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SOCIOLOGIA DELLA SALUTE E DELLA FAMIGLIA

QUANDO NASCE LA SOCIOLOGIA? Lo studio sistematico del comportamento

umano e della società (ed i suoi componenti), prende avvio solo alla fine del

XVIII secolo (1700), ed è favorito da tre rivoluzioni:

1. Rivoluzione scientifica: si ricorre alla scienza per comprendere il mondo

(in precedenza la comprensione degli eventi si basava su

conoscenze/credenze teologiche, cioè si riteneva che il mondo fosse così

concepito sulla base delle volontà degli Dei, per castighi e peccati che si

ripercuotevano sulla vita della persona stessa e della società

d’appartenenza);

2. Rivoluzione industriale: grandi trasformazioni socioeconomiche

accompagnano lo sviluppo di innovazioni tecnologiche (esempio:

l’innovazione del telaio meccanico o l’applicazione meccanica in

agricoltura), con spostamento della società dalle campagne alle città;

3. Rivoluzione francese: (1789) segna il trionfo dei valori di libertà ed

uguaglianza. Un nuovo modo di concepire l’uomo e la società (si

chiedono perché l’uomo adotta determinati comportamenti ed in che

modo essi incidono nell’intera società e viceversa in che modo a sua

volta l’ambito sociale influenza l’uomo ed il suo modo di essere).

Il primo sociologo è AUGUSTE COMPTE (fine 1800), che elabora la LEGGE DEI

TRE STADI, essa afferma che gli sforzi umani per comprendere il mondo sono

passati tramite gli stadi:

Teologico: la società è espressione della volontà di Dio;

 Metafisico: la società è spiegata da principi astratti;

 Positivo: la società è indagata con il metodo scientifico (fine 1800);

A COSA SERVE LA SOCIOLOGIA? Essa ha numerose implicazioni pratiche per la

nostra vita:

Consapevolezza delle differenze culturali (differenza tra cultura

 occidentale ed orientale)

Valutazione degli effetti delle politiche (do’ soldi-reddito di cittadinanza o

 servizi come asilo, case...)

Auto comprensione

COSA STUDIA? È la scienza che studia le diverse forme di vita umana associata,

quindi alla società, sotto diversi punti di vista:

Strutture sociali: cioè le relazioni che legano tra di loro sistemi sociali e

 istituzioni;

Istituzioni che regolano i rapporti sociali (famiglia, mercato, movimenti,

 partiti, religioni...);

I sotto-sistemi sociali: cultura, politica, economia, ambiente...

La sociologia è una scienza che si esplica/sviluppa, sotto 3 aspetti:

1. SPECULAZIONE TEORICA: ipotesi, teorie che guidano lo scienziato sociale,

per la messa in pratica. Capacità di fornire modelli utili all’interpretazione

dei fenomeni sociali. Indica alla ricerca empirica, le linee guida

concettuali e le ipotesi da verificare (ad esempio un’ipotesi da verificare:

c’è un rapporto tra salute e reddito);

2. RICERCA EMPIRICA: procedure metodologiche atte a verificare, modificare

o falsificare le ipotesi teoriche (faccio una ricerca per verificare se quel

rapporto è vero);

3. SPENDIBILITA’: traduzione dei risultati della ricerca in cambiamenti sociali

(se quel rapporto è verificato, metterò in atto delle politiche per

incrementare la salute dei meno abbienti, tramite per esempio, delle

prestazioni gratuite).

LE FINALITA’, della ricerca sociale possono essere:

Di descrizione del reale (voglio sapere le condizioni dei contadini al Sud);

 Di spiegazione (individuazione di principi generali o nessi causali);

 Di previsione (stima delle probabilità di scenari futuri);

 Ma la finalità della ricerca sociale va anche oltre: l’obiettivo è anche

 quello di proporre modelli alternativi e soluzioni migliorative della realtà,

che la sociologia si sforza di affermare. Perciò, vista la realtà

(descrizione), capite le ragioni di tale contesto (spiegazione), previsto

quale sarà la situazione futura se non intervengo, PROPONGO

ALTERNATIVE E SOLUZIONI per migliorare la situazione (sempre che

voglia cambiarla).

Speculazione teorica→ il PARADIGMA (dal greco mostrare, confrontare,

presentare), è un quadro concettuale, dotato di coerenza logica interna,

mediante il quale, ogni comunità scientifica cerca di impostare gli specifici

problemi da risolvere. La sociologia è una scienza multi paradigmatica in

quanto coesistono più prospettive teoriche, nessuna esclusa o superiore alle

altre. Le prospettive teoriche si differenziano principalmente in relazione a due

fattori:

1. Comportamento umano, che può essere ritenuto:

Imprevedibile e creativo (non è pre-determinato da qualcosa);

 Prevedibile, perché determinato da leggi universali;

2. Livello di analisi della realtà sociale, che dà luogo a:

Teorie micro sociologiche che si occupano delle relazioni

 interpersonali e delle dinamiche del piccolo gruppo;

Teorie macroscopiche che analizzano intere società, istituzioni e

 strutture;

Per cui, sulla base di quanto abbiamo detto, in sociologia ci sono 5 principali

prospettive teoriche:

1. FUNZIONALISMO→ il fondatore fu Emile Durkheim (altri esponenti furono

Società tradizionali

Parsons e Merton). Le erano, unite da solidarietà

meccanica o per somiglianza (come le società contadine), i membri di una

società si dedicano in prevalenza di occupazioni simili tra loro. Prevalgono le

esperienze comuni, le credenze condivise, i sentimenti simili e le persone

con gli stessi valori. La conoscenza collettiva coincide con quella individuale.

società moderne

Le sono nate dalla divisione del lavoro e sono unite dalla

solidarietà organica, i membri di esse si dedicano in prevalenza ad

occupazioni diverse tra di loro. Gli uomini sono come apparati diversi che

devono cooperare per consentire la sopravvivenza della società-organismo

(organismo unicellulare vs corpo umano). La conoscenza collettiva è più

debole e deve essere rafforzata da norme sociali affinché la società si

imponga agli individui.

PERICOLO→ ANOMIA (assenza) e carenza di regole/ valori: l’uomo non sa

più come deve e non deve agire, è per questo un pericolo sociale. Per

evitare tale pericolo le norme sono fondamentali e si impongono in due

modi: il primo, è attraverso il potere coercitivo, che definisce i confini di

ciò che si può e non si può fare, mentre il secondo, è il potere di

obbligazione, che serve a fare rispettare le regole/norme è dunque un

obbligo morale. Per raggiungere tale obiettivo è necessario far sentire il

singolo parte integrante di un tutto.

Per cui, secondo il funzionalismo, la società funziona come un organismo

vivente: le sue componenti lavorano l’una accanto all’altra, come le varie

parti del corpo, a beneficio della società nel suo complesso. Essa è

dunque un sistema complesso le cui parti cooperano per produrre

stabilità ed ogni parte assolve ad una determinata funzione.

Secondo Parsons, le persone agiscono sulla base di un ordine normativo

condiviso, radicato in una cultura comune e sostenuto da un sistema

condiviso di sanzioni positive o negative e riconosciuto dalla maggior

parte dei partecipanti.

2. TEORIE DEL CONFLITTO→i meccanismi di controllo sociale non servono ad

alimentare l’integrazione sociale, ma a mantenere strutture di potere ed a

privilegiare certi gruppi sociali a vantaggio di altri. È un sistema economico

a determinare e guidare principalmente la società e la sua storia. L’uomo è

sopraffatto dall’iniqua distribuzione delle risorse e dalle disuguaglianze

sociali che sono necessarie per il funzionamento del sistema capitalistico. La

società è formata da gruppi distinti, ciascuno dedito al proprio interesse e

ciò comporta la costante presenza di un conflitto. Quelli che prevalgono nel

conflitto diventano gruppi sociali dominanti mentre coloro che soccombono

sono i subordinati. Al contrario del funzionalismo, in cui i valori svolgono una

funzione essenziale di integrazione, nelle teorie del conflitto, essi sono armi

in possesso dei gruppi sociali dominanti. I valori servono solo a mantenere le

strutture di potere ed a privilegiare certi gruppi a scapito di altri. Il principale

esponente di tale teoria fu KARL MARX (1818-1883), per cui è un sistema

economico a determinare i successi e le cadute di una società. L’uomo è

sopraffatto dell’iniqua distribuzione delle risorse e dalle conseguenti

disuguaglianze sociali. Karl studia i cambiamenti della società moderna

legati allo sviluppo del capitalismo, ovvero un modo di produzione

radicalmente diverso dai suoi precedenti storici e costituito da due elementi,

il primo era il capitale (mezzi di produzione usati per produrre merci) e il

secondo il lavoro salariato (l’insieme dei lavoratori, che privi dei mezzi di

produzione, vendono la propria forza lavoro in cambio di un salario a chi

detiene il capitale). Il capitalismo è un sistema classista e nella società

capitalistica sono presenti 2 classi: la borghesia (la dominante, ovvero i

capitalisti proprietari dei mezzi di produzione) e il proletariato (subordinata,

la classe operaia priva di mezzi di produzione). Il rapporto tra classi è

conflittuale, fondato sullo sfruttamento. Il processo storico poggia sulla

concezione materialistica della storia: le cause del mutamento sociale non

sono da ricercare nelle idee o nei valori, ma nei fattori economici. Le società

cambiano a causa delle contraddizioni insite nei rispettivi modi di

produzione (società contadine, società industriali o post-industriali). Il

sistema capitalistico è destinato a essere rovesciato da una rivoluzione dei

lavoratori, che instaurerà una società senza classi.

UTOPIA: (compresa nel linguaggio comune come qualcosa di

irrealizzabile), dal saggio di Ritanna Armeni, l’utopia è un’astrazione che

ha sempre attirato i grandi pensatori da Platone a Tommaso Moro.

Nell’ambito sociologico l’utopia di attraente è quella della “Società

ideale”; spesso il risultato si è rivelato peggiore della realtà e l’utopia è

diventata DISTOPIA, un mondo più brutto di quello che si prefiggeva di

cambiare (ad esempio i regimi comunisti e fascisti). Eppure, per cambiare

e migliorare le società essa è necessaria per due motivi: il primo, la

definizione intellettuale ed astratta di una società migliore aiuta il senso

critico, ovvero fa capire meglio ciò che non funziona nella realtà e

fornisce una direzione al cambiamento (una bussola). Un’utopia di

uguaglianza può indicare quali sono le misure più efficaci per combattere

le enormi disuguaglianze che si sono prodotte negli ultimi anni a causa

della globalizzazione. Il secondo, è che l’utopia da un segnale di

speranza, finché si può pensare che un mondo migliore sia possibile, tale

ideale, per quanto astratto e lontano, genera fiducia, aspettativa,

desiderio e idee. È più facile che i cambiamenti nascano da un’utopia che

da contrapposizioni di misure ritenute concrete (ne è la prova la politica

italiana, dove negli ultimi anni non ci sono state utopie, ma si sono

contrapposte politiche che non hanno prodotto nessun cambiamento

reale ma disaffezione e crollo della speranza in una società migliore). Il

capitalismo (dal saggio di Luigino Bruni), nel corso del XX e parte del XXI

secolo l’Occidente si è interrogato sulla natura morale od immorale di

esso. Oggi non c’è più nulla da discutere poiché il capitalismo è fallito.

Per quanto riguarda la salvaguardia e la custodia della terra, dei beni

comuni e relazionali, esso non funziona; la sua razionalità basata sulla

ricerca del benessere individuale non sa curare il pianeta, i beni che

usiamo ed insieme i rapporti umani (se non cambiamo presto saremo

solo in grado di distruggerli).

3. INTERAZIONISMO SIMBOLICO→ si concentra sull’analisi delle interazioni

dirette nei contesti della vita quotidiana e ne sottolinea il ruolo nella

creazione della società e delle sue istituzioni. La società non si comprende

attraverso lo studio dei grandi sistemi (es. le classi sociali) ma tramite

l’analisi delle relazioni tra gli individui. Nelle interazioni, il sé incontra un

altro sé generalizzato, facendo esperienza del mondo. In questo modo dà

significato alle azioni e diviene sociale.

4. FENOMENOLOGIA→ la conoscenza della realtà sociale è mediata socialmente

(non è asettica ma influenzata dalle esperienze, l’interpretazione di un fatto

cambia nei diversi individui). Ogni interpretazione del mondo è basata sulle

nostre esperienze, su quelle dei genitori ed insegnanti e pone l’attenzione

sul carattere peculiare e creativo della condotta umana, che perciò

difficilmente forma margini di prevedibilità.

5. TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE→ il comportamento umano è

deterministico e può essere spiegato. La teoria si fonda su due presupposti:

il primo è che gli uomini sono fondamentalmente razionali, il secondo dice

che essi agiscono ricorrendo ai mezzi più efficaci per ottenere i loro scopi.

Per cui possono prevedere come agiranno.

Parole chiave:

1. Funzionalismo: norme, organismo, anomia, divisione del lavoro e

socializzazione.

2. Teorie del conflitto: sistema economico, controllo sociale, potere, classe,

materialismo storico.

3. Integrazionismo simbolico: simboli, interazione e sé (self).

4. Fenomenologia: mondo della vita, rapporti interpersonali ed empatici.

5. Teorie della scelta razionale: scelte, scopi, interesse e giudizio.

Metodi e finalità operative della sociologia, le questioni su cui la metodologia

sociologica si interroga, per capire la società sono 3:

1. Cos’è la realtà?

2. Come possiamo conoscere la realtà?

3. Attraverso quali metodi possiamo conoscere la realtà sociale?

La risposta a tali domande ha fornito due posizioni:

A. Il REALISMO: (corrente ottocentesca del positivismo) con COMPTE-DUKEIM.

La realtà sociale è un’entità oggettiva e perciò i fatti sociali sono considerati

come le cose. Per conoscere la realtà sociale si debbono applicare i metodi

delle scienze sperimentali, con tali metodi il ricercatore formula leggi e

relazioni tra le cose con certezza inconfutabile. Si elaborano leggi naturali

ed inconfutabili. La condotta umana viene spiegata al pari delle scienze

naturali e della meccanica classica (es. piove per cui se non mi copro mi

bagnerò). I metodi e le tecniche d’indagine sono mutati dalle scienze

naturali e quindi procedono secondo il principio dell’induzione: dalle

osservazioni empiriche su fenomeni particolari si perviene a formulazioni

generali (osservo che chi è meno istruito ha un reddito minore, deduco

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noeronchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sicurezza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Gennarelli Massimo.
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