Sociologia dei media
23/09/2020
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Per studiare la sociologia è necessario comprendere che essa è essenzialmente una scienza che funge da mezzo, da “cassetta degli attrezzi” per riuscire a comprendere i diversi campi, nel nostro caso il campo dei media.
Nell’area delle scienze umane la sociologia viene definita come la scienza che studia l’interazione sociale e il rapporto tra individui e gruppo.
Cosa vuol dire fare sociologia?
Vuol dire fare ricerca sociale, vedere e analizzare un oggetto da un certo punto di vista, da una prospettiva diversa, scelta di campo.
La sociologia è quindi un mezzo che ci aiuta ad avere uno sguardo diverso su ciò che già conosciamo. Non solo per quanto riguarda la società, ma la materia si estende su più ambiti.
Es. il suicidio.
Con il positivismo francese la sociologia si pone come scopo la conoscenza scientifica del comportamento umano e lo studio del fatto sociale.
Essendo quindi la sociologia disciplina scientifica, essa deve essere sostanzialmente intoccabile, priva di giudizio o pensiero soggettivo.
Il livello di legittimazione della realtà è di tipo:
- 1 persona: individuo.
- 10 persone: gruppo.
- 1000 persone: folla o massa.
Una relazione 10/1000 è diversa da una relazione formata da 1+1+1 poiché nascono delle dinamiche e delle leggi diverse che controllano le varie situazioni e i vari rapporti che si creano tra persone.
I media si possono analizzare da diversi punti di vista.
Contesto
23/09/2020
Società di massa: nasce tra la prima rivoluzione industriale, metà del 700, e la seconda, a partire dal 1870, a causa di una crescita demografica, dovuta al miglioramento del tenore di vita, scoperte mediche e scientifiche, e ad un aumento dell’urbanizzazione. Le persone migrano verso i centri urbani dalla periferia perché con le nuove industrie e fabbriche si trova più lavoro in città piuttosto che nei campi.
Questo fa sì che la società si ammassi.
Londra e Parigi erano le città capitali dell’industrializzazione e avevano raggiunto dimensioni mai viste prima.
La sociologia nasce con la società moderna o società complessa. Essa viene definita così perché il fatto sociale non è più scontato, ma la società è governata da leggi imprevedibili a differenza di prima che era largamente prevedibile. Le persone prima si spostavano poco, avevano per cui una vita definita già dalla nascita. I figli svolgevano il lavoro dei padri, ci si sposava tra compaesani e si sarebbe rimasti nello stesso paese per tutta la vita.
Nella società complessa invece il futuro diventa imprevedibile.
La società complessa quindi è caratterizzata dal cambiamento molto veloce del mondo e dal fatto che la società stessa, con la scomparsa del conflitto, si specializza.
Complessa appunto perché si verifica la diversificazione del lavoro che rende la società varia perché fatta da campi diversi.
Vi è poi una demarcazione tra:
Macro-sociologia
Macro-sociologia: mi interrogo sul funzionamento della società nel suo insieme e riguarda le grandi organizzazioni, quindi il rapporto tra le grandi strutture.
Es. Come ha reagito Facebook al successo di WhatsApp?
La macrosociologia è anche definita struttura, cioè la società e appunto le sue organizzazioni.
Micro-sociologia
Micro-sociologia: mi interrogo su ciò che possiamo definire attore sociale e le esperienze di vita personale di un individuo.
Es. Qual è l’esperienza che l’individuo ha con la religione?
23/09/2020
Come ti presenti agli amici su Facebook?
Come costruisci la tua identità su Facebook?
La microsociologia è anche definita come agency, cioè il livello dell’azione consapevole dell’individuo.
“The social dilemma”: (?)
Rapporto tra micro e macro
Ma qual è il rapporto tra i due? Quando il singolo diventa una struttura macrosociale?
Per capire il rapporto che c’è tra i due prendiamo in considerazione questi due esempi:
Es. A: Perché hai scaricato Facebook?
B: Perché tutti lo hanno.
Es. A: Perché sei arrivato in ritardo?
B: Ho trovato traffico.
In questi due esempi vediamo come l’individuo tende a separare l’io dall’insieme, non riconoscendo il fatto di appartenere in un determinato momento e situazione alla massa e quindi al tutto. Il traffico non è esterno all’io, ma è l’io stesso a crearlo. L’io è parte della massa critica anche se inconsapevolmente.
Nella dimensione “tutto” in realtà troviamo anche quell’individuo, un insieme di individui.
L’insieme degli individui diventa struttura, l’insieme delle auto diventa traffico, nel punto di massa critica.
Abbiamo detto che la sociologia è lo studio del fatto sociale, del comportamento delle persone viste come individui o come gruppi.
Quindi più la società diventa complessa e più abbiamo bisogno di simboli per rappresentarla.
Durkheim, “Il suicidio” (1897)
Fino a poco fa si pensava che il fenomeno del suicidio colpisse maggiormente i paesi scandinavi ma basta pensare all’Asia per rendersi conto che le motivazioni del suicidio si possono trovare nel contesto.
Durkheim teorizza tre motivazioni:
- Egoistico: chi si suicida si sente superiore.
- Altruistico: pensiamo al suicidio d’onore in Giappone.
- Anomico: avviene con la rottura del legame sociale. La persona si sente quindi sola e senza una rete di protezione.
23/09/2020
Perché negli ultimi 20 anni il tasso di suicidio è aumentato?
J.M. Twenge
J.M. Twenge propone un’analisi a livello micro-sociale della cosiddetta i-generation attraverso il confronto con le generazioni che l'hanno preceduta.
Così anziché ricorrere all’intervista, priva di fondamento scientifico, si tende a mentire, si concentra sui dati che rendono possibile questo confronto.
Es. comparare soggetti della stessa età, ma vissuti in epoche diverse. Un ragazzo di 15 anni oggi, e un ragazzo di 15 anni vissuto 50 anni fa.
La società è un campo enormemente conflittuale e più si va avanti e più le generazioni tendono a diventare segmentate. Questo diventa ancora più evidente a causa del fenomeno di scolarizzazione di massa, si iniziano a suddividere le classi scolastiche in base all’età, a differenza di prima, quando in una classe potevi trovare bambini di diverse età.
La ricerca però non può essere considerata attendibile, nel momento in cui si tende a generalizzare.
La Twenge e Bofa (?) studiano soggetti principalmente americani. Ma i cinesi per esempio non sono molto considerati e per questo non possono essere inclusi nella ricerca.
La Twenge misura: slide sui ritardi es. patente. (?).
Weber affermava che la società complessa è caratterizzata dal politeismo dei valori.
1. Società di massa
Nella società si assiste ad un momento di scissione, una voragine che si apre nel corpo della società tra due grandi dimensioni che prima collaboravano: individuo e sistema.
Durkheim
1. Durkheim: Finché vivi in un piccolo sistema, scarsamente differenziato, il modo in cui legittimi il tuo stare al mondo è immediato, è meccanico. Il capitale sociale per questi individui è saldo perché non si pongono il problema di appartenere a qualcosa di diverso da quella comunità, perché quella comunità è tutto ciò che conoscono, e si chiude con l’orizzonte della loro esperienza. Non hanno mezzi di comunicazione che mi portano pezzi di altro mondo, non c’è mobilità, non c’è articolazione significativa della divisione del lavoro.
23/09/2020
La parte fondamentale con Durkheim è la divisione del lavoro.
Si passa quindi da una società semplice a una società complessa, o società segmentata, cioè caratterizzata dalla specializzazione del lavoro. Il problema si realizza nel momento in cui inizia ad esistere il concetto di folla, che si crea a causa della crescita demografica, dell’urbanizzazione e dei movimenti migratori delle persone dalla campagna alle città. Si tratta di una folla in attesa di un linguaggio, che saranno appunto i media. Come sopravvive una folla? Attraverso una più articolata divisione del lavoro, cioè se all’interno della società si creano dei campi specialistici, per cui le persone non competono tra loro per la sopravvivenza.
La divisione del lavoro permette al sistema di sopravvivere, ma crea anche una grande frattura, che sta nel fatto che non si possiede più il linguaggio del proprio mondo, ma un linguaggio più specializzato.
Durkheim quindi distingue:
- La solidarietà organica: dover tenere insieme gruppi e persone a partire dall’accettazione che le persone sono diverse.
- La solidarietà meccanica: mi identifico in quello che è più simile a me e non mi pongo il problema.
Durkheim lavora su un fatto strettamente sociale, mentre Marx lo riformula in termini di modello di tipo socio-economico.
Durkheim si pone il problema di come tenere insieme il corpo della società e la divisione del lavoro è la metafora per cui un organismo funziona solo se gli organi, che sono diversi tra loro fanno ciascuno un compito specifico. Questa prospettiva insiste sulla integrazione e dà origine ad uno sguardo funzionalista o struttural funzionalista, cioè la mia domanda di ordine macro sul funzionamento della società e come le diverse parti concorrono per tenerla insieme.
Marx
2. Marx: separazione tra casa e lavoro.
Questo succede quando le persone smettono di lavorare nei pressi della propria abitazione, artigiano e contadino, e iniziano ad essere operai della fabbrica. L’incorporazione del lavoro in un luogo specifico è il fenomeno di alienazione, Durkheim, attraverso il quale l’individuo entra a far parte di un sistema di produzione, ovvero un sistema di articolata divisione del lavoro. Ma mentre l’artigiano produce il carro nel suo insieme, l’operaio non è più consapevole di quello che sta producendo, l’operaio non vede più il risultato del proprio lavoro, si crea quindi una scissione tra individuo e sistema dice Durkheim, una scissione tra il lavoro e il prodotto del lavoro dice Marx.
23/09/2020
Marx si pone allo stesso modo il problema di come tenere insieme la società, ma si ispira ad una società destinata al conflitto, attraverso la metafora di una classe che sottrae tempo ad una classe. Dunque la società sente la necessità di trovare un linguaggio per riempire la voragine o la scissione tra individuo e sistema, e lo fa attraverso i media, che per definizione sono strumenti di mediazione.
La prima risposta alla complessità della vita metropolitana è il cinema, che spinge maggiormente sul lato del sistema, cioè un linguaggio di massa.
Mentre il cellulare spinge maggiormente sul lato dell’individuo.
Simmel
3. Simmel: separazione tra spirito oggettivo e soggettivo.
Anche Simmel si pone il problema della scissione tra individuo e sistema e individua spirito soggettivo e spirito oggettivo.
Lo spirito soggettivo o capitale culturale è dato dal fatto che l’uomo moderno è più istruito rispetto a quello che c’era prima. La gente ora va a scuola, si vendono i libri, ci sono le librerie circolanti, le biblioteche, i quotidiani, i fogli scandalistici, la radio.
Ma Simmel afferma: per quanto possa crescere il tuo spirito soggettivo, per quanti libri tu possa leggere, lo spirito oggettivo, cioè l’insieme dei libri che vengono prodotti dall’industria culturale, non solo cresce a sua volta, ma cresce ad un ritmo imparagonabile. Qui la scissione si opera tra quello che sai e quello che percepisci come spirito del mondo.
Simmel prende come esempio la moda.
La moda è una cerniera che tiene in piedi l’equilibrio instabile tra l’omologazione e la differenziazione o differenza marginale, cioè se io guardo la moda, posso dire che ci vestiamo tutti alla stessa maniera, che dire che ci vestiamo in maniera diversa. È vero che ci vestiamo tutti uguali ma il fatto che io mi faccia un risvolto al pantalone mi differenzia dagli altri.
Riassunto dei tre punti di vista
Riassumendo: tre punti di vista per risolvere lo stesso problema.
- Durkheim: la scissione è un problema di solidarietà, come ricostruisco un tessuto di valori e un tessuto di legami sociali, che mi eviti il caso del suicidio anomico, che avviene quando le persone perdono il punto di riferimento e per questo si suicidano.
- Marx: vuole risanare il conflitto tra le classi.
- Simmel: è un problema puramente culturale.
23/09/2020
Perché la moda ha una grande importanza in sociologia?
La moda è una cerniera che tiene in piedi lo squilibrio tra l’omologazione e la differenziazione.
La società di massa si può studiare in vari modi.
Vi sono sostanzialmente 4 tracce, che ci danno degli strumenti, non sono per interpretare il passaggio alla società industriale, quindi a cavallo tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, ma perché ci servono anche a studiare la terza rivoluzione industriale, cioè la rottura di quel processo e la nascita della società globale.
1) La metafora del panopticon
La metafora del panopticon, cioè vedere tutto:
- Il problema della sorveglianza.
Jeremy Bentham (1791) ipotizza un modello di carcere, in cui ho una torretta al centro e tutte le celle attorno, questo vuol dire che c’è solo una persona al centro che controlla tutto.
Michel Foucault usa il panopticon come metafora, e ragiona sull’invenzione delle strutture disciplinari, che fanno parte del processo di nascita del moderno, in cui c’è un cambiamento sociale significativo, infatti non esiste più la punizione pubblica, ma ora si tratta di nascondere. Viene inventato l’ospedale psichiatrico, come dispositivo di controllo, quindi se stai male ti nascondo al mondo. Egli stesso si fece ricoverare per far ricerca sul loro funzionamento. A questo processo si aggiunge anche il fatto di nascondere la morte. Si muore in ospedale e non più in casa.
Foucault (1975) afferma che ci vuole poco a controllare e ci dona due questioni sulla visibilità panoptica:
- 1. Se io ho una struttura di quel tipo e lascio illuminate tutte le celle e invece spengo l’illuminazione della torretta, non cambia niente, perché la questione non è che qualcuno ti controlli, ma che tu pensi di essere controllato. Collegamento con social dilemma.
Questo crea una situazione di visibilità totale. Don aboyd nel suo libro “It’s complicated” afferma: siamo in un mondo in cui prima pensavamo di default che la privacy fosse alla base delle nostre vite, adesso il mondo del web e dei social ha creato un public di default, cioè di default ora è tutto pubblico.
23/09/2020
- 2. Non è più necessaria la torretta e il potere frontale, poliziotto che ha il potere di fermarmi e controllarmi, diventa una cosa liquida, che circola dappertutto e fa sì che le persone si controllino l’una con l’altra. I social creano una bella incarnazione in questo concetto.
2) La psicologia delle folle
La psicologia delle folle: la metropoli è il risultato e poi diventerà l’innesco di un grande processo di accelerazione storica. La folla crea un grande problema, perché nelle città dell’800 inizia ad esistere la criminalità urbana, che dipende dalla povertà relativa, cioè non esiste correlazione statistica tra il povero e il delinquente. Le situazioni sociali che generano criminalità sono quelle in cui è più evidente il divario tra chi ha tanto e chi ha poco. Questo è il processo che innesca l’aumento della criminalità.
La grande città è sporca, è colma di rumore, pullula di dialetti diversi e analfabeti, c’è la criminalità urbana e una diffusione delle malattie infettive, dovute alla scarsa igiene dei quartieri popolari. Questa cosa mostruosa la chiamo folla, perché non so come chiamarla e mi fa paura. La criminologia nasce proprio in questo periodo, e segna il fatto che non si ha più solamente la necessità di punire un colpevole, bensì il bisogno di una materia che si interroghi sul crimine come fenomeno.
Sul tema della folla due personaggi pongono delle questioni:
- Gabriel Tarde: attraverso un concetto pre-sociologico afferma “la mente di chi vive nelle metropoli, contemporaneamente assopita e sempre più sovraeccitata, si trasforma in quella di un sonnambulo.
23/09/2020
Questo è lo stato mentale tipico della vita urbana”. Le metropoli sono luogo dove le idee accelerano, dove nascono le innovazioni. Questo accade perché se metto tante persone nello stesso spazio, creo una proprietà emergente e le idee accelerano, perché si raggiunge la massa critica sufficiente a, il fatto che esista un nesso tra innovazione e metropoli, e questo è vero anche nel mondo digitale. I grandi nodi metropolitani sono anche luoghi dove il web è più diffuso.
Nelle metropoli accade più frequentemente il fenomeno dello spazio dei flussi, ovvero luoghi in cui l’innovazione accelera, luoghi dove abbiamo la connessione ad alta velocità, in cui troviamo gli aeroporti intercontinentali, in cui c’è la fibra ottica, la banda larga, in cui circolano le idee.
La teoria di Castells sulla società in rete insisterà in conclusione sul rapporto tra due spazi:
- Lo spazio dei flussi: i luoghi dove circola l’innovazione a partire dai flussi finanziari, i flussi di persone, i flussi di comunicazione.
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