Il capitalismo
Il capitalismo è quell'insieme di teorie pratiche ed economiche dell'Europa, tra il XIV e XV secolo, appartenenti al pensiero economico, che definiscono come le società possano vendere o comprare in un mercato sotto il controllo statale, beni capitali e lavoro, cioè i fattori della produzione. Karl Marx e Max Weber hanno dato due visioni simili del capitalismo dell'800 in Europa. Marx sosteneva una visione olistica della società, uno studio che può essere definito dal macroscopico al microscopico, ovvero: comprendo la società solo guardandola nel suo complesso, per poi spingermi al suo interno fino ad arrivare all'individuo. Weber sosteneva esattamente il contrario, ovvero un individualismo metodologico. Gli individui spiegano l'andamento della società.
Marx e la visione darwiniana della società
Marx vedeva la società come un organismo in grado di nascere, crescere ed evolversi, infatti era un grande sostenitore di Darwin e applicò questa teoria alle comunità. Al contrario, ancora, Weber sosteneva che le società non potessero evolversi, ma fossero una rete continua di connessioni e azioni, definite dai soggetti della società, chiamati attori. Tornando a Marx, la società era organizzata in due parti: colletti bianchi e colletti blu.
Colletti bianchi e colletti blu
I colletti bianchi definiscono gli imprenditori, gli oppressori, coloro che hanno la possibilità di comprare i macchinari per produrre lavoro. I colletti blu sono coloro che invece usano i macchinari, mandano avanti il lavoro, si sporcano le mani, sono gli oppressi. Gli oppressi sono salariati, stipendiati e per arrivare a questo punto della "legge lavorativa", la società ha dovuto combattere diverse battaglie, tre in particolare.
Evoluzione del lavoro secondo Marx
La prima fase lavorativa si è verificata con la schiavitù. Successivamente il feudalesimo ed infine la produzione borghese che sfocia nel capitalismo. Quest'ultimo può terminare solo con l'avvento del comunismo. Nella società marxista esiste un'unica variabile indipendente che è l'economia. Tutto il resto sta sopra, nella sovrastruttura. Diritto, religione, politica...
Diritto e classi sociali
A proposito di diritto, questo era possibile osservarlo in maniera esterna o interna. Esternamente pareva che i colletti bianchi avessero tutti gli stessi diritti e lo stesso sembrava valere per i colletti blu. Da un punto di vista più interno ciò non è mai valso, dato che in base alla ricchezza del singolo colletto, anche all'interno delle due classificazioni, era possibile trovare qualche colletto blu con maggiore potere d'acquisto di un altro e qualche colletto bianco più ricco di un altro.
Il processo produttivo e l'alienazione
Nel processo produttivo, il borghese imprenditore non pagava il lavoratore, ma comprava il suo tempo e poteva permettersi di pagarlo il minimo indispensabile per la sopravvivenza. Così facendo il lavoratore subiva una vera e propria alienazione, producendo così il lavoro estraniato, nel quale i lavoratori erano privi di identità.
Il progresso tecnologico e il conflitto sociale
Secondo Marx, a causa del progresso tecnologico, sempre più imprenditori riuscirebbero a procurarsi i mezzi di produzione, creando così una concorrenza tale da far entrare in conflitto la classe degli oppressori tra di loro e producendo unione tra gli oppressi. La ricchezza divide, la povertà unisce. Gli oppressi riescono a ribaltare la situazione, si ribellano, passano al potere per un breve periodo definendo un periodo di socialismo, ristabiliscono l'ordine, lo stato finisce, le classi sociali non esistono più. Si vive per soddisfare i bisogni e le necessità primarie. Non esiste più la struttura/variabile indipendente dell'economia.
Weber e l'importanza della religione
Weber, a differenza di Marx, sostiene che l'economia non sia l'unico motivo della deriva del capitalismo, ma sostiene che ci sia di più: la religione. La religione, secondo Weber, ha portato alla nascita del capitalismo. In particolare fa riferimento ad una dottrina protestante: il Calvinismo. Secondo questo credo,
- Esiste un unico dio che ha creato il mondo e lo governa
- Dio ha creato il mondo per la sua gloria
- Ognuno di noi è predestinato, fin dalla nascita, al salvataggio o alla dannazione e ciò non si può cambiare
- La salvezza è un dono completamente gratuito
- Non bisogna perdere tempo nella vita a chiedersi in quale delle due strade siamo stati messi, ma si deve santificare questo dono.
Il capitalismo razionale di Weber
Il capitalismo di Weber è razionale, ovvero ogni cosa viene impiegata razionalmente, nel modo più efficiente possibile in base alle attività industriali/economiche. Quindi il capitalismo razionale è una produzione che guarda al futuro, che reinveste. Questo si traduce in lavoratori che non vivono nella sovrabbondanza, ma il surplus viene reinvestito e messo da parte per il futuro. Si vive con il minimo indispensabile per sopravvivere. Il Calvinismo ha definito delle regole base nella società dell'800 weberiana, poiché il calvinismo
- Professa la necessità del lavoro
- Il lavoro è la maniera migliore per dissipare i dubbi
- Il lavoratore calvinista cerca i segni della sua salvezza
- E li cerca nei successi lavorativi che divengono la prova inconfessata.
La devianza
La devianza è una macro categoria di tutti quei comportamenti ritenuti legalmente punibili e non normali, come l'alcolismo, l'insonnia, la dipendenza da droghe... Si distingue dalla mera legge penale poiché guarda avanti e raccoglie tutti quei comportamenti che prima non venivano considerati, ma al contempo definisce un maggiore etichettamento dei soggetti.
I tre paradigmi della devianza
La devianza è stata studiata in 3 modi principali, 3 paradigmi:
- Scostamento statistico morale
- Funzionalismo
- Interazionismo simbolico
Il primo paradigma
Il primo paradigma raccoglie i seguenti esponenti:
- Quetelet
- Guerry
- Esquirol
- Lombroso (movimento positivistico della scuola criminologica italiana).
Quetelet e Guerry hanno dato il via al primo paradigma, che vede la devianza come uno scostamento statistico della morale sociale. Se un soggetto definisce un innalzamento dalla normalità, è definito deviante. Da qui si vedono nascere diverse critiche: qual è la percentuale per la quale un soggetto definisce un innalzamento? E quindi: quando scatta l'allarme devianza? Di quanto devo deviare per essere definito deviante?
La cifra oscura
Inoltre permane il problema della cifra oscura, ovvero non tutti i comportamenti devianti vengono a galla, di conseguenza alcuni atteggiamenti potrebbero non essere considerati e quindi conteggiati per definire quantitativamente un dato. Per di più il comportamento deve essere contestualizzato, quindi va in relazione alla società, il periodo storico ecc.
Le concause della devianza
Quetelet sosteneva che ci fossero delle concause per le quali un soggetto potesse deviare, fa uno studio eziologico della devianza, cercando di andare alla radice, alla base dei comportamenti devianti. Questo concetto è stato poi ripreso con la scuola positivistica criminologica italiana, spiegando che: conoscendo i motivi del perché un soggetto ha deviato, è possibile correggerlo e reimmetterlo in società (articolo 27 della costituzione).
Legge termica della delinquenza
Sempre Quetelet, ha definito una rudimentale legge termica della delinquenza, poiché egli sosteneva che un soggetto fosse influenzato da fattori cosmici e termici per i suoi atti devianti. Quindi in base alle temperature, per esempio, poteva svolgere determinati crimini piuttosto che altri. Guerry, invece, sosteneva che a condizionare i soggetti, fosse la società stessa. Frustrante a tal punto da far sfogare i propri problemi attraverso omicidio e suicidio. Si accorse inoltre che laddove il suicidio avesse un basso tasso di presenza, l'omicidio era più presente e viceversa. Questa venne definita come rudimentale teoria dell'aggressività.
Esquirol e l'effetto Werther
La questione dei suicidi e del fare del male ad altri soggetti, venne poi ripresa da Esquirol che studiò l'atteggiamento definendo tali persone come folli, bisognosi di determinati trattamenti specifici e da chiudere in posti in cui tenerli controllati. Si occupò della questione dal punto di vista epidemico, quindi contagioso. Laddove c'è un determinato tasso di questo comportamento deviante, continuerà a crescere esponenzialmente. Questo si chiama Effetto Werther: contagio imitativo.
Libero arbitrio e devianza
Questo paradigma mette in discussione il libero arbitrio, poiché il soggetto deviante non è in grado di rispondere completamente delle sue azioni, dato che è condizionato da fattori esterni sociali o, nel caso di Quetelet, fenomeni atmosferici. La scuola positivistica criminologica italiana ha portato avanti due filoni principalmente, di questo primo movimento sulla devianza:
- Delitto naturale
- Ricerca eziologica della devianza
Delitto naturale e ricerca eziologica
Nei riguardi del delitto naturale s'intendono quei soggetti che mettono "a rischio" la moralità sociale. Coloro che attentano ai valori medi di una società. Con delitto naturale, gli studiosi intendono l'attentato ai valori medi di una collettività. Il secondo punto è la ricerca dei perché un soggetto delinqua. Secondo Lombroso esiste una componente genetic...