Sociologia della comunicazione
Giovedì 21 Febbraio 2019
Professore
C. Cepernich
Esame
Scritto (test a crocette)
Corso
36 ore
[1.30h di lezione, pausa 15 minuti, 1 ora di lezione, si finisce 15 minuti prima]
Cosa è la comunicazione
Comunicazione (a livello scientifico universale): Ci sono 4 modelli di comunicazione in particolare:
- Modello della trasmissione
- Modello rituale o espressivo
- Modello della pubblicità (o attenzione)
- Modello della ricezione (attraverso la codifica e decodifica dei testi)
Il cancro della comunicazione: senso comune vs scienza
"Cancro della comunicazione" Qua interviene però quello che è il: Nel definire la comunicazione vi è infatti un grande problema, ovvero quello del "senso comune": tutti ogni giorno hanno a che fare con la comunicazione e per questo motivo tutti ogni giorno si permettono di parlarne come fossero dei grandi esperti, anche se così non è.
Esiste infatti una netta distinzione tra le conoscenze di senso comune e quelle scientifico–professionali. Per seguire questo corso di studi è dunque necessario uscire dal senso comune ed entrare nella mentalità della scienza della comunicazione, seguendo dunque il concetto scientifico della comunicazione stessa.
La trasmissione
È un caso particolare di relazione transitiva tra due punti terminali attraverso un canale (ovvero un mezzo) ed un codice (ovvero un insieme di segni universalmente condivisi). L'unico problema che si può riscontrare in questo modello è quello del rumore. [FONTE-INFORMAZIONE-RICEVENTE ATTRAVERSO UN CANALE, UN CODICE ED UN POSSIBILE RUMORE]
È l'origine stessa del senso comune e della sbagliata interpretazione di ciò che la comunicazione è realmente. Il rumore: rappresenta un fastidio di ricezione e trasmissione, che può effettivamente annullare quella che è la comunicazione.
Il modello della trasmissione non esiste: c'è l'interazione
La comunicazione umana non è infatti fondabile sul principio del modello "Fonte - ricevente": questo è infatti il modello che viene creato dal senso comune, commettendo un grave errore. Basti pensare che se io professore spiego agli studenti una lezione, non tutti capiscono la stessa cosa, ma ognuno avrà una propria interpretazione.
Questo perché l'utente non resta passivo al mittente. [ESEMPIO: Se infatti la "trasmissione priva di interazione" esistesse tutti gli studenti che seguono le lezioni prenderebbero 30, perché basterebbe ascoltare il professore per capire cosa vuole che si scriva nel test]
In questo modo non vi è un effimero passaggio di contenuto, ma un'interazione tra mittente e destinatario. Se così non fosse staremmo parlando di pura comunicazione e "senso comune", dove l'utente destinatario resterebbe passivo e divenendo un "attore sociale".
La comunicazione umana a livello scientifico si realizza infatti attraverso un'interazione dialogica, dove io mittente ci metto del mio, ma tu destinatario ci metti del tuo ed in questo modo si verifica il processo comunicativo attivo, dove posso avere differenti interpretazioni del contenuto trattato. [CONTENUTO MITTENTE + INTERPRETAZIONE DESTINATARIO = INTERAZIONE, PROCESSO COMUNICATIVO]
È proprio questo che ci permette di distinguerci dagli animali:
- Gli animali utilizzano infatti il modello della trasmissione (Es: "cuccia!" si trasmette un ordine da eseguire passivamente)
- L'uomo invece utilizza il modello di scambio e di interazione (Es: due persone discutono di uno stesso argomento con opinioni differenti)
Per questo la comunicazione umana diventa un fattore "complesso" e non sempre semplice e meccanico: è infatti molto difficile comunicare, tutto può essere mal interpretato e frainteso. Ciò avviene spesso perché la comunicazione umana è creata da "codici simbolici".
[ESEMPIO: io scrivo un messaggio Whatsapp malamente e litigo con le mie amiche che lo interpretano in maniera errata]
Il vero protagonista della comunicazione è il mittente
In questo modo la fonte o il mittente diviene protagonista della comunicazione: è lui che deve porsi il problema di come esprimersi, immedesimandosi nei panni del destinatario, che dovrà riuscire a comprendere il contenuto in un determinato contesto e momento. In questa maniera tutto diventa interazione nella comunicazione stessa: persone coinvolte, fattori politici-sociali, ambienti, periodi, ...
Il vero ruolo dei media nella comunicazione
In questa nuova concezione di comunicazione la radio, la televisione, i social media e quant'altro perdono il loro valore divenendo in realtà solo dei semplici canali, ovvero semplici media, semplici strumenti utilizzati per trasmettere un contenuto. Il loro potere dato dal "senso comune" viene dunque del tutto svalutato, ed il loro ruolo viene invece collegato al "come essi vengono utilizzati" (più o meno efficace) da mittenti e destinatari.
Cosa è l'informazione
È il contenuto della comunicazione, ciò che viene discusso durante l'interazione tra mittente e destinatario! Per Bergson: essa è la percezione della differenza. Infatti se io esco da un'aula dopo una lezione ho delle nuove conoscenze ed il mio stato di conoscenza è dunque variato ed aumentato.
L'informazione dovrebbe essere utilizzata per eliminare l'incertezza e l'insicurezza, ma ciò non avviene, poiché vi è il fenomeno dell'entropia.
Entropia
L'Entropia è la saturazione di informazione, la presenza di troppe informazioni in un medesimo contesto, le quali perdono la loro valenza. Tale fenomeno azzera l'efficacia del processo di comunicazione. La troppa informazione diventa quindi inutile in realtà è non rassicura più.
[ESEMPIO: tutti parlano ad alta voce il sabato sera in un bar e non si capisce più nulla, ma tu fai "sì sì" con la testa come se capissi ciò che ti dicono, anche se non stai ascoltando]
L'informazione quindi può essere utile solo in base al contesto, al momento ed al modo in cui viene trasmessa. Ma essa può divenire anche inutile se si verifica un eccesso di informazione, o se viene trasmessa in maniera errata e futile.
[Basti pensare al detto "Il troppo stroppia" o al modo dire "Meglio tacere", dove effettivamente si spiega come le troppe informazioni annoino le persone (infatti gli slogan politici e pubblicitari devono essere brevi e attirare subito l'attenzione, con poche parole ma efficaci); e come a volte sia meglio stare zitti, piuttosto che dire scemenze, così da apparire furbi, superiori ed intelligenti]
Shannon e Weaver (1949): ingegneria della comunicazione
Shannon e Weaver sono due famosi ingegneri che negli anni '50 cercano di descrivere quello che è il processo comunicativo. Il problema è che essi lo fanno utilizzando una base del tutto meccanica, creando quello che è il modello trasmissivo (perfetto per il mondo animale, ma non per quello interattivo ed umano).
In questo modello l'unico obiettivo è quello di trasmettere e, per far ciò, di ridurre al minimo i rumori che infastidiscono e deviano il processo. Inoltre si tenta di potenziare i differenti canali (radio, televisione, Instagram, ...) saturandoli di informazioni, con la convinzione che ciò serva ad influenzare maggiormente l'utente passivo.
[ESEMPIO: un politico parla in televisione a tutte le ore, c'era continuamente tweet e distribuisce manifesti così da avere più voti. Ma funziona? No, perché in realtà "il troppo stroppia" e l'utente non è mai passivo]
Ma perché questo modello non funziona più oggi?
Questo modello non è però ormai più attuabile al giorno d'oggi, perché è fondato su codici tecnici, mentre oggi noi sappiamo che ci sono dei codici sociali alla base della nostra comunicazione.
[ESEMPIO: la moglie non sa cosa sia il fuori gioco e lo chiede al marito, che vorrebbe solo guardare la sua partita tranquillamente. Qua quindi il codice del calcio non viene condiviso e per questo non avviene la comunicazione in maniera corretta. Ma lei ormai sta zitta e bom, si fa la sua bella figura: meglio tacere, che litigare con il marito]
Processo di significazione basato sui codici
Il Processo di significazione è alla base di comunicazione di scambio, dove vi è interazione tra i differenti codici simbolici sociali, che possono "andare d'accordo" o scontrarsi. Ogni codice simbolico implica infatti necessariamente l'esistenza di due serie di elementi tra i quali deve stabilirsi una corrispondenza, che può o meno funzionare. Tale corrispondenza è un aspetto convenzionale della comunicazione stabilita dall'uomo.
[ESEMPIO: basti pensare alla televisione: il professore guarda infatti "uomini e donne" e gli piace, mentre alla moglie sembra una cosa stupida e futile. Questo perché lui legge il programma televisivo con il codice della scienza comunicativa, mentre lei lo legge con il codice del senso comune del "trash"]
Il pericolo del codice
Il codice può quindi:
- Rendere accessibile al massimo di informazione possibile
- Restringere l'accesso all'informazione ad un gruppo limitato di soggetti (cittografia)
Il risultato della comunicazione è quindi spesso molto rischioso: può essere compreso o creare conflitti a causa dei differenti codici. Per questo a volte è meglio tacere, così da non creare litigi. Questo perché il codice non sempre è efficiente, può essere frainteso e mal interpretato.
[ESEMPIO: la televisione decide di trasmettere un video sull'Isis per far capire la gravità della situazione, ma i simulatori decidono di imitare ciò che è stato visto]
È importante inoltre ricordare che chi sta zitto non è passivo, ma in realtà attivo e pensante. Per questo la comunicazione è sempre interazione.
[ESEMPIO: prendo appunti a lezione in silenzio, ma comunque resto attiva]
È tutto ciò che quindi dà un senso ed un significato alla realtà in cui viviamo.
Una cultura di codici
I codici "simbolici" di cui abbiamo parlato sono la base della nostra vita, in quanto compongono quella che è la cultura. Per questo motivo esistono mille diversi codici, che attraverso il processo comunicativo si devono accordare o scontrare. È però importante ricordare che all'interno di questo complicato sistema nulla è oggettivo (neanche i numeri), ma tutto è soggettivo, in quanto legato ad un determinato contesto interpretativo.
[ESEMPIO: una statistica con il 30% dei voti dati all'Italia ed il 20% dati alla Germania, verrà sicuramente letta in maniera differente nei due paesi corrispondenti. Questo perché avrò posizioni politiche differenti, culture differenti, ecc...]
La nascita di questi codici non è dettata dalla natura, ma da un costrutto sociale: essi sono stati inventati dall'uomo stesso.
Il processo comunicativo ed i codici
Per far sì che un processo comunicativo possa avvenire devono esserci due passaggi fondamentali:
- Sintonizzazione attraverso il medesimo codice primario: per poter discutere insieme riguardo un argomento è necessario capirsi ed per far ciò è necessario avere un medesimo mezzo comunicativo legato ad un medesimo codice primario, come ad esempio la lingua. [Ad esempio se due persone tentano di comunicare attraverso Internet (canale), ma uno non ha il Wi-Fi a casa, ciò non può avvenire. Tanto più se uno parla inglese e l'altro austriaco la comprensione sarà sicuramente negata]
- Sintonizzazione attraverso una corrispondenza stabilita tra i differenti codici secondari: discutere insieme riguardo ad un argomento porta inevitabilmente al confronto di differenti codici secondari, dettati dalla cultura. Ciò porterà o ad una convergenza tra essi o ad uno scontro. [Ad esempio la comunicazione può essere letta da un punto scientifico-matematico attraverso gli algoritmi, attraverso la sociologia, attraverso il senso comune, ... E di conseguenza sarà possibile trovare dei punti di convergenza tra i differenti punti di vista; e se questo non avvenisse si creeranno ulteriori discussioni]
Ciò venne rappresentato nel modello semiotico-informazionale dei processi di significazione di Eco e Fabbri (1965).
La sintonizzazione tra i differenti codici: l'efficienza
Per far sì che sia possibile trovare un punto di convergenza tra un codice A ed un codice B, bisogna però prestare molta attenzione all'efficienza del codice. Quest'ultimo concetto è dettato dal fatto che la comunicazione non è diretta a tutti, bensì ad un gruppo limitato di persone, che sentendo il messaggio in questione si sentono presi in causa e prestano attenzione.
[ESEMPIO: in politica gli slogan della destra sono diretti a coloro che sono di destra, non a coloro che sono di sinistra. Questi ultimi infatti sicuramente rigetteranno il codice in questione, avendo un pensiero politico differente]
In questo modo si creano quelli che sono i "Cluster di soggetti", ovvero i gruppi di persone ai quali si parla o meno: un gruppo ai quali mi riferisco ed uno che rifiuterà quello che è il mio messaggio. L'efficienza è quindi dettata dal focus sul ricevente, dall'"immedesimarsi nei panni dell'altro" al fine di poter comprendere come emettere il messaggio in maniera che venga compreso dal gruppo di persone a cui mi riferisco (eliminando il più possibile ogni tipo di ambiguità).
Questo fa sì che la comunicazione possa essere letta come un'arma a doppio taglio: se non presto attenzione a ciò che trasmetto posso infatti scatenare effetti irreversibili e sconosciuti, in quanto gli "effetti di mobilitazione" sono infiniti. Se l'efficacia è bassa, oltre al rischio di interpretazione, vi è anche un grande spreco di informazione, che per essere decodificata richiederà un sempre maggior numero di risorse, un costo.
Esempi di codici ed efficienza
Codice Morse:
- Esempio di codice iper efficiente, inventato con l'avvento del telegrafo. Non necessita di alcuna fatica o complessità per essere compreso, in quanto è del tutto oggettivo e puramente trasmissivo.
Codice polisemico:
- Questo è invece un esempio di codice che, al fine di divenire efficiente, deve essere ben studiato ed analizzato, in quanto soggettivo. Il destinatario, avente una propria autonomia interpretativa, può infatti leggere il messaggio in maniera differente in base alla propria cultura.
Gli effetti della mancata efficienza: il deficit del codice
La decodifica divergente (o abberrante) avviene nel momento in cui il mittente codifica il messaggio ed il destinatario lo decodifica secondo i codici. Se non vi sono però codici in comune, si verifica un "Deficit di codice", del quale gli effetti possono essere devastanti.
Basti pensare ai "Meme" sui social network, dove un'immagine con un messaggio viene totalmente modificata, ribaltandone il significato.
[ESEMPIO: Salvini pubblica una foto con Pane e Nutella su Facebook e il tutto viene trasformato in "Pane e altro..." dai suoi oppositori politici]
Le conseguenze del deficit del codice
Ipotesi deficitaria:
- Incomprensione e rifiuto del messaggio per totale carenza di codice
- Incomprensione del messaggio per disparità di codice
Ipotesi differenziali:
- Incomprensione del messaggio per interferenze circostanziali (Ad esempio se la lezione viene interrotta per un'emergenza e poi viene ripresa, scende l'attenzione e il messaggio può essere mal interpretato)
- Rifiuto del messaggio per delegittimazione dell'emittente (Ad esempio come avvenne durante la questione arabo-palestinese, dove i musulmani non riconoscono la fonte ebrea e gli ebrei non riconoscono la fonte musulmana)
Il rifiuto della legittimazione della fonte viene dettato dalla fiducia che io soggetto agente do al mittente in questione. E ciò avviene anche grazie alle abitudini giornaliere di ognuno di noi, che ogni giorno compie una selezione delle informazioni da reperire. Infatti se vado a comprare un giornale compio un atto di selettività senza rendermene conto: compro "La Stampa" scegliendola in base ai miei codici precedentemente acquisiti.
Il ruolo dei lavoratori della comunicazione qual è?
Quindi quale sarà il ruolo di coloro che lavorano nel mondo della comunicazione? Sicuramente non sarà quello di produrre informazioni, bensì quello di costruire il senso di quelle informazioni, affinché possano essere legittimate e comprese.
Quindi cosa è la comunicazione?
"La comunicazione è uno scambio interattivo osservabile tra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione" (Pagina 27 del manuale)
Il sistema aperto della comunicazione
In questo modo la comunicazione inizia ad essere vista come interazione e volontarietà. Ed è proprio per questa ragione che non è più sufficiente utilizzare un linguaggio basato sul sistema referenziale.
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