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Sistemi sociali e culture della comunicazione

Prof. Claudio Baraldi: come possiamo capire la società oggi?

“One cannot not communicate” Watzlavick, Belvin & Jackson, 1967 (non si può evitare la comunicazione).

“We're on the eve of destruction” Barry McGuire, 1965 (siamo alla vigilia della distruzione, riferito alla guerra in Vietnam).

“Long run is a misleading guide to current affairs. In the long run we are all dead” J.M. Keynes, 1923 (bisogna fare qualcosa per risolvere le questioni problematiche del momento. Se si aspetta troppo alla fine sarà troppo tardi, cosa che poi è successa dopo la morte di Keynes. Infatti, l'UE ha lasciato che l'economia facesse il suo corso senza intervenire).

La comunicazione

È coordinamento di azione e comprensione. Questo coordinamento costituisce il significato di informazione. La comunicazione è il fondamento di tutto: se agisco bisogna che qualcuno mi comprenda, se no non c'è comunicazione. La comunicazione è l'operazione sociale fondamentale che ci rende umani.

L'azione può essere comunicativa (1) o non comunicativa (2):

  • Se facciamo qualcosa e qualcuno ci osserva, l'azione è comunicativa, è una cosa che non dipende da chi agisce. Le azioni possono diventare comunicative indipendentemente da chi agisce. Ogni volta che l'azione si espone a qualche comprensione diventa comunicativa.
  • Quando un'azione non viene compresa non è comunicativa. Con comprensione si intende attribuire un significato ad azione e informazione. Qualsiasi comprensione realizza una comunicazione. Solo in ambito universitario è richiesta una comprensione esatta, ma per il resto delle conversazioni no (si dà per scontato, non è rilevante). Perché la comprensione venga messa in dubbio deve porsi il problema: la comunicazione si basa sul presupposto che si va avanti fino a prova contraria.

Ogni comprensione realizza una comunicazione specifica (es. 100 ml di persone che comprendono = 100 ml di comunicazioni); dobbiamo dare per scontato che quello che viene detto dipende da noi, mentre quello che viene compreso è indipendente. La comprensione non è controllabile, è "invisibile" e nuova azione.

Il fatto che la comunicazione dipenda dalla comprensione ha enormi conseguenze. Per verificare che qualcuno abbia compreso bisogna attendere un'azione successiva se questo succede, allora la comunicazione si è realizzata. Non è possibile stabilire con chiarezza di chi sia la responsabilità di una comprensione sbagliata (cioè se si è spiegato male chi parla o ha capito male chi ascolta).

Produzione dell'informazione

L'informazione viene prodotta nella mente (1) e nella comunicazione (2):

  • Ciò che viene prodotto nella mente non coincide mai con ciò che viene prodotto nella comunicazione, quindi ciò che è chiaro nella mia testa non è detto che sia altrettanto chiaro nella comunicazione perché c'è di mezzo la comprensione degli altri. Col solo pensiero, in mondo sociale, non siamo in grado di determinare la comprensione e le azioni.
  • L'informazione non dipende dalla volontà individuale per cui non può essere trasmessa (il suono si trasmette, mentre l'informazione viene costruita). Se si hanno difficoltà con una certa lingua, arrivano solo suoni e parole vuote. L'informazione non è mai oggettiva perché il parlante ha sempre un'intenzione nel dirla (quindi è una cosa costruita).

Oggettività è un'osservazione di 1º ordine (non ci si chiede il perché delle cose), tramite cui si costruisce la conoscenza.

La scienza è oggettività o costruzione? Secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg, l'atto di osservazione della materia la modifica, in questo modo non è più possibile conoscerla nel suo stato originale. Questa sua teoria ha messo in discussione l'oggettività della scienza. Per costruire la conoscenza nella scienza è necessario compiere un'osservazione di 2º ordine (bisogna porsi il problema, ragionare e osservare il mondo in modo più complesso e non superficiale; l'osservatore sa di non dover dare niente per scontato). L'osservazione di 2º ordine ci porta a una costruzione di complessità più elevata. La scienza ha due vincoli: le teorie (= cosa si osserva) e i metodi (= come si osserva).

Costruzione della conoscenza

La costruzione della conoscenza è individuale ma soprattutto sociale (nella comunicazione): nella preistoria, l'uomo appena nato infatti è inerme e indifeso, ma grazie alla comunicazione può reagire cacciando in gruppo riesce a catturare prede molto più grandi di lui (nascita dell'umanità).

Costruttivismo = conoscenza che funziona (teoria e metodi). ≠ Relativismo = tutto è ugualmente rilevante (è una prospettiva politica e morale).

Parentesi storica: "Benvenuti a Sarajevo"

  • 1980 muore Tito, presidente della Repubblica Federale Jugoslava (nata dopo la IIGM dall'unione di Croazia e Serbia).
  • 1991 comincia la dissoluzione della Jugoslavia per via di guerre interne partite dal partito comunista, si vede la vittoria delle forze nazionaliste; la Slovenia dichiara l'indipendenza, nonostante venga ostacolata dall'esercito. La Macedonia esce dalla Jugoslavia in modo relativamente pacifico.
  • 1992 coinvolgimento della Bosnia: Sarajevo viene bombardata dalle forze filo-serbe.
  • 1991-95 guerra tra Croazia e Serbia.
  • 1999 attacco della NATO al Kosovo (Serbia), nemico della minoranza albanese presente nel territorio.

Il film presenta 4 personaggi principali: Michael è un giornalista inglese e adotta da un orfanotrofio di Sarajevo una bambina di nome Emira; alcuni suoi colleghi trovano la madre di questa bimba che la rivuole indietro. Michael torna a Sarajevo per parlare con la madre, aiutato da un'interprete.

Modi di produrre la comunicazione

La comunicazione può essere verbale, non verbale (sorriso, mimica...) o materia percettibile (foto, video...). La comunicazione verbale è sia scritta che orale e ogni singola comunicazione è un evento, ma come ci accorgiamo che c'è stata? È sicuramente avvenuta se c'è un'azione di risposta. La comunicazione è una serie di eventi che si susseguono, per cui è importante seguire l'intero processo comunicativo perché l'evento da solo non dice niente.

È veramente impossibile non comunicare?

Interazione

Interazione = percezione reciproca, possibilità di azione per tutti (ma meno partecipanti è meglio). Non agire è agire comunicativamente: anche se sto zitto e non rispondo, il mio silenzio comunica qualcosa; con l'interazione c'è il vincolo alla partecipazione (es. se faccio una domanda mi aspetto una risposta).

Comunicazione a distanza

Comunicazione a distanza = azione e comprensione sono separate da un medium (cioè un mezzo di comunicazione, es. se mando una mail e non ricevo risposta può esserci stato un problema col medium). Il tempo si dilata e la traccia della mia partecipazione scompare; inoltre solo alcune persone possono agire (non agire non è agire comunicativamente). Con i mezzi tecnologicamente avanzati si ha un'interazione a distanza e il numero di partecipanti è limitato. Non si sa quanto le tecnologie e i new media potranno ampliare le possibilità di azione: la mente umana non ci permetterà mai di comunicare con grandi numeri di persone, infatti il web non amplia l'azione individuale ma amplia la comunicazione.

Richard Mason "Noi"

Ogni personaggio racconta al lettore i propri pensieri e le proprie emozioni su quello che succede, quindi il punto di vista è quello dell'interlocutore. C'è un problema di comunicazione: se le intenzioni vengono solo pensate diventano un problema comunicativo, infatti se non vengono esplicitate rimangono solo intuizioni che possono portare a catastrofi comunicative. L'esito è una comunicazione molto povera perché si basa su propositi solo pensati. La complessità di ciò che pensiamo non può essere tradotta in comunicazione. Tratto da: Richard Mason, Noi, Einaudi, 2004.

Il romanzo racconta le vicissitudini di quattro giovani che frequentano l’università ad Oxford: Adrienne, Julian, Maggie e Jake. Le parti riportate di seguito riguardano un litigio tra Julian ed Adrienne, che formano una coppia.

Julian

Mi sveglio con un dolore sordo dietro agli occhi. Ovviamente ho ignorato il tentativo pacificatore di Adrienne che è venuta a bussarmi alla porta questa notte alle tre, anche se non nego di averne apprezzato le intenzioni. Il letto è freddo e vuoto senza di lei, e non riesco a dormire. Quando mi alzo per accendere la stufa, vedo dalla finestra che la neve precoce di ieri e dell’altro ieri è già stata spalata dalle strade e ora cola nei tombini sotto forma di una poltiglia nera che si addice al mio umore. (pp. 233-34)

Dopo svariati minuti di fatica inutile, decido che, se non riesco a dormire, tanto vale che mi porti avanti col lavoro, perciò mi alzo e mi vesto. Prendo alcune cose in camera – penna, taccuino, qualche spicciolo per una tazza di caffè – e mi avvio per i corridoi deserti del St. Botolph’s, poi giù per le scale. (p. 235)

Adrienne

È tardi, il pomeriggio dell’indomani. Sono rimasta addormentata. Julian non è in camera sua quando vado a bussargli alla porta, e nemmeno torna nell’ora o due che passo seduta ad aspettarlo, mentre fuori si fa buio e la mia ansia cresce. Non avendo mai avuto un fidanzato vero e proprio non ho molta esperienza nella gestione delle liti romantiche. (p. 238)

Julian

Trascorro la giornata produttivamente (se non molto gradevolmente) cimentandomi su un brano di traduzione dal Middle English (…) Ho scelto Radcliffe Camera come scenario per il mio cattivo umore, perché è il primo posto dove guarderebbe chiunque mi volesse trovare, il che significa che Adrienne può solo non avermi cercato. (p. 238)

Adrienne

Julian è nella Radcliffe Camera. Lo vedo già dai gradini, curvo sui libri, accigliato, con il piccolo taccuino a fianco. Ha l’aria più scarmigliata del solito e mi preoccupa che non abbia dormito bene. Lui non mi vede finché non gli sono accanto, e quando gli sussurro un ciao sfiorandogli il braccio, mi rivolge uno sguardo vacuo, che mi mette in ansia. Ero pronta a trovarlo in collera, forse, oppure offeso, invece mi sembra molto calmo.

-Salve, – dice, e si rimette subito sui libri. In biblioteca è vietato parlare; e vedo subito un paio di persone lanciarmi delle occhiate per poi tornare al lavoro, seccate, e capisco dai loro sospiri spazientiti che questo non è il luogo adatto per chiarire qualsiasi situazione con Ju.

-Ti va una tazza di caffè? – gli chiedo, sforzandomi di apparire disinvolta.

-No, grazie –. E continua a copiare dal libro. – Ho preso un tè due ore fa. Ti prego, Ju… - Cala il silenzio e io rimango lì alla scrivania, nella speranza che lui cambi idea. Vedo che non alza più lo sguardo e continua a copiare appunti dal volume Middle English Romances; altro che scarabocchi adesso: scrive con tratto preciso e regolare, come sempre, forse anche più preciso e regolare del solito; gli sfioro ancora il braccio (…) quando gli tocco il braccio di nuovo, con un gesto di impazienza mi allontana. (p. 239)

Julian

È buio ormai quando Adrienne si degna di venirmi a cercare; ho finito due versioni e letto sul tema dei Middle English Romances più di quanto leggerò per il resto della vita. La vedo appena che mette piede in biblioteca (del resto è tutto il giorno che l’aspetto), e per la prima volta quella che mi è sempre apparsa come la grazia di un cerbiatto mi ricorda di più una irrequietezza da roditore. La sua incertezza – quel tremore negli occhi, quella tensione di fuga nelle gambe – mi produce irritazione, come pure il pensiero che il suo entusiasmo rapito abbia incoraggiato mia sorella a passare da parole sconsiderate a fatti anche più folli. Credo di avere diritto a delle scuse e sono pronto (nonostante la rabbia di oggi) ad accettarle; ma anziché assumere un atteggiamento del genere, lei mi si siede accanto e mi guarda negli occhi esprimendo niente più di un desiderio di piacermi, che all’improvviso trovo esasperante. (p. 239)

I confini della comunicazione

Come si fa a distinguere tra comunicazioni che hanno un significato diverso?

Un sistema sociale è un sistema di comunicazione e non un sistema composto da individui. La comunicazione è un'operazione sociale fondamentale che produce e riproduce sistemi sociali. I sistemi sociali sono autopoietici (1) e autoreferenziali (2):

  • Autopoiesi = autocreazione, quindi ogni comunicazione è prodotta a partire da altre comunicazioni. Il danno alle persone è irrilevante per il sistema. Quando una comunicazione non riesce a riprodursi fallisce. La comunicazione è una sequenza (concatenazione) di azioni, e il collegamento tra esse può essere riferito all'informazione o significato dall'azione. La comunicazione serve per capire i fenomeni sociali grandi e piccoli.
  • La comunicazione per collegarsi a un'altra deve prima fare riferimento ad essa. C'è sempre un riferimento a comunicazioni precedenti, se non ci fosse sarebbe il caos comunicativo. Nella comunicazione parlo di qualcosa esterno ad essa, quindi questa si rivolge al mondo (eteroreferenza, es. "fuori c'è il sole"). Tutti i sistemi sociali danno senso al mondo.

Il linguaggio

Il linguaggio:

  • Rende probabile la comprensione.
  • Permette di collegare le azioni nel processo comunicativo.
  • Si può includere anche il linguaggio non verbale (gesti), ma da solo questo non permette di rendere probabile la comunicazione: es. bacio se non c'è un collegamento tra la comunicazione verbale e quella non verbale, non riusciamo a dargli un significato preciso. Es. bacio tra adulti che significato gli do? Devo chiarirlo anche sul piano verbale.

Non è possibile ritenere il linguaggio non verbale prioritario, è sempre subordinato a quello verbale. È costruito nel processo di comunicazione: qualunque aspetto rilevante del linguaggio viene selezionato nella comunicazione. Ha una codificazione culturale, è nato dalla comunicazione (es. linguaggio specialistico).

Che cos'è la cultura? Ci sono due tradizioni che associano la cultura ai gruppi umani:

  • Settecentesca: ragione, conoscenza e competenza (élite), c'è una cultura alta e una bassa.
  • Antropologia culturale (fine 800): la cultura è una prerogativa di qualsiasi gruppo umano. È fondamento universale ma insieme differenziato dell'umanità. L'effetto di questa interpretazione non è positivo: diffondendosi, la differenza tra culture, oltre al confronto, ha condotto anche a conflitti.

"Il passo sospeso della cicogna"

Il film racconta di un matrimonio greco in periodo di guerra; il fiume rappresenta il confine tra due stati e gli sposi sono separati da esso. Noi siamo in grado di capire ciò che accade anche se non ne abbiamo mai fatto esperienza diretta, ma abbiamo acquisito le nostre conoscenze tramite la comunicazione.

Cultura come costruzione sociale

Nella comunicazione: la cultura è un insieme di simboli linguistici, verbali e non, prodotti nella comunicazione.

Caratteristiche della cultura:

  • È universale (ce l'hanno tutti).
  • È diversa e disomogenea: è sempre stata pensata come omogenea e coerente, condivisa (cioè siamo d'accordo tutti su almeno una cosa), ma in realtà non è così.
  • È variabile e imprevedibile.

Le forme culturali sono configurazioni di insiemi di simboli. Assicurano i collegamenti tra le comunicazioni; in realtà, dietro ogni singolo simbolo c'è un'intera configurazione di simboli. Tutte le forme culturali nell'insieme si definiscono semantica, che ci permette di creare stabilità nei collegamenti tra le comunicazioni; dentro la semantica troviamo la semantica curata.

La semantica curata mette in evidenza gli orientamenti fondamentali dei sistemi sociali che ci permettono di capire qual è la cultura della società; gli orientamenti possono essere divisi in due categorie che sono dipendenti l'una dall'altra:

  • Forme di comunicazione sono gli orientamenti culturali fondamentali, si tratta di presupposti strutturali (= forme culturali che compongono ogni forma di comunicazione): i sistemi hanno dei confini che includono certe comunicazioni e non altre (es. l'insulto non rientra in un sistema di comunicazione basato sull'amore), c'è una selezione delle comunicazioni e il presupposto strutturale determina questa selezione (è un selettore). Un sistema sociale nasce insieme agli orientamenti fondamentali in un processo: a) un simbolo culturale/forma di comunicazione emerge nella comunicazione (es. denaro); b) questo si stabilizza come fondamento della comunicazione (es. valore del denaro come fondamento del sistema economico capitalismo); c) orienta e seleziona la comunicazione (es. senza denaro non funziona l'economia capitalistica). Se non si produce un orientamento che tutti quanti conoscono, la comunicazione fallisce. I presupposti strutturali delle forme di comunicazione sono 3:
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliacavallini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi sociali e cultura della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Baraldi Claudio.
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