Estratto del documento

Sociologia generale

La sociologia è lo studio dei fenomeni sociali. Ci sono differenti sociologie, come quella generale, del lavoro, della famiglia, della comunicazione, della politica, della convivenza interetnica. Un fenomeno è sociale quando ha una dimensione collettiva. La sociologia parte dal presupposto che una parte del nostro agire è legato al fatto che viviamo tutti assieme. Tutto il nostro agire è un interagire.

Caratteristiche del sapere scientifico sociologico

  • Empiricità, si teorizza nel confronto con l'esperienza diretta o indiretta. La sociologia è una scienza, è un sapere di tipo empirico e teorico. Una scienza è empirica quando è esatta, basata su un'esperienza e si prova praticamente. Noi siamo empirici come sociologi quando diamo insieme alle nostre teorie dei dati statistici che confermano ciò che stiamo dicendo, in questo caso si parla di sociologia quantitativa.
  • Empiricità II: raccolta di storie, testimonianze, esperienza da persona ritenuta significativa o qualificativa, per guidarci alla conoscenza di un fenomeno sociale, soprattutto quando è nuovo ed emergente e non esistono gli studi in materia.
  • Storicità: la sociologia deve necessariamente dialogare con la storia.
  • Dipendenza dalle relazioni (accedere al campo, ai dati…): I dati primari danno origine a grafici e tabelle, che si realizzano in seguito alla raccolta di una serie di informazioni. Non è sempre facile raggiungere le nostre informazioni. Non c'è sociologia se non c'è a monte un lavoro pre-scientifico per riuscire a guadagnare l'accesso al campo.
  • Coappartenenza di soggetto (scienziato sociale) o oggetto (di indagine): studio un mondo del quale faccio parte, ad esempio un sociologo può studiare la famiglia o i giovani o la politica e ognuno di noi ha punti di vista differenti, quindi fare ricerca diventa difficile. Gergalmente si dice che la scienza sia un sapere oggettivo. Lo scienziato sociale è parte della realtà che osserva e in essa si rispecchia. Se una persona sa di essere osservata si comporta in modo diverso rispetto a chi non lo sa.
  • Esiste una circolarità in due sensi tra soggetto e oggetto della ricerca: se un sociologo è religioso e deve studiare questa realtà, come farà ad essere oggettivo e parziale? Viceversa, a volte però siamo noi sociologi che costruiamo la realtà sociale. Quando noi studiamo un fenomeno e mettiamo in luce alcuni aspetti rispetto ad altri, questo fenomeno condiziona la realtà sociale, ad esempio pochi giorni prima delle elezioni non si pubblicano sondaggi sui partiti o su un leader politico, perché il fatto di sapere che le cose vanno in un certo modo può influenzare le scelte e quindi posso cambiare idea, votando un partito che mi piace meno, pur di non farne vincere un altro (effetto performativo).
  • Difficile (ma necessaria) formalizzazione: le scienze sociali sono difficilmente formalizzabili. La scienza è formale quando riesce a tradursi in espressioni matematiche. Solamente che per comprendere delle espressioni matematiche bisogna averle studiate, perché non fanno parte del nostro linguaggio comune. La sociologia ha un suo linguaggio scientifico, fatto da categorie e concetti che lo scienziato sociale costruisce, per rendere meno arbitraria la ricerca. Alcune indicazioni dei classici sull'importanza dei concetti:

Durkheim e il suicidio

  • Durkheim: il suicidio (dei concetti non scientifici implicano la non presenza di variabili, quindi non è presente la scienza, non è presente la matematica).
  • Weber: l’a-valutatività.

Multi-paradigmaticità

Dentro la disciplina sociologica convivono modelli differenti di scienza. Durkheim era capostipite del paradigma sociologico dell’olismo, mentre Weber era capostipite del paradigma sociologico dell’individualismo. Olismo deriva dalla parola greca che significa ‘tutto’. L’unità di analisi della sociologia per Durkheim (Francia e pensiero positivista) è la società. Mentre l’individualismo di Weber (Germania, il positivismo arriva dopo) nasce come prodotto delle azioni degli individui. Per Durkheim la sociologia affronta fatti sociali, per Weber invece la sociologia si occupa dell’azione sociale.

Olismo

Avere un approccio olista significa che voglio vedere le cose dall’alto, gli olisti vogliono avere una visione aerea. Avere una visione olista permette di vedere meglio le cose (ad esempio l’immagine di una città dall’alto permette di avere una visione di insieme migliore, quindi posso rendere visibili delle peculiarità che da altri punti di vista non percepirei). L’approccio è di tipo macro, quindi generalmente si fanno ricerche a livello nazionale, quindi lo sguardo è ampio; io fondamentalmente sono interessato al quanto un fenomeno è di uso. Quindi l’olista è interessato al raggiungimento di leggi generali, quindi mi interessa per causa ed effetto come si muove la società nel suo insieme. La sociologia può aspirare a divenire una scienza, esprimendo leggi generali sulla società. La sociologia al suo tempo era chiamata la fisica sociale. Un olista crede che le scienze abbiano solo un metodo, sia che studio la natura, sia che studio la società. Se sei olista ritieni che il mondo in cui agiscono le persone sia determinato da una forza più grande, la quale muove la società. Il determinismo comporta uno stretto collegamento tra causa ed effetto. La società è un’entità sui generis, un ente collettivo che trascende gli individui. La società è un grande essere che ci contiene e ci impone alle nostre volontà, desideri e libertà.

Individualismo

L’approccio è di tipo micro. Noi gli eventi non li guardiamo da sopra e con distacco come nell’olismo, ma da dentro, quindi perdo la visione complessiva e non mi interesseranno più i numeri, bensì percepisco l’atmosfera che si respira quando le cose accadano, cosa succede, quali sono le emozioni, come sono le persone, capire le motivazioni… questo approccio parte da un presupposto ontologico, quindi al centro non c’è la società, ma noi, gli individui, che creiamo quei legami sociali che diventano la società e quindi necessariamente devo stare in presa diretta e non con una visione macro dall’alto. Gli individualisti credono che le scienze sociali debbano cercare una propria specifica scientificità senza per forza guardare alle scienze naturali.

Emile Durkheim (1858-1917)

  • Auguste Comte era il maestro di Durkheim e fondatore del positivismo, ovvero la scienza viene vista come unica forma di conoscenza vera della realtà, dato che avrebbe portato alla verità assoluta, in questo pensiero sono presenti tracce illuministe.
  • È padre dell’olismo strutturalista.
  • Fonda la sociologia come scienza, dandole un metodo empirico, che la stacca dalla filosofia sociale e la distingue dalla psicologia. Il metodo empirico prima di allora non esisteva, quindi le teorie non venivano confrontate con i fatti. Ad esempio Comte non fece nulla di empirico. Durkheim è ‘ossessionato’ dalla necessità di distinguere la sociologia dalla filosofia e dalla psicologia. Il fatto sociale è l’oggetto su cui si fonda la sociologia come scienza empirica.
  • Importanza fondamentale della ‘misurazione’ da parte di Durkheim. Misurare significa riuscire a tradurre quantitativamente una dimensione della nostra vita sociale, che però comporta delle conseguenze, nonostante Durkheim non ne tiene particolarmente conto. Ma in questo caso la visione della società è particolarmente ridotta, siccome escludiamo a priori ciò che non è misurabile. Possiamo veramente misurare tutto? Durkheim rispose di sì e se non è possibile per lui significa che quella dimensione non è sociologicamente pertinente.
  • Durkheim si occupa di:
    • Legame sociale (solidarietà meccanica e solidarietà organica; differenziazione sociale)
    • Lavoro (divisione del lavoro sociale)
    • Metodologia delle scienze sociali
    • Religione

Il suicidio secondo Durkheim

Il libro più importante del sapere di Durkheim è ‘Il suicidio’ (e ‘Le regole del metodo sociologico’). In questo libro applica la sua definizione di fatto sociale. Durkheim va a cercare le cause del suicidio nel livello di integrazione della società. Egli non studia i suicidi individualmente, ma studia i tassi di suicidio, quindi le statistiche (quante persone si sono tolte la vita nei vari paesi in determinati anni). Attenendosi ai tassi, che mi danno dati aggregati, io non mi riferisco all’individuo, ma a un’intera popolazione. Quindi mi distacco dalla psicologia. La sua tesi è: ‘alcuni tassi di suicidio sono maggiori in alcuni paesi piuttosto che altri’. Ad esempio sono minori nei paesi di religione cattolica, ma sono maggiori nei paesi di religione protestante. Nei paesi cattolici è presente la chiesa, quindi un’istituzione e un’appartenenza religiosa, che media il rapporto con il divino, creando molta più integrazione, essendo le persone più protette e coese. I tassi di suicido aumento laddove l’integrazione sociale è più debole. Il teorema fondamentale di Durkheim è: ‘un fatto sociale A può essere prodotto (e quindi spiegato) solo da un altro fatto sociale B, di modo che tra B e A esiste un rapporto di causa ed effetto. Un fatto sociale non può essere spiegato individualmente, ma attraverso un altro fatto sociale.

Il fatto sociale si presenta sempre con tre caratteristiche che lo rendono riconoscibile (si noti l’antipsicologismo):

  • È esterno agli individui, quindi collocato ‘là fuori’ nel mondo sociale; è una ‘cosa’ e come tale deve essere studiata.
  • È coercitivo, cioè si impone alla volontà individuale. I fatti sociali ci obbligano a fare delle cose.
  • È generale (cioè vale per un’intera società) (la statistica ci aiuta).

I fatti sociali devono essere definiti oggettivamente in modo tale da poter essere misurati/quantificati. Se io voglio studiare un fenomeno ridotto e parziale non sono di fronte a un fatto sociale. I fatti sociali possono essere materiali (strutture, edifici) o immateriali (norme, valori, istituzioni). Durkheim considera anche i fatti sociali immateriali come se fossero materiali. Durkheim non era un materialista e ci dà un suggerimento di tipo metodologico, quindi di qualcosa misurabile. Cartocci, un sociologo italiano, misura il capitale sociale. Il capitale è il patrimonio da noi posseduto in un certo ambito (economico, culturale, sociale). Il capitale sociale è quanto siamo ricchi in relazioni sociali di fiducia, cioè quante persone conosciamo, delle quali possiamo veramente darci. Non esiste legame sociale se non esiste fiducia. Cartocci vuole scoprire se in Italia il capitale sociale è più forte in alcune zone, piuttosto che altre. Nel sud i legami non vanno oltre il nucleo familiare, quindi il capitale sociale è più povero rispetto ad altre regioni. Il capitale sociale si concentra prevalentemente al centro Italia, perché ha una tradizione ed una storia, secondo le quali, non ci sono enormi tessuti urbani. Cartocci realizza quindi delle misure destinate al capitale sociale, deve trovare degli indicatori, lo strumento per misurare un concetto astratto.

Indicatori di Cartocci per il capitale sociale

  • Le copie di quotidiani ogni 1000 persone, che indicano il senso civico.
  • La partecipazione elettorale al voto, partecipazione politica nella società.
  • I donatori e le donazioni di sangue ogni 1000 persone, generosità ricambiata.
  • Il numero di società sportive e dei suoi iscritti, incontro sociale al di là del nucleo stretto, partecipiamo alla società e agiamo a migliorarla.

In altri paesi esistono altri indicatori di misurazione oltre al PIL, come il FIL (felicità interna lorda) o il BES (indicatore di benessere sociale).

La comunità

‘The village’: una comunità. È un insieme di persone legate tra loro da ritualità collettive e istituzioni politiche e culturali. Durkheim vive in un periodo, a cavallo tra ‘800 e ‘900, nel quale la società stava passando da forma di vita di tipo comunitario a societario e questa è la sua teoria di evoluzione sociale. Durkheim al posto di comunità parla di società o solidarietà primitiva o meccanica.

  • Per Durkheim la solidarietà meccanica rende coesa la società (conoscenza collettiva forte).
  • Vige la legge repressiva.
  • La coesione e l’integrazione sono date per scontato.

Le società premoderne (prive della divisione del lavoro) non conoscono spazi per le differenze e per le individualità, le unità sociali stanno insieme perché sono tutte simili e ugualmente sottoposte all’unità di grado superiore di cui fanno parte (l’individuo alla famiglia, la famiglia al clan, il clan alla tribù). È una solidarietà meramente “meccanica”, come quella delle molecole di un corpo inorganico: e che sia una solidarietà meccanica appare evidente non appena si considerino i sistemi giuridici che vigono all’interno delle società premoderne, che sono tutti sistemi che adottano sanzioni repressive contro chi viola le leggi.

Società moderna o organica

Durkheim al posto di società utilizza il termine società organica. Durkheim immagina la società organica come un enorme organismo che può vivere solo se le parti al suo interno funzionano correttamente.

  • La conoscenza collettiva è meno forte.
  • Legge restitutiva (i sistemi giuridici mirano non a reprimere, bensì a ristabilire l’equilibrio infranto da chi ha violato le norme).
  • La coesione e l’integrazione sono problematiche.

La linea della trasformazione si chiama differenziazione sociale. La società si evolve differenziandosi, cioè aumentando la differenza al suo interno. Infatti per Durkheim è fondamentale la divisione sociale per lavoro, è fondamentale il lavoro. Nonostante ci differenziamo abbiamo sempre bisogno gli uni degli altri. Gli individui e i gruppi stanno infatti insieme perché nessuno è autosufficiente e tutti dipendono da altri. La società si protegge da sola, perché sono fondamentali le differenze al suo interno. Le differenze creano quindi la complementarietà, la differenza ci insegna a stare assieme.

Il mutamento/evoluzione comporta un aumento della densità dinamica. Questa aumenta quando aumentano il numero degli individui di una società e, contemporaneamente, il numero delle loro interazioni. Si arriva ad una differenziazione sociale basata sulla divisione del lavoro sociale. Il diritto protegge, e per la società è fondamentale. Nelle società moderne, in cui fortissima è la divisione del lavoro, ogni individuo e ogni gruppo svolge funzioni diverse: la solidarietà non si fonda più sull’uguaglianza, ma sulla differenza; la solidarietà dipende dall’integrazione degli individui.

Anomia

(senza regole, mancano di integrazione sociale) È una situazione che si crea nei periodi di grandi trasformazioni, sia positive, sia negative. È una situazione di assenza di chiarezza normativa da parte della società che disorienta gli individui. L’anomia è il sentimento che prova l’individuo che non sa cosa ci si aspetti da lui, mentre ci sono ormeggi stabili e sicuri per le società meccaniche.

Il suicidio può essere

  • Egoistico (romantico), quando non dai più un significato all’esistenza e manca l’integrazione collettiva.
  • Altruistico, si ha quando una persona si identifica nel proprio gruppo e i valori di questo, diventano più importanti della nostra stessa vita. In tutti questi casi, se una persona si uccide non è perché se ne prenda il diritto, ma perché ne sente il dovere, l’obbligo morale.
  • Fatalistico, quando gli individui sono talmente addolorati e depressi a causa della mancanza di libertà (schiavitù).
  • Anomico.

Religione

Durkheim inoltre aveva capito che la religione era fondamentale nei suoi studi nonostante egli fosse ateo. Il sacro è quel sentimento che da un lato ci attira e dall’altro ci fa paura, questa duplicità della religione ha la caratteristica di tenerci assieme.

Max Weber

Weber presenta il desiderio del sapere enciclopedico, quindi ha studiato tutti i temi del sapere. È il capostipite dello studio del sociale, che mette al centro la questione del senso. L’oggetto della sociologia è solo l’azione sociale. L’azione sociale è diversa dal comportamento delle persone. Il comportamento è un’azione che avviene in maniera meccanica. L’unica entità in grado di agire è l’attore sociale, che è libero, ovvero l’individuo colto nella sua soggettività.

Azione sociale secondo Weber

Si definisce sociale, l’azione:

  • Dotata di senso (deve avere un senso).

È dotata di senso quell’azione ragionata e compiuta. Il turismo, prepararsi ad un esame è un’azione sociale, mentre togliere la mano da un biscotto che scotta è un comportamento. Le persone vengono mosse da ciò che la società tende ad imporre. L’attore sociale è un soggetto libero. Weber vuole uscire da uno schema meccanicista dell’azione tipico di Durkheim.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 49
Sociologia generale Pag. 1 Sociologia generale Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sociologia generale Pag. 46
1 su 49
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Introini Fabio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community