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Capitolo III Goring (1919) con ricerca su un campione di detenuti e su campioni di controllo dimostrò che:

La ricerca clinica in criminologia. “I delinquenti non possedevano, in misura superiore agli altri individui, le caratteristiche fisiche

Le ricerche sulla personalità del criminale rappresentano il principale campo di indagine della e biologiche segnalate da Lombroso”.

criminologia clinica: Dopo Lombroso anche altri autori hanno affermato l’importanza dei fattori bio-antropologici

ƒ Studio delle cause del crimine. nello studio del criminale. Lo studio clinico dopo Lombroso si è notevolmente evoluto. Molte

ƒ Prevenzione e trattamento della delinquenza. ricerche hanno dimostrato una correlazione tra criminalità dei genitori e quella dei figli.

Problemi e critiche che mettono in dubbio la criminologia clinica: Robins (1966) il comportamento criminale del padre come uno dei migliori predittori

ƒ Teorie criminologiche classiche la delinquenza come il risultato di condizioni del comportamento antisociale nel figlio.

sfavorevoli (individuali o ambientali) qualitativamente e quantitativamente accertabili anche Robins, West e Herjanic (1975) i bambini con entrambi i genitori delinquenti

con metodologie cliniche. presentano il rischio più elevato di diventare delinquenti.

ƒ Teorie sociologiche hanno superato la visione patologica e considerato la delinquenza e Loeber e Dishion (1983) e Loeber (1990) criminalità dei genitori fondamentale

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la devianza come “il risultato della trasmissione di particolari modelli” presenti in alcune aree, fattore predittivo di un futuro delinquenziale, rilevabile già all’età di 10 anni.

oppure come diretta conseguenza dell’organizzazione sociale, rendendo meno utilizzabile La maggior parte di studi su famiglie non consente distinzione tra incidenza dei fattori genetici

l’approccio clinico tradizionale. rispetto a quella dei fattori ambientali.

ƒ Effetto ancora più dirompente è stato causato da alcune correnti criminologiche che

hanno messo in discussione il concetto stesso di delinquenza, partendo dalla premessa che le Ambiente familiare variabile sociale piuttosto che genetica, la riproduzione della

norme e la loro applicazione non costituiscano una realtà oggettiva e neutrale ma una forma di criminalità nelle generazioni future può essere dovuta alle difficoltà dei genitori delinquenti nel

controllo culturalmente e socialmente determinata. predisporre un ambiente favorevole allo sviluppo dei figli (Raine, 1993).

Molti criminologi continuano comunque ad approfondire gli studi clinici e i programmi per la –

prevenzione e il trattamento. Fattore ereditario introdotte tecniche d’indagine su ricerca di anomalie cromosomiche in

I principali interrogativi ai quali ha cercato di rispondere la ricerca clinica: soggetti <<antisociali>>. Il <<cromosoma Y soprannumerario>> sembrava legato a

ƒ Esistono fattori biologici che possono influire su delinquenza e criminalità? comportamenti aggressivi, psicopatia e tendenza al delitto.

ƒ Esistono caratteristiche di personalità che differenziano significativamente delinquenti e

non delinquenti siano esse alla base del comportamento criminale o siano solo la conseguenza Witkin e coll. (1977) realizzarono un amplissimo studio di coorte su 31.436 uomini nati a

di particolari cammini psicosociali? Copenagen tra il 1944 e il 1947, sottoponendo ad analisi cromosomica 4.139 soggetti con + di

ƒ Esistono situazioni famigliari o ambientali relative ai primi anni di vita che mettono 184 cm di altezza. Gli autori hanno rilevato un maggior coinvolgimento nella criminalità tra i

l’individuo “a rischio” di futuri comportamenti criminali? soggetti XYY non spiegabile solo tramite il livello intellettivo inferiore.

Chi sostiene la Teoria cromosomica del delitto non è riuscito a trovare una percentuale di

Le indagini sulla <<personalità criminale>>. soggetti XYY superiore al 2-4%, l’eventuale effetto criminogeno riguarderebbe un N.

Le basi biologiche della <<personalità criminale>>. limitatissimo di casi.

La criminologia clinica è iniziata con l’opera di Lombroso (1876) e si è posta l’obiettivo di E’ stato osservato che l’eventuale maggiore percentuale di soggetti XYY tra i delinquenti,

individuare gli elementi specifici della personalità del criminale. Lombroso tentò di verificare le potrebbe dipendere dal fatto che chi ha tale anomalia cromosomica risulta di statura molto

sue ipotesi mediante l’osservazione di innumerevoli casi clinici, la raccolta puntigliosa di reperti superiore alla media e di intelligenza inferiore alla norma.

collegati con il mondo criminale, l’analitica descrizione di comportamenti e di situazioni

particolari. Lombroso scroprì, durante l’autopsia del brigante Vilella, una fossetta alla base del La possibile influenza di fattori ereditari su comportamento è stata indagata anche attraverso

cranio che pensò fosse una spiegazione decisiva delle cause della delinquenza. studi sui gemelli, tramite il confronto tra gemelli monozigoti e eterozigoti.

Lombroso costruì una Teoria globale del crimine di tipo bioantropologico secondo cui i E’ stato indagato se i gemelli monozigoti (stesso patrimonio genetico) hanno concordanza

delinquenti sarebbero caratterizzati da particolari anomalie somatiche o costituzionali. maggiore nel comportamento deviante rispetto a concordanza dei gemelli eterozigoti.

Influenzato dal pensiero di Darwin, egli affermò che il delinquente <<nato>> presenta

caratteristiche ataviche o degenerative tipiche di uno stadio evolutivo primitivo della razza Lange (1929) psichiatra tedesco A lui si deve il primo studio su criminalità nei gemelli. Ha

umana, che renderebbe difficile l’adattamento alla società moderna. affermato che l’ereditarietà era un’importante causa della criminalità.

Lombroso e i tipi criminali: In seguito altri ricercatori hanno confermato tale tesi.

-Tipo biologico (delinquente <<fin dal grembo materno>>, il delinquente nato) Tali studi sono stati oggetto di radicali critiche a causa di:

> Epilettico. ƒ Ridotta ampiezza del campione.

> Pazzo morale ƒ Errori metodologici nella selezione dei partecipanti alla ricerca.

-Delinquente d’occasione (comprende i mattoidi, ha tratti patologici attenuati) può evolvere in:

> Delinquente d’abitudine. Christiansen (1977) Ottenne risultati interessanti da studio su 3.586 gemelli in Danimarca

> Delinquente per passione (offuscamento momentaneo senso morale) tra il 1881 e il 1910, egli concluse la sua analisi affermando di potere fornire utili informazioni

-Matti delinquenti (autori di reato malati di mente, sono una varietà del delinquente nato). sui rapporti tra eredità e ambiente, ma di non poter fornire prove su cause genetiche della

Lombroso in seguito considerò marginalmente un certo numero di fattori psicologici e sociali. delinquenza.

Aspramente criticate le indagini di Lombroso a causa di: -Assenza dei gruppi di controllo.

-Errata costituzione di tali gruppi. Daalgard e Kringlen (1976) studio su 85 coppie di gemelli norvegesi ottennero risultati

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-Grossolanità delle correlazioni statistiche. analoghi a Christiansen in Danimarca. I fattori ereditari non hanno un’importanza significativa

-Assenza di un esame critico delle fonti dei dati. nell’eziologia della criminalità comune, anche perché i gemelli monozigoti sono cresciuti in un

ambiente familiare e sociale che rinforza loro condizione di somiglianza, (Allen, 1976).

Per distinguere il ruolo dei fattori ambientali da quello dei fattori ereditari sono stati Spesso è stata rapportata l’esecuzione di un omicidio alla presenza di un precedente trauma

condotti studi su gemelli monozigoti cresciuti in ambienti diversi. cranico, spesso a seguito di incidenti stradali (Lewis e coll., 1988).

Altre ricerche condotte con strumenti metodologici più raffinati hanno ridotto l’importanza dei

Gottesman, Carey e Hanson (1983) Differenza tra gemelli monozigoti e eterozigoti risultati ottenuti da questi primi studi.

era significativa solo per la criminalità adulta e minore per la delinquenza giovanile.

Hanno riscontrato : Ricerche attraverso analisi neuroimmagini Notevole interesse ha riscosso lo studio di

ƒ Maggiore rilevanza dei fattori ambientali su comportamenti devianti in età giovanile. Raine, Buchsbaum e La Casse (1997) su 47 omicidi detenuti con 41 soggetti di controllo

ƒ Maggiore rilevanza dei fattori genetici su criminalità in età adulta. mediante P.E.T. (Positron Emission Tomography) encefalica dove si è dimostrato che nel

gruppo dei detenuti il metabolismo del glucosio nella corteccia prefrontale era diminuito,

Lyons (1995) Ricerca su 3.226 coppie gemelli maschi nati tra il 1939 e il 1957 che hanno alterando diversi processi encefalici corticali e subcorticali. Una complessa interpretazione tra

svolto il servizio militare nel periodo della guerra del Vietnam (maggio 1965 – agosto 1967) ha substrato biologico e comportamento violento fa riferimento al circuito centrale che regola le

riscontrato un’elevata concordanza in delinquenza giovanile autorilevata in coppie di gemelli emozioni composto da 4 regioni intercorrelate. L’anomalia di una di queste regioni, o della

monozigoti e eterozigoti, contrapposta ad una maggiore differenza in comportamento criminale interconnessione, determina un fallimento nella regolazione delle emozioni ed un aumento della

tra i gemelli monozigoti e quelli eterozigoti in età adulta. tendenza al comportamento impulsivo e violento (Davidson, Putnam e Larson, 2000).

La possibile influenza dei fattori ereditari sul comportamento deviante è stata verificata anche Altri studi hanno esaminato l’attività del sistema nervoso autonomo. le indagini condotte

attraverso studi su bambini adottati. soprattutto su soggetti psicopatici hanno evidenziato una ridotta capacità degli stessi di

Studi sull’adozione tramite due tecniche differenti: rispondere alla stimolazione e di apprendere l’inibizione di risposte antisociali.

-Confronto tra eventuale criminalità dei figli adottivi i cui genitori naturali sono delinquenti e Le ricerche che hanno messo in relazione l’attività del S.N.A. e periferico sono giunte a

quello dei figli adottivi i cui genitori naturali non lo sono. risultati contraddittori e non sempre comparabili tra loro.

-(cross fostering analysis) Confronto incrociato tra la criminalità dei figli adottati e quella dei

loro genitori naturali ed adottivi (Blackburn 1993). Numerosi autori hanno messo in relazione il disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività

(ADHD) e le disfunzioni cerebrali minime diagnosticate precocemente con il futuro

Hutchings e Mednick (1975) in Danimarca Campione 286 soggetti adottati, ½ delinquenti comportamento deviante in età adolescenziale (Farrington, Loeber e Van Kammen, 1990;

e ½ non delinquenti. Trovarono che la contemporanea presenza di un padre biologico Moffit, 1990, 1994; Moffitt, Lynam e Silva, 1994).

delinquente e un padre adottivo delinquente appariva nel 36,2 % dei figli delinquenti, mentre

percentuali più basse vi erano quando delinquente era il solo padre biologico (21,4 %) o il solo Molti ricercatori hanno condotto indagini sul ruolo dei neurotrasmettitori ed in particolare

padre adottivo (11,5 %) o nessuno dei due (10,5 %). della serotonina, nella dinamica del comportamento violento.

Analoghi risultati sono stati ottenuti nella ricerca di Mednick, Gabrielli e Hutchings (1984). Un più basso livello di serotonina nel cervello è stato riscontrato in pazienti aggressivi, in

Gli autori sostennero la presenza di un fattore genetico della delinquenza, anche se in pazienti alcolisti e violenti oppure in soggetti con disturbi della personalità e tendenze

riferimento a risultati relativi solo a reati contro la proprietà e non a reati violenti. suicidiarie.

Svezia Stockholm Adoption Study Studio longitudinale (913 donne e 862 uomini) nati Per i soggetti prepuberali due ricerche hanno portato a risultati opposti, vale a dire ad una

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tra 1930 e 1950, seguiti fino a età adulta (criminalità e abuso alcolici). associazione positiva tra indici di attività serotoninergica centrale e aggressività (Castellanos e

Bohman (1995) sulla base di tali dati ha affermato che esiste una correlazione diretta tra la coll., 1994; Halperin e coll., 1994), in ragazzi caratterizzati da DDAI. Ciò potrebbe essere

criminalità non violenta del padre naturale e quella del figlio adottato, mentre la criminalità dovuto alla risposta del sistema serotoninergico ad avverse condizioni di allevamento (Pine e

violenta dei figli adottati era correlata a quella violenta dei genitori naturali solo quando genitori coll., 1997).

naturali e figli erano alcolisti. Moffitt e coll., (1937) Ad un alto livello della serotonina nel sangue ne corrisponde uno

Walters (1992) meta-analisi su 38 ricerche su basi ereditarie criminalità Ha trovato basso a livello centrale. In soggetti maschili con comportamento violento si è riscontrato un

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una correlazione statisticamente significativa (ma non elevata) tra i vari indici relativi all’eredità elevato livello serotoninico nel sangue, ma tale legame era influenzato dai fattori ambientali

e quelli concernenti la criminalità. (situazione famigliare caratterizzata da conflitti e scarsa coesione).

Gli studi più recenti e sofisticati offrono minor supporto a tesi della ereditarietà della

delinquenza. Ruolo di elevato livello di testosterone nell’uomo Prime ricerche hanno rilevato

Gli studi sulle adozioni (ritenute più attendibili in misurazione di effetto del patrimonio genetico correlazione positiva tra il livello del testosterone e la criminalità violenta. Attraverso uno studio

sulla criminalità) mostrano la più bassa correlazione e limitano il ruolo dei fattori biologici a sui detenuti (Kreuz e Rose, 1972) hanno evidenziato che gli autori di reati violenti

favore di quelli ambientali. presentavano un tasso di testosterone più elevato rispetto agli autori di reati non violenti.

In seguito altri studi hanno condotto a risultati contrastanti. E’ illuminante lo studio

Gli studi biologici sulla criminalità (in genere incentrati su origine comportamenti violenti longitudinale di Tremblay e coll., (1997) in cui si è dimostrato che il livello di testosterone dei

piuttosto che su delinquenza come fenomeno generale) hanno avuto un rinnovato impulso con soggetti aggressivi era più basso della norma a 13 anni e più alto a 16 anni. Non è chiaro

il crescente successo della psichiatria biologica (Rutter, 1997), sostenuto da nuove possibilità quindi in che modo e a quali condizioni il livello del testosterone possa incidere sul

offerte dalla biologia molecolare e dalle sofisticate tecniche di neuro-immagine. comportamento aggressivo oppure se e in che modo il comportamento aggressivo possa

Alcuni studi hanno riferito la presenza di anomalie all’ EEG in una percentuale elevata in incidere sul livello di testosterone.

soggetti condannati per reati violenti e in psicopatici (Raine, 1993; Mednick e Volanka,

1980; Blackburn, 1993).

Un’altra correlazione tra criminalità e assetto ormonale è stata ipotizzata relativamente Dinamica Omicidio utilitaristico

al cambiamento durante il ciclo mestruale e in particolare in periodo premestruale. 1° fase Consenso mitigato : possono emergere segnali e messaggi anticipatori dell’evento,

Sintomi della <<sindrome premestruale>>: umore depresso, irritabilità, affaticabilità, importanti per prevenzione.

tensione muscolare e cefalea. 2° fase Assenso formulato :comportamenti offensivi di tipo indiretto.

Dalton (1961) intervistando 156 donne arrestate ha rilevato che il 46% di esse aveva 3° fase Periodo di crisi: il soggetto constata la necessità di passare all’atto e inizia lo

commesso il reato contestato nei 4 gg precedenti il ciclo mestruale o durante lo stesso, ha Stato pericoloso, sfocia nel delitto tramite il passaggio all’atto

ipotizzato che la sindrome premestruale possa rendere le donne più proclivi al comportamento

deviante. Tale conclusione è stata successivamente smentita da altri autori che hanno invertito Dinamica Omicidio passionale

l’ordine causale degli eventi. 1° fase Consenso mitigato

2° fase Assenso formulato

Altra indicazione su fattore biologico sotteso a comportamenti violenti deriva da recenti studi 3° fase Periodo di crisi

che dimostrano come l’aggressione fisica si esprima al suo massimo in età molto precoci Stato pericoloso

(intorno ai due anni) e come gli adolescenti aggressivi siano sempre stati dei bambini Passaggio all’atto

aggressivi (Tremblay e coll., 1996) anche se non tutti i bambini aggressivi diventano 4° fase Processo di riduzione della vittima ad astrazione come responsabile della situazione

adolescenti aggressivi. disperata dell’autore.

5° fase Processo suicidio, significa disimpegno, rottura, ritiro, disinteresse delle conseguenze,

In campo genetico nuove prospettive sono state aperte dalla genetica molecolare, ad es.: solo nei casi gravi si arriva al suicidio reale.

il punto di mutazione dell’ottavo exon del gene strutturale MAOA che causa un deficit

dell’attività enzimatica del MAOA e induce un disturbo nella regolazione dell’aggressività Per compiere l’omicidio passionale il soggetto deve diventare indifferente al proprio avvenire,

(Brunner e coll. 1993). alla propria sorte e spesso commette l’atto senza più interessarsi di quanto avverrà, senza

prendere precauzioni. Spesso a scatenare l’autore bastano un insulto in più, una parola di

In conclusione. troppo, un’allusione che ferisce.

Il rinnovato interesse per la ricerca dei rapporti fra i fattori biologici e il comportamento Nel campo della criminogenesi De Greeff sviluppò il concetto di <<personalità

criminale non ha in realtà prodotto un importante contributo allo studio delle cause criminale>>.

dell

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BalboFonseca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della devianza e analisi dei corsi di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Scarscelli Daniele.
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