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Sociologia generale e dei processi culturali

Lezione 1

Francesco Alberoni è il più grande sociologo italiano, ha portato la sociologia generale in Italia attorno agli anni '60 (durante il boom economico e l’insofferenza giovanile nei confronti della società). La sociologia si distingue in sociologia della salute, arte, scienza, criminalità, turismo… Fonda l'università di sociologia a Trento. Negli anni '70 l'insofferenza si trasforma in vero terrorismo rosso e nero. Alberoni laurea Margherita Cagol, moglie del fondatore delle brigate rosse. La sociologia si porta dietro il legame con il brigatismo ed il terrorismo per molti anni, poi riuscirà finalmente a svilupparsi. La sociologia non ha una professione specifica e si occupa principalmente di ricerche. La fondazione Nord-Est si occupa di problemi sociali con ricerche.

La sociologia nasce nei primi dell'800 da Auguste Comte che dette il nome alla sociologia. Era un positivista. La sociologia è una scienza moderna che nasce con l'Illuminismo, la rivoluzione industriale, scientifica, francese, che segnano il passaggio da un'epoca tradizionale a una moderna. La rivoluzione inizia con la rivoluzione scientifica ed il metodo osservativo galileiano, poi si passa alla rivoluzione francese e alla rivendicazione dei diritti naturali umani come diritto alla vita, infine con la rivoluzione industriale nasce il nuovo sistema produttivo ovvero il capitalismo. L'urbanizzazione si sviluppa, le città sono sempre più grandi e adottate grazie anche allo studio delle malattie e a come combatterle con l'epidemiologia. Grazie a Pasteur e altri, nascono i vaccini per separare le fonti batteriche dagli individui, così le condizioni generali della società umane migliorano, diminuisce la mortalità infantile e aumenta la durata della vita, vi è un vero e proprio boom demografico.

Tutte le innovazioni riducono le distanze, fanno diventare il mondo un “mondo piccolo”, raggiungibile e conoscibile. Inizia l'età moderna e nasce la sociologia, una scienza moderna che si occupa della società moderna. La sociologia studia attraverso metodi e ragionamenti scientifici, basandosi anche su avvenimenti passati, non stando sul qui e ora ma stando sul generale. La sociologia offre molteplici punti di a e quindi non pone mani leggi che in futuro potrebbero essere come le scienze (chimica, fisica, biologia). Scienze hanno anche un linguaggio specifico, cosa che manca alla sociologia e presenta invece molteplici paradigmi interpretativi come per esempio il punto di vista funzionalista e conflittualista.

Teoria conflittualista

Teoria conflittualista con a capo Carl Marx e Max Weber. Tra i due c'era una differenza abissale; il primo era un filosofo, l'altro un sociologo. Weber è considerato uno dei primi fondatori del metodo sociologo. Sono considerati conflittualisti perché teorizzano il fatto che la società sia in continuo mutamento, dato dal conflitto. Il conflitto non è visto negativamente, ed è il motore del cambiamento. Marx studia soprattutto cambiamenti economici mentre Weber si dedica al potere. Marx riteneva che alla fine di tutti i conflitti si sarebbe arrivati finalmente ad una pace, Weber invece sosteneva in continuo conflitto.

Teoria funzionalista

Teoria funzionalista con a capo Durkheim: si domandava come fosse possibile la società e l'ordine nella società. Rousseau sosteneva che nella società gli individui fossero legati da un contratto sociale, Hume invece diceva che lo Stato, il grande leviatano, costringeva gli uomini a stare insieme. Durkheim invece cercava una base scientifica, e sosteneva che fosse il singolo ad avere bisogno della società e non viceversa. Il conflitto è disfunzionale se minaccia l'ordine, funzionale invece è ciò che mantiene l'ordine.

Simmel e Spencer

Simmel, sociologo in contatto con Weber, è una forte vittima dell'antisemitismo. È importante perché riflette sul concetto di reciprocità distaccandosi dalle due teorie precedenti. Sostiene che il mutamento sia dato dalla reciprocità delle varie parti della società. Spencer introduce il darwinismo nella sociologia, sostenendo che la società sia come un organismo vivente come il singolo sia da accrescersi, così fa anche la società: dividendosi cresce.

Macrosociologia: si occupa della società nel suo complesso creando teorie generali su di essa, cosa molto difficile e complessa al giorno d'oggi. A questa sezione appartengono la teoria funzionalista e conflittualista.

Microsociologia: studia le interazioni tra individui e gruppi nella vita quotidiana; studia le interazioni tra gli attori collettivi ovvero entità che raggruppano molti individui.

Le problematiche che essi cercano di risolvere sono: che cosa succede qui? Vengono date teorie dello scambio a riguardo. L'etnometodologia si pone il problema di capire quali siano le cose date per scontato nei rapporti della società (se si interagisce senza dare nulla per scontato, la prima reazione degli individui è la rabbia). Viviamo nel concreto e quando viene messo in dubbio qualcosa che è dato per scontato, nell'individuo si scatena la paura dell'esistenza.

Teoria ribalta e retroscena: noi indossiamo delle maschere quando interagiamo con gli individui. Al di sotto della maschera c'è gran poco. Tutti si impegnano a reggere la maschera altrui e la propria, per paura di perderla.

Interazionalismo simbolico: ogni individuo ha un sé (come mi vedo io), un me (come li vedono gli altri), e un altro generalizzato (una generalizzazione dei ruoli).

Lezione 2

Le origini della società moderna in Occidente (capitolo 2) tra il 16º e il 19º secolo avviene l'inizio della società moderna con le scoperte scientifiche di Galileo e Bacone. Vengono poste qui le basi della società contemporanea con una serie di trasformazioni in ambito economico, politico, culturale e giuridico.

Economico

Nasce e si afferma il capitalismo che si riallaccia al fenomeno del colonialismo. Nuovi mercati, nuovi prodotti e nuovi acquirenti. Si sviluppa la figura del mercante, il commercio diventa un'attività globale. Il capitalismo coinvolge l'attività mercantile, ma anche l'agricoltura e l'artigianato. Con la figura del mercante le corporazioni artigianali iniziano a scomparire. In questo secolo viene impedito ai contadini di coltivare nelle terre libere e inizia così il fenomeno delle recinzioni che porta poi alla proprietà privata. La rivoluzione industriale inizia nel settore tessile perché l'invenzione della macchina a vapore viene applicata per prima ai telai. Il capitalismo è un sistema di produzione basato su un'economia di scambio di denaro: il denaro inizia ad avere un ruolo importantissimo, prima invece vi era il baratto o altre forme di scambio.

La nascita del capitalismo è opera di uomini nuovi, più aristocratici ma borghesi, stranieri che possono fare cose precluse ai nativi. Sono gli imprenditori. Gli stranieri sono più liberi dalle convenzioni e dalla legge sociale. Sono innovatori nei prodotti, nelle tecniche e nell'espansione del lavoro. Portano idee e i banchieri non avevano mai avuto. L'agire del banchiere riguarda un'ampia sfera di elementi come politica e convenzioni sociali mentre gli imprenditori sono interessati solamente alla sfera economica.

2 tesi a confronto sulla nascita del capitalismo in Europa:

  • Marx ha una concezione materialistica della storia e la storia è una lotta di classi nella società. La storia è data dall'alternanza di sistemi di produzione alternati in seguito a lotte di classe. Marx da un taglio esclusivamente economico allo sviluppo della storia. Secondo Marx il capitalismo verrà presto soppiantato dalla società socialista.
  • Weber ha una visione meno economica ma di ambito culturale. Scrive l'opera “L'etica protestante e lo spirito del capitalismo” dove vuole trovare le origini culturali del capitalismo chiedendosi perché nasca proprio in Europa. Nasce qui e trae origine dalle sette religiose dei calvinisti basati sul dogma della predestinazione: Dio ha già deciso chi si salverà e chi no; chi va in paradiso e chi no; questo genera sconforto nell'uomo calvinista e quindi egli deve sempre essere alla ricerca dei segnali di salvezza o dannazione. Questo è un fattore centrale nel ruolo del capitalismo. A seconda di come procedono i guadagni di un uomo (accumulo di capitale per investirlo), uno sa se si salverà o no. Un altro importante elemento è l’ascesa intramondana ovvero che chi guadagna molto non sperpera tutto ma vive una vita moderata e questo è un altro segno della salvezza. Il calvinismo fonda il nucleo della dottrina capitalista.

Politico

L'Europa feudale è caratterizzata dal particolarismo (suddivisione in tanti piccoli staterelli). Il passaggio allo stato assoluto prima e nazionale poi è caratterizzato dall'unificazione territoriale e di pacificazione. I grandi Stati si formano dopo anni di numerose guerre, soprattutto religiose. Con la nascita dello stato assoluto si ha la creazione del monopolio militare: i soldati non sono più lanzichenecchi o mercenari ma soldati selezionati e pagati dallo Stato. Lo Stato si caratterizza per l'esercizio della violenza legittima. Monopolio fiscale: nasce la burocrazia, gli Stati necessitano di apparati efficienti e non di signorotti egocentrici. Importante anche lo sviluppo della stampa poiché la burocrazia si basa su archivi, registrazioni ecc. resi più facili grazie alla stampa. Monopolio monetario: lo Stato ha un'unica moneta che unifica tutto il territorio. Monopolio dell'amministrazione della giustizia: lo Stato garantisce la protezione giuridica e la giustizia diventa più impersonale grazie alle leggi.

L'epoca moderna si distingue per la nascita delle nuove democrazie basate su formazione di costituzioni (la prima fu la Magna Charta inglese). Le costituzioni sanciscono che i cittadini non hanno più solo doveri ma anche diritti. Nasce l'idea dello Stato di diritto in cui tutti gli organi sono vincolati al rispetto della legge uguale per tutti. I tre poteri - giudiziario, esecutivo, legislativo - devono essere separati.

Cultura

Si sviluppa l'individualismo e il nazionalismo.

Individualismo: tratto tipico delle culture protestanti. Il protestantesimo nasce con Lutero alla fine del '400. Nel protestantesimo non esiste il clero come un cattolicesimo. Non c'è quindi la mediazione ma c'è un individuo che legge la Bibbia, la interpreta e si connette direttamente con Dio. È l'individuo stesso che si mette in relazione con Dio e con l'aldilà e questo è il germe dell'individualismo. La riforma protestante è importante anche per la lingua. Anche nell'arte si vede l'inizio dell'individualismo con il fenomeno del razzismo. Fino alla contemporaneità per l'individuo era importante lo status ascritto (Stato d'origine). Nella modernità era invece importante lo status acquisito. L'individuo nasce con diritti naturali tra i quali il diritto di diventare ciò che vuole a prescindere dalla sua nascita. Nascono anche i diritti dell'uguaglianza (diritto di voto il suffragio universale), libertà (autonomia e indipendenza), diritto naturale (tutti sono uguali alla nascita), contratto sociale (patto tra uomini liberi). Il romanticismo pone al centro l'individuo, l’io con le sue emozioni e i suoi sentimenti.

Razionalismo: Cartesio diceva Cogito ergo sum (penso dunque sono). Ogni individuo è tale in base alla sua capacità di pensare. La secolarizzazione e il processo dell'età moderna in cui si sostituisce la ragione alla fede. La fede viene lasciato solo in ambito ultraterreno e trascendentale. Sulla terra con la ragione diventano possibili molte cose che prima si basavano solo sulla fede come per esempio la scienza. Nietzsche dice che Dio è morto, Hegel dice che l'arte è morta. La razionalità è un attributo specifico dell'azione umana. Secondo Weber gli individui sono ingabbiati nella razionalità che non è del tutto positivo.

Lezione 3

Problema del motore del cambiamento. Le società cambiano il corso della storia?

  • Modello evoluzionistico
  • Modello dicotomico (Durkheim)
  • Pattern variables (teoria della modernizzazione)

Le società possono essere considerate organismi. Le società che riescono ad adattarsi meglio agli ambienti crescono di dimensioni e questa crescita comporta l'esigenza di differenziare le funzioni. Il modello dicotomico di Durkheim cerca di fare paragoni per capire il motivo del cambiamento. Toennies paragona la società moderna a quella premoderna sulla base dell'idea della differenziazione del lavoro. E sostiene che la società premoderna ossia quella in cui c'era pochissima differenziazione sociale e forte coesione interna, tutti sapevano fare tutto. Toennies contrappone la comunità (ambito di relazioni reali eppure) alla società (in cui le azioni sono corrotte dell'individualismo). Durkheim pubblica “Divisione del lavoro sociale” poiché sostengono che il lavoro fosse alla base di tutto.

Società premoderna Società moderna
Divisione del lavoro: Scarsa Divisione del lavoro: Sviluppata
Densità fisica: Alta (le persone sono molto vicine) persone inteso come grado di vicinanza tra le persone e le relazioni che si instaurano Densità fisica: Bassa
Privacy: bassa Privacy: alta
Scarsa individualità e differenze, conformità Forte differenziazione sociale e forte spinta all'individualismo, si tende a diventare quello che si vuole
Formale legame sociale (modo in cui gli individui stanno insieme) Solidarietà meccanica fondata sull’identità di un’origine comune e prefondata. Questo è dovuto al fatto che il vincolo è esterno (Dio) Solidarietà organica, come un corpo, fondata sull'interdipendenza degli individui e dei gruppi. È interno
Diritto e sanzioni: Diritto penale, sanzione repressiva e istitutiva dell'ordine Diritto e sanzioni: Diritto civile, sanzioni e per istitutive e risarcimento
Idee concrete Idee astratte
Confini netti e diffidenza, coesione e uguaglianza Confini sfumati, fiducia, indipendenza e differenza

Forme elementari di interazione (capitolo 3)

Azione sociale e disattenzione sociale/civile dovuta a paura, imbarazzo sociale e contegno. Gli individui moderni non hanno più istinti. La sociologia non contempla la presenza di istinti, ma solo pulsioni. Noi siamo esseri sociali e le nostre azioni sono azioni sociali. Secondo Max Weber per azione sociale si deve intendere ” un agire che sia riferito - secondo il suo senso intenzionato all’agente- al comportamento di altri individui, è orientato nel suo corso in base a questo”. È centrale in questa definizione l'idea di senso (di chi agisce e degli altri) e il senso ha un significato intenzionato che proviene dalla volontà.

L'agire sociale quando:

  • È riferito all'atteggiamento degli altri individui
  • È condeterminato nel suo corso in base a questo riferimento dotato di senso
  • Può essere spiegato in modo intelligibile in base a questo senso intenzionato

Ideal tipo: costruzione teorica se per analizzare/pensare la realtà. L’ideal tipo individua quattro tipi di azione sociale:

  • Razionale rispetto allo scopo: tali azioni sociali contraddistinguono la vita moderna considerando il fine/mezzo, vantaggio/svantaggio, pro/contro; è l'azione sociale tipica dell'epoca moderna
  • Razionale rispetto al valore: queste azioni non considerano le conseguenze, sono eseguite sulla base del valore. Sono comunque azioni razionali risultanti da un ragionamento
  • Determinata affettivamente: azioni che non sono frutto di valutazioni razionali ma riguardano sentimenti (manifestazioni di gioia, gratitudine, vendetta e affetto); hanno senso per se stesse
  • Tradizionale: azioni rituali, abitudini acquisite, azioni che avvengono senza ragionamenti.

Le nostre azioni concrete sono frutto di due di queste quattro categorie ma teoricamente Weber identifica quattro. La razionalità o meno di un'azione dipende dalla definizione data dagli attori sociali (Potlach). Qualcosa è razionale fino a prova contraria: prima di dire che è un'azione non è nazionale, è meglio considerare la visione della situazione data dagli attori coinvolti.

Il teorema di Thomas dice che una situazione definita come reale dagli attori diventa reale nelle sue conseguenze.

Lezione 4

Relazione sociale: due individui orientano reciprocamente le loro azioni.

Interazione sociale: il contenuto della relazione sociale, due individui in relazione tra loro agiscono reagendo alle azioni sociali.

Gruppo sociale: insieme di persone fra loro in interazione con continuità, secondo schemi stabili, che si definiscono membri del gruppo e sono definite come tali da altri (identità di gruppo, finalità strumentali, senso di appartenenza). I gruppi possono essere studiati in base alle loro dimensioni. Il primo a fare ciò fu Simmel, che studiò come la dimensione di un gruppo influenzi il comportamento dei membri del gruppo. Lui distinse la diade (gruppo di due persone) e la triade (gruppo di 3 o più persone).

  • Diade: gruppo estremamente fragile, se abbandona. Ha una forte personalizzazione di creare il gruppo ci vuole un alto coinvolgimento degli attori sociali. Vi è un forte coinvolgimento psicologico e affettivo con norme culturali molto rigide.
  • Triade: “quando entra in gioco il terzo, cambia tutto”. Con il terzo entra in gioco la maggioranza. Si possono instaurare varie relazioni tra i membri: mediatore (quando media tra gli altri due), tertius gaudens (approfittatore = tra i due litiganti il terzo gode), divide et impera: tattico, stratega.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stc.iusve di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Drusian Michela.
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