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Sistemi informativi a supporto delle decisioni aziendali (anno 2017-2018)

Esempi di aziende nel settore dei sistemi informativi

Esempi di aziende che si occupano di sistemi informativi: Oracle, SAS, Olivetti, Microsoft, Google, ecc. Quest'ultimo vende spazi pubblicitari, raccoglie info e le analizza per darle alle imprese. Accenture compra software e li integra per i propri clienti (è un system integrator), e anche KPMG fa così.

Il concetto di Big Data

Sfruttare i dati per saperli utilizzare: prima funzione delle tecnologie. Noi abbiamo bisogno di tanti dati ma non possiamo estrarre a mano il loro valore. Cos’è un big data? Una grande quantità di dati si parla di big data quando si supera 1018 un miliardo di gigabyte. Quando un'impresa supera questo valore, cominciano a sorgere dei problemi poiché non in grado di elaborare tutta questa quantità di dati. Probabilmente nei prossimi anni questo valore potrà cambiare.

Big Clouds e silos

Nel 2013 è stata stilata una classifica dei 5 Big Clouds, ovvero: Microsoft, Apple, Amazon, Google, Facebook essi sono dei SILOS? Questo termine è una tecnologia proprietaria ed indica il contrario di “interfaccia aperta/interoperabilità”, quindi una volta che adotto il sistema di un’azienda silos divento prigioniera di quest’ultima. Ad es. posso chiedere a Facebook tutti i miei dati per andare su un altro social? No. Come si costruisce un silos? Con degli standard proprietari. La Microsoft ha campato per decenni sulla costruzione di un silos, poiché per lei era un vero e proprio segreto industriale.

Spanning layer

Spanning layer = è l’interfaccia, è un layer che disaccoppia. Se esso è standard e open, quindi utilizzabile da tutti, crea innovazione e idee imprenditoriali sia sopra che sotto uno s.l. è interoperabile, quindi è l’opposto del silos. Infatti chi ha il silos si arricchisce essendone proprietario, mentre lo s.l. non ha proprietario; alcuni esempi storici di spanning layer: la cassa rossa delle lettere disaccoppia me e l’ufficio postale. Altro esempio: nel 1996 viene inventato uno s.l. per spostare le merci, e cioè il container.

Standardizzazione e TCP/IP

Nel mondo dell’informatica, fino al 1973, un computer dell’Olivetti poteva interfacciarsi solo con un altro computer dell’Olivetti (era un silos) proprio in quegli anni venne avanzato un progetto chiamato Esperanto (la lingua universale) che consentiva a tutti di capirsi; l’informatica ne prese spunto e definì uno standard per parlare fra computer diversi = fu chiamato TCP/IP trasmission control protocol/internet protocol. Dal 1973 in poi, qualsiasi computer parlava con qualsiasi computer, e sorse il problema inverso: se non si aveva come standard il TCP/IP si rischiava di rimanere isolati. Si creò l’effetto rete. La prima rete risale al 1969 e 4 computer furono collegati a tale rete il TCP/IP è un pacchetto standard che, una volta definito, consentì a tutti i costruttori di reti di attrezzarsi per trasportare tale pacchetto (altrimenti erano fuori dal mercato).

Il ruolo degli standard aperti nell'innovazione

Uno dei motori dell’innovazione è avere standard open descritti chiaramente, ma uno può chiedersi: allora come faccio a fare profitto su uno s.l.? Partiamo da principio. Le 4 fasi dell’innovazione sono:

  • Parto dall’idea
  • Ne studio la fattibilità e il mercato potenziale che possa ospitare l’idea stessa
  • Costruisco un prototipo
  • Lo produco quindi ingegnerizzazione

Da qui devo creare valore. Ma come? Fino al 1990, la rete era ancora usata da poche persone. Il numero di domini creati sul web si è impennato dopo il 2000. Nel 1989 nasce il web: il suo inventore dice che quando vogliamo spostare un oggetto sulla rete bisogna creare una open interfaccia standard tale per cui l’oggetto è immediatamente scaricabile. Tale interfaccia fu un s.l. chiamato HTTP.

Internet e Web

Internet = è l’internetworks, è una rete di reti, legata a una concezione fisica. Essa dice dove passano i pacchetti da un punto all’altro del pianeta. Il web è sopra l’internet, infatti internet ha vissuto dal ’69 all’ ’89 senza il web. Il web senza internet non esiste, esso è lo spazio virtuale entro cui ci muoviamo. Esso è una ragnatela di collegamenti. Tutte le applicazioni aziendali che vedremo sono applicazioni web, così come le interfacce che creeremo.

Componenti di un sistema informativo aziendale

Un sistema informativo aziendale è fatto da computer, hardware, software, reti… partiamo da cos’è un computer è un sistema-macchina basato su 5 componenti:

  1. Input converte i simboli umani in codici binari, successivamente collezionati nella memory
  2. Storage o Memory: può contenere solo codici binari sistema di numerazione formato da 0 e da 1. La memoria contiene dati e istruzioni espressi in binario. La memoria è una stringa di bits
  3. CPU: unità centrale di processo; estrae dalla memoria dati ed istruzioni e memorizza i risultati
  4. Output: sono dispositivi complementari agli input, che prendono la serie di 0 e di 1 del codice binario e la convertono in linguaggio umano
  5. The network: la rete

Hardware e software

Hardware: parte tangibile della macchina, formato dalle componenti 1-3-4-5 di cui sopra. Software: collezione di comandi, istruzioni, ecc. memorizzati; è la parte intangibile della macchina, è una collezione di bits. Anche il software è codificato in codice binario: alcuni bits sono i dati che noi inseriamo come input nella macchina, altri bits sono l’istruzione di qualcosa che noi vogliamo sia eseguito (ad es. premo il tasto 9 e il pc me lo converte il 1001, e questo è il dato. Premo 9 al quadrato perché voglio che sia calcolato e questa è l’istruzione).

Il sogno di una macchina che ragiona

Il sogno di una macchina che ragiona è antichissimo: nel nostro corso parliamo di sistemi che supportano decisioni, quindi le macchine non fanno il lavoro per noi ma ci aiutano. Siccome costa fatica prendere decisioni, l’umano ha sempre sognato una macchina che scelga per lui. Quando siamo arrivati a ragionare, l’idea fu quella di pensare ad una macchina che ragionasse per noi l’Ars Magna fu un marchingegno che dice il vero e il falso ideato nel 1200/1300 da Ramon Lull. Nel 1671, Leibniz costruì una macchina e inventò il sistema binario su base 2 (sarebbe il codice binario che tutt’ora noi usiamo) secondo la sua invenzione, con un calcolo fatto dalla macchina si poteva vedere il giusto; tuttavia non fu realizzata mai.

Storia dell'informatica

Passiamo al 1726 con il libro “I viaggi di Gulliver”, Swift prendeva in giro coloro che sognavano la macchina in grado di ragionare da sola. Quando Gulliver arriva nella fantastica città di Lagado, trova una macchina in grado di scrivere da sola libri di filosofia, poesia, legge, teologia, ecc. senza il bisogno di studiare. Nel 1801, con la Rivoluzione Industriale, si sostituisce il lavoro umano con la macchina. Arriviamo al 1831 a Torino: città chiave dell’informatica succede che un matematico, Giovanni Plana, inventa quello che oggi potremmo definire un computer di sola lettura, chiamato “Calendario meccanico universale”. Nel 1834, Babbage inventa la prima vera e propria macchina dotata di ingranaggi meccanici, simile a un computer; Babbage fu inventato a Torino a presentare la sua invenzione: tuttavia egli non aveva la macchina vera e propria, ma aveva solo il prototipo disegnato. Siccome questa macchina non era ancora descritta, il matematico Menabrea prese appunti in francese, li consegnò a Babbage che li portò in Inghilterra alla scienziata Ada Byron (la prima programmatrice della storia, 1843) per tradurli. Il primo libro di informatica nacque proprio così. Ada Byron si chiese: cosa fare con la macchina descritta da Menabrea e inventata da Babbage? E capì che il computer poteva andare oltre il mero calcolo.

La rivoluzione del computer

Nel 1878 nasce la tastiera QWERTY. La seconda puntata significativa della storia avviene nel 900, dopo quasi un secolo: la macchina di Babbage non viene prodotta, ma nessuno seppe il perché. Nel 1937 nasce la Turing Machine: secondo Turing bisognava riprendere l’idea di Babbage. Nel 1943 ancora non è stata inventata nessuna macchina; nel 1945, lo scienziato Von Neumann decide di riprendere l’idea di una macchina, usando le valvole elettroniche il computer nasce dopo la seconda Guerra Mondiale. Da qui in poi, l’architettura rappresentata da Von Neumann è ancora la stessa, non è cambiata (input, output, memoria, CPU). Nel 1947 venne inventato il transistor, tutt’oggi esistente ma tecnologicamente diverso rispetto al passato (nei microprocessori, circa 2 miliardi di transistors eseguono le istruzioni, poiché essi sono semplici macchine che governano correnti elevate con piccole correnti).

Dall'analogico al digitale

Input e output sono incorporati nel modem, che trasmette e riceve. Un altro dispositivo che incorpora input e output è il touch screen. Noi stiamo vivendo la transizione dall’analogico al digitale: basti pensare a Facebook che costruisce i nostri gemelli virtuali. Nel 1950, Wiener fondò l’etica informatica.

Algoritmi e software

Nella nostra storia ci sono altri punti di svolta:

  1. Nel 1950 si parla per la prima volta di algoritmo, ovvero un procedimento esplicito descrivibile con un numero finito di regole che conduce al risultato dopo un numero finito di passi. Tutti i programmi per computer sono algoritmi (quindi un software è un algoritmo); alcune proprietà di un algoritmo:
    • Neutralità, poiché rispetto al substrato, la potenza della procedura è dovuta alla sua struttura logica, non al materiale con cui è realizzata
    • Non necessità di una mente, poiché la procedura è talmente semplice da essere eseguibile da un meccanismo automatico
    • Risultati garantiti, poiché lo si esegue senza errori
  2. Parliamo di software cosa fa chi fa il software? La catena di produzione di software si compone di 5 passi:
    • Analisi. L’analista produce la soluzione a un problema usando un linguaggio visuale per descrivere l’algoritmo, servendosi di un diagramma di flusso
    • Flow chart. Descrizione dell’algoritmo tramite diagramma di flusso. Si passa alla figura del programmatore
    • Coding. Il programmatore prende il diagramma di flusso e lo converte in un linguaggio di programmazione (Pascal, C++, Java, ecc.). Tale linguaggio traduce la soluzione del problema espressa in linguaggio visuale in un linguaggio testuale
    • Testing. Passiamo al compilatore: programma che converte il nostro testo scritto in codice sorgente in un codice oggetto (binario), finalmente eseguibile dalla macchina
    • Sharing. Il programma è ormai eseguibile ed è espresso in codice binario
  3. Nel 1951, è possibile acquistare il primo computer. Hopper ebbe l’idea del compilatore
  4. Nel 1954, Olivetti creò un computer italiano, e pochi anni dopo nacque il laboratorio informatico Olivetti
  5. Nel 1959 nasce il primo mainframe a transistor, un computer di grandi dimensioni
  6. Nel 1964 iniziano i mini computer nel 1965, Perotto pensa a una macchina più piccola da poter tenere in casa. Nasce il primo personal computer (l’Olivetti P101)
  7. Nel 1966 nasce il teorema Bohm Jacopini. Due italiani dimostrano che un algoritmo ben strutturato ha tre costrutti che possono essere in sequenza oppure incontrare un bivio o avere un ciclo; sequenza, bivio, ciclo sono funzioni essenziali per costruire qualunque algoritmo
  8. Nel 1968 nasce il demo
  9. Nel 1969 nasce UNIX, l’antenato di Linux

Categorie di software

  • Software di base: software senza cui la macchina non funziona, quindi include il sistema operativo. Es. Windows, Apple (con iOS), Linux
  • Software applicativo: non arriva con la macchina, perché chi vende la macchina di base non sa che software voglio applicare. È il software installato dagli utenti, contenente le applicazioni che faremo noi. Quando noi parleremo di sistemi informativi, la componente software è evidentemente il software applicativo (Word, Excel, Power Point, ecc.)

La rivoluzione dei microprocessori

  1. Nel 1971, sempre mantenendosi input/memoria/output/CPU, cambiano la tecnologia e gli ingranaggi meccanici di un computer nasce il microprocessore Intel 4004
  2. Nel 1973 nasce Internet (TCP/IP). Prima di questa data le macchine parlavano solo all’interno dei silos; dopo questa data tutte parlano con tutte. Cos’è Internet? Una serie di reti, infatti è l’abbreviazione di Internetworks (rete di reti). Una rete è fatta da tre componenti:
    • Nodi della rete da collegare. Sono la parte tangibile della rete
    • I canali di comunicazione fra i nodi (Wi-Fi, adsl, ecc.)
    • Protocollo di comunicazione, cioè delle regole intangibili. Ad es. protocollo TCP/IP

La nascita del software proprietario e libero

L’Internet è definibile anche come una collezione di rotonde (definite router): io entro nella rotonda, e esco all’uscita che va nella direzione che mi interessa. Se ho 5 reti, come faccio a collegarle alla rotonda se ognuna di esse ha dei bits propri? Se ho un'amica di Pechino, e voglio mandarle una email da Milano, cosa succede? Il mio pacchetto di bits viene dato all’entità a cui pago la bolletta, cioè un Internet Service Provider (Wind, Telecom, ecc.), la quale mi fornisce l’aggancio alla rete di reti (cioè mi dà la prima rotonda per collegarmi a Internet). A sua volta, il mio pacchetto passa da un router all’altro sino ad arrivare a quello di Pechino.

  1. Nel 1975 nasce Microsoft
  2. Nel 1976 nasce Apple. Sempre nel 1976:
  3. Nel 1984, Steve Jobs inventa Macintosh (2500 dollari di computer)
  4. Nel 1985 nasce il free software (GNU manifesto) nel software proprietario non ho accesso al codice sorgente: ho il programma, posso usarlo, ma non ho idea di come sia dentro; ho solo l’interfaccia utente. Col software libero invece posso accedere al codice sorgente. Prendiamo un software applicativo per scrivere testi: Word o Write. La distinzione è che il software proprietario, per poterlo usare, prevede il pagamento di una licenza; nel mondo del software libero, siamo liberi di scambiarci il codice sorgente. Poiché il codice proprietario lo legge solo il proprietario, per quanti programmatori si possano avere, il numero di software proprietari è pari al massimo a quello dei programmatori. Nell’ambito del software libero, ci sono centinaia di migliaia di persone che operano in modo collaborativo. È impossibile scrivere un software di qualsiasi tipo senza errori (a meno che il codice non sia molto molto banale, ma nella realtà un codice è formato da 20'000 o più linee, quindi inevitabilmente ci sono degli errori). Il software libero, sebbene abbia errori come quello proprietario, ha un codice sorgente visibile a centinaia di migliaia di persone, quindi la curva di diminuzione degli errori è molto più accelerata rispetto a quella del proprietario (dato che, essendo in tanti gli utenti, gli errori vengono prima risolti) l’utente che usa un free software è meno esposto agli errori. Un free software consente ai suoi utenti di copiare, distribuire, studiare, cambiare, migliorare, ecc. il software stesso
  5. Nel 1988, Morris sperimenta online come spostare un pezzo di codice da una macchina all’altra (è il primo virus) riflessione sul concetto etico
  6. Nel 1989 nasce il World Wide Web è uno spazio virtuale (è intangibile, mentre l’Internet è tangibile nelle sue parti) chiamato “ragnatela virtuale” che copre il pianeta. Noi ci muoviamo entro tale spazio, così come le macchine. Quando mi muovo in rete, non è detto che io stia parlando con un umano (Siri). Il WWW è un cyberspazio parto da un sito. Sul mio schermo compare una immagine, clicco una parola chiave (c.d. ipertesto) che mi porta a un altro sito e così via (con l’ipermedia navigo fra oggetti multimediali)

Differenze fra Internet e Web

  1. Internet: parte tangibile, che può funzionare anche senza Web
  2. Web: non può funzionare senza Internet. Quando mi collego al Web uso un browser tipo FireFox, Safari, Internet Explorer, ecc. che mi consente di navigare sul Web. La parola che scriviamo sul browser è il primo dominio web da cui voglio partire: ad es. www.unicatt.it. Il dominio è fatto da 3 componenti:
    • Www
    • Parte centrale
    • .it

Nel 1989 c’è stata una esplosione potenziale di domini perché è diventato facile accedere alle informazioni. Prima, solo i ricercatori e gli informatici accedevano al web, mentre ora lo fanno tutti. Ipotizziamo di fare un grafico incrociando la connettività delle persone e la connettività del sapere nel 1989 una piccola minoranza di utenti scriveva (siamo al web 1.0 read only), mentre oggi tutti hanno una pagina web o un profilo social; col web 2.0 il web comincia a popolarsi di applicazioni semplici da usare: nasce il blog e si sviluppa l’uso dei social networks (Facebook) poiché miliardi di persone scrivono. Col web 3.0 si passa al semantic web: si parla di post-Turing ICT non siamo ancora arrivati al 3.0, ma è il web in cui le info sono connesse fra concetti, e non più fra siti (ad es. se io metto una parola nel browser ottengo infiniti collegamenti, e clicchiamo su quelli che conosciamo o ci ispirano; col web 3.0 si vogliono superare questi limiti, quindi se metto la parola “tigre” nel browser mi uscirà l’animale, la marca del formaggino, ecc.). Infine, il web 4.0 comporterà la nascita dei knowledge networks.

L'evoluzione del computing e il cloud computing

All’inizio dell’era dell’informatica, memoria ed elaborazione stavano a parte; con l’era del personal computer, input – storage – processing – output – network erano sotto il controllo degli utenti. Arriva poi il cloud computing. Parliamo di cloud computing è uno scenario in cui...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria1494 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi informativi a supporto delle decisioni aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Frigerio Chiara.
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