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Fisiologia umana-Sistema nervoso e nervi spinali nel dettaglio

Appunti di anatomia e fisiologia: tutto ciò che concerne il sistema nervoso, encefalo e le sue aree, encefalogramma, impulsi e nervi spinali per la preparazione all'esame di anatomia e fisiologia, dell'università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia e fisiologia docente Prof. A. Vignati

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I nervo olfattivo/olfattorio: è un nervo sensoriale

puro, le sue fibre passano attraverso la lamina

cribrosa dell'etmoide, non è un nervo molto lungo, i

suoi neuroni terminano con dei chemiocettori in

grado di percepire piccolissime quantità di sostanze

volatili.

II nervo ottico: è un nervo sensoriale, si origina dalla

retina (parte sensibile dell'occhio), è il primo tratto

delle vie ottiche, che sono complesse e interessano

diversi segmenti neuronali che vanno a proiettare

sulla corteccia occipitale (luogo di elaborazione delle

percezioni visive

III nervo oculomotore (comune): innerva sia i principali

muscoli estrinseci (striati) dell'occhio, deputati al

movimento dell'occhio (sopra, sotto, destra e sinistra), sia i

muscoli intrinseci (lisci) dell'occhio--> muscolo ciliare

(modifica la convessità del cristallino) e muscolo

costrittore dell'iride (permette di adattare la quantità di

luce che arriva alla retina); i muscoli estrinseci sono

sottoposti alla volontà ma hanno anche degli automatismi,

ovvero dei movimenti impercettibili che servono a ricreare

l'immagine nella sua complessità.

IV nervo trocleare: è un nervo motore, innerva il muscolo

obliquo superiore (sposta l'occhio obliquamente)

VI nervo abducente: innerva il muscolo retto esterno

(sposta verso l'esterno l'occhio)

V nervo trigemino: è un nervo misto,

prevalentemente sensoriale, si occupa

della sensibilità della parte anteriore della

testa (la parte posteriore è di competenza

del plesso cervicale), è un nervo diviso in 3

branche--> azzurra = oftalmica, rossa =

mascellare, violetta = mandibolare; ha una

funzione motrice poiché controlla gran

parte dei muscoli masticatori (mesentere,

temporale e pterigoidei), è legato ad alcuni

riflessi (controlli automatici locali) come

quello corneale VII nervo facciale: è un nervo prevalentemente motorio,

innerva gran parte della muscolatura della faccia,

innerva i muscoli mimici, quelli orbicolari ecc, innerva

anche parte della lingua e le principali ghiandole salivari

(parotidi e sotto-mandibolari) e lacrimali

VIII nervo vestibolo cocleare (acustico): proviene dall'orecchio, viene

chiamato in questo modo poiché il vestibolo è l'organo interno all'orecchio

che si occupa dell'equilibrio, la coclea è una parte dell'orecchio interno che

si occupa della percezione uditiva, la prima parte composta dai canali

semicircolari, l'utricolo e il sacculo (contengono otoliti, simili a sassolini, che

tendono a spostarsi per inerzia quando la testa subisce un'accelerazione),

forniscono informazioni riguardo alla posizione della testa rispetto allo

spazio e la presenza di movimenti e accelerazioni della testa rispetto allo

spazio;se si viaggia di moto rettilineo uniforme non è possibile distinguere

se si viaggia o si è fermi,fluido contenuto in 3 canali semicircolari, orientati

sui 3 piani dello spazio,consente di percepire movimenti e di capire come è

il corpo rispetto alla testa e di conseguenza la sua posizione nello spazio

IX nervo glossofaringeo: è un nervo misto, che si occupa del

controllo dei movimenti della lingua e della faringe, è legato ai

movimenti di deglutizione e di secrezione della saliva, porta

informazioni sulla sensibilità della faringe (se si ha un pelo in gola

lo si avverte in modo elevato e si ha un riflesso che porta al colpo

di tosse o al conato di vomito) e del terzo posteriore della lingua

X nervo vago: è un nervo prevalentemente motore, è

"l'autostrada" di uscita del sistema parasimpatico, in quanto ne

porta la gran parte delle fibre in uscita XI nervo accessorio: è un nervo motore puro

che regola alcuni muscoli del collo e della

lingua, innerva lo sternocleidomastoideo e il

trapezio

XII nervo ipoglosso: è un nervo motore puro

che regola alcuni muscoli del collo e della

lingua, innerva i muscoli che sollevano la

laringe durante la deglutizione.

III, IV e VI nervo (oculomotore comune,

trocleare e abducente) sono nervi legati ai

movimenti dell'occhio, il III contiene anche

nervi che controllano movimenti intrinseci

dell'occhio, cioè la capacità di modificare le

dimensioni della pupilla e la complessità del

cristallino (in termini fotografici sono la messa

a fuoco e la regolazione del diaframma), i 3 nervi assieme controllano la muscolatura estrinseca dell'occhio

(quella che ci permette di muovere il bulbo oculare). Sistema nervoso autonomo è un

doppio sistema che serve per il

controllo automatico delle funzioni

vitali, sulla sinistra si ha la parte

parasimpatica e sulla destra la parte

ortosimpatica/simpatica. Il sistema

nervoso autonomo parasimpatico

nasce da due regioni opposte del

sistema nervoso centrale, ovvero da:

alcuni nervi cranici e dalle radici

sacrali del midollo (è infatti chiamato

anche sistema nervoso cranio-

sacrale), il sistema nervoso simpatico

nasce dalle radici toraciche e lombari

del midollo (chiamato anche toracico-

lombari). I nervi cranici che danno

luogo alle fibre del parasimpatico

sono il III, il VII, il IX e il X: il III manda

delle fibre alla muscolatura intrinseca

dell'occhio, regolata da entrambi i

sistemi, il VII e il IX per l'innervazione

di alcune ghiandole (salivari, lacrimali,

ecc), il X raggiunge tutti gli organi

addominali con l'eccezione dell'ultimo

tratto dell'apparato digerente, della vescica e dei genitali, che sono raggiunti da delle fibre del plesso

sacrale. A destra si ha rappresentazione schematica del sistema simpatico, in questo sistema le fibre

nervose che escono dal midollo, nel tratto toracico e in quello lombare, non vanno direttamente ai

corrispondenti organi ma formano una serie di plessi successivi, che presentano dei gangli molto evidenti,

questi gangli formano delle colonne laterali rispetto alla colonna (vengono chiamati para-vertebrali o latero-

vertebrali), vi sono anche dei gangli, più circoscritti, che si trovano davanti alla colonna, e sono più mediali.

Il sistema nervoso simpatico raggiunge gli stessi organi del parasimpatico ma con funzioni mediamente

opposte, una volta fuoriuscite dal sistema nervoso centrale le fibre nervose ( sia del cranio-sacrale che del

toraco-lombare) non arrivano direttamente agli organi ma formano delle sinapsi intermedie, sono cioè

presenti dei relè con un'altra fibra, queste sinapsi sono contenute in gangli periferici, per il sistema

parasimpatico sono abbastanza vicini all'organo effettore mentre per il simpatico sono lontani dall'organo

effettore ma vicini al sistema nervoso centrale. I gangli hanno dei nomi particolari per quanto riguarda il

sistema nervoso parasimpatico, specialmente per quelli

che derivano dai nuclei dei nervi cranici.

La via che esce dal SNC (sistema nervoso centrale)

raggiunge il tessuto target (bersaglio) attraverso una via

composta da due neuroni, in mezzo ai quali c'è un punto

di collegamento costituito da una sinapsi, queste sinapsi

sono contenute in strutture chiamate gangli, il nome è

dato dal fatto che contenendo una sinapsi contengono

anche il nucleo di un neurone. La struttura è uguale sia

per il simpatico che per il parasimpatico: si ha un 1°

neurone che parte dal SNC e arriva al ganglio, nel ganglio si ha la sinapsi da cui parte un 2° neurone che va

dal ganglio al tessuto periferico.

La differenza tra simpatico e parasimpatico si ha nella posizione del ganglio (come già detto sopra nel

parasimpatico è relativamente vicino all'organo,a volte è dentro l'organo, mentre nel simpatico è

relativamente vicino al SNC); il SNC di competenza del sistema simpatico è quello toraco-lombare, mentre

quel del sistema para-simpatico è quello cranio-caudale; una grossa differenza tra i due sistemi è

rappresentata dal neurotrasmettitore che agisce nel 2° neurone: il 1° neurone viene chiamato pre-

gangliare (dal SNC al ganglio), il 2° viene chiamato post-gangliare (dal ganglio all'organo bersaglio), tutti i

neuroni pre-gangliari utilizzano come neurotrasmettitore l'acetilcolina (stesso neurotrasmettitore della

placca neuromuscolare), il neurone contenuto nel ganglio ha dei recettori di tipo colinergico (che

riconoscono con l'acetilcolina), questi recettori sono dello stesso tipo di quelli presenti nel muscolo, ovvero

recettori nicotinici. La sinapsi che si trova all'interno del ganglio è di tipo colinergico-nicotinica, è uguale sia

per il sistema parasimpatico che per quello simpatico. Il neurone post-gangliare (dal ganglio all'organo

bersaglio) utilizza dei neurotrasmettitori e dei recettori differenti per simpatico e parasimpatico: il

parasimpatico mediamente utilizza un neurone colinergico ma il recettore presente nell'organo periferico

non è di tipo nicotinico ma muscarinico; il 2° neurone del simpatico non utilizza più l'acetilcolina come

neurotrasmettitore ma utilizza la noradrenalina (analoga all'adrenalina, differiscono solo per un gruppo

metilico), si ha quindi un neurone adrenergico e non più colinergico, questo neurone fa sinapsi sull'organo

bersaglio con un recettore di tipo adrenergico (di tipo α o β). Si ha un'eccezione nel sistema simpatico legata

all'innervazione simpatica delle ghiandole sudoripare in cui il neurone post-gangliare del sistema simpatico

non utilizza la noradrenalina ma utilizza lo stesso meccanismo del parasimpatico acetilcolina con dei

recettori di tipo muscarinico.

Schema generale riassume quali sono i neurotrasmettitori prevalenti, mettendo anche quello del muscolo, il

motoneurone ( neurone che innerva il muscolo e termina con la placca neuromuscolare) utilizza

l'acetilcolina e i recettori sono nicotinici (N), le sinapsi presenti nei gangli, sia del sistema nervoso simpatico

sia di quello parasimpatico, sono colinergiche nicotiniche, nel sistema parasimpatico il secondo neurone è

colinergico ma i recettori sono muscarinici, questo stesso meccanismo lo ha anche il sistema simpatico che

va alle ghiandole sudoripare, il grosso del sistema simpatico utilizza una seconda sinapsi (tra neurone post-

gangliare ed effettore) con recettori adrenergici di tipo α o β e il neurotrasmettitore è la noradrenalina, la

midollare del surrene si comporta come un ganglio simpatico modificato--> riceve delle fibre pre-gangliari

dal sistema nervoso simpatico, queste fibre fanno sinapsi con dei recettori nicotinici (fibre colinergiche

nicotiniche), la differenza sta nel fatto che i neuroni contenuti nella midollare del surrene producono un

neurotrasmettitore che è, almeno nell'uomo, per l'80% adrenalina che viene immessa nel sangue (non

serve come punto di partenza per una nuova via assonica).

In tutte queste situazioni la prima sinapsi fuori dal SNC è sempre di tipo colinergico-nicotinico, la seconda

sinapsi è di tipo differente. I recettori α e β non hanno

sempre la stessa funzione,

non si possono classificare

in una precisa funzione, in

quanto dipende

dall'organo, in questo

schema si ha una sorta di

riassunto con delle

eccezioni segnalate; in

genere i recettori α hanno

un effetto di stimolazione, ma nell'intestino hanno l'effetto opposto, i recettori β hanno generalmente un

effetto di rilasciamento, tranne che nel cuore dove hanno un effetto di stimolazione; i recettori β sono di

tipo diverso, quelli nel cuore sono diversi da quelli nella vescica, nell'utero, ecc... la differenza maggiore si

ha tra bronchi e cuore: i recettori β1, presenti specialmente nel cuore, hanno un'azione di stimolo,

aumentano cioè la funzione cardiaca in termini di forza di contrazione e di frequenza, i recettori β2, presenti

nei bronchi, hanno un effetto inibitorio e tendono a far rilasciare la muscolatura lisci di bronchi e bronchioli,

creando una loro dilatazione; questa differenza è importante poiché esiste una categoria di farmaci,

chiamati β bloccanti, che si utilizzano nelle patologie cardiache quando si vuole limitare il lavoro cardiaco,

questi βbloccanti agiscono inibendo la funzione che i recettori β1 hanno sul cuore, l'effetto indesiderato è

che se viene rimosso uno stimolo che nei bronchi porta a bronco-dilatazione le vie aree diventano più

strette, e si ha il rischio di un attacco di asma. Questo problema oggi è stato risolto attraverso l'utilizzo di

sostanze βbloccanti per il cuore che agiscono solo sulle β1, sono quindi β1 bloccanti selettive, in modo tale

da non creare alcun problema sulle β2 dei bronchi.

α è prevalentemente stimolatore, tranne che sul sistema gastroenterico in cui ha l'effetto posto, β1 agisce

come stimolatore del cuore, β2 agisce come inibizione delle altre strutture.

Schema già proiettato per il muscolo, si riferisce

all'acetilcolina e in che moda viene sintetizzata dal

neurone che la utilizza (attraverso la sintesi tra

colina, aminoacido, e l'acetilcoenzimaA), una volta

utilizzata deve poi essere ripescata e smontata in

colina + acetato.

TIROSINA

OH tirosina-idrossilasi

DOPA (DI-IDROSSI-FENILALANINA)

COOH dopa-decarbossilasi degradazione:

DOPAMINA (neuroni dopaminergici) MAO

(monoamino-

OH dopamina-ß-idrossilasi

 ossidasi)

COMT

NORADRENALINA (neuroni adrenergici) (catecol-o-

metil-

trasferasi)

CH3 feniletanolamine-N-metiltrasferasi

 ac. Omovanilico ac.

idrossi-mandelico

ADRENALINA (midollare surrene) normetadrenalina

metadrenalina

Molti neurotrasmettitori derivano dall'aminoacido tirosina, dalla tirosina derivano anche altre sostanze,

come gli ormoni tiroidei, ed è anche la sostanza precursore di una serie di neurotrasmettitori importanti

chiamati catecolamine (indicati in rosso nella figura): dopamina, noradrenalina e adrenalina, la

trasformazione della tirosina in queste differenti sostanze dipende dalla presenza di un enzima (indicati in

arancione) che apporta delle piccolissime modifiche di tipo chimico, si passa dalla dopamina alla

noradrenalina per aggiunta di un idrossile, si passa dalla noradrenalina all'adrenalina per aggiunta di un

gruppo metilico, tutte queste modifiche sono catalizzate da un enzima. La produzione di adrenalina

piuttosto che noradrenalina da parte di una cellula dipende dal fatto che abbia attivato o no quel tipo

particolare di enzima, ad esempio la midollare del surrene che produce prevalentemente adrenalina avrà

attivati tutti gli enzimi che permettono di portare dalla tirosina fino all'adrenalina, il terminale post-

gangliare del sistema simpatico che deve produrre noradrenalina non avrà l'ultimo enzima ma si fermerà al

livello precedente.

Tutte queste sostanze vengono degradate attraverso due complessi sistemi che consentono di smontare

queste molecole, renderle inattive e permettere il reset della terminazione sinaptica, queste vie di

eliminazione vengono ritrovate parlando di farmacologia.

L'agonista è una sostanza, per quanto riguarda i recettori

del sistema nervoso autonomo, che attiva i recettori,

l'antagonista è una sostanza che inattiva i recettori, per

esempio perché è una sostanza simile a quella che

dovrebbe andare nel recettore ma avendo delle piccole

differenze chimiche blocca il recettore stesso, ad

esempio: noradrenalina e adrenalina stimolano i

recettori adrenergici, così come l'acetilcolina stimola

quelli nicotinici e muscarinici, i nicotinici sono stimolati

anche dalla nicotina e i muscarinici dalla muscarina

(veleno attivo di un tipo di fungo). Curaro, già citato per il

muscolo, è un'antagonista dei recettori nicotinici in

quanto blocca la placca neuromuscolare e quindi induce

una flaccidità del muscolo; l'atropina ha un'azione di

blocco sui recettori muscarinici, questa sostanza deriva

da un alcaloide (sostanza attiva ) presente nella bacche

dell'atropa belladonna, agisce come antagonista dei recettori muscarinici, che fanno parte del sistema

nervoso parasimpatico, il nome deriva dai tempi dei romani: l'estratto delle bacche dell'atropa belladonna

veniva utilizzato dalle donne romane come cosmetico, poiché tende, una volta instillato nell'occhio, ad

allargare la pupilla (nei canoni estetici romani una donna con gli occhi grandi era considerata attraente, e

quindi il nome atropa belladonna deriva da questo); induce mitriasi (allargamento della pupilla) poiché

inibisce l'effetto di costrizione della pupilla attuato dal sistema parasimpatico. L'atropina viene utilizzata

ancora oggi in molte situazioni: visita oculistica (per analisi del fondo dell'occhio), farmaco cardiologico

(somministrato per endovena) in quanto tende a facilitare l'effetto del parasimpatico sul cuore (aumenta la

frequenza cardiaca).

CARATTERISTICA SISTEMA SIMPATICO SISTEMA PARASIMPATICO

NEURONI PREGANGLIARI MIDOLLO SPINALE T1-L3 NUCLEI NERVI CRANICI III,

toraco-lombare VII, IX, X

MIDOLLO SPINALE S2-S4

(cranio-sacrale)

GANGLI AUTONOMICI PARA-VERTEBRALI e PRE- DENTRO O PRESSO

VERTEBRALI GLI ORGANI

ASSONI PREGANGLIARI BREVI LUNGHI

ASSONI POSTGANGLIARI LUNGHI BREVI

ORGANI INNERVATI MM LISCI, CUORE, MM LISCI, CUORE,

GHIANDOLE GHIANDOLE

NEUROTRASM. NEI GANGLI ACETILCOLINA (ACh) ACETICOLINA

RECETTORI NEI GANGLI NICOTINICI NICOTINICI

NEUROTRAMETTITORE NORADRENALINA ACETILCOLINA

NEGLI ORGANI (ACh gh. sudoripare e mm

lisci vasi e mm scheletrici)

RECETTORI NEGLI ORGANI α1, α2, β1, β2 MUSCARINICO

Questa tabella riassume le cose fin qui dette, stressando le differenza tra sistema simpatico e

parasimpatico: indicazione su dove si trovano i neuroni pre-gangliari, dove si trovano i gangli (tra 1° e 2°

neurone), come sono gli assoni pre-gangliari e dove sono, quali sono gli organi innervati, quali sono i

neurotrasmettitori della 1° sinapsi (dentro il ganglio) e quali della 2° (tra neurone post-gangliare e organo

bersaglio), quali sono i recettori.

Schema più dettagliato che segnala più nel dettaglio quale effetto hanno le varie componenti del sistema

nervoso autonomo, se ci si ricorda l'esempio dell'animale che scappa l'80% delle cose si riscontrano già in

quell'esempio. Animale deve mettere in arto diverse funzione per potersi salvare, prima di tutto deve

essere in grado di avere una grossa performance muscolare (molto consumo di ossigeno), grossa

performance cardiaca e respiratoria (effetto sul cuore del sistema simpatico è quello di aumentare la

performance cardiaca in termini di gittata cardiaca), per aumentare la gittata cardiaca viene aumentata la

forza di contrazione del singolo battito per aumentare il numero dei battiti al minuto, si ha un effetto

cronotropo positivo (aumento della frequenza cardiaca) e inotropo positivo (aumento della forza di

contrazione). A livello respiratorio si deve avere un aumento del volume corrente (non può più essere 1/2

litro per ogni atto respiratorio) e della frequenza respiratoria, entrambe queste funzioni sono attivate dal

sistema simpatico attraverso sia il comando sull'attività meccanica polmonare sia attraverso la bronco-

dilatazione ( se uno respira molto ma i bronchi sono stretti non ottiene effetto desiderato). A livello

cutaneo: se il lavoro muscolare viene aumentato molto, deve esserci un modo per aumentare la

dissipazione di calore poiché la quantità di calore prodotta durante attività fisica è enorme, si ha la necessità

che il calore venga disperso e quindi aumentano l'irrorazione cutanea e la sudorazione (ghiandole

sudoripare attivate dal sistema simpatico con meccanismo colinergico). Gli aspetti metabolici necessitano di

ossigeno e sangue e anche che siano messe in atto delle funzioni che permettano di avere una maggiore

disponibilità di glucosio, quindi glucosio specialmente all'inizio attraverso meccanismi di smontaggio del

glicogeno (glicogenolisi) e sintesi di glucosio anche da altri substrati (gluconeogenesi); in un secondo tempo

si necessità dell'attivazione della glicolisi (che non può avvenire subito nell'animale in fuga).

Per quello che riguarda l'apparato digerente si ha il discorso diametralmente opposto, nel senso che

l'animale che scappa deve mettere da parte tutte le funzioni digestive, dalla digestione vera e propria

all'eliminazione dei prodotti della digestione--> inibizione della peristalsi, inibizione dei processi digestivi,

inibizione dei processi che portano a defecare o urinare (chiusura sfinteri e inibizione muscoli). L'animale in

fuga necessità di vedere meglio e quindi gli occhi sono dilatati, infatti il simpatico dilata le pupille.

Questi sono tutti i principali comportamenti che vengono indotti dalla stimolazione simpatica, il

parasimpatico fa pressappoco l'opposto, dal punto di vista cardiologico riduce la frequenza cardiaca; tende,

almeno in parte, alla bronco-costrizione, favorisce l'attività intestinale, favorisce sia la defecazione che la

minzione (rilascia gli sfinteri e contrae la muscolatura liscia corrispondente), produce una miosi (costrizione

dell'occhio).

A = attivazione K = contrazione H = inibizione R = rilasciamento D = dilatazione

Controllo delle funzioni ad opera del

sistema parasimpatico, in basso si trova

una legenda (le abbreviazioni sono in

tedesco). Fibre che provengono dai nervi

cranici III, VII e IX, hanno dei gangli

particolari, contenuti nella scatola cranica

(chiamati gangli ciliari, legati a muscolo

ciliare che serve a schiacciare il cristallino,

per consentire lo spostamento del punto

focale per vedere le cose da vicino), il

parasimpatico tende a stringere l'occhio; il

ganglio pterigopalatino ( in corrispondenza

dei processi pterigoidei dello sfenoide) è il

ganglio attraverso cui il VII nervo cranico

controlla le ghiandole lacrimali, queste

ghiandole si comportano come le altre

ghiandole della faccia, come le salivari ad

esempio, che sono ghiandole annesse all'apparato digerente e vengono attivate dal simpatico, le

sottomandibolari sono attivate dal VII nervo cranico attraverso il ganglio sottomandibolare, le parotidi sono

attivate dal ganglio otico sempre attraverso il VII nervo cranico, i 3 nervi cranici considerati raggiungono

l'occhio, le ghiandole salivari e le lacrimali, tutto il resto è legato all'attivazione degli altri organi--> sul cuore

hanno un effetto di riduzione del sistema di conduzione e della frequenza cardiaca, sui bronchi aumentano

la secrezione bronchiale e specialmente contrazione dei bronchi.

A = attivazione K = contrazione H = inibizione R = rilasciamento D = dilatazione

Il X nervo cranico raggiunge tutto l'intestino e comporta attivazione secretoria e contrazione muscolare

della varie parti dell'apparato digerente, tende anche al rilasciamento degli sfinteri sia dell'intestino crasso

(sfinteri rettali) sia della vescica; l'intestino crasso distale e la vescica urinaria, così come i genitali, ricevono

le fibre di tipo parasimpatico dalle radici sacrali. L'unica eccezione al fatto che ci sia un effetto opposto tra

simpatico e parasimpatico è sui genitali, su quelli femminili non si conosce molto, su quelli maschili è noto

che il sistema parasimpatico induce l'erezione mentre l'eiaculazione è di competenza del sistema simpatico.

Il

sistema simpatico ha l'effetto di attivazione del

muscolo dilatatore della pupilla (vasodilatazione

della pupilla), accomodazione (capacità di

vedere da vicino) del cristallino ad opera del

muscolo ciliare, per le ghiandole

sottomandibolari e salivari si ha l'attivazione di

secrezione di muco denso (secrezione di saliva

non utile per processi digestivi), attivazione dei muscoli piliferi cutanei (orripilazione, pelo irto, riscontrabile

negli animali e non più nell'uomo, pelle d'oca), bronco-dilatazione, conduzione più rapida per il cuore,

aumento della frequenza e della forza cardiaca, aumento dell'eccitabilità cardiaca, vaso-dilatazione

colinergica periferica. Nel disegno è rappresentato il plesso dei gangli para-vertebrali, che sono delle

colonne poste lateralmente (sia a destra che a sinistra) alla colonna; sono presenti anche altri gangli, posti

davanti alla colonna, che prendono il nome delle strutture vascolari rispetto alle quali si trovano, ad

esempio: ganglio celiaco perché è in vicinanza del tronco celiaco, gangli mesenterici superiori e inferiori

perché sono in correlazione con le arterie mesenteriche superiori e inferiori, questi gangli sono separati

dagli altri, in quanto sono una parziale eccezione: la gran parte dei gangli simpatici è raggruppata nella

colonna latero-vertebrale mentre questi si trovano davanti alla colonna, da questi però nasce la gran parte

delle fibre post-gangliari che vanno all'apparato digerente (stomaco, intestino, ecc) e hanno

prevalentemente un'azione di tipo inibitorio, le ultime radici del plesso lombare, che formano le radici del

plesso mesenterico inferiore, vanno a controllare gli organi della pelvi (vescica e utero nella donna, genitali

maschili nell'uomo, soprattutto per quanto riguarda l'eiaculazione).

La midollare del surrene riceve delle afferenze pre-gangliari come se fosse un grosso ganglio, sono presenti

dei neuroni modificati, che producono ed emettono adrenalina, che non viene immessa attraverso un

assone ma viene immessa direttamente nel torrente ematico, e quindi svolge le sue funzioni direttamente

attraverso il sangue; i ha una via di mezzo tra il sistema endocrino e il sistema nervoso.

Le fibre quando escono dalle radici seguono un percorso molto complesso, non è lineare il tragitto ma è

contorto e piuttosto complesso.

SENSIBILITA’:

SOMATOVISCERALE

SUPERFICIALE meccanocettori: pressione (Ruffini)

dp/dt (Merkel)

sprofond.(Meissner, pelo)

vibrazione(Pacini)

termocettori

PROPRIOCETTIVA fuso neuromuscolare (lunghezza)

org. Tendineo di Golgi (forza)

enterocettori articolari (angolo, vel.)

NOCICETTIVA terminazioni assoniche “a collana”

ORGANI di SENSO DELLA TESTA

La sensibilità può essere distinta in due grosse categorie: la sensibilità somato-viscerale (cute e visceri) e

gli organi specifici di senso (contenuti per la maggior parte nella testa: occhio, orecchio, apparato olfattorio

e gusto).

Sensibilità somato-viscerale può essere distinta in 3 categorie: sensibilità superficiale, sensibilità

propriocettiva e sensibilità nocicettiva.

La sensibilità superficiale è la più facile da comprendere, riguarda la capacità delle strutture superficiali

(quasi solo cutanee) di dare informazioni su quello che avviene nel mondo esterno, sono

fondamentalmente 2 tipi di recettori, meccanocettori (grandezze fisiche che riguardano il campo della

meccanica: movimento, spostamento, pressione, ecc) oppure termocettori (recettori di calore e della

privazione di calore).

La sensibilità propriocettiva è più complicata, fornisce informazioni sulla situazione interna, in particolare a

livello muscolare, tendineo e articolare, questo vuol dire che affinché un movimento che compiamo possa

arrivare alla fine bisogna che il centro (cervello) abbia delle informazioni di ritorno sull'efficacia del

movimento che è stato impostato (non è detto che se si induce un movimento questo vada a buon fine,

potrebbero esserci degli ostacoli che impediscono lo svolgimento del movimento).

La sensibilità nocicettiva riguarda la percezione del dolore, ovvero la percezione di stimoli di tipo meccanico

o termico che vengono catalogati come potenzialmente dannosi, non devono dare solo informazioni

sensoriali ma devono innescare dei meccanismi di allarme.

I meccanocettori sono distinti in diverse categorie di recettori, portano il nome dei vari anatomisti che per

primi li hanno descritti, sono presenti nello spessore della cute, composta da epidermide (parte esterna),

derma (parte intermedia riccamente vascolarizzata) e ipoderma (racchiude un grosso numero di cellule

adipose), la cute può essere priva di peli o provvista di peli, i peli sono degli amplificatori di stimolazioni

meccaniche che possono avvenire sulla superficie cutanea ( non si avverte una zanzara sul palmo della

mano ma sul dorso sì), i vari corpuscoli sono situazioni per lo più nel derma ma anche nel sottocutaneo e

forniscono informazioni differenti, di pressione (una forza che preme sulla superficie), di variazione di

pressione nel tempo (forza che preme sulla superficie varia la sua intensità), sprofondamento e vibrazione.

I nocicettori sono delle terminazioni assoniche a collana disperse nel tessuto cutaneo.

Le vie somato-sensoriali principali sono quelle

indicate nello schema di sinistra, queste vie

interessano le vie sensoriali tattili (sensibilità

cutanea) e dei propriocettori che arrivano dai

muscoli; queste vie viaggiano attraverso un 1o

percorso che è l'arrivo attraverso le corna posteriori

del midollo, il corpo cellulare del neurone

sensoriale non si trova nel midollo masi trova nel

ganglio spinale che si trova fuori, posteriormente al

midollo( si trova nella radice posteriore del

midollo), si vede indicato nell'esempio dal pallino

che rappresenta il corpo cellulare; la via afferente

dalla cute arriva attraverso questa via neuronale,

entra nel corno posteriore, non fa nessuna sinapsi e

risale attraverso una colonna di fibre mielinizzate

fino a giungere al midollo allungato (bulbo), questa colonna di fibre prende il nome di cordone posteriore

(1a strada che percorre il neurone sensoriale,senza fare sinapsi); una volta nel midollo allungato, in

corrispondenza dei nuclei del cordone posteriore, ciascuna di queste fibre fa sinapsi (si interrompe, finisce

con un bottone sinaptico che prende contatto con un altro neurone) con un neurone contenuto nel nucleo,

da cui nasce un assone che decussa (passa da destra a sinistra, o da sinistra a destra, --> si incrocia) e passa

a destra da dove risale verso il talamo attraverso un'altra via ascendente, chiamata lemnisco mediale,

questo è il 2o neurone della via sensoriale principale, questo neurone arriva nei nuclei sensoriali del talamo,

qui fa un'altra sinapsi e dal talamo nasce una proiezione (3o neurone) che finisce nella corteccia sensoriale

primaria, che è quella subito dietro il solco centrale di Rolando.

La via sensoriale è composta da 3 tratti: 1o tratto, dalla cute al bulbo (risale lungo il cordone posteriore e si

trova dalla stessa parte del soma/corpo da cui proviene la fibra sensoriale), 2o tratto in cui il 2o neurone

decussa subito e risale verso il talamo attraverso la 2a via ascendente (lemnisco mediale), 3o tratto in cui

dal talamo nasce il 3o neurone che proietta verso la corteccia sensoriale primaria.

Percorso analogo, ma più breve, lo compie il nervo trigemino (sensibilità cutanea della faccia) che ha un

grosso ganglio (ganglio di Gasser) alloggiato in strutture ossee del massiccio facciale, che decussa dopo aver

fatto sinapsi in un nucleo del trigemino a livello del ponte, anche le seconde fibre trigeminali fanno sinapsi

nel talamo e proiettano verso la corteccia post-rolandica. Il disegno sotto completa quello sopra, mostra la

competenza dei territori cutanei rispettivamente per i vari segmenti/settori delle radici del midollo: la parte

anteriore della faccia è di competenza del V nervo cranico e quindi è a parte,il resto è innervato dalle radici

sensoriali dei nervi spinali, e come si vede, la parte posteriore della testa e una parte degli arti superiori

sono sotto la competenza del plesso cervicale, la parte più interna degli arti superiori e la superficie cutanea

di dorso e torace sono sotto la competenza delle radici toraciche, gli arti inferiori sono sotto la competenza

del plesso lombare per la faccia anteriore e del plesso sacrale per la faccia posteriore.

Questa suddivisone della cute in vari settori e la loro attribuzione per competenza alle varie radici spinali è

una classificazione in dermatomeri (come se fossero pezzettini/strisce di pelle) in realtà non si riferisce

soltanto alla pelle corrispondente ma anche alle informazioni propriocettive che derivano dai muscoli o dai

tendini corrispondenti alla stessa zona.

Le sensibilità propriocettive sono queste 3 categorie: fuso neuromuscolare, l'organo tendineo di Golgi e gli

enterocettori articolari. FUSO NEUROMUSCOLARE

Il fuso neuromuscolare è un dispositivo che è rappresentato da una piccola

quantità di fibre muscolari modificate, integrate con dei sensori di stiramento,

sono posti in parallelo ai ventri muscolari e forniscono informazioni sul livello di

stiramento dei muscoli.

ORGANO TENDINEO DEL GOLGI

Gli organi tendinei di Golgi sono messi in serie sul

tendine e forniscono informazioni sulla forza che agisce

sul tendine (la forza esercitata dal muscolo).

Gli enterocettori articolari sono messi in corrispondenza dell'articolazione

e forniscono informazioni sull'angolo di un'articolazione e sulla

velocità con cui questo angolo può cambiare durante il movimento.

Tutte queste informazioni servono al centro per controllare l'efficacia

del movimento, queste efferenze sensoriali sono legati agli organi di

movimento, questo tipo di informazioni è chiamato propriocettivo, poiché vengono dall'interno. Sono

presenti in queste strutture anche dei meccanocettori dormienti, ovvero sono meccanocettori che

normalmente non forniscono alcuna informazione ma si attivano nel momento in cui lo stiramento del

muscolo, la sua forza e la sua angolazione vanno oltre un certo limite consentito, e diventano movimenti di

tipo pericoloso (informazioni nocicettive, nocicettore = recettore di dolore).

Il funzionamento del fuso neuromuscolare non è semplicissimo, nel senso che il fuso neuromuscolare deve

essere in grado di trasmettere un'informazione sulla lunghezza del muscolo distinguendo se il muscolo ha

avuto una variazione di lunghezza voluta dal soggetto oppure subita dal soggetto, è diverso se un muscolo si

accorcia o si allunga perché il soggetto ha compiuto un'azione oppure se questa variazione è dovuto a un

movimento che passivamente è stato subito dall'esterno,questa informazione deve essere interpretata in


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BUSTO ARSIZIO - CERNUSCO SUL NAVIGLIO - GARBAGNATE MILANESE - LEGNANO - MILANO - ROZZANO)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aarynankorsway di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Vignati Alberto.

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