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Indice

Premessa

  • Donne, sessualità e scambio sessuo-economico
  • La violenza sul mondo femminile e l'accesso diseguale alla conoscenza: forme di condizionamento della sessualità
  • L'intreccio tra razzismo e sessismo
  • Dove sessismo e razzismo si incontrano: le donne migranti
  • Per concludere
  • Bibliografia

Premessa

Questo elaborato intende analizzare alcuni aspetti che entrano nella definizione del mondo femminile e che sono tra loro intimamente connessi. Mi riferisco in special modo alle questioni di genere e razza che sembrano assumere un peso sempre più consistente all'interno della società moderna e che generano meccanismi di esclusione sociale di cui sono vittime le donne in tutto il mondo. Questi aspetti, analizzati soprattutto dalle teorie femministe, si riproducono per mano degli uomini che li utilizzano per mantenere la loro posizione di vantaggio e di controllo sulle donne.

Donne, sessualità e scambio sessuo-economico

L'aspetto da cui ho deciso di iniziare la mia trattazione riguarda in modo particolare le donne e soprattutto la loro sessualità. Il sesso è ormai oggetto esplicito di uno scambio economico che coinvolge uomini e donne. Questo scambio è caratterizzato, nella maggior parte delle situazioni, dalla richiesta maschile da una parte e dalla fornitura femminile dall'altra.

Infatti, anche nelle situazioni di maggiore povertà, l'uomo si può permettere una prestazione sessuale da una donna, mentre la donna non solo non ha accesso a tale tipo di "merce" ma pare non aver diritto neppure ad una sessualità propria avulsa da tale scambio. Questa situazione di squilibrio pare essere determinata da alcuni fattori:

  • Nel mondo la maggior parte delle ricchezze è di proprietà maschile;
  • Le donne fanno la maggior parte delle ore di lavoro;
  • Lo scambio sessuo-economico è un aspetto costante dei rapporti tra i sessi;
  • Le donne hanno una marcata dipendenza economica dal mondo maschile.

Paola Tabet, nel suo libro "La grande beffa", analizza le modalità di scambio sessuo-economico in svariate società, dimostrando che si tratta di uno scambio asimmetrico che comporta una prestazione femminile in cambio di un compenso, che può essere di varia natura (soldi, regali), da parte maschile. La sessualità delle donne diventa quindi un servizio.

Nelle società occidentali è diffusa l'idea che ciò che permette di definire una donna come "prostituta" sia lo scambio di sessualità con un compenso, questione che non riguarderebbe le donne così dette "per bene". In realtà questa definizione di prostituzione non è affatto universale come si pensa, e lo dimostra chiaramente la Tabet analizzando i rapporti tra sessi in svariate società e dimostrando che in molte di queste risulta essere normale che l'uomo per avere accesso alla sessualità della donna debba dare un compenso o un dono.

Infatti, la struttura generale di divisione del lavoro e la disuguaglianza nell'accesso alle risorse creano una situazione di dipendenza delle donne dal loro lavoro sessuale e riproduttivo ed è per tale motivo che il sesso viene definito come il capitale o la terra di una donna, sia nelle relazioni matrimoniali che in quelle extra-matrimoniali. Si può dunque affermare che la transazione economica riguarda i rapporti tra i sessi a livello globale.

Nella nostra società un rapporto economico che concerne la sessualità è ammesso esclusivamente per la prostituzione ed è anzi questo aspetto che identifica tale tipo di rapporto rispetto ad altri e lo stigmatizza. Tuttavia, secondo la Tabet, anche i doni dei fidanzati occidentali (come ad esempio fiori, gioielli o altro) e le relazioni che ne scaturiscono indicano la volontà/richiesta da parte dell'uomo di avere accesso alla sessualità della donna in cambio, a volte, di una stabilità sociale (diventare moglie e in futuro madre), altre volte, di uno status sociale elevato "trovare un buon partito" o "fare un buon matrimonio". In molte altre società è palese che tutte le relazioni sessuali tendono ad essere caratterizzate da una transazione di tipo economico (che può differire sia nella quantità e qualità dei beni trasferiti sia per il tipo e la quantità dei diritti trasferiti).

In alcune zone del mondo il lavoro sessuale delle donne può addirittura diventare il fondamento del sistema economico (come avviene ad esempio nelle zone del turismo sessuale) ma le donne non traggono quasi mai un beneficio finanziario da questo dato che il sistema è controllato e diretto da uomini.

Quello che sembra essere centrale nel discorso della sessualità femminile è la differenza tra avere una sessualità propria (tipica dei maschi) o dare un servizio ad altri, tra la possibilità di esprimere il proprio desiderio sessuale o la necessità di non avere uno se si vuole appartenere alla schiera delle donne "per bene". Questa diversità nel modo di intendere la sessualità non è biologicamente data ma dipende da una struttura sociale ed è quindi un prodotto della società stessa.

La sessualità delle donne viene incanalata verso l'obbligo riproduttivo da una parte e verso il servizio sessuale dall'altra, e proprio in questo meccanismo, si colloca lo scambio economico che diventa il risultato e al tempo stesso, uno degli strumenti usati per la spogliazione e la censura della sessualità femminile.

Se si esamina la questione del servizio sessuale, possiamo notare che mentre in occidente la prostituta è colei che si vende in cambio di compenso (anche se potenzialmente ogni donna potrebbe diventare una "prostituta" a seconda di alcuni comportamenti), in altre parti del mondo la definizione di prostituzione riguarda invece l'uso legittimo o illegittimo del corpo della donna; uso definito dalle regole di proprietà sulla persona delle donne presenti in ciascuna società e cultura. I due sessi non godono degli stessi diritti, spesso infatti, la legittimità per gli uomini è usare le donne mentre l'illegittimità per le donne è l'opposizione e la resistenza ai diritti degli uomini su di loro.

I criteri utilizzati per la definizione di una donna come prostituta servono quindi alla stigmatizzazione di alcune donne e dei loro comportamenti e possono essere definiti come mezzi di dominazione usati dagli uomini sulle donne. L'aspetto del dono o della remunerazione in cambio del servizio sessuale indicherebbe una differenza costante tra la domanda di sessualità da parte maschile e l'offerta della stessa da parte femminile ovvero che le donne non fornirebbero sessualità in cambio semplicemente di altra sessualità.

Ma perché ciò avviene? Le ipotesi possibili formulate nel corso del tempo dagli studiosi che si sono interessati al problema sono essenzialmente di due tipi:

  • La prima concerne un'idea molto diffusa nella società secondo la quale le donne hanno per natura (quindi sarebbe una questione biologica) bisogni e impulsi sessuali più deboli rispetto agli uomini. Ma, come è stato dimostrato dalle ricerche di sessuologia e di antropologia, tale ipotesi è del tutto infondata. È tuttavia interessante notare come tale idea si scontri con un'altra ipotesi totalmente opposta, ma largamente presente nell'immaginario comune, che riguarda invece l'insaziabilità e pericolosità del desiderio femminile che renderebbe necessario un controllo serrato e costante da parte degli uomini.
  • La seconda ipotesi è invece quella della non equivalenza degli atti sessuali maschili e femminili che è socialmente indotta. Per gli uomini è normale e anzi viene considerato virile esprimere la propria sessualità e in alcuni contesti esigere, anche con la forza, la sua soddisfazione mentre le donne devono dimostrare uno scarso interesse sessuale e affidarsi alla seduzione e non a forme esplicite di desiderio pena lo stigma di "prostituta".

Dunque attraverso il dono/remunerazione la sessualità femminile è dichiarata diversa da quella maschile. Scambiandosi con altro diverso da sé, la sessualità femminile diventa o può diventare un servizio e in taluni casi addirittura un lavoro.

In molte società contemporanee o storiche, il potere economico degli uomini e la profonda disuguaglianza di accesso alle risorse, sono elementi alla base del rapporto tra uomini e donne. In virtù di questa situazione vi è un solo soggetto che può chiedere sesso e una sessualità che ha maggiori diritti ovvero quella maschile, si tratta quindi di aspetti sociali che denotano la subordinazione della sessualità femminile. Nell'ambito di un generale dominio maschile i rapporti tra i sessi sono diseguali e investono in tal modo anche la sfera della sessualità.

In alcuni contesti (Africa, Asia, zone del Sud del mondo) si ha a che fare con un sistema che contiene in sé gli elementi che permettono una sua costante riproduzione. Per i soldi, per la terra o altri strumenti di produzione, le donne dipendono dagli uomini sia individualmente che come gruppo sociale. Le donne, oltre al matrimonio, hanno altre forme di accesso alle risorse che passano però quasi in modo esclusivo per il sesso.

Anche nelle società occidentali, però, si può notare come la sessualità investa la questione della produzione e della divisione del lavoro. Infatti, con il passaggio al post fordismo, il lavoro diventa un "lavoro femminilizzato" di cui si tende a dare una connotazione positiva tacendo gli aspetti negativi della precarietà e dell'incertezza economica. Ed è anche in tale contesto che il sesso può diventare un lavoro, ma un lavoro tipicamente femminile.

Siamo di fronte ad una situazione che riguarda tutte le donne, anche nelle società avanzate, e che denota l'impossibilità della scelta in virtù di una realtà fatta di disuguaglianze nell'accesso al mercato del lavoro, di disparità di diritti e di salari, di politiche che rafforzano e legittimano la divisione sessuale del lavoro.

La violenza sul mondo femminile e l'accesso diseguale alla conoscenza: forme di condizionamento della sessualità

Ci sono due aspetti centrali da considerare nell'analisi delle forme di condizionamento della sessualità femminile:

  • La violenza
  • L'accesso diseguale alla conoscenza
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia delle differenze e delle disuguaglianze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Chiaretti Giuliana.
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