Sociologia della cultura - (esame di “Sociologia dei Processi culturali”)
[ secondo me: Soc. della cultura→ studio delle pratiche umane.]
Cap.1- Un concetto operativo di cultura:
•
Un termine, tre processi.
1.1
Negli ultimi decenni, il termine è stato decostruito, così come altri concetti chiave delle scienze
sociali, che non sono più utilizzabili nella loro forma originaria, ma dato che non sono neanche
stati sostituiti con altri termini, continuano ad essere utilizzati.
Bauman afferma che il termine cultura
è unico, ma esso richiama a tre concetti distinti: .cultura gerarchica→ la
cultura si oppone all’ignoranza e mira al raggiungimento dell’ideale
dell’essere umano. Tale concetto ammette solo la cultura proveniente dalla
classe sociale legittimata, perciò esiste sempre solamente “la cultura”, i cui
contenuti cambiano attraverso lotte simboliche e materiali.
.cultura differenziale→esistono delle diversità fra persone collocate in contesti temporali,
geografici o sociali differenti. Inoltre anche all’interno di uno
stesso quadro di condizioni biologiche e sociali, possono
corrispondere diverse forme socioculturali (concetto Antropologico che
evidenzia l’incompletezza dell’essere umano e della presenza di più
culture).
.cultura generica→ l’uomo è in grado di produrre simbolismi e utilizzare simboli il cui
significato ha senso solo in un sistema di codifica e de-codifica. I simboli
creano delle categorie relazionali.
Strutturare, dal punto di vista culturale, significa dare ordine all’ambiente, trasformando
l’indistinto in elementi con aspettative di prevedibilità. La strutturazione dell’ambiente avviene:
a) attraverso la differenziazione dei significati degli stessi elementi in uno stesso ambiente (es.
diverse tribù) – b) attraverso l’introduzione di confine di vario tipo nell’ambiente – c) attraverso
la manipolazione della distribuzione delle probabilità. I processi di strutturazione sono quello
dell’ambiente umano e quello del comportamento umano, ed in questo senso gli strumenti
dell’uomo sono il fare, il linguaggio, la cultura materiale, ecc… Si può intendere il processo
culturale come parte di una relazione di adattamento dell’uomo all’ambiente attraverso
meccanismi di autoregolazione.
Percezione, rappresentazione, pratiche: le dimensioni dell’ordine culturale in azione.
1.2
Come funzionano le categorie relazionali? Come si manifestano i meccanismi gerarchizzanti?
Come una cultura viene prodotta e riprodotta nei suoi membri?
Per “rappresentazione sociale” si intende un’elaborazione cognitiva condivisa
che i soggetti sociali di un gruppo effettuano tramite l’influenza di comportamenti e pensieri
collettivi. Le rappresentazioni rendono convenzionali gli elementi della nostra quotidianità e
sono prescrittive. Le rappresentazioni sociali sono connesse al fattore
antropologico (bisogno umano di ordine) – al fattore cognitivo (conferiscono familiarità al
mondo) – al fattore pratico (generano pratiche,routine) – al fattore emotivo (ci fanno
affezionare ai nostri paesaggi mentali). [racconto film
“Crash”: poliziotto bianco idealista/ragazzo nero di quartiere malfamato – significato scena in
macchina (processi e tipizzazione dei comportamenti sociali].
La cultura funziona attraverso l’interazione di tre livelli: le informazioni a disposizione degli
agenti – le strutture mentali – i simboli e gli elementi situazionali.
L’incorporazione della cultura.
1.3
Il termine “socializzazione” indica l’acquisizione del sistema di codici e pratiche che
attraverso la cultura permette agli agenti di orientarsi nel mondo. Per la socializzazione sono
fondamentali “l’esperienza” nei processi d’apprendimento, il ruolo della “corporeità”, e gli
“habitus” ovvero disposizioni di percezione strutturate e strutturanti impregnate nei corpi
attraverso le esperienze passate. La sintonia che si avverte con un mondo familiare è data dal
fatto che l’agente ha incorporato gli schemi cognitivi, motori e sociali del mondo in cui
agisce. Esistono due tipi di cognizione: la “cognizione
automatica” che dipende dagli “schemata” disponibili a livello culturale, e la “cognizione
deliberativa” che richiede un alto livello di attenzione e si manifesta quando si entra in un
contesto nuovo. Gli habitus e le
pratiche consentono quindi sia di produrre anticipatamente azioni adatte alle situazioni, sia di
revisionare le disposizioni inadeguate.
1.4 Distribuzione della cultura e violenza simbolica: la costruzione dei
significati.
Ogni cultura presenta al suo interno un certo livello di coesione ed una molteplicità di codici
semiotici, e determina quelle operazioni di ordinamento culturale connotate da una dimensione
impositiva. Ogni cultura cerca di imporsi sulle altre, o quantomeno di perdurare nel
tempo, ma così facendo, affermando i suoi principi, si preclude la possibilità di affermarne
degli altri, opera perciò un ritaglio attraverso l’uso dei confini culturali e materiali.
Spesso ad alcune differenze naturali (es. pelle)
vengono attribuite dalla prassi sociale delle connotazioni distintive. Il principale elemento della
naturalizzazione della costruzione sociale è il “senso comune”, cioè un insieme di
interpretazioni condivise che consentono una visione globale comune del mondo. Il processo
di costruzione sociale si considera l’unico legittimamente possibile (senso comune nazionale).
Gli schemi di percezione e i sistemi simbolici che gli agenti applicano nella loro quotidianità
sono collegati alla struttura sociale di appartenenza, e sono da considerare strumenti di
do