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Concetto di cultura

La cultura comprende ogni attività umana, essa cioè è un patrimonio culturale, intellettuale o anche materiale costituita da valori, simboli, segni, precetti ed altri elementi culturali. Cultura è sinonimo di società perché ogni società ha culture diverse accomunate da elementi comuni; tuttavia è difficile confrontare culture diverse perché si cadrebbe nell'etnocentrismo, attitudine questa volta a giudicare le altre culture con conseguente sopravvalutazione della propria e svalutazione di quella altrui; invece, una cultura può essere compresa solo sulla base dei suoi valori, nel suo contesto (relativismo culturale).

Il concetto di cultura ha molti significati, i quali taluni evidenziano una dimensione taluni un'altra; vi sono cinque dimensioni correlate di cultura: dimensione soggettiva, la cultura quale processo di crescita della personalità; - dimensione oggettiva, la cultura come eredità, deposito del sapere; - dimensione di riduzione della complessità, la cultura da un senso a ciò che ci circonda di fronte alla complessità del reale; - dimensione cognitiva, la cultura che permette l'acquisizione delle conoscenze; - dimensione prescrittiva, in quanto la cultura regola i rapporti tra gli individui di una collettività attraverso valori e norme.

Elementi costitutivi o elementi culturali

Gli elementi culturali, anche chiamati, sono necessari agli esseri umani per espletare conoscenze e rapportarsi all'esterno. Il simbolo evoca un valore ulteriore più ampio e astratto rispetto a quello che l'oggetto concreto normalmente rappresenta, ad esempio la bilancia è simbolo di giustizia, equità o anche uguaglianza di fronte la legge oppure la colomba è il simbolo della pace; il segno, invece, è qualcosa di percepibile coi sensi che rimanda a qualcosa di concreto, ad esempio la bilancia inteso come oggetto in sé.

Il linguaggio inteso nelle sue forme verbali, grafiche o visive è un codice per comunicare. I valori sono le opinioni comuni su ciò che è ritenuto buono, giusto; essi differiscono per contenuto, intensità e grado di adesione e sono misurabili attraverso l'entità delle sanzioni previste. Il valore sociale è un valore largamente condiviso. (es. il rispetto dell'ambiente).

Le norme sociali di una collettività sono gli strumenti per concretare i valori e regolare i comportamenti; esse sono caratterizzate da locuzioni quali “si deve”, “è fatto obbligo di”, “non bisogna”, “non si può”. Le norme ed i valori talvolta si avvicinano sino a confondersi. Un atto conforme alle norme rispetta le norme, mentre, invece, un atto deviante non rispetta le norme e la devianza, ossia la violazione delle stesse è punibile attraverso sanzione.

Gli intervalli di tolleranza di ciascuna norma sono diversi e rappresentabili attraverso la curva di Gauss, che rappresenta l'andamento di un fenomeno a distribuzione normale. [Il grafico prende in considerazione due diversi atteggiamenti verso una stessa norma da parte di collettività differenti. Nel punto in cui l'asse centrale e le curve si incontrano si ha lo stesso identico comportamento verso la norma appunto mentre invece via via che le curve si allontanano dall'asse delle x, il comportamento si discosta dalla norma, decresce la tolleranza e si annulla quando le curve toccano l'asse delle x provocandone l'attuazione della sanzione prevista. Nella collettività l'atteggiamento è descritto dalla curva tratteggiata ove la norma risulta essere più rigida rispetto all'altra collettività, l'intervallo di tolleranza A è più piccolo dell'intervallo di tolleranza B].

Le norme (d'uso, di costume, morali, di diritto) vanno da un minimo ad un massimo di sanzionabilità ovviamente ogni norma può variare dal momento che la cultura può irrigidire o ammorbidire la sanzionabilità mutando nel tempo la propria posizione dando luogo a nuove regole o disapplicandone altre.

Nella società c'è una cultura dominante, condivisa dalla maggior parte degli appartenenti a tale società, e poi vi sono diverse sottocategorie di cultura:

  • La subcultura intesa come l'insieme di elementi culturali (valori, credenze, conoscenze, stili di vita...) propri che differenziano un dato gruppo sociale rispetto alla società globale. (Ovviamente più subculture all'interno di una stessa società rendono difficile la ricerca della pacifica convivenza o anche l'integrazione del sistema sociale visti i conflitti che potrebbero sorgere dalle diversità);
  • La controcultura contraddistingue un gruppo sociale avverso nei confronti della cultura dominante, ed in generale avverso verso aspetti della vita e del costume (es. di controcultura è la cultura hippy, movimento giovanile sorto negli Stati Uniti nel 1967, nato come una cultura alternativa allo stile di vita prevalente fatta di musica rock e pop, di cibi alternativi, del culto della droga, del libero amore, di pacifismo);
  • La cultura materiale, intesa come i manufatti prodotti dagli esseri umani (es. abiti, monete, armi, mobili...);
  • La cultura non materiale, intesa come valori, simboli, norme, linguaggi, significati, scienze, arte, musica, religione;
  • La cultura sostitutiva, intesa come elementi culturali sostituibili nel tempo grazie all'accumulazione del sapere e dell'esperienza (es. la tecnologia, le scienze);
  • La cultura non sostitutiva, intesa come gli elementi (culturali) che non invecchiano e che per tale ragione non possono essere messi da parte (es. musica, religione);
  • La cultura implicita, intesa come gli elementi culturali appresi involontariamente dall'individuo; ci si riferisce alla socializzazione primaria nei primi anni di vita, un esempio tipico è la lingua madre;
  • La cultura esplicita, intesa come l'insieme degli elementi che si apprendono volontariamente, un esempio è l'apprendimento di una lingua straniera.

Processi culturali

Comunicare significa letteralmente mettere in comune messaggi che esprimono sentimenti, informazioni, pensieri, sensazioni, intenzioni. Comunicazione: è l'atto attraverso il quale un individuo comunica con un altro condividendo uno stesso linguaggio ed instaurando in tal modo relazioni sociali. La teoria degli atti linguistici di Austin del 1974 si basa sul presupposto che la comunicazione non è solo un semplice scambio di informazioni ma lo scambio di informazioni è strumentale per arrivare ad una vera comunicazione dotata di significato presupponendo un esercizio di abilità e razionalità (gli antichi parlavano di retorica), la scelta degli argomenti, la loro articolazione, i codici...

Dunque, la comunicazione è intesa nella duplice accezione di:

  • Trasmissione di informazioni;
  • Condivisione, infatti, comunicare equivale a condividere, mettere in comune qualcosa.

La comunicazione verbale utilizza codici linguistici (le parole), sistemi convenzionali questi che consentono l'esercizio del parlare e dello scrivere (es. conversazione, comunicazione testuale); la comunicazione non verbale, altro non è che il linguaggio corporeo, esso non utilizza codici linguistici ma è veicolato attraverso la postura, la mimica e la gestualità (codici cinesici) principali mezzi per esprimere e comunicare emozioni e sentimenti.

Quindi, mentre la comunicazione non verbale è in gran parte inconsapevole, non intenzionale e non controllabile e fornisce informazioni sul soggetto che la esprime ma tuttavia poco idonea ad esprimere concetti perché ambigua; la comunicazione verbale al contrario è per lo più consapevole ed intenzionale e fornisce informazioni sugli argomenti espressi veicolando descrizioni, argomentazioni, narrazioni.

La comunicazione interpersonale è essenziale nelle nostre vite e si ha nella compresenza degli interlocutori. La comunicazione mediale o di massa utilizza i mezzi di comunicazione (i media) volti a diffondere con rapidità ed efficacia i messaggi tra soggetti distanti tra loro nello spazio; essa attraverso l'impiego degli strumenti tecnologici facilita la comunicazione da un emittente verso la massa. Aspetto centrale di tale forma di comunicazione è la mancanza di un feedback, di una risposta in tempo reale e con lo stesso potere dell'emittente, limite superabile attraverso la possibilità di risposta concessa da parte degli emittenti (per es. telefonate in diretta nelle trasmissioni televisive o radiofoniche oppure le lettere ai giornali) ma si tratta però pur sempre di forme di interattività manipolate.

Inizialmente a causa del particolare contesto storico contrassegnato dal sorgere delle dittature in Europa la comunicazione di massa era percepita come persuasiva e condizionante il pubblico, il quale era visto passivo e indifeso (teorie ipodermiche); successivamente tale posizione è stata rivalutata perché si è allontanata l'idea di passività del pubblico. Oggigiorno con il galoppo della tecnologia ai mass media tradizionali (televisione, radio, cinema, stampa...) si sono affiancati i new media con la diffusione di internet, mezzo di comunicazione di massa potente attraverso il quale è possibile comunicare in molteplici modalità prima impensate portando l'informazione capillarmente da un lato all'altro del globo tutto in modo immediato e indiretto (es. chat, videoconferenza, posta elettronica, forum...).

Socializzazione: è il processo mediante il quale si assicura l'assimilazione della cultura da parte degli individui, facendo propri norme e valori. La socializzazione avviene mediante un continuo processo di comunicazione da parte di soggetti, in altri termini essa è il rapporto tra il mondo individuale e quello sociale. La socializzazione viene distinta in due fasi:

  • La socializzazione primaria che avviene nei primi anni di vita generalmente in ambito familiare ed è finalizzata all'acquisizione delle condotte e delle competenze sociali indispensabili per poter comunicare e convivere;
  • La socializzazione secondaria è successiva alla socializzazione primaria e prosegue per tutto l'arco della vita attraverso il contatto con la realtà esterna e permettendo l'acquisizione di conoscenze sociali specifiche per poter svolgere ruoli professionali, politici o sociali mediante l'acquisizione di valori, l'aggregazione, la condivisione di ideali focalizzando al meglio i propri obiettivi.

[La socializzazione secondaria è: provvisoria, il soggetto è sempre chiamato ad apprendere; multidimensionale, il soggetto può ricoprire diversi ruoli partecipando a diversi universi di regole e principi conciliandoli; informale, perché offre una numerosità di stimoli e opportunità al soggetto; volontaria, in quanto la socializzazione aiuta il soggetto a ricercare una propria identità].

Le agenzie di socializzazione sono quei gruppi o quelle istituzioni che hanno sempre avuto, come la famiglia o la scuola, o che hanno recentemente acquisito, come i media o il gruppo dei pari, un ruolo di primo piano nel processo di socializzazione. La famiglia è la più importante agenzia di socializzazione in quanto in essa si costituiscono i primi legami affettivi e si interiorizzano le norme ed i valori più elementari.

Le interazioni quotidiane risultano importanti ai fini dell'indagine sociologica perché la vita quotidiana caratterizzata dall'abitudine, dalla ripetitività, dall'impulsività è basata sulla socializzazione e sulla comunicazione. La comunicazione tipica è il faccia a faccia ma sta crescendo quella tra soggetti e media facenti parte quest'ultimi del nostro ambiente quotidiano ormai e che danno continuamente spunti per interagire con gli altri soggetti.

Le espressioni della cultura sono i risultati dei processi culturali che creano le nostre concezioni del mondo, rappresentazioni, percezioni, stili di vita, arte e scienza. Le concezioni del mondo permettono all'uomo di orientarsi, di comprendere la realtà e fare progetti per il futuro; due sono le fondamentali concezioni del mondo:

  • Una concezione del mondo come universo che risponde alle domande di senso; è il sommo sapere questo ossia il sapere filosofico, religioso, letterario;
  • Una concezione del mondo come ambiente della vita quotidiana, il cui sapere non risponde alle domande di senso ma ai problemi della vita quotidiana appunto;

Tale contrapposizione è rimandabile alla contrapposizione tra concezione umanistico-spirituale della cultura, intesa come il prodotto dell'intelligenza ossia quale la coltivazione dell'animo umano, e la concezione antropologica della cultura, intesa come i prodotti frutto dell'attività umana fatta di elementi sia materiali sia ideali (i beni, gli artefatti, le idee, i valori) trasmessi socialmente attraverso l'acquisizione del sapere.

La cultura di massa è una cultura popolare, non dotta cioè (danze, favole, canzoni, indovinelli), veicolata oggi dai mezzi di comunicazione di massa attraverso i quali vengono mescolati i prodotti alti e bassi di cultura con finalità di puro intrattenimento (standardizzazione o livellamento della cultura).

L'ideologia è un tipo di concezione del mondo, essa è l'insieme dei valori, delle credenze, delle opinioni condivise dalla società. La religione è una credenza, o un insieme di credenze, relativa all'esistenza di un'entità ultrasensibile, ultraterrena o sovrannaturale.

La religione è parte della società ne riflette le caratteristiche, viene influenzata dalle sue dinamiche e le influenza; secondo Emile Durkheim infatti l'oggetto della religione è la società stessa; questa rilevante importanza della religione deriva dal fatto che essa è l'unica che riesce a rispondere alle domande esistenziali (o di senso) costituendo il punto di riferimento nonché il fondamento dell'intera umanità.

Le rappresentazioni sociali, aventi il potere di evocare immagini, sono il frutto dell'attività cognitiva di ciascun individuo. Una rappresentazione sociale, o anche di realtà, è la religione, la quale è oggetto di credenza perché è una conoscenza non fondata sulla razionalità.

Le percezioni, invece, si riferiscono all'ambito della vita quotidiana; esse sono le visualizzazioni del mondo della vita quotidiana e non visualizzazioni del mondo nella sua interezza, in cui ogni individuo percepisce l'altro attraverso tipizzazioni, forme percettive quest'ultime che forniscono un quadro coerente dell'altro.

Gli stili di vita nel tempo sono rimasti invariati ma essi non si fondano più ora sulla considerazione sociale bensì sul capitale culturale a disposizione. Oggigiorno si parla di estetizzazione della vita quotidiana ove gli stili di vita sono fortemente condizionati dai nuovi meccanismi pubblicitari.

Il diritto è da considerarsi certamente un'altra espressione di cultura perché esso è il complesso delle norme che compongono l'ordinamento giuridico di una società il cui fine è il mantenimento di un ordine sociale. Il diritto adempie una serie di importanti funzioni quali la regolamentazione dei comportamenti, la realizzazione di ideali di giustizia, tuttavia molte sono anche le disfunzioni del diritto, cioè gli effetti non voluti e negative delle norme in vigore, quali: la numerosità delle norme giuridiche oggi necessarie nella nostra complessa società, la difficoltà ad interpretarle correttamente...

In sociologia l'arte è un allargamento del concetto di cultura umanistico-spirituale, essa comprende la letteratura, l'architettura, il teatro... L'arte è espressione dell'artista, è rappresentazione della realtà, è il prodotto della creatività umana in una mescolanza di realtà e fantasia.

La sociologia studia i fattori sociali che sviluppano la creatività oltre poi ad approfondire la valenza economica dell'arte quale attività produttiva capace di influenzare seppur indirettamente ma inevitabilmente la cultura artistica. Oggi la divulgazione dell'arte e della cultura in termini più generali avviene attraverso le figure professionali quali autori, critici, collezionisti ma essa si ha anche nei salotti universitari, nelle università, nelle gallerie ma anche e soprattutto oggi questa avviene attraverso i mezzi di comunicazione di massa (cinema, televisione, computer).

In tale ambito la sociologia studia i gusti, il consenso o dissenso verso politiche d'arte ed attraverso tali parametri vengono applicate tattiche persuasive volte all'accoglimento dell'opera d'arte da parte del pubblico. A tal fine particolare importanza assumono i rapporti arte-sistema istruttivo, in quanto molto dipende anche dall'insegnamento in tema di arte e letteratura ed i rapporti arte-politica, in quanto forte è l'influenza dell'economia sostenitrice economicamente del patrimonio artistico nazionale. La scienza è l'attività umana volta a spiegare gli accadimenti del mondo empirico; in altri termini essa studia l'uomo, la natura, il cosmo.

I tipi di appartenenza

L'interazione sociale è il processo attraverso il quale due o più soggetti agiscono in virtù della propria libertà ma pur sempre condizionati però dalle azioni altrui. La vita sociale è costituita infatti da un'ampia rete di rapporti sociali; tali interazioni sociali possono essere occasionali e temporanee o durature e stabili nel tempo. Il processo di istituzionalizzazione amplia favorendo lo sviluppo della nostra capacità relazionale creandone le condizioni anche. Il gruppo sociale è l'insieme di persone che vivono in una interazione sociale duratura e stabile nel tempo scandita da regole precise ove ogni individuo deve espletare il ruolo assegnatogli. La diade, cioè il gruppo costituito da due persone soltanto, è l'unità elementare in quanto il gruppo dipende dalla permanenza di...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frog17-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Malizia Pierfrancesco.
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