SOCIOLOGIA DEL DIRITTO 18/02/2019
Che cos’è la sociologia? È lo studio dei fenomeni/leggi naturali rilevanti. Quando
un sociologo parla di legge naturale fa riferimento alla gravità del fenomeno (es: piove
e mi bagno). Sono quindi delle leggi che fanno riferimento a tutte quelle dinamiche
che non dipendono dal genere umano. O meglio, magari dipendono (es. inquinamento
e cambiamenti climatici) ma non direttamente dalle persone.
Cosa studia la sociologia? Le relazioni che esistono tra le persone e la società
ma anche tra i gruppi sociali e tra le società rispetto a loro (es. la globalizzazione ha a
che fare con rapporti e le relazioni tra differenti stati e aree geografiche). La sociologia
quindi studia le interazioni, i rapporti ed i comportamenti.
Per studiare questo possiamo adottare varie strategie. L’importante per un sociologo è
che in realtà la sociologia è un qualcosa di diverso rispetto ad un’osservazione di
stampo giornalistico. Questo perché è uno studio scientifico della realtà sociale. Vale a
dire che devo porre in essere delle metodologie che devono essere ben
descritte.
Tutti i fatti sociali sono rilevanti? I fatti sociali rilevanti cambiano a seconda del
contesto a cui faccio riferimento. I fatti sociali devono avere un valore sociale per
essere studiati.
Es: è rilevante che il bambino si metta le dita nel naso ogni volta che è in casa
da solo? No, saranno fatti del bambino. Sotto questo profilo, ciò è irrilevante per
un sociologo del diritto.
In realtà, se voglio considerare quali sono le malattie che sono seguenti al fatto
che i bambini si mettano le mani nel naso piuttosto che riuscire a capire come
potenziare l’acquisito di fazzoletti, allora anche quel fatto che è totalmente
irrilevante può diventare rilevate.
Proviamo a pensare se oggi per qualcuno di noi è rilevante sapere se la mia vicina di
banco ha la gonna o i pantaloni. È rilevante? No, è una propria scelta. Se però
pensiamo che anni fa le donne inizialmente avevano tutte le gonne e poi ad un certo
punto compaiono i pantaloni, allora diventa rilevante il fatto di scoprire che il numero
di ragazze che indossano i pantaloni è elevato. Questo dà un’indicazione sulla moda,
su uno stile di vita adottato dalle persone, sui cambiamenti e sui mutamenti sociali.
Nel momento in cui quel “dato” diventa normale, allora non è più un qualcosa su cui
studiare. tutti i comportamenti rilevanti sono quelli che sono in
Secondo Durkheim
qualche misura determinati dalle istituzioni sociali , ovvero tra le relazioni fra gli
individui. Vuol dire che se sono da solo il mio comportamento è rilevante per me ma
non è rilevante per la collettività. IMMAGINAZIONE SOCIOLOGICA
In qualche misura, bisogna utilizzare l’ , cioè
guardare le cose da un altro contesto. Vale a dire estraniarmi dalla collettività e
cercare di capire e vedere le cose sotto un’altra dimensione.
1
Es: stamattina tutti in aula hanno fatto colazione. Chi con latte, chi con biscotti,
chi con caffè ecc…. Perché abbiamo fatto colazione? Per abitudine, perché senza
caffè non riesco a svegliarmi ecc....
Esperimento sociologico: la colazione me la prepara sempre mia mamma.
“perché mi hai preparato il latte? Io non lo voglio! Vorrei
Oggi mi sveglio e dico:
il the con i biscotti”. Cosa succede?
È soltanto una mia scelta il fatto di fare la colazione sempre allo stesso modo?
SI, perché ormai è talmente un’abitudine che io considero essere una mia scelta
e NO perchè questa mia scelta deriva dal fatto che in qualche modo vivo in
relazione con altre persone e, in definitiva, succede che questa mia scelta è
stata in un certo senso costruita. Non ho sempre illimitate possibilità di scelta.
Deriva dalla famiglia ma anche dalla collettività e dalla società.
Qualcuno mangia uova a colazione? NO, da noi non si usa. Se invece andiamo
oltre alpi tutto ciò è normale. Questo ci fa capire che comunque abbiamo una
regola nata dai contesti sociali che da noi è in un modo e da un’altra parte è in
un altro modo.
Di cosa si occupa la sociologia del diritto? Non solo del diritto ma anche degli
ordinamenti normativi. C’è qualcosa di diverso tra ordinamento normativo e diritto?
Sono sinonimi? Quante norme conosciamo? Le norme del diritto/dell’ordinamento
giuridico.
L’ordinamento giuridico è un ordinamento sociale ed è creato dagli uomini.
Quali altre tipologie di regole conosciamo? Facciamo un esempio: oggi ci
siamo svegliati alle 8:00 guardando l’orologio. L’orologio è un sistema di regole? È un
dato naturale? L’orario, in qualche modo, è una regola. Tanto è vero che se noi
facessimo riferimento solo ed esclusivamente al tempo dovremmo considerare che c’è
il giorno e la notte e sono scanditi in un modo differente rispetto a come li
immaginiamo.
Es: alle 18:00 del 2 dicembre è giorno; se sono in Svezia il 4 di giugno alle 22:30
è giorno
Noi abbiamo l’ora legale e solare e quindi aumentiamo/diminuiamo l’ora e quindi ci
adattiamo ad un qualche cosa che quindi è una regola.
Il linguaggio è una regola? Si, è un insieme di parole/regole che consentono la
relazione tra gli individui. Noi non possiamo dire parole a caso altrimenti non
capiremmo nulla. è quindi una regola, tanto è vero che si apprende.
La moda è una regola? Si.
REGOLE SOCIALI
Quando parliamo di facciamo riferimento a tutte quelle regole che
hanno a che fare con la cultura. Quindi, linguaggio, modo di vestire, cibo e modo di
cibarsi.
Es: Nel momento in cui nel nostro ordinamento entrano dei cibi nuovi si
modificano le regole classiche del cibo. Ciò vale anche per gli orari o il modo in
cui mi cibo.
Anche la tradizione è sicuramente una regola sociale (es: se in casa mia si è sempre
fatto così, allora continuerò a farlo). 2
Anche la morale, l’etica e la religione sono degli ordinamenti normativi molto forti.
Molte volte può succedere che io stia seguendo una regola senza neanche riuscire a
capire a quale ordinamento normativo sto facendo riferimento.
Es: qualcuno non va in giro ad ammazzare per strada perché c’è una regola
giuridica che dice che si rischia il carcere oppure perché c’è un ordinamento
morale che gli impone di non farlo? È il nostro ordinamento morale che ci dice
ciò.
Quando parliamo di sociologia del diritto vuol dire che io voglio studiare le
relazioni non solo tra gli individui ma tra gli ordinamenti. Questo perché
diventa rilevante sapere se determinate regole le sto seguendo perché seguo un
determinato morale, piuttosto che un determinato ordinamento giuridico.
Per riuscire a capire come e quanto sono efficaci questi ordinamenti normativi bisogna
anche considerarli e studiarli in relazione tra di loro.
Per studiare i mutamenti sociali posso studiare le relazioni tra gli ordinamenti in modo
tale da riuscire a capire quali sono i mutamenti possibili in una società.
Se noi diamo per scontato che una società ha un solo ordinamento fisso e immutabile,
allora sto dicendo che quella società non muterà mai. Il problema è che non esistono
società in cui c’è un unico ed esclusivo ordinamento normativo che non si modifica.
Abbiamo costruito dei contesti, dei gruppi sociali differenti proprio perché le norme
entrano in relazione con altre norme e si modificano.
È proprio questo l’aspetto rilevante della sociologia del diritto. Vale a dire vedere
come gli ordinamenti sociali non giuridici influenzano gli ordinamenti
giuridici e come gli ordinamenti giuridici influenzano gli ordinamenti sociali
non giuridici.
Quali sono le differenze tra la norma sociale giuridica e non giuridica?
Facciamo un esempio: stamattina mi sono svegliata, c’era una regola. Ho fatto
colazione (regola sociale non giuridica potremmo anche non fare colazione e
mangiare quello che vogliamo). Ci siamo lavati e vestiti. Fin qui abbiamo seguito delle
norme giuridiche? NO. Abbiamo seguito delle norme? SI, le regole sociali.
Dopo ci siamo truccate. Quanti ragazzi hanno messo oggi il mascara? Nessuno.
Perché? Perché non si fa. Sicuramente è l’ordinamento sociale che c’è lo dice.
Abbiamo poi preso l’autobus. Che regola abbiamo incontrato? Una regola giuridica,
cioè pagare il biglietto. Come siamo saliti sull’autobus? Abbiamo prima lasciato
scendere le persone, questa è una regola sociale; così come tenere la destra sulle
scale mobili per le persone che invece vogliono salire (questa è una nostra regola di
comportamento). Si tratta di regole non giuridiche perché non c’è una norma del
diritto che ci dice di lasciar scendere prima di salire e tenere la destra sulle scale
mobili. Sono tutte regole che noi conosciamo ma non hanno nulla a che fare con
l’ordinamento giuridico.
Siamo entrati in università. In molti sono seduti per terra perché non ci sono posti
liberi. C’è però una sedia vuota vicino alla Prof. Perché nessuno si è seduto? Perché è
un posto dedicato alla Prof. È anche questa una regola sociale.
Entra la Prof. dicendo “buongiorno”. È una regola del diritto? La prof. è obbligata a
salutare? No, è una regola sociale.
Ci sono delle regole sociali che denotano determinate culture e determinati fattori che
poi possono diventare rilevanti. 3
Normalmente le norme giuridiche, se non adempiute, prevedono una sanzione.
Per le norme sociali c’è una sanzione? Si, in qualche modo c’è una sanzione anche per
queste.
La diversità tra norme giuridiche e norme sociali non sta nella sanzione. Le sanzioni
giuridiche sono tipiche, ma tendenzialmente anche le norme sociali lo sono.
Le norme giuridiche a chi si applicano? Si applicano a tutti quelli che sono in un
determinato ordinamento. Ad esempio, le norme sul contratto di locazione si applicano
al locatore, conduttore e sub-conduttore.
Chi fa scattare la sanzione di tipo sociale non giuridica? Scatta in automatico perché la
eroghiamo immediatamente. Le persone immediatamente sanzionano il trasgressore.
Per la norma giuridica cosa è necessario che ci sia? Un controllo e poi un vizio.
Ciascuno di noi è obbligato a far valere la norma.
Il significato della norma deve essere modificato con delle procedure giuridiche o
l’efficacia della norma? facciamo un esempio: prima c’era un semaforo di fronte alla
stazione di Greco che consentiva il passaggio per attraversare i binari del tram.
SEMAFORO ROSSO: stop; SEMAFORO VERDE: vai (regola giuridica). Il semaforo è stato
tolto. Tutti attraversano quando voglio. Quella norma giuridica era seguita? NO.
Questa forse è la differenza tra la norma sociale e la norma giuridica. Vale a dire che
se io adotto un comportamento seguendo una norma sociale, nel momento
in cui quel comportamento a livello sociale non viene più adottato, quella
norma muore. È possibile invece mantenere in vita una norma giuridica
anche se quel comportamento che la norma giuridica sostiene è
completamente ignorato. La norma giuridica, formalmente, rimane scritta e
potrebbe sempre esserci qualcuno che a un certo punto la faccia valere.
Non sempre le norme giuridiche indicano in modo efficace un comportamento. Molto
spesso, nella scelta tra seguire un’altra norma di un altro ordinamento e seguire la
norma giuridica, le persone decidono di seguire le altre norme. Questo perché il
contesto è pronto a sanzionare mentre la sanzionabilità di un comportamento non
conforme alla norma giuridica è un qualche cosa che deve seguire un iter: ci deve
essere l’attività di un’istituzione che eroghi poi la sanzione.
In qualche misura, la norma sociale e la norma giuridica possono arrivare a
compendiarsi per avere un risultato migliore. Se invece le norme sociali e quelle
giuridiche entrano in contrasto tra di loro non è detto che la persona segua o l’una o
l’altra. Dipende dal contesto in cui la persona fa parte.
Questo è il motivo per il quale quando parliamo di rapporti tra diversi gruppi sociali
(globalizzazione, immigrazione…) non stiamo facendo altro che parlare di norme che
arrivano a scontrarsi tra di loro perché hanno degli oggetti differenti e quindi un
individuo deve scegliere tra una norma e l’altra. Nel momento in cui sceglie c’è il
momento del conflitto (culturale, sociale, religioso ecc… prima ancora che giuridico).
Questi conflitti cambiano a seconda dei contesti sociali.
QUINDI, quando parliamo di ordinamenti facciamo riferimento sia agli ordinamenti
giuridici che agli ordinamenti sociali + eventuali conflitti che sorgono tra questi
ordinamenti. 4
GLOSSARIO
ISTITUZIONE : esempi di istituzione sono il Comune (ente pubblico),
l’università, la scuola, la famiglia. Le istituzioni sono un insieme di regole.
Se pensiamo alla famiglia, questa esiste nel momento in cui ci sono delle
relazioni che sono regolate da determinate norme.
Se pensiamo al Comune, questo è per sua natura un insieme di regole. Se
penso al comune come edificio c’è un ulteriore insieme di regole non
necessariamente giuridiche.
Posso quindi parlare di società come un insieme di istituzioni, cioè gruppi sociali
che hanno delle regole tra loro condivise e che a loro volta creano delle regole.
STATUS
: le posizioni che un individuo ha all’interno della società. Gli status
ASCRITTI
possono essere , cioè quelli che sono immodificabili dall’individuo
ACQUISITI
(es. età, etnia). Gli status possono poi essere (es. essere studenti,
PRIMARI
essere professore). Ci sono poi alcuni status definiti a altri
SECONDARI . Questi cambiano a seconda della collettività a cui faccio
riferimento (es. nelle serie poliziesche americane quando un ladro scappa la
prima cosa per descriverlo è: “era bianco/nero era asiatico/americano era
uomo/donna. In Italia la prima cosa che diciamo è era biondo/castano, aveva gli
occhi verdi/marroni ecc…). Per la nostra società attuale il fatto di essere bianchi
o neri non è uno status primario (non viene definito come prima cosa che io
noto in una persona. A seconda dello status che io ho, quello può essere
considerato come più rilevante rispetto ad altri.
La cittadinanza e il sesso NON sono ascritti.
Gli status non fanno altro che tener presente le varie posizioni di potere. Per
potere intendiamo la capacità e la possibilità che ha qualcuno di far fare agli
altri quello che a lui interessa.
La posizione di potere è anche quella del genitore nei confronti dei figli.
Il fatto che ci siano degli status più importanti rispetto ad altri fa denotare che ci
sono degli status che danno maggiori poteri rispetto ad altri (es. essere ricco).
Le relazioni non sono mai paritarie e quindi molto spesso parliamo di relazioni di
potere. 19/02/2019
Gli spazi servono a definire e delimitare delle posizioni e degli status perché non tutti i
ruoli hanno la possibilità di essere giocati all’interno di spazi identici.
RUOLO : interpretare una parte, cioè immedesimarsi e quindi essere quella persona.
In sociologia si dice “giocare un ruolo”, cioè essere la persona che sto interpretando.
Vuol dire seguire le regole di relazione e comportamento esattamente come se fossi la
persona che sto interpretando.
Es: la maggior parte dell’opera di Pirandello è volta a sottolineare il fatto che gli esseri
umani giocano dei ruoli indossando molto spesso delle maschere. La maschera mi fa
automaticamente riconoscere dal pubblico come quella determinata persona. La
maschera è un qualcosa che non ha a che fare con la mia identità ma è un qualcosa
che deve essere riconosciuto dagli spettatori.
5
Tenendo presente questi aspetti, se noi prendiamo gli studi sociologici in materia, c’è
“la vita quotidiana come rappresentazione
un bellissimo libro di Goffman ” che
sottolinea proprio l’aspetto di come le persone in realtà vivano una vita come attori.
Proviamo a pensare ai nostri status: siamo studenti, questo accomuna tutti noi.
Dobbiamo quindi interpretare e giocare dei ruoli da studente. Vale a dire che
dobbiamo seguire delle regole di comportamento che sono proprie della nostra
posizione di studente.
Come fanno gli altri a riconoscere se noi siamo studenti o meno? siamo tutti seduti ai
banchi, abbiamo una biro, un foglio, un pc e guardiamo la Prof.
Noi quindi giochiamo questo ruolo di studente, che però non dipende dalle nostre
convinzioni e dalle nostre idee MA è un ruolo che abbiamo imparato a giocare perché
la prima volta che siamo diventati studenti qualcuno ci ha insegnato che per forza ci
capiterà di star seduti al banco.
In qualche misura nella nostra società per essere studenti bisogna essere in un banco.
Dall’altra parte, in una posizione verticistica, ci sarà qualcuno che ci erogherà
informazioni e il nostro compito sarà studiare.
È un ruolo che quindi abbiamo appreso. L’apprendimento fa sì che io possa
giocare il ruolo in modo coerente con quello che mi è richiesto.
Il ruolo ci consente di vivere senza farci troppe domande. Noi entriamo in aula come
studenti e non ci poniamo la domanda sul dove sederci.
In qualche modo sono le aspettative che ciascuno ha del ruolo altrui e del proprio
ruolo a far sì che noi ci comportiamo in quello specifico modo.
DIFFERENZE DI GENERE
Proviamo a pensare alle . Parliamo di genere e non di
sesso perché qualcuno sostiene che quando faccio rifer
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