Sociologia economico turistica
Idee chiave del corso
1. Presentazione delle tappe fondamentali del percorso evolutivo del viaggio e del turismo letti sia come fenomeni di natura sociale che come fatti storici. Democratizzazione del viaggio: aumento del numero di persone che possono permettersi di viaggiare (il turismo era riservato a persone benestanti ma poi si democratizza, diventa un servizio accessibile a gruppi sociali più ampi). Questo per un fattore economico (si riducono i costi), per un aumento delle ore libere (periodi di ferie più lunghi) e infine per un aumento della gamma di prodotti a cui il turista può accedere. Il turismo del 700 aveva solo una forma di viaggio (il grand tour), ora è possibile scegliere tra più tipi di prodotto turistico.
2. Analisi del turismo moderno (anni passati) e quello postmoderno (attuale). Come nasce una destinazione turistica e cosa deve esserci sul territorio perché questo sia definito tale.
3. Impatto del turismo sul territorio (che varia in base al numero di turisti, più sono e più l’impatto sarà maggiore); la presenza dei turisti modifica lo stile di vita e i comportamenti delle persone.
4. Riflessioni ed analisi relative al tema della perdita di autenticità dei territori. Perdita dell’autenticità: il territorio autentico è quello che non è ancora stato modificato dal turismo (non è ancora diventato un non-luogo ovvero un luogo uguale in tutto il mondo come un villaggio turistico, un aeroporto, ecc.). La valorizzazione del turismo porta alla perdita dell’autenticità.
5. Attenzione allo sviluppo delle attività imprenditoriali connesse al viaggio: strutture ricettive ed imprese di viaggio (strutture ricettive: albergo o comunque il luogo dove il turista paga per soggiornare, le imprese di viaggio: i mezzi di trasporto utilizzati). Il turismo è un fenomeno sociale ma innanzitutto una grande fonte economica. La funzione del mezzo di trasporto è duplice: velocizzare i tempi di viaggio (per il grand tour si usavano le carrozze, poi nell’Ottocento nascono le ferrovie, poi con l’apertura del canale di Suez si aprono le frontiere con nuovi continenti raggiungibili, dopo la Seconda Guerra Mondiale si sviluppano gli aerei e in parallelo lo sviluppo dell’automobile per una mobilità veloce e inoltre individuale così come succedeva con le carrozze).
6. Analisi di casi significativi.
7. Le trasformazioni del turismo termale, prima forma di turismo (non viaggio, ma turismo stanziale inteso come soggiorno nello stesso posto per più giorni).
8. Attenzione alle strutture ricettive in rapporto allo sviluppo turistico.
Come preparare l’esame
Esempio di domanda: Aspetti economici e sociali dei modelli di sviluppo del turismo: enclave e diffuso (Nizza, Maldive, Seychelles).
Come articolare la risposta:
- Definizione del turismo enclave (appunti lezione).
- Modello di enclave a Nizza (appunti lezione).
- Aspetti economici e sociali: Maldive (appunti lezione) e Seychelles (libro a pag. 197-200).
- Definizione del turismo diffuso (appunti lezione).
- Aspetti economici e sociali (in "Vacanze di pochi", pag. 200-203).
Introduzione
Il viaggio e il turismo nascono come fenomeni d’élite e nell’arco di un secolo si democratizzano (ovvero accessibile a tutti grazie all’abbassamento dei costi). Fattore economico: ovvero la riduzione dei costi; fattore sociale: ovvero l’aumento del tempo libero; la differenziazione del turismo: dal Gran Tour del 700 a oggi, l’offerta è molto varia di prodotti turistici. Turismo proto moderno: ultimi 20 anni. Costruzione di destinazioni turistiche. L’impatto turistico modifica le persone, dato che si riscontra fin dal 700 e in particolar modo con il turismo di massa. La perdita dell’autenticità diventa un “non-luogo” (centro commerciale, aeroporto, villaggio vacanza). Il turista cerca luoghi autentici. Il turismo è una grossa risorsa economica, porta benefici di natura diretta o indiretta, vantaggiosi o svantaggiosi. Il turismo deve essere sostenuto dall’ospitalità e da imprese che fanno viaggiare il turista. Il mezzo di trasporto velocizza il tempo del viaggio rendendo più vicina la destinazione del viaggio e rende il mondo più appetibile dal punto di vista turistico. Con l’avvento dell’automobile si recupera l’individualità del turista come durante il Gran Tour con le carrozze. Turismo come viaggio o stanziale (es. turismo termale).
I fattori principali alla base dello sviluppo turistico
(Domanda d’esame)
- Fattore reddito - fattore economico: ovvero i soldi che guadagna una persona dalla propria attività. Se aumenta il reddito, allora aumenta anche il fattore di spinta turistico. Questo avviene a partire dalla rivoluzione industriale. Dalla seconda metà del 700 e con la Rivoluzione Industriale c’è stato un aumento del reddito. Si pensa che il turismo sia stato creato dagli inglesi, i primi che hanno iniziato a muoversi in determinate parti del mondo e a creare questo bisogno di strutture per accogliere i turisti. Questo per la disponibilità economica maggiore in quanto in Inghilterra nasce la Rivoluzione Industriale. Quindi parliamo di natura economica.
- Fattore sociale - fattore legato all’aumento del tempo libero: si intende un tempo libero ciò che fino a un secolo fa veniva definito “ozio”, ovvero la prerogativa delle persone aristocratiche di potersi dedicare a varie attività in quanto non impegnate a livello lavorativo. Fino alla II Guerra Mondiale solo alcune e poche classi sociali potevano “oziare”. Alla sfera dell’ozio apparteneva il concetto di turismo che quindi era riservato a poche persone. Le classi agiate avevano il diritto all’ozio ma la maggior parte della popolazione non poteva oziare a causa del lavoro. Con gli anni ’30 in Francia si inizia a dare una settimana all’anno di ferie retribuite (rivoluzione sociale che permette ai lavoratori di concedersi una settimana di ozio pur essendo pagati) (dal 1936). Aumento del tempo libero e aumento anche dei cittadini con il tempo libero. Quindi parliamo di natura sociale. Questa rivoluzione avrà effetto poi negli anni ’50 a causa della Guerra Mondiale. Aumenta quindi il numero di persone che possono permettersi un viaggio.
- Fattore culturale: per diffondere a livello di consumo il turismo ha un ruolo fondamentale la cultura. Questa intesa come “moda”. Una persona con un reddito alto non per forza decide di viaggiare. Ad esempio in Svizzera la moda, la cultura è quella di passare le vacanze all’interno del proprio paese. Una forma di turismo è anche quella medica (il medico indica la destinazione migliore per dei benefici). Le persone devono avere una formazione culturale per investire denaro nel turismo. Molti paesi non hanno la cultura del viaggio all’estero “es. svizzeri). Stimoli di natura culturale come la salute e la medicina. Il cambiamento di stagione è fondamentale nel turismo balneare, con il tempo è cambiata la stagione di afflusso: culturalmente nel’800 il Mediterraneo veniva preso d’assalto in inverno, solo dagli anni 20/30 si è passati al turismo balneare estivo. Le località turistiche nell’ottocento conoscono un certo benessere grazie ai “medici”. Fattore che oggi orienta maggiormente il turismo. Un altro esempio di cultura in questo senso è il cambiamento di stagione del turismo balneare: il fatto di passare il periodo estivo al mare riguarda solo i tempi recenti mentre prima, nell’Ottocento questo tipo di turismo era prevalentemente invernale (mare freddo come in Norvegia, ecc.) questo per trarre benefici a livello di salute immergendosi in acque fredde. L’idea del sole come beneficio per la salute si sviluppa solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Un’altra moda è quella del viaggio all’estero, che si sviluppa negli anni ’70 e ’80. Attualmente il fattore culturale è quello che spinge maggiormente lo sviluppo turistico rispetto a quello economico e quello del tempo libero.
Evoluzione del turismo
(Periodi del turismo)
- Preturismo: (ad esempio il Medioevo) dove non si può parlare di turismo. Caratterizzato da pochissime persone che viaggiano; non ci sono imprese turistiche e non ci sono strutture per i turisti; dal punto di vista economico non c’è turismo. È caratterizzato da numeri molto bassi di persone che viaggiano, questi numeri bassi fanno sì che non ci siano delle vere e proprie imprese di viaggio o strutture turistiche. Chi viaggia si serve di quello che trova a disposizione. Dal punto di vista economico non c’è un impatto turistico. Rientrano in questo ambito i viaggi nell’Antica Roma o nell’Antico Egitto. Fino all’inizio del Settecento; a questo discorso si collega il concetto di viaggio. Alla fine del 600/700 avviene una trasformazione. Il viaggio è legato alla storia dell’umanità. Vi sono varie categorie di viaggiatori: i primi viaggiatori sono i mercanti che viaggiano dall’epoca romana e anche prima, grazie allo sviluppo delle strade. Si muovono per motivi economici; i pellegrini che si muovono per motivi religiosi; i soldati come le legioni romane, i soldati di ventura. C’è sempre stata una mobilità per svolgere il cosiddetto mestiere delle armi; gli schiavi che viaggiano, non per loro volontà, attraverso il mediterraneo nel 500, quelli che vengono portati a Costantinopoli, ecc. Tutti questi si muovono per un proprio obiettivo, di conseguenza non possono essere considerati turisti. Passiamo dalla fase di transizione del turismo pre-turistico al turismo moderno. Con l’avvento del Grand Tour in Italia, si sviluppa un nuovo tipo di viaggiatore che si distingue dai precedenti per la motivazione. Questo tipo di viaggiatore si muove per una finalità culturale, ludica, per imparare, per il desiderio di conoscenza. Il Grand Tour è un viaggio di formazione che inizialmente ha una durata lunga (3 o 4 anni) ed è un’esperienza unica che si può fare solo ad una certa età. È una sorta di scuola itinerante ed è sostanzialmente un viaggio che deve dare una formazione completa, quindi ogni studente viene affiancato da un maestro che gli fa da guida. Il giovane esce dal suo ambiente familiare per affrontare una serie di avversità dovute alle modalità di viaggio dell’epoca, per visitare un mondo reputato inferiore rispetto al suo paese d’origine, l’Inghilterra. È quindi un’esperienza di vita totale. L’evoluzione del Grand Tour è rapida, diventa una moda (fattore culturale). Nel 700 è un viaggio impegnativo a livello di tempo ed economico ma c’è un progressivo ampliamento delle persone che vi accedono nell’800. Questo perché diventa sempre più accessibile a livello economico (evoluzione delle imprese di viaggio) e si accorciano i tempi (evoluzione dei mezzi di trasporto). Inizialmente è un viaggio riservato a giovani tra i 20/30 anni mentre nell’800 è diretto a persone più avanti per arricchire la cultura. Si colloca a metà tra il preturismo e il turismo moderno.
- Turismo moderno: dalla metà del Settecento alla Grande Guerra. Fenomeno limitato ed elitario, l’élite però si è ampliata. Si sono affermate forme di imprese per facilitare gli spostamenti (Gran Hotel e tour operator). Aumento di servizi erogati e aumento delle destinazioni. Questo aumento delle persone che viaggiano fa sì che si affermino delle forme di impresa che nascono per facilitare lo spostamento. Gli alberghi che inizialmente saranno i grand hotel. Avendo un’ampia domanda da soddisfare si sviluppano le strutture e le imprese turistiche e i servizi per i turisti. Nascono le destinazioni turistiche e si evolvono le imprese di viaggio. Nascono località urbanisticamente costruite come città del divertimento e dello svago, ad esempio le città termali. Vengono trasformate per accogliere i villeggianti. Fino al preturismo non parlavamo di destinazioni turistiche vere e proprie. Nel turismo moderno si affermano le “stazioni di villeggiatura”. È uno spazio geografico limitato e ben definito nel cui interno vi sono attrazioni turistiche che lo rendono oggetto di visita. Le destinazioni turistiche sono il frutto della combinazione del fattore culturale, economico e sociale (del tempo libero). Si distinguono tre tipi: Destinazioni inventate: si parte dal nulla; grazie a persone leader dell’opinione (scrittori nell’Ottocento ad esempio) che influenzano le persone a visitare quella località, questa diventa una destinazione. Destinazioni scoperte: si collega all’idea della scoperta geografica, scoperta delle potenzialità di un luogo (questo viene scoperto turisticamente parlando). Destinazioni costruite: operazione pianificata che porta a mettere in atto una serie di azioni per creare una destinazione turistica. Ho un processo di costruzione turistica. Riguarda le destinazioni attuali come ad esempio Dubai che è stata progettata per far sì che il turismo sia la maggiore fonte economica. Le caratteristiche importanti: - inizialmente il turismo specchio della società agiata; dopo il periodo dell’industrializzazione ingloba tutto l’ambito della borghesia. - Vi era la necessità di dare delle strutture. - Si definiranno delle località urbanistiche ricostruite come città di svago. Possiamo ricordare le città di “amali”, pensate per chi sta lì o ozia. Non sono delle città che assumono delle funzioni politiche o economiche. Sono delle città che servono per offrire e diffondere lo svago. Nascono delle città per accogliere i villeggianti. Sotto il profilo sociologico presenta una visione sempre più netta tra il momento del lavoro e il momento dello svago e il tempo libero. Quindi io lavoro in città, dopodiché mi trasferisco in un altro luogo per il divertimento. Vi è una divisione sempre più netta tra il tempo libero e il tempo del lavoro. Partendo da questa terza idea, abbiamo un tema importante, ovvero quello della DESTINAZIONE TURISTICA. Nel periodo del turismo moderno si affermano le destinazioni turistiche (all’epoca chiamate stazioni di villeggiatura). È uno spazio geografico ben definito (che localizzo con facilità) ed è uno spazio geografico limitato. Esso ha delle attrattive turistiche che lo rendono luogo di visita. Le destinazioni turistiche sono un po’ il frutto della combinazione dei fattori visti nella lezione di ieri (fattore culturale, economico, sociale, del tempo libero). La destinazione turistica si può definire come il luogo in cui il turista intende trascorrere il periodo di tempo che ha deciso di passare lontano da cassa. La destinazione può essere una città, una stazione turistica, un territorio, una regione, uno stato. Con destinazione allo stesso tempo si intende sia una località sia un insieme di tappe poste lungo un itinerario. In quest’ultimo caso si tratta di percorsi sia di natura generale che di natura tematica da proporre sul mercato per intercettare i potenziali visitatori, offrendo un prodotto-destinazione mirato e non banale. Tali percorsi, se generali, sono incentrati su un’offerta il più possibile ampia e completa delle attrattive e, se tematici, su ricchezze specifiche quali l’archeologia, l’enogastronomia, capaci di valorizzare al meglio lo specifico del territorio differenziandolo dai suoi competitor. Le destinazioni turistiche necessitano di una veloce introduzione. Possiamo definirle come inventate: termine che si usa molto soprattutto in Francia, vuol dire che si parte dal nulla e grazie a delle persone che potremmo definire leader (quindi hanno una certa importanza), sono in grado di influenzare lo spostamento delle persone. Per esempio se uno scrittore ne parla in un suo romanzo, e se quest’ultimo scaturisce interesse, molto probabilmente coloro i quali andranno a leggere il romanzo, vorranno andare a visitare tale luogo; scoperte: si collega all’idea della scoperta geografica, quindi non è tanto scoprire un posto che non si conosceva, ma piuttosto la scoperta delle potenzialità turistiche di un luogo che fino a pochi decenni prima non erano state considerate; costruite: è un’operazione pianificata che porta a mettere in atto tutta una serie di azioni per creare una destinazione turistica (come Dubai e Las Vegas). Che cosa ci deve essere in una località per poterla definire destinazione turistica? La destinazione turistica si può definire come il luogo in cui il turista intende trascorrere il periodo di tempo che ha deciso di passare lontano da casa. La destinazione può essere una città, una stazione turistica, un territorio, una regione, uno stato. Con destinazione, allo stesso tempo, si può intendere sia una singola località che un insieme di tappe poste lungo un itinerario. In quest’ultimo caso si tratta di percorsi sia di natura generale che di natura tematica da proporre sul mercato per intercettare i potenziali visitatori offrendo un prodotto- destinazione mirato e non banale. Tali percorsi sono incentrati, se generali, su un’offerta il più possibile ampia e completa delle attrattive, e se tematici, su ricchezze specifiche quali l’archeologia.
Per quanto riguarda la “vendita” della destinazione occorre almeno ricordare che l’obiettivo principale non è solo quello di far arrivare i turisti, ma di farli ritornare.
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