Sociologia della comunicazione
Introduzione alla disciplina
La sociologia della comunicazione non è un ramo della sociologia ma è una disciplina che spiega la società. La frase alla base della sociologia della comunicazione è: "la società moderna è una società plasmata sulla comunicazione mediata". Si sviluppa una nuova tesi dei sociologi ovvero che la nuova società necessita di saperi nuovi. I media hanno un ruolo fondamentale nel passaggio alla modernità.
Struttura e sovrastruttura secondo Marx
Marx fa una differenza fra la struttura e la sovrastruttura: la prima è l'insieme degli elementi economici mentre la seconda è un insieme di elementi che dipendono dalla struttura (es. educazione). Questa tesi sarà capovolta perché è la sovrastruttura immateriale (come i media) a modificare la società e non la struttura.
Media e società moderna
PESCI : MARE = NOI : MEDIA “viviamo nella comunicazione mediata e non potremmo immaginarci al di fuori”. La società moderna nasce nel XIX secolo, dopo la rivoluzione industriale e dall'invenzione della telecomunicazione istantanea. La telecomunicazione deve essere una comunicazione a distanza istantanea e si differenzia con le lettere in quanto queste ultime non sono istantanee.
Mezzi della telecomunicazione istantanea
- Telegrafo elettrico inventato nel 1840 da Samuel Morse.
- Telefono inventato nel 1876 da Meucci e ripreso da Bell. Meucci intuisce il principio secondo il quale l'energia elettrica si trasforma in energia acustica e viceversa mentre Bell è l'imprenditore che brevetta l'invenzione. Inizialmente ci si metteva in contatto grazie alla commutazione manuale (c'era una centralinista che collegava il mio cavo telefonico con quello della persona con la quale volevo comunicare) ma poi questa è diventata automatica (o elettrica) per aumentare la privacy.
- Cinematografo dei fratelli Lumière del 1895 usato per documentare gli aspetti della vita quotidiana.
- Telegrafo senza fili inventato all'inizio del 1900 da Meucci. Sfruttava le onde elettriche e si può considerare come un antenato della radio.
- Radio inventata nel 1920/1921 da Starnoff.
- Televisione inventata nel 1924/1925.
Comunicazione e cultura
La comunicazione è un complesso intreccio di elementi culturali e intellettuali che struttura i modi in cui il nostro tempo si rapporta a se stesso.
Le dimensioni sociali e culturali
Anni '50-'80
- Povertà compresente con quote di benessere.
- Scarsa alfabetizzazione.
- Differenziazione culturale.
- Peso vincolante della stratificazione sociale.
- Centralità dell'etica del lavoro e del risparmio.
Anni '80-2000
- Benessere diffuso.
- Massificazione dell'istruzione.
- Generalizzazione culturale.
- Prevalenza delle aspettative e del consumo.
- Centralità del consumo.
Dal 2000 in poi
- Rinascita dello spirito.
- Diffusione dell'alta formazione.
- Personalizzazione della cultura.
- Creazione di community intorno agli interessi e alle passioni condivise.
- Individualizzazione.
Crisi della televisione
La tv entra in crisi negli anni '70, nel 1987 e dieci anni dopo nel 1997 perché è sempre stata al centro del dibattito politico. Prima del 1987 non c'era il monitoraggio dell'audience (effettuato dall'Auditel). L'Auditel è una s.p.a. (società per azioni). Nasce nel 1984 (monopolio → duopolio) perché con la nascita delle reti private c'era la necessità di incassare (RAI VS FININVEST, attuale Mediaset). I primi risultati sono disponibili dal 1986. Ha il compito di fare un'indagine a campione e non monitora tutti (all'inizio circa 5mila famiglie mentre oggi circa 40mila). Accerta che venga attaccato vicino alla tv un meeter e ogni individuo della famiglia deve segnalare chi e per quanto guarda la televisione. Il meeter è una sorta di telecomando con tasti. Le famiglie prese a campione si chiamano Panel o SuperPanel quando arrivano a quasi 40mila. L'auditel vive una crisi quando cambia l'audience e il sondaggio diventa non più valido.
Prima crisi della tv (anni '70)
La tv entra a far parte della vita delle persone ma non tutti potevano accedervi per motivi economici (solo l'1% aveva la tv a casa). Questa crisi non viene monitorata dall'Auditel in quanto non c'era l'esigenza di vendere agli investitori pubblicitari. Nel 1968 un movimento studentesco che parte dall'università chiede la rivendicazione del diritto dell'informazione e la liberazione delle frequenze dell'etere. Negli anni '70 vi sono le prime scosse alla televisione tra rivoluzione sociale e interessi economici. La televisione inizia ad entrare anche nell'ambito domestico.
"Se la televisione ha come obiettivo di servire gli interessi del pubblico, è il pubblico che deve stabilire i propri interessi. Il solo modo per la televisione di servire il pubblico è di ricevere continue comunicazioni dal pubblico (alias Feedback)" → questa frase è stata scritta nel 1972 in una rivista americana di studenti e rivendica il ruolo del pubblico contro il lavaggio del cervello e il messaggio comunicativo unilaterale.
Dietro il nuovo progetto di televisione della transazione c'è anche un progetto economico e culturale (tv e cultura sono collegate). Ogni crisi o critica alla televisione ha portato a conseguenze in ambito normativo. Ad esempio con la prima crisi nascono due decreti.
Esami e prove
Prova finale il 21/12; la prima prova intercorso è sui libri "Pensare i media" e "La crisi della tv. La tv della crisi". "Pensare i media" tutto tranne l'ultimo capitolo.