Appunti Sociologia Generale – Salvatore Tropea – LUMSA 2011/2012
SOCIOLOGIA GENERALE
Nella cultura moderna, il Materialismo diventa quasi un imperativo. Il Soggetto è una persona in azione
(negozia il suo essere persona nel sociale). Si tratta di un’interazione perché è una persona “situata”
(situata all’interno dei vari contesti già studiati). La persona rimane sempre forte.
La teoria dell’azione di Weber : una tipologia di azione su ciò che guida l’azione stessa (orientata
razionalmente o meno) e non sull’azione fine a se stessa. PARETO, fa un altro discorso (elitista della 1ª
generazione). Grande contributo alla teoria dell’azione e, al tempo stesso, interprete del sociale attraverso
la dicotomia elite-‐sociale. Parla di AZIONI LOGICHE e NON LOGICHE e va a studiare come si comporta
L’ELITE, come quest’ultima arriva al potere e lo mantiene, siccome secondo gli elitisti è la minoranza a
governare. In comune con Weber hanno lo spartiacque di RAZIONALE / LOGICO e NON RAZIONALE / NON
LOGICO.
Logico è il comportamento che si mostra tale anche agli occhi di un osservatore esterno. Un’azione che
deve essere quindi leggibile attraverso il rapporto mezzi-‐fini; che proceda in modo logico, consequenziale;
come una logica economica (di causa-‐effetto). Queste azioni logiche, così coerenti nella scelta mezzo-‐fine,
sono le meno numerose, perché nella società ci sono molte altre azioni. Sono più numerose le azioni che
non si riuscirebbero a comprendere con tale chiave di lettura.
Azioni Non Logiche che non sono facilmente
comprensibili dall’osservatore esterno. “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce” (Pascal). Le
azioni Non Logiche non sono azioni incomprensibili o assurde, ma sono solo azioni che si “muovono” in
maniera diversa. Sono complesse, più numerose; come la politica che può essere interpretata solo con
questi procedimenti.
AZIONI NON LOGICHE si distinguono in: 1) RESIDUO e 2) DERIVAZIONE
1) RESIDUO
Le azioni albergano nell’istinto, nei sentimenti più profondi e più nascosti. È il bisogno, il
sentimento forte, un impulso da dove tutto parte. Uno slancio che parte dal profondo . dai tentativi
di contraffare tali comportamenti si arriva a
↓
2) DERIVAZIONE
È una sorta di giustificazione per tentare di razionalizzare i propri impulsi. L’uomo li giustifica a se
stesso. Estremo tentativo di razionalizzazione, spiegazione.
Quando usciamo dalla sfera personale e passiamo alla collettività e/o alla politica allora nella DERIVAZIONE
si devono collocare le IDEOLOGIE che sono degli abbellimenti. La politica nasce dalle passioni e quindi c’è
molto di NON LOGICO nella politica. Quando si fa emergere un bisogno, per farlo arrivare nel sociale allora
ci sono le Derivazioni per giustificare il bisogno stesso e/o le ideologie che spingono a determinate scelte.
PARETO è inoltre esponente di un PESSIMISMO ANTROPOLOGICO. Tra i RESIDUI Pareto individua 6 classi e
due in particolare sono importanti per la sociologia. Sono 1) PERSISTENZA DEGLI AGGREGATI e 2)
ISTINTO DELLE COMBINAZIONI.
1) PERSISTENZA DEGLI AGGREGATI
Una parte dell’animo umano esiste per il bisogno di preservare e conservare. L’azione andrà nella
direzione del mantenimento. Consolidare ciò che c’è già serve per proteggere sempre di più se
stessi. A volte però può prendere il sopravvento l’altra classe ↓
2) ISTINTO DELLE COMBINAZIONI
Appunti Sociologia Generale – Salvatore Tropea – LUMSA 2011/2012
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Appunti Sociologia Generale – Salvatore Tropea – LUMSA 2011/2012
Un istinto che vuole combinare vali elementi, creando qualcosa di nuovo. La Sperimentazione del
nuovo.
C’è sempre questa dialettica CONSERVARE – CAMBIARE. Rimanere nella propria routine oppure scoprire
qualcosa di nuovo. Pareto fa la metafora di LEONI (Persistenza – Forza) e VOLPI (Istinto – Furbizia). Ancora
una volta c’è una via di mezzo, dove devono convivere le due “stanze” anche se ci sono periodi in cui una
può prevalere sull’altra e viceversa. La stanza dei Leoni è costituita da SPARTA (la forza, la persistenza ecc.);
mentre la stanza delle Volpi fa riferimento ad ATENE, che ha portato elementi nuovi per la società futura.
Bisogna avere il senso della Storia per capire cos’è più importante in un determinato periodo e per capire
se è più utile far emergere un profilo (una stanza) anziché un altro.
La storia è fatta dalle elite, ma la storia è fatta anche da cimiteri di elite dove se un’elite non si riesce a
reggere allora viene sostituita da un’altra e cosi via.
E. GOFFMAN : è distante sia da Weber che da Pareto. Ci dice che in fondo è importante ragionare
sull’intenzione a monte per capire il nostro comportamento verso l’altro che non è guidato solo da questi
elementi (descritti da Weber e Pareto). L’azione si nutre di tutto quello che c’è nella situazione stessa.
Goffman è iscrivibile alla corrente della Fenomenologia Sociologica e quindi una grande attenzione ai
fenomeni, alle reali situazioni.
Un altro autore è A. SCHUTZ : Schutz affermerà che aveva ragione Weber sulla nascita del senso dell’azione
ma afferma anche che lasciava un vuoto perché Weber non parla di QUANDO nasce tale senso.
Goffman inoltre afferma che l’importante è avere la percezione della situazione e quindi non solo
possedere il senso dell’azione. È un gioco di reciproche IMPRESSIONI. Secondo questo autore l’attore
sociale è fortemente orientato dalle impressioni che ha della situazione ma ancora di più dell’impressione
che vuole dare di se stesso.
L’azione è il comportamento di una persona che recita una parte, quindi spesso la persona viene colta come
un PERSONAGGIO. Ovvero, mette in pratica delle azioni in funzione del ruolo, in funzione del suo stesso
personaggio. Però niente e nessuno può limitare l’essere PERSONA che è sempre insito in ciascun uomo e
ciascuno di noi rimane sempre quello che è. E ci sono, quindi, sempre dei retroscena.
Con Goffman l’azione diventa interpretabile con l’aggiunta delle varie situazioni oltre che al senso
dell’azione fine a se stessa. Noi siamo sempre qualcosa di più del nostro ruolo. A volte la vita è un gioco di
parti, ma alcune volte emergono i sentimenti, la nostra vera personalità. Ma non c’è mai una separazione
netta perché una persona inserita nella collettività e nel proprio ruolo rimane sempre fin in fondo se stessa.
Nel contesto sociale, nei vari ruoli, una persona cambia ma MAI COMPLETAMENTE, perché nel ruolo
portiamo noi stessi; ci rifacciamo al Gioco delle Parti ma sempre restando ciò che siamo. Gli spazi del
retroscena servono anche a mettere in discussione il proprio
PERSONAGGIO, a ritornare “ PERSONA” e
alleggerire la pressione del proprio ruolo. Schutz ci dice che il senso dell’azione nasce nell’intersoggettività.
Non ci parla di Personaggio, Messa in Scena ecc. ma ci dice che l’origine dell’azione è intersoggettiva perché
solo stando con gli altri si progetta come comportarsi ecc. Il progetto è solito della realtà perché proietta
verso il futuro e lo si considera già avvenuto. Spesso le delusioni arrivano da questo. Per Schutz il senso
dell’azione è nel progetto che è altro rispetto al solo RAGIONAMENTO. Si definisce quindi un senso che
inizialmente è più ideale che reale. Si insiste molto sulla forza dell’IMMAGINE (quando ci si immagina
qualcosa). L’immagine per la sociologia non è salto dalla realtà, è un concetto di grande sintesi dove si
vanno ad unire: &
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