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Sistemi elettorali in Italia Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Diritto pubblico comparato del professor Stefano Ceccanti. Trattasi di una scheda riassuntiva all'interno della quale analizzati i diversi Sistemi elettorali e le conseguenti forme di governo adottate in Italia per le elezioni comunali, provinciali,... Vedi di più

Esame di Diritto Pubblico Comparato docente Prof. S. Ceccanti

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2- Elezioni provinciali: forma neoparlamentare; proporzionale con premio

Fonti: decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Anche qui la fdg è neoparlamentare .

Come si vota: l’elettore, che non può esprimere preferenze (si vota in collegi

uninominali-proporzionali, cioè a un partito con preferenza pre-determinata, il voto al

partito vale necessariamente anche come voto di preferenza) ha tre scelte nel primo

turno:

a) può votare per il solo Presidente, nel qual caso il voto è valido solo per lui;

b) può votare per un Presidente e per uno dei partiti collegati (che corrisponde a un

candidato al Consiglio); il voto vale per entrambi;

c) può votare per un partito (che corrisponde a un candidato al Consiglio); il voto vale

anche per il Presidente.

Attenzione: per le Provinciali non è ammesso lo splitting, cioè il voto incoerente!

Al secondo turno, se c’è perché nessuno ha raggiunto il 50% + 1 dei voti validi,, si vota

solo tra i due candidati Presidenti rimasti in lizza.

Come si assegnano i seggi: il 60% alla coalizione vincente (la spartizione interna col

metodo del divisore D’Hondt) e il 40% ai perdenti (sempre col D’Hondt). Dentro le liste

secondo la graduatoria delle cifre individuali dei candidati dello stesso partito nei collegi

della provincia: non è un uninominale maggioritario, ma proporzionale, quindi ci

possono essere collegi con più di un eletto (perché magari 2 candidati di partiti diversi

hanno avuto un buon piazzamento nella graduatoria del proprio partito) e collegi senza

eletti.

3- Elezioni regionali (regioni ordinarie): tra forma neoparlamentare e autonomia

statutaria

Fonti: la forma di governo e la legge elettorale di tali Regioni sono regolate dagli

articoli 121, 122, 123 e 126 della Costituzione e dalle disposizioni transitorie della legge

costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (art. 5 di detta legge).

E’ prevista una disciplina transitoria finché le Regioni non provvedano autonomamente

con i nuovi Statuti e le nuove leggi elettorali: finora solamente le regioni Calabria,

Lazio, Marche, Puglia e Toscana hanno raggiunto il traguardo.

La forma di governo transitoria è neoparlamentare. L’autonomia statutaria è in sostanza

limitata a due scelte: se si tiene l’elezione diretta si deve mantenere anche il “simul…

simul”; se si torna all’elezione da parte del Consiglio può saltare anche il “simul…

simul”, ma non si può comunque eliminare l’istituto della mozione di sfiducia. La legge

elettorale è materia di legislazione concorrente: ci sono princìpi fondamentali approvati

con legge dello Stato (l. n. 165 del 2004) che vincolano le regioni, in particolare, ad

adottare un sistema che garantisca la rappresentanza delle minoranze e assicuri

governabilità. Il resto è demandato alla scelta delle Regioni. Finché non si esercita, vale

il rinvio alla norma transitoria, che dispone l'applicazione della legge 17 febbraio 1968,

n. 108 e successive modificazioni (in particolare alla legge 23 febbraio 1995, n. 43, la

riforma elettorale detta “Tatarellum”).

Come si vota: l’elettore in un unico turno elettorale riceve una sola scheda e può

esprimere due voti, uno su liste provinciali concorrenti sul lato sinistro (all’interno delle

quali può esprimere una sola preferenza) e uno su liste regionali bloccate capeggiate dai

candidati-Presidenti sul lato destro della scheda. In pratica a sinistra ci sono i partiti e a

destra le coalizioni.

L’elettore ha quattro opzioni:

e) se vota solo per una lista provinciale il suo voto e, dentro di essa, per un candidato a

cui dà la preferenza, si trasporta automaticamente per il candidato Presidente collegato a

quella lista (il voto al partito è automaticamente voto per la coalizione di cui esso fa

parte);

f) se vota solo per il candidato Presidente il voto non si riporta su nessun partito (non si

saprebbe a chi darlo visto che normalmente più liste di partito convergono in una

coalizione);

g) può dare due voti coerenti e sono validi entrambi (es. Ds e Ulivo, Fi e Cdl);

h) può dare due voti incoerenti, validi entrambi (es. An e Ulivo, Ds e Cdl).

Come si assegnano i seggi: il risultato complessivo è determinato dal voto per il

Presidente che si trascina una maggioranza garantita. Il canale delle liste proporzionali

esprime l’80% dei seggi, quello del “listino” regionale il 20%. Ci sono tre casi possibili:

a) se liste provinciali collegate al Presidente vincente hanno già raggiunto o superato il

50% dell’insieme dei seggi del Consiglio si dà solo metà premio, cioè si aggiungono

solo metà dei componenti del listino (10%);

b) se, anche dopo aver dato al Presidente l’intero premio, tutto il listino (20%) non ha

ancora raggiunto il 55% complessivo, c'è’ una sorta di "premio supplementare” per

portarlo al 55%, prendendo i primi dei non eletti delle liste proporzionali;

c) in tutti gli altri casi si assegna per intero il premio del 20% (l’insieme dei candidati

nel listino).

Sul canale proporzionale si utilizza tra le liste il metodo del quoziente (lo spiego sotto, a

proposito delle europee- ndA) e la graduatoria delle preferenze. E’ previsto uno

sbarramento per le liste provinciali (3%), ma solo per chi resta fuori dalle coalizioni più

grandi, per chi è collegato a candidati Presidenti che abbiano preso meno del 5%. Per i

candidati sulla parte proporzionale si segue in ogni lista la graduatoria delle preferenze,

nel listino l’ordine di presentazione.

4. Elezioni per il Parlamento: proporzionale con premio di maggioranza e

sbarramento

Fonti: per la Camera il Dpr 30 marzo 1957, n. 361 e successive modificazioni; per il

Senato il D.Lgs. 20 dicembre 1993, n. 534. Le modifiche più recenti sono state

introdotte dalla legge 21 dicembre 2005, n.270 con cui si vota per la prima volta il 9 e


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Atreyu

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DESCRIZIONE APPUNTO

Materiale didattico per il corso di Diritto pubblico comparato del professor Stefano Ceccanti. Trattasi di una scheda riassuntiva all'interno della quale analizzati i diversi Sistemi elettorali e le conseguenti forme di governo adottate in Italia per le elezioni comunali, provinciali, regionali, politiche ed europee.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Pubblico Comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ceccanti Stefano.

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