SOCIOLOGIA
ECONOMICA
Amitai Etzioni descrive il potere come:
- Coercitivo: cita le carceri, dove forme e regole cambiano.
- Remunerativo: agisci perché ti conviene.
- Normativo: chiesa, bande di strada, ecc; contesti in cui ciò che fai lo fai perché ci
credi.
Questi tre poteri comportano tre coinvolgimenti, rispettivamente:
- Alienato: lo faccio per forza, perché obbligato.
- Utilitaristico
- Morale
Max Weber distingue tre tipi di potere:
- Carismatico: origini religione cristiana, si fonda su qualità eccezionali che i seguaci
attribuiscono al capo -> porta a una dedizione assoluta, di fede, entusiasmo, al capo.
Rischi: il leader deve essere capace a mantenere il suo carisma; Gesù (il primo
leader carismatico della storia) lo alimentava continuando a fare miracoli.
- Tradizionale: trae la sua legittimità da ordinamenti antichi, percepiti come esistiti da
sempre, chi detiene il potere lo detiene in merito alla tradizione, nonostante possa
non avere doti di comando ed essere un buon leader o capo, ma si ha l’obbligo di
obbedirgli in base a ciò che rappresenta in base al passato. Esempi: sovrani o figli di
grandi dinastie imprenditoriali. Il criterio prevalente per l’assegnazione delle cariche
non è la competenza ma l’appartenenza a un gruppo privilegiato.
Rischi: sempre minacciato dal carisma di qualcuno che possa rivelarsi e contrastarli,
o rischi che venga stabilito un nuovo criterio in base al merito.
- Legale o razionale: fonda legittimità sulla presunzione che chi comanda esercita la
carica in virtù di una norma legale; si presuppone che chi comanda sia competente,
che i suoi comandi siano basati su un ordine razionale. Il potere deriva da una norma
a cui ANCHE TU CAPO sei sottoposto, che anche tu devi rispettare. Prerogativa
degli stati di diritto, in cui i cittadini hanno potere, hanno voto. È fondamentale
l’esistenza della SOSTITUIBILITA’ delle persone; non sono fedele al capo perché è
proprio lui, esso stesso, ma perché gli è stato concesso del potere dallo stato. Non
bisogna dimenticarsi che la burocrazia è il governo del popolo.
Il potere, perché esista, deve avere due requisiti: deve essere LEGITTIMATO e deve avere
un APPARATO AMMINISTRATIVO che faccia da tramite tra capo e sottoposti.
LEGITTIMATO: occore che i sottoposti accettino questo potere come legittimo; ok
distorsione e coercizione, ma la forza bruta non è sufficiente, nel lungo termine, per avere il
potere.
BUROCRAZIA.
Burocrazia come organizzazione razionale: Weber (1864-1920): tipo ideale di burocrazia:
il tipo ideale non vuole essere una media statistica né un ideale a cui aspirare. Esso è
soltanto un modello che non esiste nella realtà ma è un modello che lo studioso usa per
misurarla. Per ottenerlo si osserva la realtà, si scartano gli elementi non significativi e si
tengono gli altri. Da li si cerca un collegamento tra gli elementi selezionati, il loro
coordinamento.
1. Fedeltà d’ufficio: prevista l’obbedienza ai superiori perché questi detengono un
ruolo formale in base a una determinata norma; non in quanto specifiche persone->
obbedienza alla carica, non alla persona. La possibilità di dare ordini deriva da un
ruolo formale e dalla competenza, il capo è l’esperto, non è incompetente. Se il suo
potere deriva dal potere formale il capo non chiede di essere amato né temuto, trae
semplicemente la sua autorità dalla legge.
2. Competenza disciplinata: ogni dipendente avrà una serie di compiti determinati e
specifici da svolgere secondo norme, regole, procedure prestabilite che garantiscano
il massimo standard di efficienza ed efficacia. Il funzionario dunque deve conoscere
queste norme, esserne così esperto-> duplice significato: sfera di attività che si è
capaci di svolgere/sfera di attività che si è tenuti a svolgere.
3. Gerarchia degli uffici: il modello si basa sul fatto che il subordinato risponda al
superiore diretto, che è responsabile dell’operato dei suoi subordinati. Va dall’alto al
basso. Perché possa esserci la gerarchia deve esserci il potere di cui abbiamo
parlato. APPROFONDIMENTO*
4. Preparazione specializzata: il burocrate è l’esperto, per lavorare in burocrazia devi
aver studiato, devi essere preparato. Concorso pubblico standardizzato al massimo
come garanzia di equità (interni o esterni). Per Merton è “incapacità specializzata”. E’
ovviamente impossibile che non si verifichi un imprevisto a cui bisogna reagire in
modi differenti a quelli studiati, il funzionario dunque tenderà ad essere troppo rigido,
applicando le regole che conosce a un contesto diverso, oppure sarà disorientato e
non saprà come reagire. Weber diceva che il funzionario deve agire “senza astio né
passione”, senza metterci del tuo, simpatie o antipatie, applicando la regola alla
lettera.
5. Concorso pubblico: per entrare in burocrazia o passare ai livelli superiori è
necessario un concorso, uno strumento. Dovrebbero dare garanzia di equità
universalistica (nell’elenco dei requisiti del concorso devo stare attento a dare la
possibilità a chiunque di partecipare e vincere il concorso, in seguito devo essere
equo in selezione e valutazione). In alcuni casi si permette la partecipazione solo ai
dipendenti già presenti, per favorire l’integrazione ecc, ma così si abbandona
l’universalità. Ci sono tre tipi di flessibilità ai dipendenti: funzionale (disponibilità ad
andare a lavorare anche in altre città) / finanziaria/ numerica (permette all’impresa di
assumere o licenziare liberamente in base alle necessità. Queste tre flessibilità
creano il doppio mercato del lavoro-> lavoratori forti (elevate competenze e basso
rischio di disoccupazione) e lavoratori deboli (meno specializzati e alto rischio e
tasso di disoccupazione). Per Weber il funzionario lavora a tempo pieno escludendo
qualsiasi altra occupazione.
6. Sviluppo carriera: nell’arco della propria vita c’è la possibilità di ricoprire ruoli diversi
e gestire posizioni diverse. Il funzionario quindi entra nella gerarchia burocratica con
un ruolo basso e con il passare del tempo arriva a posizioni più alte, meglio retribuite,
per motivi di merito e anzianità. Questo meccanismo caratterizza le organizzazioni
burocratiche nel passato e anche nel presente, e non effettivamente solo nel settore
burocratico. Ora ciò non va bene, perché oggi sono richieste competenze sempre
diverse, e le competenze che chi lavora deve avere devono essere molto flessibili.
Con Weber andava bene perché più tempo passava più eri esperto, ora invece è
diverso. Ora ci sono livelli alti, anche magari dirigenti, che però non hanno le
competenze dei più giovani, appena entrati in azienda magari; i più alti quindi non
hanno a volte le competenze per gestire i livelli più bassi, preparati diversamente, in
un’ottica più mobile. In ambito burocratico mi converrebbe assumere un giovane, più
flessibile, meno costoso, che può venire formato a piacere sul modello della propria
organizzazione, piuttosto che un lavoratore più maturo, costoso e non flessibile. Vi è
quindi contrapposizione su ciò che diceva Weber, non perché egli fosse in torto, ma
perché aveva una realtà diversa davanti. Weber diceva che difficilmente si inizia a
lavorare e si finisce nello stesso ambiente lavorativo, la stessa azienda. Andava bene
quando il modello è stato formulato, ora è quasi impossibile lavorare tutta la vita nello
stesso posto.
7. Attività a tempo pieno: l’attività del burocrate si svolge in modo continuativo, non
come attività secondaria o saltuaria. Il burocrate lavora solo per l’organizzazione di
cui fa parte. Ora non è più vincolante.
8. Segreto d’ufficio: il tipo ideale per Weber prevede che il funzionario non comunichi
ASSOLUTAMENTE nulla di ciò che fa a lavoro all’esterno. Netta e rigida separazione
tra vita d’ufficio e vita privata dei funzionari. Alla base di tutto vi deve essere la
discrezione. Bonazzi dice che oggi ci sono tre novità però rispetto ai tempi di Weber.
Sviluppo mass media (richiede una revisione di normative e pratiche di tutela del
segreto d‘ufficio, recente normativa sulla privacy); a volte però sono le stesse
organizzazioni che vogliono far trapelare informazioni per creare clima di attesa,
diventa una scelta strategica, ovvero “uso calcolato dell’informazione e stretti rapporti
di interscambio con i mass media”/ informatica e www. (conseguenza= aumento
esponenziale delle comunicazioni, il che porta alla riduzione della soglia di controllo
dei contenuti che girano, che vengono comunicati; influisce su vita privata ma anche
su segreto d’ufficio; fa perdere il distacco totale tra vita privata e lavorativa di Weber)/
ridefinizione del concetto di segreto industriale (se come impresa faccio outsourcing
avrò elementi esterni in azienda, questi consulenti esterni però vanno anche da altre
aziende; i progetti tendono ad assomigliarsi tutti, e ciò che propongono).
9. Stipendio monetario fisso: il funzionario è pagato dall’amministrazione per cui
lavora, e questa dovrebbe essere la sua unica fonte di ricavo. Il compenso può
essere solo monetario, non può essere pagato in natura. Weber pone queste due
condizioni perché se no non ci sarebbe equità, standardizzazione nella prestazione
del servizio; infatti io burocrate, venendo pagato di più potrei servire un servizio
migliore, il che contrasta con la standardizzazione del mio lavoro. Retribuzioni più
alte per i più qualificati e meno per i meno qualificati nelle organizzazioni
burocratiche ibride. Un altro metodo è la curva remunerativa, ovvero con il passare
del tempo si ottiene un compenso più alto, in modo tale da non far scappare i propri
dipendenti e il loro know how. Ampiezza della differenza tra retribuzioni minime e
massime, se la differenza è minima all’interno delle organizzazioni allora vi è una
tendenza equalitaria, se invece è alta allora l’obiettivo è differenziare il più possibile
tra vertice e organizzazione. Vi sono poi incentivi monetari e/o simbolici, che
possono costituire uno status interno all’azienda, tipo auto aziendale o telefono ecc.
10. Non possesso degli strumenti del proprio lavoro
Il massimo esponente è un funzionario che a sua volta prende ordini da un capo politico. Per
questo si dice che il potere burocratico è un potere ACEFALO. Perché c’è sempre qualcosa
alla base, tipo cervello (?).
Paradosso: quanto più un capo politico esercita un potere assoluto, tanto più egli dipende
dall’apparato burocratico per poterlo esercitare. Esempio: zar russo e riforme sgradite alla
democrazia-> rivoluzione sovietica ecc.
Differenza tra ruolo e status: ognuno occupa posizioni all’interno della società, ed esistono
degli attori sociali, intorno a noi, che hanno aspettative nei nostri confronti. Noi facciamo
però riferimento a una sola posizione, ne possiamo considerare una sola per volta. Ad
esempio ora sono “professore”, ho davanti attori sociali come studenti, ma anche esterni,
altri docenti ecc, che si aspettano qualcosa da me come docente, tutti si aspettano da me un
determinato comportamento, in quanto docente appunto. Questo modo di comportarsi è il
RUOLO, il fatto di essere docente invece è lo STATUS.
Tre diversi significati di ruolo: spesso secondo e terzo sono discordanti.
- ciò che la società si aspetta, in base alla cultura
- ciò che tu che occupi la posizione ritieni essere il tuo ruolo, ciò che pensi di dover
fare
- ciò che gli altri si aspettano da te.
1 .Attualizzazione fedeltà d’ufficio: in molti hanno potere grazie all’appartenenza a gruppi
sociali e non in base al merito (figli di papà a concorsi privilegiati, sindacati che danno posti
ai figli dei dipendenti, raccomandazioni…), queste sono tutte forme che deformano il potere
legale razionale teorico. Però non si può ragionare per luoghi comuni ma bisogna
considerare la pratica. Non sempre è una reale deformazione, non è detto, infatti un
bambino che nasce in una determinata famiglia vive un processo di socializzazione primaria,
impara a crescere con i valori che gli vengono insegnati in quella determinata famiglia. Se
nasci figlio di artigiano puoi crescere aiutandolo, giocando con i tubi, magari
appassionandoti e poi potresti continuare il suo lavoro.
2 .Competenza disciplinata: Problema: la competenza contrasta o no con la disciplina?
Secondo /Gouldner si: chi riveste un ruolo che richieda competenza tende a comportarsi con
una certa autonomia, l’intervento di un superiore, meno competente però nel tuo ambito,
può essere visto come una minaccia-> conflitto tra competenza professionale e fedeltà
gerarchica; bisogna passare quindi su un modello che distingua…
/Mintzberg distingue tra burocrazia professionale (richiede ampia autonomia professionale) e
burocrazia meccanica (lavori molto ripetitivi). L’organizzazione dunque esercita controlli,
nella meccanica sulla modalità di prestazione, nella professionale si valuta prima, quando si
cercano i requisiti, e dopo, quando si valutano i risultati, ma mai nello svolgimento della
prestazione.
3. *l’autorità conferisce determinati diritti: di dare ordini, punire, premiare-> sono definiti
poteri posizionali, perché sono associati alla posizione occupata, e non a chi la occupa.
Scuola delle contingenze afferma che non vi sia un'unica organizzazione ottimale, essa
dipende infatti dalle circostanze. Esempio è la variazione tra ambiente tranquillo (gerarchia
lunga, ovvero con molti livelli, tanti scalini) e turbolento (gerarchia corta, pochi livelli/scalini,
ovvero rapidità di comunicazione, di variazione, apertura a novità e apprendimento,
attitudine a lavoro in team e capacità di prendere iniziative).
26/09/16
Ogni organizzazione burocratica cerca di essere un meccanismo funzionante in cui gli
individui sono un ingranaggio, una rotellina della macchina perfettamente funzionante, che
però deve a sua volta controllare il funzionamento della stessa ed impedire che vi siano atti
esterni che influenzino il comportamente del funzionario; non ci deve essere nulla che
influenzi la corretta applicazione della rotella nel meccanismo.
La burocrazia è una struttura centralizzata (decisioni importanti prese dai livelli più alti,
qualcosa può essere delegato), i funzionari devono essere in grado di delegare e di non
chiedere qualsiasi minima cosa ai loro superiori; è standardizzata (si applicano le regole
come prefissate), i dipendenti possono essere sostituiti-> spersonalizzazione del servizio
“senza astio né passione”; è rigida (non prevede cambiamenti, essa è la fonte dei
cambiamenti esterni nei settori in cui opera, e non viceversa, per Weber).
In questo modello si tiene poco conto dei funzionari, dei soggetti, che vengono considerati
solo come rotelline, parti del meccanimo.
Barnard: non è possibile comprendere il funzionamento delle organizzazioni senza tener
conto di ciò che spinge gli individui a contribuire ad esse(i moventi).
Ci sono due presupposti:
- Avvento di una classe di manager professionisti.
- La Scuola delle Relazioni Umane: fattori psicologici, tipo armonia, manager
amichevoli, dialogo, interessamento diretto alle persone e ai loro problemi, che
possono essere un potente strumento di motivazione al lavoro.
Barnard è della prima metà del ‘900, il capitalismo di quegli anni ha portato un forte
cambiamento nel modo di vedere l’impresa. Si è passato a un sistema tricotomico (proprietà,
manager, dipendenti).
Come è possibile che persone estranee, a cui magari non interessa nulla di una determinata
organizzazione, impieghino il loro tempo e impegno per creare organizzazioni? Come può
l’organizzazione riuscire a unirli in pratica?
Parabola del masso-> c’è un viandante che percorre una strada e a un certo punto trova un
enorme masso che blocca la strada, cerca di spostarlo ma non ci riesce; arriva un secondo
viandante che ha lo stesso problema, tentano insieme di spostarlo; arrivano ad essere in
quattro. Li vicino c’è un contadino che sta arando un campo, loro gli chiedono se dietro
compenso è disposto a smettere di lavorare per spostare un attimo il masso, egli accetta, lo
sposta e i viandanti possono continuare il loro viaggio.
Cosa insegna? ->
- Il gruppo è riuscito a spostare il masso perché si è organizzato, un’organizzazione
quindi nasce quando ci sono delle persone che sono in grado di comunicare tra di
loro e che desiderano collaborare per raggiungere uno scopo comune. Elemento
informale= le persone comunicano per verificare la possibilità di fare qualcosa
insieme. Elemento formale= la decisione che hanno preso per cooperare verso un
determinato obiettivo. Organizzarsi equivale a comunicare e cooperare, il cui scopo
non è più quello delle singole persone, ma è un obiettivo comune all’intera
organizzazione. La forza non è quella dei singoli ma è qualcosa di più, ha un valore
aggiunto.
- Ogni individuo ha una sua personalità, che è irrinunciabile e quindi va comunque
soddisfatta. Nel caso del masso lo scopo era di spostare il masso per i viandanti,
mentre lo scopo del contadino era il compenso. I capi dell’organizzazione quindi
devono essere in grado di tenere conto e tenere presenti i singoli moventi dei singoli
componenti dell’organizzazione, per raggiungere l’o
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