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FATTORI FONDAMENTALI NEL CASO VENEZIANO

- FATTORE CLIMATICO: la vita sulla spiaggia, che è possibile al Lido in virtù del

clima mite e delle capanne presenti, si connota quindi in modo decisamente

positivo perché permette sia il soggiorno all’aria aperta che la possibilità di

alternare, alla cura fatta con aria, sole, bagni di mare e di sabbia, il riposo.

- FATTORE MEDICO: importanza dei medici per definire le pratiche balneari e

curative. Importante il rapporto tra il costume e gli effetti terapeutici del bagno

e dell’elioterapia. Il costume non deve essere ridotto, in quanto quelli che

coprono gran parte del corpo diminuiscono l’efficienza dei principali fattori

benefici del bagno.

- FATTORE SOCIALE: la posizione delle capanne poste sulla spiaggia identifica lo

status di chi le occupa, definito da delle distinzioni interne: la prima fila è più

costosa e con una vista migliore, la seconda è maggiormente disturbata dal

continuo passaggio, la terza è priva di vista mare. Viste dall’esterno le capanne

sono però tutte ambite, dato che sono il simbolo di un luogo privilegiato e di

una selezione di classe regalata dal meccanismo dell’inclusione e

dell’esclusione.

Turismo montano

Evoluzione

Rispetto al turismo balneare si sviluppa dopo (prima quello termale poi quello

balneare e infine quello montano).

Nel 700 è un turismo ancora sconosciuto, le Alpi inizialmente sono viste con

una duplice natura: il viaggiatore che arriva dal resto dell’Europa deve

attraversare la catena alpina, inoltre hanno un interesse di natura scientifica

(chi viaggia lo fa per compiere analisi scientifiche). La prima grande

trasformazione avviene con la conquista del Monte Bianco e delle altre

principali cime. Cambia quindi la visione della montagna che diventa una sfida

sportiva e sempre più persone, specialmente dal Regno Unito, vi si recano per

scalare. La figura dello scalatore appartiene all’élite e quindi ha la possibilità di

permettersi questo tipo di viaggio.

Questo dà il via ad una fase di esplorazione che fa sì che la montagna venga

sempre più conosciuta, grazie anche agli scalatori divulgano la propria impresa.

I primi ad essere coinvolti in questo cambiamento sono gli abitati dei villaggi

alpini ai piedi delle montagne più importanti, i quali svolgono la funzione di

guida locale per gli scalatori.

Quindi con l’alpinismo inizia a definirsi un’economia turistica, inizialmente

molto rudimentale (alcuni si improvvisano guide, altri fanno della propria casa

un rifugio o un albergo) anche in quanto le vallate svizzere e piemontesi al

tempo erano molto povere. Riescono a vedere un’opportunità di crescita

economica.

Successivamente inizia ad essere vista come “montagna estiva”, questo

principalmente per approfittare dei benefici curativi del clima così come

consigliato dal medico. A questo genere di turisti non interessa la dimensione

sportiva e la scalata, ma solo immergersi nel panorama alpino. È necessario

che anche qui ci siano luoghi di svago, vengono quindi costruiti hotel,

passeggiate, giardini e varie attrattive che si possono anche trovare nelle

stazioni termali e balneari.

L’ultima fase riguarda il turismo invernale, legato agli sport come il pattinaggio

e lo sci.

Turismo balneare italiano nel periodo tra le due guerre

Nonostante il periodo fascista, il turismo in Italia continua in questo periodo con

numeri consistenti. Vi sono però due problematiche: la prima riguarda le

strutture ricettive che non sono adeguate e sono carenti, specialmente nel sud

Italia, la seconda è legata agli operatori turistici, che promuovono

principalmente mete all’estero, e viene quindi evidenziata la necessità di

coinvolgere lo Stato nella promozione turistica. Nel 1919 viene istituito l’Ente

Nazione delle Industrie Turistiche (ENIT).

Negli anni ’30 si va a definire la “gerarchia delle destinazioni”, in quanto alcune

destinazioni sono più importanti perché hanno un richiamo internazionale

(come Venezia), altre hanno un richiamo interno (ad esempio Rimini) e infine le

destinazioni meno note. Inoltre l’Italia degli ultimi anni ’30, per la situazione

storica e i fatti riguardanti l’Etiopia, perde turisti internazionali. Il richiamo

internazionale rimane però ancora forte per quanto riguarda le città d’arte.

Negli anni ’60, grazie al miracolo economico, si ha un aumento dei flussi

turistici (turismo di massa) e il mercato turistico italiano acquista più

importanza. Il turismo balneare italiano di massa però si basa ancora su una

rete ricettiva principalmente fondata su piccole strutture, ovvero le pensioni

(strutture ricettive a gestione familiare), che offrono un buon rapporto qualità-

prezzo. Queste piccole imprese favoriscono e sorreggono il boom economico

italiano ma vanno in crisi negli anni ’70, quando, sullo scenario del

Mediterraneo, si affacciano nuovi competitor, tra cui la Spagna, la Jugoslavia e

la Grecia, nuove destinazioni che propongono prodotti diversi in quanto

standardizzati, che, per il rapporto qualità-prezzo, diventano competitivi. Inoltre

le piccole pensioni presenti in Italia non sono in grado di competere con i nuovi

grandi tour operator.

Turismo culturale

Riscoperta in Italia dell’identità culturale delle singole zone. Il turismo culturale,

rispetto a quello balneare, è decisamente più difficile da sostituire (gli elementi

culturali di un luogo si possono trovare solamente in quel luogo).

SCHEMA RIASSUNTIVO

- DESTINAZIONE TURISTICA -> una destinazione turistica si regge su delle

attrattive che vengono distinte in due grandi gruppi: quelle naturali e quelle

artificiali.

- SOCIOLOGIA DEL TURISMO -> idea della trasformazione che può essere di due

tipi: quella culturale e la democratizzazione; idea degli spazi e degli ambienti

turistici: l’enclave, le strutture ricettive, le spazi in cui vi è l’attrattiva

principale, gli ambienti legati alla vita mondana

- MOTIVAZIONI -> elemento curativo (le terme ad esempio).

Il comportamento del turista

Analizzato attraverso tre elementi:

- l’ostentazione

- l’imitazione

- il modo di viaggiare

Il turismo come fattore di distinzione sociale

L’ostentazione: far vedere agli altri il possesso di un bene, l’uso di un servizio o

anche l’adozione di un determinato comportamento. Poter usufruire di un

mezzo di trasporto comune utilizzandolo però in prima classe comporta

ostentazione (meccanismo sociologico). Riguarda anche il consumo vistoso,

ovvero il consumo di un bene ma in modo vistoso.

Distanza sociale: adotto un consumo vistoso o uno stile di vita ostentativo

usandolo come uno strumento che permette di non modificare oltre la

stratificazione sociale (il mercante che acquista un titolo per nobilitarsi,

modifica il suo stile di vita per mostrare la sua ascensione sociale, ma allo

stesso tempo, lo usa per mantenere le distanze sociali dai mercanti non

nobilitati). Il consumo serve quindi per mantenere la distanza sociale dagli altri

gruppi emergenti.

Differenziazione: consumo di un bene o servizio diverso, unico o percepito

come tale, serve a distinguersi socialmente = usufruisco di un prodotto diverso

dagli altri. Una società dinamica necessita sempre più di avere un’offerta

differenziata di beni e servizi.

Questi meccanismi definiscono l’inclusione o l’esclusione dell’individuo da un

gruppo sociale.

Il turismo è un elemento di inclusione o esclusione sociale.

Inclusione: essere incluso all’interno di un gruppo. Nell’800 e 900 l’inclusione

riguarda la classe agiata composta da individui dell’aristocrazia e della grande

borghesia: una classe di persone che ha diritto all’ozio e che può permettersi il

consumo della vacanza.

L’imitazione: è un meccanismo messo in atto da chi invece è

momentaneamente escluso e fa un tentativo per entrare all’interno di un

gruppo sociale. Chi osserva il gruppo privilegiato dall’esterno desidera infatti

entrare a far parte di esso, cercando di imitare dei comportamenti che ritiene

inclusivi perché giudicati prestigiosi.

Nel discorso turistico questi comportamenti sono prerogativa dei membri della

classe agiata definita come gruppo leader: un gruppo sociale in grado di

orientare e guidare le scelte degli altri gruppi. Questi ultimi cercheranno quindi

di imitare i comportamenti dei gruppi leader. Si imitano le scelte dei gruppi

leader riguardanti:

- le destinazioni, si tende ad andare dove sono presenti i gruppi leader

- le pratiche turistiche: termalismo, balneazione, soggiorni climatici, ecc.

- le stagioni: bisogna frequentare le destinazioni nel periodo in cui sono

presenti anche i gruppi leader

L’imitazione è un veicolo di mobilità sociale. Vi sono vari tipi:

- mobilità verticale: un individuo sale nella scala sociale (ascensore sociale) ma

può anche scendere.

- mobilità orizzontale: riguarda un movimento di natura spaziale-geografica. Se

io riesco ad ascendere socialmente posso andare a vivere in un luogo diverso,

adeguato al livello raggiunto.

- intragenerazionale: può avvenire nell’ambito di una stessa generazione

- intergenerazionale: ascesa sociale riguardante solo i figli

Muoversi socialmente non vuol dire solo arricchirsi ma anche cambiare stile di

vita.

Che cosa cambia per una destinazione se arrivano persone che imitano i gruppi

leader?

Aumenta il numero delle persone che la scelgono. Quando la destinazione è

troppo frequentata vi è però una perdita di esclusività e quindi vi è un calo di

attrattiva (vedi ciclo di vita di una destinazione turistica). Si abbassa quindi il

livello di esclusività e la destinazione perde il suo valore. La prima reazione del

gruppo leader è quella della fuga geografica, il gruppo va da un’altra parte.

Il meccanismo dell’imitazione è importante anche dal punto di vista economico

perché fa si che arrivino più turisti. Allo stesso tempo man mano che aumenta

il numero delle presenze si abbassa il livello economico e sociale dei turisti. In

chiave economica c’è una riduzione verso il basso della capacità di spesa dei

turisti. Questi strati sociali più bassi sono ovviamente quantitativamente

maggiori ma la loro capacità di spesa è inferiore rispetto a quella dei membri

del gruppo leader che stanno cercando di imitare.

Se l’imitazione diventa troppo facile (abbassamento dei prezzi dovuto a

riduzione dei costi) s’indeboliscono le barriere di ingresso e la destinazione

diventa di alta frequentazione perdendo così in tutto o in parte il suo effetto

distintivo.

Un’altra risposta è il cambiamento del modo di vivere una destinazione per

marcare la propria distinzione sociale. Si differenzia il modo in cui vengono

frequentati i luoghi. Vivo quella destinazione in modo da distinguermi

socialmente. La ricerca di distinzione non avviene tanto cambiando la

destinazione quanto vivendola in modo tale da marcare la propria distinzione

sociale: scelta dei servizi, adozioni di pratiche esclusive, frequentazione di

spazi riservati.

L’imitazione è però anche un meccanismo di promozione turistica = devo far

sapere che nella destinazione da promuovere sono presenti i gruppi leader.

Nell’Ottocento e ne Novecento si ricorre alla diffusione dell’elenco, aggiornato e

corredato di titoli nobiliari, di chi soggiornava nella località in un determinato

periodo. Non solo viene riportato chi soggiornava, ma anche in quale albergo.

In tale modo l’imitazione che è un meccanismo che regola l’interazione sociale,

diviene uno strumento di promozione turistica (marketing): chi voleva sentirsi

incluso doveva infatti scegliere di passare la stagione in una determinata

destinazione in determinati alberghi.

Una destinazione turistica si posiziona nelle classifiche gerarchica non solo per

le sue attrattive, per le sue strutture e per la sua accessibilità ma anche per la

frequentazione e la presenza dei gruppi leader che la frequentano.

L’abbandono da parte dei gruppi leader di una destinazione turistica determina

allora il suo declino e/o la sua trasformazione.

La vita sociale all’interno dell’Albergo

L’albergo di alto livello è visto come un palcoscenico (per ostentare)

Spazi pubblici: hall, ristorante, sale comuni. All’aperto: campo da tennis, golf,

giardino.

Negli spazi comuni è presente una rigida divisione dei diversi ambienti fatta per

gruppi uniti dalla stessa lingua.

Sociabilità: attitudine a vivere in società e a stabilire un insieme di relazioni. Si

manifesta in forme concrete (circoli, caffè) definite dalla condivisione di

interessi e bisogni comuni all’interno di un gruppo dotato di un luogo d’incontro

riconoscibile dall’esterno (albergo). È una forma di vicinanza sociale ad accesso

regolamentato (rituale d’ingresso).

Il ristorante

Un palcoscenico per la sociabilità. Momento dei pasti cerimoniale importante

per vedere ed essere visti = momento collettivo in cui tutti gli attori sono

contemporaneamente in scena.

Table d’hote: rituale collettivo vissuto attorno ad unico, lungo ed ampio

Interazione tra chi lavora nel settore turistico e la popolazione locale

Fenomeno delle migrazioni per lavorare nel settore turistico che si sviluppa nel

periodo del turismo moderno. Numerose figure, come quella del medico o

dell’insegnante (chi partiva per un lungo periodo richiedeva la presenza di un

maestro), si spostano a seconda delle mete di tendenza.

Caso di Saint Moritz

Questa destinazione nasce come destinazione termale nella metà

dell’Ottocento. Ma l’attrattiva delle terme non è sufficiente per richiamare

turisti anche da lontano. Si ragiona quindi sulle strutture di accoglienza.

Comunicazione turistica

L’immagine è il modo in cui il pubblico percepisce l’impresa e/o i suoi prodotti.

Questa percezione è un dato fondamentale, ma varia da persona a persona.

Nella costruzione della destinazione turistica la comunicazione è un fattore

indispensabile. È naturale che il prodotto turistico venga pubblicizzato e

comunicato con continuità (con un piano annuale) e con una strategia di

comunicazione (scegliendo i giusti mezzi di comunicazione).

È importante sottolineare che il prodotto turistico non si può “trasportare” e

quindi richiede lo spostamento di coloro che lo vogliono consumare. È quindi

fondamentale la comunicazione e più nello specifico la costruzione

dell’immagine. Senza l’immagine risulta impossibile vendere un prodotto

turistico; questo perché l’immagine suggerisce, innanzitutto, i luoghi da visitare

(se si tratta di una destinazione collegata al mare, alla montagna, all’arte,

ecc.), le attrattive principali della destinazione, gli aspetti tipici (tradizioni,

cultura, folklore, gastronomia).

Il compito fondamentale della comunicazione turistica è quello di proiettare

quest’immagine. Inizialmente, prima della diffusione della fotografia e dei

meccanismi digitali, avveniva anche con dipinti, la cui idea era la medesima

della fotografia ma che raggiungeva un numero minore di persone in un tempo

più lungo.

Bisogna tenere conto che ogni viaggiatore ha una propria scala di immagini,

ovvero una gerarchia di posti. Gli elementi che costruiscono la gerarchia sono

legati all’immagine della destinazione.

Gerarchia delle immagini:

- forte (contiene al suo interno elementi positivi che riguardano le attrattive, i

servizi efficienti, una buona dotazione di infrastrutture, la bellezza dei

monumenti). È importante in quanto crea vantaggio competitivo.

- debole (non c’è stata comunicazione quindi il prodotto è in parte sconosciuto

oppure non sono stati fatti abbastanza investimenti per sostenere la

comunicazione)

- mista (mette insieme aspetti positivi e negativi, come una destinazione con

attrattive artistiche molto importanti, ma allo stesso tempo carente di servizi,

difficile da raggiungere, alto tasso di criminalità, situazioni politiche particolari,

ecc.; nel momento i cui però prevalgono elementi negativi l’immagine diventa

negativa)

- con eccesso di attrattività (l’immagine è talmente forte che ci sono dei

problemi, in quanto troppi turisti vogliono visitare la destinazione)

Il marketing e la comunicazione cercano di, prima di tutto, individuare

l’immagine giusta per la destinazione. Se però non si è soddisfatti

dell’immagine ottenuta, è necessario investire e fare campagne per far sì che

l’immagine cambi e diventi quella che si cerca.

Il prodotto turistico è costituito da due parti: una componente tangibile e una

intangibile (più soggettiva). La prima riguarda il prodotto in sé, la seconda

riguarda la propria valutazione del servizio e dell’esperienza. L’idea che il

cliente si fa della destinazione diviene però reale in quanto produce un effetto

concreto sul cliente finale (la decisione di acquisto o di ritornare in quella meta

= fidelizzazione).

Forme classiche di comunicazione turistica

La pubblicità

Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione a

pagamento o in cambio di merce che viene diffusa su iniziativa di aziende

turistiche attraverso mezzi come: la televisione, la radio, i giornali, le affissioni,

i cataloghi, ecc.

La pubblicità tende in modo intenzionale e sistematico ad influenzare gli

atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e

all'utilizzo di servizi.

La pubblicità intesa come in senso tradizionale e attuale (su giornali, nelle

metropolitane, per strada, ecc.) non era molto diffusa nel passato in quanto

non veniva ritenuta efficace.

Ufficio stampa/PR (public relation)

Offre un servizio ai media, per favorire l’uscita di articoli/reportage sulla stampa

tradizionale e online, trasmissioni radio/tv. Aiuta con informazioni e immagini

chi vuole scrivere un articolo riguardante un aspetto di una destinazione

turistica.

Utilizza i social network e tutte le possibilità del web inerenti alla

comunicazione, come influencer e blogger*

Massimizza il budget pubblicitario (costa molto meno rispetto a comprare una

pagina di una rivista) e sopperisce alla riduzione, mancanza o scarsità di

budget pubblicitario.

*il cliente finale è però anche un soggetto attivo della comunicazione turistica

dato che può modificare, in modo positivo o negativo, l’immagine del prodotto

attraverso il passaparola. Quest’ultimo è oggi molto amplificato dai social

network.

Chi può agire come influencer?

Blogger, instagrammer, giornalisti on line, fotografi e video maker, fondati di

forum o semplici appassionati che condividono le loro passioni in rete, ma che

possono godere di una grande autorevolezza. La maggior parte di essi non

sono professionisti del settore, semplicemente condividono con la propria

community le esperienze di vacanza o i loro interessi (la comunicazione con i

canali classici era invece affidata solo a professionisti).

La condivisone di informazioni, la diffusione di piattaforme dedicate ai viaggi,

agli alberghi, ai ristoranti e delle reti social è un effetto dell’importanza che i

turismi rivestono nella società postmoderna, in generale, ed in particolare per il

singolo individuo.

Rapporto tra comunicazione turistica e passaparola (esempi)

-una compagnia aerea è percepita come non sicura dal cliente finale per una

precedente esperienza risalente a 10 anni prima o per averlo sentito dire. In

realtà, la stessa compagnia fa regolare manutenzione ai suoi aerei ed è nella

media internazionale in quanto a livelli di sicurezza.

- una destinazione turistica è percepita come divertente pe i suoi locali notturni

ristoranti e attrattive balneari. In realtà la stessa destinazione omette di

comunicare che i ristoranti cari rispetto alla media dei suoi concorrenti.

Dove sono i difetti o le carenze della comunicazione da parte dell’impresa o

della destinazione?

Nel primo caso la comunicazione è stata assente o non valida non essendo

riuscita a cambiare l’immagine che il cliente si era fatto 10 anni prima. In

questo caso era infatti necessario riposizionare completamente l’immagine

della compagnia aerea.

Nel secondo caso l’immagine è stata omissiva.

Il risultato è negativo per il cliente finale e poi per la destinazione.

Il turista enfatizza infatti l’elemento negativo che finisce così per

compromettere l’immagine complessiva della destinazione turistica. Sarà infatti

proprio quell’elemento non positivo che avrà una maggiore possibilità di venire

amplificato dai social e dal passaparola.

Si compra “un sogno” attraverso il prodotto turistico e si realizza questo sogno

consumando il prodotto turistico. quando si torna il ricordo può essere migliore

o peggiore del sogno iniziale.

Cinque I del turista postmoderno

- è INNOVATORE perché è sempre alla ricerca di esperienze nuove dato che non

ama ripetere gli stessi viaggi ed andare nelle stesse destinazioni

- è INFORMATO in quanto sceglie la destinazione, l’albergo, il servizio sia dopo

aver raccolto attentamente le diverse informazioni, che ormai sono

abbondantemente a sua disposizione, che in conseguenza dell’aver valutato un

ampio ventaglio di proposte differenti

- è IMPAZIENTE perché la velocità del web e la facilità d’uso degli smartphone

lo hanno reso insofferente dei tempi di attesa per avere le informazioni

necessarie

- è ILLUSO in quanto la vacanza per lui rappresenta un sogno, carico di

aspettative

- è INFEDELE dato che desidera vivere esperienze diverse essendo sempre alla

ricerca di novità

È importante sottolineare che il turista postmoderno, essendo sempre connesso

e molto social, è sottoposto ad una sovraesposizione di informazioni, immagini

e messaggi. Non riesce quindi a capire quali sono le fonti attendibili e quali no.

C’è quindi un effetto di confusione nell’effettuare la scelta che può avere un

risvolto negativo sia nella scelta del prodotto che sul risultato finale

dell’esperienza attesa.

Unesco e Patrimonio dell’Umanità .

Cultura è futuro? (intervento 16/11)

Il turismo viene visto come una forma moderna di migrazione temporanea. Il 40

% dei viaggi che vengono effettuati nel mondo, secondo la World Tourism Org.,

avvengono per motivi di tipo culturale.

Il 2016 è stato un anno record per il turismo, con 1,23 miliardi di arrivi

internazionali. Di questo numero, la metà è arrivata in Europa, il 26% in asia e il

16% in America. Anche in Italia si è visto un forte aumento grazie anche ad

eventi come Expo e il Giubileo. Nel 2016 si ha un aumento del 4% rispetto

all’anno precedente.

Inoltre gli stranieri in Italia hanno speso 36 milioni di euro, mentre gli italiani

all’estero ne hanno spesi 22 milioni. Di conseguenza si ha un bilancio finale

positivo e attivo. Per quanto riguarda la spesa turistica nel nostro Paese, a

spendere di più sono i tedeschi (quasi il 5%), al secondo posto gli statunitensi.

La Francia, nonostante gli avvenimenti del sud riguardanti gli attentati

terroristici abbiano fatto diminuire i flussi turistici, rimane ancora il Paese più

visitato. L’Italia rimane invece al quinto posto tra i Paesi più visitati con 50,7

milioni di arrivi.

“Turismo e cultura”: conferenza mondiale, svoltasi per la prima volta in

Cambogia nel 2015 e che si svolgerà nuovamente nel 2017 a Muscat.

Cultura: tra Heritage e Patrimonio dell’Umanità

La definizione di “cultura” accettata dagli organi che si occupano di turismo è

la seguente: un insieme di tratti distintivi, spirituali, materiali, intellettuali,

affettivi; insieme alle arti e alle lettere, ingloba modi di vivere, i diritti

fondamentali dell’uomo, valori, tradizioni e credenze.

Heritage (inglese): è un patrimonio di eredità materiale, in principio i beni, le

insegne nobiliari, ecc. La Regina Vittoria nel 1895 introduce il National Trust, gli

inglesi sono infatti i primi a guardare al proprio patrimonio come un elemento

da “esibire”, quella che viene definita marketable commodity (merce da

esibire). Nel 1980 viene ripreso l’English Heritage con fondi pubblici controllati

dallo Stato.

UNESCO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la

cultura. La mission riguarda l’identificazione, la protezione e la tutela del

Patrimonio (sorge infatti anche il Comitato del Patrimonio Mondiale). Alcune

tipologie di siti Unesco sono: i monumenti, i paesaggi, ecc. In Piemonte sono

Patrimonio dell’Unesco dal 1997 le Residenze Sabaude, dal 2003 i Sacri Monti,

tra i quali Oropa e Varallo Sesia (dopo la battaglia di Lepanto i pellegrini non

potendosi più recare a Gerusalemme decidono di ricostruire le cappelle sacre

su questi monti), e dal 2005 i paesaggi vitivinicoli. Questi ultimi sono presenti

anche in altri Paesi come la Francia dal 1999 con il sito di Saint Emilion, il

Portogallo dal 2001 con il sito di Alto Douro, il Tokaj (Ungheria) dal 2002, il

Medio Reno (Germania) dal 2003, l’Isola di Pico dal 2004 la cui particolarità

riguarda la coltivazione della vita in una zona lavica e vulcanica.

Quando un’area viene proclamata Patrimonio dell’Unesco si ha generalmente

un incremento dei flussi turistici del 3%.

( se nell’esame c’è una domanda riguardante il turismo post moderno è necessario collegare

l’argomento al concetto di comunicazione turistica, della valorizzazione e della riscoperta del

)

territorio, e quindi il patrimonio dell’umanità

Autenticità

Dal punto di vista turistico, viene preso come riferimento il modello del

palcoscenico il quale è articolato in due parti, una detta “ribalta” (presentarsi

all’esterno) e l’altra detta “retroscena” (parte più personale).

La ricerca dell’autenticità è un percorso che fa sì che il turista non si accontenti

della ribalta in quanto vuole conoscere anche il retroscena. La ribalta (messa in

scena) è ad esempio il villaggio turistico (esperienza artificiale, ovvero mondo

totalmente fasullo creato appositamente per il turista). Il villaggio vacanze è

una scenografia, è una bolla ambientale che protegge il turista. A questo livello

di messa in scena il turista ha esperienza artificiale.

La BOLLA AMBIENTALE (altro modo per dire enlcave) protegge il turista, tutto è

costruito per lui, quindi non vi è nulla di autentico. Non solo lo gratifica, ma lo

protegge. Vado in posto nuovo, trovo la ribalta, trovo una messinscena non solo

per stupirmi, ma per proteggermi. Non ho nessuna esperienza autentica.

La ricerca dell’autenticità corrisponde dunque alla ricerca del retroscena; si

tratta di un percorso graduale. Tale ricerca dipende dalle motivazioni del

turista. Il viaggiatore, invece, non si accontenta della ribalta come il turista,

vuole capire cos c’è oltre la ribalta. Questo processo di ricerca differenzia il

turismo artificiale da un turismo autentico.

Ricerca dell’autenticità

- Front region (ribalta): lo spazio in cui le relazioni tra i turisti e cultura locale

sono completamente organizzate e gestite dall’industria turistica.

- Back region (retroscena): spazio in cui la comunità locale opera in modo

indipendente dallo sguardo dei turisti.

(si utilizzano termini teatrali in quanto è tutta una finzione/spettacolo)

La ricerca dell’autenticità si considera esaurita nel momento in cui il turista

raggiunge il retroscena perché vede gli attori nel loro vivere reale, quotidiano,

quando non recitano: conosce il retroscena.

Il desiderio di autenticità è però dotato di una componente soggettiva, dalla

quale non si può prescindere, che fa sì che esso si manifesti con diversi volti,

con diversi livelli di intensità, con una gamma di gradazioni intermedie tra

l’autenticità zero e il raggiungimento della retroscena.

Se il turista entra a far parte della back region perde però il suo ruolo e diventa

un individuo integrato che vive e agisce in piena sintonia con la popolazione

locale.

Si tratta di un percorso di approfondimento e di ricerca dell’autenticità

suddiviso in sei tappe:

1. non ci sono rapporti tra turisti e comunità locale: i primi agiscono sul

palcoscenico approntato per loro ritenendosi soddisfatti di quello che il turismo

organizzato gli offre;

2. il palcoscenico prevede alcuni tratti posizionati appositamente per ricreare

l’atmosfera (falsa) del luogo. Il retroscena entra solo in modo marginale,

artificiale, convenzionale e stereotipata;

3. prevede la ricostruzione (cioè qualcosa di finto) della back region al fine di

simulare, in modo credibile, la vita del retroscena;

4. il retroscena si apre alla frequentazione di alcuni turisti, numericamente

ridotti, ai quali si offrono porzioni, regolate e limitate della realtà locale. (Viene

meno il ruolo del mediatore, ovvero ad esempio una guida turistica;

5. allargamento a tutti i turisti del retroscena. Si tratta di un retroscena

modificato in modo tale da diventare fruibile anche se si offre ancora a degli

sguardi che sono solo occasionali. Esperienza autentica, condivido il 60% delle

attività locali con qualche sicurezza;

6. il turista raggiunge l’autentico retroscena acquisendo così una coscienza

turistica che può condurre ad assumere dei modelli culturali e comportamenti

modificando, in pratica, la sua stessa condizione esistenziale. (Cambio di vita:

va a vivere lì, ma a questo punto non è più semplice turista. Non tutti arrivano

qui, sono pochi a raggiungere questo livello. Solitamente il turista si ferma alla

quinta tappa che consente di conoscere una gran parte della realtà locale

autentica).

Ospitalità

L’area del Mediterraneo Orientale

Adattare l’Oriente significa trasformare le zone orientali in modo che siano

accessibili agli europei la cui realtà è completamente diversa. Il viaggiatore,

infatti, quando arriva in un luogo mette in atto dei processi di trasformazione,

sociale, culturale e territoriale.

Hotel coloniali dell’800 nel primo dopoguerra

I fattori di sviluppo del viaggio in Oriente sono principalmente due:

- i mezzi di trasporto

- le forme di accoglienza e le strutture ricettive

Lo sviluppo di questi fattori contribuisce all’aumento dei flussi turistici e

dell’arrivo di viaggiatori in generale. In seguito al periodo napoleonico (metà

800) l’Oriente risulta difficile da raggiungere e non sono ancora presenti hotel

all’altezza dei turisti europei, che potessero offrire loro i confort che

ricercavano. I viaggiatori per questo motivo non erano attratti dall’Oriente. Per

risolvere questa problematica nasceranno gli hotel coloniali.

Solo in Terra Santa era presente un sistema di accoglienza adatto, e che quindi

attirava turisti.

Una delle prime strutture destinate all’accoglienza dei viaggiatori è il

“caravanserraglio”, un luogo protetto in cui erano ammessi viaggiatori di

qualsiasi tipo (soldati, mercanti, pellegrini). Andando nel caravanserraglio il

turista fa un’esperienza autentica, diversa dal comune in quanto permette di

stare a contatto anche con i locali. Era un luogo di interazione sociale tra i

viaggiatori e locali, a differenza dell’hotel in cui stanno a contatto turisti della

stessa estrazione sociale.

L’albergo orientale rispecchia il modello ad enclave che protegge il viaggiatore

(modello di bolla ambientale). Questo infatti richiede all’hotel le comodità

tipicamente occidentali, e quindi completamente diverse da quelle dei locali.

Inoltre voleva interagire specialmente con gli altri occidentali.

Tra la metà dell’800 e l’inizio del 900, lo sviluppo dell’Oriente fu possibile grazie

all’evoluzione dei mezzi di trasporto, tra cui ferrovie e battelli a vapore.

Costantinopoli, Pera Palace

I turisti giungevano a Costantinopoli con l’Orient Express partendo da Parigi. Il

Pera Palace era stato pensato come termine della linea ferroviaria dell’Orient

Express e doveva offrire gli stessi servizi di lusso che offriva il treno. Anche in

questo caso si ritrova il modello ad enclave in quanto si tratta di un luogo

studiato appositamente per i viaggiatori europei.

Il Pera Palace risponde essenzialmente a due esigenze:

1. far soggiornare i viaggiatori nella zona di Pera, dove erano presenti solo

turisti occidentali

2. soddisfare l’esigenza del comfort richiesta dagli occidentali

Aleppo, Baron Hotel (1909)

Hotel che all’epoca venne costruito fuori dal centro storico di Aleppo, perché i

turisti preferivano vivere al di fuori del centro. Caratterizzato da blocchi di

cemento armato e quindi diverso dallo stile orientale della zona.

Palmira, Zenobia Hotel (1903)

Costruito per valorizzare il sito archeologico della città di Palmira.

Il Cairo, Shepheard’s Hotel (1841)

Importante l’aspetto economico e sociale legato a questo albergo.

L’albergo in generale è un luogo di ritrovo, ma c’è una differenza tra gli

alberghi europei e quelli orientali: nei primi il centro della vita sociale è la hall,

lobby, mentre nei secondi è la veranda, che permette al viaggiatore

occidentale di osservare la realtà senza però immergersi direttamente in essa.

Caso di Montecarlo

Il casinò (inteso come luogo dedicato a varie attività ludiche) nell’ambito delle

attrattive turistiche è un’attrattiva di tipo artificiale. Può essere un interesse

speciale (un’attrattiva che serve a differenziare il prodotto turistico dagli altri) e

quindi rafforza il richiamo internazionale di una destinazione, già famosa ad

esempio per le terme. Nel caso di Montecarlo il casinò invece diventa

l’interesse principale.

Nel caso di Montecarlo, il turismo serve a dare un sostentamento economico e

a favorire lo sviluppo di un principato che si ritrova improvvisamente povero.

Il punto di forza principale di Montecarlo è la posizione, in quanto vicino alle più

rinomate destinazioni dell’epoca, come Sanremo. I punti di debolezza però

riguardano la carenza di infrastrutture, di attrattive turistiche e quindi l’assenza

di richiamo, la carenza di comunicazione per costruire l’immagine della

destinazione. È necessario quindi migliorare l’accessibilità e di conseguenza le

strade, inizialmente, e poi la ferrovia. Si decide anche di puntare all’apertura di

un casinò come attrattiva principale. La legge però a quel tempo lo impediva,

di conseguenza c’è la possibilità di offrire qualcosa che in altre destinazioni

manca. A questa idea si somma quella di costruire una città nuova (nella zona

in cui ora c’è il casinò) pensata per il divertimento, con alcune ville e l’hotel de

Paris, uno dei simboli della località, per spingere i turisti a trattenersi nella

località, offrendo loro tutto quello di cui hanno bisogno.

Si decide di puntare sulla qualità (degli edifici, degli spettacoli, delle attrattive

culturali) per richiamare turisti dalle classi privilegiate, sull’accessibilità

(cercando però di limitare l’ingresso a ci ha meno possibilità di spesa), e sulla

comunicazione (attraverso la stampa che deve regolarmente parlare di ciò che

succede nella località).

Comunicazione turistica (intervento 23/11)

Comunicazione b to b (non indirizzata al cliente finale ma alle aziende al

contrario di b to c)

Il 2017 vede l’Italia al primo posto tra le destinazioni più desiderate dai turisti

stranieri.

Il turismo è basato principalmente sulla circolazione della comunicazione.

Tipologie di prodotto turistico: può essere una destinazione precisa (esempio di

Disneyland Paris che ha più turisti dell’intera Francia), un villaggio turistico, una

crociera (pubblicizzando una nave in specifico per gli itinerari che tocca o per le

attrattive che propone). Come si costruisce un prodotto: bisogna prendere in

considerazione la dimensione reale ma anche l’immaginario collettivo che si

crea. Strumenti di comunicazione più efficaci: web e social network, stampa,

cataloghi (che comprendono tutta la programmazione dei tour operator da

proporre alle agenzie di viaggio).

L’inautentico che diventa autentico

Elemento della perdita di autenticità dell’esperienza di viaggio.

Il viaggiatore, come sensazione generale, sente l’allontanarsi della possibilità di

potersi immergere in un mondo autentico. I resoconti di viaggio ben

evidenziano questa sensazione che emerge dalle parole scritte dai viaggiatori.

Il viaggiatore che torna dall’Oriente porta con sé l’idea di aver assistito alla

progressiva trasformazione di un mondo (che non sarà più come prima). I

viaggiatori scoprono però anche le avverse condizioni climatiche e sanitarie, la

pessima qualità dell’acqua e delle condizioni generali loro riservate. Un aspetto

dell’autenticità, questo, che non è troppo gradito (anche se il viaggiatore

autentico dovrebbe possedere un forte spirito di adattamento).

La diffusione del viaggio organizzato conduce ad un progressivo abbassamento

delle motivazioni culturali che spingono alla mobilità; il viaggiatore

dell’Ottocento imparava la lingua e faceva un lungo lavoro di preparazione

prima di affrontare un viaggio in una determinata località, mentre chi si affida

ad un’impresa per un viaggio organizzato avrà a disposizione una guida e non

avrà quindi bisogna di informazioni pratiche e culturali. I viaggi organizzati

riducono notevolmente il costo complessivo e quindi rendono più accessibili

destinazioni che normalmente non ci si potrebbe permettere.

Ad inizio Novecento, le pagine scritte dai viaggiatori stigmatizzano quindi la

trasformazione in chiave turistica che ha investito i siti archeologici,

denunciando la crescente presenza di imprenditori e commercianti che si

frappongono sempre più tra i turisti e l’Oriente più autentico: questi ultimi

vengono così allontanati dalla back region per essere attestati sulla più

accessibile ed economicamente redditizia front region.

Il simbolo dell’inautenticità e della perdita dell’autenticità è la costruzione di

alcuni hotel moderni nelle principali destinazioni orientali. La presenza di tali

alberghi orientali o coloniali permette di superare il fattore dissuasivo

rappresentato dalle pessime condizioni dell’ospitalità del Vicino Oriente.

Il riuscito binomio viaggio organizzato - costruzione di alberghi di livello

europeo diventa il termometro usato per misurare il livello d’inautenticità

trasmesso ai viaggiatori, dal viaggio in Oriente a partire dalla seconda metà

dell’Ottocento. Nel 1869, l’apertura del canale di Suez segna il confine tra i

viaggi orientali autentici che si potevano svolgere precedentemente e le

esperienze sempre più inautentiche dovute alla trasformazione dell’Oriente). I

viaggiatori arrivano in un contesto che considerano puramente orientale ma si

ritrovano elementi molto familiari, d conseguenza si ritrovano a vivere

un’esperienza non autentica. La costruzione di questi alberghi ne è l’emblema.

L’albergo orientale propone dei servizi simili a quelli presenti negli alberghi

europei ponendoli accanto ad una componente più o meno esotica. Questo tipo

di albergo però intercetta la crescente domanda dei viaggiatori offrendo loro

un’ospitalità appositamente adatta.

È importante offrire un tocco orientale ed esotico in quanto è ciò che attira i

viaggiatori. L’albergo orientale è uno spazio adattato ed organizzato su misura

per i viaggiatori occidentali.

Per quanto riguarda i giorni nostri si può ritrovare l’elemento dell’albergo come

fattore di differenziazione e attrazione del prodotto turistico, per renderlo

competitivo e difficilmente sostituibile, che di conseguenza porta alla

fidelizzazione del cliente.

L’albergo orientale era stato regolatore della società dei viaggiatori moderni in

Oriente, in quanto facevano riferimento a questo. Dopo la democratizzazione

del turismo si presenta con i suoi pregi intrinsechi, a partire da quelli

architettonici che lo rivestono di una sua specifica autenticità.

Caratteristiche principali di questi hotel:

gli alberghi storico-coloniali hanno, prima di tutto, una propria identità in

 quanto, ad esempio, sono stati frequentati da personaggi famosi o sono

stati luogo di eventi importanti;

questo tipo di albergo offre non solo comodità ma anche un’esperienza

 unica

l’albergo inautentico riacquista così un significato distintivo se lo si

 paragona agli imponenti alberghi standardizzati che possono essere

trovati ovunque

l’albergo storico è spesso quello che è stato costruito per primo nel sito

 turistico, motivo per cui occupa una posizione privilegiata che

contribuisce ad aumentarne il richiamo

spesso l’albergo è inserito in un contesto urbanistico principale

 all’interno della destinazione, sono quindi parte integrante del centro e

del tessuto della città

sotto il profilo della gestione, è importante sottolineare che l’albergo

 storico non è un museo, necessita continuamente di opere di

modernizzazione per continuare ad essere competitivo sul mercato; è

necessario trovare il giusto equilibrio tra l’identità storica e la modernità

del servizio

spesso l’albergo prende il nome di un personaggio importante che vi ha

 soggiornato, in modo da avere un ulteriore richiamo culturale

la strategia attuale di marketing è quindi quella di mantenere il valore iconico

del nome dell’albergo, dotandolo però di comodità attuali necessarie per

renderlo competitivo sul mercato de viaggi di lusso.

Questo tipo di viaggio in Oriente è destinato a pochi, sia per motivi economici

che per interesse culturale. L’albergo storico è la parte tangibile dell’età

dell’oro del viaggio in Oriente inteso come un’esperienza raffinata ed autentica

praticata da un’elitaria società di viaggiatori.

Le imprese di viaggio nel turismo moderno

Nascono a metà dell’Ottocento grazie a Thomas Cook (in realtà lui le

modernizza e le perfeziona).

Nel 700 Gian Rinaldo Carli considera una risorsa economica da valorizzare

anche il tempo dedicato ad attività piacevoli quali il viaggio e il soggiorno nelle

località di villeggiatura e sottolinea l’importanza degli effetti economici di

quanto speso dai viaggiatori, con motivazioni culturali, curative e ricreative.

I turisti come creatori di attività imprenditoriali

Il viaggio diventa il motore di nuove forme d’imprese volte a soddisfare le

esigenze dei turisti.

Una prima forma di turismo organizzato nasce già nell’Italia del Grand Tour.

Nell’Italia settecentesca si stavano sviluppando le prime imprese individuali

che rispondevano al nome di: locandiere, accompagnatore (l’attuale guida

turistica), insegnati di lingua, personaggi vari che campano grazie ai turisti (ad

esempio i veditori). La presenza continuativa di viaggiatori fa sì che si

definiscano tali figure che offrono i primi servizi ai viaggiatori che percorrono

itinerari del Grand Tour.

L’individuo imprenditore e innovatore, che inventa qualcosa di nuovo è il

vetturino (attuale tour operator). Egli conduce e crea una piccola impresa

turistica. Il suo lavoro base riguarda l’utilizzo di un proprio mezzo per offrire ai

viaggiatori un percorso con varie tappe, comprensivo di alloggio e trasporto.

Contratta un prezzo per le camere, che gli permetta di essere competitivo, offre

inoltre la sua vettura che viene condivisa e quindi permette di risparmiare.

Offre ai clienti un insieme di servizi da lui scelti ed assemblati:

- noleggia i posti a sedere sulla propria vettura

- noleggia la vettura per compiere un itinerario flessibile (i viaggiatori lo

pianificano) o rigido (è già organizzato) che sia. Offre il mezzo riservato in uso

esclusivo ai viaggiatori

- la vettura segue delle tappe, programmate secondo l‘itinerario di massima

- la vettura è ad uso esclusivo dei viaggiatori che possono mettersi d’accordo

sull’itinerario

- l’uso di questa vettura è più economico rispetto a quella personale ma è

comunque più cara rispetto a quella in servizio pubblico

- il vetturino attende di aver completato il riempimento della vettura prima di

partire

- il vetturino offre la possibilità di pernottare presso locandieri che egli consce e

con i quali concorda un prezzo in anticipo riservando un posto per i suoi

viaggiatori

- si supera quindi il rischio di non trovare posto nelle poche locande che c’erano

lungo l’itinerario

Si stipulava un contratto in cui venivano indicati in prezzi.

Thomas Cook

In Inghilterra, che con la rivoluzione industriale diventa la società di

riferimento, si afferma Thomas Cook, che intuisce un potenziale sviluppo nel

mettere a disposizione dei turisti, dei servizi diversi rispetto a quelli a cui sono

abituati (anni quaranta del XIX secolo).

Dal Grand Tour, che si esaurisce con il periodo napoleonico, nasce la nuova

classe borghese.

In Inghilterra, la classe borghese ha delle esigenze molto differenti (aspetto

sociale e comportamentale), esigenze più modeste rispetto a quelle degli

aristocratici.

Prima intuizione di Cook: la classe borghese desidera farsi accompagnare da

qualcuno più competente a livello culturale ed organizzativo in relazione ai

luoghi in cui desidera recarsi. Non è in grado, come gli aristocratici, di viaggiare

da sola perché ha meno contatti e meno disponibilità economica della classe

agiata.

Seconda intuizione di Cook: coglie l’incremento della domanda di viaggio, di

mobilità, che non può più essere soddisfatta in maniera tradizionale. Bisogna

offrire qualcosa di diverso, un meccanismo che semplifichi ciò che già esiste,

ovvero l’itinerario consolidato (Grand Tour o Viaggio in Italia).

Cook il 5 luglio 1941, organizzò infatti un viaggio, utilizzando il treno, per 570

lavoratori di Leicester che, viaggiando in terza classe e su vagoni scoperti,

raggiunsero Loughborough, distante meno di 15 miglia. Lo scopo del

trasferimento era quello di assistere a un meeting antialcolista della

Temperance Society.

Prendendo spunto da altre iniziative simili già avviate in seguito alla diffusione

delle ferrovie nel Regno Unito, Cook, adottando una visione imprenditoriale,

ragionò, al pari del vetturino, sulle potenzialità di poter ridurre i costi messe a

disposizione dalle economie di scala nel momento in cui fosse fattibile collocare

sul mercato un’alta quantità di prodotto.

Come si trasforma l’itinerario di viaggio dopo Cook:

- RAPIDO miglioramento dei mezzi e delle linee di trasporto

- SEMPLICE da percorrere

- COMODO non si pensa solo a soggiornare nell’albergo più comodo, ma anche

a non avere imprevisti

Il borghese ha un livello culturale più basso rispetto all’aristocratico. Il borghese

non gode di quella rete di conoscenze che fano sì che l’aristocratico venga

accolto dalla sua medesima classe sociale. Il borghese, se viaggiasse da solo,

vivrebbe una sensazione di spaesamento.

Cook mette quindi a disposizione una rete che accompagni il viaggiatore che,

pur senza una rete di conoscenze, abbia voglia di esplorare.

Il viaggio viene addomesticato, ovvero reso fruibile anche per un viaggiatore

con esigenze più limitate.

Spostamenti sequenziali dei viaggi di Cook:

campagna – città

 da una città all’altra del Regno Unito

 Dall’Inghilterra all’Europa

 Dall’Europa al Mediterraneo

 Abbattere di frontiere verso l’India, gli Stat Uniti e il resto del mondo

Date fondamentali dello sviluppo del viaggio di Cook:

1841 affitta il primo treno

1845 nasce il primo viaggio organizzato, prepagato, con una destinazione più

lontana: Liverpool

1855 primo viaggio fuori dal Regno Unito: Parigi

1864 Italia inclusa in un tour che comprende Francia e Svizzera

1866 New York

1868 Terra Santa

1869 Egitto e le crociere sul Nilo

Il borghese è un cliente nuovo che inizia a viaggiare grazie a Cook.

Cook considera di ridurre il prezzo del viaggio per aumentare la domanda

Economia di scala= prezzo più basso ottenuto con l’aumento della produzione

Il suo ragionamento parte dal mezzo usato, ovvero il treno. Vettore identificato

per la nuova forma di viaggio di Cook:

- si cerca di rendere appetibile l’offerta di viaggio cercando di vendere tutti i

posti prenotati, che essendo tutti occupati, costeranno meno (charter)

- si offre la possibilità di muoversi in un nuovo modo, più veloce, più comodo e

più economico

Treno: attorno alla metà dell’800 con i viaggi di Cook, il treno viene percepito

come mezzo di massa. Si accentua di conseguenza il solco tra il “viaggiatore” e

il “turista”, termine utilizzato in senso dispregiativo da parte degli aristocratici

che, in questa fase, preferiscono essere definiti viaggiatori.

Il treno, secondo l’idea dei viaggiatori elitari, trasporta i viaggiatori come se

fossero dei bagagli, proiettandoli da una realtà all’altra in poco tempo. Il treno

non offre oltretutto la possibilità che offriva invece il vetturino, di fermarsi in

determinati luoghi, soste che potessero interessare i viaggiatori.

Condizioni preliminari:

- aumento (dal 700 all’800, dall’epoca del vetturino a quella di Cook) delle

persone con maggiori risorse disponibili per viaggiare

- aumento delle persone interessate alla mobilità e con del tempo libero a

disposizione

- realizzazione di un sistema di infrastrutture (ferrovie) che renda possibile

muoversi velocemente da una località all’altra

- desiderio di imitare i comportamenti delle classi immediatamente superiori

Condizioni sociali:

- si forma la classe borghese, composta da rappresentanti del ceto

impiegatizio, insegnanti

- la classe media ha denaro a sufficienza e desidera viaggiare, ma è comunque

vincolata da una capacità di spesa limitata

Motivazioni dei turisti di Cook

-Viaggiano per divertimento; pur essendo attenti agli aspetti culturali delle zone

che visitano, sono viaggiatori il cui obiettivo principale è lo svago. Le comitive

di Cook sono numerose e rumorose: progressivamente si identificano come

“gruppi di viaggio”, viene quindi superato il concetto di viaggiatore individuale.

Soprattutto per Cook (meno poi per il figlio) il viaggio è ancora inteso come

formativo, una possibilità di elevazione culturale delle classi medie (valore

pedagogico del viaggio). Nella filosofia del viaggio è importante abbatter i

meccanismi che ostacolano la mobilità e scoraggiano i viaggiatori, come il

controllo dei passaporti, perquisizioni, dogane, frontiere e quarantene.

Lo scopo di Cook è quello di creare una rete di agenzie, nelle principali città:

esse fungono da supporto per i viaggiatori che si trovano in loco. Le agenzie

diventeranno poi punti di riferimento anche per i viaggiatori individuali.

Promozione del viaggio di Cook

- Il viaggio organizzato è considerato come un prodotto: insieme di servizi

prepagati offerti al cliente

- È quindi necessario far conoscere il proprio prodotto al cliente

“The Excursionist”

- Cook, con visione moderna, diffonde la rivista con funzione

di promozione, usandola per mantenere i contatti con chi ha già viaggiato con

lui e per attrarre i nuovi clienti.

È una rivista/catalogo in cui:

- vi sono i viaggi programmati nei prossimi mesi

- la rivista contiene gli articoli, di taglio giornalistico, che promuovo gli itinerari

proposti

- sono presenti degli itinerari, dei resoconti, spesso scritti da Cook, che narrano

degli aspetti curiosi e piacevoli riguardo agli itinerari proposti dall’agenzia,

aspetti che possano attrarre i clienti

- sono presenti le impressioni raccolte tra i viaggiatori che si sono appoggiati

alla struttura di Cook. Lo scopo è quello di infondere sicurezza nell’affidarsi alla

Thomas Cook & Son

- vengono offerte informazioni di attualità relative ad alberghi, rischi di truffe,

possibili guerre, carestie o pestilenze in determinate zone

- strategia di marketing: vengono riportate delle lettere di ringraziamento da

parte di viaggiatori che scrivono di essersi trovati bene con l’agenzia

- vengono resi pubblici i nomi dei membri delle varie famiglie reali che, in

forme diverse, si sono servite di Cook per compiere i propri viaggi; questa

strategia è legata al fenomeno dell’imitazione

- creare una sorta di “spirito di gruppo”: i viaggiatori che hanno viaggiato con

Cook si sentono inclusi in un gruppo, si sentono privilegiati ed orgogliosi di far

parte di questo gruppo. Meccanismo di inclusione/esclusione

Thomas Cook & Son

La diventa un brand, un marchio di riferimento ben

identificabile sul mercato.

Clientela

La clientela che sceglie Cook è una clientela media per l’Europa ed elevata per

l’Oriente. Le regole d’ingaggi per entrare a far parte del “gruppo di viaggio” di

Cook sono:

accettare lo sforzo fisico richiesto dal viaggio

 impegno morale: il viaggiatore si impegna a comportarsi in modo

 dignitoso, attento al rapporto con gli altri

rispettare lo spirito e le regole del gruppo

 chi viaggia con Cook dev’essere consapevole, quasi orgoglioso, di far

 parte di un gruppo privilegiato

Thomas Cook & Son

La è una via di mezzo tra l’agenzia e il tour operator

(organizza e vende viaggi). Offre servizi curati e flessibili in base al tipo di

clientela. Il cliente di Cook appartiene in Oriente appartiene al ceto elevato, in

Europa al ceto medio borghese, chi viaggia in Europa, sceglie Cook per

ottenere un servizio comodo, in Oriente viene invece scelto Cook per il

prestigio. In entrambi i casi egli commercializza servizi comprensivi di viaggio,

vitto, alloggio, guide e visite.

Come nascono questi servizi?

Vengono inizialmente messi a disposizione del viaggiatore i biglietti del treno

per muoversi, validi per un mese e rimborsabili. Il pacchetto diviene complesso

quando oltre ai biglietti viene compreso il vitto e l’alloggio. Questi sevizi, forniti

dagli alberghi, rispetto al loro prezzo abituale, sono forniti a prezzi vantaggiosi.

Il viaggio di Cook in Oriente è elitario ed è sinonimo di distinzione sociale

mentre in Europa è più accessibile a tutte le classi. Il suo è un viaggio turistico

a tutti gli effetti, parla infatti di “turisti che viaggiano per piacere, organizzati

dall’imprenditore Cook”.

Dopo aver abbandonato l’azienda, Cook muore e succede suo figlio, il quale

però ha una visione diversa. È più un vero imprenditore e non è interessato

all’aspetto pedagogico come il padre, bensì al business. Crea il modello di

“turismo verticale integrato” che consiste nel produrre dei propri servizi, senza

doverli acquistare da altri. Questo avviene con, ad esempio, la crociera sul Nilo,

in cui il trasporto, il personale e gli alberghi a destinazione sono tutti di

proprietà di Cook. Questo tipo di vacanza è esclusivo e riservato alla classe

agiata. Nel pacchetto manca però il trasferimento dall’Europa. La crociera sul

Nilo nasce dopo l’apertura del Canale di Suez. La nave rispecchia il modello ad

enclave: la navigazione è lenta per permettere ai turisti di osservare la

popolazione senza venire a contatto.

Nonostante vi sia un mondo elitario al suo interno, vi sono comunque le

divisioni tra prima e seconda classe. La crociera viene quindi vista come un

microcosmo elitario.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aydy.musyc di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia economico-turistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Gerbaldo Paolo.

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