Sociologia americana e il periodo d'oro: dalla Seconda guerra mondiale agli anni Cinquanta
La sociologia americana ha avuto il suo periodo migliore a cavallo della Seconda guerra mondiale, partendo dalla metà degli anni Trenta fino ad arrivare alla metà degli anni Cinquanta. Se l’oggetto principale della sociologia è rappresentato dalla natura della vita sociale, in quel particolare momento storico appariva appropriato che fossero le università americane ad assumere il ruolo guida nella ricerca scientifica in un ambito che appariva peculiare al contesto americano. In una città come Chicago, la relazione tra l’individuo e il gruppo si presentava come tema fondamentale e pressante per il suo Department of Sociology, il primo negli Stati Uniti, fondato nel 1899.
Così i modi in cui le persone si relazionavano le une alle altre rappresentavano l’oggetto naturale dell’inchiesta sociologica. A Chicago, la psicologia sociale e gli studi urbani si svilupparono presto e formarono la parte principale delle ricerche e degli insegnamenti del dipartimento, contribuendo alla costruzione della famosa Scuola di Chicago. In questa città statunitense, la comunicazione veniva studiata sotto il profilo psicologico e sociologico, analizzando soprattutto le interazioni faccia a faccia tra individui e all’interno dei gruppi dei pari. Nel dipartimento di Chicago lo stile preminente si basava sul lavoro etnografico effettuato sul campo, con i ricercatori immersi come osservatori partecipanti nelle culture che studiavano. Per la scuola di Chicago, la specificità del contesto, la dimensione ecologica, ha sempre rappresentato un concetto chiave. Gli studi sugli individui e i piccoli gruppi vennero sostituiti dalla raccolta di dati sugli atteggiamenti, le opinioni e le credenze degli intervistati.
La scuola di Chicago e la ricerca sociale
Si può affermare che la scuola di Chicago sviluppò e applicò i metodi qualitativi applicati alla ricerca sociale mentre la Columbia University assunse il ruolo di capofila per quello che riguarda la ricerca quantitativa. Il leader in questo campo fu Paul Lazarsfeld. A Vienna, Lazarsfeld suggerì di costituire un’unità indipendente dal punto di vista finanziario, legata, ma non appartenente all’università, che avrebbe fatto ricerca finanziata da enti privati. All’inizio degli anni Trenta, Lazarsfeld portò a compimento uno studio sulle conseguenze della disoccupazione in una piccola città austriaca. Notò che la disoccupazione rendeva le persone più apatiche.
Nel 1933, Lazarsfeld arrivò a New York. Grazie a Lynd, egli ebbe l’opportunità di guidare un importante progetto di ricerca sulla radio. Il suo secondo decisivo contributo fu nei confronti della sociologia. Più di chiunque altro, Lazarsfeld diede a questa disciplina una metodologia. Il terzo contributo fu quello di aver interpretato la ricerca come uno sforzo di collaborazione collettiva. Nel 1937, quando Lazarsfeld cominciò ad elaborare il progetto di ricerca sulla radio, che sarebbe dovuto durare due anni, lo concepì su quattro temi principali: radio e lettura, musica, news e politica.
Collaborazione tra Lazarsfeld e Adorno
Fu naturale per Lazarsfeld suggerire di invitare Adorno a lasciare Oxford per unirsi all’Institute degli USA e dirigere la parte relativa all’impatto della radio sulla musica. Con il passare del tempo, quando l’Institute venne rinominato Scuola di Francoforte, la sua fama fu dovuta in gran parte proprio alla teoria critica. La questione sulla relazione tra il sociale e l’individuale ha un peso e un significato differente in America e Europa. Le questioni sulla comunicazione di massa rappresentavano un terreno comune anche per un istituto di ricerca europeo, ma i significati delle parole di massa e masse avevano una risonanza differente.
Per Adorno e Horkheimer, la definizione di ricerca amministrativa era il modo per descrivere chiaramente il tipo di ricerca intrapreso da Lazarsfeld fin dai tempi di Vienna. Dal canto suo, Lazarsfeld definisce la ricerca amministrativa come un lavoro accademico al servizio dei committenti esterni pubblici o privati e descrive le tecniche che aveva sviluppato per raccogliere e analizzare informazioni sugli atteggiamenti nei confronti dei mass media. I nuovi pubblici mass media rappresentavano l’oggetto principale della ricerca. Per i più importanti programmi radiofonici, i pubblici venivano attentamente misurati nei termini della loro composizione (età, genere, reddito) e a quel punto nei termini delle loro preferenze, quello che piaceva e quello che non piaceva loro.
I nuovi media potevano essere utilizzati per commercializzare prodotti, per innalzare gli standard intellettuali. In ogni caso, era un compito della ricerca facilitare questi usi fornendo alla committenza delle evidenze empiriche capaci di spiegare come i messaggi venissero recepiti e quali reazioni generassero. Lazarsfeld attribuisce a Horkheimer la paternità del concetto di ricerca critica e la distingue dalla ricerca amministrativa per due aspetti:
- La ricerca critica aspira a una teoria generale che può essere utilizzata come sostegno a qualsiasi problema di ricerca particolare.
- La ricerca critica presume un insieme di valori attraverso i quali valutare i trend sociali prevalenti e i loro effetti.
Al suo arrivo, Adorno cercò di dedicarsi alla ricerca sul campo. Studiò le lettere degli ascoltatori inviate alla CBS. Da queste ricerche elaborò un memorandum di 160 pagine che scrisse all’inizio dell’estate del 1938. Lazarsfeld ne rimase allibito. Egli riassume le critiche in tre punti principali. Adorno non considerava mai alcuna alternativa al suo modo di vedere le cose e come risultato la maggior parte delle cose che scriveva erano sbagliate o infondate o distorte. Non conosceva molto del lavoro di ricerca empirica eppure scriveva come se fosse un’autorità in materia. Date le condizioni sociali generali e quelle organizzative della radio, la posizione teorica di Adorno considerava questa richiesta in sé priva di senso. Nell’estate del 1940 si concluse la collaborazione di Adorno con il gruppo di ricerca. I due uomini, Lazarsfeld e Adorno, avevano delle differenze inconciliabili. Il primo era considerato un euroamericano assimilato, il secondo un europeo non integrato in America.
Focalizzazione sui pubblici dei media
L’attenzione è esclusivamente concentrata sui pubblici dei media. La ricerca riguarda più tipicamente gli effetti sui pubblici; la sociologia della comunicazione di massa americana in seguito sarà etichettata come la traduzione di ricerca sugli effetti. Fu molto di più focalizzata quasi interamente sul lato del consumo e non della produzione. Alla fine degli anni Trenta, l’Iowa State College aveva commissionato una ricerca sull’impatto della propria stazione radiofonica, che allora rappresentava forse la principale stazione radiofonica del paese nel campo dell’educazione. Il college voleva conoscere da chi fosse composto il pubblico degli ascoltatori e cosa ne pensasse dei programmi. Lazarsfeld decise di consegnare personalmente il report finale della ricerca. Con l’avvento dei mass media, la relazione sociale tipica delle esibizioni dal vivo si divide in due: non esiste più un immediato legame tra quelli che in seguito verranno definiti come i momenti dell’encoding (produzione) e del decoding (consumo). All’interno del Princeton Radio Project uno dei primi studi fu quello compiuto da Cantril, sul famoso programma di Welles dell’autunno del 1938.
Il 30 ottobre vi fu un adattamento radiofonico di La guerra dei mondi di Welles. Welles e i suoi giovani attori riuscirono così bene nell’intento di rendere realistica la rappresentazione ai circa sei milioni di radioascoltatori, che molti di questi corsero in strada presi dal panico, per sfuggire all’invasione dei marziani. Almeno un milione di ascoltatori fu seriamente spaventato. Lazarsfeld e collaboratori presero al balzo questa opportunità di indagare l’impatto di questo nuovo mezzo di comunicazione di massa. Il sottotitolo del libro è Uno studio nella psicologia del panico e la prefazione lo descrive come un’indagine del comportamento delle masse e della psicologia dell’uomo comune ai nostri tempi. Il pubblico della radio è il tipo di gruppo sociale più moderno ed è differente dai lettori di giornali o dagli spettatori di film. La radio è il medium per eccellenza, capace di informare sugli avvenimenti correnti tutti i diversi segmenti di una popolazione, combinando le caratteristiche della contemporaneità, della capacità di intrattenere e dell’ubiquità.
La radio rendeva possibile il più vasto gruppo di persone mai conosciuto, dando origine a un complesso fenomeno sociale con il potenziale di rilevare alcune caratteristiche della psicologia sociale degli americani del tempo. Il centro del problema rimane focalizzato su alcune domande: cosa avesse creato il panico? Perché così tante persone furono ingannate? Furono effettuate due considerazioni decisive:
- Per quanto il programma fosse stato evidentemente presentato, sia all’inizio sia alla fine, come un’opera teatrale recitata da attori, le tecniche utilizzate erano sorprendentemente innovative e per questo motivo potevano trarre in inganno (aura di realismo narrativo).
- Sin dai primi passi della radio, i suoi ascoltatori erano stati abituati all’interruzione della normale programmazione per informazioni brevi dall’Europa. Nel tentativo di distinguere tra coloro che erano stati spaventati dal programma e quelli che non lo erano stati, fu identificato come fattore chiave l’abilità critica, la quale fu messa in relazione al livello di educazione e allo status economico.
Nello studio la psicologia del panico è trattata soggettivamente nei termini di suscettibilità o meno degli individui a seconda del loro tipo di carattere, di educazione, di credenze religiose, di reddito e di garanzia del lavoro. La situazione storica contingente è presa in considerazione, ma viene svalutato il suo impatto, come d’altronde viene totalmente ignorata la questione cruciale del ruolo della radio e delle sue tecniche comunicative. La radio è considerata lo stimolo, e la ricerca si occupa della risposta a questo stimolo. Nel momento in cui si considera che i nuovi mezzi di comunicazione abbiano un effetto diretto sui comportamenti individuali, la responsabilità di quelli con una maggiore abilità critica dovrebbe essere quella di giudicare correttamente ed educare l’uomo comune, coloro che mancano della capacità di discernimento, aiutandoli a ottenere una visione critica dei media e dei modi in cui questi informano.
L'importanza dell'educazione delle masse
La preoccupazione rispetto all’educazione delle masse permea la maggior parte degli studi pubblicati in cui Lazarsfeld aveva lavorato e scritto. Il libro Radio and Printed Page è una vera e propria introduzione allo studio della radio. Le pagine di questo libro ancora sprigionano la forza spesa per la comprensione e il tentativo concertato di determinare quali persone, in quali condizioni, e allo scopo di quale gratificazione scelgano la radio, piuttosto che il giornale, come fonte di comunicazione per argomenti comparabili. Lazarsfeld sottolinea che lo studio si basa sulla comparazione di un consistente volume di dati statistici e dettagliati studi di caso. L’interesse centrale della ricerca verte sul significato che le persone attribuiscono ai programmi ascoltati.
- L’analisi del contenuto dei programmi
- L’analisi differenziata dei pubblici
- Lo studio con l’approccio degli usi e gratificazioni
Per quanto riguarda i programmi, la prima differenziazione effettuata è tra quelli di musica e i talk; nel corso della ricerca naturalmente l’attenzione è rivolta ai talk. Tra questi si distinguono quelli seri da quelli che non lo sono. Il primo capitolo è intitolato L’importanza di essere franco. Una delle domande attorno cui ruota la ricerca è dunque quanto e se la radio può rappresentare un mezzo serio come il libro o un giornale. Quello che si evince dai dati è che i lettori seri ascoltano programmi radiofonici seri; queste erano persone con occupazioni di rilievo, ben retribuite e con una buona istruzione. Tutti e tre i programmi (University of Chicago Round Table, America’s Town Meeting of The Air e Americans Alls) avevano due caratteristiche: attraevano porzioni di pubblico piccole ed elitarie e nessun sponsor.
La ricerca evidenziò che le persone a basso reddito e a basso livello culturale non ascoltavano trasmissioni serie, per quanto, scendendo nella scala sociale, crescesse il numero delle persone che ascoltavano la radio. Viceversa, più in alto si andava nella scala sociale e meno frequente si faceva l’uso della radio. Tra i diversi spunti è molto interessante lo studio di caso effettuato su uno dei generi più popolari: il quiz di conoscenza generale. Lo studio di caso cercò di analizzare il tipo di interesse che il pubblico manifestava per un programma di enorme successo: Professor Quiz. Dalla parte del suo pubblico con un reddito più basso, il programma era considerato come informativo ed educativo, per quanto Lazarsfeld e Herzog, che effettuarono la ricerca e scrissero l’analisi di questo programma non la considerassero tale.
Tramite l’analisi di questo programma, la Herzog diede l’avvio all’approccio degli usi e gratificazioni. Questo approccio cambia la prospettiva con cui la ricerca si era mossa fino a quel momento: non si chiede cosa la radio faccia dei suoi ascoltatori, ma quello che gli ascoltatori fanno della radio. Considera la radio come una risorsa a disposizione degli ascoltatori, che la usano per l’intrattenimento, il relax o cose simili. Herzog fu la prima a studiare la radio popolare e quello che significasse per pubblici femminili non d’élite e a utilizzare la tecnica delle intervista in profondità non strutturate come singole ascoltatrici, con l’obiettivo di esplorare in dettagli quello che piacesse o quello che non piacesse loro e cosa significasse per loro la radio.
Negli anni Ottanta, quando i media studies femministi cominciarono ad applicare questi temi alle soap opera televisive, l’opera della Herzog fu riscoperta come una delle principali fonti. La Herzog si avvicinò molto al socialismo e si era appassionato della psicoanalisi. Le gratificazioni che le ascoltatrici ricavavano da Professor Quiz sono viste come una conseguenza del risentimento che le ascoltatrici con un minor livello di istruzione conservavano nei confronti di chi aveva ricevuto un’istruzione migliore. Secondo la Herzog, questo atteggiamento rivelava allo stesso tempo il senso di colpa per la loro indolenza e per il fallimento incontrato nel tentativo di migliorarsi. Il libro forniva informazioni rispetto a una delle domande più ricorrenti che si pongono molti cittadini intelligenti: cosa farà la radio alla società? Il volume riusciva a rispondere a questa domanda fornendo un’analisi delle condizioni in cui le masse avrebbero accettato o meno programmi educativi radiofonici.
Cultura di massa: Horkheimer, Adorno, Brecht, Benjamin (Germania/USA, ’30-40)
L’America e l’Europa erano legate da una complicata relazione, tramite cui appariva che il nuovo mondo offrisse libertà politiche, religiose ed economiche negate nei paesi del vecchio continente. L’America come grande società era in primo luogo un sogno di libertà europeo. Venne enfatizzato come il primo stato nazionale moderno. Nell’Europa del XIX secolo, la questione sociale coincise con la questione dell’impoverimento delle masse. Karl Marx fu il primo e il più grande analista della modernizzazione sociale che comprese nei termini della profonda ristrutturazione delle relazioni sociali cominciate con la Rivoluzione industriale. Il capitalismo d’impresa e la produzione di massa ridefinirono il confine delle relazioni sociali: non più proprietari terrieri e contadini legati gli uni agli altri ma proprietari e forza lavoro in conflitto sulla contrattazione del salario e sul valore del surplus, che gli uni ottenevano sfruttando crudelmente il lavoro degli altri.
Le relazioni sociali nelle società moderne, ridefinite in termini di capitale e forza lavoro, erano intrinsecamente antagoniste e ingiuste. All’inizio del XX secolo, la questione sociale aveva differenti significati in America ed Europa. In entrambi i casi era centrata sulle masse, ma mentre in Europa si presentava in termini economici e politici, in America si affermava in termini sociali. La teoria critica indicava un comune atteggiamento critico nei confronti della vita sociale contemporanea. Le critiche nei confronti della vita sociale contemporanea avevano un obiettivo: il compito degli intellettuali era quello di contribuire all’emancipazione e alla liberazione delle masse, identificando le forze nella società che andavano contro i loro bisogni.
Fu Horkheimer a coniare il termine teoria critica. In primo luogo affermava che generalizzare concetti, come quello di masse, rimane un atto di mera astrazione se essi non vengono compresi nello loro condizioni e situazioni storiche. Nell’analisi teorica, ciascun singolo concetto generalizzato deve essere inteso come un elemento concreto. Una corretta teoria critica presuppone valori fondamentali e identificabili ai quali le società storiche devono essere legate e per i quali possono essere criticate nel momento in cui falliscono nella loro realizzazione, difesa e attualizzazione. La tradizione filosofica tedesca, aveva sempre visto gli individui come parte di un tutto sociale, nonostante questa totalità fosse sempre stata indifferente al loro destino. Il ruolo della cultura, nel lavoro di Adorno e Horkheimer è molto importante. La società nel suo insieme appariva costituita da tre elementi strutturali: le forme di vita economiche, politiche e culturali. La svolta culturale nel pensiero sociale è un prodotto della seconda metà del secolo. Nel XIX secolo la questione sociale era centrata sulle relazioni economiche, gli altri aspetti della struttura sociale erano considerati.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Sociologia della Comunicazione, prof. Hassan, libro consigliato Media e Comunicazione, autore P. Sc…
-
Riassunto esame Sociologia, prof. Giomi, libro consigliato Sociologia della comunicazione, Paccagnella
-
Riassunto esame Sociologia della comunicazione, prof. A. Tota, libro consigliato Sociologia della comunicazione, au…
-
Riassunto esame Sociologia della comunicazione, prof. Tota, libro consigliato Sociologia della comunicazione di Pac…