi, gli interessi della collettività, considerata come un tutto, a quelli personali o del proprio sotto-gruppo o di altre collettività; la comunità si regge sulla solidarietà, questa si verifica maggiormente nei gruppi che condividono la terra (comunità locali) o un credo (comunità religiose) o un’etnia (comunità etniche); la comunità è uno stato particolare che ogni collettività può temporaneamente assumere.

L’idea di collettività fu una delle categorie del pensiero romantico tedesco collettività = popolo. La comunità per Weber è diversa da società, in quanto la comunità è un'accomunamento mentre la società è un'associazione. Si ha comunità quando l’orientamento dell’agire sociale si fonda sull’appartenenza reciproca soggettivamente sentita dai membri, mentre si ha società dove esso riposi invece su interessi razionalmente motivati. La sociologia marxista vede la comunità come un’unione di individui che vivono in una stessa area territoriale oppure svolgono un’attività comune, e condividono interessi, scopi e altre cose essendo coscienti della loro interdipendenza e del fatto di appartenere ad un’entità collettiva; alla base ci sono sempre interessi e rapporti materiali e il processo di produzione.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lucamileva97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Scalon Francesco.
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