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La comunicazione umana

La comunicazione, osservata come fatto interattivo nel tempo, ha avuto molteplici spiegazioni strettamente connesse all’ideologia cui erano ricondotte. Pertanto, secondo la teoria conflittualistica, i cui maggiori esponenti furono Locke, Rousseau e Hobbes, l’uomo agisce in base al proprio impulso che è prettamente egoistico e opera una sorta di prevaricazione e violenza sui propri simili al fine di soddisfare quelle che sono le proprie esigenze personali. Solo attraverso la presenza di un personaggio che sta al di sopra, è possibile operare il cosiddetto “contratto sociale” (Locke), per mezzo del quale ciascun attore sociale, rinunciando a una parte della propria libertà individuale, garantisce la pacifica convivenza sociale.

Questa teoria, fondata quindi sull’individualismo, differisce da quella che trova i suoi fondamenti sulle teorie psicoanalitiche di Freud, secondo cui l’agire umano è la risultante delle tre dimensioni di cui si compone l’anima degli individui (es. superego, ego).

Processo comunicativo

Ogni evento comunicativo è un processo complesso e articolato che si manifesta a più livelli e anche nello schema più elementare tra due attori sociali (mittente, ricevente, codice), derivato dalla cibernetica, presuppone non solo una strategia che stabilisca degli obiettivi, ma anche una buona conoscenza dei codici. Il processo comunicativo inoltre è determinato dalle motivazioni soggettive, dalle norme, regole e procedure stabilite per ogni particolare situazione e collettivamente accettate come legittime.

Tale concetto rimanda a un altro elemento rappresentato dal contesto situazionale, inteso come l’insieme degli elementi fisici, relazionali e culturali (frame), entro i quali si sviluppa l’azione comunicativa. Secondo tale prospettiva, l’attore sociale deve essere guardato non solo nella sua soggettività, cioè nella sua specifica identità quale prodotto di esperienze individuali, ma anche come prodotto sociale, cioè come frutto del processo di socializzazione sia primaria sia secondaria, attraverso cui si acquisiscono modelli comportamentali adeguati alle diverse situazioni.

Appare chiaro pertanto che il processo comunicativo non è un semplice passaggio d’informazioni tra un emittente e un ricevente, ma è un’azione complessa entro la quale si realizza la comunicazione, nel momento in cui la trasmissione e il ricevente dell’informazione assumono un significato per i due attori sociali.

Modalità di comunicazione

Gli esseri umani sono l’unica specie che riesce a comunicare con i propri simili sia attraverso i segnali analogici (ovvero quelli che rimandano a una rappresentazione o immagine del significato), sia attraverso segnali numerici (trasmessi dal linguaggio e che rimandano a un sistema simbolico codificato e formalizzato). La semplice persona fisica di un soggetto all’interno di un determinato contesto di fatto rappresenta un comportamento e conseguentemente un effetto comunicativo. È il contesto socio-culturale che fornisce gli strumenti simbolici e linguistici attraverso cui concettualizzare e comprendere la realtà.

Sia Lotuman sia Morin definiscono l’orizzonte della significazione quale ambiente elettivo nel quale agiscono le nostre menti, esprimendo l’uno il concetto di “semisfera” quale spazio semiotico al di fuori del quale non è possibile la significazione e l’altro quello di “oosfera” quale universo di simboli, segni, idee all’interno del quale abitano le nostre menti.

Modelli di comunicazione

Ogni singolo evento comunicativo diventa, secondo tale prospettiva, di fatto un processo di natura sistemica, processo altamente dinamico, in cui, per dirla con le teorie costruttiviste, i soggetti adeguano e modulano i comportamenti e quindi le azioni comunicative in relazione alle circostanze situazionali, in una costante interdipendenza, in cui le susseguenti azioni di feedback producono la costruzione, contrattazione e definizione del proprio Sé e di quello altrui.

Attraverso il susseguirsi di tali azioni, si compone la soggettività degli individui, coinvolgendo l’interesse della persona dal più profondo livello intrapsichico fino a quei livelli maggiormente comuni con le situazioni sociali e pubbliche.

Contributi espressivi

Il contributo espressivo nell’analisi di tali dinamiche è stato dato da Goffman, il quale attraverso il cosiddetto “modello drammaturgico” spiega come l’obiettivo primario degli individui sia quello di gestire e mantenere la facciata su esigenze di tipo psicologico, relazionale e sociale. Per fare ciò ciascuno deve essere in grado di recitare i diversi copioni e gestirne gli stili, affinché i diversi canali da quello numerico a quello analogico, si possano perseguire gli obiettivi che ci si propongono.

Secondo questa visione dinamica, la comunicazione umana ci rimanda ai modelli culturali del gruppo di riferimento e ai tratti psicologici e valori.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

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